
Domani alle ore 10, nell'Aula di Montecitorio si terrà la cerimonia celebrativa del Giorno del Ricordo, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. In apertura gli indirizzi di saluto del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana e del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, quindi gli interventi e le testimonianze di: Toni Concina, Presidente onorario dell'Associazione Dalmati, Gianni Oliva, storico, Abdon Pamich, campione olimpico italiano.
Nel corso dell'evento sarà proiettato un estratto del documentario "Il Marciatore", tratto dal libro autobiografico di Pamich e sarà inoltre letto un passaggio del libro "Francesco Bonifacio. Vita e martirio di un uomo di Dio", di Mario Ravalico, da parte di Silvia Siravo, attrice del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, diretto da Paolo Valerio. A seguire il contributo del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Antonio Tajani. La cerimonia si aprirà con l'inno italiano e si concluderà con l'inno europeo - eseguiti, insieme alla sinfonia di Vivaldi "Al Santo Sepolcro", dal Conservatorio "Giuseppe Tartini" di Trieste - e sarà trasmessa in diretta su Rai1, a cura di Rai Parlamento, sulla webtv e sul canale satellitare della Camera. In programma inoltre la premiazione delle scuole vincitrici del Concorso nazionale "Il Giorno del Ricordo", indetto dal Ministero dell'Istruzione, da parte del Presidente della Camera, del Presidente del Senato e del Ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.
A condurre la cerimonia sarà la giornalista Maria Antonietta Spadorcia. Sempre nella giornata del 10 febbraio, le bandiere di Montecitorio saranno posizionate a mezz'asta. In serata il Tricolore sarà proiettato sulla facciata del palazzo.

Il Moige (Movimento Italiano Genitori) promotore, con le associazioni di genitori Anfn-associazione nazionale famiglie numerose, Age associazione italiana genitori, ed il Forum delle Associazioni Familiari coinvolte nella prima class action inibitoria italiana contro Meta (Facebook e Instagram) e TikTok esprimono forte disagio e preoccupazione per il rinvio dell'udienza disposto dal Tribunale delle Imprese di Milano. La prima udienza, si legge in una nota, originariamente fissata per il 12 febbraio 2026, è stata posticipata al 14 maggio, per motivi procedurali legati alle notifiche in Inghilterra, determinando un ritardo di tre mesi in un'azione legale che le famiglie italiane considerano urgente. Il rinvio di tre mesi rappresenta un'ulteriore dilazione nella tutela di migliaia di bambini e adolescenti italiani".
La class action, promossa dal Moige insieme allo Studio legale Ambrosio & Commodo, con l'adesione di Anfn-associazione nazionale famiglie numerose, Age associazione italiana genitori, ed il Forum delle Associazioni Familiari ed un primo gruppo di genitori, continua la nota, rappresenta un'iniziativa senza precedenti in Italia e chiede al Tribunale di Milano di ordinare alle piattaforme social di cessare immediatamente condotte ritenute dannose per i minori. L'azione legale si articola in tre macro-aree di intervento: rispetto dell'obbligo di verifica dell'età e del divieto di accesso ai social per i minori di 14 anni, come previsto dalla attuale normativa italiana; eliminazione dei sistemi che creano dipendenza, come lo scroll infinito, le notifiche continue e gli algoritmi progettati per massimizzare il tempo di permanenza sulla piattaforma; trasparenza e informazione sui rischi per la salute mentale e fisica derivanti dall'uso eccessivo dei social media.
I genitori ricorrenti hanno documentato come le piattaforme Facebook, Instagram e TikTok consentano facilmente l'iscrizione illegale di minori, violando le normative nazionali e compromettendo la protezione che il legislatore ha voluto garantire ai più piccoli. Parallelamente all'azione legale, il Moige ha lanciato in questi giorni una petizione rivolta al Governo e al Parlamento per chiedere una legge che vieti l'uso dei social media ai minori di 16 anni.
Per firmare la petizione è sufficiente collegarsi al sito www.moige.it ed aderire alla campagna "Difendiamo i nostri figli dai social con la forza della legge". La petizione chiede un intervento normativo chiaro e immediato, sull'esempio di altri Paesi europei e internazionali che stanno introducendo restrizioni più stringenti per proteggere i giovani dalla dipendenza digitale e dai suoi effetti sulla salute mentale. La class action italiana è seguita con attenzione a livello europeo e internazionale. Anche in Francia famiglie hanno presentato azioni simili contro Meta e TikTok, mentre negli Stati Uniti sono in corso oltre 40 cause promosse da Stati federali contro le big tech per i danni arrecati ai minori.
"Questa non è solo una battaglia legale, è una battaglia di civiltà - sottolinea l'avvocato Stefano Commodo dello Studio Ambrosio & Commodo - Puntiamo a difendere i minori e i più fragili dal loro utilizzo eccessivo e a creare buona informazione sui rischi che derivano dall'abuso delle piattaforme". Nonostante il rinvio dell'udienza, le associazioni di genitori aderenti ed il Moige ribadiscono la loro determinazione a portare avanti questa battaglia "continueremo a lottare fino a quando i nostri figli non avranno le tutele che meritano. Il 14 maggio saremo in aula, più determinati che mai".
Mercoledì la conferenza stampa dell'assessore Cuccureddu... 
Sebbene il 73% dei pazienti riconosca l'importanza dell'alimentazione nella gestione della malattia di Crohn, solo il 32% riceve indicazioni nutrizionali da un professionista, mentre oltre il 60% è costretto a rivolgersi privatamente a un nutrizionista. Inoltre solo l'11,7% dei pazienti conosce la Cded (Crohn's disease exclusion diet), l'unica strategia nutrizionale supportata dalla letteratura scientifica. E' quanto emerge da una nuova indagine condotta da Silvio Danese e Ferdinando D'Amico, rispettivamente direttore e medico gastroenterologo dell'Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano. La ricerca, sviluppata con il supporto di Nestlé Health Science nell'ambito della campagna 'Più Crohnsapevoli - Per una nutrizione consapevole', rivela un significativo divario tra la crescente consapevolezza del ruolo terapeutico della nutrizione e l'effettivo accesso dei pazienti a un supporto specialistico. Lo studio, che ha coinvolto 222 pazienti italiani, evidenzia anche che l'80% presenta una localizzazione ileale, sede in cui la nutrizione ha un impatto diretto sull'assorbimento dei nutrienti; sul piano terapeutico, il 76% dei pazienti è in trattamento con terapie biologiche.
"Per i pazienti con malattia di Crohn - afferma Danese - è fondamentale poter accedere a dietisti dedicati e formati su questa patologia: è una delle richieste più frequenti che riceviamo in ambulatorio, perché i pazienti vogliono sapere concretamente cosa possono e cosa non possono mangiare. Oggi abbiamo evidenze sempre più solide che la dieta, anche in combinazione con le terapie biologiche, può contribuire a indurre e mantenere la remissione. Eppure, dalla nostra indagine emerge che solo un terzo dei pazienti viene inviato a uno specialista della nutrizione. E' proprio per colmare questo divario che iniziative come la campagna Più Crohnsapevoli sono fondamentali: per aiutare i pazienti a capire che l'approccio nutrizionale è parte integrante della terapia e può migliorare in modo concreto gli outcome e la qualità di vita".
La ricerca fotografa anche la dimensione emotiva e sociale della malattia: il 71% dei pazienti dichiara di dover rinunciare a cene, uscite con amici o momenti di convivialità, una percentuale che sale al ulteriormente durante le riacutizzazioni. Il peso psicologico è altrettanto significativo: i pazienti lamentano ansia, frustrazione, imbarazzo nella gestione quotidiana della malattia.
"I risultati della nostra indagine - commenta D'Amico - mostrano chiaramente come, nonostante una crescente attenzione al ruolo della nutrizione, esista ancora un divario importante tra i bisogni dei pazienti e l'organizzazione dei percorsi di cura. La fatigue, ovvero la stanchezza persistente, emerge come uno dei sintomi più frequenti e invalidanti anche in remissione ed è spesso legata a carenze nutrizionali e a uno stato infiammatorio persistente. Questo sintomo è associato alla presenza di infiammazione cronica, che può compromettere la funzione intestinale. Il nostro studio aveva proprio l'obiettivo di indagare l'impatto dell'alimentazione nella gestione dei pazienti con Crohn e di identificare i principali bisogni ancora non soddisfatti nel loro percorso di cura".
Alla luce di questi dati - riporta un nota - appare evidente la necessità di una gestione più strutturata e multidisciplinare della malattia di Crohn, che unisca terapia farmacologica, supporto nutrizionale e sostegno psicologico in un percorso continuativo e accessibile. E' proprio in questa direzione che si inserisce l'impegno di Nestlé Health Science, che con la campagna 'Più Crohnsapevoli - Per una nutrizione consapevole' sostiene la diffusione di una maggiore cultura nutrizionale e la collaborazione tra clinici, istituzioni e pazienti per migliorare la qualità di vita delle persone affette da Mici.
Intervento dei vigili del fuoco e dell'Anas...
Al Lirico un brillante Christopher Franklin per "Tutto Mendelssohn"... 
Novak Djokovic in estasi per il pattinaggio di figura a Milano Cortina 2026. Il tennista serbo, reduce dalla sconfitta nella finale degli Australian Open 2026 contro Carlos Alcaraz, ma capace di eliminare Jannik Sinner nella semifinale dello Slam di Melbourne, è a Milano per godersi alcune gare delle Olimpiadi invernali e aveva già presenziato alla cerimonia di apertura di San Siro.
Alla Milano Ice Skating Arena di Assago Djokovic è stato inquadrato più volte mentre esultava per le performance dei pattinatori in gara, celebrando anche il bronzo dell'Italia, ma è stata un'esibizione in particolare che ha catturato la sua attenzione. Quando sul ghiaccio è arrivata la performance di Ilia Malinin, Djokovic ha reagito alzandosi in piedi e mettendosi le mani tra i capelli.
A fine gara il pattinatore statunitense, che ha vinto la medaglia d'oro, ha commentato proprio le immagini delle reazioni del fuoriclasse serbo: "Ho visto Djokovic. È stato incredibile. Ho sentito dire che dopo aver eseguito il mio salto mortale all'indietro, lui aveva le mani in testa. È un momento irripetibile, sono assolutamente sbalordito".

Assalto a un furgone portavalori oggi, lunedì 9 febbraio, sulla statale 613 Brindisi-Lecce, in territorio brindisino, all'altezza di Tuturano. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri sia la polizia. Il tratto interessato è stato chiuso al traffico. I banditi hanno esploso colpi d'arma da fuoco e sono fuggiti.
I malviventi erano armati di kalashnikov e hanno preso di mira un blindato, che era scortato da un furgone, e lo hanno bloccato mettendo di traverso un autocarro, a cui hanno dato fuoco, sulla carreggiata in direzione sud (Lecce). Poi hanno circondato il blindato con altri mezzi e hanno fatto esplodere il portellone per farlo aprire. Da verificare se il colpo sia andato a segno.
Sulla statale c'è stato un inseguimento da parte dei carabinieri. Per consentire le indagini di polizia giudiziaria e i rilievi delle forze dell'ordine, la strada è stata chiusa da Anas in entrambe le direzioni dal km 8,300 al km 12,800 a San Pietro Vernotico ed è stato istituito un percorso alternativo sulla ex SS 16. Sulla Brindisi-Lecce è il secondo episodio in circa un anno e mezzo. Il precedente assalto era avvenuto il 4 luglio del 2024, nello stesso tratto fra Tuturano e Torchiarolo, e la rapina era riuscita.

Il fisico Antonino Zichichi, autore di numerose e importanti ricerche, contributi e realizzazioni in vari campi della fisica nucleare e subnucleare, lo scienziato che arrivò alla scoperta dell'antimateria, è morto all'età di 96 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos dal Centro di cultura scientifica Ettore Majorana di Erice (Trapani), di cui l'illustre scienziato era l'animatore e la guida.
A Zichichi si deve la scoperta dell'antideutone, la determinazione accurata della costante di accoppiamento delle interazioni deboli e del momento magnetico anomalo del muone e studi sulla struttura elettromagnetica del protone.
Con la sua scomparsa, l'Italia perde uno dei suoi più noti scienziati, una figura centrale nella storia della fisica italiana del Novecento. Zichichi è stato un fisico teorico di fama internazionale, un instancabile promotore della cultura scientifica, fondatore di istituzioni, inventore, visionario e, soprattutto, divulgatore. Il suo volto, la sua voce e il suo stile inconfondibile sono rimasti per decenni familiari al grande pubblico, ben oltre le mura accademiche.
Scienziato dalle intuizioni geniali, uomo di fede, pensatore fuori dagli schemi, Zichichi ha costruito ponti tra scienza e religione, tra politica e cultura, tra laboratori e televisioni, rendendo la scienza - quella più complessa, la fisica delle particelle - materia viva e dibattuta.

Undici morti in montagna in sette giorni, di cui dieci a causa di valanghe. È questo il tragico bilancio degli ultimi giorni sulle Alpi italiane che porta il Soccorso alpino a lanciare un "forte richiamo alla prudenza" per chi va in montagna sulla neve.
"L’area interessata dai distacchi valanghivi registrati negli ultimi giorni è estremamente vasta[1] e coinvolge gran parte dell’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli-Venezia Giulia, passando per Lombardia e Trentino. Le cause degli eventi non sono riconducibili a un’unica situazione tipo; emerge tuttavia con evidenza una configurazione ricorrente, legata alla presenza di strati deboli persistenti all’interno del manto nevoso", osserva il Soccorso alpino spiegando che per diversi elementi i "punti pericolosi sono numerosi e difficilmente individuabili sul terreno, rendendo complessa - anche per utenti esperti - l’individuazione di linee di salita o discesa realmente sicure".
"Per questo motivo, anche nei primi giorni della settimana appena iniziata, la scelta di itinerari in ambiente invernale su pendii ripidi rimane particolarmente delicata", sottolinea il Soccorso Alpino che, oltre a richiamare la necessità di "conoscenza e utilizzo dei dispositivi di autosoccorso" consiglia "di studiare attentamente i bollettini nivologici nella loro interezza, valutando con attenzione non solo l’itinerario pianificato ma anche le modalità di salita e discesa, e di considerare seriamente l’opzione di attendere il naturale assestamento del manto nevoso prima di intraprendere attività in ambiente innevato su terreni potenzialmente esposti al pericolo valanghe".

Luciano Spalletti show dopo Juventus-Lazio. L'allenatore bianconero ha commentato, a modo suo, il pareggio per 2-2 dell'Allianz Arena contro i biancocelesti di Sarri, valido per la 24esima giornata di Serie A. In particolare, Spalletti ha parlato del contatto tra Mario Gila e Juan Cabal in area laziale nel corso del primo tempo, su cui i bianconeri chiedevano calcio di rigore, finendo per 'baciare' la giornalista di Dazn Federica Zille.
"Contatto... Contatto, ti posso dare un bacio?", ha chiesto Spalletti all'intervistatrice, prima di baciarla sulla spalla, "Contatto, ho dato un bacio, è contatto", ha continuato provocando il sorriso di Zille. "Gli faccio una carezza, è contatto. Bisogna vedere che tipo di contatto si ha. È un impatto, non un contatto. La difficoltà ci sarà sempre se si vogliono creare delle regole per cui step-on-foot sono tutti rigori e falli di mano sono tutti rigori. Non è così".
Succede tutto al 27' del primo tempo[1]: al termine di una bella azione personale, Cabal salta un avversario ed entra in area, ma viene steso dall'intervento del difensore biancoceleste, rimanendo a terra dolorante.
Le immagini mostrano come il colombiano abbia provato a saltare lo spagnolo spostandosi il pallone, ma, continuando la sua corsa, si sia scontrato proprio con Gila, che già in scivolata finisce per colpire l'avversario negandogli, di fatto, la possibilità di arrivare in porta. Il gioco poi prosegue con il pallone che arriva a Koopmeiners, che calcia da fuori e segna, ma l'arbitro annulla tutto per posizione di fuorigioco di Thuram, giudicata attiva in quanto colpisce il pallone e ostruisce la visuale di Provedel.
Le proteste bianconere proseguono, con i giocatori, e Spalletti in panchina, che circondano l'arbitro chiedendo l'intervento del Var. Il direttore di gara Guida però, dopo pochi secondi, conferma la sua decisione e fa riprendere il gioco.

Kim Kardashian e Lewis Hamilton sono stati avvistati insieme al Super Bowl LX, tra sorrisi e sguardi complici: un nuovo tassello che alimenta le indiscrezioni sulla loro presunta relazione, già oggetto di attenzione da parte dei media internazionali.
L'imprenditrice e il pilota di Formula 1 sono amici da anni, ma le loro fughe romantiche a Londra e a Parigi lasciano intendere che il loro rapporto possa aver preso una direzione diversa. Proprio com'è successo alla sorella di Kim, Kourtney Kardashian, che ha sposato il suo migliore amico Travis Barker, il batterista dei Blink 182. Anche se alcuni media parlano di una 'friendship with benefits' quella che ci sarebbe tra Kim e Lewis, ovvero una relazione senza impegno.
Ancora prima della loro apparizione all'evento sportivo dell'anno, la showgirl e il pilota si sono goduti il Capodanno ad Aspen - meta gettonata tra le celebrità di Hollywood - e alcuni giorni all'insegna del romanticismo e del lusso tra le campagne inglesi, le Cotswolds, e la Ville Lumière. Al momento, i diretti interessanti non hanno rilasciato dichiarazioni sulla loro frequentazione.
Intervento dei vigili del fuoco e del 118...
Coach Mrsic ammette, 'hanno giocato meglio di noi'... 
António José Seguro è il nuovo presidente della Repubblica del Portogallo. L'ex Segretario Generale Socialista è diventato il politico più votato nella storia del Paese, battendo il record assoluto di voti ottenuto da Mário Soares nella sua rielezione nel 1991. Con 3.482.481 voti ottenuti ieri, il presidente eletto ha vinto in tutti i distretti e le regioni autonome. Con il 99,2% delle schede scrutinate, il candidato sostenuto dalla sinistra ha vinto con il 66,82% dei voti, contro il 33,18% ottenuto da André Ventura, candidato e leader del partito di estrema destra Chega.
“Questa vittoria ha un sapore molto speciale perché si tratta dell'elezione del presidente della Repubblica”, ha dichiarato Seguro alla stampa dal Centro Culturale e Congressuale di Caldas da Rainha, a nord di Lisbona. “Il popolo portoghese è il miglior popolo del mondo”, ha aggiunto prima di dichiarare il suo obiettivo: “Aiutare a servire”.
Il rivale di Seguro, Ventura, ha dichiarato che durante la campagna “ho cercato una linea alternativa, dire ciò che era necessario cambiare in questo Paese”, ma “nonostante un aumento molto significativo rispetto sia alle elezioni legislative che al primo turno, non sono riuscito a fare ciò che sostenevo, ovvero vincere queste elezioni”.
Il presidente uscente, Marcelo Rebelo de Sousa, si è congratulato con Seguro e ha annunciato che lo riceverà oggi pomeriggio. Il presidente “ha telefonato ad António José Seguro per congratularsi con lui per la vittoria alle elezioni presidenziali e augurargli ogni felicità e successo per il mandato che gli è stato affidato dai portoghesi”, ha informato la Presidenza. Da parte sua, il primo ministro portoghese, il conservatore Luís Montenegro, si è congratulato con Seguro come garante dello “spirito di convergenza” e ha assicurato che il governo dimostrerà al nuovo capo dello Stato “tutta la sua disponibilità” e “cooperazione” per servire i portoghesi.

Lo scenario meteo non ha intenzione di cambiare registro, e anche la settimana dal 9 al 15 febbraio risulterà bagnata e fortemente instabile. Ci attendono giorni di estremo dinamismo, dove l'acqua e la neve saranno le assolute protagoniste prima di un possibile colpo di scena per San Valentino.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che la nuova settimana si aprirà nel segno di una spiccata instabilità che non risparmierà alcuna regione con piogge e rovesci a tratti intensi. Sarà una fase tipicamente autunnale nel carattere, con cielo spesso coperto e precipitazioni che bagneranno uniformemente, con tempistiche diverse, il territorio nazionale, costringendo l'intero Paese a tenere l'ombrello a portata di mano.
Mentre le pianure faranno i conti con la pioggia, l'arco alpino, e in particolare i settori di confine, vedrà nevicate abbondanti e persistenti. Grazie allo sbarramento orografico, i fiocchi cadranno generosi sopra i 1000-1200 metri, regalando accumuli significativi. Questo costante apporto nevoso è il risultato diretto del flusso atlantico che, impattando contro i rilievi, scarica tutta la sua umidità sotto forma di neve fresca.
A partire da giovedì 12, assisteremo a una prima leggera variazione dell'assetto barico. Il flusso perturbato tenderà a piegare leggermente più da Nord-Ovest, concentrando il grosso dei fenomeni sulle regioni centrali e meridionali. Se al Nord si potranno timidamente affacciare alcune schiarite, il Centro-Sud sarà colpito da piogge insistenti e locali temporali, specialmente lungo il versante tirrenico.
L'attenzione di tutti è però rivolta al weekend del 14-15 febbraio. Proprio per San Valentino, le proiezioni indicano un possibile e radicale cambio di scenario: il flusso oceanico potrebbe lasciare il posto a una massa d'aria artica in discesa dal Nord Europa. Se questa manovra venisse confermata, assisteremmo a un crollo termico verticale, con il freddo che tornerebbe prepotentemente a ruggire su tutta l'Italia, ma è ancora molto presto.
NEL DETTAGLIO
Lunedì 9. Al Nord: coperto con piovaschi. Al Centro: coperto con piogge sparse. Al Sud: instabile tra piogge e rovesci.
Martedì 10. Al Nord: variabile, tra piovaschi e schiarite. Al Centro: molto nuvoloso, piogge irregolari. Al Sud: variabile, rovesci sul basso Tirreno.
Mercoledì 11. Al Nord: maltempo al Nord-Est, migliora a ovest. Al Centro: piogge e rovesci diffusi. Al Sud: instabile con rovesci abbondanti.
Tendenza: ancora diffusa instabilità, specie al Centro-Sud

E' morta, a 85 anni, Patrizia de Blanck. A dare l'annuncio oggi, lunedì 9 febbraio, la figlia Giada in un lungo post pubblicato su Instagram insieme a una foto che le ritraeva insieme: "Con immenso dolore, annuncio la scomparsa di mia mamma, la contessa Patrizia De Blanck. Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autenticità - sottolinea Giada de Blanck - Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un’intera epoca. Il suo coraggio, la sua forza e la sua luce vivranno per sempre in me. Ringrazio chi l’ha amata. Riposa in pace, mamma, per sempre nel mio cuore".
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"Con tanta difficoltà scrivo questo messaggio, non ho la forza neanche di parlare. Chi mi conosce sa che per me la mia mamma era tutto - sottolinea ancora Giada de Blanck - Avevamo un rapporto stupendo: era la mia migliore amica, il mio punto di riferimento, la mia vita. Ho dedicato la mia vita a lei con amore, cura, determinazione e dedizione, e tante volte siamo riuscite a vincere insieme e spesso sono riuscita a salvarla…". "Questa volta, nonostante abbia fatto l’impossibile e lottato con tutte le mie forze, non è bastato - aggiunge - Speravo come altre volte che avremmo, da guerriere quali siamo sempre state, vinto anche questa battaglia con la forza dell’amore. Ho affrontato un percorso durissimo e doloroso senza crollare, per me e per lei, cercando di infonderle forza e amore fino all’ultimo".
"Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza, in un momento estremamente delicato e terribile per tutte e due proteggendola da tutto, dalla sua devastante malattia e affrontando il dolore lontano da tutti - conclude Giada de Blanck - Sono profondamente segnata da questo percorso difficile e doloroso e dilaniata da una sofferenza che non si può spiegare: con lei se n’è andata una parte di me. Vivrò per due, questa è la promessa. Vivrò per lei, che vive dentro di me e nel mio cuore per sempre. Neanche la morte potrà dividerci".
Personaggio televisivo, protagonista del jet set internazionale e volto amatissimo - e spesso discusso - della televisione italiana: Patrizia De Blanck, "contessa del popolo", definizione che aveva accettato con simpatia, è morta a Roma all'età di 85 anni. A darne l'annuncio è stata la figlia Giada, con un lungo e struggente messaggio pubblicato su Instagram, accompagnato da una fotografia che le ritrae insieme: un ultimo abbraccio diventato pubblico, come pubblica è stata gran parte della vita della contessa più popolare della Capitale.
"Con immenso dolore annuncio la scomparsa di mia mamma, la contessa Patrizia De Blanck. Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autenticità", ha scritto Giada, ricordando un legame simbiotico e indissolubile. "Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un'intera epoca". Parole che restituiscono il senso di una perdita non solo privata, ma collettiva: perché Patrizia De Blanck, nel bene e nel male, è stata un personaggio che ha attraversato oltre sessant'anni di storia italiana, mondana e televisiva, senza mai smussare gli angoli del proprio carattere.
Nata a Roma il 9 novembre 1940, figlia di Lloyd Dario, ultima discendente della famiglia veneziana un tempo proprietaria del palazzo Ca' Dario sul Canal Grande, e dell'ambasciatore di Cuba Guillermo De Blanck y Menocal e nipote di Mario García Menocal, terzo presidente di Cuba, Patrizia porta con sé fin dall'infanzia il marchio di una nobiltà internazionale travolta dalla Storia. Con l'avvento al potere di Fidel Castro e la nazionalizzazione delle proprietà private, la sua famiglia viene esiliata, perdendo ville, piantagioni e privilegi. Roma diventa così il nuovo palcoscenico di una vita che non ha mai smesso di oscillare tra aristocrazia e popolarità, salotti esclusivi e televisione generalista.
Giovanissima, nel 1958, entra nel mondo dello spettacolo come valletta de "Il Musichiere", il programma cult condotto da Mario Riva sull'allora Canale Nazionale della Rai in bianco e nero. È l'inizio di una carriera che, pur non seguendo i binari tradizionali della soubrette o dell'attrice, la renderà una presenza costante nell'immaginario collettivo. Bellissima, irriverente, dotata di una lingua affilata e di una risata contagiosa, De Blanck incarna presto un personaggio fuori dal tempo: aristocratica ma popolare, colta ma sopra le righe, snob eppure profondamente umana.
Negli anni Sessanta e Settanta è una protagonista indiscussa della mondanità romana, quella che ruota attorno alla 'Dolce vita' di via Veneto, ai night club, ai grandi alberghi, ai salotti dove si incrociano politica, cinema e jet set internazionale. La sua vita privata finisce spesso al centro delle cronache. Nel 1960 sposa il baronetto inglese Anthony Leigh Milne, matrimonio che naufraga dopo pochi mesi in modo clamoroso. "L'avevo trovato a letto con un uomo", racconterà senza mai cercare di edulcorare l'episodio.
Ancora più cupa è la vicenda legata a Farouk El Chourbagi, miliardario egiziano con cui aveva una relazione e che viene assassinato nel 1964 in un appartamento di via Lazio, in uno dei casi giudiziari più seguiti dell'epoca, noto come caso Bebawi. Patrizia De Blanck viene chiamata a testimoniare: un episodio che segna profondamente la sua vita e contribuisce a costruire quell'aura di donna al centro del vortice, spettatrice e insieme protagonista di passioni estreme.
Nel 1971 si risposa con Giuseppe Drommi, console di Panama. Dal matrimonio nasce nel 1981 la figlia Giada, che diventerà il centro assoluto della sua esistenza. Un legame fortissimo, quasi esclusivo, che la stessa Giada ha raccontato con parole strazianti nel dare l'addio alla madre: "Era la mia migliore amica, il mio punto di riferimento, la mia vita. Ho dedicato la mia vita a lei con amore, cura, determinazione e dedizione".
Dopo un periodo lontano dal piccolo schermo - ma mai davvero lontana dalla vita notturna romana - Patrizia De Blanck torna prepotentemente alla ribalta nei primi anni Duemila grazie a "Chiambretti c'è" su Rai 2. Seduta a tavola, spesso a casa di Renato Balestra, interpreta se stessa: la "sedicente contessa", come amava definirsi con autoironia, capace di battute fulminanti e giudizi senza appello. È qui che nasce la sua seconda, e forse più duratura, popolarità: quella televisiva.
Seguono "Domenica in" con Paolo Bonolis e "Il ristorante" su Rai 1, le frequenti ospitate nei programmi di Barbara D'Urso sulle reti Mediaset, "Pomeriggio Cinque" e "Domenica Live", la radio con Igor Righetti a "Il ComuniCattivo" in onda su Radio Rai 1 con la rubrica "La classe non è acqua, trasgredire con bon ton". Nel 2008 partecipa a "L'isola dei famosi", arrivando fino alla semifinale, e nello stesso anno pubblica la sua autobiografia, "A letto col diavolo" (Curcio Editore), un titolo che è già un manifesto. E' apparsa anche nella serie tv "I Cesaroni" su Canale 5 nel 2009.
Nel 2011 interpreta se stessa nel cinepanettone "Vacanze di Natale a Cortina" dii Neri Parenti, insieme alla figlia. Nel 2020 entra nella Casa del Grande Fratello Vip, dove torna al centro dell'attenzione anche per le polemiche legate alla presunta autenticità del suo titolo nobiliare. Accuse, smentite, dibattiti televisivi: Patrizia De Blanck affronta tutto con il suo stile inconfondibile, trasformando ogni controversia in racconto.
Si è sempre definita cattolica, profondamente credente, e negli ultimi anni ha affrontato una lunga e devastante malattia. "Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza", ha scritto Giada, raccontando una battaglia combattuta lontano dai riflettori. "Ho fatto l'impossibile, ma questa volta non è bastato".
Con la morte di Patrizia De Blanck se ne va molto più di un personaggio televisivo. Se ne va un modo di stare in scena e nella vita, senza filtri né strategie, con una sincerità brutale che oggi appare quasi anacronistica. Era amata e criticata, imitata e derisa, ma mai ignorata. La "contessa del popolo" lascia un vuoto che racconta la fine di un'epoca in cui la personalità contava più dell'immagine costruita, e la vita - con tutte le sue contraddizioni - era lo spettacolo più autentico. (di Paolo Martini)

"Io sono in generale per tenere la politica fuori da Sanremo. L’utilizzo di questi palcoscenici per questioni che non c’entrano con la politica è una cosa che non ho mai sopportato". "Se al Festival avesse partecipato Pucci secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica. Ma minacciarlo a monte, chiederne la censura, semplicemente perché non se ne condivide il taglio, lo considero sbagliato". Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni oggi, lunedì 9 febbraio, in un colloquio con il Corriere della Sera e aggiunge: "Io a stento sapevo chi fosse". "Noi, a differenza loro, non abbiamo mai chiesto la censura di nessun comico".
"Non sopporto il doppiopesismo. È un principio insopportabile. È davvero la cifra della sinistra, la usano sempre. E non ci sto", prosegue la premier indicando a titolo esemplificativo alcune vignette sul suo conto. "Parlano di sessismo e io che dovrei dire? Mi facciano capire, quando attaccano me è satira, quando attaccano la Schlein è sessismo? Su di noi si può dire tutto e su di loro solo quello che condividono?", conclude.
L'annuncio di Andrea Pucci come co-conduttore del Festival di Sanremo 2026 aveva da subito suscitato polemiche, che poi si sono amplificate via social. Per questo il comico ha deciso di rinunciare a salire sul palco dell'Ariston. "Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!", ha sostenuto, motivando la sua decisione, di cui - a quanto si apprende - lo stesso Conti e la Rai sono venuti a conoscenza indirettamente dai media. Pucci definisce quella che si è abbattuta su di lui una "onda mediatica negativa" che altera "il patto fondamentale" con il pubblico. Di qui la decisione di rinunciare.
"Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia", ha commentato nella giornata di ieri la presidente del Consiglio. Seguita da altri esponenti di Governo.
"L'ultima vittima del politicamente corretto è Andrea Pucci, che ha rinunciato a Sanremo per le polemiche esplose intorno alla sua satira. Perché questo doppiopesismo culturale? Difendere la Libertà significa anche difendere la libertà di espressione e di parola, artistica e culturale", ha dettoAntonio Tajani, segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri. "Non è accettabile che qualcuno voglia imporre un pensiero unico, soprattutto sui mezzi di comunicazione pubblica. Ad Andrea Pucci e alla sua famiglia va la mia solidarietà per le minacce ricevute".
"Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parola e di sorriso", ha invece scritto Matteo Salvini sui social.



