Il Pnrr è un grande acceleratore per accorciare le distanze interne
alla Sardegna, ma del tutto insufficiente, da solo, a colmare il
divario strutturale che separa l'isola dal resto d'Italia e
d'Europa. È il fulcro dell'audizione del vicepresidente della
Regione, Giuseppe Meloni, questa mattina davanti a deputati e
senatori della commissione parlamentare per il contrasto degli
svantaggi derivanti dall'insularità della Camera.Meloni ha riassunto le cifre del Piano per la Sardegna, aggiornate al 5 luglio 2026: 4,9 miliardi di euro destinati a 19.251 progetti e pagamenti già arrivati al 53% delle risorse (2,61 miliardi) "Il Pnrr non è stato concepito per compensare gli svantaggi insulari", ha chiarito Meloni, precisando che "l'insularità non coincide con una semplice insufficienza di infrastrutture, ma è una condizione geografica permanente" che grava quotidianamente su trasporti, energia e imprese. Ogni investimento in sanità, scuola e mobilità assume nell'Isola un significato raddoppiato a causa della dispersione della popolazione, della bassa densità demografica e della totale dipendenza dai collegamenti aerei e marittimi.
Nel dettaglio finanziario delle missioni, la transizione ecologica assorbe la quota maggiore con 1,58 miliardi di euro, seguita da digitalizzazione e competitività (950 milioni), istruzione e ricerca (838 milioni), salute (459 milioni), infrastrutture e mobilità (410 milioni), inclusione e coesione (367 milioni) e REPowerEU (297 milioni). La gestione è frammentata tra società pubbliche e private (31%), ministeri (20%), Regione e agenzie regionali (18%, pari a 967 milioni totali a regia regionale di cui 735 milioni di sola quota Pnrr), Comuni e Unioni di Comuni (15%), scuole e università.
Sul fronte dei risultati già certificati a regia regionale, Meloni ha rivendicato il completamento di tutti i 12 interventi di Protezione civile contro il rischio alluvione, la bonifica del sito minerario di Su Zurfuru a Flumini Maggiore,...