
Massimo Lopez, lo spot Sip e Sanremo 2026: il rebus, e l'incrocio, è servito. E' diventato virale, scatenando migliaia di commenti sui social, tra sorpresa e nostalgia, lo storico spot Sip degli anni ’90 con Massimo Lopez, trasmesso ieri da tutte le reti tv generaliste italiane.
Tra chi ha pensato di essere entrato nella macchina del tempo e chi ha raccontato quali ricordi di quegli anni lo spot d'annata gli aveva evocato, intorno alla insolita scelta di trasmettere una pubblicità di oltre 30 anni fa, ha acceso una enorme curiosità. E probabilmente l'intento era proprio quello. Secondo rumors insistenti, lo spot datato è sostanzialmente un teaser della nuova campagna che Tim lancerà da domani durante i giorni del festival di Sanremo 2026. Riproporre il celebre spot di "una telefonata allunga la vita" serve probabilmente a intercettare l'effetto nostalgia ma anche rievocare un momento in cui l'azienda di telecomunicazioni era percepita come sinonimo di innovazione e quotidianità.
Insomma, non solo un’operazione amarcord ma una precisa strategia di posizionamento. In un mercato competitivo come quello delle telecomunicazioni, recuperare uno spot così simbolico e riconoscibile sicuramente può aiutare a rafforzare identità e continuità. Un'operazione, insomma, che trasforma il passato in leva di marketing attuale.
Ufficialmente da Tim nessun commento ufficiale. Ma l'azienda conferma anche quest'anno, da main partner del festiva, il suo legame con il mondo della musica. Durante alcune serate, offrirà al pubblico del Teatro Ariston un momento speciale capace di coinvolgere tutti: grazie alle più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale, racconterà e arricchirà con suggestioni visive le canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana, eseguite dall’Orchestra di Sanremo.
Presente a Sanremo anche il Tim AI Data Lab, l’hub digitale del Gruppo che utilizzerà Intelligenza Artificiale e tecnologie avanzate per analizzare in tempo reale il sentiment del pubblico sui social network, restituendo una fotografia immediata delle reazioni al Festival. Il Data Lab sarà ospitato nello store Tim di via Matteotti, a pochi passi dall’Ariston, dove per tutta la settimana, alcuni artisti in gara saranno protagonisti di esclusive video interviste raccontate sui social di Tim e di videochiamate con i clienti vincitori del concorso ‘Tim ti porta a Sanremo’.
Torna anche il Premio Tim, assegnato all’artista più votato dal pubblico attraverso la pagina Instagram Tim Official e l’App My Tim. Il concorso consente di scegliere il proprio artista preferito tra i 30 Big in gara e di vivere in prima persona le emozioni del Festival. Il riconoscimento sarà consegnato sul palco dell’Ariston, durante la serata finale da Pietro Labriola, Amministratore Delegato di Tim.
Tra le novità, anche il ‘People&Planet Lab’: lo spazio di Tim, ASviS - Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - e Rai Radio da cui, per tutta la settimana, le dirette radiofoniche di Caterpillar e Sportello Italia, i collegamenti e le dirette streaming daranno voce a storie e progetti che mostrano cosa cambia quando si passa dalle parole ai fatti. A partire da #RompiLaBolla, l’iniziativa con cui Tim promuove un uso più critico e consapevole del digitale attraverso video, incontri nelle scuole e webinar, per riconoscere i meccanismi che possono influenzare le nostre scelte. Verrà inoltre assegnato il ‘Premio People&Planet – Canzone Sostenibile’ al brano in gara a Sanremo con il testo più vicino ai temi ambientali e sociali.

"Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una Difesa comune" è il titolo della 5° edizione di CyberSec, la conferenza internazionale promossa ed organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia che si terrà il 4 e 5 marzo prossimi alla Scuola superiore di polizia. L’edizione 2026 è in collaborazione con Polizia di Stato, che attraverso il servizio della polizia postale e della sicurezza cibernetica è in prima linea sia nel contrasto al cybercrime sia nella protezione delle infrastrutture critiche informatiche nazionali. La conferenza si terrà il 4 e 5 marzo 2026 a Roma presso la Scuola superiore di polizia.
Il direttore di Cybersecurity Italia Luigi Garofalo afferma: "Siamo orgogliosi della collaborazione con polizia di Stato, è un riconoscimento per CyberSec, che si posiziona sempre di più nel nostro Paese come il principale momento di confronto sulla cybersicurezza tra tutti gli stakeholder rilevanti sia istituzionali sia aziendali con l’obiettivo di proporre, in modo collaborativo, come affrontare e vincere le sfide del cybercrime e della cyberwar nell’attuale contesto geopolitico. Il cyberspazio non può più essere trattato solo come silos, perché è uno dei domini della guerra ibrida, combattuta quotidianamente. Infatti, dal nostro punto di vista la cybersicurezza è sicurezza nazionale". Per il direttore della conferenza Eliana D'Aquanno, "la cybersicurezza è una sfida sistemica che richiede cultura, tecnologie, visione, coordinamento, capacità di governance e formazione. CyberSec, con la 5° edizione presso la prestigiosa scuola superiore di polizia, continua ad essere la piattaforma in cui questa consapevolezza si consolida ed evolve. CyberSec è nata proprio con questa ambizione: favorire un confronto di alto livello che non si esaurisca nel dibattito, ma contribuisca alla definizione di una strategia condivisa per la resilienza del Paese e la tutela del benessere collettivo".
I relatori di CyberSec2026 saranno i rappresentanti delle Istituzioni e i top manager delle aziende più strategiche della cybersecurity, provenienti dall’Italia e dall’estero. Tra gli speaker confermati:
- Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno
- Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy
- Vittorio Pisani, Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
- Vittorio Rizzi, Direttore Generale, DIS
- Henna Virkkunen, Executive Vice-President, Commissione Europea
- Bruno Frattasi, Direttore Generale, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale
- Sandro Sanasi, Comandante, Comando per le Operazioni in Rete
- Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio della Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica
- Riccardo Croce, Direttore, CNAIPIC, Centro Nazionale Anticrimine
- Gianpaolo Zambonini, Dirigente Superiore, Polizia di Stato e Direttore, Servizio per la Sicurezza Cibernetica, Ministero dell’Interno
- Patrick Touak, Direttore del Comando Cyberspazio del Ministero dell'Interno francese (ComCyberMI)
- Mario Nobile, Direttore Generale, Agenzia per l'Italia Digitale
- Nunzia Ciardi, Vice Direttrice Generale, ACN
- Paolo Aceto, Gen. D. Comandante, III Reparto, Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri
- Luca Tagliaretti, Executive Director, ECCC
- Alessandro De Pedys, Direttore Generale per le Questioni Cibernetiche, MAECI
- Mario Viola, Direttore della Scuola Superiore di Polizia
Per saperne di più:

Momenti di grande paura per una troupe Rai diretta a Sanremo in occasione del Festival, che prenderà il via domani 24 febbraio. Rosanna Cacio, inviata de 'La volta buona' ha raccontato a 'Il Tirreno' l'incidente avvenuto ieri, domenica 22 febbraio, durante il trasferimento di routine da Genova verso la città dei fiori.
Il viaggio del van Rai, con a bordo quattro persone – tra cui l’inviata, un film maker e due autori – si è trasformato in una tragedia sfiorata all’interno di una galleria autostradale: il mezzo ha infatti tamponato un’altra auto che, dopo l’impatto, si è ribaltata.
"Tanta paura ma, ringraziando il cielo, è andato tutto bene. Stavamo viaggiando per iniziare la settimana di racconto del Festival", ha spiegato la giornalista. Cacio ha ricordato i momenti dopo lo schianto: "In piena galleria il nostro van ha tamponato un altro mezzo che è schizzato via e si è ribaltato. Ho chiamato subito i soccorsi. Sono rimasta colpita dalla rapidità con cui vigili del fuoco e polizia sono intervenuti".
Nell'auto coinvolta viaggiavano i componenti della band pisana 'Animeniacs', anche loro diretti a Sanremo per un’esibizione legata alla settimana del Festival. "Ci hanno subito detto che stavano andando a Sanremo per suonare. Erano disperati perché temevano di non riuscire ad esibirsi. Gli ho detto 'Ragazzi, siete vivi, questo è l’importante'".
"Quando ho visto la macchina ribaltata ho pensato che fossero tutti morti", ha confessato Cacio, descrivendo la scena come "agghiacciante". Una delle componenti, che ha riportato la frattura scomposta di una vertebra, sarà operata nei prossimi giorni. "Poteva essere davvero una tragedia. Siamo qui a raccontarlo, ed è questo che conta", ha concluso la giornalista.

L'ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, è stato arrestato oggi, lunedì 23 febbraio, dalla Metropolitan Police con l’accusa di abuso d'ufficio.
In una nota, citata da Sky News, la polizia ha riferito che un uomo di 72 anni è stato fermato a un indirizzo nel quartiere londinese di Camden e condotto in una stazione di polizia per essere interrogato. L'arresto segue l’esecuzione di mandati di perquisizione in due proprietà nelle aree di Wiltshire e Camden. Mandelson ha in precedenza respinto ogni accusa di illecito.
I file saranno resi pubblici, ma è polemica sui tempi
Il governo britannico ha inoltre annunciato che la prima tranche di documenti relativi alla nomina di Mandelson ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti sarà pubblicata all'inizio di marzo. Il capo segretario del premier Keir Starmer, Darren Jones, ha spiegato alla Camera dei Comuni che i file saranno diffusi progressivamente, mentre un documento legato all’indagine in corso sarà reso pubblico solo successivamente, in accordo con la polizia. All'inizio del mese i deputati avevano votato per obbligare l'esecutivo a rendere pubblica tutta la documentazione relativa all'incarico diplomatico di Mandelson. Secondo Sky News, i materiali coinvolti sarebbero migliaia. Il ministro ombra conservatore Mike Wood ha criticato i tempi della pubblicazione, accusando il governo di procedere "con l'urgenza di un bradipo stanco in un lunedì festivo".
Il ritiro dalla Camera dei Lord e dal Partito laburista
All’inizio del mese - dopo essere stato richiamato a settembre dall’incarico di ambasciatore negli Usa in seguito alle prime rivelazioni legate ai file sul caso Epstein - Mandelson aveva annunciato il ritiro dalla Camera dei Lord, con effetto dal 4 febbraio, lasciando anche il Partito laburista sotto la crescente pressione politica e mediatica provocata dalle nuove informazioni emerse dall’ultima pubblicazione del Dipartimento di Giustizia statunitense.
La rinuncia al seggio parlamentare non comporta però la perdita automatica del titolo nobiliare di Lord, che può essere revocato soltanto attraverso una specifica legge del Parlamento. Il governo ha indicato l’intenzione di valutare nuove norme in materia, mentre Starmer ha affermato che non sarebbe opportuno che Mandelson continui a utilizzare il titolo.

In un Festival di Sanremo interamente dedicato a Pippo Baudo "un invito all'Ariston ci stava, per chi come me ha passato 18 anni della sua vita insieme a lui. E sarei stata felice di ricordarlo". Così Katia Ricciarelli, sentita dall'Adnkronos, commenta le indiscrezioni secondo le quali, nella serata inaugurale del festival, che si aprirà con un omaggio a Pippo Baudo, in platea ci saranno i figli del grande conduttore Tv, Tiziana e Alessandro, e - sempre a quanto apprende l'Adnkronos - anche l'assistente di Baudo, Dina Minna, che però non siederà in platea.
"Un invito ci stava - prosegue Ricciarelli - non tanto come ex moglie, ma comunque come un'artista che è stata al suo fianco per tanti anni e poteva ricordarlo davvero". Ci è rimasta male? "Onestamente me lo sarei aspettato - risponde la celebre soprano - così come mi aspettavo tante altre cose che non sono avvenute. Si vede che per loro i 18 anni di vita con Pippo sono sciocchezze che non contano. In realtà, io lo ricordo sempre con tanto affetto, perché - sottolinea - tutti abbiamo i nostri difetti, ma era un uomo e un artista grandissimo, quindi sarei stata felice di essere lì. Ma non ha importanza, non faccio più caso a tutto quello che si è detto e che si è pensato, vivo la mia vita".
Commentando infine la notizia degli invitati della 'famiglia', Katia Ricciarelli si meraviglia: "Mi sembra tutto molto strano - dice - dal momento che viene invitata la segretaria, avrebbero dovuto avere il coraggio di metterla vicino ai figli, visto che sono tutti e tre in testamento".

"Cancella le tue App di incontri e vai subito in un pronto soccorso italiano". E' diventato virale e continua a far discutere il 'video-spot' pubblicato sui social da Karin Kildow, sorella della sciatrice americana Lindsey Vonn operata all'ospedale Ca' Foncello di Treviso dopo una frattura riportata cadendo in discesa libera ai Giochi di Milano-Cortina. Una "pubblicità positiva" che non dispiace affatto a Matteo Bassetti, ben avvezzo a certi complimenti in qualità di "più figo dei virologi", come veniva affettuosamente apostrofato in piena pandemia di Covid dai conduttori della trasmissione 'Un Giorno da Pecora' su Rai Radio 1. "In famiglia dicevano che mi piace vincere facile", sorride l'infettivologo sentito dall'Adnkronos Salute, precisando subito "sto ovviamente scherzando, partivo favorito solo per motivi anagrafici".
Quello della Kildow, ma già prima il grazie della Vonn per le cure ricevute in Veneto, "è un bellissimo messaggio che arriva in un momento difficile per la sanità italiana - dice Bassetti - pensando anche a quello che è successo a Domenico", il bimbo di 2 anni morto a Napoli dopo un trapianto di cuore danneggiato. "Sentir dire da Vonn e sorella che i medici italiani non solo sono bravi, ma sono anche belli, fa molto piacere", commenta il direttore della Clinica di Malattie infettive dell'Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova. "Che poi è un dato di fatto", osserva: "I medici italiani sono tra i più bravi del mondo, forse i più bravi, perché abbiamo una delle scuole migliori, tant'è vero che con i nostri camici bianchi noi esportiamo qualità medica in tutto il mondo". Bravura e pure bellezza, "perché insomma che in Italia ci siano anche dei bei medici è sicuramente un altro punto a nostro favore", ragiona Bassetti. Certo, puntualizza, "l'importante è che siano bravi, perché il fatto di essere belli assolutamente non cambia nulla in ciò che serve nel nostro lavoro". Però "qualcuno potrà sempre dire che è meglio farsi curare da un medico bravo e bello piuttosto che da un medico bravo e basta", ironizza l'infettivologo.
"Grazie alla famiglia della Vonn", ripete Bassetti. E "spero e mi auguro - chiosa - che tutto questo faccia arrivare un messaggio dall'altra parte dell'oceano: che il modello di sanità", il migliore, da imitare, "è quello etico italiano. Dove non si lascia indietro nessuno non solo nell'emergenza, ma lungo tutto il percorso di cure".
"La sanità italiana è un'eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, come raccontato anche nella serie Tv 'Cuori'", appena conclusa su Rai 1. E proprio dalla fiction prende spunto l'intervento di Matteo Martari, noto al grande pubblico per il ruolo del professor Alberto Ferraris, cardiochirurgo dell'ospedale Molinette di Torino, alle prese negli anni '70 con i primi tentativi di trapianti di cuore in Italia. Con l'Adnkronos Salute l'attore commenta con leggerezza, ma anche con chiarezza, il video di Karin Kildow. "Avrà fatto piacere ai sanitari ricevere parole di apprezzamento - osserva Martari - ma non metterei sullo stesso piano bellezza e bravura".
"Da appassionato di sci ho seguito tutte le Olimpiadi senza perdere una gara - confessa l'artista - compresa quella in cui Lindsey Vonn ha avuto quel brutto infortunio. E' comprensibile che la sorella sia rimasta colpita da alcuni medici, ma la competenza è un'altra cosa. Ripeto, la bellezza non può essere una chiave per richiamare l'attenzione sulla professionalità di chi lavora nel nostro Ssn". Ripensando all'esperienza sul set, l'attore sottolinea l'importanza della consulenza medica per rendere credibile la narrazione: "Siamo stati fortunati - racconta - perché ci ha seguito il cardiochirurgo Guglielmo Actis Dato. Con lui abbiamo fatto vere e proprie lezioni di cardiochirurgia, ricevendo consigli e dettagli utili per entrare nella parte. Per noi era il punto di riferimento unico per tutto ciò che riguardava la disciplina". Un lavoro di preparazione che, secondo Martari, ha contribuito al successo della serie e alla rappresentazione realistica di un settore - quello della cardiochirurgia - simbolo dell'eccellenza sanitaria italiana.
Intanto l'attore veronese, classe 1983, è impegnato sul set della serie 'Libera', con Lunetta Savino, che andrà in onda sempre su Rai 1, "ma sto lavorando anche ad un altro progetto". E guarda avanti con ottimismo: "L'auspicio è che 'Cuori' possa tornare con una quarta stagione -conclude - mi farebbe molto piacere", continuando a raccontare, tra finzione e realtà, il valore della medicina italiana.

Sanremo 2026 è alle porte e la macchina del festival sta scaldando i motori. Sarà una lunga settimana che metterà a dura prova i cantanti: tra i 30 Big in gara, 10 salgono per la prima volta sul palco dell'Ariston. Veterani o debuttanti, per tutti la mente e il fisico saranno messi a dura prova da un evento che è la maratona televisiva per eccellenza. Il festival "si configura come un vero e proprio 'stress-test' biologico e psicologico per gli artisti in gara. La partecipazione alla kermesse richiede un impegno che trascende la semplice competenza tecnica canora, mettendo a dura prova psico-fisicamente i cantanti. L'artista che calca il palcoscenico del Teatro Ariston è sottoposto a un carico di lavoro che per intensità è paragonabile a quello di un atleta d'élite impegnato in una competizione". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa dell'università del Salento.
"Ovviamente l'ansia da prestazione non è solo problema psicologico", spiega: "Si traduce in una contrazione involontaria dei muscoli elevatori della laringe, alterando la biomeccanica del tratto vocale e forzando l'artista a 'spingere' per ottenere il volume desiderato, innescando così un circolo vizioso di affaticamento e potenziale danno tissutale. A questo - descrive lo specialista - si aggiunge una secrezione prolungata di cortisolo, l'ormone dello stress. Se nel breve termine questo ormone permette di gestire nel breve termine la performance, la sua persistenza nei 5 giorni del festival può portare a conseguenze potenzialmente dannose come l'indebolimento del sistema immunitario, rendendo le mucose delle corde vocali più suscettibili a infezioni virali o batteriche. "Se a oltre a questo aggiungiamo come le corde vocali siano soggette a una frizione meccanica estrema, è comprensibile pensare come, in condizioni di stanchezza, la chiusura glottica diventa inefficiente, portando alla formazione di edemi (gonfiori) o, nei casi di abuso prolungato, addirittura a lesioni organiche come noduli o polipi", prosegue Bernetti, anche segretario generale Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa.
"La raucedine e la perdita del controllo delle note alte sono i segnali d'allarme che indicano una sofferenza della mucosa", avverte il medico-fisiatra. "Situazione che si aggrava ancora di più - sottolinea - in condizioni di reflusso gastrico. Da questo punto di vista esistono diversi protocolli atti ad agire non solo sulla soppressione dei sintomi, ma anche sull'eliminazione delle cause attraverso l'equilibrio della performance e dello stile di vita". Un aspetto spesso sottovalutato è poi quello posturale. "La postura - precisa l'esperto - non è solo una questione estetica, ma la base architettonica su cui poggia lo 'strumento' vocale. Infatti, esiste una correlazione diretta tra l'allineamento della colonna vertebrale e l'efficienza del diaframma".
Come si può intervenire? "E' fondamentale fare attenzione all' idratazione, che è uno dei pilastri della salute vocale - risponde Bernetti - Non basta bere acqua subito prima di cantare. Le corde vocali vengono idratate per via sistemica, occorre quindi bere costantemente a piccoli sorsi durante tutto l'arco della giornata. In alcuni casi sono utili vaporizzazioni o inalazioni di soluzione fisiologica, o acqua termale, che possono aiutare a mantenere l'umidità superficiale della mucosa".
Nel caso della postura? "Una colonna vertebrale flessibile e ben allineata permette alla laringe di muoversi liberamente. Se la curva lordotica cervicale è accentuata (iperlordosi), o se la testa è proiettata in avanti, i muscoli anteriori del collo subiscono un allungamento passivo che blocca la laringe verso l'alto, impedendo il corretto passaggio tra i registri vocali - analizza lo specialista - Una postura instabile, magari anche causata dall'uso di calzature inadeguate o da una base d'appoggio troppo stretta, costringe il corpo a cercare stabilità attraverso contrazioni muscolari non necessarie che si riflettono inevitabilmente sul timbro vocale".
Secondo Bernetti, "per affrontare il Festival di Sanremo in condizioni ottimali l'artista deve adottare una routine rigorosa che integri dieta, allenamento fisico e igiene vocale sin da mesi prima dell'evento. L'evento richiede una consapevolezza che va ben oltre il talento musicale. Il successo sul palco dell'Ariston è il risultato di un equilibrio tra preparazione atletica, stabilità posturale, igiene alimentare e resilienza psicologica. La prevenzione delle problematiche fisiche non è un atto isolato - conclude il medico-fisiatra - ma un percorso che coinvolge un'équipe multidisciplinare. La sfida non è solo cantare bene una sera, ma riuscire a mantenere la stessa qualità e brillantezza per tutta la durata della manifestazione".
Venerdì 6 marzo a Cagliari l'evento "La bellezza è un'impresa"... 
Da una parte i rischi di tossinfezioni alimentari e dall'altra lo spreco. E' quello che dovremmo ricordarci quando mettiamo un alimento nel carrello della spesa, dopo avere letto per bene l'etichetta, che ci fornisce tante informazioni, e soprattutto la scadenza. Per alcuni alimenti va rispettata "senza indugiare perché i rischi di contaminazioni batteriche invisibili sono alti", mentre per "altri dovremmo anche farci guidare dal buon senso". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Antonella Maugliani, prima ricercatrice del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell'Istituto superiore di sanità (Iss).
'Da consumarsi entro' o 'preferibilmente entro', qual è la differenza
Il primo passo è fare chiarezza sulle varie tipologie di scadenza che hanno gli alimenti, freschi o meno: "La dicitura 'da consumare entro', seguita dal giorno e dal mese, soprattutto per il latte, lo yogurt e i formaggi freschi, la carne o il pesce - spiega Maugliani - ci impone di non consumarli e non fidarci del nostro occhio e naso per percepire se sono ancora buoni, perché tanti batteri sono invisibili e c'è il rischio di tossinfezioni". Anche se è passato solo un giorno? "Sì, perché quella data è stata messa dall'azienda ed è frutto di prove e rispetta la normativa sulla sicurezza alimentare".
Mentre la dicitura 'da consumarsi preferibilmente entro'? "Meglio chiamarla Tmc (tempo minimo di conservazione) - continua l'esperta - ed è invece un'indicazione relativa alla qualità degli alimenti che si possono consumare anche oltre la data se conservati bene e non sono aperti, ma potrebbero aver perso sapore, freschezza e odori. Un esempio: la pasta, il riso, i cibi in scatola, gli snack, il tonno. Qui vale la regola del buon senso: una volta aperto, se la consistenza e l'odore non è quello tipico conosciuto, meglio controllare l'etichetta e verificare se è passato 1 meso o 1 anno dalla data. Tendenzialmente", per fare un esempio, "una scatoletta di tonno, conservata bene, si può mangiare anche dopo 1 anno".
Maugliani è la responsabile scientifica del progetto Sac (Sicurezza alimentare a casa) dell'Iss, che ha come obiettivi "monitorare come viene percepita la sicurezza alimentare online, per migliorare la comunicazione e supportare i consumatori nelle loro scelte consapevoli, attraverso strumenti digitali dedicati".
"Una delle domande del questionario" 'Mangia sicuro' del progetto Sac dell'Iss "è proprio sulle uova: dove vanno conservate una volta acquistate? Perché al supermercato sono sugli scaffali e non in frigo. Ma, invece, vanno messe in frigo nel ripiano centrale dove viene garantita una temperatura stabile senza sbalzi", sottolinea Maugliani.
L'acqua nelle bottiglie di plastica e l'insalata in busta
Gli italiani, poi, sono dei grandi consumatori di acqua in bottiglie di plastica. Si può bere anche se scaduta? "C'è un problema chimico se andiamo oltre la data di scadenza, ovvero il rilascio di sostanza plastiche. In più non sappiamo come è stata conservata e trasportata. Consiglio - suggerisce l'esperta - di berla entro i limiti della scadenza, non lasciarla mai al sole e mai abbandonare una bottiglietta in macchina e poi pensare di bere il contenuto giorni dopo".
Infine, l'insalata in busta va lavata? "Io consiglio di lavarla perché non tutte sono uguali, ci sono quelle che rientrano nei prodotti di quarta gamma che hanno subito degli accorgimenti nel confezionamento per modificare l'atmosfera nella busta e garantire la salubrità del prodotto", conclude la specialista dell'Iss.

Il successo a Sanremo passa (anche) dai social. Nasce da qui il progetto con cui Human Data fornirà in esclusiva ad Adnkronos un monitoraggio quotidiano del “festival digitale”: una lettura parallela alla tv e al giudizio artistico, basata su conversazioni online, crescita delle community, visualizzazioni video, volume delle menzioni e analisi del sentiment. Ogni mattina, su Adnkronos, saranno pubblicate le informazioni e le curiosità emerse dal web.
L’idea è semplice: affiancare ai tradizionali indicatori del festival una misurazione “social-driven” capace di descrivere, in modo strutturato, quanto gli artisti in gara riescano a catalizzare attenzione e consenso online. Human Data costruirà un indicatore complessivo di performance che restituirà una classifica degli artisti più “forti” nella dimensione digitale: non una graduatoria artistica, ma un termometro dell’impatto sociale e della capacità di trasformare l’attenzione del pubblico in conversazioni, follower e interazioni.
Che cosa verrà pubblicato ogni mattina su Adnkronos
Il format quotidiano include, in particolare:
• la classifica dei 30 cantanti e delle canzoni più discusse;
• il momento più commentato della serata;
• gli ospiti che hanno generato più conversazioni;
• gli episodi più divertenti e virali;
• frasi, tormentoni e “highlight” che hanno fatto parlare gli utenti italiani.
Il progetto integra diverse dimensioni del consenso online: conversazioni sul web, crescita delle community social degli artisti, visualizzazioni video, volume delle menzioni online, analisi del sentiment positivo generato dalle conversazioni digitali.
L’incrocio di queste metriche, elaborato attraverso un modello sviluppato e integrato con l’AI, porta alla costruzione dell’indicatore di performance complessiva e quindi alla classifica social-driven.
Che cos’è Human Data e da dove nasce
Human Data è una piattaforma “AI-driven” pensata per trasformare flussi continui di dati web e social in asset utili per aziende, istituzioni e organizzazioni. Il progetto nasce dall’integrazione di piattaforme proprietarie che operavano già su due fronti: il mondo corporate e il mondo politica/istituzioni. In particolare, l’ecosistema tecnologico mette insieme l’esperienza di SocialCom (guidata da Luca Ferlaino) e Spin Factor (guidata da Tiberio Brunetti), con un focus su data intelligence, social listening e analisi semantica avanzata.
Perché conta: la convergenza digitale cambia anche Sanremo
Il punto non è “sostituire” televisione, radio o critica musicale, ma fotografare un pezzo ormai decisivo dell’ecosistema del festival: la conversazione online come acceleratore di popolarità, reputazione e memorabilità. In altre parole, la rete non commenta soltanto Sanremo: contribuisce a plasmarne l’evoluzione, sera dopo sera.
E' stato il gennaio più piovoso degli ultimi 61 anni... 
"Non siamo di fronte al futuro della sanità, ma di fronte a un presente già più che operativo: l'intelligenza artificiale, infatti, è entrata nella sua adolescenza e ha già trasformato e cambiato le nostre vite, nel bene e nel male. Parlando delle cose positive", si può considerare "l'applicazione dell'Ai, insieme alla digitalizzazione, nella ricerca, nella cura e anche nelle prestazioni sanitarie. E' un potenziale di elaborazione di calcolo enorme", che dà anche "la possibilità di fare sempre meno errori e di avere un controllo sempre più accurato di tutti i processi e i sistemi". Lo ha detto Beatrice Lorenzin, componente Commissione Bilancio, Senato della Repubblica, intervenendo oggi a Roma all'evento di presentazione del programma formativo 'Il futuro che cura', promosso da Johnson & Johnson e Microsoft Italia, in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale Ets.
"Tra gli aspetti negativi e rischiosi vi è il fatto che si tratta di una macchina che è, di per sé, generativa - osserva Lorenzin - quindi è molto importante ciò che inseriamo, cioè come decidiamo di governare il processo. Non lo stiamo ancora facendo, anzi lo siamo subendo. C'è bisogno di un sistema di regole per garantire libertà, democrazia nell'accesso alle informazioni. C'è un grande tema sulla responsabilità, sia clinica che non clinica: è molto importante che questi aspetti siano governati".
In questo contesto il contributo della formazione "è molto importante - aggiunge Lorenzin - Abbiamo uno strumento eccezionale per migliorare le cure e ridurre i rischi e gli errori, ma le persone devono essere formate. Tutti gli operatori sanitari, in tutta la filiera, ma anche i cittadini vanno formati a saper gestire questo mezzo, preservando sempre, però, il rapporto interpersonale e interrelazionale, perché l'idea di essere curato da un umanoide - conclude - a me non piace molto".
Le ricerche tra Aggius, Trinità d'Agultu e Vignola...
Martedì 24 lavori anche a Sorso sulle reti idriche in via Roma... 
Nonostante i progressi della ricerca, il tumore del colon-retto rappresenta ancora oggi una sfida se consideriamo che nel 2023 sono stati stimati circa 26.000 casi negli uomini (circa il 12% di tutti i tumori nel sesso maschile) e 24.000 nuovi casi nelle donne (circa il 13% di tutti i tumori del sesso femminile). Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sull'insorgenza del tumore al colon-retto prima dei 50 anni: in Italia il numero dei casi negli under 50 è addirittura raddoppiato, e la scienza sta cercando di capire quali possono essere i fattori che aumentano il rischio di ammalarsi. Ad oggi la prevenzione rimane una delle armi più efficaci per ridurre l'incidenza e la mortalità di questa neoplasia.
Marzo è il mese europeo dedicato alla prevenzione del tumore del colon-retto e Valeria D'Ovidio, dirigente medico e coordinatore della Uosd di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, ha organizzato un evento proprio al Sant'Eugenio inserendo in calendario per il 14 marzo un appuntamento dedicato a specialisti della materia, per fare un punto della situazione su questo tipo di tumore. Il titolo della tavola rotonda, per addetti ai lavori: 'Cancro del colon-retto: dallo screening alla sperimentazione scientifica… what's next?'. L'inizio dei lavori è previsto alle 9.
I relatori si confronteranno sollevando varie angolazioni del problema. Sono coinvolti i presidenti attuali e past delle società regionali di gastroenterologia del Lazio quali Aigo e Sied, nonché relatori e moderatori di eccellenza provenienti da tutta Italia. Si parlerà di innovazione sia diagnostica che terapeutica. La diagnosi precoce sta diventando non solo più efficace, ma anche più intelligente, grazie all'uso dei test oncologici non invasivi, e all'introduzione della intelligenza artificiale come grande alleato nei programmi di screening.
Il dibattito riguarderà anche la linea sottile di frontiera che spesso c'è tra gli interventi chirurgici veri e propri e le tecniche endoscopiche o mininvasive. Queste ad oggi permettono di trattare le forme di tumore più iniziali o i pazienti non suscettibili di intervento chirurgico che rappresentano una fascia di popolazione che sta proporzionalmente aumentando. Si parlerà infatti anche della gestione dei pazienti fragili che spesso richiedono terapie personalizzate. E' in atto inoltre una vera e propria rivoluzione che sta interessando il microbiota intestinale, che sembrerebbe essere di grande aiuto anche nella diagnosi del cancro del colon-retto e nella scelta di terapie target.
Diverse aziende hanno sostenuto l'iniziativa in qualità di sponsor e partner. Fujifilm healthcare Italia, insieme al partner Gn Medica, ha collaborato all'evento del 14 marzo con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione e dei percorsi di screening, in collaborazione con i professionisti della salute, promuovendo una maggiore consapevolezza sui controlli disponibili e sull'adesione ai programmi raccomandati, come ad esempio il test del sangue occulto nelle feci. Presente al varo della conferenza una formazione da camera della Banda dell'Esercito Italiano, che allieterà l'inizio con un momento musicale dedicato a tutti i relatori della tavola rotonda della giornata e a illustri ospiti presenti.

Dal tiramisù 'doping' legale ai pizzoccheri valtellinesi diventati ormai famosi nel mondo, fino alle file per il gelato al 'pistaccìo', le Olimpiadi di Milano Cortina vincono anche a tavola. Se quello della cucina italiana patrimonio Unesco era forse il trionfo più scontato dei Giochi, più sorprendenti sono le quantità di cibo consumato (assicurano sempre con piacere) dai 2.880 atleti giunti in Italia da tutto il mondo.
Milano Cortina, caffè ingrediente segreto
Ottomila, mille più di quelli cantati da Alex Britti nel celebre tormentone sanremese, sono i caffè consumati in media ogni giorno nei Villaggi olimpici di Milano e Cortina. Sommando i tiramisù andati a ruba in tutti i buffet e gli espressi consumati con grande stupore 'all'italiana', ovvero al bancone dei bar, la dose di caffeina assunta da atleti e staff sembra ben al di sopra di quella raccomandata. Tra jet lag e festeggiamenti per le medaglie, il tempo per ricaricare le batterie non dev'essere bastato.
Milano Cortina tra pizza e pasta
Pizza e pasta, simboli dell'Italia nel mondo, oltre a fonte di carboidrati fondamentali per gli atleti, si sono confermate protagoniste anche a Milano Cortina. Si calcola che in media nei Villaggi olimpici siano state consumate ogni giorno 12mila fette di pizza. Quanto alla pasta, in occasione dei Giochi il Cio ha addirittura prodotto un nuovo formato: gli Anelli Olimpici.
La pasta 'a cinque cerchi', che con la ricetta alla Crudaiola dello chef stellato Carlo Cracco celebra la tradizione italiana, è stata servita agli atleti di tutto il mondo. La media del consumo di pasta ai Villaggi olimpici nelle settimane dei Giochi è stata di 365 chili al giorno. Sugo privilegiato il classico pomodoro, ma c'è anche chi - come ha raccontato all'Adnkronos lo chef di Casa Italia Livigno Stefano Saltari - ha azzardato il condimento con l'aceto.
In tanti devono però essersi attenuti alla più golosa delle tradizioni italiane, la 'nevicata' di formaggio. Anzi, forse 'valanga' a giudicare dal consumo di Grana Padano: ne sono stati fatti fuori 60 chili al giorno nei Villaggi olimpici.
Milano cortina, diecimila uova al giorno nei villaggi
Se pasta e pizza hanno garantito l'apporto di carboidrati fondamentale per gli atleti, a quello proteico hanno pensato le uova. Tra colazioni, pranzi e cene (il cibo nei Villaggi olimpici era disponibile 24 ore su 24, con finestre molto ampie per i pasti principali) il consumo medio è stato impressionante: 10mila uova al giorno, ben più dei preservativi olimpici che tanto hanno fatto parlare.
Risultato dell'abbuffata olimpica: la Fondazione Milano-Cortina ha calcolato che impilassero tutti i vassoi utilizzati ogni giorno nei Villaggi olimpici si creerebbe una torre alta 60 chilometri, si formerebbe una torre alta 60 chilometri, 18 volte la Tofana di Rozes.

Non uno scontro politico ma un’occasione (rara) di entrare nel merito di una riforma come quella targata Nordio sulla separazione delle carriere e il sorteggio dei magistrati nel Csm: in vista del Referendum Giustizia del 22-23 marzo 2026 il Club de 'IlSussidiario.net[1]' - assieme al Comitato M’Impegno e alla Libera Associazione Forense - propone un incontro dal titolo 'Capire per scegliere: Sì e No sulla separazione delle carriere' per discutere ed entrare nel merito delle diverse posizioni rispetto alla riforma del Governo Meloni. L’incontro si terrà all’Angelicum di Milano in Piazza di Sant’Angelo 2 il prossimo martedì 24 febbraio, alle 20.45 con la possibilità di partecipare attivamente al confronto, con possibilità anche di inviare la propria domanda da porre agli ospiti relatori. Moderano i giornalisti Enrico Castelli ed Eleonora Rossi, con gli interventi previsti di Luciano Violante, ex Presidente della Camera e Presidente di 'Futuri Probabili'; Armando Spataro, ex magistrato e giurista; Enrico Morando, Presidente di LibertàEguale; Paolo Tosoni, avvocato penalista.
Mentre il dibattito politico sembra entrato in una prevedibile ma poco promettente 'battaglia ideologica' tra alcuni sostenitori del Sì e del No alla riforma Nordio, la lunga campagna elettorale verso il Referendum Giustizia merita un approfondimento che vada oltre gli schieramenti: nell’incontro organizzato da IlSussidiario si cercherà di assolvere entrambi i compiti, comprendendo sia a livello basico cosa davvero c’è in gioco nella votazione nazionale sulla riforma costituzionale per la separazione delle carriere (tra magistrati giudicanti e requirenti), sia entrando nel merito della vicenda politica che precede il dibattito oggi iper-polarizzato sul Referendum.
Le ragioni del Sì e del No, il tema del doppio Csm come l’introduzione di una nuova Alta Corte Disciplinare, fino al sorteggio per la composizione del Consiglio Superiore di Magistratura, senza dimenticare l’asse centrale della riforma: la modifica delle funzioni durante la carriera di pm e giudici. Di questo e molto tratterà l’incontro de IlSussidiario.net[2], mostrando le posizioni di eminenti giuristi a favore o contrari alla riforma Nordio, cercando di comprendere a fondo perché politica e magistratura si sono divise al loro interno sulle singole novità introdotte dalla legge già approvata in Parlamento. Da Gratteri a Di Pietro, dall’ANM all’Unione Camere Penali, dal Campo largo al Centrodestra: le divisioni sono tante, ma meritano di essere approfondite per capire realmente cosa potrebbe cambiare in Italia (e cosa no) con la riforma sulla Giustizia, o con la sua eventuale bocciatura.

Fratelli d'Italia cala, Pd e M5S crescono. Il nuovo partito di Roberto Vannacci debutta, la Lega scivola. Il sondaggio Ixè, con le intenzioni di voto oggi in caso di elezioni, propone un podio più compatto. Fratelli d'Italia si conferma primo partito ma rispetto a gennaio cede lo 0,2% scendendo al 28,9%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha un margine di 6 punti rispetto al Pd della segretaria Elly Schlein, che cresce dello 0,3% e sale al 22,9%. In ascesa anche il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che guadagna lo 0,5% e ora vale il 12,7%. Passo avanti anche per Forza Italia, dall'8,4% all'8,8%, e per Verdi e Sinistra, che salgono dal 7,2% al 7,6%: la crescita vale il sorpasso ai danni della Lega, che perde l'1,8% e scivola al 6,2%.
Segue Azione di Carlo Calenda al 2,9% e subito dietro c'è Futuro Nazionale: il nuovo partito di Vannacci, monitorato per la prima volta da Ixè, si attesta al 2,7% piazzandosi davanti a Italia Viva (2,1%), +Europa (1,5%) e Noi Moderati (1%). Futuro Nazionale, secondo il rilevamento, costruisce il suo elettorato 'prendendo' lo 0,7% da Fratelli d'Italia, lo 0,6% dalla Lega, lo 0,4% da Forza Italia, lo 0,2% da altri partiti e lo 0,8% dagli astenuti e indecisi.

Cristian Chivu litiga con un giornalista prima di Inter-Bodo/Glimt. Oggi, lunedì 23 febbraio, alla vigilia della sfida di San Siro valida per il ritorno dei playoff di Champions League, l'allenatore nerazzurro ha avuto un acceso botta e risposta con un cronista norvegese in conferenza stampa. Il giornalista ha chiesto se "sarebbe una vergogna uscire con una squadra piccola come il Bodo", trovando la reazione piccata di Chivu.
"Lei dice questa cosa e ride pure? Complimenti", ha risposto Chivu, che si trova a rimontare dopo la sconfitta per 3-1 dell'andata, "nel calcio non c'è niente di vergognoso, bisogna rispettare l'avversario. Visto che lei non ci rispetta dicendo che sarebbe una vergogna per noi. Noi invece rispettiamo il Bodo, l'ha fatto vedere contro altre grandi".
"Noi rispettiamo i nostri avversari, anzi facciamo anche i complimenti al Bodo, hanno fatto vedere un progetto sano. Noi vergogna non ne abbiamo, anzi abbiamo fatto anche i complimenti dopo la partita di andata", ha concluso Chivu, visibilmente piccato. Per qualificarsi l'Inter avrà bisogno di vincere con tre gol di scarto, oppure segnarne due senza incassarne per potrare il match ai tempi supplementari o, eventualmente, ai calci di rigore.



