
La legionella è stata al centro del convegno "Gestione del rischio legionella nelle strutture pubbliche e ricettive", promosso da Sanodyna insieme a Sicura STM e ospitato a Olbia, con la partecipazione del Comune, Asl Gallura, Federalberghi Sardegna e Gallura, Confcommercio Gallura, Confindustria Sardegna e AIAS, l'associazione italiana Ambiente e Sicurezza.
Un fenomeno diffuso, spesso sottovalutato ma tutt'altro che marginale: nel 2024 infatti in Italia sono stati notificati 4.627 casi di legionellosi, un dato che conferma un trend in crescita e che impone un cambio di passo sul fronte della prevenzione. Anche a livello locale il fenomeno è presente: a Olbia si registrano tra i 5 e i 6 casi l'anno, numeri costanti, che testimoniano come il problema sia sentito, anche se ancora poco trattato in modo sistematico. "Olbia è un posto particolare dove arrivano 4 milioni di passeggeri, il primo porto del Mediterraneo", ha affermato il sindaco Settimo Nizzi. "Abbiamo un'ottima proposta alberghiera e non possiamo per nessun motivo, sottovalutare il rischio. In tutte le nostre scuole, in tutti gli edifici comunali e provinciali, cerchiamo di stare molto attenti, perché senza la necessaria attenzione si corrono rischi che poi possono danneggiare in primis le persone e in seconda istanza l'intero territorio".
Per i promotori del convegno, Sanodyna e Sicura STM, la sfida è culturale prima ancora che tecnica. Oltre al tema tema sanitario, quello della legionella è anche una questione gestionale per il comparto dell'ospitalità, chiamato a garantire sicurezza, qualità e conformità normativa.



