
Dai contratti al rapporto con i sindacati passando per il salario giusto, l'occupazione e la manovra. Molti i temi affrontati dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, intervistata ad Andktalks dal direttore Davide Desario.
"Lavoro centrale in Manovra, sostegno non episodico"
“La finanziaria del 2027 potrà essere veramente un buon viatico per dimostrare che l’interesse del governo a sostenere il lavoro non è episodico e non avviene a scadenze fisse come ci hanno detto spesso le opposizioni”, ha detto la ministra affermando che, invece, “il lavoro è al centro di tutte le nostre riflessioni”.
"Su occupazione numeri positivi da consolidare, ancora molte sfide"
Quelli sull’occupazione sono “numeri positivi, siamo ad una buona fase del nostro lavoro, ma abbiamo di fronte ancora tante sfide, e soprattutto, questo andamento va consolidato”, ha detto all’Adnkronos la ministra del Lavoro. “Ci sono interventi ulteriori da fare, per esempio per sostenere l’occupazione giovanile e femminile”, ha spiegato, ribadendo che “i dati sono positivi, siamo sotto la media europea, così come è indicativo che i numeri dell’Italia migliorino in modo più sensibile di quelli degli altri Paesi, soprattutto in quei contesti in cui siamo più in difficoltà, cioè appunto i giovani e le donne”.
"Salario giusto coerente con art.36 Costituzione"
"Per noi il tema del salario minimo non è proponibile, il salario minimo fissato per legge è una soglia definita dalla politica, invece il nostro pensiero è che la contrattazione collettiva deve definire il sistema di regole. Il dl 1 maggio fa questo: quando si parla di salario giusto, si fa riferimento ai Ccnl che hanno stipulato le organizzazioni comparativamente più rappresentative e si guarda al trattamento economico complessivo. Per noi vuol dire un salario alto e corrispondente al principio contenuto nell'articolo 36 della Costituzione", ha affermato Calderone.
Sui contratti: "Si devono rinnovare per tempo e alla giusta retribuzione"
Bisogna “dare un impulso ai rinnovi contrattuali. I contratti si devono rinnovare per tempo e garantendo una giusta retribuzione”, ha detto la ministra rivendicando che in quest’ottica, “il decreto 1 maggio non è un episodio, ma una conseguenza: è in stretta connessione con le azioni fatte prima. Abbiamo investito 2 miliardi, nella finanziaria 2026, per sostenere i rinnovi, la tassazione agevolata dei premi di produttività, la sforzo dei lavoratori adibiti al lavoro faticoso”.
"Con i sindacati confronto produttivo c'è, pur nelle differenze"
Con le parti sociali "la convergenza è sicuramente replicabile su altri fronti perché il percorso di confronto e ascolto reciproco ha portato a interventi su altri temi" come ad esempio "il decreto 159 del 2025, il decreto sicurezza, che è stato frutto di confronto, ascolto e condivisione con le parti sociali", ha sottolineato Calderone. "Poi, come ha detto la presidente Meloni anche in occasione del congresso della Uil, ci sono momenti in cui andremo d’accordo e momenti in cui non andremo d’accordo. Ma il confronto c’è ed è un confronto assolutamente produttivo", ha aggiunto.
“Non penso che la Cgil sia contraria al tema del salario giusto. Le annotazioni fatte da Landini sul decreto 1 maggio sono che ‘non c’è niente per i lavoratori’. Però ha omesso di ricordare che avevamo anticipato l’impegno a favore dei lavoratori con la legge di bilancio 2026 che mette 2 miliardi euro”, ha detto ancora la ministra, ricodando: “E inoltre, nel decreto 1 maggio c’è un passaggio importante, pur nel rispetto dell’autonomia delle parti, cioè che i contratti si rinnovano a scadenza. E se ciò non avviene, bisogna riconoscere un’indennità provvisoria in attesa del rinnovo”.
Patente a crediti? "Non solo per edilizia"
“Per noi è importante che la patente a crediti, che nasce per l’edilizia e parte da un settore importante e complesso come quello delle costruzioni, poi possa diventare un patrimonio di tutto il mondo produttivo: già nel dl sicurezza del 2025 abbiamo individuato e tracciato la strada per altri settori, che però ovviamente richiede tutta una serie di valutazioni”, ha affermato la ministra. “La patente a crediti è rimasta nel cassetto di molti governi perché certamente complessa: l’applicazione e l’introduzione richiede un percorso di confronto, aggiornamento e approntamento dei sistemi che non può concludersi in un giorno. Ed è quello che siamo facendo: ora più di 500mila aziende sono nel circuito della patente”, ha quindi sottolineato.
Sul fronte caporalato "è in corso campagna controlli in agricoltura"
Sul fronte della lotta al caporalato “abbiamo intensificato le ispezioni e l’attività preparatoria, che viene fatta a monte nei settori particolarmente a rischio, e siamo in campo con una campagna straordinaria nel settore dell’agricoltura”, ha affermato sottolineando: “Per noi è importante evidenziare una convinzione: che la stragrande maggioranza delle imprese italiane e degli imprenditori sono sani, seri e onesti, trattano bene il proprio personale e applicano i contratti. Ma i pochi che agiscono nell’illegalità e con la connivenza della criminalità organizzata rischiano di compromettere la buona immagine di un paese che fa della qualità un elemento vincente all’estero”.
"Bisogna investire ancora di più nell’incremento delle attività ispettive. Ma in questo i numeri dicono che abbiamo fatto molto: dalle 100mila ispezioni del 2022 siamo arrivati a 158mila”, ha detto ancora la ministra rivendicando: “È importante intensificare le azioni di controllo. E credo che il governo abbia messo in campo delle azioni importanti: credo sia molto importante aver introdotto una norma che dice che chi denuncia, una vittima di caporalato che collabora con la giustizia, può ottenere l’assegno di inclusione, che è un sostegno economico importante che chi è sfruttato ha bisogno di ricevere. Inoltre viene inserito in un percorso in cui se non ha un permesso di soggiorno regolare gli viene riconosciuto e, contemporaneamente, viene accompagnato a trovare un lavoro regolare”. Allo stesso modo - ha osservato - “è importante anche il fatto che in altri contesti abbiamo repenalizzato il reato di somministrazione illecita e fraudolenta di manodopera: è un segnale importante”.
"Serve razionalizzazione bonus e incentivi"
“Bisogna sfatare il mito secondo cui i bonus o gli incentivi possono essere la motivazione per cui le aziende assumono. Non è così: le aziende assumono perché hanno lavoro e necessità di manodopera qualificata. Il sostegno in un percorso di inserimento lavorativo è per sostenere l’investimento a lungo termine su quelle persone”, ha quindi detto sottolineando: È importante proseguire nel sostegno alle assunzioni di giovani e donne ma è venuto anche il momento anche di fare una razionalizzazione degli incentivi perché a volte si sovrappongono e si rischia di disperdere le risorse, lasciando fuori la copertura di altre platee”.