
Le intossicazioni alimentari continuano a causare decessi in Italia. L'ultimo caso in provincia di Campobasso dove una ragazza di sedici anni e la mamma sono morte all'ospedale Cardarelli. Le ipotesi, al vaglio delle indagini, sono collegate alla cena prima della vigilia di Natale[1] quando avrebbero cenato con pesce e frutti di mare. Il padre e la seconda figlia sono stati trasferiti all'Inmi Spallanzani di Roma, il primo è ricoverato in rianimazione mentre la ragazza in reparto ordinario, l'unica a non aver avuto sintomi. La scorsa estate un focolaio di tossina botulinica partito dalla Calabria ha causato due decessi e numerosi ricoveri.
"In generale, sono oltre 250 le tossinfezioni alimentari, cioè le malattie trasmesse agli alimenti da germi patogeni. E sono in aumento, con la diffusione di cibi provenienti da nuovi mercati esteri e con la maggior frequenza dei viaggi", spiegano gli esperti della piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?' curata dalla Fnomceo, la Federazione italiana dei medici chirurghi odontoiatri.
"Sono numerose le tossine alimentari che non alterano l’aspetto e l’odore del cibo. Il caso più noto e temuto è il botulino, un vero e proprio veleno per l’uomo, che è incapace di percepirlo. Il botulismo, la malattia causata dalle tossine botuliniche (Clostridium botulinum) che possono contaminare gli alimenti, è una intossicazione rara ma molto pericolosa e, in certi casi, mortale".
"Purtroppo l’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di episodi di botulismo. L’80% dei casi di avvelenamento di questo tipo è dovuto a conserve prodotte in casa - ricordano gli esperti - Se non eseguita correttamente, la conservazione di vegetali sott’olio, oppure con sale o aceto, degli insaccati, del sugo di pomodoro o del pesto potrebbe essere rischiosa". Le marmellate e le confetture non sono considerate a rischio botulismo perché l’acidità della frutta e lo zucchero aggiunto nella preparazione inibiscono la tossina.
Secondo gli esperti "l’accorgimento per evitare spiacevoli conseguenze è utilizzare la stessa quantità di frutta e zucchero, oppure aggiungere il succo di limone, oppure i preparati appositi che contengono pectine e conservanti. È importante ricordare che non è la cottura a eliminare l’agente infettivo".
Per riconoscere una conserva o una marmellata avariata, ben prima della formazione della muffa, "è utile ispezionare il contenitore prima del consumo. I tappi devono essere intatti e non deformati - suggeriscono - Per verificare che ci sia il sottovuoto basta premere al centro del coperchio: non si deve sentire il tipico click-clack dei barattoli già aperti".
Il batterio salmonella, che causa l’infezione detta salmonellosi, "solitamente non causa alterazioni evidenti nei cibi che contamina. Le uova crude, utilizzate in preparazioni come il tiramisù o la maionese, le carni crude o poco cotte, il latte non pastorizzato, così come la frutta e la verdura, possono trasmettere la salmonellosi pur non avendo prodotto cattivi odori. In questi casi, per eliminare il batterio è sufficiente la cottura - avvertono gli esperti - Occorre fare attenzione a come si trattano quegli alimenti quando sono crudi: lavare bene coltelli, taglieri e piani di lavoro dopo l’uso. Le infezioni di salmonella - concludono - sono molto frequenti ma meno pericolose del botulismo: sono spesso asintomatiche e si risolvono in pochi giorni senza conseguenze, anche se talvolta potrebbero causare gastroenteriti".

Nella stagione della super influenza, spinta dalla variante K del virus A/H3N2, cresce l'attesa per il nuovo bollettino dell'Istituto superiore di sanità. L'aggiornamento della sorveglianza RespiVirNet - tradizionalmente pubblicato di venerdì - ieri (26 dicembre, giorno di Santo Stefano) non è uscito e arriverà lunedì 29, come precisato dall'Iss in un'aggiunta in testa all'ultimo bollettino relativo alla settimana dall'8 al 14 dicembre. Cosa dobbiamo aspettarci? "Sicuramente un dato in salita", prospetta il virologo Fabrizio Pregliasco che prevede un numero di infezioni respiratorie acute "intorno al milione" con "una prevalenza della quota di influenza".
Quando è atteso il picco di contagi
Quella attuale "è ancora una fase espansiva - spiega all'Adnkronos Salute il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva della Statale di Milano - e lo dimostra il fatto che la settimana scorsa erano ancora i bimbi piccoli i più colpiti, con una crescita molto alta dell'incidenza" nella fascia d'età 0-4 anni. "Gli effetti complessivi delle feste di Natale, dei viaggi-baci-abbracci - precisa l'esperto - li vedremo alla riapertura delle scuole" e il picco della curva epidemica è atteso in gennaio.
I sintomi dell'influenza
Oltre al solito cocktail di virus respiratori, sottolinea il direttore sanitario dell'Irccs ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio di Milano, "di sicuro circolano anche alcuni enterovirus" con nausea, vomito e dissenteria: la cosiddetta 'influenza intestinale'[1] che "come sappiamo influenza non è. Anche le abbuffate di questi giorni - evidenzia Pregliasco - possono essere causa di forme diarroiche legate a disbiosi, a problemi digestivi, e magari a qualche infezione" di origine alimentare.
Slitta il bollettino dell'Iss
Fra i medici più social, lo slittamento natalizio del bollettino non è passato inosservato. "Purtroppo i dati ufficiali sull'influenza dell'Iss (che escono ogni venerdì) non stanno uscendo e io non posso scrivere il bollettino - ha commentato ieri il virologo Roberto Burioni -. Capisco che è festa, ma le malattie non conoscono feste e chi decide di fare il medico (o di occuparsi di temi medici) deve mettere in conto questo aspetto della professione", puntualizza il docente di Virologia e Microbiologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, aggiungendo un "p.s.: il bollettino, dovuto oggi, uscirà lunedì. Nessun problema per la sanità pubblica, ma saprebbe stato opportuno comunicarlo in anticipo. Mi dicono che il lavoro dei colleghi dell'Iss nei festivi avviene senza alcun riconoscimento economico. Questo è ingiusto e il lavoro va sempre pagato", rimarca Burioni.
Gli fa eco l'infettivologo Matteo Basseti: "Dovremo aspettare fino a lunedì 29 dicembre per sapere quanti sono stati i casi di influenza nella settimana di Natale in Italia. Lo aspettavamo per venerdì 26/12 (giorno in cui esce ogni settimana il report), ma era festa e quindi niente dati. Pensate se negli ospedali si facesse la stessa cosa…", chiosa il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

Torna in campo il Milan. I rossoneri sfidano oggi, domenica 28 dicembre, l'Hellas Verona - in diretta tv e streaming - a San Siro nella 17esima giornata di Serie A. La squadra di Allegri è stata impegnata a Riad nelle Final Four di Supercoppa italiana, dove è stata battuta in semifinale dal Napoli, mentre nel precedente turno di campionato ha pareggiato in casa con il Sassuolo per 2-2.
Milan-Hellas Verona, orario e probabili formazioni
La sfida tra Milan ed Hellas Verona è in programma oggi, domenica 27 dicembre, alle ore 12.30. Ecco le probabili formazioni:
Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Pulisic. All. Allegri
Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Unai Nunez, Nelsson, Bella-Kotchap; Cham, Niasse, Gagliardini, Bernede, Valentini; Giovane, Orban. All. Zanetti
Milan-Hellas Verona, dove vederla in tv
Milan-Hellas Verona sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

E' previsto per oggi, domenica 28 dicembre, l'atteso faccia a faccia tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per provare a porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia. L'incontro si terrà alle 19 ora italiana, le 13 in Florida, ha reso noto la Casa Bianca, che ha diffuso l'agenda odierna di Trump. Sul tavolo, a Mar-a-Lago, il piano in 20 punti che dovrebbe costituire la base del dialogo anche con Vladimir Putin.
I nodi da sciogliere
Il piano è ancora provvisorio. Eloquente, in tal senso, le dichiarazioni che Trump ha rilasciato a Politico nella giornata di venerdì: "Senza la mia approvazione, Zelensky non ha nulla". Il presidente ucraino, alla vigilia del meeting, ha dichiarato che le bozze fondamentali relative a un quadro di pace e alle garanzie di sicurezza sono in fase avanzata di definizione.
E ha aggiunto che l'incontro si concentrerà su delicate questioni territoriali, inclusa la regione orientale del Donbass e la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Le concessioni territoriali rappresentano l'ostacolo più significativo nei negoziati in corso. Zelensky cercherà di rinegoziare la proposta Usa che imporrebbe alle forze ucraine un ritiro completo dal Donbass. Kiev auspica un congelamento dei combattimenti lungo le attuali linee del fronte, mentre Mosca persegue il pieno controllo del Donbass, pur controllando solo il 70% dell'oblast del Donetsk.
Gli Stati Uniti hanno avanzato una proposta di compromesso che prevede una zona economica libera qualora l'Ucraina rinunci all'area. Zelensky ha ribadito che qualsiasi decisione che implichi un compromesso territoriale dovrebbe ricevere l'approvazione del popolo ucraino, potenzialmente attraverso un referendum. La Russia, a oggi, non ha segnalato pubblicamente quali proposte potrebbe accettare. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che Mosca non intende commentare i documenti statunitensi, sostenendo che le dichiarazioni pubbliche potrebbero compromettere i negoziati.
Putin tira dritto
Putin, intanto, tira dritto. Mosca continua a colpire l'Ucraina con raid massicci, che non risparmiano obiettivi civili. Il presidente russo, in mimetica durante la vista ad un centro di comando, ha rivendicato nuovi progressi delle sue truppe in diverse aree dell'Ucraina. In particolare, Putin ha sottolineato la liberazione della città di Hulyaypole nella regione di Zaporizhzhia e di una serie di centri nel Donetsk: Dimitrov, Rodinskoe, Myrnograd.
Non è casuale che tali successi, smentiti dallo stato maggiore ucraino, siano stati evidenziati alla vigilia dell'incontro Trump-Zelensky. Mosca alza ulteriormente la posta e punta il dito contro Kiev: l'Ucraina, secondo Putin, non starebbe lavorando per porre fine al conflitto in maniera pacifica[1]. "Se le autorità di Kiev non desiderano risolvere la questione in modo pacifico, risolveremo tutti i compiti dinanzi a noi durante l'operazione militare speciale con la forza delle armi", ha detto il leader del Cremlino, prospettando un epilogo della guerra dettata dalle operazioni sul terreno.
La videocall Zelensky-leader Ue
Prima di recarsi in Florida, Zelensky ha tenuto una videochiamata con i leader Ue che ancora una volta hanno assicurato "pieno sostegno a Kiev".
Con gli alleati europei e non solo del 'gruppo di Berlino', Zelensky ha discusso i documenti chiave che saranno al centro dei suoi colloqui di oggi con Trump, incentrati sulle questioni di sicurezza e su temi economici, e ha presentato loro "un programma per i prossimi giorni, settimane, di riunioni". I partner europei hanno detto che ci avrebbero pensato e che ci lavoreranno, ha aggiunto Zelensky. "Gli europei ancora non conoscono tutti i dettagli. Non possono ancora sapere tutto. Abbiamo discusso dei 20 punti, inclusa la nostra posizione su questioni territoriali, sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia e questioni finanziarie. Per noi ora è più semplice", ha spiegato.
"Come abbiamo detto, il 90% dei nostri 20 punti sono già finalizzati, perché abbiamo soluzioni. Ad alcuni possono piacere, ad altri no", ha aggiunto, precisando comunque che Kiev riceverà il finanziamento varato dall'Ue di 100 miliardi di dollari. Le garanzie di sicurezza di cui Kiev ha bisogno dovranno essere fornite dagli Usa e dagli Europei, ha spiegato Zelensky. "Sono necessarie posizioni forti sia al fronte che in diplomazia per impedire a Putin di manipolare ed eludere una vera e giusta fine della guerra. Il mondo ha abbastanza forza per garantire sicurezza e pace", ha scritto inoltre su X.
E' importante "mai come in questo momento, mantenere l’unità di vedute tra partner europei, Ucraina e Stati Uniti per porre fine a quasi quattro anni di conflitto"[2], ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha partecipato alla call.
Lavrov: "Truppe europee dei Volenterosi sarebbero obiettivo legittimo"
Le truppe europee della Coalizione dei
Volenterosi, qualora dovessero essere dispiegate in Ucraina,
sarebbero un obiettivo legittimo per le forze armate russe. Lo ha
dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in
un'intervista all'agenzia di stampa Tass.
"Le ambizioni dei politici europei li accecano letteralmente: non
solo non si preoccupano degli ucraini, ma sembrano non preoccuparsi
neppure della propria popolazione. Come si spiega, altrimenti, il
dibattito in corso in Europa sull'invio di contingenti militari in
Ucraina sotto forma di una 'Coalizione dei Volenterosi'? Lo abbiamo
già affermato cento volte: in tal caso diventerebbero un obiettivo
legittimo per le nostre forze armate", ha osservato Lavrov.

"Una settimana tosta" per l'influenza che, complice la variante K, costringe al letto tanti italiani tra Natale 2025 e Capodanno. Il nuovo bollettino sull'andamento dell'influenza in Italia verrà pubblicato lunedì 29 dicembre e quindi "non sappiamo esattamente quello che è successo nella settimana di Natale", dice il professor Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.
"Ma ciò che si percepisce sentendo le persone, e guardando i ricoveri in ambito ospedaliero, è che è stata una settimana davvero tosta, con un aumento importante nel numero dei casi di influenza, e probabilmente ce ne saranno ancora di più nella settimana successiva", aggiunge prima di evidenziare che, tra i sintomi 'tradizionali', ci sono anche disturbi non sempre associati all'influenza.
"Attenzione: l'influenza di quest'anno dove colpisce? C'è la classica febbre a 38, 38 e mezzo, ma soprattutto" un interessamento della "pancia, con nausea, vomito e diarrea", dice Bassetti, sottolineando che "è' una forma davvero importante che colpisce anche la pancia".
I fastidi e i sintomi ben noti a chi è stato colpito dal virus variano dal dolore diffuso (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d'orecchie, mal di pancia), alla febbre (superiore a 38,5°), dalla tosse (secca o catarrosa) al mal di gola, passando per il naso che cola.

"Una settimana tosta" per l'influenza che, complice la variante K, costringe al letto tanti italiani tra Natale 2025 e Capodanno. Il nuovo bollettino sull'andamento dell'influenza in Italia verrà pubblicato lunedì 29 dicembre e quindi "non sappiamo esattamente quello che è successo nella settimana di Natale", dice il professor Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.
"Ma ciò che si percepisce sentendo le persone, e guardando i ricoveri in ambito ospedaliero, è che è stata una settimana davvero tosta, con un aumento importante nel numero dei casi di influenza, e probabilmente ce ne saranno ancora di più nella settimana successiva", aggiunge prima di evidenziare che, tra i sintomi 'tradizionali', ci sono anche disturbi non sempre associati all'influenza.
"Attenzione: l'influenza di quest'anno dove colpisce? C'è la classica febbre a 38, 38 e mezzo, ma soprattutto" un interessamento della "pancia, con nausea, vomito e diarrea", dice Bassetti, sottolineando che "è' una forma davvero importante che colpisce anche la pancia".
I fastidi e i sintomi ben noti a chi è stato colpito dal virus variano dal dolore diffuso (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d'orecchie, mal di pancia), alla febbre (superiore a 38,5°), dalla tosse (secca o catarrosa) al mal di gola, passando per il naso che cola.

L'Italia chiude l'anno con la promozione dei mercati per la politica di bilancio responsabile e la stabilità del governo Meloni, ma con una stima di crescita dello 0,5%, più che dimezzata rispetto ai pronostici di un anno prima. A pesare innanzitutto fattori esogeni come la doccia fredda dei dazi americani, il perdurare dei conflitti e la conseguente incertezza sui mercati finanziari, che ha scatenato venti avversi alla ripresa. Ma anche endogeni, perché - come rilevato dall'Ocse - lo stesso consolidamento ha smorzato il Pil imbrigliando le spese in deficit.
Il maxi debito superiore al 136% del Pil quest'anno, anche per il peso del Superbonus, che farà sentire il suo onere per diversi anni, hanno reso ineludibile il consolidamento dei conti che ha ripagato in termini di credibilità davanti agli investitori come indica uno spread ai minimi dal 2009 intorno a 70 punti, con risparmi significativi sul pagamento degli interessi sul debito.
Il giudizio delle agenzie di rating
La disciplina sui conti con l'anticipo a quest'anno dell'obiettivo di deficit sotto il 3%, invece che il prossimo, hanno però ripagato in termini di credibilità sui mercati con relative promozioni delle agenzie di rating come non si vedevano da decenni. Moody's ha alzato il rating a Baa2 (da Baa3) a fine novembre (non accadeva da 23 anni), Dbrs ha riportato l'Italia nella categoria 'A' (A low) a ottobre, e Fitch l'aveva già promossa a BBB+ a settembre. Un fattore cruciale per un paese che ha importanti esigenze di rifinanziare un debito pubblico che in valori assoluti ad ottobre ha toccato un nuovo record storico di 3.131,7 miliardi di euro (+50,7 mld rispetto al mese precedente) secondo la Banca d'Italia.
Deficit in calo e debito sotto controllo
Intanto sul deficit l'Italia incassa la sua vittoria e da sorvegliato speciale in Ue diventa modello in Ue. Il deficit, dato al momento nel Dpb al 3% è atteso infatti calare sotto questa soglia, permettendo lo stop alla procedura Ue in primavera. Poi, sempre secondo l'ultimo Dpb, calerebbe ulteriormente al 2,8% nel 2026, 2,6% nel 2027 e a 2,3% nel 2028. Il debito è sotto controllo, nonostante il pesante fardello del superbonus dei precedenti governi. Per il 2025 il rapporto debito/pil è previsto al 136,2% e nel 2026 al 137,4% per poi iniziare l'inversione di tendenza nel 2027 a 137,3%. La discesa continuerà nel 2028 quando il rapporto calerà al 136,4.
Il Pil 2025 non solo rallenta rispetto al 2024, con un crescita programmatica stimata a +0,5%, dopo +0,7% dell'anno prima. Ma è più che dimezzato rispetto alla previsione del +1,2% del Piano strutturale di bilancio del 27 settembre 2024. Colpa delle tensioni commerciali innescate da Trump, in primis che hanno provocato una lunga incertezza sui mercati imprevedibile fino ad un anno prima, e degli effetti dei conflitti in corso.
La Manovra taglia le tasse al ceto medio
La sfida per gli anni a venire per l'Italia e per la zona euro sarà ripensare il modello di crescita spostando il traino della crescita dall'export ai consumi interni. Il tutto mentre i Big Ue non brillano né per crescita, né gestione dei conti con la Germania 'grande malato' d'Europa che, dopo la recessione del 2024, archivia il 2025 con una crescita ai decimali (+0,2% secondo le ultime stime) e la Francia, ancora in balia della crisi politica, con il debito in impennata libera al 117,4% del pil, secondo gli ultimi dati Insee.
Il graduale attenuarsi delle incertezze sui dazi dovrebbe favorire il commercio internazionale dell'Italia che punta anche ad altri sbocchi per le sue merci, dall'America Latina agli Emirati e l'Asia. Per il biennio 2026-2027 si prevede una crescita dello 0,7 % in ciascun anno; nel 2028, la crescita salirebbe a +0,8%, trainata dai consumi e dagli investimenti. Su tutto giocherà un ruolo significativo anche l'effetto trascinamento degli investimenti del Pnrr. La Finanziaria da 22 miliardi di euro risente del necessario consolidamento dei conti ma mette le basi per la rafforzare la crescita. A partire dal taglio della seconda aliquota Irpef dall’attuale 35% al 33% per il ceto medio (dopo la riduzione delle tasse per i redditi più bassi lo scorso anno) che punta a dare ossigeno ai lavoratori con redditi entro i 50mila euro sostenendo il potere d'acquisto. Tra le misure chiave anche il pacchetto Imprese con il super ammortamento triennale e i nuovi stanziamenti per Transizione 4.0 e Zes; gli interventi per il lavoro con l'aliquota ridotta al 5% sugli incrementi contrattuali per i redditi fino a 33mila euro e i rinnovi effettuati anche nel 2024. (di Luana Cimino)

Il 2025 è stato un anno difficile per gli agricoltori italiani e più in generale europei. Molte ombre si sono addensate e poche luci hanno rischiarato il settore agroalimentare. E la grande manifestazione del 18 dicembre a Bruxelles, con migliaia di allevatori e contadini in piazza, è stata la prova tangibile di un grande disagio, espresso al colmo dell'esasperazione contro le politiche di Ursula von der Leyen che, a loro dire, mirano a smantellare la Pac 2023-2027 con un fondo unico e un consistente taglio delle risorse, ma non solo, i trattori sono scesi anche contro la proposta di accordo di libero scambio con il Mercosur. Una protesta che ha avuto come primo risultato il congelamento dell’accordo con i Paesi del Sud America all’inizio del nuovo anno. Un rinvio strategico per consentire di operare una revisione a garanzia di maggiori tutele al settore agricolo, ovvero la cosiddetta reciprocità sull’import agroalimentare, più volte invocata, a fronte del divario tra gli standard produttivi europei e quelli in vigore nei Paesi del Sud America.
Dazi
A fine anno poi è arrivata anche una nuova ‘mannaia’ dalla Cina, con l'aumento dei dazi sui prodotti lattiero caseari europei, a partire dal 23 dicembre. Con un vero e proprio blitz infatti Pechino ha stabilito di raddoppiare le tariffe, dal 21,9% sono passati al 42,7%, laddove le vendite di formaggi italiani in Cina hanno raggiunto nel 2024 un valore di 71 milioni di euro, con un aumento del 207% rispetto al 2020, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.
I dazi cinesi sui formaggi freschi sono provvisori e antidumping ma va detto che si aggiungono alla già difficile situazione per l’export agroalimentare made in Italy, colpito duramente quest'anno dalle tariffe statunitensi, imposte da Trump al 15%, con un’ulteriore penalizzazione per la pasta italiana al +107% a causa di una misura protezionistica su alcuni marchi.
Cucina italiana patrimonio Unesco
Tuttavia, non sono tutte ombre ad aver contrassegnato il 2025. Una buona notizia è giunta pochi giorni fa da Nuova Delhi quando l’Unesco ha incoronato la cucina italiana come Patrimonio immateriale dell’Umanità[1]. Un riconoscimento che, oltre al prestigio, potrebbe tradursi in una maggiore leva economica per l’export di cibo e bevande made in Italy e, non ultimo, per incentivare il turismo enogastronomico sempre più apprezzato dai connazionali e dagli stranieri. Il settore agroalimentare, tra l'altro, secondo alcune stime, si appresta a segnare nuovi record nel 2025. L’export dovrebbe superare i 70 miliardi di euro, traguardo già raggiunto nel 2024.
Coltivaitalia
Gli agricoltori e gli allevatori italiani poi guardano al prossimo futuro con fiducia ed estrema attenzione in attesa del disegno di legge Coltivaitalia, fortemente voluto dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, in fase di approvazione in Parlamento. Sarà una boccata d’ossigeno in quanto stanzia 1 miliardo di euro per il settore. In particolare, 300 milioni sono destinati al Fondo di sovranità alimentare per stimolare le colture strategiche, 300 milioni per incrementare l’auto approvvigionamento nazionale di carni rosse e sostenere il comparto zootecnico e altri 300 milioni sono destinati al Piano olivicolo nazionale, finalizzato al rilancio dell’olivicoltura, in grave crisi negli ultimi anni, per la Xylella, la siccità e la concorrenza sleale delle importazioni di olio.
Buone prospettive si profilano per gli imprenditori agricoli più innovativi, specialmente tra le nuove generazioni, sempre più confidenti nelle biotecnologie ovvero le Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita), grazie al risultato raggiunto nel 2025 con l'accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio. Queste tecniche sono promettenti per il miglioramento genetico delle piante, senza essere equiparabili agli Ogm, e possono ridurre l’uso di agrofarmaci. Un passo importante anche se il negoziato è ancora aperto. L’Italia comunque è la prima nazione europea ad aver avviato una sperimentazione in campo delle Tea.
Nel bilancio annuale l'agroalimentare può annoverare altre misure di rilievo portate avanti con il Pnrr agricolo che ha superato 8,5 miliardi di euro, focalizzandosi su digitalizzazione, transizione ecologica e sostenibilità. Una misura chiave è rappresentata dal Parco Agrisolare, con una potenza installata di 1.700 Mw e un totale di 3,2 miliardi di euro messo a disposizione.
Inoltre, sempre nel 2025 il governo ha aumentato il sostegno ai contratti di filiera, con lo sblocco di oltre 2 miliardi di euro per ammodernare e aumentare la qualità delle produzioni. E a fine 2025, un'altra importante novità è stata introdotta dal governo con il disegno di legge di tutela dei prodotti alimentari (o agroalimentari) italiani, volta a contrastare l'italian sounding, migliorare la tracciabilità e la sicurezza alimentare, con nuove norme penali come il reato di "agropirateria" e sanzioni amministrative più severe. (di Cristina Armeni)

Il ministero della Salute ha pubblicato online sul proprio sito la nuova circolare volta a "contrastare l'uso improprio e la diffusione illegale del fentanyl e dei suoi analoghi", diramata attraverso la Direzione generale dei dispositivi medici e del farmaco, Ufficio centrale stupefacenti. Con il documento vengono "rafforzati i controlli sulle prescrizioni" dell'analgesico e viene "introdotto un decalogo operativo per farmacie e operatori sanitari", spiega il dicastero.
La circolare
La circolare, si legge sul portale ministeriale, invita "tutte le strutture sanitarie, le farmacie e gli Ordini professionali" a "potenziare i controlli sulle prescrizioni dei farmaci contenenti fentanyl e analoghi e fornisce indicazioni operative in attesa della completa dematerializzazione delle ricette, strumento chiave per prevenire furti, falsificazioni e usi impropri".
Il documento ribadisce "l'importanza della collaborazione tra operatori sanitari, istituzioni e forze dell'ordine per prevenire l'uso improprio e non terapeutico di sostanze stupefacenti e garantire la sicurezza della filiera farmaceutica", e indica "tra le misure proposte un decalogo di buone pratiche per le farmacie, che include la verifica dell'autenticità delle ricette, l'accertamento dell'identità del paziente, il controllo della congruità delle prescrizioni e la segnalazione tempestiva di eventuali irregolarità o sospetti di frode".
Le regole
Più nel dettaglio, ecco le regole alle quali "le farmacie sono invitate ad attenersi in presenza di prescrizioni contenenti fentanyl o analoghi, benzodiazepine ecc. soprattutto se presentate su ricetta cartacea", si legge nella circolare:
"1) Verificare con attenzione l'autenticità della ricetta, valutando qualità della stampa, firma del medico, timbro, eventuali correzioni o incongruenze;
2) Accertare l'identità dell'assistito, ai sensi dell'art. 45 del Dpr 309/901 (ove applicabile);
3) Controllare l'esistenza di precedenti prescrizioni del medesimo medico, segnalando eventuali situazioni incoerenti o sospetti (ove applicabile);
4) Contattare il medico prescrittore in caso di dubbi sulla legittimità o appropriatezza della prescrizione o in caso di dubbi sull'identità del medico verificarne l'effettività al seguente link: https://portale.fnomceo.it/cerca-prof/index.php;
5) Verificare la congruità del quantitativo prescritto in base alla posologia (ove applicabile);
6) Monitorare l'eventuale ripetitività ingiustificata delle richieste da parte dello stesso paziente;
7) Registrare puntualmente la dispensazione nei sistemi informativi previsti, ove disponibili, anche a supporto delle attività di controllo;
8) Segnalare immediatamente alle autorità competenti eventuali casi di sospetta falsificazione, smarrimento, furto o danneggiamento delle ricette o del medicinale;
9) Valutare se procedere con la dispensazione in caso di dubbi sull'autenticità o sull'appropriatezza della prescrizione;
10) Conservare con cura la documentazione, assicurando la piena tracciabilità e rendendola disponibile in caso di controlli o approfondimenti".
Abbuffate di Natale, i consigli della nutrizionista per tornare in forma: "No digiuni ma fare sport"

Cenoni, pranzi e aperitivi durante le feste sono un'occasione per stare in famiglia e con gli amici. "Giusto, quindi, trasgredire e concedersi delle 'coccole'. Tuttavia, dal 26 al 30 dicembre, così come con l'inizio del nuovo anno, è bene prendere le scarpe da ginnastica per andare a camminare o, se si preferisce, salire in sella alla bicicletta se non si ha voglia di andare in palestra". Tra i tour de force enogastronomici di Vigilia e Natale e il cenone di San Silvestro "niente 'bibitoni detox' né digiuni intermittenti. Per smaltire le calorie in eccesso il movimento resta l'unica arma efficace". Così Silvia Migliaccio, specialista in endocrinologia e nutrizione umana, presidente della Società italiana di scienze dell'alimentazione (Sisa), spiega all'Adnkronos Salute come ritornare gradualmente a un'alimentazione sana, evitando diete drastiche, per rimettere in sesto l'organismo prima del cenone di Capodanno.
"In questi giorni è bene bilanciare gli eccessi con pasti più leggeri - raccomanda Migliaccio - privilegiando proteine magre e verdure, mantenendo una buona idratazione (acqua, tisane) e reintroducendo carboidrati integrali nei pasti successivi, senza saltare i pasti, e preferendo cotture leggere per aiutare la digestione e preparare il corpo al rientro alla normalità, evitando stress e sensi di colpa". E alla domanda se faccia bene ricorrere alla crono-nutrizione, il regime alimentare che si fonda sull'assunzione di determinati alimenti in precisi momenti della giornata seguendo i ritmi della cronobiologia, l'esperta risponde: "Cenare presto per non ingrassare è inutile senza uno stile di vita sano. Oggi, dopo la cena, davanti alla Tv c'è chi mangia cioccolatini, snack vari e patatine. E' bene ricordare che oltre all'orario della cena occorre fare attenzione a cosa si mangia e alle quantità. Se si segue la dieta mediterranea e si fa sport non si corrono rischi".
Tra i consigli per i giorni successivi alle abbuffate di Natale, sono 8 i suggerimenti della nutrizionista:
"1) Iniziare da idratazione e depurazione, bere molta acqua e tisane (zenzero, finocchio);
2) Limitare sale, alcolici e bevande gassate per contrastare la ritenzione idrica;
3) A pranzo e a cena prediligere verdure per aiutare il fegato e l'intestino, carni bianche come petto di pollo alla griglia e pesce al vapore e cereali integrali (riso, pasta integrale);
4) Non saltare i pasti, evitare il digiuno;
5) Se oltre al primo non si vuole rinunciare al secondo e alla frutta, allora niente pane né dolci;
6) Fondamentale anche l'attività fisica leggera, riprenderla in modo graduale: il movimento aiuta la digestione e il metabolismo;
7) Non autoflagellarsi per gli eccessi, l'importante è sapere che una trasgressione ha un prezzo: il movimento;
8) Per perdere peso non esiste una pozione magica, ma servono costanza e consapevolezza: attività fisica e pesare le porzioni di pane e pasta".
A chi già segue una dieta, sotto stretto controllo di uno specialista in nutrizione, Migliaccio consiglia la 'dieta di compenso' (kcal 950/1.000) per "compensare appunto gli stravizi" ai quali non abbiamo rinunciato durante le festività. Colazione: 100 grammi di latte 1,8% (parzialmente scremato), caffè a piacere, un cucchiaino di zucchero, una fetta biscottata. Oppure: tè a piacere con un cucchiaino di zucchero, 2 fette biscottate. Metà mattina: una mela o un kiwi o un cappuccino. Pranzo: tonno sott'olio sgocciolato (una confezione da 80 g) o formaggio spalmabile light (80 g); pomodori o insalata o fagiolini a piacere; un cucchiaino di olio extravergine di oliva; pane (40 g) o un pacchetto di crackers da 25 g. Pomeriggio: uno yogurt magro da 125 grammi anche alla frutta o, in alternativa, un cioccolatino. Cena: petto di pollo o pesce (150 g, peso netto e crudo); insalata verde mista o zucchine a piacere; un cucchiaino di olio extravergine di oliva; pane (40 g).

Primo forfait eccellente agli Australian Open 2026. Con il primo Slam della stagione che si avvicina (inizierà il 12 gennaio), si intensifica anche la preparazione dei tennisti, con Jannik Sinner tornato ad allenarsi sui soleggiati campi degli Emirati Arabi prima di fare ritorno in patria. L'azzurro dovrà difendere il titolo conquistato lo scorso anno a Melbourne, ma chi non potrà sognare, almeno stavolta, il primo Slam della carriera è Jack Draper.
Il tennista inglese, scivolato al decimo posto del ranking Atp, è ancora reduce da un infortunio al braccio sinistro rimediato al secondo turno dello scorso Wimbledon, quando perse contro Marin Cilic e fu costretto a saltare il resto della stagione, perdendo punti importanti e l'occasione di qualificarsi alle Finals di Torino.
A dare l'annuncio del forfait è stato lo stesso Draper, con un video pubblicato sui propri canali social: "Io e il mio team abbiamo deciso di non partire per l'Australia quest'anno. È stata davvero una decisione difficile essendo l'Australian Open uno dei quattro tornei più importanti del nostro sport", ha detto rivolgendosi ai suoi fan, "purtroppo soffro ancora per questo infortunio, sono nelle fasi finali del percorso recupero e tornare in campo così presto in partite al meglio dei cinque set non sarebbe la scelta più intelligente per me e per il mio tennis".
"Ho affrontato un bel po' di ostacoli finora, ma questo è stato di gran lunga il più difficile, impegnativo e complesso che abbia mai avuto", ha spiegato Draper, "è strano: tutto questo sembra rendermi sempre più resiliente, più affamato e mi fa desiderare ancora di più di diventare il giocatore che voglio essere. Non vedo l'ora di tornare in campo nel 2026 e competere di nuovo".

"C'è un tavolo di trattativa aperto e quindi più che di mandare armi per attaccare, per offendere, per distruggere, puntiamo sulla strategia difensiva, sulla logistica, su come proteggere i civili, su come riscaldarli, su come curarli". Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio e segretario della Lega, Matteo Salvini, intervistato dal direttore di Radio libertà, Giovanni Sallusti, a proposito del varo del decreto legge sugli aiuti all'Ucraina.
"Non penso che sia uno scandalo - ha aggiunto - e non bisogna essere al servizio di Putin o dell'Armata Rossa per chiedere prudenza in un momento in cui le parti quantomeno stanno parlando. E ricordo come postilla anche le inchieste che stanno proseguendo sulla corruzione in Ucraina, anche di uomini vicinissimi a Zelensky e a quanto si apprende da fonti ucraine, non da fonti russe, ci sarebbero alcune centinaia di milioni di euro che noi e gli italiani e gli europei, gli americani avrebbero inviato per proteggere la popolazione che invece sarebbero finiti in conti correnti privati all'estero di qualche corrotto".
"Quindi - ha sottolineato Salvini - diciamo che è una somma di situazioni che ha portato la Lega, ma l'intero governo, e di questo sono assolutamente contento, ad avere un atteggiamento diverso rispetto a quello degli anni passati, a puntare, a concentrarsi sulla difesa dei civili, dagli attacchi dei droni e sul ristoro della popolazione piuttosto che sulla semplice offesa e sull'attacco".
"Ringrazio Trump e domani spero un altro passo avanti"
Salvini si augura che "domani ci sia un altro passo in avanti. E quindi ringrazio, come tutti dovrebbero ringraziare, il presidente Trump per lo sforzo che sta facendo[1]. Mi sembra che le parole nelle ultime settimane dello stesso Zelensky rappresentino la voglia di metter fine a un massacro che ogni giorno che passa risulta sempre più insensato".
"Poi la soluzione territoriale - ha aggiunto il vicepremier - la dovranno trovare Zelensky e Putin, con l'accompagnamento dell'amministrazione americana. È chiaro che la partita finale dovrà essere a tre: Trump, Zelensky, Putin. Spero che non ci siano guastatori occidentali a cui conviene di più la prosecuzione della guerra e quindi la costruzione, la fabbricazione e la vendita di armi, magari per riconvertire i settori industriali che grazie a Bruxelles sono stati messi in ginocchio. Quindi contiamo che questa fine di 2025 e questo inizio 2026 riavvicinino le parti in causa, anche perché ci sono migliaia di morti ogni giorno, per una guerra che ormai è chiaro a entrambi i fronti che nessuno vincerà o stravincerà sul campo. Se c'è qualcuno che è convinto che Zelensky possa vincere la guerra, presentatemelo perché sono curioso di conoscerlo".
Referendum
Tanti i temi affrontati dal leader della Lega nel corso dell'intervista. "Il fatto che fra poche settimane, a inizio marzo, c'è una possibilità storica di libertà, di libertà anche per i giudici, i magistrati, i pm perbene, liberi da correnti, da altri ragionamenti e quindi il sì al referendum sulla giustizia, di avanzamento, di meritocrazia, di modernizzazione dell'Italia, io sono convinto che gli italiani non se lo faranno sfuggire", ha detto Salvini.
"Per il sì - ha aggiunto - sono magistrati, avvocati, parlamentari, giuristi, docenti universitari, costituzionalisti. Quindi non è governo contro opposizione, maggioranza contro Schlein. È una questione di merito, di metodo, di libertà, di meritocrazia, di liberazione anche dei tribunali dallo strapotere. Quindi penso che sia veramente un passo in avanti verso un'Italia più efficiente, più moderna, perché un sistema giudiziario libero vuol dire una giustizia più veloce. E quindi anche dal punto di vista dei cittadini, delle imprese, del business, dell'attrattività del nostro Paese per gli investimenti stranieri, ecco, avere una giustizia libera dallo strapotere delle correnti, è qualcosa di importante. Non devo tornare a grandi magistrati, a grandi uomini di legge che già in passato l'auspicavano questa benedetta separazione fra chi indaga e accusa e chi giudica".
Terrorismo
Capitolo terrorismo. "Ci sono alcuni milioni di fenomeni che dovrebbero chiedere scusa perché la Guardia di Finanza e gli investigatori ritengono che finanziassero illegalmente il terrorismo islamico basandosi su alcune associazioni onlus in Italia. E quindi l'idolo dei pro Pal che per qualche giorno hanno bloccato l'Italia, hanno devastato città, la stazione centrale di Milano, hanno bloccato le autostrade, hanno invaso i binari ferroviari contro il genocidio sarebbe, secondo gli investigatori e anche secondo la giustizia che ne ha permesso l'arresto, sarebbe un finanziatore del terrorismo, dei massacri del 7 ottobre", ha affermato il leader della Lega.
"Quindi c'è qualcuno che non ha capito niente, era in piazza dalla parte sbagliata. Evidentemente - ha aggiunto il vicepremier - spero che vengano presi tutti, spero che vengano espulsi quelli che sono in Italia illegalmente e spero che il processo di pace prosegua nonostante i pro Pal. Perché se oggi, 27 dicembre, a Gaza e a Tel Aviv non volano missili, non è grazie alla Flotilla, all'Albanese, a Greta Thunberg, alla Schlein, ma è grazie a Donald Trump e alla buona volontà dimostrata da palestinesi e israeliani. Ripeto, nonostante i fenomeni che in Italia e in Europa evidentemente hanno fatto casino sempre e comunque dalla parte sbagliata. È incredibile come certa gente riesca sempre a scegliere la parte sbagliata".
"L'operazione - ha concluso Salvini - non l'ha fatta il vile Netanyahu, l'operazione è stata fatta a Genova[2], in Italia, con la Guardia di Finanza, con gli investigatori, le Forze dell'Ordine e la magistratura italiana. A meno che non siano tutti asserviti a Netanyahu, evidentemente qualche piccolo problema anche in Italia nel distinguere fra persone perbene e terroristi c'è. E ricordo con orgoglio che il governo italiano è il governo che fra i Paesi non musulmani è quello che maggiormente ha aiutato la popolazione palestinese".

Il regista statunitense Jim Jarmusch ha annunciato l'intenzione di presentare richiesta per ottenere la cittadinanza francese, dichiarando di cercare "un luogo che mi permetta di evadere dagli Stati Uniti". L'annuncio è arrivato ai microfoni di France Inter, dove il cineasta, 72 anni, era impegnato nella promozione del suo nuovo film 'Father Mother Sister Brother'.
"Le pratiche sono in corso. Sono un po' in ritardo, ma sì, lo farò", ha detto Jarmusch, evitando riferimenti diretti alla politica statunitense, nonostante in passato abbia espresso posizioni molto critiche nei confronti dell'attuale presidente Donald Trump.
Premiato quest'anno con il Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia per il suo ultimo film, Jarmusch ha sottolineato il legame profondo che lo unisce alla Francia: "La Francia, Parigi e la cultura francese sono molto profondamente in me. Sarebbe un grande onore avere un passaporto francese". 'Father Mother Sister Brother', in uscita nelle sale francesi il 7 gennaio, è stato girato proprio in Francia, così come i suoi prossimi lungometraggi, ricorda il quotidiano Le Figaro.
Il rapporto del regista con Parigi risale ai primi anni Novanta, quando girò alcune scene di 'Night on Earth'. "È il mio secondo amore dopo New York", ha più volte raccontato. Un legame confermato anche dal produttore francese Charles Gillibert, che ha parlato di "un rapporto molto forte con la Francia e con molti artisti e tecnici parigini".
Jarmusch ha spesso riconosciuto l'influenza decisiva della cultura francese sul suo cinema, citando tra i suoi riferimenti François Truffaut, Jean-Luc Godard e Jacques Rivette. "Ero ossessionato dalla Nouvelle Vague, dalla poesia e dal surrealismo francesi. La mia conoscenza del cinema americano è arrivata come un ritorno, un'eco del cinema francese", ha spiegato a France Inter.
In un’intervista rilasciata ad aprile a Interview Magazine, il regista aveva già evidenziato le differenze tra i due Paesi: "Negli Stati Uniti sono considerato un cineasta indipendente, e va bene così, ma in Francia sono un vero regista. Girare negli Usa è proibitivo, stressante, traumatico". (di Paolo Martini)

Nuovi problemi legali e finanziari per Kevin Costner e per la sua ambiziosa saga western 'Horizon: An American Saga'. L'attore e regista statunitense è stato citato in giudizio in California per il mancato pagamento dei costi di noleggio dei costumi utilizzati nel secondo capitolo della serie. La società Western Costume ha depositato lunedì 22 dicembre, come riporta 'The Hollywood Reporter', una causa per violazione contrattuale presso un tribunale statale californiano contro Costner e la sua casa di produzione Territory Pictures.
L'azienda chiede un risarcimento di circa 440 mila dollari, sostenendo che una parte significativa delle fatture relative ai costumi non sarebbe mai stata saldata e che alcuni abiti sarebbero stati restituiti danneggiati.
Secondo l'atto di citazione, nel 2024 Western Costume aveva emesso una fattura di circa 134 mila dollari per il noleggio degli abiti di scena, ma la produzione non avrebbe rispettato le condizioni economiche concordate. All'inizio del 2025, la stessa produzione aveva già raggiunto un accordo transattivo per un'altra causa simile, sempre legata al mancato pagamento dei costumi utilizzati nel primo capitolo e nel sequel.
Le difficoltà arrivano mentre Costner continua a cercare nuovi finanziamenti per completare la saga Horizon, concepita in quattro capitoli. Il secondo film, 'Horizon: An American Saga – Chapter 2', era previsto inizialmente per l'uscita nel 2024, ma è stato bloccato dopo i risultati deludenti del primo capitolo, che ha incassato circa 38,7 milioni di dollari a fronte di un budget stimato di 100 milioni. Al momento, il film non ha una data di uscita ufficiale.
Il terzo capitolo della saga non risulta ancora completamente finanziato e rimane in sospeso. Nel frattempo, nello Utah sono iniziati i lavori di costruzione di un grande studio cinematografico da 100 milioni di dollari, promosso da Costner e Territory Pictures in collaborazione con un costruttore locale.
Sul fronte giudiziario, a marzo è inoltre prevista un'udienza arbitrale che vede contrapposte la società di Costner, la banca finanziatrice City National Bank e il distributore New Line Cinema, per presunte violazioni di un accordo di co-finanziamento. Parallelamente, presso la Corte superiore di Los Angeles è pendente anche una causa intentata da una stunt performer del secondo capitolo, che accusa la produzione di discriminazione sessuale, molestie e ritorsioni in relazione a una scena non prevista dal copione girata senza la presenza del coordinatore dell’intimità, previsto contrattualmente. Un rappresentante della produzione non ha rilasciato commenti immediati sulla nuova causa legale, precisa "The Hollywood Reporter". (di Paolo Martini)

Tosse e febbre anche alta, l'influenza - non solo la variante K - costringe tanti italiani a letto tra Natale e Capodanno. Per affrontare e superare la 'flu' nel modo più corretto è opportuno seguire una serie di accorgimenti. Alcuni sono abitudini consolidate, dettate anche dal buon senso. Altri, con indicazioni mediche specifiche, servono ad evitare autogol.
"Stare riguardati, prendere esclusivamente antipiretici - il paracetamolo è il farmaco consigliato - idratarsi bene, bere molto liquidi, fare un'alimentazione ricca di frutta e verdura" dice all'Adnkronos Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive dell'Università Tor Vergata di Roma. "Se si ha molta tosse possono essere presi sedativi della tosse e, con espettoranti, si può facilitare l'espettorazione - continua Andreoni -. Eventualmente possono essere prese gocce per il naso se si respira poco e male e può essere di aiuto l'aerosol per le persone con particolare costipazione a livello bronchiale".
Febbre e durata, i sintomi
In ogni caso, ricorda l'esperto, "l'influenza è una malattia febbrile che dura almeno 4-5 giorni: non c'è da spaventarsi quindi se la febbre continua a ricomparire". Tuttavia il consiglio è di rivolgersi "al proprio medico laddove la febbre fosse particolarmente alta" e la persona affetta fosse "particolarmente fragile o debilitata".
Cosa bisogna evitare? "Certamente - sottolinea il professore emerito - non c'è indicazione a prendere antibiotici[1] a meno che non sia il medico prescrittore a indicarlo". "Per coloro che non si sono vaccinati e che sono particolarmente fragili e a rischio di avere un'influenza con complicanze", Andreoni ricorda la possibilità di assumere, "soprattutto nelle prime 48 ore di malattia, farmaci antivirali specifici per l'influenza che vengono dati solo previa ricetta medica: conviene in tal caso contattare il proprio medico di fiducia per chiedergli se ritenga opportuno fare questa terapia specifica".
Come evitare il contagio
Qualche suggerimento poi da mettere in pratica per la prevenzione e per evitare il contagio: "Per le persone fragili e anziane, se si sta in luoghi chiusi e affollati, resta valido il consiglio di indossare la mascherina", prosegue Andreoni ricordando anche che è bene "lavarsi frequentemente le mani". "Un altro consiglio è che le persone con sintomi dell'influenza non vadano a trovare persone particolarmente fragili o anziane - conclude il professore emerito - evitando di scambiare abbracci o baci".

Torna in campo la Fiorentina. Oggi, sabato 27 dicembre, i viola sfidano il Parma - in diretta tv e streaming - al Tardini nella 17esima giornata di Serie A. La squadra di Vanoli è reduce dalla prima vittoria in campionato della stagione, quando nell'ultimo turno ha battuto con un netto 5-1 l'Udinese grazie ai gol di Mandragora, Gudmundsson, Ndour e alla doppietta di Kean.
Quella di Cuesta invece non ha giocato nell'ultimo weekend, visti gli impegni di Supercoppa del Napoli, e l'ultimo match resta quello perso, proprio al Tardini, contro la Lazio per 1-0.
Parma-Fiorentina, orario e probabili formazioni
La sfida tra Parma e Fiorentina è in programma oggi, sabato 27 dicembre, alle ore 12.30. Ecco le probabili formazioni:
Parma (4-3-3): Corvi; Britschgi, Troilo, Valenti, Valeri; Bernabe, Estevez, Keita; Oristanio, Pellegrino, Cutrone. All. Cuesta
Fiorentina (3-5-1-1): De Gea; Pongracic, Comuzzo, Viti; Dodò, Ndour, Fagioli, Mandragora, Parisi; Gudmundsson; Kean. All. Vanoli
Parma-Fiorentina, dove vederla in tv
Parma-Fiorentina sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

Attore dal talento smisurato, icona di stile, riferimento culturale e tifosissimo della Roma. Ma anche ribelle, con un’attitudine da rockstar. Timothée Chalamet, che oggi 27 dicembre compie 30 anni, è il raro caso in cui talento e immaginario collettivo crescono alla stessa velocità, ridefinendo cosa significhi essere una star oggi. Lo sta dimostrando in queste settimane, mentre attraversa il mondo di città in città per presentare il suo ultimo film, 'Marty Supreme' di Josh Safdie (in arrivo in Italia il 22 gennaio con I Wonder Pictures), in cui interpreta il campione di ping pong Marty Reisman: un tour promozionale che non si limita a sostenere il film, ma ne diventa estensione narrativa, parte attiva del racconto e del personaggio.
Il mese scorso, la casa di produzione A24 ha pubblicato una finta call su Zoom tra l’attore e alcuni suoi collaboratori per discutere di come promuovere il film. Le idee 'folli' di Chalamet? Dipingere la Statua della Libertà o la Tour Eiffel di arancione. A diventare parte di questo racconto 'arancione' - come le palline con cui gioca Marty - anche la giacca brandizzata, ormai diventata un 'must-have' tra le celebrità. "Timmy" (come lo chiamano i fan), forse, è stato il primo a intercettare un passaggio chiave: il cinema non è più solo qualcosa da vendere, ma deve essere anche interazione. Lo aveva fatto già con 'A Complete Unknown' - in cui interpreta e dà voce alla leggenda della musica Bob Dylan - presentandosi alla premiere londinese in sella a una bike sharing e sfoggiando, durante il tour, look ispirati a Dylan. Non è un caso che tutto questo accada proprio ora. A trent'anni, Chalamet attraversa una soglia: quella in cui l’attore smette di essere solo "una promessa" e diventa autore del proprio immaginario, capace di controllare non solo ciò che racconta sullo schermo, ma anche il modo in cui quel racconto arriva al pubblico.
Classe 1995, nato a New York, da mamma americana e papà francese. Dopo gli esordi in teatro e in televisione, ottiene la consacrazione con 'Chiamami col tuo nome' (2017) di Luca Guadagnino, che gli vale una nomination all’Oscar come miglior attore protagonista. Al centro della storia, l'amore tra Elio e Oliver che continua a far sognare intere generazioni. Per Guadagnino è stato anche un giovane cannibale tenero e romantico nel film 'Bones and All' (2022). Negli anni successivi alterna cinema d’autore e grandi produzioni, lavorando con registi come Greta Gerwig ('Lady Bird', 'Piccole donne'), Wes Anderson ('The French Dispatch') e Denis Villeneuve ('Dune' e 'Dune – Parte Due'). Protagonista di 'Wonka' (2023) e del biopic musicale 'A Complete Unknown',
Chalamet è oggi uno dei divi più amati della Generazione Z e non solo. E' anche uno degli attori più richiesti al mondo. Perché? La risposta sta nella sua capacità di interpretare personaggi di qualsiasi genere ed epoca ‘bucando’ lo schermo, come solo i ‘grandi’ del cinema sanno fare. E pensare che all’inizio della carriera gli dicevano: "Non hai il fisico giusto", ma anche "sei troppo magro, devi prendere peso". Ma lui, come Bob Dylan agli esordi, non è mai sceso a compromessi. Neanche quando deve riconoscere la sua bravura. "Questa è probabilmente la mia miglior performance", ha dichiarato Chalamet in una recente intervista. "Sono 7-8 anni che mi impegno davvero tanto, offrendo performance di altissimo livello. Ed è importante dirlo ad alta voce perché non voglio che le persone diano per scontate la disciplina e l'etica del lavoro che metto in tutto ciò che faccio. E non voglio darle per scontate Questa è davvero roba da 'top player'". A qualcuno potranno sembrare dichiarazioni un po’ arroganti, ma è difficile negare il talento di Timothée.
Tra le passione di Chalamet c'è il calcio. E' un grande tifoso della Roma e di Francesco Totti. "Spero che Totti veda 'A Complete Unknown', aveva ammesso l’attore in un incontro con la stampa nella Capitale. Ma Chalamet ha un sogno: "Mi piacerebbe interpretarlo in un biopic", aveva detto all’Adnkronos, in occasione del red carpet del biopic su Bob Dyaln. Nella vita di Timothée c’è anche spazio per l’amore, ma quella è una ‘zona a traffico gossippari limitato’. In passato, ha avuto una relazione con l’attrice Lily-Rose Depp, figlia di Johnny Depp e Vanessa Paradis, conosciuta sul set del film 'Il Re'. Con la fine della storia, ha ritrovato l’amore con l’imprenditrice e celebrità Kylie Jenner, sorella della famosa famiglia Kardashian-Jenner. Sono poche le occasioni in cui appaiono pubblicamente insieme, ma quando succede sanno come far parlare di sé. Come la sfilata sul red carpet dei David di Donatello 2025 o su quello di 'Marty Supreme', di recente a Los Angeles, in cui si sono presentati vestiti ‘matchati’ con due outfit di colore arancione (ovviamente).
Tra impegni di lavoro, candeline da spegnere e un compleanno speciale, tutta l’attenzione è già rivolta alla stagione dei premi. Il prossimo 11 gennaio sarà sul red carpet dei Golden Globe, in cui è candidato come Miglior attore protagonista, mentre il 22 gennaio saranno annunciate le nomination agli Oscar. Inutile dire che questa candidatura sembra ormai scontata. (di Lucrezia Leombruni)

Volodymyr Zelensky vola da Donald Trump per compiere un passo verso fumata bianca. Il presidente ucraino domani sarà ricevuto dal presidente americano a Mar-a-Lago, in Florida, nell'incontro che potrebbe portare all'ulteriore definizione del piano di 20 punti per porre fine alla guerra tra Ucraina e Russia. "L'accordo è fatto al 90%", dice il leader di Kiev mostrando fiducia.
"Lui non ha nulla fino a quando l'approvo io", la replica gelida di Trump a Politico. "Vedremo quello che ha", aggiunge il presidente americano, esprimendo comunque la convinzione che "andrà bene con lui" nel meeting di domani. "Credo che andrà bene con Putin", aggiunge il numero 1 della Casa Bianca, che evidentemente intende parlare "presto con il presidente russo.
A Mar-a-Lago si parlerà di due temi centrali: i territori e le garanzie di sicurezza. Il nodo è rappresentato dal Donbass, che la Russia ritiene obiettivo prioritario pur controllando solo il 70% della regione del Donetsk. L'Ucraina, che sinora si è opposta a sacrifici territoriali, non direbbe 'no' alla creazione di una zona smilitarizzata: le forze di Kiev si ritirerebbero da un'area definita se quelle di Mosca facessero lo stesso.
Per l'Ucraina, in caso di stop alla guerra, sono vitali le garanzie di sicurezza: serve un meccanismo complessivo, sostenuto da Usa ed Europa, che cancelli il rischio di nuovi attacchi russi in futuro.
Zelensky fa il punto
Zelensky ritiene che l'accordo con gli Usa, articolato in 5 documenti, sia stato perfezionato quasi del tutto[1]: "Siamo ad un livello superiore, ora serve un negoziato tra presidenti. Vogliamo concludere il più rapidamente possibile, ecco perché conto su questo meeting. Molto potrà essere deciso prima di Capodanno. Il nostro compito è garantire che tutto sia pronto al 100%: non è facile e nessuno dice che si arriverà al 100% immediatamente. Ma ogni incontro ci può avvicinare all'obiettivo".
A Kiev stanno a cuore in particolare le garanzie di sicurezza per lo scenario post-guerra: "Ci sono questioni tecniche da approfondire". Fumata bianca a portata di mano sulla struttura e le dimensioni dell'esercito ucraino: si ipotizzano 800mila uomini in tempo di pace. "Per quanto riguarda le forze armate, ciò che è attualmente previsto nei nostri accordi ci soddisfa. Il numero delle forze armate fissato ci soddisfa, poiché per noi costituisce garanzie di sicurezza. E la parte americana ci ascolta", dice Zelensky.
Il jolly referendum
Zelensky intende far ricorso ad un referendum per ottenere l'approvazione del piano, rivela Axios. La consultazione, però, avrà luogo se la Russia dirà sì ad una tregua di almeno 60 giorni. Il presidente ucraino sottolinea i progressi compiuti nel dialogo con Washington. Gli Stati Uniti, nonostante le modifiche apportate all'originale piano di Trump, sono orientati a chiedere sacrifici territoriali all'Ucraina, soprattutto per quanto riguarda il Donbass. Il tema rappresenta il nodo centrale dei negoziati.
Per gli Usa, la disponibilità di Kiev a organizzare un referendum costituisce un passo avanti rilevante: l'ipotesi prospettata da Zelensky viene interpretata come un'apertura a cessioni territoriali, che non verrebbero escluse in maniera categorica. Il presidente ucraino, in ogni caso, non sottovaluta i problemi logistici e di sicurezza legati all'organizzazione del voto: "Due mesi di tregua sono il minimo. Meglio non tenere un referendum che organizzarne uno in cui la gente non ha la possibilità di votare".
Quanto dura l'accordo?
Tra gli argomenti da discutere a Mar-a-Lago c'è la durata complessiva dell'intesa. Per Washington, l'accordo dovrebbe durare 15 anni con possibilità di rinnovo: "Credo servano più di 15 anni", la posizione di Zelensky. Ucraina e Stati Uniti, in ogni caso, dovrebbero sottoporre gli accordi al voto dei rispettivi organi legislativi per la ratifica. Sul tavolo, a Mar-a-Lago, anche l'accordo economico tra i due paesi: "Siamo solo alle bozze basilari", ammette Zelensky.
Prima dell'incontro di domenica, il presidente ucraino dovrebbe avere contatti con i leader europei. Il presidente ucraino ha avuto colloqui già nella giornata di ieri, in particolare con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Non è escluso che anche Trump tenga colloqui telefonici con il Vecchio Continente".
Palla nel campo della Russia
L'esito positivo del meeting di domani non è scontato. Un risultato, però, è già stato ottenuto da Kiev. Zelensky si pone nella condizione di spedire la palla in profondità nel campo della Russia. Le aperture ucraine sulla questione territoriale rappresentano un bonus che, con ogni probabilità, verrà apprezzato da Trump. Putin non ha ancora espresso pubblicamente un giudizio sul piano che viene discusso.
Mosca pronta a bocciare il piano di Kiev
Da Mosca, però, arrivano segnali negativi. L'architettura dell'accordo "differisce radicalmente" da quello che la Russia sta negoziando nelle ultime settimane con Washington, dice il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Riabkov. "Sappiamo che questo" nuovo "piano, se questo può essere chiamato piano, differisce radicalmente con quello di 27 punti a cui stiamo lavorando con la parte americana nelle ultime settimane, dall'inizio di dicembre", dice in un'intervista alla televisione statale russa.
"Senza una soluzione adeguata ai problemi che sono la fonte principale di questa crisi non sarà possibile arrivare ad un accordo finale", aggiunge ancora il vice ministro russo, sottolineando anche che "le tempistiche artificiali" non favoriscono l'accordo.

La Russia accusa l'Ucraina di cercare di "sabotare" i colloqui sul piano Usa. Mosca sostiene che il piano, presentato dagli ucraini questa settimana, è "radicalmente diverso" da quello che Mosca ha negoziato con Washington. "La nostra capacità di dare la spinta finale per raggiungere un accordo dipenderà dal nostro proprio lavoro e dalla volontà politica dell'altra parte - ha detto in un'intervista televisiva il vice ministro degli Esteri, Sergei Ryabkov - specialmente nel contesto in cui Kiev e i suoi sponsor, in particolare quelli all'interno della Ue che non sono favorevoli a un accordo, hanno aumentato gli sforzi per sabotarlo".
"Sappiamo che questo piano, se questo può essere chiamato piano, differisce radicalmente con quello di 27 punti a cui stiamo lavorando con la parte americana nelle ultime settimane, dall'inizio di dicembre", ha detto Ryabkov in un'intervista alla televisione statale russa. "Senza una soluzione adeguata ai problemi che sono la fonte principale di questa crisi non sarà possibile arrivare ad un accordo finale", ha detto ancora il vice ministro russo.
Domenica l'incontro Zelensky-Trump
Kiev conferma, intanto, che Volodymyr Zelensky incontrerà Donald Trump domenica in Florida per discutere del piano per mettere fine alla guerra in Ucraina invasa dalla Russia. "E' previsto che l'incontro avvenga domenica", ha detto un consigliere della presidenza ucraina dopo l'anticipazione di Axios.
"Tra le questioni delicate, discuteremo il Donbass e della centrale di Zaporizhzhia, e sicuramente affronteremo altre questioni. Il piano in 20 punti al quale stiamo lavorando è pronto al 90%, il nostro compito è garantire che tutto sia pronto al 100%, questo non è facile, nessuno dice che sarà al 100% immediatamente, ma senza dubbio ogni incontro di questo tipo, ogni colloquio ci devono avvicinare al risultato desiderato", ha affermato Zelensky parlando con i giornalisti a Kiev del suo prossimo incontro con Trump in Florida, secondo quanto riferito da Ukrinform.
"Discuteremo le garanzie di sicurezza, ci sono diversi documenti del pacchetto e si desidera trovare l'opportunità di discuterli tutti", ha aggiunto Zelensky confermando ai giornalisti il suo incontro con il presidente americano e sottolineando che la cosa successiva sull'agenda dei colloqui è "l'accordo economico, dove ora siamo solo alle bozze basilari". Il presidente ucraino ha poi dichiarato che intende discutere con Trump tutte le questioni "su cui abbiamo disaccordi", secondo quanto riporta Ukrainska Pravda.
Zelensky ha dichiarato ad Axios che spera di concordare con il presidente Usa un quadro d'intesa per porre fine alla guerra durante l'incontro di domenica. Zelensky ha anche rivelato di essere disposto a sottoporre tale piano a un referendum se la Russia accetterà un cessate il fuoco di almeno 60 giorni. Zelensky ha annunciato che gli Stati Uniti hanno offerto all'Ucraina garanzie di sicurezza per 15 anni, con possibilità di proroga.
Trump: "Zelensky non ha nulla fino a quando non l'approvo io"
"Lui non ha nulla fino a quando l'approvo io" ha detto Donald Trump, parlando con Politico gelando Zelensky che ha detto che in Florida porterà il suo piano di pace in 20 punti. "Vedremo quello che ha", ha aggiunto il presidente americano, esprimendo comunque che la "andrà bene con lui". "Credo che andrà bene con Putin", ha subito aggiunto, affermando che si aspetta di parlare con il leader russo "presto". Parlando della Russia, Trump ha notato come l'economia di Mosca sia in difficoltà: "La loro economia è in brutte condizioni, veramente in brutte condizioni".
Zelensky sente Rutte e Merz
C'è stata una telefonata di Zelensky con il segretario della Nato Mark Rutte. "Abbiamo coordinato le nostre posizioni in vista degli incontri in Florida e dobbiamo lavorare con il massimo della produttività nei prossimi giorni, come sempre" ha scritto su X, definendola "positiva". "Abbiamo discusso gli sforzi congiunti per garantire sicurezza e sviluppare posizioni europee coordinate che sostengano non solo l'Ucraina ma tutti noi in Europa", ha concluso Zelensky, spiegando di aver condiviso con Rutte "dettagli delle recenti conversazioni con gli inviati del presidente Trump".
C'è stato, poi, un colloquio telefonico con il cancelliere tedesco Merz. "Abbiamo parlato con Friedrich dei preparativi per l'incontro con il presidente Trump" ha detto Zelensky. "Stiamo coordinando le nostre posizioni e tutti in Europa devono essere sulla stessa linea per difendere il nostro stile di vita europeo, l'indipendenza dei nostri Stati e la pace in Europa, ci deve essere la pace", ha scritto ancora nel post.
Il presidente ucraino ha, poi, spiegato di avere informato il cancelliere tedesco "del nostro lavoro con gli inviati Usa, noi tutti ricordiamo il format dell'incontro di Berlino e la produttività che abbiamo raggiunto. Questo è esattamente come continuiamo a lavorare, abbiamo deciso di continuare ad agire insieme ad europei".
Zelensky infine ha ringraziato ancora la Germania per il suo sostegno: "Grazie a quello che stiamo facendo insieme alla Germania, migliaia e migliaia di vite in Ucraina sono state salvate dai raid russi e manteniamo le nostre posizioni difensive per assicurarci la forza delle posizioni diplomatiche".
Cremlino: "Contatto telefonico tra russi e americani, concordato di proseguire il dialogo"
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha detto che "c'è stato un contatto telefonico" tra russi e americani. Peskov non ha però voluto fornire alcun dettaglio perché, ha affermato, "la divulgazione di queste informazioni potrebbe avere un impatto negativo sul processo negoziale". "Si è concordato di proseguire il dialogo", ha aggiunto ai giornalisti durante un briefing.
Eliseo: "Nessun contatto tra Macron e Putin, nessun colloquio previsto al momento"
Mentre l'Eliseo oggi ha annunciato che non ci sono stati recenti contatti tra Emmanuel Macron e Vladimir Putin, e al momento non sono previsti colloqui tra i due. Parigi e Mosca avevano recentemente espresso il loro interesse per un contatto diretto al vertice[1].
"Non ci sono stati scambi" tra i presidenti francese e russo, "non sono attualmente previste telefonate" tra i due e "non è previsto che Emmanuel Macron si rechi a Mosca", ha dichiarato l'Eliseo.
La scorsa settimana, il Cremlino ha indicato che Putin era pronto a parlare con Macron, rispondendo alle dichiarazioni in tal senso del presidente francese. L'Eliseo ha ritenuto questa iniziativa "gradita" e ha affermato che il suo staff avrebbe deciso "nei prossimi giorni il modo migliore per procedere", sottolineando che ciò deve avvenire "in totale trasparenza" con Kiev e i partner europei.
Mosca rivendica conquista località Kosovtsevo, nella provincia di Zaporizhzhia
Sul fronte il governo russo ha intanto annunciato una nuova avanzata sul terreno in Ucraina, con la conquista di un'altra località nella provincia di Zaporizhzhia. "Le unità del gruppo delle forze orientali continuano ad avanzare in profondità nelle linee di difesa nemiche e, a seguito di azioni decisive, hanno liberato la località di Kosovtsevo, a Zaporizhzhia", ha dichiarato il ministero della Difesa russo in un breve comunicato pubblicato sul proprio account Telegram.
Droni russi hanno inoltre colpito due impianti di alimentazione elettrica nella regione di Odessa. A darne notizia è stato lo stesso gestore Dtek su Telegram, specificando che non si sono registrati feriti.



