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Acampora (Assonautica): "Subito una legge per la portualità turistica italiana"

18 Giugno 2025
Acampora (Assonautica):

(Adnkronos) - "È urgente e non più rinviabile l’avvio dell’iter legislativo per l’adozione di un Disegno di Legge dedicato alla portualità turistica italiana, in grado di riconoscere e valorizzare il ruolo strategico del settore nell’ambito dell’economia del mare". Questo l’appello lanciato dal Presidente di Assonautica Giovanni Acampora congiuntamente con il Presidente di Assonat Luciano Serra. 

“È tempo di compiere un salto di qualità – ha dichiarato Acampora, intervenuto oggi all’evento di presentazione del Piano Strategico per la Portualità Turistica Italiana di Assonat–. Serve una legge quadro sulla portualità turistica, che fissi principi chiari, strumenti di sostegno e regole uniformi a livello nazionale, nel rispetto delle competenze locali. Dobbiamo riconoscere ai porti turistici la funzione pubblica di infrastrutture del turismo del mare, promuovendo investimenti, digitalizzazione, formazione e sostenibilità. È una priorità per lo sviluppo economico del Paese.” 

L’appello arriva in un momento cruciale per la governance del mare, alla vigilia dell’adozione del nuovo Piano del Mare 2026–2028 e nel quadro delle politiche marittime europee, in cui la portualità turistica rappresenta una leva trasversale per il turismo costiero, la nautica da diporto, l’attrattività territoriale e la transizione ecologica. 

“Sono certo” – ha aggiunto Acampora – “che una legge nazionale sulla portualità turistica sia il primo passo per colmare lacune storiche, valorizzare le eccellenze italiane e dotare il comparto di una cornice organica che tenga conto delle evoluzioni del mercato, delle esigenze dei diportisti e degli operatori, nonché dei nuovi standard internazionali in materia di sicurezza, accessibilità, servizi e innovazione”. 

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Per gli Sos arriva iRonCub3, il primo robot umanoide volante

18 Giugno 2025
Per gli Sos arriva iRonCub3, il primo robot umanoide volante

(Adnkronos) - Un Superman robotico è pronto ad alzarsi in volo per salvare l'umanità in caso di Sos. Si chiama iRonCub3 ed è una prima mondiale targata Iit: il team coordinato da Daniele Pucci, alla guida del Laboratorio di Artificial and Mechanical Intelligence (Ami) dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova, è riuscito a far volare un robot umanoide. iRonCub3, specificatamente progettato per operare in ambienti reali, ha occhi e naso, braccia e gambe, e un jet di propulsione a razzi. Durante gli esperimenti di volo è stato in grado di sollevarsi a circa 50 centimetri da terra, mantenendo la stabilità. Un risultato frutto di 2 anni di lavoro - descritto oggi su 'Nature Communications Engineering' - reso possibile da studi avanzati di termodinamica e aerodinamica, e dallo sviluppo di software di controllo basati sull'intelligenza artificiale. L'obiettivo futuro è applicare questo tipo di tecnologia a supporto dell'essere umano per rispondere a situazioni di emergenza o per esplorazioni in ambienti estremi e missioni di ricerca e salvataggio. 

La ricerca è stata condotta dagli scienziati Iit esperti di robotica in collaborazione con il gruppo di Alex Zanotti del Laboratorio di Aerodinamica Daer del Politecnico di Milano, dove è stata condotta una serie di test in galleria del vento, e con quello di Gianluca Iaccarino della Stanford University statunitense, dove sono stati utilizzati algoritmi di deep learning per identificare modelli aerodinamici. iRonCub3 - descrivono dall'istituto genovese - è l'evoluzione tecnologica di prototipi precedenti e si basa su iCub3, sviluppato per essere teleoperato a distanza come un avatar, ultima generazione del robot umanoide iCub. iRonCub3 è munito di 4 motori a reazione, 2 montati sulle braccia e 2 su uno zaino posizionato sulla schiena. L'aggiunta dei motori ha richiesto delle modifiche ulteriori alla struttura fisica (hardware) del robot, tra cui un nuovo elemento in titanio che funge da colonna vertebrale e delle coperture resistenti al calore. iRonCub3 pesa circa 70 chili e le turbine possono generare una spinta massima superiore a 1.000 newton. La nuova configurazione consente al robot di sollevarsi da terra ed eseguire manovre di volo controllate anche in presenza di turbolenze del vento o in condizioni ambientali incerte.  

"Questa ricerca è radicalmente diversa dalla robotica umanoide tradizionale e ci ha costretto a fare un sostanziale salto in avanti rispetto allo stato dell'arte - spiega Pucci - L'aerodinamica gioca un ruolo chiave: la temperatura di scarico delle turbine può raggiungere gli 800 gradi e il gas emesso si avvicina alla velocità del suono. L'intera piattaforma robotica, quindi, deve essere in grado di valutare la dinamica del volo in tempo reale, mentre il software di controllo gestisce da una parte il movimento lento dei giunti articolari e dall'altra le veloci turbine a reazione. Fare esperimenti su questi robot è affascinante così come pericoloso, e non lascia spazio all'improvvisazione". L'équipe si è concentrata sullo studio dell'equilibrio dinamico del robot mentre è in volo, reso particolarmente complesso dalla morfologia umanoide del robot. A differenza dei droni convenzionali che hanno strutture simmetriche e compatte, iRonCub3 presenta infatti una forma allungata, con il peso distribuito tra gli arti mobili e il busto, e con un centro di massa variabile. Ciò - si legge in una nota - ha richiesto lo sviluppo di modelli teorici avanzati che descrivessero le diverse conformazioni possibili del corpo del robot, dove gli arti mobili rappresentano un elemento di complessità, e il relativo bilanciamento sotto l'influenza della propulsione dei razzi. Gli studi sono stati condotti attraverso esperimenti in galleria del vento e simulazioni avanzate di dinamica dei fluidi computazionale, che hanno permesso lo sviluppo di un'Ia capace di stimare le forze aerodinamiche in tempo reale.  

"I nostri modelli includono reti neurali addestrate su dati simulati e sperimentali, integrate nell'architettura software di controllo del robot per garantire un volo stabile", illustra Antonello Paolino, primo autore del paper e dottorando in un programma congiunto tra Iit e Università di Napoli, che ha da poco concluso un semestre come visiting researcher alla Stanford University. iRonCub3, quindi, è dotato di sistemi di controllo basati su intelligenza artificiale che gli permettono di volare gestendo flussi d'aria turbolenti ad alta velocità e temperature estreme. Gli studi di aerodinamica hanno dimostrato che è possibile mantenere la postura e la stabilità del robot anche durante manovre non stazionarie, come l'accensione sequenziale dei motori o le variazioni nella geometria del corpo. Risultati che potranno essere trasferiti ad altri robot con morfologie non convenzionali, rappresentando un caso unico rispetto ai droni classici, rimarca l'Iit. 

Il design finale di iRonCub3 - prosegue la nota - è il risultato di un processo di co-design sviluppato per integrare l'Ia con gli aspetti più fisici e aerodinamici della progettazione di robot volanti. Per esempio, il punto di posizionamento delle turbine è stato identificato affinché risultasse ottimale in termini di controllo e stabilità del volo. E la dissipazione del calore generato dai motori è stata gestita per garantire l'integrità strutturale del robot anche in condizioni operative estreme. 

I primi test di volo di iRonCub3 sono stati condotti in una piccola area di volo allestita all'interno dell'Iit, dove il robot è stato appunto in grado di sollevarsi dal suolo di circa 50 centimetri. Nei prossimi mesi gli esperimenti sul prototipo continueranno in un'area più ampia, grazie a una collaborazione con l'Aeroporto di Genova che metterà a disposizione una zona dedicata. L'area verrà allestita ed equipaggiata dall'Istituto italiano di tecnologia, nel rispetto di tutte le regole di sicurezza richieste. I ricercatori Iit prevedono che nel futuro i robot umanoidi volanti come iRonCub3, che possono essere teleoperati una volta toccato terra, potranno trovare applicazione in molteplici scenari: dalle operazioni di ricerca e salvataggio in aree difficili da raggiungere, fino alle ispezioni di ambienti pericolosi. 

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Maturità, Maccioni: "Stupito scelta mio testo su rispetto"

18 Giugno 2025
Esame di maturità (Fotogramma/Ipa)

(Adnkronos) - Riccardo Maccioni, giornalista del quotidiano 'Avvenire', è stato protagonista con un suo testo sul 'Rispetto' di una delle tracce dell'esame di maturità."Sono molto stupito. Innanzitutto onorato che un mio testo sia stato scelto" ha detto all'Adnkronos. "La cosa che più mi colpisce è vedere chi sono gli altri autori delle tracce della maturità, in particolar modo l'idea di essere 'compagno di viaggio' di Pasolini mi fa sentire onoratissimo: io piccolo piccolo vicino a questo gigante assoluto".  

"'Rispetto' è un parola importante, è una parola che, secondo me, invita a costruire. Perché il rispetto implica sempre una relazione, vuol dire considerare l'altro come persona, vuol dire guardarlo negli occhi se è vicino a te - continua Maccioni - vuol dire, nel caso del nostro mestiere ricordarsi, che dietro ogni parola, ogni storia, ogni episodio che raccontiamo ci sono sempre delle persone e questo penso che sia il valore più importante. Credo che 'rispetto' sia un elemento che contribuisce a costruire l'umanità e credo sia il valore di cui in questo momento abbiamo maggiormente bisogno". 

"Il ministro Valditara è tornato spesso su questi concetti, effettivamente credo che sia un tema che sta molto a cuore al ministro e spero stia a cuore anche ai ragazzi, ai genitori e agli educatori", conclude Maccioni.  

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Mulino Bianco festeggia 50 anni, coinvolti 266 dipendenti dello stabilimento di Cremona

18 Giugno 2025
Mulino Bianco festeggia 50 anni, coinvolti 266 dipendenti dello stabilimento di Cremona

(Adnkronos) - Proseguono le celebrazioni per i 50 anni di Mulino Bianco con la campagna “50 anni di ricordi buoni”. Il brand, che dal 1975 ha segnato l’immaginario collettivo, ed oggi porta sulle tavole degli Italiani oltre 140 prodotti da forno, ha organizzato una giornata speciale per tutti i dipendenti, coinvolgendo gli stabilimenti italiani, tra cui il sito di Cremona, in un momento di festa e condivisione. 

Il 17 giugno, per due ore, gli impianti cremonesi di Mulino Bianco e, in contemporanea, quelli di Novara, Ascoli, Melfi, Rubbiano hanno messo in pausa la produzione per consentire ai lavoratori di ritrovarsi, festeggiare e condividere aneddoti, ricordi e testimonianze legati al marchio. Una celebrazione che ha dato voce a chi, ogni giorno, contribuisce con impegno e dedizione alla qualità dei prodotti Mulino Bianco. 

Durante i festeggiamenti, tanti dipendenti hanno raccontato episodi significativi del loro percorso: dai primi anni in stabilimento al cambiamento tecnologico, dai legami umani nati tra le linee di produzione fino a momenti di difficoltà superati insieme. Racconti di passione, orgoglio, crescita personale e attaccamento all’azienda, che hanno restituito l’immagine autentica di un brand e di un’azienda vissuta come una famiglia. 

Lo storico sito produttivo di Cremona, fondato nel 1974, si estende su una superficie di 255.000 m² e si distingue per 8 linee produttive all'avanguardia e 25 ricette. È qui che vengono sfornate delizie dolci e salate come il Cornetto, PlumCake, Camille, Torte, Pagnottelle e Pan Bauletto. 

Diretto da Mario Zanetti, il complesso impiega oltre 300 persone. E la collaborazione e l’affiatamento sono la base del lavoro quotidiano. Lo spiega bene Rosangela Frassi, operatrice di reparto (installazione linea Pan Bauletto): “Quando abbiamo dato il via alla nuova linea del Pan Bauletto, abbiamo iniziato una fase di formazione con tecnici, softwaristi e macchinisti. Era un periodo di apprendimento continuo in un bel clima con tanta voglia di fare, entusiasmo e collaborazione nel gruppo. E quando abbiamo testato la linea, ricordo lo stupore e l’emozione di vedere uscire le prime teglie di Pan Bauletto. Sentivo, e tutt’ora sento, un forte legame con questa linea che ho visto nascere e che è stata un’opportunità per imparare davvero come si fa il pane, approfondendo allo stesso tempo la grande attenzione dell’azienda alla qualità e agli ingredienti. E saperlo fare è una soddisfazione enorme”. 

Ma non mancano l’impegno, il lavoro di squadra e la motivazione verso un progetto comune, come racconta Luca de Vito, Capoturno (avviamento linea Mooncake Pan di Stelle): “Avevo 35 anni e il ruolo di Tecnologo quando abbiamo avviato la nuova linea a vapore del Mooncake Pan di Stelle. È un prodotto molto particolare che deve la sua delicatezza ad una cottura a vapore che si ispira a quella usata nella tradizione giapponese. Si basa su una tecnologia complessa e, pertanto, una grande sfida. È servito tanto impegno da parte di tutti i team coinvolti nel progetto. Grazie alla perseveranza e al lavoro di squadra, nonostante le difficoltà siamo riusciti a rispettare i tempi e soprattutto ottenere ottimi risultati. Qui ho trovato un ambiente che ha saputo valorizzare le mie aspirazioni, dandomi gli strumenti per lo sviluppo di nuove competenze”.  

E anche Mario Maggi, Magazzino ricambi, racconta: “Ho iniziato il mio percorso come operatore sia di produzione che di confezione (soprattutto di Nastrine, Plumcake e Torte), poi sono passato al magazzino ricambi (mi è sempre piaciuto catalogare e ordinare in maniera precisa). Questa posizione mi ha permesso di aumentare la conoscenza di tutto quel mondo che sta dietro le linee: come funzionano, i pezzi che le compongono e come si ottengono determinati risultati. Tra i nostri prodotti mi ha sempre affascinato come realizziamo le torte, a partire da come viene costruita e formata la frolla. È una linea che c’è da tempo, che nonostante le innovazioni conserva l’anima delle origini e a cui sono molto legato”. 

Il polo produttivo non è dunque solo un centro all’avanguardia: è una comunità viva, dove l’esperienza incontra l’innovazione e le persone sono protagoniste di un percorso collettivo verso l’eccellenza. 

Da chi ha lavorato in azienda fin dalle sue origini, fino alla creatrice delle iconiche “Sorpresine”, Graziella Carbone, o ai volti noti delle campagne pubblicitarie più amate, come Orietta Berti, Mulino Bianco ha voluto rendere omaggio alle persone che hanno fatto la storia del marchio attraverso un gesto simbolico, ma sentito. A tutti loro è stato consegnato un Maxi-Pack speciale con una fornitura del frollino Piccolo Mugnaio Bianco (uno dei personaggi più iconici fra quelli che hanno accompagnato la comunicazione del brand e che oggi diventa il testimonial della campagna “50 anni di ricordi buoni” per festeggiare il mezzo secolo del marchio): un omaggio a chi ha lasciato un segno, dietro le quinte o davanti alle telecamere, con passione, impegno e visione. 

“In questi 50 anni Mulino Bianco ha saputo ritagliarsi un posto speciale nella quotidianità degli Italiani e nei loro ricordi, grazie anche a chi, anno dopo anno, con passione, professionalità e dedizione, ha collaborato alla scrittura di ogni pagina di questa bellissima storia", commenta Carolina Diterlizzi, marketing vice president Mulino Bianco.  

"Mulino Bianco -continua- oggi è un brand così amato anche grazie al cuore, alle mani e ai sorrisi di chi ogni giorno ha creduto in un sogno buono. Ed è proprio con queste persone che oggi vogliamo condividere questo traguardo, festeggiando insieme. È anche attraverso il loro supporto che Mulino Bianco sì è evoluto ed è rimasto rilevante nel tempo. Mezzo secolo di storia in cui abbiamo contribuito a costruire un mercato che, anno dopo anno, continuiamo ad innovare con prodotti capaci di rispondere alle esigenze dei nostri consumatori. A tutti coloro che hanno fatto la propria parte per questo successo va il nostro grazie”. 

Dall’ottobre 1975 – con il debutto dei primi biscotti (Tarallucci, Molinetti, Pale, Campagnole, Galletti e Macine) – a oggi, Mulino Bianco ha portato sulle tavole degli italiani prodotti diventati parte dell’immaginario collettivo. Campagne memorabili, oggetti iconici come la tazza in coccio, la radio sveglia e le “Sorpresine”, personaggi come il Piccolo Mugnaio Bianco e la gallina Rosita sono tutti elementi distintivi che hanno saputo costruire un legame profondo con generazioni di consumatori. Oggi l’offerta Mulino Bianco comprende biscotti, merende, pani, cracker e altre specialità da forno, con oltre 140 referenze (per un totale di180 formati), di cui circa la metà dedicati alla colazione, prodotte nei sei stabilimenti italiani del Gruppo Barilla, che insieme occupano una superficie di oltre 1.180.000 metri quadri e operano con 50 linee produttive, dove lavorano più di 1.892 persone. 

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Giornata cancro rene, al via campagna di sensibilizzazione Ipsen-Anture

18 Giugno 2025
Giornata cancro rene, al via campagna di sensibilizzazione Ipsen-Anture

(Adnkronos) - Il tumore del rene ogni anno colpisce circa 435.000 persone in tutto il mondo, con un'incidenza in aumento anche tra gli under 50. Solo in Italia nel 2024 sono stati stimati quasi 13.300 nuovi casi. Nel nostro Paese 154.800 persone vivono dopo la diagnosi e la sopravvivenza netta a 5 anni è pari al 71% per entrambi i sessi. In occasione del World Kidney Cancer Day 2025, che si celebra giovedì 19 giugno, Ipsen e Anture (Associazione nazionale tumore del rene) promuovono la campagna di sensibilizzazione 'Mostra un po' di amore ai tuoi reni'. "Con tutto il mio cuore", "Segui il tuo cuore'… Ma quando mai qualcuno ha detto: segui i tuoi reni?!" sono alcuni passaggi del video realizzato in occasione dell'iniziativa internazionale.  

"La sopravvivenza dei pazienti affetti da carcinoma renale è in costante aumento: rispetto agli anni '90, gli anni 2000 hanno registrato un incremento assoluto di 11 punti percentuali in Italia - spiega Giuseppe Procopio, direttore Programma Prostata e Struttura dipartimentale di Oncologia medica genitourinaria, Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano - Si tratta di uno dei risultati più significativi ottenuti, dovuto in larga parte all'introduzione di terapie innovative per la fase avanzata della malattia, che sono arrivate negli ultimi decenni. Tra i principali fattori di rischio riconosciuti per questa neoplasia ci sono il fumo di sigaretta, l'ipertensione, l'obesità e l'esposizione professionale a cancerogeni ambientali quali radiazioni ionizzanti. Ancora una volta è quindi fondamentale adottare uno stile di vita sano e ascoltare i segnali del proprio corpo, senza mai trascurare l'importanza dei reni".  

Il World Kidney Cancer Day è la Giornata internazionale di sensibilizzazione sul tumore del rene ideata dall'International Kidney Cancer Coalition (Ikcc), una rete indipendente di associazioni di pazienti provenienti da 45 Paesi, in cui l'associazione italiana Anture ha un ruolo chiave a livello di direttivo. Celebrata ogni anno il terzo giovedì di giugno, questa giornata rappresenta un'importante opportunità di mobilitazione globale che coinvolge pazienti, caregiver, operatori sanitari, istituzioni e aziende.  

"Informare è una delle priorità della nostra associazione. Il tumore del rene, purtroppo, è ancora poco conosciuto, ed è per questo che riteniamo fondamentale sensibilizzare il grande pubblico, spiegando i principali fattori di rischio e promuovendo l'importanza dell’ascolto del proprio corpo - afferma Tonia Cinquegrana, presidente di Anture - Per avvicinarci al maggior numero di persone, quest'anno abbiamo scelto un tono leggero che non sminuisce il messaggio, ma al contrario lo rende più accessibile, comprensibile e non allarmante. Per noi di Anture, questa giornata è un'ulteriore occasione per unire le forze con tutti coloro che ogni giorno affrontano questa neoplasia e si impegnano affinché la condizione dei pazienti possa migliorare". 

Il claim del World Kidney Cancer Day 2025 è 'Show your kidneys some love', tema che Ipsen e Anture hanno declinato in italiano con la campagna 'Mostra un po' di amore ai tuoi reni', per incuriosire e rendere il messaggio immediato. Il video dell'iniziativa - realizzato con la partecipazione straordinaria di Laura Formenti, stand up comedian e attrice - usa un tono semplice, ma capace di far riflettere sull'importanza dei reni, organi spesso poco conosciuti e tuttavia fondamentali per la nostra salute. Sarà diffuso dal 14 al 21 giugno sul canale YouTube di Comedy Central e su Pluto Tv, e resterà disponibile anche sul sito web e sui canali social di Ipsen e Anture.  

"Fin dalle prime edizioni della Giornata internazionale sul tumore del rene, Ipsen e Anture hanno unito le forze per alzare il livello di attenzione su questa patologia che, nelle fasi iniziali, è spesso silente - dichiara Patrizia Olivari, presidente e amministratore delegato di Ipsen S.p.A. - Lo diciamo da anni e lo ripetiamo con convinzione anche oggi: parlarne è il primo passo per aumentare la consapevolezza. I grandi passi avanti compiuti nel trattamento di questa neoplasia grazie alle innovazioni portate da una instancabile ricerca scientifica si traducono in anni di vita guadagnati. Questo è l'obiettivo che ci vede fortemente focalizzati sia come azienda sia in generale come sistema salute". 

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18 Giugno 2025
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Iran, Khamenei: "Non ci arrenderemo mai, Israele sarà punito"

18 Giugno 2025
Iran, Khamenei:

(Adnkronos) - "Gli americani sappiano che l'Iran non si arrenderà mai e che qualsiasi intervento militare da parte loro gli causerà senza dubbio danni irreparabili". Lo ha dichiarato la Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, in un messaggio alla Nazione, stando a quanto riferito dai media della Repubblica islamica, dopo che ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invocato via social la "resa incondizionata" di Teheran. 

Israele ha commesso "un errore enorme" bombardando i siti militari e nucleari iraniani, oltre che infrastrutture non militari. E per questo verrà "punito", ha proseguito Khamenei. Il popolo iraniano, ha aggiunto, non dimenticherà il sangue versato dai ''martiri'', vittime dei raid israeliani, e l'attacco contro il loro territorio. L'ayatollah ha poi "lodato il comportamento fermo, coraggioso e tempestivo della nazione iraniana". 

Questa mattina, in un post su X Khamenei, citando un nome spesso usato per Ali considerato dai musulmani sciiti il primo imam e successore del profeta Maometto, ha scritto che "nel nome del nobile Haidar, la battaglia ha inizio". "Dobbiamo dare una risposta forte al regime terrorista sionista. Non mostreremo alcuna pietà ai sionisti", ha aggiunto nel post. 

 

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Faltoni (Confindustria Dm): "Incertezza sistemica mina innovazione"

18 Giugno 2025

(Adnkronos) - "Come imprenditori siamo, per natura, ottimisti. Un ottimismo che ci guida ogni giorno, che ci spinge a investire, innovare e rischiare. Ma oggi questo ottimismo fa sempre più fatica a reggere, soprattutto nel nostro comparto, quello della sanità digitale e delle tecnologie per la salute. Le aziende del settore stanno lottando ogni giorno, non solo con le sfide del mercato, ma con una crescente incertezza sistemica: un imprenditore ha bisogno di certezze, di una visione chiara, di regole stabili, di tempi prevedibili. E purtroppo tutto questo sta venendo a mancare. Viviamo in un mondo dove l'innovazione digitale ha cicli di vita di pochi mesi, eppure ci confrontiamo con processi regolatori, decisionali e burocratici che richiedono anni. E' una contraddizione strutturale che soffoca le imprese innovative, che frena la ricerca, che spinge molti - imprese e talenti - a emigrare verso ecosistemi più dinamici". Lo ha detto Fabio Faltoni presidente Confindustria Dispositivi medici, intervenendo, a Napoli al 25esimo Convegno nazionale dell'Associazione italiana ingegneri clinici (Aiic). 

"Il rischio concreto - osserva Faltoni - è che l'ottimismo che ci spinge a investire su tecnologie strategiche come l'intelligenza artificiale, la telemedicina o la digital health venga sopraffatto dall'inerzia di un sistema che non risponde. Non stiamo invocando una deregulation selvaggia. Il nostro settore ha implicazioni etiche, cliniche, sociali troppo rilevanti per rinunciare a regole. Ma serve un cambio di passo, serve praticità, velocità, realismo su alcuni aspetti regolatori, soprattutto a livello europeo: ci ingabbiamo da soli, nel momento in cui dovremmo invece correre". 

Nel suo intervento, Faltoni lancia un appello: "Se vogliamo davvero che la sanità digitale italiana ed europea sia protagonista e non gregaria, dobbiamo creare un ambiente che accompagni l'innovazione, non che la rincorra a fatica. Il tempo dell'incertezza sta consumando la fiducia e con essa la voglia di rischiare. Non possiamo permetterci di perdere la spinta imprenditoriale e la creatività che oggi sono ancora vive. Ma non resisteranno per sempre, se non arriveranno risposte concrete, stabili e rapide". 

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Sostenibilità, Lanzani (Aiic): "Un diritto riparare i dispositivi medici"

18 Giugno 2025

(Adnkronos) - "Rivendicare il diritto alla riparazione significa difendere la possibilità per gli ospedali di scegliere liberamente come gestire il ciclo di vita dei dispositivi medici, senza vincoli imposti da monopoli commerciali. 'Right to Repair' è un movimento nato per difendere i diritti dei consumatori contro l'obsolescenza programmata. In campo biomedicale, questa battaglia assume una valenza ancora più forte. Come ingegneri clinici, siamo non solo utenti consapevoli, ma garanti della sicurezza e dell'efficienza delle tecnologie al servizio del paziente, che rappresenta il consumatore più fragile". Lo ha detto Alberto Lanzani, del direttivo Aiic, intervenendo alla sessione dedicata al diritto alla riparazione dei dispositivi medicali del 25esimo Convegno nazionale dell'Associazione italiana ingegneri clinici, che si è svolto a Napoli dal 14 al 17 giugno. 

"La nostra responsabilità - continua Lanzani - non si limita alla selezione delle tecnologie migliori, ma si estende a tutta la gestione operativa e manutentiva, garantendo che le scelte siano sostenibili e basate su criteri di qualità. Il Right to Repair non è in contrasto con la sicurezza: si tratta di trovare un equilibrio tra la libertà di gestione e il mantenimento degli standard prestazionali. Oggi i produttori definiscono arbitrariamente la vita utile di un dispositivo, ma nella pratica clinica italiana questa soglia viene spesso superata senza comprometterne la qualità. Serve dunque un quadro regolatorio più chiaro e basato su evidenze tecniche". Nel nostro Paese, "il Servizio sanitario nazionale soffre da anni di un sottofinanziamento stimato in circa 40 miliardi di euro - rimarca l'ingegnere - In questo scenario, l'impossibilità di riparare apparecchiature ancora valide aggrava il problema. Il Pnrr, che avrebbe potuto essere un'occasione per promuovere il riciclo e il riutilizzo delle apparecchiature, è stato invece spesso accompagnato da scelte lineari di dismissione. Eppure i fabbricanti stessi riconoscono che, ad esempio, oltre il 50% dei materiali di una risonanza magnetica potrebbe essere recuperato". 

Il Right to Repair "è anche un richiamo alla responsabilità ambientale - sottolinea Lanzani - L'Italia ha raggiunto l'Overshoot Day già il 6 maggio, il che significa che consumiamo più risorse di quante il pianeta possa rigenerare. L'ingegneria clinica, attraverso una gestione più consapevole, può fare la sua parte. Questi convegni servono a risvegliarci dal torpore e a ripensare, da cittadini e professionisti, il nostro ruolo nella tutela dell’ambiente e del sistema sanitario". 

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Salute, cure e ricerca: al meta-museo risponde 'Healthy', assistente virtuale Ia

18 Giugno 2025
Salute, cure e ricerca: al meta-museo risponde

(Adnkronos) - Dubbi, domande e curiosità sulla salute e le cure, dalle ultime terapie contro i tumori fino alle malattie rare o autoimmuni, dai vaccini ai farmaci innovativi. A rispondere in modo completo e certificato è 'Healthy', l'assistente virtuale con intelligenza artificiale che accompagna i visitatori all'interno di Health Innovation Space, meta-museo o museo virtuale - con sede a Roma, ma accessibile da qualsiasi dispositivo - che racconta progressi, sfide e promesse nel campo della sanità, e spiega l'impatto delle tecnologie emergenti e delle innovazioni sulla salute e sul benessere. Il museo è promosso dalla Fondazione Mesit (Medicina sociale e innovazione tecnologica) e realizzato in collaborazione con il network di promozione della salute Presa (Prevenzione e salute). Il museo è gratuito ed è costituito da uno spazio in metaverso, con espositori multimediali interattivi. La visita virtuale è invece aperta al pubblico attraverso tutti i dispositivi - smartphone, laptop, visori per realtà virtuale - dal link presente sul sito https://healthinnovationspace.it.  

Lo spazio in metaverso è diviso in tre aree tematiche: una sezione storica che racconta la storia della ricerca oncologica, più di 3mila anni di scoperte dall'antico Egitto alla terapia genica, all'immunoterapia, agli anticorpi monoclonali; un padiglione che esplora il mondo delle malattie autoimmuni e delle malattie rare, una 'famiglia' di patologie che nell'insieme rara non è perché colpisce 2 milioni di persone in Italia e 30 in Europa; una sezione dedicata alla prevenzione e agli stili di vita, in particolare ai vaccini, compresi quelli del futuro, per la meningite B, per la malaria e l'Aids, per il cancro. Viene raccontata l'obesità, malattia cronica complessa che può essere influenzata da predisposizione genetica, aspetti fisiologici e psicologici, condizioni ambientali, lavoro e istruzione: chi ne soffre, deve spesso affrontare anche stigma sociale e pregiudizi.  

L'Health Innovation Show di quest'anno ha approfondito in particolare il tema della medicina sociale, la disciplina che studia come fattori economici, ambientali, sociali influenzano la salute delle persone e delle comunità, e che evidenzia l'importanza dell'equità nell'accesso alle cure, di politiche sanitarie inclusive e della lotta contro le disuguaglianze. I bambini nati nei Paesi poveri hanno probabilità 13 volte maggiori di morire prima dei 5 anni rispetto ai bambini nati nei Paesi ricchi. 

Nel meta-museo vengono raccontati alcuni esempi virtuosi in Italia: il Poliambulatorio Caritas di Roma, che rappresenta da oltre 40 anni un punto di riferimento per l'assistenza sanitaria gratuita a persone in grave difficoltà sociale come senza dimora, migranti, richiedenti asilo e cittadini italiani esclusi dal Servizio sanitario nazionale; l'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), un ente pubblico che si occupa di promuovere l'equità nell'accesso alla salute, offrire assistenza sanitaria, formazione e ricerca per migranti e persone in condizione di vulnerabilità; l'Ambulatorio Madre di Misericordia, in Piazza San Pietro a Roma, struttura del Dicastero per il servizio della Carità (elemosineria apostolica), che offre assistenza sanitaria a coloro che vivono in situazioni di indigenza, di emarginazione o di povertà. 

La terza edizione di Health Innovation Space è stata inaugurata a Roma presso Spazio Field (Palazzo Brancaccio) in occasione di Health Innovation Show, roadshow annuale sull'innovazione sanitaria promosso da Mesit in collaborazione con Ceis-Eehta (Centre far Economie and International Studies: Economie Evaluation and Hta, Università degli Studi di Roma Tor Vergata), Altems (Alta Scuola di Economia e Management dei sistemi sanitari, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma) e il Centro di ricerca interdipartimentale Innovazione & Salute (Università Roma Tre). Le precedenti edizioni sono state inaugurate presso Curia Iulia (Parco Archeologico del Colosseo, Roma) e presso il Museo nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Napoli).  

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Omicidio villa Pamphili, Francis Kaufmann usava anche alias italiano

18 Giugno 2025
Il luogo del ritrovamento - (Ipa)

(Adnkronos) - Usava un alias italiano Francis Kaufmann, il cittadino americano di 46 anni fermato sull’isola greca di Skiathos e accusato della morte della bimba di sei mesi, il cui corpo è stato trovato a pochi metri da quello della madre a Villa Pamphili a Roma lo scorso 7 giugno.  

Lunedì la scoperta che l'uomo si chiama Francis Kaufmann e non Rexal Ford. Il fatto era emerso dopo gli accertamenti nell'ambito dell'indagine della Procura di Roma che sulla vicenda sta ricevendo la collaborazione con l'Fbi. 

Il 46enne, che il 27 marzo scorso si trovava ancora a Malta, usava l'alias Matteo Capozzi, e da Malta stava cercando informazioni per affittare una arca e arrivare in Sicilia. A confermare il fatto è il titolare di una società di carsharing siciliana che era stato contattato dall’americano. A quanto riferisce, la sera del 27 marzo scorso ha ricevuto sul cellulare un messaggio da Capozzi, che non conosceva, il quale gli chiedeva contatti con società che si occupano di barche charter da Malta.  

Leggi tutto: Omicidio villa Pamphili, Francis Kaufmann usava anche alias italiano

Osservatorio: circa 817mila lavoratori domestici nel 2024, 88,9% donne, 68,6% stranieri

18 Giugno 2025
Osservatorio: circa 817mila lavoratori domestici nel 2024, 88,9% donne, 68,6% stranieri

(Adnkronos) - Nel 2024 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato all’Inps sono stati 817.403, in flessione per il terzo anno consecutivo (-3% rispetto al 2023). Dopo gli incrementi registrati nel biennio 2020-2021, dovuti alla regolarizzazione spontanea legata al lockdown e al decreto sull’emersione di rapporti di lavoro irregolari (dl n. 34 del 19/05/2020 – decreto 'Rilancio'), si registra tra il 2021 e il 2024 una perdita di circa 158mila lavoratori. È il dato che emerge dall’Osservatorio Lavoratori Domestici, presentato stamane durante il convegno 'Il lavoro domestico in Italia: una risorsa strategica per il welfare e l’economia'.  

L’evento, organizzato da Inps con la partecipazione di Nuova Collaborazione (associazione nazionale dei datori di lavoro domestico), è stato aperto dai saluti della consigliera d’amministrazione dell’Istituto, Maria Luisa Gnecchi: “Colf e badanti sono una risorsa preziosa nel nostro sistema di welfare e la loro valorizzazione si inquadra in un processo di più ampia educazione previdenziale, in cui l’Inps non è solo spettatore ma parta attiva. Servono i versamenti contributivi nelle casse Inps e servono versamenti che siano collegati a salari dignitosi e regolari, che certifichino un’attività regolarmente assicurato”, ha affermato Gnecchi ribadendo l’importanza di rendere il riconoscimento del lavoro domestico il più semplice possibile.  

“Verosimilmente - ha concluso l’esponente del Cda dell’Istituto - nella categoria ‘colf’ mancano ancora tante iscrizioni: bisogna lavorare in questa direzione. Consci dell’esistenza di zone grigie: abbiamo molte persone, entrate alla metà degli anni ’90, che si avvicinano a pensioni da 200, 300 euro. Su questo dobbiamo operare. Ecco perché questa collaborazione è utile: sono felice di una partnership destinata a garantire meccanismi di supporto per chi assiste gli anziani, i nostri affetti, specie quelli non autosufficienti”.  

A seguire l’intervento del presidente di Nuova Collaborazione, Alfredo Savia, che ha evidenziato come il lavoro domestico non possa più essere considerato una questione privata: “è una realtà che coinvolge milioni di famiglie e lavoratori e richiede un impegno e risposte concrete in termini di legalità e responsabilità sociale".  

A giudizio di Savia, “è necessario costruire una strategia nazionale condivisa, fondata su incentivi mirati, tutele adeguate e, soprattutto, su percorsi formativi strutturati". "La formazione rappresenta una leva imprescindibile per garantire standard di qualità nell’assistenza a bambini, anziani e persone non autosufficienti e per valorizzare le competenze di chi, ogni giorno, svolge un ruolo delicato e fondamentale nella vita delle famiglie italiane. Come associazione datoriale, riteniamo indispensabile promuovere una cultura della legalità e della dignità nel lavoro, sostenere le famiglie con strumenti fiscali equi e duraturi e contribuire a politiche pubbliche capaci di riconoscere il valore sociale del lavoro di cura, sollevando le famiglie da una responsabilità che oggi ricade quasi esclusivamente su di loro", ha detto.  

Nel corso dell’evento è stato quindi analizzato il dettato dell’Osservatorio. In tal senso, il trend decrescente del numero complessivo dei lavoratori domestici evidenziato in apertura è più marcato tra i maschi (-7%) rispetto alle femmine (-2%), la composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di femmine, la componente femminile nel 2024 è pari all’89%, livello che caratterizzava gli anni pre-pandemia; quella maschile è pari all’11%. In valore assoluto le donne sono 726.589 e gli uomini sono 90.814. Il Nord-Ovest è l’area geografica con il maggior numero di lavoratori (30,7%), seguita dal Centro con il 27,6%, dal Nord-Est con il 19,9%, dal Sud con il 12,2% e dalle Isole con il 9,6%.  

La regione con il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia con 158.378 lavoratori (19,4%), seguita dal Lazio (14,1%), dalla Toscana (8,8%) e dall’Emilia Romagna (8,5%). In queste quattro regioni si concentra poco più della metà dei lavoratori domestici in Italia. La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri (68,6% del totale) anche se si conferma una tendenza decrescente già iniziata nel 2022. La Lombardia con oltre 126 mila lavoratori è la regione con il maggior numero di stranieri, seguita dal Lazio (circa 92 mila) e dall’Emilia Romagna (circa 56 mila). In queste regioni la quota di lavoratori stranieri è pari all’80%, mentre in coda è la Sardegna con una quota pari al 18%.  

Nel triennio 2022-2024 il numero degli stranieri si è ridotto del -18%, la flessione dei lavoratori italiani è più contenuta, -13%. La variazione dei lavoratori del 2024 rispetto al 2023 è per gli italiani del -2,1%, per i lavoratori stranieri del -3%. La maggior parte dei lavoratori domestici proviene dall’Europa dell’Est, con 284.686 lavoratori, pari al 34,8% del totale; seguono i lavoratori di cittadinanza italiana con 257.067 unità pari al 31,4%, quindi quelli provenienti dal Sud America (8,5%) e quelli dall’Asia Orientale (5,8%). Nel 2024 la quota della tipologia di lavoro 'badanti' è stata del 50,5% superando per la prima volta la quota 'colf' (49,5%).  

La tipologia 'colf' è prevalente tra i lavoratori italiani e quasi tutti i lavoratori stranieri, ad eccezione di quelli provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Asia Medio Orientale, dal Nord Africa, dall’America del Sud e Centrale, in cui prevale la tipologia 'badante'. Tra i lavoratori domestici la classe d'età “55-59 anni” è quella con la maggior frequenza, con un peso pari al 18,6% del totale, mentre il 25,7% ha un’età pari o superiore ai 60 anni e solo l’1,5% ha un'età inferiore ai 25 anni. L’analisi dei dati sulle retribuzioni nel 2024 conferma che, contrariamente a quanto accade per altre categorie di lavoro, le lavoratrici domestiche in media hanno una retribuzione più alta rispetto agli uomini, rispettivamente 7.800 euro contro 7.500. La retribuzione oltre che per sesso di differenzia anche per tipologia di lavoro, l’attività di badante presenta retribuzioni mediamente più alte del 29% rispetto all’attività di colf. 

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