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09.Giu

Ambiente, deposito cauzionale per garantire riciclo imballaggi monouso per bevande

riciclo - Foto ufficio stampa

(Adnkronos) - Uno degli strumenti più efficaci per massimizzare la raccolta selettiva degli imballaggi in plastica e metallo per bevande, e quindi favorire processi di riciclo più performanti, è rappresentato dai sistemi di deposito cauzionale (o Drs secondo l’acronimo inglese deposit return system). I sistemi di deposito attualmente sono impiegati principalmente per imballaggi per bevande, in diversi Paesi Ocse e non Ocse per garantire elevati tassi di raccolta e la qualità di specifici prodotti a fine vita. 

Attraverso l’impiego del deposito cauzionale per gli imballaggi per bevande, quando il consumatore procede all’acquisto del prodotto viene aggiunto un piccolo sovrapprezzo a titolo di cauzione o deposito. L’importo, che nei sistemi europei si aggira solitamente tra i 10 e i 25 centesimi di euro per imballaggio, viene interamente restituito quando il consumatore riporta il contenitore vuoto ed integro presso un punto di raccolta, generalmente presso un rivenditore di bevande (quale un supermercato o un altro esercizio al dettaglio, in modo da rendere la restituzione altrettanto facile quanto l’acquisto). 

Gli imballaggi vengono da lì prelevati e inviati presso un centro di smistamento e successivamente mandati ai riciclatori che li trasformano in nuovi contenitori come materia prima seconda. 

 

Questo meccanismo non solo incoraggia la raccolta differenziata e il riciclo attraverso la leva economica, ma garantisce anche un’effettiva economia circolare che “chiude il cerchio” con un riciclo di elevata qualità, da “bottiglia a bottiglia” e da “lattina a lattina”. Gli imballaggi per bevande raccolti non diventano materia prima seconda per produrre filati, ricambi per auto o altri oggetti che non hanno più un circuito di riciclo (cosiddetto downcycling), ma alimentano la produzione di imballaggi identici per la cui produzione, in mancanza di materiale da riciclo, dovrebbero essere impiegati polimeri o metalli vergini. 

In questo modo si evita un prelievo di risorse che, in un Paese povero di materie prime come l’Italia, mette in crisi anche gli obiettivi climatici e di decarbonizzazione nazionali, e in particolare i target europei per la raccolta ed il riciclo degli imballaggi. 

I benefici ambientali, economici e sociali di un sistema Drs: l’esperienza dei Paesi con Drs dimostra vantaggi chiari e misurabili. Sul piano ambientale, tassi di raccolta selettiva superiori al 90% con conseguente riduzione significativa del littering, riduzione della dispersione di plastica e metalli leggeri in natura e aumento del riciclo di qualità. Sul piano economico, efficienza nella raccolta selettiva, stimolo all’innovazione e alla filiera del riciclo, risparmi per i Comuni in termini di gestione dei rifiuti. Tra gli aspetti sociali, la creazione di posti di lavoro qualificati nel settore della logistica e del trattamento e il coinvolgimento attivo del cittadino che riceve un incentivo economico per ogni contenitore restituito. La cauzione genera inoltre impatti socioeconomici positivi: in molti Paesi europei che hanno adottato il Drs, l’importo della cauzione può essere donato ad enti di beneficenza favorendo la creazione di “economie del dono”. 

 

Il Regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio 2025/40 (Ppwr) rafforza le disposizioni già stabilite dalla Direttiva sulle plastiche monouso 2019/904 (Supd) per quanto riguarda la riduzione del littering dei contenitori per bevande e l’incremento del tasso di circolarità dei materiali, imponendo l'introduzione di sistemi di deposito cauzionale Drs in tutti gli Stati membri entro il 2029, sia per le bottiglie in plastica che per le lattine in metallo. 

Gli Stati membri che possono certificare il raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata delle bottiglie in plastica e delle lattine entro il 2026, e che riescono a raggiungere il 90% di raccolta nel 2029 mantenendo tale raccolta stabile negli anni, sono esentati dall’introduzione di un sistema Drs. L’esenzione viene tuttavia rimossa qualora per tre anni consecutivi non si consegua l’obiettivo del 90%, che si configura dunque come il target fondamentale ed obbligatorio. Questa esenzione sembra essere volta unicamente a ritardare l'implementazione degli ultimi sistemi Drs mancanti in Europa, poiché solo attraverso questi sistemi è possibile centrare l’obiettivo di raccolta del 90%. Ci si aspetta dunque che tutti gli Stati membri introducano sistemi Drs al più tardi entro il 2032. 

Ad oggi sono 19 i Paesi europei con sistemi Drs per il riciclo attivi, mentre altri 8 hanno già preso una decisione politica favorevole in merito. La direttiva Sup prevede la raccolta selettiva dei contenitori per bevande in plastica del 90% entro il 2029 (con un obiettivo intermedio del 77% entro il 2025) ed il raggiungimento di un target minimo del 30% di plastica riciclata nelle bottiglie stesse entro il 2030 (con un obiettivo intermedio del 25% entro il 2025). 

 

In Italia fronte di un immesso al consumo di circa 450-470 mila tonnellate annue di PET per contenitori per bevande, il sistema consortile stima di aver raggiunto nel 2024 un tasso di raccolta differenziata compreso tra il 68% e il 70%, mentre il contenuto di plastica riciclata impiegato per produrre nuove bottiglie si attesta al 20%, al di sotto del target europeo del 25% previsto per il 2025. L'Italia deve quindi colmare un divario significativo per raggiungere gli obiettivi fissati dall'Unione europea. Ad oggi, inoltre, non sarebbe ancora stata avviata una discussione strutturata sull'introduzione di un sistema di deposito cauzionale, mentre negli ultimi anni si è puntato su progetti sperimentali basati su eco-compattatori, come il programma Mangiaplastica, il progetto del consorzio Coripet e il progetto promosso da Corepla. Nel frattempo il dibattito politico si è intensificato: tra il 2025 e il 2026 sono state presentate diverse proposte di legge sul tema e, nel corso di un convegno svoltosi alla Camera dei deputati lo scorso maggio, esponenti istituzionali e stakeholder hanno rilanciato il confronto sull'adozione del sistema Drs anche in Italia. 

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