Nell'ambito della riqualificazione del quartiere di Cagliari... 
É prevista per le 12 una riunione del Consiglio dei ministri dopo l'ordinanza della Corte di Cassazione che ha ammesso il referendum sulla riforma costituzionale della giustizia richiesto su iniziativa di 15 giuristi.
In qualità di promotori della raccolta di firme per l’indizione del referendum sul testo della legge di revisione costituzionale “accogliamo con grande soddisfazione la decisione dell’Ufficio Centrale per il Referendum della Corte di Cassazione che ha ritenuto legittima la nostra richiesta e che ha riformulato il quesito referendario[1], facendo espresso riferimento alle norme che il testo della legge costituzionale ha modificato”.
“Tale decisione è una conferma sia della utilità e della correttezza della nostra iniziativa, sia della necessità di fornire agli elettori la indicazione degli articoli della Costituzione che il testo approvato e sottoposto a referendum intende modificare, e sui quali è richiesto il loro voto ed una loro consapevole riflessione”, sottolineano i promotori della raccolta delle oltre 500 mila firme, capitanati dall’avvocato Carlo Guglielmi.
“Siamo, pertanto, molto soddisfatti del complessivo risultato raggiunto, già preceduto dalla risposta positiva dei 546.463 cittadini che hanno firmato, ed ai quali è rivolto il nostro ringraziamento per l’impegno mostrato in difesa della Costituzione: ciò rappresenta motivo di orgoglio, sia rispetto all’obiettivo di sollecitare la massima partecipazione alla vita civile, sia rispetto alla esigenza di diffondere una corretta informazione sulla reale ricaduta negativa che la riforma sottoposta a referendum potrebbe avere sull’equilibrio dei poteri dello Stato e sulla giustizia. Restiamo in fiduciosa attesa della decisione del Consiglio dei Ministri in merito alla fissazione della nuova data del referendum”, concludono.

Donald Trump prende posizione sul controverso video pubblicato giovedì notte sul suo account Truth Social, in cui Barack Obama e sua moglie Michelle diventano scimmie, condannando la componente razzista ma senza offrire scuse personali. "Of course I do", ha risposto ai giornalisti quando gli è stato chiesto se condannasse le immagini offensive dell'ex presidenti Usa e l'ex first lady, sostenendo però di non averle viste prima della pubblicazione e attribuendo l’errore a una mancanza di controllo finale.
Il video è rimasto online per alcune ore[1] prima di essere rimosso. Secondo la Casa Bianca, il contenuto sarebbe stato condiviso “per errore” da un membro dello staff. In un primo momento l’amministrazione aveva liquidato l’episodio come un semplice “meme di internet”, salvo poi fare marcia indietro di fronte all’ondata di critiche bipartisan.
Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha dichiarato di aver visto solo l’inizio del video: “Quello che ho visto all’inizio era molto forte. Era sulle elezioni fraudolente. Probabilmente nessuno ha controllato la fine”.
Il video e la controversia
Il filmato, della durata di 1 minuto e 2 secondi, faceva parte di una serie di post notturni provenienti dall’account di Trump. A circa 59 secondi dall’inizio compariva l’immagine più contestata: una rappresentazione manipolata e considerata razzista degli Obama[2], inserita in un contesto visivo da giungla, con in sottofondo la canzone 'The Lion Sleeps Tonight' del 1961.
Il video, marchiato con il watermark di Patriot News Outlet, mescolava stile documentaristico, immagini alterate e accuse infondate di brogli nelle elezioni presidenziali del 2020, un tema ricorrente nella comunicazione politica di Trump.
Reazioni bipartisan
Le critiche non hanno risparmiato il Partito Repubblicano. Il senatore Tim Scott, unico senatore afroamericano repubblicano, ha definito il video “la cosa più razzista che abbia visto da questa Casa Bianca”. Altri esponenti repubblicani, come Mike Lawler e Pete Ricketts, hanno richiesto la rimozione e un chiarimento pubblico, sottolineando che anche un meme non elimina il contesto razzista percepito.
I Democratici hanno invece inquadrato l’episodio all’interno di una storia più ampia di rappresentazioni razziste nella politica americana. Il leader democratico alla Camera, Hakeem Jeffries, ha elogiato Barack e Michelle Obama come “brillanti, compassionevoli e patriottici” e ha condannato il post. Il deputato Raja Krishnamoorthi ha richiamato le immagini a stereotipi razziali storici, definendo il contenuto “una vergogna per la carica presidenziale”.

Ancora pioggia e maltempo sull'Italia secondo le previsioni meteo di oggi, sabato 7 febbraio 2026. Dalla Liguria di Levante giù fino alla Calabria, il versante tirrenico è diventato il bersaglio immobile di un flusso atlantico che non conosce sosta.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it[1], conferma che questa configurazione è ormai bloccata da settimane: "siamo di fronte a una paralisi barica. La Porta Atlantica è spalancata e invia perturbazioni in serie che scaricano la loro energia sempre sulle regioni esposte a Ovest/Sud-Ovest. È una situazione di monotonia meteo pericolosa, perché non permette ai terreni di asciugarsi."
Per ritrovare una situazione simile, bisogna riavvolgere il nastro di 12 anni. Era l'inverno 2013-2014 l'ultima volta che l'Italia tirrenica visse una sequenza così estenuante di perturbazioni, con accumuli record che misero in ginocchio la viabilità e i fiumi. Anche allora, come in questo 2026, l'anticiclone rimase il grande assente, lasciando il Mediterraneo in balia delle correnti umide oceaniche.
Nelle prossime ore la "noia" meteorologica proseguirà: piogge battenti insisteranno dalla Toscana alla Calabria, con i picchi massimi attesi ancora una volta sul Basso Tirreno. Tra Campania e cosentino tirrenico si prevedono altri 100-150 mm entro la metà della prossima settimana, che andranno a sommarsi a quelli già caduti, aggravando una situazione idrogeologica già delicata. Fino a metà mese non si vede via d'uscita: gli ombrelli resteranno aperti, sempre nelle stesse zone, in un “loop” che sembra infinito.
La grande svolta potrebbe arrivare solo da San Valentino in poi, con aria artica dalla Finlandia verso l’Italia. Alcune elaborazioni modellistiche confermano uno scenario incredibile ad oggi. Dopo settimane atlantiche, umide, piovose ma miti, ecco che il Generale
Inverno potrebbe tornare quantomeno al Nord con tanta neve anche in Pianura Padana. Ovviamente lo scenario artico finnico è da confermare, intanto prepariamoci, o meglio restiamo preparati, alle piogge “monotone” del versante tirrenico, ad oltranza!
NEL DETTAGLIO
Sabato 7. Al Nord: molte nubi, piogge deboli sul Triveneto. Al Centro: peggiora dalla Sardegna verso il resto delle regioni. Al Sud: peggiora sul basso Tirreno e in Puglia.
Domenica 8. Al Nord: poco sole, peggiora su Piemonte e Liguria. Al Centro: ancora piogge dalla Sardegna verso il resto delle regioni nel pomeriggio. Al Sud: asciutto, peggiorerà in nottata sul basso Tirreno.
Lunedì 9. Al Nord: piogge sparse. Al Centro: piogge sparse. Al Sud: maltempo.
Tendenza: ancora tante piogge fino a metà mese poi probabile svolta fredda.

Torna in campo il Napoli. Oggi, sabato 7 febbraio, la squadra partenopea sfida il Genoa - in diretta tv e streaming - al Ferraris nella 24esima giornata di Serie A. Gli uomini di Conte sono reduci dalla vittoria per 2-1 contro la Fiorentina al Maradona, mentre il Grifone è stato battuto dalla Lazio all'Olimpico per 3-2.
Genoa-Napoli, orario e precedenti
La sfida tra Genoa e Napoli è in programma oggi, sabato 7 febbraio, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni:
Genoa (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Ellertsson, Frendrup, Malinovskyi, Martin; Vitinha, Colombo. All. De Rossi.
Napoli (3-4-2-1): Meret; Rrahmani, Buongiorno, Juan Jesus; Gutierrez, McTominay, Lobotka, Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. All. Conte
Genoa-Napoli, dove vederla in tv
Genoa-Napoli sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

La Fiorentina sfida il Torino in Serie A. Oggi, sabato 7 febbraio, i viola sfidano i granata - in diretta tv e streaming - al Franchi di Firenze nella 24esima giornata di campionato. La squadra di Palladino è reduce dalla sconfitta per 2-1 contro il Napoli al Maradona, mentre quella di Baroni è stata eliminata dalla Coppa Italia per mano dell'Inter ma aveva vinto 1-0 nell'ultimo turno contro il Lecce.
Fiorentina-Torino, orario e probabili formazioni
La sfida tra Fiorentina e Torino è in programma oggi, sabato 7 febbraio, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Fiorentina (4-1-4-1): De Gea; Dodò, Pongracic, Comuzzo, Gosens; Fagioli; Parisi, Mandragora, Brescianini, Gudmundsson; Kean. All. Vanoli
Torino (3-5-2): Paleari; Marianucci, Maripan, Coco; Pedersen, Anjorin, Ilkhan, Casadei, Obrador; Zapata, Adams. All. Baroni
Fiorentina-Torino, dove vederla in tv
Fiorentina-Torino sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app di SkyGo, sulla piattaforma di Dazn e su NOW.

Al via le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Oggi, sabato 7 febbraio, iniziano i Giochi con alcune delle competizioni più attese. A dominare c'è lo sci alpino, con la discesa libera maschile. La gara regina della rassegna a cinque cerchi. In gara a Bormio, ad alimentare le speranze azzurre di medaglia, ci sarà anche Dominik Paris, reduce da un grande secondo posto in discesa a Crans-Montana. Con una medaglia olimpica, l'unica mancante nel suo scintillante palmares, l'azzurro coronerebbe una carriera da applausi.
Chi è Dominik Paris
Ma chi è Dominik Paris? Nato a Merano il 14 aprile 1989, la passione per gli sport su neve è per lui un affare di famiglia. Il campione azzurro infila il primo paio di sci con gli occhi attenti di suo padre, maestro, a sorvegliarlo. A sei anni scende in pista per la prima gara e lì capisce che sì, quello sport può essere la sua vita. Dopo le vittorie del Trofeo Topolino, ecco le prime gare Fis. In seguito, c'è per lui una svolta di vita. 'Domme' sceglie di lasciare casa per lavorare tutta l’estate come pastore in una malga in Svizzera, tornando rigenerato dall’esperienza.
La classica svolta della vita, che lo riporta sugli sci e gli fa mettere in fila una sfilza di grandi risultati, come l'argento ai Mondiali 2013 in discesa libera e l'oro iridato nel SuperG nel 2019. Sono 24 i suoi successi in Coppa del Mondo (secondo azzurro di sempre insieme a Gustavo Thoeni, dietro al leggendario Alberto Tomba con 50), di cui quattro (tre in discesa, uno in superG) sulla mitica Streif di Kitzbuehel e sette (sei in discesa, uno in superG) sull'iconica Stelvio, a Bormio.
Dominik Paris, curiosità
Curiosità. Fuori dalle piste, 'Domme' è un 'ragazzone di montagna': ama stare in famiglia, cucinare piatti della tradizione locale e nel tempo libero si diverte con la musica, con tanto metal e rock. Nella 'sua' Bormio, a 36 anni, torna in pista per chiudere il cerchio. E regalare all'Italia la medaglia che gli manca.

"L'Iran vuole un accordo" sul dossier nucleare: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, annunciando che ulteriori colloqui si terranno la prossima settimana. Trump ha dichiarato che gli incontri diplomatici tra la delegazione americana e i rappresentanti iraniani, svoltisi ieri a Muscat (Oman) sotto mediazione omanita, sono stati “molto buoni” e ha aggiunto che "c'è tutto il tempo per un accordo" ribadendo tuttavia che l’obiettivo rimane quello di impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari[1].
Parallelamente allo slancio diplomatico, il presidente ha firmato un ordine esecutivo che autorizza l’imposizione di dazi aggiuntivi sugli Stati che continuano a commerciare con Teheran. Il testo non specifica l'aliquota che potrebbe essere imposta, ma utilizza il 25% come esempio e afferma che si applicherà ai beni importati negli Stati Uniti da qualsiasi nazione che "acquisti, importi o acquisisca in altro modo beni o servizi dall'Iran, direttamente o indirettamente".
L'ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump, spiega la Casa Bianca, "istituisce una procedura per imporre dazi ai Paesi che acquistano beni o servizi dall’Iran, al fine di proteggere la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia degli Stati Uniti". Il presidente degli Stati Uniti può modificare l’Ordine qualora le circostanze cambino, in risposta a ritorsioni, oppure se l’Iran o un Paese interessato adottano misure significative per affrontare l’emergenza nazionale e allinearsi agli Stati Uniti in materia di sicurezza nazionale, politica estera ed economia.
L’Ordine autorizza il Segretario di Stato, il Segretario al Commercio e il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ad adottare tutte le azioni necessarie, inclusa l’emanazione di norme e linee guida, per attuare il sistema tariffario e le misure correlate.

La Russia ha condotto un attacco contro le infrastrutture energetiche dell'Ucraina nelle prime ore di oggi, sabato 7 febbraio, provocando interruzioni di corrente nella maggior parte delle regioni. Lo ha riferito l'operatore della rete elettrica statale ucraina Ukrenergo. Attacchi sono stati segnalati in tutto il paese, compresa l'Ucraina occidentale. Nelle prime ore del mattino, l'Aeronautica militare ucraina ha segnalato attività di droni intorno alle 5.30 ora locale, avvistati nella regione di Leopoli, vicino alla città di Khodoriv. Poco dopo si sono udite delle esplosioni a Burshtyn, nell'oblast' di Ivano-Frankivsk, ha riferito Suspilne.
Il governatore dell'Oblast' di Leopoli, Maksym Kozytskyi, ha lanciato l'allarme per una "nuova minaccia" per la regione, affermando che sono stati rilevati missili nei pressi della vicina Oblast' di Ternopil'. Anche l'Aeronautica Militare ucraina ha riferito che missili si stavano dirigendo verso le Oblast' di Leopoli e Ivano-Frankivsk. L'operatore energetico DTEK ha annunciato interruzioni di corrente anche nelle oblast' di Kiev, Odessa e Dnipropetrovsk.

Torna l'appuntamento del weekend con Verissimo. Oggi, sabato 7 febbraio, e domani, domenica 8 febbraio, su Canale 5 tanti ospiti nel salotto di Silvia Toffanin.
Gli ospiti di sabato
A Verissimo Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, ancora una volta in coppia alla conduzione della nuova edizione, in onda in prima serata, di 'Striscia la Notizia'.
Prima intervista-ritratto per la celebre attrice turca Serra Ylmaz. E prima volta a Verissimo anche per Matteo Paolillo, giovane attore di grande talento, al cinema con 'Io e te'.
Inoltre, si racconterà in studio Giorgia Wurth, tra le protagoniste femminili della serie di Canale 5 'Colpa dei sensi'.
Spazio poi all’amore con Cristiana ed Ernesto, coppia appena nata grazie a 'Uomini e Donne'.
Infine, la forza di Daniela Cella, sorella di Nada, la ragazza uccisa a Chiavari il 6 maggio 1996. Trent’anni dopo è arrivata la sentenza della Corte d’Assise di Genova: per l’omicidio è stata condannata a 24 anni di reclusione, Anna Lucia Cecere.
Gli ospiti di domenica
Silvia Toffanin accoglierà un fuoriclasse della tv, Paolo Bonolis, da lunedì 9 febbraio in onda su Canale 5 con due grandi serate evento dal titolo 'Taratata'.
Ritratto di famiglia per Lino Banfi accompagnato dalla figlia Rosanna, dalla nipote Virginia e dalla piccola bisnipote Matilde.
Tra pubblico e privato sarà a Verissimo, per la prima volta, Paolo Belli.
E ancora, saranno ospiti con i loro racconti di vita: Anna Pettinelli e Anna Safroncik.
Inoltre, la versione di Clizia Incorvaia rispetto agli attacchi ricevuti recentemente sul suo complicato rapporto con l’ex marito.
Infine, per parlare della drammatica frana di Niscemi, saranno ospiti, con la loro testimonianza, due abitanti del comune siciliano che hanno perso tutto: Giovanni e Giusy.

Come i funzionano i controlli antidoping per gli atleti che partecipano alle Olimpiadi di Milano Cortina? A spiegare il sistema "severo e tecnologicamente avanzato, anche se non perfetto" è Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva all'Università degli Studi di Milano La Statale.
Quando vengono effettuati i controlli
"A livello generale possiamo affermare che i controlli antidoping sono severi, soprattutto a livello agonistico e nelle competizioni ufficiali. Sono previsti infatti test a sorpresa (non solo in gara ma anche fuori gara, anche a casa o in ritiro), obbligo di reperibilità per atleti di alto livello (sistema Adams/Wada), analisi di laboratorio molto avanzate, capaci di rilevare micro-dosi, passaporto biologico, che controlla nel tempo variazioni sospette (anche senza trovare direttamente la sostanza) e infine sanzioni pesanti: squalifiche lunghe, perdita di risultati, danni reputazionali enormi. Oggi è molto più difficile rispetto al passato sfuggire ai controlli, anche se alcune sostanze hanno finestre di rilevazione brevi e si possono usare strategie sofisticate (come microdosing, masking). Però il rischio di essere beccati resta alto, soprattutto con controlli ripetuti e passaporto biologico", così in una nota Fabrizio Pregliasco.
"Il sistema è severo e tecnologicamente avanzato, anche se non è perfetto al 100%. Alle Olimpiadi i controlli antidoping sono tra i più severi al mondo, senza dubbio. Per quale sono più efficaci rispetto alle altre competizioni? Ci sono varie ragioni: controlli prima, durante e dopo la gara, test a sorpresa nel villaggio olimpico e nei giorni precedenti, analisi su urine + sangue, uso di tecniche avanzate per steroidi, EPO, GH, stimolanti, diuretici ecc... E, come detto, passaporto biologico per molti atleti già monitorati negli anni. Una delle armi più forti è che i campioni delle analisi vengono conservati per anni (anche 8–10 anni o più) e possono essere rianalizzati con tecnologie future. Un atleta può anche 'passarla liscia' oggi, ma essere squalificato anni dopo e perdere medaglie retroattivamente. Le sanzioni sono durissime: squalifiche lunghe (2–4 anni o più), revoca di medaglie e record ed esclusione dalle edizioni successive. Alle Olimpiadi, come quelle di Milano - Cortina i controlli sono massimi, sia per quantità sia per qualità. Un controllo che si può definire di fatto 'militare'".
Le analisi
Pregliasco poi sottolinea che "vincitori e top atleti sono quasi sempre controllati. Dopo la gara (o anche fuori gara), arriva un ufficiale antidoping (Dco) che: identifica, consegna un documento di notifica, comunica che sei stato selezionato. Da quel momento, come atleta, sei 'sotto controllo': non puoi sparire. Prevosto l'accompagnamento continuo. Un chaperone segue lo sportivo sempre, anche negli spogliatoi, in hotel e al villaggio olimpico. Non possono lasciarlo solo perché potrebbe tentare di alterare il campione. Poi c'è la sala controllo antidoping (Doping control station), dove l'atleta sceglie un kit sigillato, controlla che sia integro e tutto viene registrato. Il prelievo delle urine (super controllato) è la parte più invasiva. Lo sportivo urinare in un contenitore sotto osservazione diretta. Per gli uomini: osservazione frontale. Per le donne: osservazione diretta con procedure specifiche. Il tutto per impedire scambi o trucchi. Poi c'è il prelievo del sangue molto frequente alle Olimpiadi e serve per Epo, trasfusioni, ormoni e passaporto biologico".
Pregliasco spiega poi ancora più dettagliatamente come funzionano i controlli anti-doping a Milano - Cortina. "Il campione prelevato viene diviso in A e B. Il campione A è analizzato subito, il campione B viene conservato per eventuale controanalisi. Se l’A è positivo - sottolinea - l'atleta può chiedere l’apertura del B. E' prevista inoltre da parte dello sportivo le dichiarazione di farmaci e integratori. Fanno dichiarare all'atleta tutto ciò che ha assunto negli ultimi giorni: farmaci, integratori, spray, antidolorifici, cortisonici. Tutto ciò è cruciale perché molti atleti risultano positivi per banali farmaci non dichiarati o contaminazioni. Tutto viene sigillato e tracciato con codici anonimi, firme e registrazioni. Il laboratorio non sa il nome dell'atleta, vede solo il codice. La parte più temuta è la conservazione a lungo tempo dei campioni prelevati. Alle Olimpiadi i campioni vengono spesso conservati per anni e possono rianalizzarli con nuove tecnologie anche dopo molto tempo. Per questo motivo sono state tolte medaglie anni dopo. In conclusione, alle Olimpiadi il controllo è continuo, tracciato, difficilissimo da manipolare e con rischio a lungo termine (rianalisi). Se un atleta bara alle Olimpiadi, lo fa sapendo che sta giocando con il fuoco. Possiamo essere abbastanza sicuri per i Giochi olimpici in Italia, ma sicuri al 100% no".
Gli sport invernali più sensibili al doping
"Alle Olimpiadi i controlli sono molto affidabili e il rischio di broglio classico (scambio di urine, manipolazione, ecc...) è bassissimo. Il vero rischio oggi - avverte - non è tanto il broglio sul campione, ma che qualcuno riesca a usare sostanze difficili da rilevare nel momento giusto. Gli sport invernali più sensibili al doping sono lo sci di fondo e il biathlon. Il fondo perché è endurance puro: VO₂max altissimo, resistenza estrema e recupero fondamentale. Nel biathlon c'è anche la precisione del tiro con endurance fortissima e gestione di stress e tremori. Va ricordato che tutte le procedure antidoping seguono protocolli internazionali Wada e garantiscono controlli rigorosi ma anche tutela della privacy e dei diritti degli atleti". Ogni eventuale "positività viene comunque valutata con verifiche e controanalisi prima di qualsiasi decisione ufficiale", conclude.

Pronti, via. Oggi, sabato 7 febbraio, le prime gare da medaglia di Milano Cortina 2026. Dopo la spettacolare cerimonia di inaugurazione di ieri sera, per gli atleti è il momento della competizione vera. Da Dominik Paris e Giovanni Franzoni nello sci alpino a Ian Matteoli nello snowboard, ecco tutti gli italiani in gara oggi e dove vedere in tv e in streaming le Olimpiadi invernali.
Milano Cortina, gare oggi
Ecco il programma completo delle gare di oggi a Milano Cortina 2026 e gli italiani impegnati:
10.05 Curling – Doppio misto, fase a gironi: Gran Bretagna-Canada, Svizzera-Svezia
10.30 Sci freestyle – Slopestyle femminile, qualificazioni (prima manche) (Maria Gasslitter)
11.30 Sci alpino – Discesa libera maschile (Dominik Paris, Florian Schieder, Giovanni Franzoni, Mattia Casse)
11.30 Sci alpino – Discesa libera femminile, prova cronometrata 3 (Sofia Goggia, Laura Pirovano, Nicol Delago, Federica Brignone, Elena Curtoni, Nadia Delago)
11.35 Sci freestyle – Slopestyle femminile, qualificazioni (seconda manche) (Maria Gasslitter)
12.10 Hockey ghiaccio – Torneo femminile, fase a gironi: Germania-Giappone
13.00 Sci di fondo – Skiathlon femminile (Anna Comarella, Maria Gismondi, Martina Di Centa)
13.30 Slittino – Singolo femminile, prove cronometrate 3-4 (Sandra Robatscher, Verena Hofer)
14.00 Sci freestyle – Slopestyle maschile, qualificazioni (prima manche) (Miro Tabanelli)
14.35 Curling – Doppio misto, fase a gironi: Italia-Svezia, Estonia-Norvegia, Gran Bretagna-USA, Cechia-Corea del Sud
14.40 Hockey ghiaccio – Torneo femminile, fase a gironi: Italia-Svezia
15.05 Sci freestyle – Slopestyle maschile, qualificazioni (seconda manche) (Miro Tabanelli)
16 Speed skating – 3000 metri femminili (Francesca Lollobrigida)
16.40 Hockey ghiaccio – Torneo femminile, fase a gironi: USA-Finlandia
17.00 Slittino – Singolo maschile, prima manche (Leon Felderer, Alex Gufler, Dominik Fischnaller)
17.45 Salto con gli sci – Trampolino piccolo femminile, trial round (Martina Ambrosi, Jessica Malsiner, Annika Sieff, Martina Zanitzer)
18.32 Slittino – Singolo maschile, seconda manche (Leon Felderer, Alex Gufler, Dominik Fischnaller)
18.45 Salto con gli sci – Trampolino piccolo femminile, primo turno (Martina Ambrosi, Jessica Malsiner, Annika Sieff, Martina Zanitzer)
19.05 Curling– Doppio misto, fase a gironi: Italia–Norvegia, USA-Corea del Sud, Canada-Estonia, Svizzera-Cechia
19.30 Snowboard – Big Air maschile, finale (prima manche) (Ian Matteoli)
19.45 Pattinaggio figura – Gara a squadre, short program maschile (Daniel Grassl)
19.53 Snowboard – Big Air maschile, finale (seconda manche) (Ian Matteoli)
19.57 Salto con gli sci – Trampolino piccolo femminile, finale (Martina Ambrosi, Jessica Malsiner, Annika Sieff, Martina Zanitzer)
20.17 Snowboard – Big Air maschile, finale (terza manche) (Ian Matteoli)
21.10 Hockey ghiaccio – Torneo femminile, fase a gironi: Svizzera-Canada
22.05 Pattinaggio figura – Gara a squadre, free dance (Guignard/Fabbri)
Milano Cortina, dove vedere gare oggi
Dove vedere le gare di oggi a Milano Cortina 2026? La diretta tv sarà disponibile su Rai 2 HD (10.05-13.00, 13.30-20.30, 21.00-23.00) e Rai Sport HD (13.00-13.30, 14.40-17.10, 20.30-23.30). Streaming disponibile invece su Rai Play, Discovery Plus, Hbo Max, Eurosport1 (10.05-22.55), Eurosport2 (17.15-22.55) e DAZN,

"Siamo pronti a tutti gli scenari". Il primo round dei negoziati tra Iran e Stati Uniti in Oman va in archivio. L'inizio del dialogo tra Teheran e Washington è un segnale positivo, ma la prudenza domina e l'ottimismo non decolla. Da un lato il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi. Dall'altro, Steve Witkoff e Jared Kushner, emissari del presidente Donald Trump, che chiude la giornata varando dazi del 25% contro i Paesi che acquistano beni e servizi dall'Iran.
Fonti di Teheran informate sui colloqui, commentando con l'Adnkronos l'esito dell'incontro durato otto ore, non si sbilanciano. "Finora non è successo nulla di rilevante", segnalano le fonti, confermando l'idea che l'incontro a Muscat, primo meeting di un possibile terzo ciclo di negoziati tra i due acerrimi rivali, sia stato l'occasione per le parti di riprendere il dialogo e poco più.
"Ciò che conta è che gli Stati Uniti sono stati costretti a rinunciare alle loro ridicole condizioni preliminari per avviare i negoziati. Questo dimostra la forza dell'Iran", sostengono le fonti, insistendo sul fatto che Washington avrebbe rinunciato alle sue richieste "massimaliste" pur di tenere l'incontro. "Ma Trump è Trump", aggiungono, lasciando intendere che l'ultima parola su questa querelle infinita ce l'abbia alla fine il presidente americano, con la sua grande "grande armata" spedita in Medio Oriente in tutta fretta per negoziare da una posizione di forza.
In questo stallo alla messicana, in cui gli iraniani hanno molto da perdere, non sono stati fatti passi avanti concreti. Malgrado lo sforzo diplomatico dell'Oman, mediatore ormai conclamato e l'unico in grado di far dialogare indirettamente i due Paesi, le parti - come evidenzia anche il Wall Street Journal - sono rimaste ferme sulle rispettive posizioni, anche se Muscat ha parlato di "colloqui molto seri" che sono serviti a "identificare le aree in cui è possibile compiere progressi". Pessimo segnale, tuttavia, è il fatto che, poche ore dopo la conclusione dell'incontro, gli Usa abbiano imposto nuove sanzioni contro "15 entità" collegate alla flotta ombra iraniana.
I 'no' di Teheran
Nella capitale omanita, Teheran ha ribadito il rifiuto di interrompere l'arricchimento dell'uranio, una delle richieste principali di Washington, che spinge per un'intesa più ampia che includa anche il programma missilistico e il ruolo di Teheran nel sostegno ai gruppi armati nella regione. "L'oggetto dei nostri negoziati è esclusivamente il nucleare e non abbiamo discusso di altre questioni con gli americani", ha chiarito Araghchi ai microfoni della tv di Stato.
Il ministro degli Esteri ha ribadito per l'ennesima volta ai rappresentanti americani che l'Iran non accetta né lo stop all'arricchimento né lo spostamento del suo programma all'estero. Ha comunque segnalato, anzi si è affrettato a segnalare, la disponibilità a proseguire il confronto diplomatico per evitare una possibile azione militare statunitense. I toni usati nei confronti del 'Grande Satana' sono stati piuttosto morbidi.
Le prossime mosse
E' stato "un buon inizio", ha commentato Araghchi, assicurando che l'atmosfera dei colloqui è stata "molto positiva". E qui finiscono le buone notizie. Sul prosieguo tutto è rimandato a ipotetiche valutazioni da compiere a Teheran e Washington. Per l'Iran si può andare avanti, per gli Stati Uniti ancora non è chiaro. Secondo il ben informato giornalista di Axios, Barak Ravid, le due delegazioni hanno manifestato la disponibilità a rivedersi nei prossimi giorni.
Per Washington, l'Iran dovrebbe presentarsi al prossimo round di colloqui con "concessioni tangibili e significative sul dossier nucleare", riferisce l'emittente israeliana Channel 12. Il pallino è nelle mani di Trump.

Una nuova impresa dell'intelligenza artificiale applicata alla medicina: può leggere una risonanza magnetica al cervello e restituire una diagnosi in pochi secondi. Lo ha dimostrato un team di scienziati dell'University of Michigan (Um) che ha sviluppato un modello basato sull'Ai rivelatosi in grado di intercettare patologie neurologiche con una precisione fino al 97,5%. Il sistema è riuscito anche a individuare quanto fosse urgente trattare un paziente.
Nello studio pubblicato su 'Nature Biomedical Engineering' gli autori prospettano che questa tecnologia, definita unica nel suo genere, potrebbe avere un impatto trasformativo per il neuroimaging nei sistemi sanitari Usa. "Dato che la domanda globale di risonanza magnetica è in aumento e sottopone a notevole pressione i medici e la sanità, il nostro modello di intelligenza artificiale ha il potenziale per ridurre il carico migliorando la diagnosi e il trattamento con informazioni rapide e accurate", sottolinea l'autore senior Todd Hollon, neurochirurgo dell'ateneo statunitense, docente della UM Medical School.
Hollon ha battezzato l'invenzione 'Prima'. Lui e il suo team hanno testato questa tecnologia su oltre 30mila studi di risonanza magnetica nel corso di un anno. In oltre 50 diagnosi radiologiche di gravi disturbi neurologici, Prima ha superato altri modelli di Ai all'avanguardia in termini di prestazioni diagnostiche. Il modello è riuscito a determinare quali casi avrebbero dovuto avere la priorità più alta. Alcune problematiche, ricordano gli esperti, come emorragie cerebrali o ictus, richiedono cure mediche immediate, e in questi casi Prima può allertare automaticamente i medici in modo che possano intervenire rapidamente, afferma Hollon. I ricercatori hanno ideato il modello in modo che possa consigliare quale specialista debba essere avvisato, ad esempio un neurologo specializzato in ictus o un neurochirurgo, con un feedback disponibile immediatamente dopo che il paziente ha completato l'imaging.
"La precisione è fondamentale quando si legge una risonanza magnetica cerebrale, ma tempi di risposta rapidi sono essenziali per una diagnosi tempestiva e risultati migliori", evidenzia Yiwei Lyu, co-autore e ricercatore post-dottorato in Informatica e Ingegneria alla University of Michigan. "Nei passaggi chiave del processo, i risultati suggeriscono che Prima può migliorare i flussi di lavoro e semplificare l'assistenza clinica senza rinunciare alla precisione". Ma cos'è questo sistema messo a punto dai ricercatori?
Il modello Prima è un 'vision language model' (Vlm), un sistema di intelligenza artificiale in grado di elaborare simultaneamente video, immagini e testo in tempo reale. Non è il primo tentativo di applicare l'Ai alla risonanza magnetica (Mri) e ad altre forme di neuroimaging, ma l'approccio è diverso: i modelli precedenti si basavano su sottoinsiemi di dati di Mri selezionati manualmente per raggiungere obiettivi specifici, come l'individuazione di lesioni o la previsione del rischio di demenza. Durante la progettazione del nuovo sistema, il team di Hollon ha basato l'addestramento su ogni risonanza magnetica (oltre 200mila studi e 5,6 milioni di sequenze) eseguita da quando è iniziata la digitalizzazione della radiologia all'University of Michigan Health decenni fa.
I ricercatori inseriscono nel modello anche le storie cliniche dei pazienti e le motivazioni per cui i medici hanno ordinato uno studio di diagnostica per immagini. E, con tutti questi dati, "Prima funziona come un radiologo, integrando informazioni riguardanti il paziente e i dati di imaging per ottenere una comprensione completa del suo stato di salute", illustra il co-primo autore Samir Harake, data scientist nel Machine Learning in Neurosurgery Lab di Hollon. Questo, prosegue, "consente di ottenere prestazioni migliori in un'ampia gamma di attività di previsione". Ogni anno nel mondo vengono eseguiti milioni di studi di risonanza magnetica, una parte significativa dei quali è focalizzata sulle malattie neurologiche. Questa domanda, affermano i ricercatori, supera la disponibilità di servizi di neuroradiologia e comporta notevoli sfide, tra cui carenza di personale e rischio di errori diagnostici.
A seconda del luogo in cui si esegue l'esame potrebbero volerci giorni o anche più tempo per ottenere un risultato. "Sia che si riceva una scansione in un sistema sanitario più ampio che deve far fronte a un volume crescente di prestazioni sia che si faccia in un ospedale rurale con risorse limitate, sono necessarie tecnologie innovative per migliorare l'accesso ai servizi di radiologia - ragiona Vikas Gulani, coautore e presidente del Dipartimento di Radiologia alla UM Health - I nostri team hanno collaborato per sviluppare una soluzione all'avanguardia a questo problema, con un potenziale enorme e scalabile". Nonostante i buoni risultati ottenuti da Prima, puntualizzano però gli autori, la ricerca è ancora nella fase iniziale di valutazione. Il lavoro futuro del team esplorerà la possibilità di integrare informazioni più dettagliate sui pazienti con i dati delle cartelle cliniche elettroniche per una diagnosi più accurata.
Ciò che Hollon descrive come "ChatGpt per l'imaging medico" ha un potenziale più ampio, prevedono gli esperti, e un giorno potrebbe essere adattato ad altre modalità di imaging, come mammografie, radiografie del torace ed ecografie. "Così come gli strumenti di intelligenza artificiale possono aiutare a scrivere una bozza di e-mail o a fornire raccomandazioni, Prima si propone di essere un copilota per l'interpretazione degli studi di imaging medico", conclude Hollon, sottolineando il potenziale che integrare questi sistemi avrebbe riguardo all'obiettivo di "migliorare l'assistenza sanitaria attraverso l'innovazione".

C'è grande preoccupazione tra lavoratori e sindacati per il futuro di Tiscali.
La società del gruppo Tessellis sta affrontando diverse difficoltà, tali da avviare una valutazione sulla cessione del proprio ramo consumer.
Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra le segreterie nazionali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, con le RSU, e l'azienda Tiscali Italia al termine del quale è stato sottoscritto un nuovo accordo di esodi incentivati, al fine di gestire - spiegano le sigle - le eccedenze dichiarate attraverso strumenti il meno traumatici possibile.
"A inizio incontro - riferiscono i sindacati - è stata illustrata una condizione aziendale estremamente difficile e complessa che ha portato alla decisione, data l'impossibilità di proseguire l'impresa così come è, di dare mandato ad una società esterna di valutare 'l'appetibilità' sul mercato del mondo B2C.
Sia questo studio che le prime manifestazioni di interesse avrebbero portato alla individuazione di un perimetro occupazionale ottimale di circa 500 Fte (comprensivo di 13 dirigenti) rispetto agli attuali 620.
Di conseguenza l'azienda ha aperto una nuova procedura di riduzione di personale ex legge 223/1991 per un numero massimo di 220 lavoratori così ripartiti territorialmente: Cagliari 104, Roma 24, Bari 42, Taranto 50. La procedura è stata immediatamente chiusa tramite la sottoscrizione di un accordo sindacale che prevede, quale unico criterio di applicazione, la non opposizione al licenziamento.
Il termine per la risoluzione collettiva dei rapporti di lavoro è stato fissato al 28 febbraio".
I sindacati hanno ribadito come non si possa più puntare esclusivamente sulla riduzione del perimetro occupazionale, soprattutto in ambito Customer, ma come sia fondamentale cercare contestualmente soluzioni di tipo industriale e duraturo. "Il futuro di Tiscali e, di conseguenza, delle lavoratrici e dei lavoratori che da tanti anni mettono a disposizione con impegno e dedizione le loro professionalità, sono per le organizzazioni sindacali una priorità imprescindibile e, nel caso fosse necessario, saremmo costretti a mettere in campo tutte le azioni dovute cercando di coinvolgere le istituzioni sia territoriali che nazionali".
Messe in campo le misure per affrontare la carenza di camici
bianchi...
Provvedimento della Questura dopo le indagini della squadra mobile...
La vittima stava lavorando nelle campagne di Lanusei... 
"Ricevere una diagnosi di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla) cambia improvvisamente la traiettoria di una vita, non solo per il paziente ma per l’intera famiglia. Per questo il primo messaggio da trasmettere è chiaro: nessuno deve sentirsi solo". Così all'Adnkronos Salute Federica Cerri, neurologa del Centro Clinico Nemo di Milano, che interviene sulla videoserie "A cena con la Sla", progetto promosso da Aisla e Slafood con il contributo scientifico dei Centri clinici Nemo e il supporto non condizionante di Zambon, disponibile dal 28 gennaio sui siti di Aisla e Slafood.
"La Sla è una malattia che mette ogni giorno alla prova le piccole autonomie – spiega Cerri –: dalla forza di una mano al respiro, fino alla voce. Proprio per questo è fondamentale una presa in carico multidisciplinare, capace di anticipare le tappe della malattia e le difficoltà che il paziente incontrerà nel suo percorso di vita". L’obiettivo "è difendere ogni singola autonomia, anche la più piccola. Sono queste autonomie – sottolinea la neurologa – che fanno la quotidianità e la dignità della persona. Accanto alle cure cliniche, diventa centrale la rete sociale e la famiglia. Nessun centro, da solo, è sufficiente. Lavoriamo perché pazienti e caregiver si sentano parte di un percorso di cura e non abbandonati davanti a una diagnosi così pesante".
"Curare la Sla significa anche prendersi cura delle relazioni - sottolinea Cerri -. Lo sguardo dei propri cari, la possibilità di restare dentro la propria vita, fanno parte a pieno titolo della terapia". Un esempio concreto è il momento del pasto, "che per i pazienti con Sla ha un valore che va ben oltre la nutrizione. Mangiare insieme non è solo nutrirsi: è memoria, convivialità, identità".
La malattia, però, spesso compromette questo spazio. Circa il 30% dei pazienti presenta difficoltà di deglutizione già all’esordio dei sintomi e quasi tutti, nel corso della malattia, perdono progressivamente questa capacità. "Non si tratta solo del rischio di aspirazioni, infezioni o perdita di peso – chiarisce la neurologa – ma del fatto che sedersi a tavola può diventare faticoso, imbarazzante, accompagnato dalla paura di tossire o soffocare davanti agli altri. Da qui il rischio di isolamento e un impatto emotivo significativo". È in questo contesto che il lavoro del team multidisciplinare torna a essere decisivo: "valutazione della deglutizione, piani nutrizionali personalizzati, adattamento delle consistenze e delle ricette. Le preparazioni di consistenza modificata, se ben studiate, possono essere sicure, bilanciate dal punto di vista calorico e proteico ma anche buone, riconoscibili e legate alla cultura alimentare della persona".
In altre parole, conclude Cerri, "possiamo cambiare la consistenza del cibo, ma non il significato dello stare a tavola insieme. Per una persona con la Sla, restare seduta a tavola con la propria famiglia, anche con tempi e consistenze diverse, è una forma di terapia invisibile, ma estremamente potente" conclude.



