
Mentre l'inverno si avvicina a grandi passi, c'è chi non smette di sognare il mare e il tepore dell'estate, ormai un ricordo lontano, e chi è già al lavoro in vista della prossima bella stagione, come i pediatri che annualmente hanno la missione di selezionare le spiagge a misura di bambino. Avranno tempo fino a gennaio per presentare le candidature delle nuove località che potrebbero aspirare alla Bandiera verde, il vessillo che ormai da anni indica alle famiglie le mete marine con tutte le caratteristiche ideali per ospitare i piccoli bagnanti in sicurezza e con servizi ad hoc. La consegna delle bandiere dell'edizione 2026 avverrà l'11 luglio a Termoli (Campobasso), in Molise. Lo annuncia l'ideatore dell'iniziativa Italo Farnetani, oggi durante una conferenza stampa organizzata nella sala del Consiglio comunale.
La città è l'unica del Molise su cui sventola la Bandiera verde, ottenuta per la prima volta nel 2012 e confermata ininterrottamente. La manifestazione, che avrà anche un respiro internazionale, sarà dunque realizzata in collaborazione con l'amministrazione comunale di Termoli. Farnetani ha presentato anche il programma del 9th International Workshop of Green Flags-XII Convegno italiano delle Bandiere verdi, insieme ai dettagli della cerimonia di consegna dei vessilli ai sindaci e agli ambasciatori. Nei prossimi mesi sono due le date cruciali, ha spiegato il pediatra durante l'incontro che si è svolto alla presenza del sindaco di Termoli Nicola Antonio Balice, e dell'assessore all'Ambiente, Ecologia e Sicurezza ambientale Silvana Ciciola: il 31 gennaio scade il termine di presentazione delle domande per l'inserimento delle nuove località candidate all'assegnazione delle Bandiere verdi (sono vietate le autocandidature, solo i pediatri possono candidare una nuova località e serve la segnalazione di 35 pediatri, mentre i Comuni che hanno già ottenuto gli anni passati la Bandiera Verde non devono fare nulla); e il 20 maggio sarà svelato l'elenco ufficiale - aggiornato al 2026 - delle località riconfermate e dei nuovi ingressi.
Il convegno scientifico, che come annunciato si svolgerà a Termoli l'11 luglio, sarà dedicato alla prevenzione e alla promozione della salute durante le vacanze al mare. "E' importante che già da ora i bambini si preparino al giorno in cui potranno tornare ai giochi in spiaggia e agli agognati tuffi al mare. Come? Con piscina e sport, per poter poi vivere la vacanza in salute e sicurezza", è l'invito di Farnetani, professore ordinario di Pediatria all'università Ludes. "Il mio primo consiglio è di portare i bambini in piscina già dall'età di 4 anni, facendo loro seguire i corsi di nuoto anche nel periodo invernale. Non c'è nessun pericolo, nemmeno quando la temperatura esterna è molto bassa ed è sufficiente asciugare e coprire bene i bambini. Ed è importante farlo, perché in Italia esiste un''emergenza nuoto'. Secondo i dati di una mia ricerca, infatti, solo il 30% dei bambini sa nuotare in modo sicuro, mentre un altro 30% sa galleggiare spostandosi appena in avanti, e il 10% sa farlo solo in piscina, ma non al mare. Il restante 30% non sa assolutamente nuotare".
Imparare a nuotare, suggerisce Farnetani, "è la prima forma di prevenzione per evitare incidenti talvolta anche gravi, fino all'annegamento. E allora una via è quella di portare i piccoli in piscina anche d'inverno. Nessun problema per la stagione fredda. Fare nuoto permette di divertirsi facendo attività fisica e di acquisire una garanzia di sicurezza in più, imparando a nuotare bene".
Altro consiglio, conclude il pediatra, "è di seguire la regola di effettuare 5 ore di sport a settimana. Questo permetterà ai bambini di essere in forma dal punto di vista fisico, combattendo durante i mesi della scuola la vita sedentaria. Non si può infatti pretendere che, dopo essere stati durante tutto l'anno in casa spesso seduti a fare i compiti, improvvisamente, arrivati al mare, si trasformino in atleti. Tale mancanza di allenamento spesso è responsabile della comparsa di dolori agli arti, soprattutto a piedi e caviglie, fino al rischio di traumi e incidenti".

La Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, presieduta dal deputato Gianluca Vinci, ha dato mandato al Ris di svolgere analisi comparative tra la sagoma rimasta misteriosa che si vede comparire, al telefono, in uno dei video del vicolo dove il corpo senza vita dell’ex manager di Mps fu ritrovato, e i dati fisici di un uomo. E' lo stesso presidente della Commissione Vinci a riferire all'Adnkronos la decisione che è stata presa dopo le audizioni di oggi di Giovanna Ricci, ex dipendente del Comune di Siena, Maurizio Montigiani, dipendente del Monte dei Paschi di Siena, e Cristina Casini, dipendente del Comune di Siena.
La Commissione di inchiesta ha sentito a testimonianza i tre, già ascoltati in precedenza, perché erano emerse delle contraddizioni tra le loro versioni. E proprio durante la seduta odierna, pubblica, Ricci ha fatto il nome di un uomo sostenendo di averlo "riconosciuto" nella sagoma del video che "si affaccia al vicolo di Monte Pio con il telefono in mano e poi arretra". Ricci ha sostenuto che, vedendo il filmato che fu diffuso anche sul web, lo ha riconosciuto perché era una persona che conosceva “molto bene” e per le sue "movenze”.
Dopo la seduta di oggi la Commissione, presieduta da Vinci, si è subito mossa: “Abbiamo dato mandato ai tenente colonnello Gregori del Ris di fare accertamenti”, riferisce all'Adnkronos il presidente della Commissione. “Serve un approfondimento e per questo abbiamo subito chiesto al Ris una relazione”, continua. L’uomo, riferisce Vinci, verrà “convocato nei prossimi giorni per prendere l'altezza e i dati fisici poi si procederà al confronto antropometrico con la sagoma del video - conclude il presidente della Commissione - Chiedo per il bene di tutti, anche nell’interesse di questa persona, di realizzare la verifica nel più breve tempo possibile”. Quanto alle audizioni di oggi, Vinci spiega che la Commissione ha ritenuto non fosse necessario procedere a un confronto tra auditi, come nei giorni scorsi si era ipotizzato: “Le loro dichiarazioni si sono allineate e quindi abbiamo ritenuto non ci fosse bisogno”. (di Sara Di Sciullo)

Nella graduatoria social di ottobre, tra pace a Gaza, cronaca nera, regionali in Calabria e Toscana, attentato a Sigfrido Ranucci, il Tg1 domina tra i programmi d’informazione. Lo attesta la classifica Top 15 Programmi tv d’informazione sui social curata per Primaonline da Sensemakers. Il telegiornale diretto da Gian Marco Chiocci raggiunge 82,2 milioni di video views. A sorpresa, al secondo posto sale inaspettatamente Paolo Del Debbio con 'Dritto e Rovescio' (62,6 milioni di video views), mentre al terzo posto sul podio c'è ‘Dentro la Notizia’ di Gianluigi Nuzzi (49 milioni). Il TgLa7 di Enrico Mentana cala al quinto posto, preceduto pure da ‘Fuori dal coro’. Risale la china ‘Report’ tornato on air il 26 ottobre, con l’attentato al curatore in primissimo piano.
Non univoca risulta a ottobre l’attribuzione del podio, con Gianluigi Nuzzi terzo per video views e Sigfrido Ranucci per interazioni. La classifica ad ottobre dà conto di una importante lievitazione delle performance dei vari brand. I valori crescono perché si entra nel cuore della stagione televisiva. Ma anche perché quello scorso è stato un mese incandescente. Dopo settimane di potenti manifestazioni Pro-Pal, tra l’8 ed il 9 di ottobre si è sancita la pace-tregua a Gaza tra israeliani e Hamas, con Donald Trump protagonista dell’intesa.
Ci sono stati due appuntamenti elettorali regionali, il primo in Calabria ed il secondo in Toscana. La cronaca nera, fatti di Garlasco in testa, è rimasta caldissima, motore clamoroso di fruizione video e social per varie testate. Il 16 di ottobre, inoltre, c’è stato l’attentato sotto casa a Sigfrido Ranucci, curatore e conduttore di 'Report', con la trasmissione che è poi partita con la prima puntata il 26 di ottobre. Fibrillazioni non sono mancate in Usa, Venezuela, e poi ci sono stati altri sussulti gravi del conflitto in Ucraina.

Un caso come quello delle gemelle Kessler in Italia non sarebbe stato possibile perché "in Germania, per accedere al suicidio assistito, basta che la persona sia maggiorenne e pienamente capace di autodeterminarsi, non deve necessariamente essere malata. Il medico deve constatare, quindi, solo la capacità di intendere e di volere della persona e che la volontà di accedere al suicidio assistito si sia liberamente e consapevolmente formata". A spiegarlo all'Adnkronos è l'avvocata cassazionista Filomena Gallo, Segretaria dell'Associazione Luca Coscioni: "Nel 2020, la Corte costituzionale federale tedesca ha dichiarato illegittima, per contrasto con alcuni principi della Legge Fondamentale, l’art. 217 del codice penale tedesco che puniva l'agevolazione commerciale del suicidio".
Secondo informazioni fornite dalla polizia, le gemelle Ellen e Alice Kessler avrebbero fatto ricorso al suicidio assistito[1]. Attorno a mezzogiorno, la polizia avrebbe raggiunto la residenza delle due artiste e avrebbe constatato il decesso delle due donne escludendo, in base ai primi rilievi, qualsiasi circostanza sospetta.
"Nonostante si sia aperto un dibattito in Germania, e siano stati elaborati diversi disegni di legge dopo questa sentenza, non è stato raggiunto un accordo in Parlamento e, a oggi, non esiste una normativa che disciplina la procedura di suicidio assistito. Ma - continua Gallo - in base a quanto è stato deciso dalla Corte tedesca, le persone non possono acquistare privatamente i farmaci letali e la loro somministrazione è consentita solo a certe condizioni. Infatti - sottolinea l'avvocata - in Germania vi è una verifica medica della condizione della persona che deve essere maggiorenne e capace di autodeterminarsi. La volontà deve essersi formata in modo libero e consapevole e deve rispondere al concetto di qualità della vita ed esistenza significativa della persona. La Corte tedesca ha inoltre previsto che nessun medico ha il dovere di prestare la propria assistenza nella procedura di suicidio assistito".
Per quanto riguarda l'Italia, invece, "la Corte costituzionale nel 2019 è intervenuta legalizzando l'aiuto alla morte volontaria a determinate condizioni della persona malata che - spiega Gallo - deve essere capace di autodeterminarsi ma in presenza di una patologia irreversibile, sofferenze intollerabili e deve dipendere da trattamenti di sostegno vitale. Inoltre, queste condizioni devono essere verificate dal Servizio Sanitario Nazionale previo parere del Comitato Etico". Gallo pone l'attenzione sul ruolo dello Stato, che deve "verificare la procedura e il farmaco idonei per poter procedere al suicidio assistito". "Dopo 6 anni il Parlamento non ha ancora emanato una legge, ma è in discussione in Commissione al Senato un progetto di legge che prevede l'eliminazione della competenza del Servizio Sanitario Nazionale e modifica i requisiti: si prevede un percorso obbligatorio di cure palliative, una commissione centrale unica per chi fa la richiesta. La procedura di verifica non è più a carico del Servizio Sanitario Nazionale e sostituisce i trattamenti di sostegno vitali facendoli diventare trattamenti sostitutivi di funzioni vitali. È previsto l'intervento di un giudice e vi sono tempi dilatati e, inoltre, espropria la persona della libertà di scelta, creando discriminazioni. Per questo motivo, noi come associazione abbiamo presentato una proposta di legge popolare che parte dalla sentenza della Corte Costituzionale, prevede anche i casi con prognosi infausta breve che attualmente sono esclusi in alternativa al requisito dei sostegni vitali e comprende sia l'aiuto del medico al suicidio assistito che la possibilità che sia un medico a somministrare il farmaco, cosa che ora non si può fare", conclude.
"Dopo 6 anni il Parlamento non ha ancora emanato una legge, ma è in discussione in Commissione al Senato un progetto di legge che prevede l'eliminazione della competenza del Servizio Sanitario Nazionale e modifica i requisiti: si prevede un percorso obbligatorio di cure palliative, una commissione centrale unica per chi fa la richiesta. La procedura di verifica non è più a carico del Servizio Sanitario Nazionale e sostituisce i trattamenti di sostegno vitali facendoli diventare trattamenti sostitutivi di funzioni vitali. È previsto l'intervento di un giudice e vi sono tempi dilatati e, inoltre, espropria la persona della libertà di scelta, creando discriminazioni. Per questo motivo, noi come associazione abbiamo presentato una proposta di legge che parte dalla sentenza della Corte Costituzionale, prevede anche i casi con prognosi infausta breve che attualmente sono esclusi se non hanno sostegni vitali e comprende sia l'aiuto del medico al suicidio assistito che la possibilità che sia un medico a somministrare il farmaco, cosa che ora non si può fare", conclude.

"Sento ogni tanto il Presidente Lotito ma non abbiamo mai parlato di cessione della Lazio e non mi ha mai fatto riferimento a questa possibilità". Così in una nota l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti in merito all'indiscrezione di Giuseppe Cruciani che intervenuto a 'Numer1' ha affermato: "Lotito si è informato con Lotti circa le procedure per vendere la società biancoceleste".

Il sì otterrebbe la vittoria nel referendum sulla riforma della giustizia, con il via libera quindi alla separazione delle carriere dei magistrati. E' il dato di un sondaggio dell'Istituto Noto per Porta a Porta in caso di voto oggi, 18 novembre.
Nel dettaglio, il 56% degli italiani dichiara che andrà a votare per il referundum confermativo sulla riforma per la separazione delle carriere dei magistrati, il 29% non andrà al voto. Gli indecisi rappresentano il 15%.
In particolare, se si dovesse votare 'oggi', tra gli italiani che si sono espressi nel sondaggio il 56% voterebbe sì alla conferma della legge (così come uscita dal Parlamento) mentre il 44% voterebbe no, quindi per l'abrogazione. Il 18% del campione risulta ancora indeciso..
La mappa del voto collega il sì e il no al partito sostenuto. Voterebbe sì l'87% degli elettori di Fratelli d'Italia, l'84% di quelli di Forza Italia e il 71% di quelli della Lega. Voterebbe per abrogarla, invece, il 44% degli italiani, tra questi l’83% degli elettori del Pd e il 68% di quelli del M5S.

Tre settimane dopo aver perso il titolo di principe e quello di duca di York, Andrew Mountbatten-Windsor è stato cancellato dalla storia delle Falkland. A Mount Pleasant, l'aeroporto che Andrew inaugurò nel 1985 tra gli applausi della folla tre anni dopo il suo ritorno dalla guerra, è stata rimossa la targa che scoprì. La stessa sorte gli è toccata alla Infant Junior School di Stanley, dove una dedica all'ex principe è stata tolta da un muro. Andrea "non è più associato alla nostra scuola", ha dichiarato un funzionario scolastico al Mirror .
Il fratello di re Carlo aveva incarnato il coraggio britannico nell'arcipelago del Sud Atlantico. Oggi, ogni traccia di Andrew Mountbatten-Windsor viene cancellata dagli edifici pubblici. Targhe e tributi rimossi, patrocini cancellati. Il tabloid britannico riporta che è stato fatto di tutto per assicurare che il figlio prediletto della regina Elisabetta non venga più onorato dove un tempo era celebrato. Eppure nel 1982, pilota di elicottero sul Sea King, Andrea fu accolto in patria da eroe, dopo aver fatto da esca per deviare i missili argentini Exocet, una missione pericolosa di cui andava ancora di recente immensamente fiero.
La serie di decisioni che riguardano Andrea sono state prese alle Falkland in seguito alle ultime rivelazioni sui legami con Epstein. Presidente onorario di diverse istituzioni locali per la conservazione della fauna selvatica, sta assistendo anche alla perdita del patronato di queste organizzazioni: anche la vecchia targa del centro di ricerca di New Island è scomparsa. E già nel 2022, dopo che Andrew raggiunse un accordo finanziario con Virginia Giuffre, che lo aveva accusato di violenza sessuale, l'ospedale Kemh delle isole aveva rimosso il suo nome dall'edificio.
Il parlamentare del territorio, John Birmingham, dichiarò all'epoca: "I lavori di ristrutturazione sono in corso e, dato che il principe si ritira dalla vita pubblica, la targa con il suo nome verrà restituita al Museo delle Isole Falkland".
Insomma, oltre ai titoli reali rimossi, l'imminente sfratto dalla Royal Lodge[1], la possibile perdita dell'affidamento degli amati cani della regina Elisabetta[2], l'allontanamento dell'ex moglie Sara, fino a ieri sua coinquilina alla Royal Lodge e che potrebbe addirittura trasferirsi in Portogallo, la solitudine dell'ex duca di York, che culminerà con il trasloco a Sandringham, appare sempre più vistosa, perfino oltreoceano. Testimonianza chiarissima ne è la triste fotografia pubblicata ieri dal Daily Mail, che mostra l'ex principe a cavallo nel parco del Castello di Windsor, lo sguardo gettato a terra e le foglie autunnali sullo sfondo.

Ogni anno in Sicilia i tumori fanno registrare più di 26mila nuove diagnosi. Sono poi responsabili di 36mila ricoveri ospedalieri e i tassi di sopravvivenza risultano in crescita come nel resto dell'Italia. Ogni paziente, durante l'intero percorso di cura, dovrebbe sottoporsi a 5 fondamentali vaccinazioni: l'anti-pneumococcica, l'antinfluenzale, quella contro l'Herpes zoster, l'anti-Hpv e quella contro il Covid-19. E' quanto emerge oggi durante il convegno 'La vaccinazione nel paziente oncologico' che si tiene presso l'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania. E' promosso da Fondazione Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) che ha lanciato quest'anno la nuova edizione dell'omonima campagna nazionale. E' partito un tour in 10 regioni in cui sono organizzati incontri con oncologi medici, associazioni pazienti e altre figure del team multidisciplinare oncologico. Oggi si svolge la tappa siciliana del progetto reso possibile con la sponsorizzazione non condizionante di GlaxoSmithKline. Gli incontri e la campagna hanno l'obiettivo di approfondire l'importanza della vaccinazione nei pazienti e fornire informazioni scientifiche aggiornate.
"Il cancro è una malattia sempre più curabile e guaribile - afferma Giuseppa Scandurra, direttore Uoc Oncologia medica Ao Cannizzaro - Diventa importante preservare a 360 gradi la salute del paziente e la prevenzione delle malattie infettive permette di evitare ritardi o interruzioni del trattamento oncologico attivo. Alcuni agenti patogeni possono essere davvero pericolosi per persone che stanno già affrontando una neoplasia. La patologia e le successive cure tendono infatti a compromettere il buon funzionamento del nostro sistema immunitario". Ad esempio "l'Herpes zoster è una malattia virale acuta che a volte risulta anche fatale - sottolinea Carmelo Iacobello, direttore Uoc Malattie infettive dell'Ao catanese - Oltre al forte dolore determina complicanze tra cui disseminazione cutanea, miocardite, ulcere e pancreatiti. Da qualche anno è disponibile un vaccino ricombinante che è particolarmente indicato per le persone colpite da neoplasia solida e sottoposte a diversi tipi di trattamento oncologico. Anche le conseguenze dell'influenza possono essere molto negative e portare a sindromi da distress respiratorio acuto o polmoniti. Va sempre suggerita l'immunizzazione sia al malato che ai caregiver e lo stesso vale per il Covid-19. Nonostante la sua minore diffusione il virus rappresenta comunque un pericolo da non sottovalutare".
"Per favorire le vaccinazioni bisogna rendere meglio accessibile la prestazione sanitaria - suggerisce Scandurra - Le immunizzazioni andrebbero eseguite nelle stesse strutture dove i pazienti ricevono i trattamenti anti-cancro. Va poi contrastata la così detta 'esitazione vaccinale' che a volte riscontriamo tra le persone che devono affrontare il cancro, siano essi pazienti o familiari. Sono timori del tutto ingiustificati in quanto la ricerca scientifica ha dimostrato la totale sicurezza delle immunizzazioni e la loro non interferenza con le terapie. Ben vengano quindi le iniziative, come quella odierna, volte a sensibilizzare su un aspetto non più secondario dell'assistenza oncologica". La campagna 'La vaccinazione nel paziente oncologico' è stata lanciata lo scorso aprile da Fondazione Aiom per promuovere il valore delle vaccinazioni tra i malati di tumore. Oltre al tour in 10 regioni, prevede la diffusione di opuscoli, un portale informativo ( vaccininelpazienteoncologico.it[1] ), spot di sensibilizzazione e attività sui social media.

Resterebbe in piedi l'ipotesi della cassa integrazione allargata a ulteriori 1550 dipendenti dell'ex Ilva, oltre ai 4550 attualmente in cassa, arrivando così a quota 6mila lavoratori coinvolti. E' quanto si apprende da fonti presenti all'incontro.
Ma c'è una novità rispetto al precedente incontro: l'aumento della cig verrebbe in parte coperto dalla formazione per 60 giorni, secondo quanto proposto dal commissario Quaranta durante il tavolo sull'ex Ilva in corso a Palazzo Chigi.
I sindacati dal canto loro hanno chiesto di togliere dal tavolo del confronto la cassa integrazione allargata per 6mila lavoratori, la presentazione di un "vero" piano industriale per il rilancio dell'azienda al posto del precedente "piano di dismissione", e lo Stato "si faccia avanti facendosi imprenditore perché senza un ruolo importante dello Stato non si va da nessuna parte. Serve un'azienda partecipata pubblica che possa gestire il processo di decarbonizzazione garantendo l'occupazione".
"Chiediamo - hanno scandito i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella - che il precedente piano venga ritirato e che se ne presenti uno in grado di dare continuità alle attività in situazione drammatica di crisi, per esempio per quanto riguarda le manutenzioni", ribadiscono i sindacati che chiedono anche di sapere chi sono gli acquirenti "sperando che non sia tutto secretato perché altrimenti ci inducono a pensare che dietro il segreto non c'è nulla".

Intervenendo presso la sede storica di CDP, in via Goito a Roma, durante la presentazione dell’iniziativa “Valore per il Territorio”, parte dell’evento dedicato ai 175 anni di Cassa Depositi e Prestiti, Francesca Sofia, Direttrice Generale di Fondazione CDP, ha richiamato il tema della fuga di competenze e il ruolo dei giovani nella costruzione del futuro del Paese. “Pensiamo che per trovare soluzioni nuove e davvero innovative siano necessarie idee nuove. E le idee nuove sono necessariamente idee giovani ecco perché ci rivolgiamo ai giovani”. La Direttrice di Fondazione CDP ha poi specificato che la Cassa è da sempre impegnata a finanziare la ricerca: “Il budget che destiniamo a questa iniziativa nello specifico è mezzo milione, ma ci sono altre risorse che la cassa mette costantemente in campo per sostenere la ricerca”. “Io parlo per la fondazione CDP” ha poi aggiunto. “La fondazione CDP ha tre pilastri intorno ai quali articola il proprio operato: uno è la ricerca. Fino ad oggi, abbiamo sostenuto nell'ultimo triennio più di 40 progetti di ricerca, quindi un segnale molto forte, con fondi significativi. Anche laddove stesse già incidendo il PNRR, abbiamo messo a disposizione risorse addizionali che consentano ai progetti di ricerca di continuare a macinare risultati e aggiungere conoscenza che possa essere trasformata in soluzioni fruibili da coloro che ne hanno bisogno”.

"È stato un anno duro, ho avuto problemi con me stessa". Con queste parole Big Mama si racconta a Francesca Fagnani questa sera, martedì 18 novembre, ospite a Belve in onda su Rai 2 in prima serata. Dall'infanzia segnata dal bullismo, dall’autolesionismo e dai pensieri suicidi, all'amore e qualche 'trasgressione'.
"L’ultima volta che è stata lasciata all'improvviso reagì trasformando la sua stanza all'Einstein in una tenda hippy per la pratica del sesso libero. Che ha combinato?" chiede con un sorriso Fagnani. "Sono una grande fan del sesso libero. Mi è capitato di farlo con diverse persone, ma non insieme. Ho fatto esperienze...", confessa BigMama che poi definisce la cosa più trasgressiva "un bodybuilder". "Che vuol dire, è una pratica?" chiede la giornalista. "No, una persona. Un bodybuilder" dice la cantante. "Ma che c'è di trasgressivo!" chiosa Fagnani.
"Per me questo è stato un anno molto difficile" svela BigMama a Fagnani. "Perché?" chiede la giornalista. "L'esposizione che ho avuto negli ultimi anni mi ha fatto molto bene dal punto di vista lavorativo, ma essere così tanto esposta ai giudizi e ai pensieri delle persone mi ha fatto davvero male. E con questa cosa non ci convivo ancora bene".
"La scuola l'ho vissuta come un luogo di bullismo e quando ci torno adesso per parlare con i ragazzi ho paura" dice ancora BigMama. "A 13 anni ha avuto episodi di autolesionismo" ricorda Fagnani. "Mi tagliavo sulle braccia e ai miei genitori nascondevo tutto" prosegue la cantante, che proprio in quegli anni scrisse la canzone 'Charlotte'. "Il testo parla anche di suicidio. Lei ci ha pensato?" domanda Fagnani. "Pensare di averlo avuto in testa a un età più matura mi fa un certo effetto, pensare a una bambina per me è distruttivo" rivela BigMama.

È stata arrestata per stalking la donna di 60 anni di origine egiziana che ieri pomeriggio ha tentato di darsi fuoco a Ostia. La donna da tempo era contraria alla relazione tra suo figlio e la fidanzata. In passato la ragazza sarebbe stata più volte minacciata e per questo il padre della giovane, dopo l'episodio di lunedì 17 novembre, si è recato presso gli uffici di Polizia per formalizzare una denuncia nei confronti della 60enne.
Alle 14:45 di ieri, all'incrocio tra via Costanzo Casana e Via Arduino Forgiarini, la donna si è cosparsa di alcool e ha minacciato di darsi fuoco[1]: è stato un passante a toglierle l'accendino che aveva in mano, scongiurando così più gravi conseguenze. Subito dopo è stata trasportata in codice giallo all'ospedale G. B. Grassi di Ostia, dove è ancora ricoverata.

"Per i giovani, i giovani che studiano, che ricercano, che fanno conoscenza, l’occasione è il compleanno della Cassa". Ad affermarlo è Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti, intervenendo a Roma, durante l’evento celebrativo per i 175 anni di Cdp, in occasione del quale è stato anche presentato il nuovo libro 'Famiglie e risparmio. Come cambiano le scelte finanziarie degli italiani'.
“Sono 175 anni che oggi ricorrono - ha spiegato - e che abbiamo voluto ricordare presentando un libro sul risparmio, un libro scientifico ma anche pensato per una diffusione più ampia, per mostrare il valore che il risparmio ha avuto nel corso dei decenni”. Il Presidente ha sottolineato che “il risparmio racconta da dove arrivano queste risorse, quanto sono, chi le gestisce nelle famiglie” e ha aggiunto che “non riguarda soltanto i nuclei familiari, ma anche le imprese, che sempre più spesso sono protagoniste del concetto di risparmio”.
Gorno Tempini ha infine richiamato il significato istituzionale e umano della giornata: “Oggi è una giornata speciale per noi, per tutte le donne e gli uomini che lavorano in Cassa Depositi e Prestiti e che fanno parte di un’istituzione così importante per il Paese”.

“Starbucks rappresenta un esempio virtuoso che dovrebbero seguire molte altre realtà, perché è riuscita a raggiungere un livello di raccolta differenziata davvero significativo. La sua attenzione verso la comunità, l’ambiente e gli obiettivi indicati dall’Unione Europea è un modello da valorizzare e replicare”. E' quanto ha detto Stefano Marin, assessore ambiente, rifiuti, rapporti con i cittadini Municipio I Roma Capitale, durante il primo anniversario dall’inaugurazione dell'iconico Flagship Store a Roma ispirato al concetto 'Where coffee meets art'.
Secondo Marin, l’impegno del marchio nel gestire correttamente i rifiuti rappresenta un caso di eccellenza nel panorama cittadino: “Starbucks non solo adotta le migliori pratiche, ma ha anche formato accuratamente il proprio personale, perché la gestione del rifiuto è una questione complessa. Pensiamo semplicemente alla separazione tra plastica e alluminio: spesso viene trascurata, anche da strutture importanti. Qui, invece, si lavora con rigore e metodo”.
L’assessore ha evidenziato come un approccio così strutturato possa diventare un vero volano per attrarre nuovi investitori privati sul territorio: “Per invogliare altri operatori a investire a Roma occorre proprio portare l’esempio di Starbucks. La serietà nella gestione dei rifiuti e l’attenzione all’ambiente sono indicatori fondamentali per costruire una sinergia efficace tra pubblico e privato”.

Il gruppo farmaceutico Gsk e Fleming Initiative hanno annunciato oggi 6 nuovi programmi di ricerca denominati 'Grand Challenges', che sfruttano alcune delle migliori competenze scientifiche e le tecnologie più recenti, tra cui l'intelligenza artificiale avanzata, per trovare nuovi modi per rallentare il progresso dell'antimicrobico resistenza (Amr). Il rapporto Glass dell'Organizzazione mondiale della sanità, pubblicato lo scorso ottobre - sottolinea Gsk in una nota - evidenzia un peggioramento della situazione globale dell'Amr: circa 1 infezione batterica confermata in laboratorio su 6 è stata causata da batteri resistenti agli antibiotici, e si stima che i decessi annuali associati all'Amr aumenteranno del 74,5% passando da 4,71 milioni nel 2021 a 8,22 milioni nel 2050. La notizia del lancio delle 6 'Grandi sfide' coincide con due traguardi significativi: la Settimana mondiale di sensibilizzazione sull'Amr e l'80° anniversario del premio Nobel per lo sviluppo della penicillina, il primo antibiotico ad ampio spettro.
Tutti i nuovi programmi annunciati oggi inizieranno nel 2026, saranno interamente finanziati per 3 anni e saranno dedicati a 6 obiettivi: 1) Potenziare la scoperta di nuovi antibiotici per le infezioni batteriche Gram-negative; 2) Accelerare la scoperta di nuovi farmaci per combattere le infezioni fungine; 3) Migliorare la comprensione di come il nostro sistema immunitario risponde ai batteri resistenti ai farmaci, a partire dallo Staphylococcus aureus, per stimolare la ricerca sui vaccini; 4) Utilizzare la sorveglianza delle malattie e i dati ambientali per creare modelli di Ia che prevedano come emergono e si diffondono i patogeni resistenti ai farmaci; 5) Condurre una sperimentazione clinica innovativa per migliorare come e quando vengono prescritti gli antibiotici; 6) Utilizzare dati e approfondimenti della ricerca internazionale per indirizzare le politiche pubbliche, integrare interventi preventivi, accelerare R&S per anticipare l'Amr.
La Fleming Initiative - ricorda la nota - è una collaborazione innovativa istituita dall'Imperial College di Londra e dall'Imperial College Healthcare Nhs Trust, che riunisce ricercatori, responsabili politici, medici, esperti di comportamento, partner pubblico-privati per fornire competenze e abilità per offrire soluzioni adeguate all'Amr su scala globale. Gsk è diventato il primo partner fondatore dell'iniziativa, impegnandosi a stanziare 45 milioni di sterline di finanziamenti nel 2024 e sostenendo la missione di Fleming per contribuire a contrastare l'Amr in tutto il mondo, definendo una serie di 'Grandi sfide'.
Una delle nuove iniziative di ricerca mira a trovare soluzioni a uno dei principali ostacoli scientifici all'Amr: superare le difese dei batteri Gram-negativi, una delle minacce più preoccupanti per la salute umana. Questi batteri (tra cui Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae) hanno un complesso sistema di difesa dell'involucro cellulare che impedisce agli antibiotici di accumularsi all'interno della cellula. Concentrando la potenza dei supercomputer sui superbatteri, chimici, microbiologi ed esperti di intelligenza artificiale del Drug Discovery Hub dell'Imperial College collaboreranno con gli scienziati di Gsk e Agilent Technologies per utilizzare l'automazione avanzata e generare nuovi set di dati su diverse molecole per creare un modello di Ia/apprendimento automatico che migliorerà la capacità di progettare antibiotici per infezioni da Gram-negativi multiresistenti. Questi dati e i modelli di Ia saranno messi a disposizione degli scienziati di tutto il mondo nella speranza di accelerare lo sviluppo di una nuova generazione di antimicrobici.
In una seconda sfida annunciata oggi, gli scienziati guideranno la scoperta di nuovi farmaci per combattere le infezioni fungine, a partire dall'Aspergillus. Circa 2 milioni di casi di infezione da Aspergillus si verificano ogni anno, con tassi di mortalità superiori al 46% (nei pazienti in terapia intensiva ad alto rischio), a cui si aggiunge la diffusione della resistenza antifungina. Attualmente esistono solo 4 tipi di farmaci, che in genere agiscono sugli stessi siti all'interno delle cellule fungine. Questo nuovo programma utilizzerà l'Ia per identificare le vulnerabilità uniche dei funghi, al fine di supportare lo sviluppo di nuovi farmaci mirati.
Un terzo team di esperti inizierà a modellare la risposta immunitaria umana alle infezioni, a partire dallo Staphylococcus aureus, uno dei patogeni resistenti ai farmaci più pericolosi al mondo, che causa oltre 1 milione di decessi all'anno. I vaccini contro questo patogeno hanno finora fallito negli studi clinici a causa della mancanza di dati dettagliati e rilevanti per l'uomo sul comportamento batterico e sulle risposte immunitarie. Il nuovo team replicherà, in condizioni rigorosamente controllate e sicure, le infezioni del sito chirurgico per fornire dati chiave sulla progressione dell'infezione e sulla risposta immunitaria umana allo S. aureus, utili per lo sviluppo di nuovi vaccini.
In totale, circa 50 ricercatori saranno finanziati dalla partnership Gsk/Fleming Amr e lavoreranno soprattutto presso le strutture dell'Imperial College di Londra. La collaborazione multidisciplinare darà impulso a un campo di ricerca vitale che ha visto una forza lavoro in calo per la difficoltà ad attrarre le necessarie competenze scientifiche, come evidenziato dal rapporto dell'Amr Industry Alliance, 'Leaving the Lab' del 2024. Tutti i programmi di ricerca scientifica sono guidati da esperti dell'Imperial College e di Gsk.
"Nei 12 mesi trascorsi da quando abbiamo annunciato la nostra storica partnership tra Gsk e la Fleming Initiative sono stati compiuti enormi progressi - afferma Ara Darzi, Lord Professor Responsabile della Fleming Initiative - Ci auguriamo che questa ricerca sia un faro per la comunità scientifica e sottolinei l'urgente necessità di sforzi collaborativi per affrontare la crescente minaccia globale dell’Amr". Aggiunge il direttore scientifico di Gsk, Tony Wood: "Insieme apriremo nuovi approcci per la scoperta di nuovi antibiotici e anticiperemo e supereremo lo sviluppo della resistenza per trasformare il trattamento e la prevenzione delle infezioni gravi. Attualmente Gsk dispone di un promettente portafoglio di risorse rilevanti in fase di sviluppo, molte delle quali mirate a patogeni identificati come prioritari dall'Oms e dal Cdc statunitense. Continueremo a essere leader nell'ispirare un'azione molto più collettiva, a livello di industria, mondo accademico e politico, e credo che la nostra partnership con la Fleming Initiative rappresenti un nuovo passo importante in questa direzione".
Secondo Hugh Brady, professore e presidente dell'Imperial College di Londra, "l'Amr è una sfida globale che nessun laboratorio o istituzione può risolvere da solo. Affrontare l'aumento delle infezioni resistenti ai farmaci può essere fatto solo riunendo un'ampia gamma di competenze, provenienti da scienza, industria e politica, insieme al coinvolgimento del pubblico". Queste "ambiziose iniziative di ricerca - conclude Tim Orchard, professore e amministratore delegato dell'Imperial College Healthcare Nhs Trust - sono un fantastico esempio di questo tipo di collaborazione e di come la Fleming Initiative andrà a beneficio sia delle comunità locali che di quelle globali".

“Abbiamo concluso il primo anno del flagship di Piazza San Silvestro con grande soddisfazione. È stato un progetto complesso e affascinante, portato avanti sin dall’inizio da un team straordinario: 45-50 persone che ogni giorno lavorano per offrire un’esperienza piacevole a clienti provenienti da tutto il mondo”. Così Vincenzo Catrambone, general manager di Starbucks Italia, in occasione del primo anniversario dall’inaugurazione dell'iconico Flagship Store a Roma ispirato al concetto “Where Coffee Meets Art”.
Catrambone ha sottolineato come il flagship di San Silvestro, il primo aperto da Starbucks nell’area Emea, sia diventato rapidamente un punto di riferimento sia per i turisti che per i clienti abituali alla ricerca di un’esperienza diversa rispetto allo Starbucks tradizionale. “Abbiamo ricevuto numerosi feedback positivi, soprattutto dai visitatori internazionali, che qui hanno trovato qualcosa di unico: oltre al nostro assortimento core, il negozio offre bevande reserve, proposte food dedicate e spazi pensati per socializzare, lavorare o organizzare eventi privati e aziendali”, ha spiegato.
Il general manager ha richiamato anche l’impegno crescente del brand sul fronte della sostenibilità: “In Italia abbiamo già 15 locali certificati come Greener Stores, frutto di interventi concreti per ridurre consumo d’acqua, energia e rifiuti, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente entro il 2030. Collaboriamo inoltre con enti locali per la donazione del cibo invenduto”. Durante l’evento, l’artista romano Lucamaleonte ha proseguito la realizzazione del grande murale che caratterizza la scala del flagship, completando una nuova sezione dedicata all’iconografia della Capitale. “Quando realizzò il primo murales lo fece a negozio chiuso; oggi vuole condividere con tutti noi questo momento creativo, mostrando dal vivo l’evoluzione dell’opera”, ha aggiunto Catrambone.

“La nostra filosofia è collaborare il più possibile con i privati. Il centro di Roma è il cuore nevralgico della città, con tutte le sue complessità, e proprio per questo è fondamentale costruire sinergie che permettano di renderlo sempre più bello, accattivante, attraente e decoroso". E' quanto ha dichiarato Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio I Roma Capitale, durante la celebrazione del primo anniversario del Flagship Store Starbucks a Roma.
Bonaccorsi ha sottolineato l’importanza degli investitori privati e della loro presenza nel centro storico, definendoli un elemento essenziale per la vitalità e la qualità urbana del territorio. “In questi quattro anni di amministrazione abbiamo fatto un lavoro straordinario, partendo dai fondamentali: rimettere in sesto ciò che riguarda la cura del territorio. Penso in particolare al tema dei rifiuti. Oggi il centro di Roma è curato, pur sopportando una pressione enorme tra turisti e city users”, ha spiegato.
La presidente del Municipio I ha ricordato come il 2025 sia stato segnato da un’affluenza straordinaria legata al Giubileo e ai grandi eventi, una prova impegnativa per il territorio ma superata con risultati che l’amministrazione definisce soddisfacenti. “Abbiamo lavorato molto sulla manutenzione di strade, piazze e palazzi di nostra competenza, mantenendo un dialogo costante con gli investitori. Sono questi gli ingredienti necessari affinché Roma resti attrattiva: una città che funziona, che si presenta bene e che attira chi vuole investire e contribuire al suo sviluppo”, ha aggiunto Bonaccorsi. Ricordando il valore simbolico del flagship di Starbucks come presenza internazionale nel cuore della Capitale, Bonaccorsi ha concluso sottolineando il ruolo del lavoro di squadra: “I numeri degli ultimi mesi, tra grandi eventi e flussi turistici, dimostrano che la città può crescere se pubblico e privato si muovono insieme”.

Brusco calo delle temperature e neve in pianura. Ci sono grosse novità per il prossimo weekend di sabato 22 e domenica 23 novembre. "Dopo una lunga novembrata, con massime oltre i 20°C anche al Nord, cambia tutto" dice all'Adnkronos Lorenzo Tedici, meteorologo de 'iLMeteo.it'. "Nel giro di 2-3 giorni, aria artica di origine norvegese raggiungerà il Mediterraneo, causando la formazione di un ciclone invernale, un 'winter vortex': entro venerdì le temperature caleranno anche di 10°C e registreremo locali gelate in Pianura Padana. Da una quasi coda-estiva piomberemo in un anticipo di inverno".
"Da venerdì, oltre all'aumento del freddo, troveremo anche qualche fiocco bianco a bassa quota al Nord - continua Tedici -, non si esclude la possibilità di neve in pianura seppur bagnata e molto localizzata. Le zone dove questo fenomeno potrebbe verificarsi sono quelle comprese tra Emilia, Basso Piemonte e Lombardia. Sarà una caccia al fiocco di neve in pianura, in anticipo di circa un mese rispetto al bianco Natale". "Le temperature resteranno sotto la media del periodo anche sabato e domenica; sabato avremo ancora maltempo da Nord a Sud (neve a quote collinari al settentrione), domenica è prevista invece una tregua prima di un nuovo ciclone in arrivo lunedì. Un periodo decisamente turbolento e via via più freddo con il winter vortex", conclude Tedici.

Si è tenuto oggi, nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles, il convegno "Come la produzione zootecnica europea può garantire accessibilità al cibo e sicurezza alimentare e nutrizionale per i cittadini dell’Ue, organizzato da Renew Europe e patrocinato dall'eurodeputato belga Benoit Cassart, allevatore e co-presidente dell’intergruppo zootecnia sostenibile. La kermesse nasce con l’obiettivo di creare una piattaforma di confronto tra istituzioni, accademia, imprese, mondo dell’innovazione e società civile, nel contesto delle politiche europee e di una narrazione sul settore degli allevamenti che, a detta degli organizzatori, spesso risulta distorta da impostazioni ideologiche e antiscientifiche. Al centro dei lavori il ruolo della produzione zootecnica nel contesto di una nutrizione adeguata: la sfida, sulla quale si sono confrontati ricercatori, esperti e decisori politici, è quella di bilanciare densità nutrizionale e livelli di trasformazione degli alimenti nel contesto di diete culturalmente e territorialmente appropriate.
"Anni di criminalizzazione dell’allevamento e delle proteine animali hanno fatto sì che carne e latticini siano per molte persone il male assoluto da un punto di vista della salute e dell’ambiente", ha commentato Cassart. "Nessuno vuole promuovere un consumo eccessivo di carne. Ma grazie a illustri professori universitari, ci siamo finalmente potuti concentrare sugli impatti di una dieta troppo debole in proteine animali, e abbiamo visto che i danni sono importanti, indubbiamente sulla salute ma anche sul clima, perché l’allevamento ha un ruolo centrale da giocare per permettere all’Europa di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di bio-economia". Nel dibattito seguito agli interventi dei relatori sono intervenuti diversi esponenti della Commissione Europea (DG Sante), della'Organizzazione Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) e di Farm Europe, think tank brussellese specializzato in agricoltura.
Tra i relatori Alice Stanton (professoressa di Terapia cardiovascolare, Facoltà di Farmacia e Scienze biomolecolari al Royal College of Surgeons di Dublino), che nell’intervento al panel intitolato "Is forcing the reduction of Animal Source Foods part of the solution?" (Imporre la riduzione dei cibi di origine animale è parte della soluzione?) si è focalizzata sugli aspetti nutrizionali delle fonti proteiche animali e dei rischi per la salute a fronte di una carenza di macro e micronutrienti nell'alimentazione. "Nel 2025, il mondo si trova ad affrontare sia una crisi climatica che una crisi della biodiversità, e il sistema alimentare contribuisce in modo significativo a entrambe. Per alcuni, la soluzione è semplice: l’assunzione di alimenti di origine animale (Asf, Animal Source Foods) dovrebbe essere notevolmente ridotta, mentre il consumo di alimenti di origine vegetale (Psf, Plant Source Foods) dovrebbe aumentare considerevolmente. Tuttavia, tali riduzioni forzate degli Asf comportano gravi rischi per la salute umana", ha avvertito la professoressa, sottolineando come "le evidenze provenienti da studi osservazionali, di modellizzazione e da interventi sperimentali indicano chiaramente che le forti riduzioni degli Asf, previste da molte diete a base vegetale, peggioreranno le già diffuse carenze di micronutrienti", andando a colpire "in particolare i gruppi vulnerabili, tra cui donne, bambini e anziani".
"I benefici delle diete a base vegetale nella protezione contro le malattie non trasmissibili (Ncds) sembrano essere più fortemente associati alla riduzione dell’apporto calorico e di sale, e all’aumento del consumo di frutta, verdura, frutta a guscio e cereali integrali, piuttosto che alla diminuzione di proteine animali", ha proseguito Stanton. "Infatti, un maggiore consumo di latticini e prodotti ittici è associato a una protezione contro obesità, diabete, infarti, ictus, malattie cerebrali e alcuni tipi di cancro. Inoltre, il consumo di carne di pollame e uova sembra non avere alcun impatto sulle Ncds ed eventuali effetti negativi assoluti del consumo di carne rossa e lavorata sono minimi, incerti e tendono a ridursi notevolmente, o a scomparire, quando tali alimenti vengono consumati all’interno di una dieta sana. Sono necessari rigorosi studi clinici randomizzati e controllati su tutte le nuove diete a base vegetale proposte come 'ecologicamente sostenibili' per fornire prove chiare dell’adeguatezza in termini di micronutrienti e proteine, con o senza l’uso di integratori, alimenti fortificati e/o biofortificati. Nel frattempo, il consumo di alimenti di origine animale ricchi di nutrienti e prodotti in modo sostenibile dovrebbe continuare a essere incluso nelle linee guida dietetiche nazionali e internazionali per una dieta sana ed equilibrata”, ha concluso la professoressa Stanton.
Successivamente, il professor Peer Ederer (Goal Sciences, Osservatorio globale sulle scienze zootecniche accurate) è intervenuto nel panel "What is the role of Livestock in food availability and affordability in the Eu?" (Qual è il ruolo della zootecnia nella disponibilità e nell'accessibilità economica dei prodotti alimentari nell'Ue?), evidenziando il ruolo cruciale svolto dagli allevamenti zootecnici nel garantire la sicurezza alimentare e l’accessibilità al cibo per tutti gli europei. "Più di 60 anni di politiche alimentari per la salute pubblica nei paesi ad alto reddito hanno fallito sotto diversi aspetti: i tassi di adozione delle diete raccomandate sono trascurabili, la salute metabolica è peggiorata, l’accessibilità economica degli alimenti più nutrienti è diminuita e la quota di cibi ultra-processati e artificiali è aumentata drasticamente. È dunque giunto il momento di un approccio diverso: piuttosto che promuovere diete universali basate su gruppi alimentari specifici con toni più o meno autoritari, è più promettente sottolineare la libertà di scelta personale, la varietà e la flessibilità secondo le preferenze culturali e sociali, e indicare le categorie alimentari rischiose per le quali esistono prove scientifiche inequivocabili degli effetti negativi", ha evidenziato.
"In Europa, in media, l’80% delle proteine biodisponibili nella nostra dieta proviene da alimenti di origine animale, suddivisi equamente tra carne e latticini, uova e pesce. L’unica alternativa nutrizionalmente valida per sostituire la quantità significativa di proteine derivanti dalla carne sono i legumi, cioè fagioli, piselli e lenticchie. Oggi, essi coprono meno dell’1% di questo fabbisogno. L’offerta dovrebbe quindi aumentare di 60 volte per colmare questa lacuna", ha osservato il professore. "La ragione del consumo minimo di legumi in Europa potrebbe essere legata a una saggezza evolutiva: i legumi sono tossici per l’uomo e diventano commestibili solo dopo un accurato lavaggio e una lunga cottura. Le ricette a base di legumi sono spesso molto speziate, salate, zuccherate o fermentate per migliorarne il gusto. Sostituire la carne con i legumi nelle diete europee appare quindi principalmente un’opzione teorica". Inoltre, ha proseguito Ederer, le proteine derivanti dai cereali in Europa "sono fino a quattro volte più costose di quelle provenienti da alimenti di origine animale, mentre le proteine da frutta e verdura risultano fino a dieci volte più costose. La ragione è la bassa concentrazione di proteine in questi alimenti. Il loro ruolo in una dieta equilibrata è piuttosto quello di fornire rispettivamente energia e micronutrienti come vitamine e minerali", ha concluso.
In seguito, il professor Frederic Leroy (Professore di Microbiologia industriale e Biotecnologia alimentare, Facoltà di Scienze e Scienze bioingegneristiche, Vrije Universiteit Brussel) è intervenuto ssu "Nourishment as a Right: Can We Make It a Reality?" (Il diritto all'alimentazione nutriente : possiamo trasformarlo in realtà?) focalizzandosi sul concetto di "nutrizione adeguata" rispetto ad una semplice "dieta sana". Leroy si è riferito ad una nuova ricerca scientifica riassunta nel "Nourishment table (Tavola nutrizionale), affermando che l'essere umano, in quanto onnivoro, "può adottare numerosi modelli e abitudini alimentari per raggiungere un nutrimento ottimale, anche in modi che possono entrare in conflitto con le linee guida dietetiche convenzionali. Tuttavia, esistono limiti a questa flessibilità alimentare, influenzati dalla densità dei nutrienti e dal grado di trasformazione degli alimenti", ha avvertito.
"Il potenziale nutritivo di una dieta tende a migliorare con l’inclusione di alimenti di origine animale, affiancati da una varietà di vegetali ricchi di nutrienti. Gli alimenti minimamente trasformati sono raccomandati come scelta alimentare preferibile, ma una certa quantità di alimenti moderatamente trasformati è comunque considerata benefica, soprattutto quando la dieta è prevalentemente a base vegetale, poiché contribuisce a ridurre le fitotossine e a migliorare la biodisponibilità dei nutrienti", anche se una trasformazione eccessiva "riduce la qualità del cibo, e le diete dominate da alimenti ultra-processati risultano dannose", ha spiegato Leroy. "Per fornire indicazioni nutrizionali più efficaci, la Nourishment Table pone l’accento sulla flessibilità e consente agli individui di scegliere autonomamente una varietà di alimenti sazianti e ricchi di nutrienti, entro i limiti stabiliti dall’evoluzione. I decisori politici dovrebbero condividere l’ambizione collettiva di rendere una nutrizione adeguata un diritto per tutti, affinché le popolazioni umane possano prosperare", ha concluso il professore.



