
"E' una manovra economica in chiaroscuro, e noi chiediamo al governo di modificarla in alcune parti che non ci convincono. Quella di scendere in piazza con la manifestazione nazionale di sabato 29 novembre al Teatro Brancaccio di Roma è una scelta fatta con il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, e a nostro parere molto accorta. Cercando di sollecitare il governo su alcuni temi che sono cari alla Feneal, alla Uil e ai nostri iscritti. Pensiamo all'evasione fiscale che nella manovra non trova risposta adeguata, non c'è niente sulla lotta a questo fenomeno. E poi c'è il tema dell'innalzamento dell'età pensionabile, che è impensabile per un settore come quello edile che vede tanti infortuni mortali di lavoratori over 60". Così, con Adnkronos/Labitalia, Mauro Franzolini, segretario generale della FenealUil, il sindacato di categoria della Uil che rappresenta i lavoratori dell'edilizia, dei manufatti, del legno, dei lapidei, racconta i motivi alla base della manifestazione nazionale del prossimo 29 novembre della Uil e delle sue categorie per chiedere al governo modiche alla manovra economica.
Secondo Franzolini ci sono anche aspetti "positivi" nella manovra come "ad esempio la detassazione degli aumenti nei contratti nazionali che è una norma chiesta espressamente dalla nostra Confederazione, e che siamo riusciti a ottenere. E questo non può che farci dare un giudizio positivo, perché ci sono tanti lavoratori che vedono gli aumenti falcidiati dalle tasse. Quindi un giudizio in chiaroscuro, abbiamo perplessità su alcuni elementi e quindi sollecitiamo il governo a intervenire, ma anche un giudizio positivo su un tema che è così caro ai lavoratori dipendenti, come quello degli aumenti contrattuali", conclude.

Ripartire non significa tornare indietro. Significa scegliere di andare avanti con una visione più chiara, obiettivi rinnovati e una motivazione più profonda. È questo il filo conduttore della convention “La Ripartenza”, organizzata da Brightstar il 27 novembre presso l’Auditorium della Tecnica di Roma. Un incontro che nasce dalla consapevolezza maturata attraverso sfide complesse e progetti strategici: dalla gara del Lotto alla nuova concessione Gad, dalla piattaforma globale per le Lotterie al progetto Olo negli Stati Uniti, fino all’offerta Sed sul mercato. Ogni traguardo ha permesso di ritrovare prospettive, energie e nuove consapevolezze.
"La Ripartenza" è un concetto che va oltre il business: è la capacità di trasformare esperienze e lezioni apprese in opportunità concrete, di costruire qualcosa di più solido e significativo. È un invito a guardare al futuro con coraggio, innovazione e responsabilità sociale, alimentando la crescita non solo dell’azienda, ma anche dei territori e delle comunità.
Alla convention sarà presente il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che parlerà dell’impegno di Brightstar per il territorio e di come L’Aquila stia vivendo la propria ripartenza: una città che, dopo essere stata duramente colpita dal terremoto del 2009, oggi guarda al futuro con fiducia, grazie a investimenti e progetti che creano valore e opportunità. Il suo intervento, dal titolo “La rinascita di un territorio”, sarà un momento centrale per raccontare come innovazione e sviluppo possano diventare strumenti di ricostruzione sociale ed economica.
Tra i progetti che incarnano questo spirito c’è un progetto di Brightstar a L’Aquila, scelta per il suo valore etico, accademico e logistico. Brightstar investirà oltre tre milioni di euro in tre anni per creare un Centro di Competenza di Innovazione Tecnologica Strategica, con l’obiettivo di contribuire alla rinascita del territorio e valorizzare il polo universitario locale: un piano di crescita che punta a sviluppare competenze in ambiti chiave come intelligenza artificiale, software development, data engineering e quality assurance. Il progetto prevede partnership con l’Università dell’Aquila, la promozione di occupazione qualificata e iniziative per trattenere giovani talenti, invertendo la tendenza allo spopolamento.
Il Sindaco infine ha ricordato che l’Aquila è stata scelta come Capitale italiana della cultura 2026 e si prepara ad accogliere questo ruolo che sicuramente valorizzerà il patrimonio culturale e naturale della città, puntando sulla coesione sociale e sull'innovazione.
Alla convention interverranno voci autorevoli del mondo accademico e dell’innovazione. La Professoressa Chiara Macchiavello affronterà il tema “Il quantum computing significa ripartire”: una riflessione su come la tecnologia quantistica, con la sua capacità di elaborare informazioni in modo radicalmente diverso, rappresenti non solo una rivoluzione tecnologica, ma anche un nuovo paradigma per affrontare sfide complesse e ripensare i modelli di business. Il Professor Francesco Sacco, con il suo intervento “Cambiamento tecnologico e organizzativo”, approfondirà l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale e il modo in cui la sua adozione da parte di cittadini e imprese ne sta orientando lo sviluppo e le prospettive future, con particolare attenzione alle implicazioni per l’organizzazione aziendale. Brightstar guarda al futuro con una convinzione: ripartire significa scegliere di andare avanti, con energia, consapevolezza e una motivazione più profonda

Riconoscere i segnali preclinici delle malattie infiammatorie intestinali (Mici), diagnosticarle precocemente con l'intelligenza artificiale e guidare il trattamento attraverso strumenti predittivi sempre più accurati. Con oltre mille specialisti presenti, il XVI Congresso nazionale Ig-Ibd 'Advances in Ibd' segna un cambio di passo nella presa in carico delle Mici. L'appuntamento, in corso a Riccione fino al 29 novembre, celebra il ventesimo anniversario della società scientifica, ma soprattutto inaugura una nuova fase della ricerca clinica che mira a trasformare radicalmente gli esiti a lungo termine di queste patologie a elevato impatto sociale che solo in Italia colpiscono circa 250mila persone.
"In questi vent'anni, Ig-Ibd ha contribuito in modo determinante a migliorare il percorso di diagnosi e cura delle Mici in Italia - afferma Massimo Claudio Fantini, segretario generale Ig-Ibd - favorendo la crescita professionale dei clinici e ponendo le basi per un accesso alle cure sempre più omogeneo su tutto il territorio. Oggi celebriamo un traguardo importante guardando al futuro: la ricerca evolve rapidamente e l'integrazione di nuove tecnologie e strumenti digitali, dall'intelligenza artificiale ai sistemi di monitoraggio più avanzati, sta trasformando la presa in carico dei pazienti. Il nostro obiettivo è tradurre questa innovazione in benefici concreti nella pratica quotidiana".
Identificare precocemente i segni dell'infiammazione e prevedere l'andamento della malattia è ciò che oggi l'intelligenza artificiale applicata all'endoscopia consente di fare - informano gli esperti in una nota - Durante una colonscopia, i sistemi di Ai analizzano le immagini in tempo reale, individuano ciò che può sfuggire all'occhio umano e supportano il clinico in una valutazione più oggettiva dell'attività di malattia. Ma l'innovazione non si ferma qui. Lo stesso approccio sta trasformando anche il monitoraggio delle Mici nel tempo: risonanza magnetica ed ecografia intestinale, integrate da algoritmi capaci di elaborare i dati in modo automatizzato, offrono una lettura più accurata della risposta ai trattamenti, riducendo l'incertezza clinica e favorendo decisioni terapeutiche più tempestive.
Accanto alla tecnologia, cresce l'attenzione verso ciò che accade prima che la malattia si manifesti. Le Mici, infatti, non compaiono all'improvviso: per mesi, talvolta anni, l'intestino invia segnali silenziosi che oggi siamo finalmente in grado di riconoscere. E' qui che nasce il concetto di Ibd pre-cliniche, una nuova frontiera che punta a intercettare l'infiammazione quando è ancora 'nascosta' monitorando biomarcatori ematici e fecali, alterazioni del microbiota e cambiamenti nelle risposte immunitarie. Non si tratta solo di diagnosi precoce - precisano gli esperti - l'obiettivo è anticipare la storia clinica. Questo permette infatti di immaginare una medicina proattiva, capace di proteggere la funzione intestinale, evitare le complicanze e la disabilità. Si tratta di una rivoluzione nella gestione delle Mici che potrebbe cambiare il destino di molti pazienti, sul modello di quanto già accaduto in altre malattie immuno-mediate.
Il congresso pone inoltre al centro il valore della multidisciplinarietà. La complessità delle Mici richiede un confronto strutturato tra gastroenterologi, radiologi, chirurghi, immunologi e oncologi, soprattutto nella gestione di condizioni emergenti come le coliti indotte dagli inibitori dei checkpoint immunitari o le comorbidità autoimmuni. Modelli organizzativi integrati permettono di rispondere in modo più efficace e personalizzato ai bisogni clinici e assistenziali.
La spinta verso il cambiamento arriva anche dalle nuove generazioni: per l'edizione del ventennale, Ig-Ibd sceglie di dar voce a un ampio panel di esperti under 50, protagonisti delle sessioni più avanzate. "Il futuro della cura si costruisce oggi - conclude Fantini - I giovani clinici portano tecnologie innovative, nuovi approcci e una visione orientata agli esiti nel lungo periodo. E' grazie al loro contributo, alla loro spinta verso l'innovazione e alla capacità di lavorare in team multidisciplinari che la medicina diventa sempre più predittiva, personalizzata e capace di dare risposte rapide e concrete a chi convive ogni giorno con le Mici".

''Lo sforzo che facciamo noi per promuovere e sviluppare in maniera compatibile l'Ia e usarla per applicazioni concrete. I servizi pubblici sono basati sul digitale e grazie all'Ia oggi possiamo fornirli in tutte le lingue del mondo. Noi stiamo cercando di montare i pezzi giusti nel puzzle della tecnologia e dare servizi digitali per tutti''. Lo sottolinea Mario Nobile, direttore generale Agid, in occasione del convegno dell'Adnkronos sull'Intelligenza artificiale.

"Il primo tema è la trasparenza". Lo afferma Andrea Billet, capo del Servizio certificazione e vigilanza dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) all’evento “Intelligenza umana, supporto artificiale”, promosso da Adnkronos Q&A, oggi al Palazzo dell’Informazione a Roma, aggiungendo che "due giorni fa a Parigi c'è stata l'ultima riunione del gruppo di lavoro sulla cybersicurezza del G7 e sul tavolo l'argomento cardinale era il principio di trasparenza delle applicazioni Ia, declinate e seguite dalle autorità di cybersicurezza".
"Abbiamo raggiunto un risultato molto importante; stiamo finalizzando - e probabilmente a febbraio sarà finito e a maggio verrà pubblicato - un documento 'Sbom (Software bill of materials) for Ia'", sottolinea Billet aggiungendo che al centro c'è proprio "l'argomento trasparenza declinato in formato tecnico" ossia come garantire, di fronte a un'applicazione Ia, "che gli ingredienti siano genuini".
Ciò "si ricollega a temi discussi come il deepfake, deviazioni dell applicazioni di Ia per uso malevolo, il tema dell'etica degli algoritmi - conclude - Questo è un risultato tangibile e quelle linee guida sono una prima pietra, concordata da tutti i Paesi del G7, che inizia a costruire un edificio di sicurezza per le applicazioni Ia sotto i profili della trasparenza".

L'ultima chiamata di Ornella Vanoni prima di spegnersi per sempre è stata con una delle persone a lei più care: la regista Andrèe Ruth Shammah, figura di riferimento per la cantante morta il 21 novembre all'età di 91 anni. In un'intervista rilasciata a La volta buona, la storica amica Andrèe ha ricordato quel momento con forte emozione: "Le avevo detto di venire presto da me, lo sapevo che c'era poco tempo".
Quando le è stata comunicata la morte della cantante, Shammah ha fatto fatica a crederci: "Mi hanno detto che non c’era più e io non volevo crederci". Una chiamata che oggi assume un significato diverso: "Nella telefonata lei se lo sentiva... Ornella aveva capito che sarebbe stata l’ultima".
Il funerale, ha raccontato la regista, "è stato molto intenso"[1]. A colpirla particolarmente è stato il comportamento del figlio Cristiano: "È rimasto in silenzio, è stato muto tutto il tempo. L’ho sentito molto presente, seppur in silenzio".

''Il Mimit è molto coinvolto nel supportare il sistema imprenditoriale italiano nella implementazione dell'Ia, che non è più una tecnologia sperimentale, ma si può considerare una tecnologia matura. Il Mimit sostiene il trasferimento tecnologico e la formazione specifica. Noi dobbiamo sostenere lo sforzo delle piccole e medie imprese che non hanno le capacità di investimento delle grandi. Le nuove tecnologie dell'Ai possono dare nuovi fattori di sviluppo, anche internazionale''. Lo sottolinea Eva Spina, capo dipartimento digitale, connettività e nuove tecnologie del Mimit, in occasione del convegno dell'Adnkronos sull'Intelligenza artificiale.

Quello dell'intelligenza artificiale "è un viaggio già iniziato e siamo in mare aperto, ma non sappiamo dove andiamo. I primi benefici concreti già ci sono e in futuro cambierà il panorama delle imprese e il modo di fare business". Lo sottolinea Daniele Lombardo, group marketing institututional relations and communication director TeamSystem, in occasione del convegno dell'Adnkronos sull'Intelligenza artificiale. Questa - aggiunge - "è una partita che non possiamo perdere. Ia significa introdurre strumenti per gestire processi di automazione, la contabilità o la manutenzione programmata: I vantaggi per la produttività vanno dal minimo del 20% e fino al 60%.Il problema è che il sistema delle Pmi in Italia sono indietro sulla digitalizzazione".
"Per l'Ia servono i dati nei processi. E quindi la digitalizzazione delle imprese va aumentata. Solo così - conclude - riusciremo a garantire la competitività delle imprese italiane''.

"L'intelligenza artificiale oggi nell'industria farmaceutica è già un fattore molto importante per tutto quello che riguarda la fase di ricerca e sviluppo di un farmaco. Abbiamo aumentato molto le percentuali di successo della scelta delle molecole candidate ad entrare sul mercato, velocizzando anche il processo di ricerca e sviluppo che è sempre stato lungo e incerto. Rimane tutto il resto della catena del valore, dalla 'supply chain'", la catena di approvvigionamento, "alla parte di personalizzazione della comunicazione e di efficienza anche all'interno delle stesse industrie, sulla quale oggi si sta aprendo un nuovo cantiere estremamente importante". Così Federico Chinni, componente Giunta di Farmindustria, tra gli ospiti del convegno dell'Adnkronos sull'intelligenza artificiale.
Sul futuro dell'Ia su cosa si deve puntare? Il dibattito è spesso focalizzato sulla regolamentazione, ma non c'è solo quell'aspetto. "Da parte dell'industria, a mio parere - spiega Chinni - uno dei temi fondamentale è quello di coinvolgere le persone con una narrativa chiara. Oggi è molto evidente che l'intelligenza artificiale sia un valore di efficienza ed efficacia per le imprese, è un po' meno chiaro per il singolo dipendente cosa significhi. Quindi abbiamo l'obbligo, per farla diventare una fattore di successo, di spiegare alle persone quale sia il loro ruolo in un contesto che è profondamente cambiato. E il ruolo è quello di aumentare lo loro potenza sul lavoro, quindi un'Ia che non sostituisce, ma aumenta le possibilità umane".
Dalla parte delle associazioni dei pazienti l'Ia è vista come una grande chance di accorciare i tempi per l'arrivo di nuovi farmaci, magari per malattie rare che non hanno una cura. C'è il rischio che si crei una falsa illusione? "Io credo che si debba pensare che l'Ia non è una intelligenza, ma ha una dimensione agentica; aiuterà a migliorare alcuni processi, ma non è salvifica. Resta una grande opportunità, però abbiamo una responsabilità collettiva collegata ai dati con tutto un tema di privacy da considerare. Ma - conclude - più mettiamo a fattore comune i dati e più riusciremo ad avere risposte precise e una ricerca capace di trovare molecole efficaci anche per malattie oggi non curabili".

Un controllo efficace della pressione arteriosa nei pazienti con malattia renale cronica (Mrc) è essenziale per rallentare la progressione della patologia e ridurre il rischio cardiovascolare. La denervazione renale (Rdn), una terapia innovativa e sicura per il controllo dell'ipertensione arteriosa non controllata, ora può essere offerta anche ai pazienti con Mrc. E' il contenuto del Position Paper della Società italiana di nefrologia (Sin), pubblicato recentemente sul Journal of Nephrology, che supporta l'utilizzo della Rdn nei pazienti con malattia renale cronica. Si tratta dell'ultimo di una serie di documenti e dichiarazioni a sostegno della denervazione renale come ulteriore opzione terapeutica sicura ed efficace per ridurre la pressione sanguigna nei pazienti nefropatici con ipertensione non controllata.
Il Position Paper della Sin - informa Medtronic in una nota - si inserisce nel quadro delle recenti linee guida della European Society of Hypertension (Esh) e delle linee guida della European Society of Cardiology (Esc), che riconoscono la denervazione renale come 'terzo pilastro terapeutico', accanto alle modifiche dello stile di vita e alla terapia farmacologica. Queste indicazioni si basano su solidi dati clinici tra cui i risultati del programma globale Spyral Htn di Medtronic, che ha coinvolto oltre 5mila pazienti e conferma la sicurezza e l'efficacia a lungo termine della procedura nel ridurre la pressione arteriosa in modo stabile e duraturo.
Il documento Sin, forte delle nuove e più recenti evidenze cliniche - si legge nella nota - espande le raccomandazioni attuali supportando l'utilizzo della Rdn nei pazienti con Mrc e rappresenta un passo importante per la pratica clinica in Italia, ampliando l'indicazione della Rdn a una popolazione di pazienti complessa e ad alto rischio. Questo conferma la validità di questa procedura come ulteriore strumento per il controllo della pressione arteriosa nei casi di ipertensione non adeguatamente gestita con i soli farmaci.
La denervazione renale - ricorda Medtronic - consente di ottenere una riduzione stabile della pressione arteriosa senza peggiorare la funzione renale, con benefici aggiuntivi quali la diminuzione dell'albuminuria (presenza anomala di albumina nelle urine) e della proteinuria (presenza di proteine nelle urine in quantità anomale), indicatori di protezione della salute. Il documento, inoltre, sottolinea i risultati positivi del trattamento in tre contesti clinici ad alto rischio: nei pazienti con funzione renale ridotta, in dialisi e nei trapiantati di rene, per i quali la procedura ha mostrato un miglior controllo pressorio e stabilità della funzione renale nel tempo.
"Ridurre l'attività del sistema nervoso simpatico nei pazienti con malattia renale cronica è un obiettivo clinico prioritario. La denervazione renale offre oggi uno strumento concreto per raggiungere questo risultato, soprattutto nei casi in cui i farmaci non bastano o non sono ben tollerati", afferma Sandro Feriozzi, esperto di malattie renali. "L'estensione dell'indicazione ai pazienti con malattia renale cronica - dichiara Vincenzo Angrisani, Business Director Crdn di Medtronic per Italia, Grecia e Israele - conferma la solidità scientifica della nostra tecnologia e il suo valore nella pratica clinica quotidiana. Questo passo testimonia l'impegno di Medtronic nel collaborare con la comunità nefrologica e cardiologica per migliorare la qualità di vita dei pazienti".
La Rdn di Medtronic - riferisce l'azienda - è approvata per uso commerciale in oltre 75 Paesi ed è supportata da uno dei più ampi programmi di ricerca disponibili, con più di 30mila pazienti trattati nel mondo. Negli Stati Uniti l'agenzia Fda ha approvato i sistemi di denervazione renale nel 2023, mentre in Giappone l'approvazione è stata ottenuta nel settembre 2025. L'allineamento tra la comunità nefrologica italiana e i principali organismi scientifici internazionali rafforza ulteriormente la posizione della denervazione renale come opzione terapeutica sicura, efficace e basata su evidenze, a supporto di un miglior controllo pressorio e di una migliore protezione cardiovascolare e renale.

"L'83% degli studenti universitari usa oggi l'Ia, uso che aumenta all'aumentare della formazione. Il valore sta nella capacità di discernere. A fronte di questo, osserviamo negli studenti una biforcazione interessante tra chi usa l'Ia come 'turbo' per la propria creatività e chi la usa come 'scudo' per non pensare". Lo dice Giustina Secundo, prorettrice all'Innovazione e terza missione dell'Università Lum, intervenendo al convegno ‘Ai: intelligenza umana, supporto artificiale’, in corso oggi a Palazzo dell’Informazione a Roma.
Gli studenti universitari, aggiunge, "sviluppano una meta-competenza, sono 'orchestratori cognitivi', sanno usare l'Ia in tutte le sue forme e diventano 'dj della tecnologia' in grado di mixare soluzioni tecnologiche per arrivare più velocemente alle soluzioni, cosa che mette in crisi i modelli consolidati di trasferimento del sapere". Si osserva dunque una velocità di trasformazione del sistema universitario "che non può più continuare a essere basato su una struttura 3+2 ma dovrebbe basarsi sull'apprendimento continuo" e "il ruolo dell'università deve essere sempre più quello di creare abilità cognitiva", ma sempre "formando capitale umano dotato di pensiero critico ed etica".

Gilles Simon esalta Jannik Sinner e tutto il tennis italiano, a pochi giorni dalla conquista della terza Coppa Davis consecutiva. L'ex tennista ha infatti parlato della scuola italiana come un esempio da seguire: "Loro hanno un’onda lunga enorme, questo è certo. La Federazione italiana ha aumentato il lavoro con le varie accademie, cosa che prima accadeva meno e hanno fatto diversi cambiamenti nelle strutture", ha detto in un'intervista a Eurosport.
"Hanno moltiplicato i tornei in casa, a tutti i livelli. E questo crea un effetto domino. Quando vai nei Challenger da loro, metà dei giocatori sono italiani, quindi ogni volta ce n’è uno in semifinale, in finale o che vince, e così si avanza. Tutto questo spiega il grande serbatoio che hanno", ha detto l'ex numero sei del mondo.
Simon ha poi riconosciuto il ruolo di Jannik Sinner: "In ogni generazione ci sono pochi potenziali come Jannik e possono nascere ovunque al mondo. Ma la domanda è: quando ne abbiamo uno, riusciamo a farlo diventare davvero un Sinner, cioè a portarlo davvero al vertice?", ha continuato, "è ciò che gli italiani sono riusciti a fare meglio degli altri e ciò che, secondo me, noi facciamo un po’ meno bene", parlando del movimento francese.

A Piazzapulita stasera torna ospite Jeffrey Sachs e Carlo Calenda attacca. L'economista americano è tra gli ospiti del programma che Corrado Formigli conduce su La7. Sachs è stato nello studio di Piazzapulita poche settimane fa ed è stato protagonista di uno scontro con Calenda. Il leader di Azione ha contrastato le affermazioni di Sachs sull'Ucraina, sulla Russia e sul rapporto tra Mosca e l'Europa[1].
"Ancora con Sachs, Corrado Formigli? Mamma mia. E ogni giovedì dobbiamo anche sorbirci un pippozzo sulla difesa della democrazia e della libertà di stampa, in apertura", dice Calenda in un post su X. "Seconda parte riservata ai propagandisti di Putin. E se per caso qualcuno gli risponde allora lo si cancella dalla trasmissione. Avanti così", aggiunge facendo riferimento alla trasmissione.

"Infocamere gestisce una miniera di dati relative alle imprese per conto delle Camere di commercio italiane e questo ci consente di effettuare delle analisi su quelli che sono i trend di mercato in generale, e abbiamo sviluppato due dashboard che consentono il monitoraggio del settore Ict in Italia. Una delle dashboard è dedicata alle startup e pmi innovative che hanno anche il vantaggio, rispetto alle imprese tradizionali, di avere oltre al tradizionale codice Ateco, codice attività, anche i cosiddetti 'tag' che sono utilizzati dalle startup per promuoversi e per cercare investitori. Per cui sono entrambi indicatori che consentono di definire quella che è l'offerta Ict di questo particolare ambito. Quindi cosa risulta da questa dashboard? Che le startup che operano nell'intelligenza artificiale appartengono prevalentemente al settore software e consulenza It, che significa che queste imprese riescono a sviluppare soluzioni, a creare valore utilizzando infrastrutture, algoritmi e modelli di altre aziende". Così Gabriele Da Rin, responsabile delle relazioni istituzionali di Infocamere, intervenendo alla terza edizione dell’evento 'Intelligenza umana, supporto artificiale', promosso da Adnkronos Q&A, oggi presso Palazzo dell’Informazione, in Piazza Mastai a Roma.
Quindi, sottolinea Da Rin, "cavalcano un'infrastruttura e delle applicazioni costruite da altri, perché conoscono molto bene il mercato e perché conoscono molto bene il proprio territorio". Da Rin spiega poi il ruolo di Infocamere: "Come Infocamere siamo la società di informatica delle Camere di commercio italiane e abbiamo naturalmente un'attenzione ai costi e all'efficientamento dei servizi che eroghiamo per conto dei nostri soci. Il primo ambito di applicazione dell'intelligenza artificiale, tradizionalmente, è stato l'evoluzione dei servizi di customer care, quindi l'assistenza, i chatbot e per poi arrivare in una fase successiva a dei casi d'uso e delle applicazioni specifiche per aiutare l'impresa a comunicare una serie di date e informazioni alle camere di commercio".
E Da Rin sottolinea che si tratta di "esempi in cui l'intelligenza artificiale suggerisce e l'umano decide, l'Ia non si sostituisce all'umano, e sono tutti finalizzati a automatizzare e efficientare". "L'obiettivo trasversale che caratterizza tutte le attività di Infocamere da sempre è l'utilizzo della tecnologia per garantire la qualità del dato, che ci chiedono i nostri soci perché la qualità del dato gli consente di conoscere l'economia del proprio territorio. Qualità del dato che incidentalmente è anche il fattore essenziale per il buon funzionamento dell'applicazione dell'intelligenza artificiale", conclude.

Rekeep comunica che il Tribunale di Bologna, in composizione collegiale, con decreto di rigetto n. 247/2025 del 24 novembre 2025, ha definitivamente respinto il ricorso avanzato a febbraio 2024 da alcuni Soci di minoranza di MSC che contestavano gravi irregolarità nell’operato del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale di MSC e, in particolare, dell’allora Presidente di MSC, Claudio Levorato.
Dopo una lunga e articolata istruttoria, si legge in una nota, "viene quindi confermata la piena legittimità e la correttezza dell’operato degli organi consiliari e sindacali di MSC e della controllata Rekeep, che si dimostra abbiano sempre agito nel pieno rispetto della legge, nonché nella completa regolarità e nell'interesse dei propri Soci e di tutti gli stakeholder. Vengono, pertanto, ritenute prive di fondamento tutte le presunte gravi irregolarità nella gestione dell’impresa denunciate dai Soci di minoranza di MSC ricorrenti".
A conclusione di quasi due anni di procedimento e dopo una accurata e approfondita perizia disposta dal Tribunale di Bologna, il decreto sottolinea, in particolare, che "(…) emerge un quadro complessivamente chiaro e strutturato dell’andamento economico-finanziario del Gruppo, evidenziandosi come, pur in presenza di fisiologiche tensioni di liquidità connesse alla fase di crescita e agli investimenti realizzati, la Società abbia mantenuto un equilibrio gestionale complessivamente coerente con le dinamiche del settore e una capacità operativa idonea a sostenere l’attività corrente”. Le strategie adottate risultano, pertanto, “coerenti con le prassi industriali e finanziarie consolidate, con la combinazione di dismissioni patrimoniali e rimodulazione delle scadenze del debito (…)”.
In merito agli assetti organizzativi del Gruppo, contestati come inadeguati dai soci di minoranza di MSC, il Tribunale - si legge ancora - sottolinea che il Gruppo ha “(…) progressivamente costruito un assetto organizzativo proporzionato alla propria complessità, con comitati endoconsiliari composti da membri indipendenti, procedure formalizzate e flussi informativi strutturati, presidi di controllo interni e collegiali efficaci, tutti strumenti idonei a garantire la trasparenza, la correttezza sostanziale e la continuità gestionale (…)”.
Inoltre per quanto riguarda la contestazione di improprie operazioni tra parti correlate “emerge con chiarezza – si legge nel Decreto - che le operazioni contestate non rientravano nel perimetro di competenza del Comitato Operazioni con Parti Correlate, con conseguente legittima attribuzione delle decisioni agli organi gestori; la gestione delle manifestazioni di interesse esplorative e delle operazioni ordinarie con dirigenti e soci è stata effettuata nel pieno rispetto della normativa applicabile e delle procedure interne (…)”. Infine, sottolinea il Tribunale “(…) non si riscontrano omissioni, paralisi decisionale, irragionevolezze o comportamenti arbitrari tali da compromettere la legittimità tecnica o l’affidabilità metodologica degli organi sociali”.
Il Tribunale di Bologna, oltre ad avere rigettato il ricorso avanzato dai Soci di minoranza di MSC, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese di lite nei confronti di ciascuna parte resistente costituita e delle spese relative alla consulenza tecnica d’ufficio.
“Si chiude finalmente una pagina sofferta per la nostra Società – commentano Maria D’Amelio, attuale Presidente di MSC, e Claudio Levorato, consigliere di MSC, precedente Presidente di MSC e attuale Presidente Esecutivo di Rekeep, entrambi chiamati in causa nella denuncia – causata da una denuncia sconsiderata e motivata esclusivamente da interessi particolari di alcuni soci di minoranza da tempo in conflitto con MSC e altre società del Gruppo. Un’azione temeraria e pretestuosa che ha generato per l’intero Gruppo cospicui costi e un ingente danno reputazionale, in particolare sul mercato dei capitali, compromettendo per mesi anche il clima interno aziendale. Confidiamo ora, dopo questo limpido pronunciamento, di poter finalmente tornare a lavorare esclusivamente alla crescita e allo sviluppo del Gruppo, nell’interesse dei suoi oltre 25.000 lavoratori e di tutti gli stakeholder”.

L'età della pensione salirà a 70 anni per alcuni Paesi, tra cui l'Italia. La previsione è contenuta nel rapporto dell'Ocse sul panorama delle pensioni. "L'invecchiamento della popolazione è una sfida strutturale fondamentale per i paesi Ocse, con significative implicazioni economiche, fiscali e sociali'', spiega il Segretario Generale dell'Ocse, Mathias Cormann. "Viviamo più a lungo e in salute, quindi, dobbiamo lavorare più a lungo. I Paesi devono aumentare l'età pensionabile effettiva e rafforzare le opportunità di lavoro in età avanzata per migliorare la sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici, garantire la sicurezza finanziaria in età avanzata e sostenere una forte crescita economica".
L'invecchiamento della popolazione in Italia
L'invecchiamento della popolazione, si legge nello studio, è dovuto ''ai bassi tassi di natalità e alle maggiori aspettative di vita'' che continueranno ad aumentare la pressione fiscale sui sistemi pensionistici ''in un periodo di elevato debito pubblico e di esigenze di spesa contrastanti''. La popolazione dei Paesi Ocse invecchierà rapidamente nei prossimi 25 anni: entro il 2050 ci saranno 52 persone di età pari o superiore a 65 anni ogni 100 persone di età compresa tra 20 e 64 anni, rispetto alle 33 del 2025 e alle sole 22 del 2000. L'aumento previsto entro il 2050 è particolarmente forte in Corea, di quasi 50 punti, e in Grecia, Italia, Polonia, Repubblica Slovacca e Spagna di oltre 25 punti.
La forza lavoro
Si prevede che la popolazione in età lavorativa, composta da persone di età compresa tra 20 e 64 anni, diminuirà di oltre il 30% nei prossimi 40 anni in Estonia, Grecia, Italia, Giappone, Corea, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca e Spagna. In base alla legislazione vigente, l'età pensionabile normale aumenterà in media nei paesi Ocse da 64,7 e 63,9 anni per gli uomini e le donne che andranno in pensione nel 2024, a 66,4 e 65,9 anni, rispettivamente, per le persone che inizieranno la loro carriera nel 2024. L'età pensionabile normale futura varia dai 62 anni in Colombia (per gli uomini), Lussemburgo e Slovenia ai 70 anni o più in Danimarca, Estonia, Italia, Paesi Bassi e Svezia.

Il ruolo cruciale e la responsabilità dei direttori generali delle aziende sanitarie nel cambiamento in sanità è stato al centro dell'incontro che si è tenuto oggi al Forum Risk Management in sanità 2025, in corso ad Arezzo, dal titolo 'I direttori generali attori del cambiamento in sanità', coordinato da Paolo Petralia, Dg Asl 4 Liguria, e Gennaro Sosto, Dg Asl Salerno. In apertura Valeria Tozzi, professoressa Sda Bocconi School of Management, ha sottolineato che "la riforma parte da lontano, ma ha un obiettivo molto chiaro: rendere sostenibile la configurazione universalistica del nostro sistema in un momento molto difficile, in cui le risorse non sono del tutto adeguate rispetto a una domanda crescente, perché siamo sempre il terzo Paese più vecchio al mondo".
In Italia sono molti gli esempi virtuosi di aziende sanitarie che hanno migliorato il servizio ai cittadini senza richiedere più risorse, in virtù di un'organizzazione ottimizzata. "Esiste una pluralità di esempi - ha spiegato Tozzi - spesso poco noti, che fanno poco rumore. L'operatività di questi progetti è davvero molto intensa, si gioca sulla quotidianità, quindi c'è molto più di quello che si narra. C'è una buona sanità che spesso non riempie le pagine" dei giornali, "che è fatta proprio dell'operato di direttori generali con i loro direttori e direttrici di distretto che operano per rendere la sanità più vicina e più fruibile". Durante il confronto sul tema dell'autonomia nella governance delle aziende sanitarie e della trasparenza, è intervenuta tra gli altri Simona Dei, direttore generale Ispro, Istituto regionale per lo studio e la prevenzione oncologica, Toscana. "Il compito del direttore generale - ha evidenziato Dei - è innanzitutto quello di far sentire i propri collaboratori un unico sistema, e questa è la forza del sistema sanitario toscano che si divide poi nelle varie aziende e quindi nei vari sistemi. Le risorse sono poche, diciamo che sono finite, non sono infinite, ma le nostre risorse più importanti - ha rimarcato - sono le risorse umane. Il secondo compito importante è quello di valorizzare le risorse umane, farle sentire una cosa importante, farle sentire parte di un sistema con un compito dignitoso e con un compito valorizzato, da tutti i punti di vista, all'interno chiaramente delle risorse finite".
Tra i relatori, sono intervenuti per condividere esperienze e visioni strategiche: Marco Bosio, Dg Asst Rhodense; Daniela Donetti, direttore Direzione regionale Salute e Welfare Regione Umbria; Marco Damonte Prioli, Dg Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova; Alessandro Delle Donne, commissario straordinario Irccs Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari; Paola Bardasi, Dg Ausl Piacenza; Angelo Penna, Dg Asl Novara; Giorgio Giulio Santonocito, Dg Aou Gaetano Martino di Messina; Daniela Matarrese, Dg Aou Careggi di Firenze; Paolo Cannas, coordinatore scientifico Forum Dg Federsanità.

"È una barzelletta". Con queste parole Antonella Elia ospite oggi a La volta buona commenta le dichiarazioni rilasciate dall'ex compagno Pietro Delle Piane durante la puntata di 'Storie al bivio', andata in onda sabato 22 novembre su Rai 2. "Antonella Elia mi ha lasciato senza una spiegazione. Stavamo progettando le nozze e dall'oggi al domani è sparita. Ma al suo ritorno io non ci sarò. Ho detto basta per sempre", aveva detto Delle Piane.
Una versione dei fatti che oggi l'attrice ha smentito. "Non è vero, non è andata così. È ovvio che gli ho detto che mi sono stufata e che non lo sposo più prima di andare in televisione a dirlo", ha chiarito l'attrice. "Si, sono vulnerabile ma non lo avrei mai fatto", ha aggiunto Elia.
La showgirl aveva annunciato le nozze a settembre, dopo due mesi il dietrofront. Incalzata da Caterina Balivo sulle motivazioni di questa scelta, Antonella Elia ha detto: "In questi 6 anni e mezzi sono successe tante cose. Adesso sono in lutto, non è che l’amore se n’è andato", ha spiegato. "Sto maturando la decisione - ha spiegato - che abbiamo due caratteri diversi. È successo un episodio grave, caratteriale. Io considero il matrimonio una cosa sacra, allora ho pensato di fermarmi prima". "Devo stare da sola, soffrire la solitudine. Devo riappropriami", ha concluso.

Gli italiani utilizzano sempre di più l’intelligenza artificiale, la riconoscono con maggiore chiarezza nella propria quotidianità e desiderano un quadro regolatorio sempre più definito. È quanto emerge dalla nuova rilevazione Adnkronos sull’AI in Italia, condotta dal 6 ottobre al 16 novembre 2025 su circa 3.000 rispondenti. I risultati sono stati presentati oggi al Palazzo dell’Informazione durante l'evento “Intelligenza Umana, Supporto Artificiale”, promosso da Adnkronos Q&A, che ha riunito Governo, Commissione Europea, big tech, imprese e mondo accademico.
Puoi rivedere la diretta qui[1]
Ad aprire i lavori un'intervista al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, ha sottolineato il ruolo centrale che l’AI ricopre nel rapporto tra cittadini, istituzioni e media, con particolare attenzione alla trasparenza, alla qualità dell’informazione e alla tutela dell’interesse pubblico: “La trasparenza è il cardine per tutelare il diritto d’autore e garantire contenuti affidabili. Senza regole chiare sull’origine e sulla qualità delle informazioni, l’AI rischia di generare prodotti che non solo impoveriscono l’ecosistema mediatico, ma incidono anche sulla capacità dei cittadini di orientarsi nella vita democratica. Per questo abbiamo introdotto il reato di deepfake: quando si altera la realtà, si mina la fiducia pubblica. È però evidente che nessun Paese può affrontare da solo questa sfida: serve un’Europa unita, capace di difendere le narrazioni europee attraverso appositi fondi europei”.
A chiudere i lavori, invece, un'altra intervista. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per l’Innovazione Alessio Butti ha rimarcato la necessità di accompagnare l’adozione dell’AI assicurando un quadro di sviluppo coerente con le esigenze del Paese e con gli obiettivi europei che commenta: “L’Italia accelera su intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. A settembre è stata approvata la legge sull’AI, che sarà aggiornata nei prossimi mesi per seguire l’evoluzione tecnologica. Con la strategia nazionale sul quantum, due aziende leader investiranno in Italia, coinvolgendo ricercatori e università. Il 2026 vedrà una pubblica amministrazione più digitale e accessibile, con identità digitale unica e servizi integrati per cittadini e imprese. L’obiettivo è creare un ecosistema tecnologico sicuro, aperto e competitivo a livello globale”.
Uno dei dati più evidenti della rilevazione presentata riguarda l’adozione degli strumenti di AI generativa, come ChatGPT: dalla rilevazione emerge che li utilizza spesso, più volte al giorno, il 23% degli italiani, contro il 16% del 2024. Crescono anche gli utilizzatori saltuari (32%), mentre cala sensibilmente la platea di chi non li usa mai, oggi al 45% rispetto al 56% dell’anno precedente. L’AI non è più percepita come una tecnologia distante: quasi un italiano su due (47%) ritiene che nella propria giornata ci sia “molta AI, anche se invisibile”, mentre cresce la quota di chi afferma di incontrarla “in alcuni aspetti” (31%) e diminuisce chi pensa che non ci sia affatto (22% contro il 25% del 2024).
Alberto Tripi, Special Advisor per l’Intelligenza Artificiale di Confindustria, ha evidenziato come l’ecosistema produttivo italiano sia chiamato a riporre fiducia in sé stesso e a un’accelerazione strategica per trasformare il potenziale dell’AI in reale competitività, investimenti e crescita industriale: “Come Confindustria vediamo ogni giorno che le imprese italiane hanno capacità tecnologiche molto più avanzate di quanto esse stesse credano: manca fiducia, non competenza. L’AI è già dentro i processi produttivi di centinaia di piccole e medie aziende, e i 240 casi reali che stiamo mappando lo confermano. Per questo stiamo lavorando con i giovani industriali di Confindustria al fine di informare e coinvolgere le aziende più piccole in questa presa di coscienza così da diventare un motore formidabile di competitività.”
La domanda di regolazione resta altissima e sale ulteriormente: il 90% degli italiani chiede norme e limiti all’uso dell’AI, una percentuale superiore anche allo scorso anno. Nonostante l’aumento d’uso, resta stabile l’ansia legata al lavoro: il 53% teme di poter perdere il proprio impiego a causa dell’AI. Sul fronte dell’informazione, rimane alta la quota di chi non si sente adeguatamente preparato a comprenderne l’impatto (48%), sebbene si registri un lieve miglioramento nella percezione di consapevolezza. Il 70% degli intervistati ritiene infine necessario aumentare le proprie competenze digitali, confermando la centralità della formazione.
Intervenuti anche anche Mario Nobile di Agid, Eva Spina del Mimit, Brando Benifei, europarlamentare (Pd-S&D), Laura Jugel, Legal officer dell'AI Office della Commissione Europea, Andrea Billet di Acn, in un confronto su quanto sta succedendo dal punto di vista legislativo in Europa e sulla necessità di concentrarsi sull’utilizzo dell’IA per un aiuto concreto ai cittadini.
Nel corso dell’evento è stato presentato anche lo studio di Mimesi, dedicato alla percezione degli utenti nei confronti dell’intelligenza artificiale: un contributo che ha messo in luce aspettative, perplessità e nuove abitudini di fruizione digitale.
Nel corso della giornata anche due tavole rotonde tematiche: la prima– “La corsa all’AI, gli investimenti e le prospettive” – ha riunito rappresentanti di TeamSystem, DXC Technology Italia, HPE Italia, Samsung Italia, Meta, Google Italia, Sony, Libera Università Mediterranea “Giuseppe Degennaro” e OpenAI in un confronto sulle dinamiche globali della competizione nell’AI, sulle tempistiche di sviluppo e sugli investimenti necessari per valorizzare idee, progetti e nuove soluzioni tecnologiche. La seconda tavola rotonda– “Le applicazioni dell’intelligenza artificiale, le strategie delle imprese” – con, Sanofi Italia, Farmindustria, Infocamere, Engineering, SAP Italia, PagoPa e Chiesi Italia, ha invece approfondito l’impiego dell’AI nei processi produttivi e nelle strategie organizzative, con particolare attenzione alle competenze, alla valorizzazione del talento e al ripensamento dei modelli di lavoro.



