
Nicolò Barella come Alessandro Bastoni? Il giorno dopo Inter-Bodo/Glimt, partita in cui i norvegesi si sono imposti 2-1 a San Siro eliminando i nerazzurri, sui social sta spopolando un video del centrocampista nerazzurro, caduto in area piuttosto platealmente chiedendo un calcio di rigore nel corso del primo tempo.
Succede tutto a pochi minuti dal termine[1] della prima frazione. Barella si infila in area va a contrasto con un avversario, cadendo rovinosamente. Anche in questo caso però, come avvenuto in precedenza su un presunto tocco di mano di un norvegese, il direttore di gara spagnolo lascia proseguire facendo ampi cenni di rialzarsi. I replay mostrano effettivamente un contatto sospetto tra la gamba del centrocampista sardo e quella del giocatore del Bodo, entrato in scivolata, che poi si vede franare addosso Barella.
Il centrocampista sardo però si lascia evidentemente cadere e in molti, sullo spietato mondo del web, gridano subito alla simulazione, facendo l'inevitabile paragone con quella di Bastoni che ha portato al secondo giallo, e alla conseguente espulsione, di Pierre Kalulu in Inter-Juve[2]. "Occhio al cecchino a San Siro", scrive un utente allegando il video del 'volo' di Barella su X, seguito da un "anche in Champions rimane il vizietto del tuffo". E ancora: "Gli colpisce il piede e crolla come se gli avessero sparato", fino a un eloquente "no Italia, no party".

Il 19 marzo è in arrivo la IV edizione del Welfare day, l’appuntamento dedicato al welfare development, in collaborazione con Pluxee Italia, azienda leader a livello globale nel settore dei benefit aziendali e dell’engagement dei dipendenti. Da quattro edizioni il Welfare day rappresenta un momento di confronto qualificato sui temi del well-being organizzativo, dell’integrazione dei benefit nella people strategy e delle politiche di engagement e inclusione lavorativa. Un’occasione per interrogarsi non solo sugli strumenti, ma sulla loro coerenza strategica e sull’impatto reale nelle organizzazioni. L’evento potrà essere seguito in Live Streaming su www.comunicazioneitaliana.tv a partire dalle 9:30 e si conferma un punto di riferimento per il settore.
Ad aprire la giornata sarà il talk show 'Wellbeing & corporate strategy' dal titolo 'Il benessere come leva strategica: dalla teoria alla pratica aziendale'. Il confronto metterà al centro temi come la misurazione dell’impatto, il rischio di iniziative frammentate o simboliche e la necessità di costruire un ecosistema coerente di processi e strumenti capaci di migliorare la vita delle persone e rafforzare la resilienza organizzativa.
Seguirà il keynote speech a cura di Anna Maria Mazzini e Tommaso Palermo - rispettivamente marketing & product director e managing director di Pluxee Italia - che presenteranno i risultati di una ricerca inedita sul welfare aziendale che metterà in relazione decisioni organizzative, comportamenti delle persone e impatti concreti per le aziende. Un’analisi data-driven che incrocia il punto di vista delle imprese - investimenti, obiettivi, ritorni - con quello delle persone, approfondendo aspettative, differenze generazionali e ruolo del welfare rispetto alle altre leve del lavoro.
La mattinata proseguirà con il talk show 'Welfare inclusivo: equità, personalizzazione, diversità', dedicato all’evoluzione del welfare da pacchetto standardizzato a sistema capace di intercettare bisogni differenti, spesso meno visibili: discontinuità lavorativa, difficoltà di conciliazione, esigenze specifiche legate ai diversi momenti di vita e di carriera. Spazio poi a un momento di profilo internazionale con l’exclusive interview a Carine Vitu, hr vp Europe, Middle East, Asia & Africa di Pluxee, che offrirà uno sguardo comparato su trend, innovazioni e sulle priorità hr nei diversi contesti geografici.
Chiuderà la sessione plenaria il talk show 'Benefit & engagement-La nuova dimensione dell’engagement e la ricerca di senso nel lavoro', che approfondirà il ruolo del welfare come leva concreta per rafforzare il legame tra persone e organizzazioni, non solo in termini di attrattività e retention ma anche di sostenibilità della relazione lavorativa nel tempo. Nel pomeriggio l’evento entrerà in una dimensione più operativa con due Tavoli Tematici a porte chiuse. Il primo sarà dedicato al tema della comunicazione interna del welfare, con un focus su strumenti e linguaggi per renderlo realmente comprensibile, utilizzato e percepito come rilevante; il secondo approfondirà il ruolo del welfare nelle strategie di talent attraction, interrogandosi su come mantenerne la forza distintiva in un mercato del lavoro sempre più competitivo".
Parteciperanno alla giornata numerosi hr leader di importanti realtà italiane e internazionali, tra cui Capgemini, Inps, Nokia, Avio, Gruppo BCC Iccrea, Fondazione Telethon, Rina, Aeroporto di Bologna, Sara Assicurazioni e Tinexta Infocert. Il Welfare day sarà trasmesso in live streaming su www.comunicazioneitaliana.TV. E' ancora possibile registrarsi all’indirizzo: https://comunicazioneitaliana.it/eventi/welfare-day-26#partecipa.

Con la prima serata del Festival della Canzone Italiana si è aperta anche la sfida parallela del FantaSanremo, il fantasy game che ogni anno coinvolge migliaia di spettatori.
Non conta solo la performance musicale. Tra bonus e malus, che vanno oltre la classifica delle canzoni, sono le azioni che portano o fanno perdere punti ai cantanti in gara. Alcune valgono per tutte le serate, altre verranno svelate giorno per giorno durante la settimana del festival.
Ecco la classifica della prima giornata, con i punteggi ufficiali:
– Lda e Aka7even: 165 punti
– Bambole di Pezza: 120 punti
– Dargen D’Amico: 110 punti
– Leo Gassmann: 105 punti
– J-Ax: 100 punti
– Sal Da Vinci: 100 punti
– Ditonellapiaga: 90 punti
– Eddie Brock: 75 punti
– Malika Ayane: 65 punti
– Arisa: 60 punti
– Serena Brancale: 60 punti
– Samuraj Jay: 60 punti
– Fedez e Masini: 55 punti
– Levante: 55 punti
– Sayf: 55 punti
– Elettra Lamborghini: 50 punti
– Maria Antonietta e Colombre: 50 punti
– Ermal Meta 45 punti
– Luchè: 45 punti
– Fulminacci: 45 punti
– Nayt: 40 punti
– Patty Pravo: 40 punti
– Tommaso Paradiso: 35 punti
– Michele Bravi: 35 punti
– Francesco Renga: 35 punti
– Enrico Nigiotti: 30 punti
– Mara Sattei: 25 punti
– Chiello: 25 punti
– Raf: 15 punti
– Tredici Pietro: 10 punti
Ai punti delle singole esibizioni si sono sommati ulteriori punti svelati successivamente dal team Fantasanremo. I punteggi al momento sono parziali, tutto è ancora da decidere.
Sessanta punti per Ditonellapiaga che si è esibita per prima. A farle fare il pieno di punti soprattutto l'outfit (tra strascico, colore rosso, occhiali da sole e anelli). L'esibizione di Michele Bravi è valsa 25 punti grazie a una standing ovation parziale e alla scelta di indossare anelli e un indumento di colore rosso. Con le esibizioni di ieri sera Sayf ha guadagnato 35 punti, Mara Sattei 15 punti, Dargen D'Amico 50 punti e Arisa 30. Luchè, con i suoi occhiali da sole e gli anelli al dito, ha guadagnato 25 punti. Per lui anche il bonus per essere stato presentato da un co-conduttore.
Patty Pravo ha perso 5 punti per non aver sceso la scalinata (malus della prima serata), ma grazie agli anelli, all'outfit luminoso, all'abito con strascico e alla scelta di non toccare il microfono per i primi 30 secondi è arrivata a 30 punti.
35 punti per Levante grazie all'inchino con la mano sul cuore, gli anelli, l'outfit luminoso e la scelta di non toccare il microfono per i primi 30 secondi. Per Fedez & Masini sicuri 20 punti grazie agli anelli indossati, la presentazione di Can Yaman e il direttore con papillon.
Eddie Brock ha conquistato 50 punti per aver indossato anelli, braccialetto azzurro e un performer sul palco. Sal Da Vinci ha fatto il pieno di punti: ben 75. Ha cantato sulle scale, è sceso in platea, si è inchinato con la mano sul cuore e ha ricevuto persino una parziale standing ovation.
Enrico Nigiotti ha conquistato 20 punti grazie all'inchino con la mano sul cuore e gli anelli indossati. Chiello si è fermato a 15, mentre Tredici Pietro è andato in negativo: i problemi tecnici gli hanno fatto perdere 20 punti e il suo punteggio finale è di -5.
Ben ottanta punti per l'esibizione delle Bambole di pezza, che si sono classificate seconde dopo LDA e Aka 7even.
Mostra dal 28 febbraio al 31 luglio alla Passeggiata coperta del
Bastione... 
Il Gruppo Cth Invest, attraverso la sua holding Cth Invest, società affiliata al Gruppo Ferrero, ha approvato il bilancio consolidato per l’esercizio 2024/2025, chiuso al 31 agosto 2025. Il Gruppo Cth Invest, che include Ferrara Candy Company Inc., Fine Biscuits Company (Fbc) S.A. e Fox’s Burton’s Company (Fbc) UK Ltd., ha registrato solide performance, chiudendo l’esercizio finanziario 2024/2025 con un fatturato consolidato pari a 3,25 miliardi di euro, in crescita del 9,9% rispetto all’anno precedente. Il gross margin ha raggiunto 1,1 miliardi di euro, riflettendo la solida base operativa del Gruppo, e l’efficacia delle sue strategie di sviluppo e gestione del portafoglio. Il risultato operativo è stato pari a 102 milioni di euro, segnando un netto miglioramento rispetto all’anno precedente. La crescita è stata alimentata da una solida performance organica, sostenuta dall’innovazione di portafoglio e da acquisizioni strategiche. Questi risultati confermano il successo della visione imprenditoriale e della strategia del Gruppo guidata dal suo Azionista ultimo, Giovanni Ferrero.
"Nel corso dell’esercizio abbiamo registrato una crescita solida, rafforzato la nostra leadership nelle categorie sugar e premium biscuits ed ampliato la nostra presenza e offerta nei mercati chiave", sottolinea Guido Giannotta, Amministratore di Cth Invest S.A. "Nel luglio 2025 abbiamo annunciato l’acquisizione di Cpk Group in Francia, perfezionata nell’ottobre 2025 e che sarà riflessa nell’esercizio 2025/2026. Le performance del Gruppo Cth Invest evidenziano la solidità del Gruppo in un contesto competitivo in forte evoluzione, dimostrando una resilienza finanziaria sostenuta da una forte capacità di generare liquidità e offrendo margini per continuare a investire in una crescita duratura. Oltre alla crescita dei ricavi, abbiamo ampliato la capacità produttiva e la forza lavoro globale, rafforzando l’ambizione strategica e la visione di lungo periodo del Gruppo".
I sviluppi chiave e i principali traguardi del 2024-25: Ferrara ha registrato una significativa spinta innovativa, ampliando l’offerta con i nuovi formati di Nerds Gummy Clusters, gli assortimenti di SweeTarts, Lemonhead e Spree e nuovi lanci stagionali come Brach's Candy Corn Suite. L’azienda ha inoltre esteso la gamma di prodotti a texture distintiva, tra cui Lemonhead Ropes; Fox’s Burton’s Company ha continuato a consolidare il proprio percorso di innovazione, lanciando Maryland S’wich, l’unico biscotto sandwich con gocce di cioccolato presente nel Regno Unito, e valorizzando la masterbrand Fox’s Chocolately per intercettare il trend del cioccolato “Dubai style” con i nuovi Indulgent Creams. L’azienda ha inoltre introdotto Rocky Stack’d, la prima barretta sandwich nella storia del brand; Délichoc di Fine Biscuits Company ha rappresentato un passaggio chiave nel percorso di rinnovamento del brand, concentrando il piano di innovazione su iniziative pensate per rafforzarne l’attrattività, in particolare su un target giovanile; Per ampliare la propria visibilità e il coinvolgimento del pubblico, Ferrara ha rafforzato le attività di engagement attraverso partnership strategiche, tra cui la nuova collaborazione con U.S. Soccer e un nuovo spot al Big Game; Fine Biscuits Company ha continuato a investire nel potenziamento delle proprie infrastrutture industriali, ampliando e modernizzando le capacità produttive a supporto di una crescita sostenibile; Conclusa l’acquisizione di Nonni’s Bakery negli Stati Uniti, finalizzata il 1° ottobre 2024; Annunciata l’acquisizione di Cpk Group, il cui portafoglio comprende marchi iconici come Carambar, Lutti, Krema, Poulain, Vichy e Terry’s. L’operazione riunisce marchi storici, caratterizzati da un forte legame con i consumatori e da una lunga tradizione di qualità.
Al 31 agosto 2025, il Gruppo contava 28 stabilimenti produttivi distribuiti su quattro continenti. Nel periodo considerato, la forza lavoro media globale ha raggiunto 14.004 dipendenti, esclusi i collaboratori di Cpk Group.

Pierre Kalulu torna a parlare dopo il rosso rimediato in Inter-Juventus. La seconda ammonizione comminata al difensore francese nel big match di San Siro, provocata dalla simulazione di Alessandro Bastoni, ha fatto scoppiare polemiche che hanno investito il centrale nerazzurro e tutto il calcio italiano, scottato dall'ennesimo errore arbitrale del campionato.
Ma come ha vissuto Kalulu quell'episodio? "Io ho spento subito il telefono per non alimentare la polemica", ha rivelato all'Equipe il giocatore bianconero, atteso dal ritorno dei playoff di Champions League contro il Galatasaray, "in tanti hanno parlato, ma alla fine la squalifica è rimasta". Ora Kalulu vuole solo ripartire: "Meglio lasciarmi tutto alle spalle. Ma non credo che l'episodio abbia influito nella partita con il Galatasaray (terminata 5-2 per i turchi, ndr). Altrimenti sembra che cerchiamo scuse, abbiamo sbagliato la partita".
Kalulu ha anche parlato del difficile momento bianconero, sconfitto in casa 2-0 dal Como nell'ultima giornata di Serie A, e delle tante critiche piovute sulla squadra di Spalletti: "Anche io sono stato un tifoso, so come funzionano certe critiche. Soprattutto a caldo 'è tanta frustrazione, la sfoghi sui social e poi te ne vai a dormire", ha detto il difensore della Juve, "anche se arrivano a criticarti come persona, non va preso sul personale".
"Io mi dico sempre che se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene", ha spiegato Kalulu, "non ho bisogno che un qualsiasi utente mi dica se ho giocato bene o no".

Quattro giornate di incontri gratuiti e aperti al pubblico dedicate alla salute e al benessere femminile. È l’iniziativa, dal titolo ‘Le stagioni della prevenzione. Un viaggio verso la salute femminile ad ogni età’, promossa da Synlab - nella Giornata internazionale della donna, che si celebra l’8 marzo - che coinvolgerà i centri diagnostici di Monza, Como, Genova, Bologna, Padova, Firenze e Napoli, il 10, 11, 12 e 16 marzo . L’obiettivo - spiega una nota - è diffondere una vera e propria cultura della prevenzione, offrendo alle partecipanti uno spazio di informazione chiaro, autorevole e accessibile sui principali aspetti della salute femminile lungo tutte le fasi della vita. Troppo spesso, infatti, nella vita frenetica di molte donne, prevenzione e benessere finiscono in fondo alla lista delle priorità.
Per supportare le donne nel prendersi cura di sé stesse, Synlab accompagnerà il pubblico in un percorso di approfondimento attraverso una serie di talk guidati da medici e specialisti dei centri e provenienti da diverse aree cliniche per affrontare esigenze, cambiamenti e priorità che evolvono con l’età, tenendo conto delle specificità fisiologiche femminili e promuovendo un approccio consapevole alla prevenzione. "Riteniamo da sempre fondamentale la prevenzione e la cura di sé – afferma Andrea Buratti, Ceo di Synlab Italia – In occasione della Giornata internazionale della donna vogliamo dedicare loro una serie di incontri gratuiti pensati per supportare il benessere femminile, un tema che ci è caro da sempre e che presidiamo con grande impegno attraverso i nostri centri Synlab Lei. L'obiettivo di questo progetto - aggiunge - è facilitare l’integrazione tra diverse specialità mediche sulla base di un approccio di medicina di genere specifico, cioè differenziato rispetto alle peculiarità del genere femminile, e offrire alle donne gli strumenti necessari per diventare protagoniste della propria salute, in ogni fase della loro vita. La prevenzione rappresenta quindi un gesto di responsabilità verso sé stesse e un elemento essenziale per tutelare la salute nel tempo".
Synlab Lei - conclude la nota - è il centro medico dedicato alla salute e al benessere femminile, ad oggi presente a Bologna, Como, Firenze, Monza. L’équipe medica multidisciplinare presente in questi centri aiuta le donne ad affrontare sia problematiche ginecologiche sia tutti quegli aspetti ritenuti spesso, a torto, ‘complementari’, ma che hanno un impatto profondo sulla sua qualità di vita.

Botta e risposta tra Miss Italia e Ditonellapiaga dopo la prima serata del Festival di Sanremo 2026. Il Concorso Miss Italia ha contestato, in una nota, "l’uso indebito della denominazione 'Miss Italia' da parte della cantante, che l'ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell'album in cui esso è inserito". "Il testo della canzone, inoltre, contiene - si legge ancora nella nota - espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell'onore delle ragazze che partecipano al Concorso".
"Tale condotta risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione 'Miss Italia', nonché dell'immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti", hanno proseguito i rappresentanti del concorso.
"Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli Avvocati Prof. Avv. Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l'ulteriore utilizzo della denominazione 'Miss Italia' e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi", conclude la nota.
In conferenza stampa a Sanremo, Ditonellapiaga replica alla notizia della possibile azione legale: "Nessun insulto, è un testo che parla di me e del rapporto con me stessa, con la perfezione".
L'artista si è detta sorpresa dalla polemica. "Io non so neanche se loro abbiano sentito il testo, perché la canzone non è uscita", ha dichiarato. "Mi dispiace che sia arrivata questa notizia, perché speravo in un po' di autoironia. Se loro lo hanno ritenuto offensivo, evidentemente non hanno la sensibilità per poter capire che parlo di me e non parlo male del concorso". Sulla questione legale, ha poi aggiunto: "Sono cose legali, non conosco il 'legalese', se ne occuperanno le persone preposte".
Ditonellapiaga ha poi chiarito l'uso della parola "disperate", al centro delle contestazioni, spiegando che è stata decontestualizzata. "Non ho detto che loro sono disperate. Il testo parla di me, che sto male e vivo male la mia bellezza", ha precisato. "Mi sembra assurdo parlare di un testo che non è uscito. È facile estrapolare una frase senza il contesto, e un attimo dopo sembra che io dica che Miss Italia è una disperata o una sfigata. Non ho mai detto questo".
"Ho detto che l'essere in difficoltà con il proprio rapporto con la bellezza può portare a una disperazione. Anzi, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco, e quindi anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste", ha concluso l'artista, chiudendo l'argomento.

Come si votano le canzoni al Festival di Sanremo 2026 nella seconda serata? Da oggi, mercoledì 25 febbraio il pubblico da casa potrà esprimere la propria preferenza tramite il televoto, contribuendo alla classifica e alla scelta del vincitore finale.
Come funziona il televoto
I telespettatori potranno esprimere il proprio voto tra gli artisti in gara inviando il codice a 2 cifre - che Carlo Conti annuncerà una volta che l'artista sarà sul palco – tramite sms o digitandolo sulla tastiera nel caso di chiamata da numero fisso.
I numeri di telefono sono: 894.001 da telefono fisso e 475.475.1 da mobile. Il costo di ciascuna chiamata da numero fisso e di ciascun messaggio da mobile è di euro 0,51. Il numero massimo di voti effettuabili è pari a 3 voti per ciascuna sessione di voto.
Come si vota questa sera
Nella seconda serata, mercoledì 25 febbraio, si esibiranno 15 artisti in gara nella categoria 'Campioni'. Le canzoni verranno votate dal pubblico con il televoto e dalla giuria delle radio.
All’esito del risultato della votazione verrà stilata una classifica delle 15 canzoni ascoltate. Saranno comunicate al pubblico le canzoni nelle prime 5 posizioni nella classifica, senza ordine di piazzamento.
La votazione tramite televoto avrà un peso percentuale del 50% sul risultato della votazione in serata: televoto 50%; giuria delle radio 50%.
Le nuove proposte
Stasera, mercoledì 25 febbraio, si esibiranno anche i giovani cantanti della categoria nuove proposte. Le nuove proposte saranno suddivise in due coppie. I due più votati dal televoto, dalla giuria della sala stampa, tv e web e dalla giuria delle radio, accederanno alla terza serata di domani, giovedì 26 febbraio. I due finalisti delle nuove proposte si sfideranno e verrà annunciato il vincitore della categoria.

Resta in carcere l'assistente capo del Commissariato Mecenate, Carmelo Cinturrino, accusato dell'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio scorso nel boschetto di Rogoredo, alle porte di Milano. Il gip di Milano Domenico Santoro non ha convalidato il fermo, non sussistendo il pericolo di fuga, ma ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Gip: "Cinturrino ha sparato per uccidere Mansouri, nessun dubbio"
Cinturrino quando ha sparato contro Mansouri, 28 anni, voleva ucciderlo. Ne è convinto il gip di Milano. "Le caratteristiche e le modalità dell'azione compiuta dal Cinturrino appaiono chiaramente assistite da un grave quadro indiziario della volontà omicida".
In particolare, "il tipo di arma usata, la sua micidialità, la posizione reciproca tra aggressore e vittima (con quest'ultima in una sostanziale posizione di fuga), le capacità dell'indagato nel maneggiare e utilizzare l'arma, la parte vitale del corpo del Mansouri oggetto di mira (il cranio) e, conseguentemente, attinta risultano univoca dimostrazione dell'intento del Cinturrino di uccidere il Mansouri, senza che spazio possa in atto aprirsi a dubbi sul reale suo volere", scrive il gip nel suo provvedimento. L'ipotesi che l'agente si sia spaventato perché il 28enne volesse impugnare o gettare una pietra a una distanza di circa 25 metri o che il colpo sia stato esploso solo per spaventare il giovane pusher suonano come deboli ipotesi di difesa.
Contro l'agente non solo "l'assenza di una concreta minaccia", ma anche "l'elevato lasso temporale (ben oltre il grave ritardo) decorso fra lo sparo e la richiesta di intervento dei soccorsi sanitari. Questo ampio arco temporale (ben 22 minuti) appare ascrivibile alla volontà" del poliziotto di lasciare morire il giovane di origine marocchina. Cinturrino tranquillizzò tutti i colleghi dicendo di aver chiamato la centrale operativa e il 118, mentre la chiamata è delle ore 17.55, ovvero 22 minuti dopo lo sparo, collocabile alle ore 17.33. "La morte del Mansouri è certificata come avvenuta alle ore 18.31" e testimoni e sanitari presenti indicano, in modo concorde, che il 28enne "non mori sul colpo ma diede segni di vita". Una contestazione su cui manca una "valida motivazione": nell'interrogatorio Cinturrino "si è limitato a dichiarare di aver versato in uno stato di panico per le conseguenze che egli avrebbe potuto patire", scrive il giudice.
Gip: "Contro Cinturrino fatti allarmanti, poliziotto violento e fuori dalle regole"
Se per il gip Santoro si può escludere il pericolo di fuga, sussistono, per contro, "rilevantissime esigenze" per lasciare in carcere Cinturrino, accusato dell'omicidio volontario di Mansouri. Circostanze "assolutamente allarmanti", alla luce del fatto che il poliziotto ha esploso un colpo d'arma da fuoco nei confronti di un uomo che, di fatto, si trovava "in posizione di fuga e che non costituiva una effettiva fonte di pericolo o anche solo di minaccia".
Contro il 41enne ora rinchiuso a San Vittore pesa anche "l'elevata carica di violenza palesata sul posto", tanto che il collega incaricato di andare a prendere lo zaino "temeva che Cinturrino potesse finanche colpirlo alle spalle". Nello zaino era contenuta la pistola a salve (lasciata accanto alla vittima), ossia l'arma con cui l'agente fermato ha alterato la scena del delitto e simulato la sussistenza di un'ipotesi di legittima difesa.
Quello che emerge, a dire del gip Santoro, "è un soggetto non sempre in linea con le regole che connotano l'ordinario operare delle forze di polizia anche in contesti difficili (si pensi alle dichiarazioni rese dai testimoni e dai suoi stessi colleghi); gli inviti rivolti ai colleghi dopo l'accaduto affinché concorressero nella descrizione dei fatti in termini difformi dal vero ed a suo favore; le conseguenti pressioni su di essi esercitate (elementi, tutti, in grado di denotare in termini assolutamente negativi la personalità dell'indagato, palesando una attitudine a deviare dall'ordinario svolgimento della propria funzione)". Inclinazione che Cinturrino ha negato durante l'interrogatorio di convalida del fermo.
Le dichiarazioni di Cinturrino
"Ero terrorizzato. Correvo avanti e indietro perché mi sono reso conto di quello che avevo fatto, che avevo fatto un casino... La pistola l'ho posizionata a terra a circa 15 centimetri dal corpo. Serviva a provare a pararmi". Sono alcune delle dichiarazioni che Cinturrino ha reso durante l'interrogatorio di convalida davanti al gip di Milano.
"Non conoscevo personalmente Mansouri, non l'avevo mai visto dal vivo. E' caduto faccia in avanti e poi si è girato ma io non l'ho toccato, io non l'ho toccato il corpo, nonostante quello che hanno detto i miei colleghi. Non ho fatto caso che il Mansouri avesse una pietra in mano", aggiunge. Le sue dichiarazioni non appaiono collaborative per il gip, ma l'assistente capo del commissariato Mecenate si limita ad ammettere aspetti già "documentalmente acclarati". E anche l'intento di gettare fango sui tre colleghi che 'correggono' le proprie dichiarazioni - Cinturrino sostiene che sapevano della pistola a salve posizionata accanto al giovane pusher - viene rispedito al mittente dal giudice.
"Dalla data del mio arruolamento sono stato un poliziotto ben visto, mai preso una sanzione disciplinare, mi hanno riconosciuto titoli, ho avuto sempre la stima di tutti. Non ho mai lavorato con i confidenti. Non ho mai avuto contatti con persone di qualsiasi genere, mai effettuato una telefonata con un marocchino, con una persona che mi potesse compromettere", aggiunge l'agente. "Gli altri possono fare le loro dichiarazioni, ma io dichiaro che sono menzogne. Tanti colleghi mi hanno chiamato, non sono entrati nel merito dei fatti, ma sulle infamità mi hanno detto di essere incazzati perché è un'assurdità. Io in macchina lavoravo sempre in due. Ho fatto arresti con tutti. Tutti volevano venire in macchina con me per cercare di imparare qualcosa. Non ho mai fatto uso di stupefacenti".

"Qualunque cosa affermino riguardo al programma nucleare iraniano, ai missili balistici iraniani e al numero di vittime durante i disordini di gennaio è semplicemente la ripetizione di 'grandi bugie'''. Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei ha commentato su 'X' il discorso sullo stato dell'Unione pronunciato dal presidente americano Donald Trump, e in particolare il passaggio sull'Iran in cui Trump ha affermato che Teheran sta sviluppando missili in grado di colpire gli Stati Uniti.
"I bugiardi professionisti sono bravi a creare l'illusione della verità", ha scritto Baqaei in un post, accusando la Casa Bianca di aver condotto una "campagna di disinformazione" contro l'Iran.
"Non consentirò mai allo sponsor numero 1 del terrorismo di avere un'arma nucleare, non posso permettere che accada[1]", ha detto Trump, nel discorso sullo Stato dell'Unione. "Non esiterò a fronteggiare le minacce all'America ovunque sia necessario. Per questo lo scorso anno abbiamo distrutto il programma nucleare iraniano con l'operazione Midnight Hammer. Il regime iraniano e suoi proxy non hanno fatto che diffondere terrorismo, morte, odio. Hanno ucciso migliaia di soldati americani e milioni di persone. Sono individui terribili, hanno già sviluppato missili che possono minacciare l'Europa e le nostre basi Oltreoceano. E stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti", ha affermato il presidente americano.
"Dopo l'operazione Midnight Hammer sono stati avvertiti, non devono più tentare di ricostruire il programma nucleare. Vogliono ricominciare, stiamo trattando: vogliono un accordo, ma non abbiamo ancora sentito le parole 'non avremo mai un'arma nucleare'. Io preferisco risolvere il problema con la diplomazia, ma una cosa è certa: non consentirò mai allo sponsor numero 1 del terrorismo di avere un'arma nucleare, non posso permettere che accada", ha scandito.
Ferita, è stata trasportata all'ospedale di Olbia...
Pesanti accuse per i due ragazzi fermati dalla Polizia... 
Notte insonne per Elettra Lamborghini a Sanremo. La cantante, in gara al Festival con il brano 'Voilà', ha raccontato sui social il disagio vissuto dopo l'esibizione sul palco dell'Ariston: si è lamentata di non aver potuto riposare a causa della musica a tutto volume proveniente dai locali vicino all'hotel in cui sta alloggiando.
"Fate abbassare la musica ai festini di fianco agli hotel dove alloggiano i cantanti vi prego la musica é devastante", ha scritto la cantante su X, spiegando di non aver potuto riposare nonostante la stanchezza accumulata: "Siamo tutti stanchi morti ma cosí é impossibile dormire giuro".
Lo sfogo è proseguito anche su Instagram, dove la cantante ha sottolineato l'ora, 3.16 del mattino. "Raga, sono le 3 del mattino, con tutto il rispetto abbassate il volume ai festini accanto a dove alloggiano gli artisti. Noi ci sbattiamo dalla mattina alla sera, con interviste, prove di qua e di là, arriviamo la sera che siamo stanchi morti mentalmente e fisicamente. Almeno la decenza di abbassare la musica all'1 di notte".

Sono stati 9.600.000 gli spettatori della prima serata di Sanremo 2026, con una media del 58% di share nella total audience per l'esordio del Festival.
L'ascolto medio della serata d'esordio dell'anno scorso, dalle 21.15 all'1.20, fu di 12.630.000 spettatori con il 65.3% di share. Il dato di share di ieri sera è il quarto migliore risultato dal 1997 ed è superiore al dato delle edizione 2021 (share 46,6%) e 2022 (share 54,7%) guidate da Amadeus. Le uniche quattro edizioni che hanno fatto meglio in termini di share sono state le ultime tre (2023 con il 62,5%, 2024 con il 65,1%, 2025 con il 65,3) e l'edizione condotta nel 1997 da Mike Bongiorno (share 58,74%).
La prima parte della serata d'esordio di Sanremo 2026, dalle 21.42 alle 23.34, è stata seguita da 13.158.000 spettatori con il 57,7% di share, mentre la seconda parte, dalle 23.38 all'1.32, da 6.045.000 spettatori con il 58,7% di share.
L'anno scorso la serata inaugurale del festival era stata seguita nella prima parte, dalle 21.15 alle 23.26, da 16.200.000 spettatori con il 63,7% di share e nella seconda seconda parte, dalle 23.30 all'1.20, da 8.300.000 spettatori con il 69,3%.

I tre figli "sono tristi, dal primo giorno. E dal primo giorno mi dicono che vogliono venire a casa, questa casa. È il posto della nostra anima, per tutti e cinque. È stato il nostro paradiso per tre anni e non riesco ancora a capire perché ce l’hanno tolto. Abbiamo deciso che accetteremo gli standard italiani. Lo farò, che ne sia convinto o no". Lo dice a La Repubblica Nathan Trevallion, il papà della famiglia nel bosco i cui tre figli sono collocati in una struttura protetta dopo l’allontanamento deciso dall’autorità giudiziaria.
"Allargheremo il nostro casolare qui a Palmoli, ingloberemo un bagno a secco, rifaremo gli infissi. Un progetto di bioedilizia. Ci collegheremo alla rete elettrica, a quella idrica. In Italia per vivere in cinque devi avere almeno 66 metri quadrati di alloggio, in Inghilterra basta la metà. E in Australia i bagni a secco sono la normalità da vent’anni, là manca acqua. Avvieremo, comunque, la ristrutturazione, come chiede il Tribunale dei minorenni".
Sull'istruzione dei tre bimbi, Nathan conferma: "Chiuderemo con l’unschooling, l’insegnamento diretto dei genitori. Ho capito che qui non si può fare, al contrario del mio Paese, la Gran Bretagna. Manterremo la scuola a casa, l’homeschooling, scegliendo un istituto che la offre online". In tre mesi, il papà dice che "il cuore non è cambiato, penso sempre allo stesso modo, vogliamo tutti vivere in stretto rapporto con la natura. La mia testa, però, è cambiata, è stato necessario".
Sul mondo fuori dalla loro casa nel bosco, Nathan conferma di "essere scappato da quella vita", dove "i ragazzini mangiano cibo spazzatura e stanno davanti a uno smartphone tutto il giorno. Droga, violenza. Ho vissuto in Olanda, in Francia, in Indonesia. Sono stato chef, operaio, boscaiolo. Ora voglio solo vivere nel bosco di Palmoli. Con la mia famiglia. Ci basterebbe il sole, la legna, l’orto, ma faremo tutto quello che lo Stato italiano ci ha chiesto di fare".

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa sabato prossimo si recherà presso la darsena romana per incontrare direttamente i rappresentanti della flotta pescherecci di Civitavecchia. "Comprendo pienamente le preoccupazioni espresse dai pescatori – dichiara - e proprio per questo ho ritenuto opportuno programmare un incontro sul posto, per un confronto diretto e costruttivo con la marineria".
Latrofa sottolinea come lo spostamento temporaneo legato alla fase transitoria di due mesi sia stato pianificato da tempo con grande attenzione: "Si tratta di un percorso preparato nei minimi dettagli, a partire dalla scelta del periodo più idoneo per lo svolgimento delle operazioni fino alla verifica puntuale delle condizioni di sicurezza dei nuovi attracchi. Su questi aspetti sono già stati effettuati diversi test, sotto la supervisione della Capitaneria di porto, che ha la responsabilità di garantire le condizioni di sicurezza della navigazione e degli attracchi".
Il presidente dell’AdSP evidenzia, quindi, l’importanza della collaborazione della categoria: "Mi aspetto che nella riunione di sabato si possa fare il punto della situazione dopo che anche i pescatori avranno effettuato i test richiesti per lo spostamento temporaneo. L’obiettivo comune deve essere quello di affrontare questa fase con la massima condivisione e con tutte le garanzie necessarie".
Latrofa esprime, inoltre, un ringraziamento alla Regione Lazio per l’attenzione dimostrata verso il comparto della pesca: "Ringrazio la Regione Lazio e in particolare l’assessore al Bilancio con delega anche alla Pesca, Giancarlo Righini, per aver già stanziato i ristori a favore dei pescatori e per aver manifestato, insieme al consigliere regionale Emanuela Mari, la disponibilità a reperire ulteriori risorse qualora dovessero emergere criticità legate allo spostamento temporaneo delle barche alla darsena servizi".
L’incontro di sabato sarà anche l’occasione per guardare oltre la fase transitoria: "Sarà un momento utile – conclude Latrofa – per avviare un confronto sulla collocazione definitiva della flotta dei pescherecci dopo il completamento dei lavori per l’apertura a sud e per il collegamento con l’antemurale, nell’ottica di una soluzione stabile e condivisa per il futuro della marineria di Civitavecchia".

Nuova ondata di scioperi in arrivo. Treni, aerei e – in alcune aree – anche il trasporto pubblico locale: le nuove mobilitazioni nel settore dei trasporti rischiano di mettere in difficoltà pendolari, viaggiatori e turisti in Italia domani giovedì 26 febbraio 2026, venerdì 27 e sabato 28.
Giovedì 26 febbraio: sciopero del trasporto aereo
Si inizia domani giovedì 26 febbraio: in programma una astensione dal lavoro di 24 ore nel settore aereo. Lo sciopero era previsto per il 16 febbraio, ma la data è stata spostata dopo la precettazione del vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, vista la coincidenza con lo svolgimento delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.
Lo sciopero proclamato da Cub Trasporti durerà 24 ore e interesserà i lavoratori del comparto aereo, aeroportuale e dell’indotto aeroporti, con possibili ripercussioni su voli, check-in, assistenza a terra e servizi di scalo.
Dalle 00:01 alle 23:59 incrocia le braccia il personale di ITA Airways, come proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl T.A, Anpac e Anp.
Lo stesso fanno, sostenuti dalle medesime sigle sindacali, anche i piloti e gli assistenti di volo di easyJet.
In parallelo sono stati proclamati scioperi di durata diversa da Usb Lavoro Privato:
- Stop di 4 ore, dalle 13 alle 17, per il personale navigante di easyJet;
- Stop di 4 ore (13–17) per il personale di terra e di volo di ITA Airways;
- Stop di 4 ore (13–17) per il personale navigante di Vueling Airlines.
La principale compagnia nazionale ha già annunciato la cancellazione di oltre il 50% dei voli previsti per il 26 febbraio, con possibili effetti a catena anche il giorno prima e dopo. "A seguito della proclamazione di azioni di sciopero che coinvolgono il settore del trasporto aereo in Italia previste per la giornata di giovedì 26 febbraio della durata di 24 ore, Ita Airways si è vista costretta a cancellare circa il 55% del proprio operativo previsto per il 26 febbraio e alcuni voli nelle giornate del 25 e del 27 febbraio", si legge sul sito di Ita, dove è possibile consultare l'elenco dei voli cancellati. Mentre Enac ricorda quali sono i voli assicurati[1].
Venerdì 27-Sabato 28 febbraio: sciopero ferroviario nazionale
Dopo lo stop nei cieli, la mobilitazione si sposta sui binari. I sindacati del settore ferroviario hanno proclamato uno sciopero nazionale che inizia alle 21:00 di venerdì 27 e termina alle 20:59 di sabato 28 febbraio. Coinvolto il personale di Ferrovie dello Stato (Trenitalia), Italo, Trenord e altri operatori ferroviari locali.
Per il trasporto ferroviario sono previste fasce di garanzia, soprattutto per i servizi regionali:
- Dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00 (nei giorni feriali). In queste finestre orarie devono essere assicurati i servizi minimi essenziali, in particolare per i pendolari. Per l’alta velocità e la lunga percorrenza è previsto un elenco di treni garantiti consultabile sui siti delle compagnie.
Per verificare quali treni effettivamente circolano, è consigliabile consultare direttamente i portali di Trenitalia, Italo e Trenord prima della partenza.
Trasporto pubblico locale
Accanto alle mobilitazioni nazionali di treni e aerei, in alcune città si profilano scioperi del trasporto pubblico locale:
A Bari, ad esempio, è stata proclamata un’agitazione il 27 febbraio dalle 19:30 alle 23:30 che coinvolgerà gli operatori di esercizio della società Ferrovie Sud Est e Servizi Automobilistici. Nella giornata di venerdì sciopereràa livello locale anche il personale della società Arriva Italia di Torino (quattro ore, dalle 16 alle 20).

Con la popolarità nei sondaggi a picco e il rischio di perdere il controllo repubblicano della Camera dei Rappresentanti a novembre, l’obiettivo del presidente Donald Trump durante il suo primo discorso dello Stato dell’Unione – il più lungo di sempre con 107 minuti di durata – è stato quello di riconquistare l’opinione pubblica. Capelli leggermente spettinati e tradizionale cravatta rossa, il presidente è stato ricevuto tra lunghi applausi dei repubblicani e il silenzio dell’ala democratica. Presente anche il suo gabinetto presidenziale, i vertici del potere militare e quattro giudici della Corte Suprema.
“La nostra nazione è tornata. Più grande, migliore, più ricca, più forte che mai - ha subito rivendicato - Questa è l’età dell’oro”. Nel Congresso, parlando ai presenti e in televisione a tutti gli americani, il leader americano ha proiettato una versione degli Stati Uniti in crescita, sicura e "vincente".
Un'impresa, quella di far passare questa versione, tuttavia, apparsa fin da subito difficile – in un momento topico del suo mandato – quando molti americani si sono ricreduti del proprio voto a Trump di fronte all'aggressiva repressione dell'immigrazione e le sue politiche economiche che non hanno portato a una riduzione dei prezzi e a un’inflazione più bassa. Anzi, dati alla mano, i suoi dazi – invalidati dalla Corte Suprema la scorsa settimana – hanno aumentato il costo della vita per quasi tutti gli statunitensi.
In tutto ciò, nonostante i duri attacchi ai giudici dei giorni scorsi, il presidente ha solamente definito la sentenza “sfortunata” e “totalmente sbagliata”, ma evitando attacchi personali ai magistrati. Il tycoon di New York, inoltre, ha assicurato che creerà una soluzione tariffaria “ancora più forte”.
Come un treno spedito sul suo binario, fra dati di dubbia verificabilità e alcune dichiarazioni esagerate, Trump ha approfittato del suo momento in prima visione per elencare tutti i successi del suo primo anno di presidenza, in particolare quelli che la Casa Bianca ritiene siano le sue vittorie economiche, tra cui la crescita dell'occupazione e un aumento del 12% dell’indice Dow Jones.
Un tema centrale è stato quello dell’immigrazione: Trump ha sottolineato come quella illegale sia diminuita drasticamente con la sua presidenza. "Dopo quattro anni, in cui milioni e milioni di immigrati clandestini hanno varcato i nostri confini senza alcun controllo e senza alcuna verifica, ora abbiamo di gran lunga il confine più forte e sicuro nella storia americana. Negli ultimi nove mesi, nessun immigrato clandestino è stato ammesso negli Stati Uniti”.
A livello internazionale, il presidente ha prestato grande attenzione alla questione dell’Emisfero Occidentale e l’influenza che gli Stati Uniti vorrebbero tornare ad avere. Parlando del Venezuela, Trump lo ha definito “il nostro nuovo amico”, ma senza menzionare come si è arrivati a questa nuova relazione: con la rimozione del suo leader, Nicolás Maduro, dopo il raid militare americano del 3 gennaio. E con un focus speciale al petrolio venezuelano: "La produzione petrolifera americana è aumentata di oltre 600.000 barili al giorno e abbiamo appena ricevuto dal nostro nuovo amico e partner, il Venezuela, oltre 80 milioni di barili di petrolio", ha affermato il presidente.
In tutto ciò, il tono di Trump è cambiato durante il suo discorso, oscillando tra descrizioni altisonanti dell’economia e attacchi arrabbiati ai democratici, provando spesso a litigare con loro e incolpandoli di tutti i problemi che, a suo dire, affliggono il Paese. In particolare, Trump ha puntato il dito contro coloro che si rifiutano di finanziare il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) senza ottenere prima nuove restrizioni agli agenti federali anti-immigrazione.
I Democratici hanno affermato che non consentiranno alcun finanziamento – mantenendo il Dhs in shutdown – senza delle misure che limitino le tattiche degli agenti. Trump ha reiterato di non vedere alcun motivo per negoziare con loro.
Nonostante i numerosi attacchi, i Dem non hanno quasi mai dato corda al presidente, tranne quando la deputata Ilhan Omar gli ha gridato contro, accusandolo di essere un bugiardo e di aver ucciso statunitensi. "Dovresti vergognarti", ha replicato Trump. Che nel suo discorso di un’ora e 47 minuti, il presidente non ha mai menzionato i due cittadini americani uccisi a gennaio dagli agenti dell'immigrazione a Minneapolis.
In un altro momento, Trump ha elogiato gli sforzi della sua amministrazione per ridurre l'assistenza ai minori transgender. "Sicuramente siamo tutti d'accordo, a nessuno Stato può essere permesso di strappare i bambini dalle braccia dei genitori e di farli passare a un nuovo genere contro la volontà dei genitori", ha affermato. E deridendo i legislatori che si sono opposti alle sue azioni: "Guardate, nessuno si alza in piedi. Questa gente è pazza - ha detto - Siamo fortunati ad avere un Paese con gente così. I democratici stanno distruggendo il nostro Paese, ma li abbiamo fermati giusto in tempo".
Durante le quasi due ore di discorso, Trump ha menzionato solo brevemente la guerra in Ucraina, nel giorno del suo quarto anniversario. "Stiamo lavorando molto duramente per porvi fine”, ha detto, affermando che ogni mese – senza prove – muoiono 25.000 persone in quella guerra.
Quindi l’Iran: “Stiamo negoziando con loro”, ha ripetuto, ribadendo di volere un Iran senza la minima capacità nucleare e reiterando l’intenzione di attaccare il Paese se i negoziati naufragassero. “Preferirei risolvere questo problema attraverso la diplomazia. Ma una cosa è certa: non permetterò mai che il principale sponsor del terrorismo al mondo, che è di gran lunga, abbia un'arma nucleare. Non posso permetterlo”.
Su Gaza, Trump ha solo menzionato la liberazione di tutti gli ostaggi con vita e la restituzione dei corpi dei deceduti. "Riuscite a crederci? Nessuno pensava che fosse possibile".
Rispetto al suo focus sulla politica estera nella quotidianità dello Studio Ovale, Trump in questo discorso si è focalizzato principalmente sui temi domestici della sua agenda politica: una scelta voluta, a detta dei suoi consiglieri, per concentrarsi sulle questioni che gli elettori vogliono a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato del Congresso.
Tra gli ospiti di Trump presenti al discorso sullo Stato dell'Unione c'erano Erika Kirk, la vedova di Charlie Kirk, e membri della squadra maschile di hockey su ghiaccio degli Stati Uniti, vincitrice della medaglia d'oro alle Olimpiadi. I democratici, da parte loro, hanno invitato le vittime di Jeffrey Epstein e almeno una dozzina di persone colpite dalla repressione dell'immigrazione da parte dell'amministrazione.
Nel frattempo, decine di dem hanno saltato l'evento, mentre altri se ne sono andati durante il discorso. Il deputato Al Green, congressman del Texas, è stato scortato fuori dall'aula della Camera dopo aver esposto un cartello con la scritta "I neri non sono scimmie!", in risposta a un video razzista pubblicato sull'account social del presidente con Barack e Michelle Obama.
Dopo la conclusione del discorso, in cui Trump ha ribadito come gli Stati Uniti stiano vivendo un periodo dorato, la governatrice della Virginia Abigail Spanberger ha preso la parola nella tradizionale risposta del partito all’opposizione.
Davanti a una folla di sostenitori a Williamsburg, in Virginia, Spanberger ha accusato Trump di aver mentito sull'economia. "Ha mentito, ha trovato capri espiatori e ha distratto", ha detto, aggiungendo che la sua repressione dell'immigrazione non sta rendendo gli americani più sicuri: "Ogni minuto speso a seminare paura è un minuto non speso a indagare su omicidi, crimini contro i minori o sui criminali che frodano gli anziani dei loro risparmi di una vita". (di Iacopo Luzi)



