(di Alessandra Magliaro) E' stato uno degli esordi più felici della
nuova stagione, finalista ai David di Donatello, migliore opera
prima alla Festa di Roma, diventato probabilmente suo malgrado una
sorta di manifesto della generazione precaria del settore
cinematografico: Tienimi Presente di Alberto Palmiero.Ora grazie alla moltitudine di rassegne estive in tutta Italia il film, che è stato prodotto da Gianluca Arcopinto e da Simone Gattoni per Kavac Film di Marco Bellocchio con Rai Cinema, continua a vivere e a ricevere applausi. Come al festival di Tavolara giovedì sera dove tra il pubblico si è visto al termine anche qualche luccicone, o al Tuscia Film Festival ieri. La storia del protagonista, diplomato al Centro Sperimentale di cinematografia, che torna disilluso in provincia, nel suo paese di origine perchè non riesce ad andare avanti nel cinema, convinto che nella sua cittadina, tra amicizie consolidate possa trovare la strada, adattandosi magari a lavori che nulla avevano a che fare con il suo sogno cinematografico, come l'informatico, è quella di tanti altri giovani dal futuro incerto, dalla determinazione sommersa e dalla pressione sociale. Ma quando anche tutti i suoi amici cominciano a partire, per il Nord Italia o per l'estero, facendo il viaggio che lui aveva fatto anni prima e che ha compiuto a ritroso senza soddisfazione, scatta qualcosa che cambia, forse il suo destino.
"Penso di trasferirmi davvero a Roma molto presto, dalle parti di piazza Bologna dove ci sono tanti fuori sede campani, calabresi, pugliesi", dice all'ANSA Alberto Palmieri che proprio come il suo protagonista sta cercando di mettere a fuoco il suo percorso di crescita. Al festival di Tavolara ha ritrovato il suo professore del Centro Sperimentale, Gianluca Arcopinto, che negli anni ha fatto debuttare tanti talenti e che ha...