- RIPRODUZIONE RISERVATA"È stato già fatto". Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha risposto a Cagliari a una domanda sulla crisi industriale del Sulcis e sulla richiesta della Sardegna di un piano complessivo per affrontare i nodi strutturali dell'area, a partire dai costi dell'energia e dei trasporti. "Dopo diversi anni, con il ministero dell'Ambiente e il nostro supporto, la Regione ha siglato un'intesa che riguarda due navi rigassificatrici che potranno fornire gas alle imprese energivore del territorio", ha affermato il ministro.
    Secondo Urso, "sicuramente si potrebbe fare di più, se la Regione accogliesse il nostro invito a dirci dove intende localizzare le tante decine di investimenti strategici sulle rinnovabili che avevamo portato in Consiglio dei ministri qualche settimana fa, con l'opposizione e tutti i no della presidente Todde".
    Il ministro ha quindi citato "un caso emblematico". "Se per esempio la Regione sbloccasse l'intervento di un'importante impresa che proprio nell'area mineraria vuole realizzare un data center per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale (che, per poter funzionare, ha bisogno di produrre energia rinnovabile in quella località), tante altre imprese potrebbero realizzare i loro investimenti".
    Replicando alle critiche dell'assessore regionale dell'Industria, che di recente ha sostenuto l'assenza di una politica industriale nazionale capace di ridurre strutturalmente il costo dell'energia e dei trasporti, Urso ha risposto: "È assolutamente falso, lo dimostra l'intervento in Europa, perché noi dobbiamo sviluppare una politica industriale che corrisponda al quadro regolatorio europeo", ha spiegato.
    "Questo riscontro vi è già stato, - ha proseguito il ministro, - proprio con la proposta della Commissione di revisione del meccanismo infernale degli Ets. Se anche la sinistra europea, invece di opporsi, ci desse una mano per rivedere questo meccanismo, come noi stiamo facendo col concorso degli altri Stati...

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