Donald Trump - Afp

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran, come preannunciato dal presidente Donald Trump. L'avvio delle operazioni è stato reso noto dal Centcom, il Comando centrale degli Usa. "Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato oggi alle 17:15 (ora della costa orientale degli Stati Uniti, le 23.15 italiane del 10 giugno) a lanciare ulteriori attacchi di autodifesa contro diversi obiettivi in Iran, su ordine del Comandante in Capo", vale a dire il presidente. "Gli attacchi sono una risposta all'aggressione ingiustificata e continua da parte dell'Iran", ha aggiunto il Comando. 

In Iran, difese aeree attivate a ovest di Teheran, come riferisce l'agenzia Mehr. Esplosioni sono state segnalate attorno all'isola di Kish nel Golfo Persico e al porto di Sirik, vicino a Minab, nella provincia di Hormozgan nel sud del paese. Attaccato a Asalouyeh un importante impianto petrolchimico, perno della rete di infrastrutture energetiche del paese. 

Tutti gli obiettivi presi di mira dagli Stati Uniti si trovano nel sud dell'Iran secondo Acios, che fa riferimento alle informazioni fornite da un alto funzionario: i raid hanno colpito sistemi di difesa aerea, radar e unità di comando e controllo dei droni. 

Altre esplosioni sono state registrate nella città portuale Bandar Abbas, in particolare nella zona orientale. Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr, segnalando che gli attacchi sono stati registrati vicino a un aeroporto e a una base aerea.  

L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che sono in corso "scontri navali" tra le forze iraniane e quelle americane. Navi americane sono state attaccate con missili e droni, lanciati dall'esercito iraniano nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media statali iraniani. 

I sistemi di difesa aerea dei Pasdaran hanno lanciato un missile contro un aereo F-16 americano che aveva violato lo "spazio aereo del Golfo", costringendolo alla ritirata. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Mehr citando le Guardie Rivoluzionarie iraniane. 

Il comando militare congiunto iraniano ha ordinato la chiusura dello Stretto di Hormuz al passaggio di tutte le imbarcazioni, comprese petroliere e navi mercantili. Qualunque nave tenterà il passaggio da Hormuz verrà considerata un bersaglio, ha precisato. Lo riporta l'agenzia di stampa Mehr. 

Gli Stati Uniti hanno attaccato un impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars, situato ad Asalouyeh, nel sud dell'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim. In precedenza, la televisione di stato iraniana aveva segnalato l'attivazione della difesa aerea intorno all'impianto energetico di Asalouyeh. 

 

"Ieri li abbiamo colpiti duramente, oggi li attaccheremo di nuovo con forza", aveva annunciato Trump nel corso della giornata di mercoledì facendo riferimento ai raid compiuti 24 ore prima. Sulla stessa lunghezza d'onda le parole di Pete Hegseth, segretario alla Difesa: "Il Centcom sarà molto impegnato perché colpiremo duramente l'Iran. Teheran ha la possibilità di concludere un ottimo accordo. Finora non si sono dimostrati disposti a farlo. Gli Stati Uniti lanceranno bombe a raffica su infrastrutture chiave in Iran, non per far ripartire la guerra, ma per stabilire le condizioni per un accordo con attacchi forti e chiari". 

 

Il rischio di un'escalation è concreto: "Le forze armate iraniane sono pienamente preparate" a rispondere, la posizione espressa da una fonte militare iraniana citata dall'agenzia di stampa Tasnim. "Gli americani dovranno affrontare una dura risposta. L'Iran prenderà di mira nuovi interessi americani in caso di attacco". 

Esplicito l'avvertimento del presidente della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Azizi: "Questa volta la guerra non si limiterà a questa regione".