
Casu Marzu, il "Formaggio che Viene dalla Tradizione" Incanta il National Geographic: "Simbolo Estremo dell'Isola"
SARDEGNA – Il casu marzu torna protagonista sulla scena internazionale. Il National Geographic ha pubblicato un ampio e articolato reportage dedicato a uno dei prodotti più discussi e affascinanti della cultura gastronomica sarda, definendolo un emblema identitario dell'isola, capace di dividere l'opinione pubblica tra chi lo esalta e chi lo guarda con timore.
Un'Esperienza Diretta a Dorgali
Il giornalista Brett Martin racconta in prima persona l'incontro con il formaggio dalle larve viventi in un ristorante del centro storico di Dorgali, nell'entroterra nuorese. Lo chef ha scoperto una forma appena matura, rimuovendo la crosta superiore e rivelando il caratteristico movimento delle larve del moscerino Piophila casei, responsabili della fermentazione unica che rende il prodotto morbido, cremoso e dal sapore inconfondibile.
Il sapore? "Intenso, deciso, con una spiccata nota caprina e una consistenza vellutata", scrive Martin, aggiungendo di non aver avvertito particolari sensazioni dovute alla presenza degli insetti durante la degustazione.
"Formaggio Marcio" ma dal Valore Inestimabile
Il nome stesso, "casu marzu", significa letteralmente "formaggio marcio" nella lingua sarda. La preparazione tradizionale prevede che il pecorino venga lasciato maturare all'aperto per permettere al moscerino di depositare le uova. Le larve, nutrendosi della pasta, trasformano la consistenza e il profilo aromatico fino a generare quella crema decisa e speziata che ha reso celebre questo prodotto in tutto il mondo.
Vietato ma Vivo: Il Paradosso del Casu Marzu
Il reportage ricorda che il formaggio è stato vietato nell'Unione Europea circa vent'anni fa per ragioni igienico-sanitarie. Tuttavia, la produzione artigianale non si è mai fermata in Sardegna, dove decine di pastori continuano a tramandare la tecnica di generazione in generazione, mantenendo vivo un pezzo fondamentale della cultura pastorale isolana.
Più del Casu Marzu: Un'Isola di Eccellenze
Il National Geographic sottolinea che la Sardegna non è solo casu marzu. Il reportage cita altre eccellenze come su filindeu (i "fili di Dio"), la fregola con arselle e bottarga, il Cannonau, il Vermentino e una straordinaria varietà di formaggi tradizionali privi di insetti. Ma nessuno, ammette il magazine, ha il potere di attirare l'attenzione globale quanto il "formaggio che si muove".
Un Fenomeno tra Viralità e Storia
Il Guinness World Records lo ha incoronato "il formaggio più pericoloso del mondo" . È stato assaggiato in tv da Anthony Bourdain, e negli ultimi anni è diventato protagonista di video virali su TikTok e Instagram, con milioni di visualizzazioni tra stupore e curiosità.
L'Inchiesta tra i Pastori
Il reportage racconta anche la vita e il lavoro di pastori sardi come Mario Nieddu (quarta generazione di allevatori) e Andrea Logias, che ancora oggi producono il casu marzu seguendo metodi antichi. "Non si tratta di qualcosa di disgustoso – ha commentato Roberto Flore, esperto sardo intervistato dal magazine – ma semplicemente di qualcosa di insolito per chi non conosce questa cultura".
Il Reportage Originale
L'articolo, corredato da splendide fotografie di Gianluca Lanciai e da un video, è stato pubblicato il 4 maggio 2026 sul sito del National Geographic con il titolo "Sampling Sardinia's legendary maggot cheese" (Assaggiando il leggendario formaggio con larve della Sardegna).
Un ritratto che celebra la Sardegna più autentica, quella dei pastori, delle tradizioni antiche e del coraggio di guardare al cibo come espressione profonda di un'intera comunità.