Agli inizi di luglio gli incendi in Sardegna erano già sopra i 900.
Un mese dopo, il 2 agosto, si è arrivati a 1550 in linea con la
media dei 12 anni precedenti (+0,1%) e in leggero aumento rispetto
al 2025 (1459). In netto calo, -63%, gli ettari di superficie
boscata percorsa dal fuoco ma aumenta del 38% quella non boschiva
per un totale di 9478,69 Ha in fumo, il 15% in più rispetto alla
media del periodo ma in linea col dato 2025. "Tra i roghi
investigati, negli ultimi 5 anni, il 60% è di origine dolosa, il
40% colposa, anche se quest'anno abbiamo assistito ad altre causa
come 6 incendi da fulmini", spiega il comandante del Corpo
Forestale regionale Gianluca Cocco, a margine della riunione
plenaria in videoconferenza sulla campagna antincendio boschivo
2026, convocata dalla protezione civile regionale e
dall'assessorato regionale della Difesa dell'ambiente."Ripeto per l'ennesima volta che gli incendi da soli non partono. Abbiamo la mano umana che continua ad essere responsabile di questo grave delitto - osserva l'assessora Rosanna Laconi - questi sono atti di terrorismo nei confronti della nostra terra". E se le indagini vanno avanti i sindaci, collegati in videoconferenza, chiedono "più controlli, soprattutto in quelle aeree indicate come sensibili: per questo motivo che abbiamo coinvolto i prefetti sollecitando il supporto delle forze dell'ordine - ha aggiunto l'esponente della Giunta Todde - maggiore prevenzione e perlustrare il territorio, ma anche pulizia delle campagne, compito affidato a Forestas." Ci sono, però, ancora 23 comuni che non hanno predisposto la pianificazione sui rischi a fronte di 354 che ne hanno una definitiva.
In aiuto della macchina antincendi - composta a terra da 600 agenti della Forestale regionale, 1300 vigili del fuoco, un migliaio di Forestas, 150...