
Il futuro di la Repubblica e La Stampa, quotidiani del gruppo Gedi, oggetto di un'offerta del gruppo greco Antenna, guidato da Thodoris (Theodoros o Theo) Kyriakou, riaprono il dibattito sulla proprietà, l'indipendenza e il controllo dei grandi media, in Italia e in Europa. Una delle principali obiezioni che si fanno rispetto all'operazione, anche andando oltre le rivendicazioni legate al patrimonio culturale, alla collocazione nell'area progressista, e alla difesa dell'attuale perimetro occupazionale, riguarda l'opportunità di cedere due tra i principali quotidiani italiani a un editore straniero.
Sarebbe un caso isolato in Europa? Analizzando le strutture proprietarie dei principali giornali di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, emerge un quadro in cui a controllare le testate sono nella maggior parte dei casi gruppi industriali, grandi famiglie o fondazioni espressioni di azionariato diffuso, nate per preservarne l'indipendenza.
Questi, invece, i casi in cui importanti testate sono controllate da azionisti stranieri: The Sun e The Times, controllati dalla News Corp di Rupert Murdoch insieme a The Economist (Exor), The Daily Telegraph, Sunday Telegraph (RedBird) nel Regno Unito; El Mundo, Marca ed Expansion, controllate da Rcs di Urbano Cairo (attraverso Unidad Editorial) in Spagna.
I principali giornali francesi sono per lo più di proprietà di un ristretto numero di miliardari e grandi gruppi industriali, ma ci sono realtà importanti che 'difendono' la loro indipendenza.
Le Figaro: è di proprietà del Gruppo Dassault (Socpresse), un colosso industriale e aerospaziale francese. La sua linea editoriale è notoriamente conservatrice e di centro-destra.
Le Parisien e Les Échos: sono parte dell'impero mediatico di Bernard Arnault, l'amministratore delegato del gruppo del lusso LVMH.
Le Monde: è attualmente controllato principalmente dal Fonds pour l'indépendance de la presse, che è diventato l'azionista di maggioranza dopo l'acquisizione di quote da parte di figure chiave come Xavier Niel (che ha ceduto quasi tutto il suo pacchetto), il miliardario ceco Daniel Kretinsky e Mathieu Pigasse.
Libération: Storicamente un quotidiano di sinistra, dopo essere stato a lungo legato a Patrick Drahi (Altice), è tornato a essere indipendente, gestito da una società senza scopo di lucro, pur mantenendo alcuni legami con i precedenti investitori. In passato, tra i suoi azionisti figuravano anche investitori italiani come Carlo Caracciolo (co-fondatore di La Repubblica) e Carlo Perrone.
Gran Bretagna, le conquiste di News Corp, Exor e RedBird
I grandi quotidiani britannici sono controllati da grandi gruppi editoriali, come News Corp di Rupert Murdoch (The Sun, The Times) e DMG Media (Daily Mail, Metro), mentre altre testate storiche come The Guardian sono indipendenti e gestite da fondazioni o editori specifici.
The Sun, The Times: sono controllati da News Corp (Rupert Murdoch).
Daily Mail, Metro: sono pubblicati da DMG Media (parte di Daily Mail and General Trust - DMGT).
The Guardian, The Observer: sono indipendenti, gestiti dalla Scott Trust, una fondazione senza scopo di lucro, che garantisce l'indipendenza editoriale del gruppo e ne sostiene la salute finanziaria, in modo da prevenirne eventuali scalate da parte di altri gruppi.
Daily Mirror, Sunday Mirror: fanno parte del gruppo Reach PLC.
The Daily Telegraph, Sunday Telegraph: sono di proprietà di Telegraph Media Group, che è stato acquisito da RedBird Capital Partners (fondo americano) e altri investitori.
The Economist: la multinazionale Exor, ovvero il gruppo controllato dalla famiglia Agnelli-Elkann, detiene il 43% del capitale. Le restanti quote sono divise tra altri azionisti maggiori e decine di piccoli azionisti, tra cui molti dipendenti ed ex dipendenti. Il 21% è della famiglia Rothschild, che ha antiche relazioni con la testata ma che ha recentemente messo in vendita la sua partecipazione.
Germania, grandi gruppi e proprietà familiari o legate a fondazioni
Il panorama editoriale tedesco è caratterizzato da un mix di grandi gruppi e proprietà familiari o legate a fondazioni, specialmente per i giornali di qualità e le riviste di approfondimento.
Bild, Die Welt: sono di proprietà di Axel Springer, un gruppo editoriale tedesco fondato nel 1946 da Axel Springer e con sede a Berlino. La società possiede anche il polacco Fakt e i siti americani di notizie Business Insider e Politico. Attualmente, l'erede Friede Springer e l'amministratore delegato Mathias Döpfner detengono la maggioranza delle quote.
Frankfurter Allgemeine Zeitung (F.A.Z.): è pubblicato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung GmbH, che ha una struttura proprietaria particolare, gestita da una fondazione (FAZIT-Stiftung) che ne garantisce l'indipendenza editoriale.
Der Spiegel: la principale rivista settimanale tedesca ha una struttura di proprietà che include la Fondazione Spiegel e la Verlagsgruppe Handelsblatt.
Süddeutsche Zeitung: è pubblicato dalla Süddeutscher Verlag, che è a maggioranza di proprietà del gruppo editoriale Suez-Verlag, a sua volta parte del gruppo Burda e della famiglia Dohrn.
Die Zeit: il settimanale liberale è pubblicato dal gruppo Zeit-Verlag Gerd Bucerius, che è in parte di proprietà del gruppo Holtzbrinck e in parte della famiglia Bucerius.
Spagna, Rcs tra i grandi gruppi del settore media
Il quadro editoriale spagnolo è dominato da pochi grandi gruppi con interessi diversificati nel settore dei media e la presenza 'straniera' di Rcs.
El País: è pubblicato da Prisa (Promotora de Informaciones), uno dei più grandi gruppi mediatici in lingua spagnola, che possiede anche altre testate e stazioni radio.
El Mundo, Marca ed Expansion: sono parte del gruppo editoriale italiano RCS MediaGroup, che ne detiene la quota di maggioranza attraverso la sua controllata Unidad Editorial.
ABC: è edito dal Grupo Vocento, un importante conglomerato mediatico spagnolo che controlla anche diversi giornali regionali e locali in tutto il Paese.
La Vanguardia: è la testata principale del Grupo Godó, un'azienda familiare di comunicazione con sede a Barcellona, che ha una forte presenza in Catalogna ma diffusione a livello nazionale.
La Razón: il quotidiano appartiene a Grupo Planeta, una delle maggiori potenze editoriali in Spagna e nell'America Latina, con interessi che spaziano dai libri alla televisione oltre ai giornali. (Di Fabio Insenga)

La 'Battaglia dei Sessi' piuttosto che unire, sembra dividere. Il match, fissato per il prossimo 28 dicembre a Dubai, tra la numero uno del ranking Wta Aryna Sabalenka e Nick Kyrgios, scivolato al 672esimo posto di quello Atp e da tempo lontano dai campi, ha acceso le polemiche nelle ultime ore. A parlarne è stata l'ex tennista statunitense Billie Jean King, che affrontò Bobby Riggs nel 1973, vincendo il match in tre set.
King all'epoca aveva 29 anni, mentre Riggs 55, ma quella partita ha avuto una risonanza sociale importante: "La mia era una lotta politica. È stato un periodo duro, culturalmente, per ciò che comportava. Sapevo che dovevo batterlo per provare a imprimere un cambiamento sociale. Avevo molte ragioni per vincere", ha raccontato in un'intervista alla BBC.
"Non abbiamo mai detto di essere migliori degli uomini, mai. Abbiamo parlato del nostro valore come spettacolo: a volte una partita femminile finisce per essere migliore di una maschile. Mi dà fastidio quando la gente dice che pensiamo di essere superiori", ha continuato, senza risparmiare una 'velata' critica alla sfida tra Sabalenka e Kyrgios, "spero che sia una grande partita. Vorrei che vincesse Aryna, ovviamente, ma non è la stessa cosa di quando sono scesa in campo io: l'unica somiglianza è che un ragazzo affronta una ragazza. Tutto il resto, no".
La risposta di Nick Kyrgios alle critiche, non solo a quelle di King, non è tardata ad arrivare. In una storia condivisa sul suo profilo Instagram, il tennista australiano ha scritto: "Tutti i commenti negativi alla 'Battaglia dei Sessi' non stanno facendo altro che dargli maggiore attenzione. Alla fine, Sabalenka passerà alla storia come una delle più grandi giocatrici di sempre, mentre io avrò intrattenuto folle in tutto il mondo".
"Siamo due persone, due buoni amici che vogliono dare spettacolo e attirare più attenzione sul tennis", ha continuato Kyrgios, "Siediti e goditi lo spettacolo. Amiamo entrambe le sfide e ci stiamo lanciando in questo progetto senza alcuna esperienza concreta. A nessuno importa cosa avete da dire".

Approfondire gli aspetti economici, organizzativi e sociali che influenzano la vita delle persone con malattia rara, contribuendo a migliorare le politiche di accesso ai farmaci e ai servizi essenziali, incluse le attività di screening neonatale. Sono gli obiettivi di 'MonitoRare - Focus farmaci per malattie rare e screening neonatale', un nuovo progetto di ricerca realizzato da Uniamo, la Federazione italiana malattie rare, in collaborazione con Crea Sanità, Centro per la ricerca economica applicata in sanità.
Il progetto - informa una nota - amplia e rafforza l'impegno di Uniamo nel monitoraggio del sistema italiano dedicato alle malattie rare e rappresenta un tassello fondamentale del percorso verso un accesso più equo e omogeneo alle terapie e alle opportunità di diagnosi precoce. La ricerca, condotta da Crea Sanità, prevede un lavoro articolato su più piani, tra cui: analisi desk, ricerche bibliografiche e revisioni sistematiche della letteratura scientifica; sviluppo di banche dati dedicate a consumi, accesso e regolamentazione dei farmaci per malattie rare; modelli di valutazione quantitativi, con particolare attenzione agli impatti economici e sociali. Inoltre: somministrazione di survey per raccogliere evidenze dirette da persone con malattia rara e professionisti del settore e consultazioni con metodo Delphi, per favorire consenso scientifico e multidisciplinare. La pubblicazione finale conterrà una sintesi dei risultati che confluirà nel 'Rapporto MonitoRare', documento annuale che presenta lo stato dell'arte delle politiche e dei servizi dedicati alle malattie rare in Italia.
Il progetto si concentra su 5 aree principali: consumi e spesa per i farmaci destinati alle malattie rare; tempi di accesso ai farmaci e ai dispositivi medici; benchmarking regionale, sia quantitativo che qualitativo, relativo alle differenze di regolamentazione e accesso alle terapie; revisioni della letteratura su economia e farmaci orfani (costo-efficacia, innovatività, costi evitati…); modelli di costo-efficacia e budget impact relativi allo screening neonatale. Un capitolo specifico sarà dedicato proprio allo screening neonatale, tema chiave per garantire diagnosi precoci e interventi tempestivi. Il progetto è realizzato con il contributo non condizionato di Alexion Pharma Italy Srl, Takeda Italia, Sanofi Italy, Roche Pharma Italy.

Da 30 anni offre il proprio tempo e la propria competenza a sostegno di chi ne ha più bisogno, si dedica al volontariato all'interno dell'Ail Padova Odv, opera come animatore sensibile nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell'Azienda ospedaliera università di Padova. Per questi motivi al sacerdote triestino don Marco Eugenio Brusutti è stato conferito il prestigioso riconoscimento 'Il Sigillo della Città di Padova', assegnatogli dal sindaco e presidente della Provincia di Padova, Sergio Giordani, per i suoi straordinari meriti umanitari. La cerimonia si è svolta lo scorso 10 dicembre nella Sala Auditorium del Centro San Gaetano.
Instancabile promotore della raccolta fondi per la ricerca - riporta una nota - don Brusutti ha partecipato ai banchetti delle campagne nazionali di sensibilizzazione dell'Ail e ha fatto parte per oltre 18 anni del Consiglio direttivo di amministrazione dell'associazione. Da ottobre 2020 ne è divenuto presidente, guidando il ricambio generazionale e affrontando in prima linea le sfide poste dalla pandemia di Covid-19, in particolare nel servizio di assistenza domiciliare ai pazienti. Sotto la sua presidenza sono state riaperte 9 unità abitative dedicate all'accoglienza dei bambini malati e delle loro famiglie, e ha preso vita un progetto internazionale di accoglienza umanitaria a favore dei bambini leucemici. Inoltre, l'Ail Padova Odv ha recentemente acquisito la gestione di una nuova casa di accoglienza a Monselice, destinata ai piccoli pazienti sottoposti a terapia radioterapica presso l'ospedale di Schiavonia.
Da sempre don Marco sostiene e coordina il lavoro dei preziosi volontari attivi nei reparti di Oncoematologia pediatrica di Padova e di Ematologia di Camposampiero, che affiancano bambini, adulti e le loro famiglie nel difficile percorso di cura. La sua presenza costante si è estesa anche all'ambito formativo, partecipando a numerosi seminari dedicati ai diritti del malato e all'etica. Vicario parrocchiale nella Chiesa di Santa Caterina da Siena a Trieste e bioeticista presso l'ospedale pediatrico Irccs Burlo Garofolo, centro regionale per le cure palliative pediatriche, don Brusutti è un punto di riferimento per l'intero Friuli-Venezia Giulia. Il Sigillo della Città di Padova si aggiunge ai numerosi riconoscimenti internazionali già ricevuti per il suo impegno. Don Brusutti ha voluto dedicare il premio a tutti i volontari dell'Ail che ogni giorno, spesso nell'anonimato, offrono il proprio tempo e la propria competenza a sostegno di chi ne ha più bisogno.

Mohamed Salah lascerà il Liverpool a gennaio? L'attaccante egiziano è in rotta con i Reds dopo essere stato escluso dai convocati per la trasferta di Champions League contro l'Inter, vinta dagli inglesi 1-0 con il discusso rigore trasformato da Szoboszlai. A parlare del futuro di Salah, che lunedì prossimo partirà per la Coppa d'Africa, è stato proprio il tecnico del Liverpool Arne Slot: "Parlerò con lui più tardi. E questa conversazione determinerà se sarà convocato o meno per la partita di domani", ha detto l'allenatore olandese in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Premier League contro il Brighton, "non ho alcun motivo per non volere che rimanga".
Cos'è successo
La miccia che ha acceso il caso Salah è arrivata al termine del match contro il Leeds. Nonostante la partita sia finita 3-3, l'egiziano non ha trovato spazio in campo, rimanendo in panchina per tutti i 90 minuti. "Sono veramente tanto deluso. Ho fatto così tanto per questo club, soprattutto nella scorsa stagione. Ora mi sento come se il club mi avesse abbandonato", ha detto a caldo dopo il triplice fischio Salah, "Sembra che vogliano scaricarmi, facendomi passare per il problema della squadra".
Il Liverpool, che ha vinto il titolo in Premier lo scorso anno, è reduce da un inizio di stagione complicato, che lo vede al decimo posto in campionato con 23 punti. E Slot, nonostante le difficoltà, ha utilizzato con il gontagocce Salah: "Molte volte ho detto di avere un buon rapporto con l'allenatore, ora invece all'improvviso non abbiamo più alcun rapporto. Per come la vedo io, sembra che qualcuno non mi voglia più", ha detto l'egiziano, "sembra che il club mi abbia buttato già dall'autobus, mi sento così".
"Amo tantissimo il Liverpool e lo sosterrò sempre, ma questa situazione non è accettabile. Non credo di essere il problema. Non sono più forte di nessuno, ma non devo nemmeno lottare ogni giorno per la mia posizione. Me la sono guadagnata per tutto quello che ho fatto per il club", ha concluso Salah. Queste parole avevano quindi portato all'esclusione dai convocati per il match di San Siro.
Sirene di mercato e un possibile ritorno in Serie A
Il caso Salah ha inevitabilmente acceso il mercato di gennaio. In Inghilterra si rincorrono voci su una sua possibile cessione, nonostante ad aprile scorso abbia firmato un (dorato) rinnovo con il Liverpool fino al 2027. Le piste più calde al momento portano in Arabia Saudita, in particolare all'Al Hilal di Simone Inzaghi, che non avrebbe problemi a farsi carico dell'ingaggio da 10 milioni netti percepito dall'egiziano. Voci di mercato arrivano anche dalla Turchia, con il Galatasaray interessato.
E un ritorno in Serie A? Al momento appare molto complicato proprio per i costi elevati di una possibile operazione Salah. Difficile infatti che il giocatore si tagli buona parte dell'ingaggio, al momento insostenibile per i club italiani. Inoltre ci sarebbe anche la 'grana' dello slot da extracomunitario, per cui i club dovrebbero liberare un posto in rosa per poterlo tesserare.

Un centinaio fra studenti, docenti e collaboratori scolastici sono stati evacuati stamane intorno alle 10.30, a seguito di una intossicazione dovuta con ogni probabilità dalla presenza nell'aria di una sostanza urticante. Il tutto è accaduto all'istituto secondario di primo grado Cardano in via Giulio Natta a Milano.
Il secondo piano dell'edificio scolastico, è stato precauzionalmente evacuato per consentire ai vigili del fuoco ed in particolare agli esperti del nucleo NBCR di effettuare i necessari controlli. Cinque persone risultano lievemente intossicate e sono state curate dal personale del 118.
Le operazioni di controllo e bonifica dei vigili del fuoco sono terminate da poco senza che siano emerse ulteriori criticità. Un episodio analogo, sempre nella stessa scuola, era avvenuto anche ieri mattina con alcuni studenti che erano dovuti ricorrere alle cure dei sanitari.

Alle 12.12 del 12 dicembre 2025 il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha annunciato i quattro portabandiera dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. “I quattro portabandiera saranno, a Cortina Amos Mosaner e Federica Brignone e a Milano Federico Pellegrino e Arianna Fontana”, ha annunciato Buonfiglio.
"Oggi è un giorno importante ed ho scelto di annunciare i nomi dei portabandiera. Avere un senso di complicità con i numeri, la fortuna, la cabala e il 12 è considerato il numero della completezza, dell’armonia e della ciclicità, sono 12 i mesi, le ore, e i segni zodiacali, ma la parola che mi sta più a cuore è l’armonia che in tutte le circostanze stiamo cercando di portare avanti, il desiderio che ci sia un mondo in armonia, quello di cui ci occupiamo noi. Vorrei che fossimo di esempio. L’armonia è stata anche la chiave dello sviluppo di Milano Cortina", ha aggiunto Buonfiglio.
Milano Cortina 2026, i portabandiera italiani
Ma chi sono i portabandiera azzurri? La più nota è la fuoriclasse dello sci alpino Federica Brignone (classe 1990), alle prese con la corsa contro il tempo per recuperare dal brutto infortunio al ginocchio ed essere alle Olimpiadi. Ha vinto tre medaglie olimpiche e cinque iridate (tra cui gli ori nella combinata a Courchevel/Méribel 2023 e nello slalom gigante a Saalbach-Hinterglemm 2025). Nella sua incredibile bacheca, anche due Coppe del Mondo generali e cinque di specialità.
Arianna Fontana, leggenda dello short track, è l’atleta italiana con più medaglie, undici, nella storia delle Olimpiadi invernali. Pochi mesi fa aveva raccontato così - in esclusiva all'Adnkronos[1] - l'avvicinamento a Milano Cortina: "Giocare in casa è un privilegio. L’obiettivo è arrivarci facendo il massimo. Se saprò di aver fatto tutto il possibile, senza dubbi, sarò serena. Non dovessero arrivare medaglie, vorrà dire che le altre saranno state più brave e avranno lavorato meglio”.
Amos Mosaner, campione del curling, ha già scritto una pagina memorabile alle Olimpiadi invernali. A Pechino 2022 ha vinto la prima medaglia della storiadell'Italia nella storia del suo sport: l'oro nel doppio misto, in coppia con Stefania Constantini".
Federico Pellegrino, classe 1990, è la stella italiana dello sci di fondo, campione del mondo nella sprint a Lahti 2017. Nella sua carriera ha vinto due Coppe del Mondo di sprint e due medaglie d'argento olimpiche (Pyeongchang 2018 e Pechino 2022).

"Selumetinib si era già dimostrato efficace in età pediatrica nel ridurre il volume e nel controllare la crescita" dei neurofibromi, "stabilizzando la malattia dei plessiformi, ma anche controllando il dolore, con forti ricadute sulla qualità di vita. Avere adesso a disposizione la stessa terapia anche per l'età adulta apre nuove frontiere terapeutiche per una fetta di pazienti che rimaneva sicuramente bisognosa di questo tipo di approccio". Così Claudia Santoro, pediatra genetista dell'Uosd di Ematologia e oncologia dell'Aou L. Vanvitelli di Napoli, commenta l'estensione di indicazione, da parte dell'Ema-Agenzia europea dei medicinali, per l'impiego di selumetinib nell'età adulta. Si tratta di "un farmaco inibitore di Mek - spiega - che è fondamentale nella via" metabolica "che è disregolata" in chi ha una diagnosi di neurofibromatosi di tipo 1 (Nf1). Questa condizione è "alla base della patogenesi delle complicanze tumorali della Nf1, in particolare del neurofibroma plessiforme".
Lo studio Komet, "sulla base del quale si è fondata l'approvazione dell'Ema - illustra Santoro - ha dimostrato che selumetinib in età adulta è efficace rispetto al placebo nel raggiungere la risposta obiettiva confermata (Orr), quindi dando delle risposte parziali in termini di riduzione del volume della massa, con ricadute chiaramente su quelli che sono i sintomi secondari della lesione, primo fra tutti il dolore, ma anche la riduzione di tutti i sintomi che ne sono secondari". Lo studio "ci ha offerto dei dati che sono ancora preliminari: aspetteremo quelli finali, perché si tratta di uno studio ancora attivo - precisa l'esperta - Quello che possiamo dire è che, sulla base dei dati disponibili per l'età pediatrica, ci aspettiamo un tasso di risposta sicuramente più elevato, con una sicurezza e un'efficacia a lungo termine che saranno probabilmente compatibili con quelli già osservati sui bambini".
"Fino a poco tempo fa - sottolinea Santoro - potevamo usare questo farmaco, l'unico al momento disponibile sul territorio nazionale, solamente in persone con meno di 18 anni, ma l'Nf1 è una patologia che dà complicanze quoad vitam", quindi che influiscono sulla sopravvivenza del paziente, "e il plessiforme, seppur congenito, dà problemi per tutta la vita e un tasso di crescita più o meno costante per ciascun paziente. Non potevamo lasciare fuori gli adulti e non offrire loro questa scienza terapeutica che - conclude - ha sicuramente modificato drammaticamente la storia naturale della patologia".

"Il farmaco è in grado non solo di bloccare, e in alcuni casi anche di ridurre, la massa del neurofibroma pessiforme, ma consente anche un ottimo controllo del dolore. Spesso i neurofibromi causano un dolore che è molto difficile da controllare con i comuni analgesici o con i farmaci che si utilizzano per controllare il dolore neuropatico. In passato, fino a questa approvazione, l'unica arma per contrastare i neurofibromi plessiformi era la chirurgia e alcuni pazienti sono andati incontro a vari interventi. A volte l'intervento ha anche purtroppo lasciato degli esiti perché interessava strutture molto delicate. Adesso abbiamo una nuova arma da affiancare o che può essere usata dopo l'intervento chirurgico". Così Marica Eoli, responsabile della Struttura semplice di Neuro-oncologia sperimentale della Fondazione Irccs Istituto Neurologico C. Besta di Milano, in occasione dell'estensione da parte dell'Ema - Agenzia europea dei medicinali dell'impiego di selumetinib in adulti con neurofibromatosi di tipo 1 (Nf1), commenta i risultati del trial internazionale Komet. Proprio in base ai risultati di questo studio, a cui ha preso parte anche Eoli, è arrivato il via libera dall'ente regolatorio.
Si è trattato di "uno studio in doppio cieco - spiega l'esperta - Né il paziente né il medico conosceva esattamente chi assumeva il farmaco o un placebo (una molecola del tutto inerte). Dopo comunque circa 1 anno, anche chi aveva preso il placebo passava al trattamento attivo con selumetinib".
Il farmaco era "già stato approvato sia in Italia che negli Stati Uniti per l'età infantile" nella Nf1, "una delle tante malattie ereditarie che predispongono a un elevato rischio di tumori, soprattutto cutanei - illustra l'esperta - ma anche del sistema nervoso, sia centrale che periferico, a livello gastrico, oppure surrenale. Oltre alle alterazioni cutanee, come le classiche macchie caffelatte, questi pazienti hanno anche un aumentato rischio di ipertensione arteriosa, di malformazioni vascolari e, a volte, anche dei problemi nello sviluppo neuromotorio. I neurofibromi plessiformi in età infantile, ma anche in età adulta", si caratterizzano per essere "costituiti da tanti grappolini di tumori - la cosiddetta massa vermiforme - che", comprimendo "strutture vitali come la trachea oppure il midollo spinale", possono "dare dei disturbi nel movimento, nella respirazione, sfigurare il viso". Inoltre causano, "purtroppo, anche un rischio più evidente in età giovanile, ma che in età adulta, di trasformarsi da una lesione del tutto benigna atipica, a volte, in una lesione maligna".

In Senato le storie delle donne ucraine violentate dagli occupanti russi: 'Sema Ukraine', vuol dire in lingua Swahili, 'non tacere'. Raccontare è infatti l'obiettivo del convegno, organizzato in Sala Nassirya, dal senatore del partito democratico, Filippo Sensi, vicepresidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani intitolato 'Le torture sistematiche contro i civili e i prigionieri ucraini come arma più diffusa dell’aggressione russa'.
Con l'esponente dem anche Iryna Dovhan, direttrice proprio di 'Sema Ukraine', l'organizzazione impegnata nel sostegno delle donne ucraine vittime di violenza, Oleksiy Sivak, presidente associazione Alumni, rete di civili ucraini che hanno subito torture, Maryna Mukhina, giornalista e attivista per i diritti umani, a Olesya Tataryn, presidente dell’Associazione Culturale 'Italia-Ucraina Maidan' e Eleonora Mongelli, vicepresidente Federazione Italiana Diritti Umani. "Di fronte a quello che è successo, a quello che succede in Ucraina, a quello che succede alle ucraine e agli ucraini, chi a casa nostra parla di anime belle, di farisei io ho soltanto una cosa da rispondere: guardate prima di parlare, ascoltate prima di pontificare, sentite prima di dichiarare", ricordando come "il bisogno di giustizia non è vendetta".
In una sala affollata di donne, attiviste dei diritti umani e cittadine ucraine, viene proiettato un frammento del docufilm 'Traces', realizzato dalla regista ucraina Alisa Kovalenko. Immagini che raccontano le storie delle dolorose esperienze di sei donne straordinarie sopravvissute a violenze sessuali e torture durante l’aggressione russa in Ucraina, a partire dall'occupazione del Donbass nel 2014.
Vicende piene di dolore, raccontate in prima persona dalle vittime, assistite dalle organizzazioni che danno sostegno a chi paga sul proprio corpo la violenza maschile della guerra. "Esisti, ma sei nessuno", dice la vittima del primo racconto, dopo la narrazione della brutale aggressione. Prende la parola in Sala la regista Kovalenko: "Anche io -rivela- nel 2014, in Donbass, sono stata vittima di violenza sessuale da parte di un ufficiale russo". "Sono stata la prima donna a parlare di quanto mi era successo". Da lì nasce il 'bisogno' di raccontare le tante storie come la sua, nella pellicola.
"Lo scandalo di queste donne è che sono rimaste vive -sottolinea Sensi- e ci raccontano come hanno fatto a essere qui". "Ci hanno mostrato fatti e tutti noi dovremmo sapere che farne, dove metterli. Si fa un gran parlare di Occidente come se fosse una scatola dentro la quale racchiudere l'Europa. Beh, questo succede in Occidente, questo succede a noi".

Selumetinib, inibitore orale e selettivo di Mek, è stato approvato nell'Unione europea per il trattamento dei neurofibromi plessiformi (Pn) sintomatici e inoperabili in pazienti adulti con neurofibromatosi di tipo 1 (Nf1). Lo annuncia Alexion, AstraZeneca Rare Disease, spiegando che il via libera della Commissione europea fa seguito al parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema) ed è basato sui risultati dello studio Komet, il più ampio e unico studio internazionale di fase 3, controllato con placebo, in questa popolazione di pazienti. I dati sono stati presentati al Congresso annuale 2025 dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) e pubblicati su 'The Lancet'.
La Nf1 - ricorda l'azienda in una nota - è una malattia genetica rara e progressiva, solitamente diagnosticata nella prima infanzia, ma che spesso progredisce fino all'età adulta e può colpire tutti gli organi. Fino al 50% delle persone affette da Nf1 può sviluppare un tipo di tumore non maligno chiamato neurofibroma plessiforme, che può colpire il cervello, il midollo spinale e i nervi. I Pn possono comparire nel corso della vita e crescere fino a diventare di grandi dimensioni, causando dolore, deformità e debolezza muscolare, oltre ad altri sintomi debilitanti. "L'approvazione in Europa di selumetinib per gli adulti affetti da Nf1 con Pn offre a pazienti e medici una nuova possibilità di cura, contribuendo a colmare le lacune terapeutiche oltre l'età pediatrica", afferma Pierre Wolkenstein, direttore Dipartimento di Dermatologia ospedale Henri Mondor, Aphp, università di Parigi Est (Upec), e coordinatore nazionale della sperimentazione Komet in Europa. "Come dimostrato nello studio di fase 3 Komet, lo studio clinico in fase avanzata più solido condotto finora su questo gruppo di pazienti - sottolinea lo specialista - gli adulti trattati con selumetinib hanno registrato una significativa riduzione del volume tumorale, con un profilo di sicurezza coerente con il suo uso consolidato nei pazienti pediatrici, confermando i benefici clinici di selumetinib sia per gli adulti di nuova diagnosi sia per quelli in transizione verso le cure dell'età adulta".
Dichiara Marc Dunoyer, Ceo di Alexion, AstraZeneca Rare Disease: "L'approvazione da parte della Ce estende il potenziale trasformativo di selumetinib agli adulti affetti da Nf1 con Pn nella regione, garantendo continuità delle cure anche in età adulta. Questo traguardo, insieme alla nostra leadership pionieristica nel panorama terapeutico della Nf1 con Pn, incarna il costante impegno di Alexion nel rispondere alle esigenze insoddisfatte della comunità delle malattie rare. Siamo ansiosi di rendere disponibile selumetinib il prima possibile agli adulti che ne hanno bisogno in tutta Europa". Nell'analisi primaria dello studio - dettaglia la nota - selumetinib ha mostrato un tasso di risposta obiettiva (Orr) statisticamente significativo del 20% rispetto al 5% del placebo al ciclo 16. Dopo 12 cicli, i pazienti trattati con placebo sono passati a selumetinib e i pazienti trattati con selumetinib hanno continuato il trattamento per altri 12 cicli. Il profilo di sicurezza del farmaco nello studio Komet è risultato coerente con quello già noto e il suo uso consolidato nei pazienti pediatrici. Sulla base degli stessi risultati, selumetinib è stato recentemente approvato in Giappone e in altri Paesi per il trattamento di pazienti adulti con Nf1 affetti da Pn sintomatici e inoperabili. Sono in corso ulteriori revisioni regolatorie.

Come si batte Jannik Sinner? Francisco Cerundolo, la ricetta, non l'ha ancora trovata. Il tennista azzurro ha ricominciato ad allenarsi in vista della nuova stagione che partirà da Melbourne, dove Sinner dovrà difendere il titolo conquistato agli ultimi Australian Open. Jannik ha concluso l'anno in crescendo dimostrandosi quasi invincibile sul cemento indoor, di gran lunga la sua superficie preferita, vincendo in serie l'Atp 500 di Vienna, il Masters 1000 di Parigi e le Atp Finals di Torino, dove ha battuto in finale il grande rivale Carlos Alcaraz.
"Non ha debolezze, nessun punto debole. L'ho fatto giocare a Parigi, al chiuso, ed era ingiocabile. Non sapevo cosa fare", ha ammesso a Tennis365 Francisco Cerundolo, tennista argentino, numero 21 del mondo, che è stato battuto da Sinner negli ottavi del Masters 1000 francese.
"Il suo servizio è incredibile, così come la sua risposta. Nei punti da fondocampo, colpisce la palla così forte che non hai tempo di fare nulla", ha spiegato Cerundolo, che coltiva un ottimo rapporto con Sinner anche fuori dal campo, "due anni fa forse non era al meglio fisicamente e se c'erano partite lunghe, sbagliava qualche palla. Ora non sbaglia più nulla".

Mirabilandia, il parco divertimenti più grande d’Italia, ha conquistato ieri sera a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, il premio 'Best Family Experience' per l’Italia ai Tiqets Remarkable Venue Awards 2025, assegnato annualmente da Tiqets in base alle recensioni e al gradimento dei visitatori. I Remarkable Venue Awards premiano le migliori attrazioni e le più incredibili esperienze presenti sulla piattaforma Tiqets. I nominati vengono selezionati sulla base di 2,5 milioni di recensioni relative a venue e attività disponibili, provenienti da sei delle destinazioni di viaggio più popolari al mondo: Spagna, Italia, Francia, Benelux, Portogallo e Regno Unito & Irlanda. Per ciascuna regione, i candidati competono in sei categorie di premio, che valorizzano qualità dell’esperienza, innovazione, offerta culturale e apprezzamento da parte del pubblico. Nella categoria italiana 'Best Family Experience', insieme a Mirabilandia erano in gara anche MagicLand, Leolandia e Cavallino Matto, testimoniando l’alto livello dell’offerta dei parchi divertimento in Italia.
Questo nuovo riconoscimento consolida il ruolo di Mirabilandia come destinazione di riferimento per le famiglie e come protagonista nel panorama dell’amusement italiano. Conferma inoltre l’impegno costante del Parco nel rinnovare e arricchire la propria offerta, con nuove aree tematiche e spettacoli originali, riuscendo sempre a mantenere alti standard di soddisfazione tra i visitatori.

Lindsey Vonn continua a vincere. La sciatrice americana ha trionfato, a 41 anni, nella discesa libera di St Moritz, facendo segnare il miglior tempo in 1'29"63 con un secondo di vantaggio sull'austriaca Magdalena Egger, seconda. Chiude il podio al terzo posto l'austriaca Mirjam Puchner, mentre Sofia Goggia si piazza al quarto posto con il tempo di 1'31, frutto di una partenza lenta.
Tra le altre azzurre: ottavo posto per Laura Pirovano, a pari merito con la tedesca Kira Weidle-Winkelmann, undicesimo per Nicol Delago. Roberta Melesi si piazza 20esima, Nadia Delago 23esima, seguita da Elena Curtoni.

Il Ministero della cultura (Mic) ha pubblicato un bando di concorso pubblico per l'assunzione a tempo pieno e indeterminato di 1.800 unità di personale non dirigenziale da inquadrare nell'Area assistenti.
Nel dettaglio, il bando prevede il reclutamento di 1.500 assistenti per la tutela, l’accoglienza e la vigilanza del patrimonio e dei servizi culturali (Codice 01), nell’ambito della “Promozione e gestione dei servizi culturali ed educazione al patrimonio”, e 300 unità di assistente tecnico per la tutela e la valorizzazione (Codice 02), nell’ambito della famiglia professionale “Tecnico-specialistica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale”.
Le candidature devono essere inviate esclusivamente per via telematica, previa registrazione sul Portale unico del reclutamento "inPA". Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato per le ore 23:59 del 10 gennaio 2026. Il bando integrale è consultabile sul sito istituzionale del Ministero della Cultura.

MasterChef ha già trovato il suo vincitore? Si chiama Luciano, ha 92 anni e la sua storia ha commosso i giudici del cooking show, in onda giovedì 11 dicembre con la prima puntata della nuova edizione.
Luciano, ha raccontato, di non essere ancora in pensione: “Faccio l’amministratore delegato di una piccola azienda di telecomunicazioni”. E non ha dubbi sul motivo della sua partecipazione: "Sono venuto a MasterChef per vincere", ha detto.
Il momento più emozionante è arrivato quando Cannavacciuolo gli ha chiesto quando avesse iniziato a cucinare. "Da pochi anni, 10. Quando mia moglie Miriam ha smesso di poterlo fare, lo faceva per me e per lei, poi anche per i miei figli quando venivano a trovarci il sabato e la domenica. Ho cominciato a fare qualche piatto fuori dal comune, mettendo degli ingredienti un po' diversi da quelli soliti, mi riusciva bene".
Alla domanda se Miriam cucinasse bene, Luciano con orgoglio ha risposto: "Era bravissima, aveva una specie di sesto senso. Guardava una ricetta e la cambiava al volo, seguendo l’istinto, e spesso le riusciva anche meglio dell’originale. Quando organizzavamo cene con gli amici preparava tutto lei. Cominciavamo giorni prima, non abbiamo mai comprato niente di pronto. Lei mi ha lasciato questa passione”.

La fiction 'Un Professore 3', in onda ieri su Rai1, ha vinto la sfida del prime time con 3.397.000 spettatori, pari al 20,7% di share. Secondo posto per Canale 5 che con ‘Una Nessuna Centomila’ 1 ha conquistato 1.773.000 spettatori e il 16,3% di share mentre ‘Splendida Cornice’ su Rai3 ha intrattenuto 898.000 spettatori (5,9% share).
Fuori dal podio troviamo ‘Piazzapulita’ in onda su La7 con 857.000 spettatori (4,7% share) mentre Rete4 con ‘Dritto e Rovescio’ ha interessato 781.000 spettatori (6,3% share). Seguono: Rai2 con ‘Ore 14 Sera’ (751.000 spettatori, 5,7% share); Italia1 con ‘The Flash’ (676.000 spettatori, 4,4% share); Nove con ‘A casa per Natale’ (453.000 spettatori, 2,6% share) e Tv8 con ‘Europa League: Basilea-Aston Villa’ (385.000 spettatori, 2% share).
In access prime time ‘La Ruota della Fortuna’ su Canale 5 ha incollato allo schermo 5.422.000 spettatori pari al 26,6% di share mentre ‘Affari tuoi’ su Rai1 ha interessato 4.629.000 spettatori (22,6% share).
Mentre la trattativa per arrivare alla fine della guerra tra Russia e Ucraina va avanti, le azioni militari e strategiche continuano su più fronti. Oggi, venerdì 12 dicembre, dopo che Bruxelles ha ventilato l'ipotesi di trasferire gli asset russi congelati a un 'prestito di riparazione' per l'Ucraina di 140 miliardi di dollari, la Banca centrale della Russia ha presentato ricorso.
Qualsiasi "utilizzo diretto o indiretto" degli asset congelati è "illegale e contrario al diritto internazionale", incluso il principio dell'immunità sovrana degli asset, sostiene la Banca. La Banca centrale anticipa anche la sua intenzione di sfidare senza riserve" qualsiasi azione che porti all'impiego non autorizzato di tali asset "in tutte le sedi competenti" e di perseguire l'attuazione delle successive decisioni giudiziarie nei Paesi delle Nazioni Unite.
Ma non solo, poco dopo aver diffuso questo comunicato, l'istituto ha diffuso un'altra dichiarazione in cui si annuncia il ricorso, presso la Corte arbitrale di Mosca, contro Euroclear - società in cui in Belgio sono depositati la maggior parte degli asset - denunciando le "azioni illegali". Si chiede un risarcimento per le conseguenze di tali azioni che "hanno provocato danni alla Banca di Russia, innescate dalla sua incapacità di disporre dei fondi monetari e dei titoli".
Nell'idea della Commissione europea il prestito all'Ucraina sarebbe restituito solo dopo la fine della guerra, quando la Russia compenserà Kiev per i danni provocati dall'invasione. Progetto a cui si oppone il Belgio.
Presidio davanti a Ecofin: "Usate fondi russi"
A sostegno della linea di Bruxelles stamattina una cinquantina di attivisti pro Ucraina hanno manifestato davanti alla sede del Consiglio europeo dove si tiene la riunione mensile dei ministri delle Finanze dell'Ue, chiedendo di utilizzare i beni congelati alla Banca centrale Russa. I dimostranti hanno scandito slogan ("Usate quei fondi") e sventolato bandiere ucraine e belghe, oltre a cartelli e striscioni.

"Usate i beni russi - Un modo giusto e legale per difendere l'Ucraina", recita uno, mentre un altro accusa il premier belga Bart De Wever, dubbioso sul progetto presentato dalla Commissione, di essere "il prossimo Viktor Orban".
Raid ucraino contro raffineria di Yaroslav
Intanto i combattimenti vanno avanti. Nella notte raid di droni ucraini contro la raffineria Slavneft-Yanov di Yaroslav in Russia. Un incendio di vaste proporzioni di è sviluppato nel sito di una delle principali raffinerie del Paese, come rendono noto fonti ucraine e russe. Il sito si trova a più di 700 chilometri dal confine con l'Ucraina. L'impianto ha una capacità di 15 milioni di tonnellate di petrolio l'anno ed è il quinto in Russia per volumi di petrolio trattato. Era già stato colpito da droni lo scorso 31 ottobre.
Mentre a Tver, circa 180 chilometri a nordovest di Mosca, i detriti di un drone ucraino hanno colpito un condominio causando il ferimento di sette persone e innescando un incendio. A riferirne sono state le autorità locali: il governatore regionale Vitaly Korolyov ha parlato di sei adulti e un bambino feriti e di una ventina di persone evacuate dal condominio nella città di oltre 400mila abitanti. "A Tver, stiamo affrontando le conseguenze della caduta dei detriti di un drone su un edificio residenziale", ha dichiarato su Telegram. Secondo la Tass i detriti del drone hanno innescato l'incendio in un appartamento e mandato in frantumi le finestre di diversi altri.

Il cantiere della Nuova Diga Foranea di Genova[1], opera marittima tra le più complesse in Europa, avanza con le lavorazioni sia in superficie che nei fondali. Come si spiega in una nota, il Consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild, ha completato l’affondamento del quindicesimo cassone, mentre nel cuore del mare sono state consolidate oltre 50mila colonne di ghiaia, pari al 79% del totale previsto, con un avanzamento complessivo della ghiaia posata dell’87%. L’opera è realizzata per conto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
I progressi sulle fondamenta che, sebbene invisibili, sono la spina dorsale dell'opera, includono anche l'ultimazione dell'installazione dei dreni, lunghi 22 metri, a 30 metri di profondità, elementi essenziali per stabilizzare e regolarizzare il piano di appoggio di una parte della diga. L'unicità di questo progetto risiede nel controllo costante del cantiere sommerso. Viste le profondità eccezionali, che arrivano fino a 50 metri, è fondamentale l'impiego di sistemi di monitoraggio high-tech curati da Socotec, la società incaricata di seguire i rilievi e la sensoristica di monitoraggio geotecnico. Le attività di controllo - continua la nota - rappresentano gli “occhi della diga” e vengono paragonate all'opera di un "sarto" di altissima precisione: un lavoro essenziale su un terreno che deve essere costantemente "controllato, anticipato, compreso".
Per garantire la stabilità strutturale, una fitta rete di sensori sofisticati – tra cui piezometri, inclinometri e profilometri – è installata per il monitoraggio del terreno di fondazione della diga. Questi strumenti interconnessi elaborano in tempo reale dati su pressioni e assestamenti che vengono trasformati in mappe e modelli a supporto di ogni decisione ingegneristica. In parallelo, a bordo dell'imbarcazione “Implacabile”, i tecnici operano con rilievi in mare aperto per 12 ore al giorno, sette giorni su sette, garantendo che ogni fase dei lavori sia svolta con la massima sicurezza e precisione. Una volta completata, la Nuova Diga Foranea, con i suoi circa 6 km complessivi di estensione, permetterà al porto di Genova di accogliere navi fino a 400 metri di lunghezza, trasformandolo in approdo privilegiato per le grandi rotte internazionali. L'opera, parte di un sistema infrastrutturale integrato con il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi–Nodo di Genova, realizzato anche questo da Webuild, rafforzerà i collegamenti tra il Mediterraneo e il cuore dell'Europa.



