(di Stefano Ambu) I tesori etruschi su un lato dello spazio
espositivo del Museo Civico "Giovanni Marongiu", a Cabras, quelli
sardi dall'altro. Così lontani, così vicini, c'è scritto in una
parete. E il punto di incontro (ma di punti di incontro ce ne sono
tanti) è una statuetta trovata a Vulci, esposta in superficie di
circa 1500 metri quadri. Piccola, ma sembra proprio una copia in
miniatura di uno dei Giganti di Mont'e Prama. Ci sono altri esempi,
ma questo forse è il più eclatante.La Fondazione Mont'e Prama ha aperto al pubblico la grande mostra internazionale "Tyrrehenòs e Sardò, principi Etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce". La mostra, a cura di Daniele Maras, Paolo Giulierini, Raimondo Zucca e Giorgio Murru, è realizzata dalla Fondazione Mont'e Prama in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Comune di Cabras si potrà visitare fino al 9 novembre. Il progetto espositivo, realizzato con il coordinamento di Villagio Globale International, mette a confronto le aristocrazie etrusche e nuragiche durante il periodo Orientalizzante, unendo reperti d'eccellenza provenienti da diversi musei italiani, con una significativa selezione dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Il rasoio rinvenuto a Laerru è molto simile a esemplari di Tarquinia, Vetulonia e Populonia. Ma anche il leone di gusto orientalizzante che arriva dal santuario di Nurdole (Orani) e la fibula a sanguisuga dal santuario di S'Arcu 'e is Forros (Villagrande Strisaili), sono testimonianze molto chiare.
Nella mostra il "mare" che separa Sardegna e Toscana è un corridoio. Lontani, ma anche vicini: il visitatore, guardando alla sua destra e alla sua sinistra percepisce due culture quasi gemelle. L'acqua univa, non divideva. Nella costa toscana gli oggetti di produzione sarda furono importati in contesti...