La manifestazione a Bologna per Fakir - fotogramma/ipa

(Adnkronos) - Si è conclusa l'autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un intervento della Polizia domenica in zona Pilastro a Bologna. Sono usciti dal padiglione dell'ospedale Sant'Orsola, in cui alle 11 è iniziato l'esame, i consulenti Matteo Tudini, nominato dall'avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due agenti, e Benedetto Vergari nominato dal legale Mario Simoni, che assiste i volontari della Croce Rossa. Uscendo, Vergari ha spiegato che si è trattato di un "esame molto particolareggiato e approfondito" ma che si tratta di un caso "molto complesso e bisogna attendere".  

 

“Credo emerga un quadro da asfissia da compressione. Ora ci saranno altri approfondimenti e attendiamo le conclusioni dei periti", dice all’Adnkronos l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir. “Ringrazio il professor Fineschi, nostro consulente, per il contributo che sta dando per il raggiungimento della verità sulla morte di Fakir”, sottolinea Anselmo. 

"Da quello che mi riferisce il mio consulente", in relazione a "quelli che sono gli indicatori tipici dello schiacciamento posteriore, cioè dell'uomo messo a terra e schiacciato fino a fargli impedire di dilatare la cassa toracica e, quindi, di respirare, non c'è assolutamente niente", dice Bordoni, che assiste i due agenti intervenuti. "Come non c'è nessun tipo di segnale di violenza o di infrazioni ossee, non dico di fratture, ma anche solo di infrazioni ossee, soprattutto alle costole, che, invece, sono gli elementi che normalmente si rilevano in questo caso, quando si parla di una persona che è stata impedita dal respirare per lo schiacciamento fino a non poter più inalare aria", aggiunge il legale. 

"Bisognerà giungere a una determinazione chiara di quell'infarcimento emorragico polmonare, che però può avere una serie di origini diverse, tutte compatibili con i dati che sono emersi dall'attività autoptica", aggiunge Bordoni, precisando che "il sanguinamento non è comunque collocabile in coincidenza con l'attività di contenimento e potrebbe essere anche precedente". "Il dato macroscopico è che quello che normalmente si osserva, cioè uno schiacciamento, un impedimento della respirazione, in questo caso non c'è - aggiunge - Quindi, l'esubero da parte dei poliziotti non si registra da questi primi elementi", afferma Bordoni, che dice anche che "con i dati disponibili, con quello che si è visto, con l'analisi dei video, con quello che è stato riferito e con altre emergenze delle analisi di oggi, quel sanguinamento polmonare può trovare un'altra spiegazione assolutamente coerente". 

Bordoni spiega poi che si tratta di un sanguinamento "vitale" e non "post mortem". "Lo schiacciamento dei polmoni è, con molta probabilità, riportabile alle attività svolte dai sanitari per cercare di rianimarlo - aggiunge - Quindi, è uno schiacciamento dovuto al fatto che questa persona non si è rianimata e, quindi, non avendo più resistenza muscolare, i polmoni pian piano crollano sotto al peso di chi cerca di spingergli il cuore per rimetterlo in moto". 

L'ambasciatore italiano in Marocco, Pasquale Salzano, e il console generale d'Italia a Casablanca hanno incontrato la vedova di Fakir. Secondo una nota dell'ambasciata, l'incontro si è tenuto su indicazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Nel corso dell'incontro - si legge - sono state espresse, a nome del Governo italiano, le piu' sentite condoglianze e la sincera vicinanza delle istituzioni italiane alla famiglia. L'ambasciatore e il console generale hanno inoltre confermato la piena disponibilità ad assicurare ogni possibile assistenza alla famiglia nelle prossime fasi della vicenda".