Fermato dalla polizia dopo la denuncia della vittima...
In un'ora di udienza gli avvocati ribadiscono le proprie tesi...
Coinvolti 190 studenti delle elementari e medie...
"Galleria diffusa" con murales, cicli pittorici in situ, lavori per
chiese...
Seicento studenti di medie superiori tra elicotteri e mezzi per
interventi...
Indagini avviate dal Commissariato di Polizia... 
Dopo che Uruguay e Argentina hanno ratificato l'accordo commerciale tra l'Ue e il Mercosur, e dopo "intense" consultazioni con gli Stati membri e con gli eurodeputati "nelle ultime settimane", la Commissione Europea procederà "ora con l'applicazione in via provvisoria" dell'intesa. Lo annuncia la presidente Ursula von der Leyen, a Bruxelles.
"L'applicazione provvisoria - continua - è per natura provvisoria. In linea con i trattati, l'accordo potrà essere completato solo una volta che il Parlamento Europeo avrà dato il suo assenso", cosa per la quale si continuerà a lavorare con l'Aula. Von der Leyen sottolinea che il Consiglio Europeo ha già dato il via libera all'applicazione provvisoria, una volta ottenuta la ratifica da uno dei Paesi del Mercosur.
E' un accordo, sottolinea von der Leyen, che "crea un mercato di 720 milioni di persone. Apre innumerevoli opportunità. Taglia dazi doganali per miliardi. Permette alle nostre piccole e medie imprese di accedere a mercati e ad una dimensione tale che prima potevano solo sognare. Offre inoltre all'Europa un vantaggio strategico da pioniera, in un mondo caratterizzato da una forte concorrenza e da orizzonti ristretti", conclude.
L'accordo, spiega durante il briefing con la stampa il portavoce per il Commercio Olof Gill, si applicherà in via provvisoria solo con i Paesi che lo hanno ratificato, cioè per ora Uruguay e Argentina, e questo a partire da "due mesi dopo lo scambio delle notifiche" con quei Paesi. Ma gli Stati membri del Mercosur stanno ratificando rapidamente, sottolinea Gill, e "posso anticipare che i restanti Paesi ratificheranno presto" l'accordo, conclude.
Nel mirino un imprenditore cinese residente a Cagliari... 
Da un lato le lunghe liste d'attesa per prenotare una visita o un esame, con il conseguente rischio di inefficienze e insoddisfazione del paziente; dall'altro un gran numero di 'no-show', ovvero di persone che prenotano e poi non si presentano. A tutto questo sono da aggiungere volumi elevati di chiamate, necessità di garantire continuità assistenziale, richieste eterogenee come informazioni, prenotazioni, cancellazioni. Sono queste le principali criticità degli attuali sistemi di call center ospedalieri, alle prese con una crescente complessità gestionale che fa sì che il 60% delle risorse venga assorbito da attività ripetitive e amministrative, sottraendo tempo a casi clinicamente più sensibili. Ora un progetto innovativo, messo a punto da Sovran-Ai, vuole rispondere al bisogno reale e urgente di automatizzare le interazioni e ridurre il carico operativo sugli operatori, migliorare la fruibilità dei servizi sanitari e garantire risposte rapide, corrette e uniformi.
Sovran Ai è un'impresa che lavora sul fronte degli operatori virtuali e dell'automazione dei flussi in sanità, con l'abilitazione dell'intelligenza artificiale. "Abbiamo appena concluso la fase sperimentale del follow-up delle prenotazioni in continuità con il flusso operativo che le ha generate e gestite - spiega il Ceo Pierluigi Ghiani - e siamo noi stessi rimasti veramente colpiti dall'impatto: oltre alla riduzione dei no-show, gli slot liberati sono stati riallocati e assegnati ad altri pazienti che ne avevano necessità. Un risultato positivo sia dal punto di vista del servizio al paziente, sia del ritorno economico alla struttura che ha potuto evitare di perdere quelle visite per le quali aveva già allocato risorse".
'Accelerazione significativa dei processi di prenotazione, modifica e cancellazione delle prestazioni'
Il sistema di Sovran-Ai produce anche un'ottimizzazione dei tempi di gestione, un'accelerazione significativa dei processi di prenotazione, modifica e cancellazione delle prestazioni, nonché la possibilità di garantire un servizio continuativo senza vincoli di orario, riferisce la società. Infine, "questo processo porta alla diminuzione degli errori umani attraverso l'adozione di procedure automatizzate, standardizzate e sempre allineate ai protocolli interni e alle indicazioni cliniche specifiche della struttura - evidenzia l'azienda - e di fatto procura anche un potenziamento della capacità complessiva del Cup. Oltre alla gestione dinamica e ottimizzata dell'agenda che garantisce la massimizzazione delle visite verso le prenotazioni, lo stesso Cup può dedicare il personale alle attività ad alto valore, aumentando l'efficacia e la qualità del servizio offerto ai pazienti".
Già operativa in varie realtà sanitarie, la piattaforma di Sovran-Ai "si è dimostrata rapidamente scalabile, può essere estesa a qualsiasi reparto o servizio, adattata a strutture sanitarie pubbliche, accreditate e private. Si è anche integrata con i sistemi sanitari regionali e dal punto di vista dell'efficienza operativa produce benefici concreti e misurabili in termini di riduzione dei costi legati alle attività di front-office ripetitive e a basso valore, grazie all'automazione completa dei flussi informativi e amministrativi standard", conclude la società .

Come si votano le canzoni al Festival di Sanremo 2026 nella quarta serata, quella delle cover? Anche oggi, venerdì 27 febbraio il pubblico da casa potrà esprimere la propria preferenza tramite il televoto, contribuendo alla classifica e alla scelta del vincitore finale.
Come funziona il televoto
I telespettatori potranno esprimere il proprio voto tra gli artisti in gara inviando il codice a 2 cifre - che Carlo Conti annuncerà una volta che l'artista sarà sul palco – tramite sms o digitandolo sulla tastiera nel caso di chiamata da numero fisso.
I numeri di telefono sono: 894.001 da telefono fisso e 475.475.1 da mobile. Il costo di ciascuna chiamata da numero fisso e di ciascun messaggio da mobile è di euro 0,51. Il numero massimo di voti effettuabili è pari a 3 voti per ciascuna sessione di voto.
Come si votano le canzoni stasera?
La quarta serata, venerdì 27 febbraio, è dedicata alle cover in cui si esibiranno i 30 big. Le canzoni saranno votate dal pubblico con il televoto, dalla giuria della sala stampa, tv e web e dalla giuria delle radio.
I 30 big, che canteranno una canzone del repertorio italiano o internazionale, verranno giudicati da tutte le giurie: televoto (34%), sala stampa tv e web (33%), radio (33%). L’artista più votato sarà dichiarato vincitore della serata delle cover.

Le Regioni italiane con il tasso di obesità più elevato sono quelle del Sud, che hanno meno strutture e soprattutto maggiori barriere all’accesso alle cure. "Dei 160 centri per l’obesità operativi in Italia, infatti, il 52% si trova al Nord, il 18% nel Centro Italia e il 30% al Sud e nelle Isole, prevalentemente in tre Regioni: Sicilia, Campania e Puglia. Intere regioni, come la Calabria e il Molise, restano zone d’ombra nel sistema di cura nazionale. Lo squilibrio si riflette anche sull’uso delle nuove terapie farmacologiche e sull’approvazione di Pdta (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) regionali". Ad accendere i riflettori sulla 'mappa delle disuguaglianze' è la Società italiana dell’obesità (Sio). "In assenza di una diagnosi di diabete, i nuovi farmaci anti-obesità, i cosiddetti agonisti del recettore GLP-1, sono a carico dei pazienti. Considerato che il costo si aggira intorno ai 300 euro al mese, l’accesso è più probabile in presenza di redditi più alti. Mentre - prosegue la società - sono solo 6 le Regioni italiane che hanno approvato i Pdta, strumenti che garantiscono ai pazienti con obesità di ricevere le stesse cure di qualità in tutta la Regione, e 3 sono del Nord, solo una del Centro e 2 del Sud: Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Sicilia".
In vista della Giornata mondiale contro l’obesità che si celebra il prossimo 4 marzo, la Sio presenterà in Senato il Manifesto di Erice sull’obesità, un documento che punta a tracciare una roadmap di azioni comuni e condivise tra istituzioni, società scientifiche e pazienti. “I numeri parlano chiaro: la rete di circa 160 centri italiani è concentrata prevalentemente al Nord, area dove paradossalmente i tassi di obesità sono più bassi, anche se in crescita - spiega Silvio Buscemi, presidente Sio e professore ordinario di Nutrizione Clinica Università di Palermo -. Al contrario, il Sud, dove l’obesità è un'emergenza sociale alimentata da determinanti socio-economici, soffre di una carenza cronica di presidi”. Dunque, mentre il Settentrione vanta una rete capillare, al Sud la mappa si restringe a pochi poli in Campania, Sicilia e Puglia.
Questo è un vero e proprio paradosso, considerato che le regioni meridionali sono quelle con il più alto tasso di obesità e sovrappeso. In Italia, quasi 6 milioni di cittadini, l’11,8% della popolazione adulta, soffre di obesità e circa il 34% è in sovrappeso, con un impatto significativo sulla salute pubblica e sui costi sanitari. I dati più recenti dell’Italian Barometer Obesity Report 2024/2025 (basati su rilevazioni Istat e Iss) evidenziano un marcato divario territoriale tra il Nord e il Sud del Paese. Tra le Regioni con tassi più alti ci sono il Molise (14,1%), la Campania (12,9%) e l'Abruzzo (12,7%). Se includiamo il sovrappeso, al Sud e nelle Isole quasi una persona su due (circa il 49%) è sopra il proprio peso forma, contro il 42% circa del Nord. Il divario è ancora più drammatico tra i minori: nelle regioni meridionali la percentuale di bambini in eccesso di peso è quasi doppia rispetto a certe aree del Nord (ad esempio in Campania il 18,6% di minori è obeso contro il 3-4% delle province autonome di Trento e Bolzano).
Profonde disuguaglianze si registrano anche nell’accesso alla terapia farmacologica, in particolare ai nuovi farmaci anti-obesità, i cosiddetti agonisti del recettore GLP-1. “Essendo farmaci interamente a carico del cittadino (‘out of pocket’), in assenza di una diagnosi di diabete, - sottolinea Buscemi - si crea una barriera sociale: chi vive nel meridione e ha un reddito più basso non può permettersi cure che costano circa 300 euro al mese, pur avendone più bisogno”.
Per la Sio, la soluzione risiede nella standardizzazione dei percorsi di cura (Pdta) e nell’inserimento dell’obesità nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). “Laddove le regioni hanno attivato Pdta specifici e reti di centri accreditati dal sistema pubblico, si iniziano a vedere i primi segnali di inversione di tendenza nei dati epidemiologici - evidenzia Buscemi -. Creare un Pdta significa avere attenzione politica per il problema. In Sicilia, ad esempio, se un intervento di chirurgia dell’obesità non viene eseguito in un centro della rete regionale, non viene rimborsato: questo è un passo verso la qualità e l'equità".
Bisogna dunque intervenire e bisogna farlo subito. “Gli ultimi dati indicano che le differenze nel tasso di obesità tra Nord e Sud si stanno lentamente riducendo, non perché il Sud stia migliorando drasticamente, ma perché i tassi di obesità e sovrappeso stanno crescendo più velocemente al Nord - sottolinea Buscemi -. Questo suggerisce che lo stile di vita ‘obesiogeno’ sta diventando omogeneo su tutto il territorio nazionale. È dunque necessario cambiare la cultura, partendo dalle scuole e trasformando le nostre città in ambienti meno ‘obesiogeni’, garantendo a ogni cittadino, da Nord a Sud, lo stesso diritto alla cura”.

Rischio alto di Chikungunya per chi ha in programma una vacanza alle Seychelles. Dal novembre scorso sono stati segnalati "oltre 70 casi" dell'infezione trasmessa dalle zanzare "tra i viaggiatori di ritorno" dall'arcipelago, "in 10 Paesi europei". Un dato in "netto aumento rispetto ai primi mesi del 2025", che indica "una trasmissione in corso" nello stato insulare dell'Oceano Indiano. E' l'alert lanciato dall'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattia, che sottolinea come prima dell'anno scorso non siano stati registrati casi di Chikungunya collegati a viaggi alle Seychelles.
Se il pericolo di infettarsi viene definito "elevato" per i turisti, "la probabilità di trasmissione locale" della malattia "nell'Europa continentale a seguito del rientro di un viaggiatore infetto" al momento "è considerata improbabile - rassicura l'agenzia Ue - poiché le condizioni ambientali invernali non sono favorevoli all'attività delle zanzare Aedes".
L'alert Ecdc
"L'insorgenza della malattia da virus Chikungunya alle Seychelles - spiega l'Ecdc - è in linea con una più ampia diffusione regionale" dell'infezione "nelle isole dell'Oceano Indiano. Attualmente si registra un aumento dell'attività del virus nell'area, con casi segnalati a Mauritius, alle Comore e nelle regioni ultraperiferiche dell'Ue come La Réunion e le Mayotte". Entrambe nel 2025 hanno registrato "gravi epidemie". Alle Seychelles, "secondo le autorità sanitarie locali, il virus Chikungunya è attualmente più diffuso rispetto ad altri agenti virali trasmessi da vettori".
"L'attuale probabilità di infezione da virus Chikungunya per i viaggiatori diretti alle Seychelles è elevata - si legge in una nota del centro europeo - Poiché il periodo di punta dei viaggi è tra febbraio e aprile, i viaggiatori dovrebbero adottare misure di prevenzione rafforzate contro le punture di zanzara durante la loro permanenza alle Seychelles. Le misure di protezione includono l'uso di repellenti per zanzare, dormire sotto una zanzariera o in una stanza con zanzariere o aria condizionata e indossare abiti che coprano la maggior parte del corpo. Anche la vaccinazione può essere presa in considerazione, in linea con le raccomandazioni del Paese di origine".
Sintomi
"I sintomi della Chikungunya - continua l'Ecdc - possono manifestarsi diversi giorni dopo l'infezione, anche dopo il ritorno a casa. I sintomi comuni includono mal di testa, febbre, nausea e vomito e dolori muscolari e articolari. I viaggiatori che non si sentono bene durante il viaggio dovrebbero consultare un medico, soprattutto in caso di febbre o dolori articolari. Dovrebbero evitare ulteriori punture di zanzara utilizzando indumenti repellenti e protettivi, riposare e mantenersi idratati, e se possibile evitare di proseguire il viaggio se non si sentono bene". Coloro che rientrano da un viaggio alle Seychelles "dovrebbero monitorare la propria salute per individuare eventuali sintomi per un massimo di 3 settimane, consultare un medico in caso di comparsa di disturbi e informare il dottore del viaggio recente" che hanno fatto.
"Sebbene la Chikungunya non sia generalmente considerata una malattia mortale - puntualizza l'agenzia Ue - alcuni fattori possono aumentare il rischio di contrarre la malattia in forma più grave. Tra questi: essere nelle ultime settimane di gravidanza", che può rappresentare anche "un rischio per i neonati esposti durante il parto; avere più di 65 anni; soffrire di patologie pregresse".

Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet.
È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale.
Sommario
- Perché il packaging è diventato una priorità industriale
- Il nodo del 100%
- Cosa cambia per pellicola e cinghie
- Perché il packaging è diventato una priorità industriale
Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026.
Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050.
Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto.
Il nodo del 100%
L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo.
Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero.
Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere.
Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni.
Cosa cambia per pellicola e cinghie
Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale.
Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato.
Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.

Costruire, dalla nascita all’adolescenza, una relazione educativa e di fiducia che accompagni, nell'ambito del contesto familiare che lo sostiene, il bambino nelle sue fragilità e nei suoi cambiamenti. È il ruolo strategico dell’infermiere pediatrico che necessita di percorsi formativi sempre aggiornati, reti associative ampie e attività di ricerca. Per proseguire nella promozione e messa in campo di azioni condivise a tutela dei più piccoli e delle loro famiglie, il 26 febbraio 2026, la presidente Fnopi - Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli, e la presidente Sipinf - Società italiana di pediatria infermieristica, Silvana Schreiber, alla presenza di Valentina Vanzi, presidente della Commissione d'Albo Infermieri pediatrici, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa.
Condividendo la necessità di promuovere attività a tutela della salute fisica e psichica dei pazienti in età evolutiva, diffondendo informazioni e conoscenze sul diritto alla salute, sui corretti stili di vita, tanto in ambito ospedaliero quanto sul territorio, Fnopi e Sipinf - informa una nota - hanno scelto di rafforzare la loro storica collaborazione con un accordo triennale con i seguenti obiettivi: la realizzazione di progetti che sviluppino competenze specifiche, per migliorare l’assistenza infermieristica nell’ottica dei modelli di ‘Child and Family Centered Care’ e ‘Family Integrated Care’; la promozione della professione infermieristica in ambito pediatrico, valorizzandone il ruolo e le funzioni e la specificità dell’età evolutiva nei programmi di politica sanitaria; il sostegno alla ricerca, attraverso l’elaborazione, l’aggiornamento e la diffusione di linee guida che migliorino la pratica assistenziale infermieristica in età evolutiva, anche in collaborazione con istituzioni ed enti pubblici e privati e società scientifiche.
"Rinnovare il protocollo con Sipinf proprio in questi giorni in cui il ministero dell'Università e della ricerca (Mur) e il ministero della Salute hanno annunciato una riforma strutturale delle lauree magistrali, passando da un modello generico a uno specialistico - afferma Mangiacavalli - segna un’ulteriore passo nella giusta direzione per il rinnovamento e la valorizzazione della professione infermieristica e in particolare per le competenze specialistiche nell’area neonatale e pediatrica. Infermieri e infermiere pediatrici sono i nostri primi specialisti e l’impegno della Federazione non verrà meno su percorsi che valorizzino e validino competenze acquisite. È un percorso importante per garantire una costruzione del futuro della professione ed è evidente che ci impegniamo a lavorare insieme in maniera strategica e sinergica, perché gli infermieri pediatrici sono fondamentali per disegnare il futuro di questa specializzazione".
"Essere qui oggi come società scientifica che si occupa della ricerca nell’ambito dell’età evolutiva, ci permette di essere riconosciuti e valorizzati come professione - sottolinea Schreiber - Anche se il numero dei nuovi nati diminuisce, è necessario che i professionisti siano sempre più formati e informati per essere riconosciuti come specialisti. Il percorso di laurea magistrale ci aiuterà a lavorare al meglio delle nostre possibilità sui bambini, che rappresentano il nostro futuro. È un onore in questo mandato avere il supporto di Fnopi e lavorare insieme".
"Questa firma - conclude Vanzi - rafforza un concetto imprescindibile: la professione vive con la scienza e per la scienza. Pensare a una professione dinamica e responsiva alle necessità socio-assistenziali e ai bisogni dei pazienti tutti, dai più piccoli ai più grandi, significa camminare di pari passo con le società scientifiche, perché coadiuvano e rafforzano con la loro attività le evidenze che devono guidare la politica professionale. È un protocollo di intenti comuni e di progettualità che verranno concretizzate”".

La polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano, ha eseguito in Spagna un mandato di arresto europeo, per il reato di sequestro di persona aggravato dalla morte del soggetto, nei confronti del figlio trentaquattrenne di Alexandru Adarici, l'ex banchiere ucraino morto in via Nerino a Milano il 23 gennaio scorso.
Le indagini
Le indagini coordinate dal pubblico ministero di Milano Rosario Ferracane e svolte dal Servizio centrale operativo e dalla squadra Mobile di Milano, con l’ausilio del Servizio di cooperazione internazionale di Polizia e in raccordo informativo con Europol e Eurojust, hanno permesso di ricostruire "un grave quadro indiziario" a carico del figlio della vittima e alle forze di polizia spagnole di eseguire il provvedimento a suo carico.
Il 34enne, dopo aver convinto il padre - uomo d’affari operante, insieme a lui, nel settore della finanza e degli investimenti - ad andare a Milano per partecipare a un meeting di lavoro in uno stabile di via Nerino, "ha concorso al suo sequestro funzionale a costringerlo a trasferire 250.000 euro in criptovalute", si spiega in una nota della Procura. Il figlio è accusato della caduta dalla finestra del padre "in quanto unica persona presente nella stanza al momento della precipitazione" dall'appartamento al quarto piano.
Una "complessa" attività tecnica ha poi permesso di ricostruire la storia dell'ex banchiere e i suoi spostamenti e attraverso l’analisi delle telecamere e dei tabulati telefonici è stato possibile ripercorrere gli spostamenti del figlio e il suo presunto ruolo nella morte del padre. Resta da chiarire però se il 54enne fosse già morto quando è stato gettato dalla finestra con un laccio legato a un polso. I testimoni non hanno infatti notato movimenti del corpo durante la precipitazione. Una delle ipotesi è che durante il sequestro l’ex banchiere sia stato narcotizzato. L'autopsia è stata fissata per il 9 marzo.
Si cercano quattro complici
Proseguono intanto le indagini per rintracciare altre quattro persone che insieme al figlio 34enne della vittima avrebbero preso parte al sequestro, culminato nella morte. All’interno della stanza presa in affitto breve ci sarebbero state altre tre persone, oltre all'ex banchiere ucraino e al figlio, immortalate dalle telecamere di videosorveglianza mentre si allontanano dal palazzo di via Nerino pochi minuti prima che il 54enne precipitasse dalla finestra. I video della zona, visionati dalla polizia, fanno però ipotizzare che un quarto complice facesse da palo in strada. E nella stanza durante il pomeriggio sarebbero transitate quattro persone, oltre alla vittima e al figlio arrestato questa mattina.

La polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano, ha eseguito in Spagna un mandato di arresto europeo, per il reato di sequestro di persona aggravato dalla morte del soggetto, nei confronti del figlio trentaquattrenne di Alexandru Adarici, l'ex banchiere ucraino morto in via Nerino a Milano il 23 gennaio scorso.
Le indagini coordinate dal pubblico ministero di Milano Rosario Ferracane e svolte dal Servizio centrale operativo e dalla squadra Mobile di Milano, con l’ausilio del Servizio di cooperazione internazionale di Polizia e in raccordo informativo con Europol e Eurojust, hanno permesso di ricostruire "un grave quadro indiziario" a carico del figlio della vittima e alle forze di polizia spagnole di eseguire il provvedimento a suo carico.
Il 34enne, dopo aver convinto il padre - uomo d’affari operante, insieme a lui, nel settore della finanza e degli investimenti - ad andare a Milano per partecipare a un meeting di lavoro in uno stabile di via Nerino, "ha concorso al suo sequestro funzionale a costringerlo a trasferire 250.000 euro in criptovalute", si spiega in una nota della Procura. Il figlio è accusato della caduta dalla finestra del padre "in quanto unica persona presente nella stanza al momento della precipitazione" dall'appartamento al quarto piano.
Una "complessa" attività tecnica ha poi permesso di ricostruire la storia dell'ex banchiere e i suoi spostamenti e attraverso l’analisi delle telecamere e dei tabulati telefonici è stato possibile ripercorrere gli spostamenti del figlio e il suo presunto ruolo nella morte del padre. Resta da chiarire però se il 54enne fosse già morto quando è stato gettato dalla finestra con un laccio legato a un polso. I testimoni non hanno infatti notato movimenti del corpo durante la precipitazione. Una delle ipotesi è che durante il sequestro l’ex banchiere sia stato narcotizzato. L'autopsia è stata fissata per il 9 marzo.

Sono stati 9.543.000 gli spettatori medi della terza serata di Sanremo 2026, con il 60,6% di share. Il migliore share per una terza serata del festival costruito su cinque serate. Per trovarne uno migliore bisogna risalire infatti al festival del 1990 condotto da Johnny Dorelli e Gabriella Carlucci, quando la terza serata ottenne 64,59% di share ma Sanremo durava quattro serate.
Gli spettatori della terza serata invece risultano in calo rispetto all'edizione 2025. Ma questo si spiega con una contrazione della platea televisiva. L'anno scorso la terza serata del festival ottenne un ascolto medio di 10.700.000 spettatori con il 59,8% di share.
Nella seconda serata il festival aveva ottenuto 9.053.000 con il 59,5% di share. Quindi ieri Carlo Conti ha recuperato oltre un punto di share. Complice forse anche l'assenza della concorrenza dei play off di Champions League, che aveva contraddistinto le prime due serate del festival.
In termini di telespettatori medi della terza serata, il festival ieri ha fatto meglio della terza serata dell'edizione 2023, quando gli spettatori furono 9.240.000.
Ieri la prima parte del festival, dalle 21.45 alle 23.33, è stata seguita da 12.585.000 spettatori con il 60,4% di share. Mentre la seconda parte, dalle 23.37 all'1.13, è stata seguita da 5.941.000 spettatori con il 61,3% di share.
Sono Laura Pausini e Alicia Keys le protagoniste dei picchi di ascolto della terza serata. In termini di telespettatori, il picco è stato raggiunto alle 22.11 con 14.199.000, quando in scena c'era Laura Pausini, appena entrata con il secondo abito della serata, giallo canarino. In termini di share, invece, il picco è stato raggiunto alle 23.04 (insolitamente presto) con il 65,8%, nel momento in cui Carlo Conti ha accolto sul palco Alicia Keys: lo share si è mantenuto sugli stessi livelli per l'intera performance della star statunitense, sia durante il duetto con Eros Ramazzotti sulle note di 'L'Aurora' sia quando Keys ha cantato da sola 'Empire State of Mind'.
Piu, 'mancano solo le ultimazioni ma in poco più di un anno
consegniamo la canna nord'... Le prime due serate della Crociera della Musica 2026 a bordo di Costa Toscana hanno acceso l’atmosfera sanremese con un doppio viaggio tra mood, performance e intrattenimento, confermando la nave come uno dei palcoscenici più attesi di questa edizione del Festival. Le giornate inaugurali hanno riportato gli ospiti nel cuore della dance più amata: il Disco Workout mattutino ha introdotto le vibrazioni anni ‘90, mentre il Sunset Disco Aperitive ha trasformato i ponti esterni in un salotto luminoso e scintillante. Appuntamento imperdibile a bordo il Poretcast, il vodcast di Giacomo Poretti prodotto e distribuito da Corax, che dal Teatro Poltrona Frau ha intervistato Fabio Caressa in un dialogo ricco di aneddoti, risate e momenti di racconto personale, confermando ancora una volta la nave come luogo di intrattenimento a 360 gradi.
A catalizzare l’attenzione è stato il debutto di Max Forever – The Party Boat, con Max Pezzali guest star resident per tutte le cinque serate del Festival. La prima performance, Disco Night, ha acceso la nave con un’energia travolgente, culminata nel collegamento con il Teatro Ariston che ha confermato Costa Toscana come estensione naturale del palco sanremese.

La seconda serata ha cambiato completamente pelle, immergendo gli ospiti nel mood Old West. Il Beach Club si è trasformato in un saloon contemporaneo, tra cactus, stivali e cappelli da cowboy, e una performance che ha fatto ballare tutti gli ospiti. Un viaggio nel selvaggio West reinterpretato in chiave pop, che ha regalato alla Crociera della Musica un nuovo capitolo spettacolare e sorprendente.
Sul palco sul mare si sono alternati momenti di intrattenimento che hanno coinvolto ospiti in un’atmosfera unica: dal Karaoke Show ai due appuntamenti con il Social Stage dei PanPers, che hanno portato in scena “Nessun Impianto”, uno spettacolo di improvvisazione, canto e comicità condiviso con Andrea Pisani e Luca Pieracino, insieme agli ospiti speciali Francesco Cicchella, Giovanni Vernia e nella seconda serata Francesco Mandelli.
Dopo il successo delle due serate, Costa Toscana si prepara ora a un nuovo cambio di scena: questa sera sarà la volta della Jolly Blue Night, un’altra tappa del viaggio musicale che ogni giorno sorprende con atmosfere, show e mood completamente diversi, uniti da un unico filo conduttore: la grande musica italiana e il suo potere di creare community, emozione e spettacolo.



