
(Adnkronos) - Un manifesto contro Donald Trump per annunciare l'attentato a Washington. Cole Tomas Allen, il 31enne che ha aperto il fuoco alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, ha messo nero su bianco i motivi che lo hanno spinto ad agire. L'uomo, che oggi comparirà in tribunale per l'udienza preliminare, ha condiviso con alcuni familiari un documento in cui ha elencato gli obiettivi dell'attacco poi compiuto nella serata americana di sabato e legato soprattutto alla figura del presidente degli Stati Uniti.
"Potrei aver sorpreso molti di voi. Permettetemi innanzitutto di chiedere scusa a tutti coloro di cui ho abusato della fiducia. Passiamo ora al perché ho fatto tutto questo: sono un cittadino degli Stati Uniti d'America. Le azioni dei miei rappresentanti si riflettono su di me. E non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani dei suoi crimini", le parole di Allen, come ha riferito per primo il New York Post. "E' una persona malata, odia i cristiani. Il fratello o la sorella si lamentavano di lui, aveva grossi problemi", l'analisi laconica di Trump.
L'uomo ha indicato come obiettivi i "funzionari dell'amministrazione" escludendo dall'elenco dei target "il signor Patel", il direttore dell'Fbi. "Sono obiettivi, classificati in ordine di priorità dal più alto al più basso", ha detto. Allen non è riuscito a raggiungere la sala dove era in corso la cena. E' stato bloccato dagli agenti del Secret Service dopo aver sparato tra 5 e 8 colpi. Un proiettile ha centrato un agente, protetto dal giubbotto antiproiettile. Il 31enne, a giudicare dal testo, considerava gli agenti "obiettivi solo se necessario, e da neutralizzare con metodi non letali, se possibile (ovvero, spero che indossino giubbotti antiproiettile perché colpire il centro del corpo con un fucile a pompa è pericoloso per chi non li indossa)". Stesso discorso per la "sicurezza dell'hotel: non sono obiettivi, se possibile (ovvero, a meno che non sparino a me)".
Nel manifesto, Allen ha inserito repliche 'preventive' ad eventuali critiche e obiezioni. "Obiezione 1: Da cristiano, dovresti porgere l'altra guancia", ha scritto. La replica: "Porgere l'altra guancia si fa quando si è oppressi. Io non sono la persona violentata in un campo di detenzione. Non sono il pescatore giustiziato senza processo. Non sono uno scolaro fatto saltare in aria, un bambino morto di fame o un'adolescente abusata dai tanti criminali di questa amministrazione", ha concluso, firmandosi"Cole 'Forza Fredda'" e "'Amichevole Assassino Federale' Allen".
Nel testo, con un post scriptum, l'attentatore ha mostrato la propria sorpresa per il dispositivo di difesa a dir poco lacunoso: "Che diavolo sta combinando il Secret Service? Scusate, ora mi sfogo un po' e abbandono il tono formale. Mi aspettavo telecamere di sicurezza a ogni angolo, stanze d'albergo sotto controllo, agenti armati ogni tre metri, metal detector a non finire. Quello che ho trovato (chissà, magari mi stanno facendo uno scherzo!) è niente. Nessuna sicurezza. Nemmeno sui mezzi di trasporto. Nemmeno in hotel. Nemmeno all'evento".
Ed in effetti, Allen si è potuto registrare nell'albergo sede dell'evento senza controlli particolari: nessuno si è accorto del suo fucile a pompa, della sua pistola e dei suoi coltelli: "Entro con diverse armi e nessuno lì dentro pensa minimamente che io possa rappresentare una minaccia. La sicurezza all'evento è tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti e sugli arrivi, perché a quanto pare nessuno ha pensato a cosa succederebbe se qualcuno arrivasse il giorno prima".
Il manifesto di Allen offre elementi utili alle indagini ma non pone fine al lavoro degli investigatori, che agiscono a Washington e in California, con perquisizioni nella casa di Torrance, dove il 31enne vive. Allen è arrivato a Washington dopo aver attraversato gli Stati Uniti in treno. Prima ha viaggiato da Los Angeles a Chicago, quindi dalla città dell'Illinois ha raggiunto Washington. Si è registrato dal Washington Hilton, uno o due giorni prima della cena a cui ha partecipato il presidente, come ha ricostruito Todd Blanche, ex avvocato personale del presidente diventato procuratore generale ad interim dopo l'uscita di scena di Pam Bondi. Dai registri risulta che Allen ha acquistato un fucile a pompa Maverick calibro 12 nell'agosto del 2025. Gli stessi documenti fanno riferimento all'acquisto di una pistola semiautomatica Armscor Precision calibro 38 nell'ottobre del 2023. Alcuni testimoni, dall'interno della sala, hanno riferito di aver sentito 4 colpi: prima uno sparo, poi una sequenza di altri 3. Secondo Blanche, l'attentatore ha "sparato un paio di colpi" ed è stato "immediatamente neutralizzato".
Un agente del Secret Service, colpito e protetto dal giubbotto antiproiettili, è stato trasferito in ospedale e rapidamente dimesso. Blanche ha precisato che Trump ha parlato con l'agente colpito: "Non ci sono dubbi, il Secret Service ha fatto il suo lavoro la notte scorsa", ha detto rispondendo alla domanda su eventuali falle dal punto di vista della sicurezza. "L'obiettivo - ha sostenuto - non è fermare ogni singola cosa, ma creare un ambiente molto sicuro".

(Adnkronos) - Per gli amanti delle teorie del complotto, dopo l'attentato a Washington arriva un dettaglio a dir poco particolare. L'attacco armato nell'hotel che ospitava la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, con Donald Trump e tutti i principali esponenti dell'amministrazione, è stato commesso da Cole Tomas Allen, un 31enne della California. L'uomo, fermato dagli agenti del Secret Service, ha aperto il fuoco colpendo un agente, protetto dal giubbotto antiproiettile.
Il nome di Allen è salito alla ribalta nelle ultime 24 ore. Eppure, online era già rimbalzato due anni e mezzo fa. Su X spunta un tweet misterioso pubblicato su un profilo di 'Henry Martinez'. L'account ha pubblicato un unico messaggio il 22 dicembre 2023. Il testo? Solo due parole, 'Cole Allen'. Vale a dire, il nome dell'attentatore di Washington.
Inutile dire che il cinguettio, ignorato da tutto il social per 28 mesi, in poche ore è diventato a dir poco virale. Ha collezionato oltre 30 milioni di visualizzazioni, migliaia di risposte e di retweet da utenti che esprimono stupore. Una coincidenza? Un incredibile spoiler per svelare un 'copione' noto a qualcuno? "Henry, l'Fbi vorrebbe parlarti", il commento ironico (per ora...) di tanti utenti.
D'altra parte, come fa notare il New York Times, sono decine di migliaia i post - sulle varie piattaforme - che alludono ad un complotto. La parola 'staged', per indicare che l'attacco è stato una messa in scena, comprare in oltre 300mila messaggi secondo i dati elaborati da TweetBinder. La teoria più gettonata? Trump avrebbe organizzato tutto per distrarre l'opinione pubblica dai dati negativi degli ultimi sondaggi e dalla complicatissima gestione della guerra con l'Iran. In molti casi, a onor del vero, i post contengono affermazioni che bocciano l'ipotesi di un evento 'staged'.

(Adnkronos) - Donald rump prevede l'"esplosione" dell'Iran nel giro di 3 giorni. Teheran, intanto, dice no all'accordo sul nucleare e cerca sponde in Russia. I negoziati per chiudere definitivamente la guerra rimangono impantanati, il dialogo tra Stati Uniti e Iran non decolla in una partita a scacchi che rischia di complicarsi nuovamente. Trump rimane in posizione d'attesa. Il presidente americano ha congelato la missione dell'inviato speciale Steve Witkoff e di Jared Kushner, suo genero e emissario: niente viaggio in Pakistan per incontrare il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Inutile fare un volo di 18 ore per non concludere nulla", la sintesi di Trump.
"Se vogliono parlare, possono venire da noi oppure possono chiamarci. Sapete, esiste il telefono. Abbiamo linee sicure e affidabili", ha detto il numero 1 della Casa Bianca a Fox News. I paletti degli Stati Uniti, d'altra parte, sono noti: l'Iran deve rinunciare al progetto di dotarsi di armi atomiche, lo Stretto di Hormuz resterà sigillato dal blocco navale americano fino alla firma di un accordo.
"La guerra con l'Iran finirà molto presto, e ne usciremo nettamente vincitori", dice il presidente degli Stati Uniti proponendo un repertorio già arcinoto. Il copione di Trump non cambia granché, la prospettiva di arrivare al primo maggio - con la prospettiva di dover ottenere l'autorizzazione del Congresso per un'eventuale prosecuzione delle operazioni militari - non turba il numero 1 della Casa Bianca. La novità è rappresentata da una profezia 'tecnica' che, secondo Trump, rappresenta di fatto un ultimatum per Teheran. Il blocco navale nello Stretto di Hormuz, dice il presidente degli Usa, impedisce alla Repubblica islamica di incassare 500 milioni di dollari al giorno.
E, soprattutto, sta saturando l'intera industria iraniana del petrolio che rischia di andare in tilt. "Grandi quantità di greggio continuano ad accumularsi nel sistema, ma le linee sono ferme perché non si possono utilizzare navi o container. Il sistema, a livello meccanico o nel sottosuolo, semplicemente esplode. Hanno 3 giorni per evitare una rottura o un’esplosione che potrebbe danneggiare il sistema in modo permanente. E' impossibile ricostruirlo e ripristinarlo in maniera integrale, potrebbero arrivare al 50% della capacità attuale. Gli iraniani sono sotto pressione", la previsione di Trump.
Il quadro delineato da Trump, in realtà, al momento non sembra avvicinare l'Iran al tavolo dei negoziati. Teheran non sarebbe più interessata a un accordo con gli Stati Uniti che preveda limitazioni al suo programma nucleare, riferisce l'agenzia Tasnim, tradizionalmente vicina ai Pasdaran e all'anima militare del paese. La Repubblica islamica indica come priorità la questione dello Stretto di Hormuz, l'allentamento delle sanzioni, il risarcimento dei danni e la revoca del blocco navale statunitense. Solo in un secondo momento, secondo le fonti iraniane, l'arricchimento dell'uranio diventerebbe un tema da discutere con Washington. Un simile programma rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo in un dialogo già complesso. Come se non bastasse, l'Iran non sembra apprezzare lo sforzo del Pakistan come mediatore. ''Il Pakistan è un buon vicino e un buon amico ma non è un mediatore adatto per i negoziati e manca della credibilità necessaria. Tiene sempre in considerazione gli interessi di Trump", scrive su X Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano.
Teheran sta cambiando approccio diplomatico e si muove su più tavoli con le missioni e i contatti affidati al ministro degli Esteri. Dopo le tappe in Pakistan e Oman, il numero 1 della diplomazia vola in Russia per incontrare Vladimir Putin nell’ambito di una visita durante la quale farà il punto sulla crisi. Araghchi discuterà con "i responsabili russi della situazione più recente dei negoziati, del cessate il fuoco e degli sviluppi correlati", e presenterà "un resoconto dei colloqui" alle autorità di Mosca, spiega l'agenzia Isna.
Rischia di passare inosservata, in queste ore, la telefonata tra Araghchi e il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot. Come si legge in una nota del ministero degli Esteri di Teheran condivisa su Telegram, Araghchi ha sottolineato ''l'importanza del ruolo costruttivo'' che possono svolgere i Paesi europei per la pace nella regione. Bisogna trovare l'accordo con Trump, ma sulla scacchiera ci sono anche altri pezzi.

(Adnkronos) - "Salvini vuole querelarmi di nuovo, ma non può farlo per una legge che ha voluto". Roberto Saviano, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, si esprime così dopo l'assoluzione per la querela presentata da Matteo Salvini, definito "ministro della MalaVita" dallo scrittore. "Non è possibile portare gli scrittori, intellettuali, giornalisti in tribunale, da parte di un ministro è un atto assolutamente autoritario. In questi anni le prime pagine che sono state utilizzate spesso contro di me hanno reso ordinario l'attacco di un potere politico verso un intellettuale che non ha nessun altro potere se non la sua firma, le sue parole, i suoi lettori, se ce li ha. Questa vittoria ha permesso di difendere la possibilità di criticare radicalmente il potere politico", dice Saviano.
Saviano contesta la narrazione secondo cui Gomorra avrebbe contribuito a creare nuovi criminali. "Come è possibile che io sia visto come un problema di Napoli? Come quando dicono che Gomorra ha permesso ai giovani di sparare. La camorra è un'organizzazione che esiste da prima del governo italiano, sotto i Borbone c'era già. Come è possibile anche solo pensare che sia stata Gomorra ad armare i ragazzini? Ma perchè lo fai? Per dire e associare in modo velenoso che chi racconta il potere criminale, sta promuovendo il potere criminale", prosegue.
"Io avevo davvero creduto che illuminare l'ombra potesse costringere la politica a intervenire fortemente, cioè messa dinnanzi ai fatti non poteva stare ferma. E anche lì, mi ero illuso: l'opinione pubblica una volta che conosce tutto questo non può prendersela con il messaggero. Ma visto che il messaggio era così insopportabile a un certo punto ho visto lo sguardo su di me", osserva.

(Adnkronos) - Episodio che fa discutere i tifosi nel primo tempo di Milan-Juve oggi, domenica 26 aprile. Al minuto 36, il big match di San Siro si accende dopo una mezz'ora di noia con la bella azione di Francisco Conceicao. Il portoghese parte sulla destra, porta a spasso la difesa rossonera e mette in mezzo un tiro-cross pericoloso. Davanti alla porta arriva Khephren Thuram, che appoggia in rete per il vantaggio bianconero.
Un gol che arriva al primo squillo degli uomini di Luciano Spalletti e che viene però prontamente annullato dall'arbitro per un evidente fuorigioco a inizio azione del centrocampista francese, nonostante qualche timida protesta della panchina bianconera. Si resta sullo 0-0.

(Adnkronos) - "Sono 3 le notizie buone, tutte sul tumore del pancreas". Il professor Roberto Burioni si esprime così, oggi domenica 26 aprile, a Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio sul Nove. La prima notizia è legata allo studio su un vaccino terapeutico sperimentale e personalizzato, che utilizza l'Rna messaggero (mRna), e che sta mostrando risultati promettenti su un gruppo ristretto di pazienti.
"Nei tumori del pancreas c'è un interruttore che si chiama Ras e che è acceso. Fino a poco tempo fa si pensava che questo interruttore acceso, che fa replicare molto intensamente le cellule, non fosse colpibile con i farmaci. E invece è stato colpito", dice Burioni prospettando la seconda notizia. "In uno studio su centinaia di pazienti è stata usata una molecola che colpisce questo interruttore e che raddoppia la sopravvivenza di pazienti metastatici, molto gravi. La sopravvivenza mediana senza questo farmaco era di 6 mesi, il farmaco l'ha portata a 13 mesi. Qualcuno può dire 'cosa cambia'? Anzitutto, cambia... E poi è il principio", dice il virologo.
"Arriviamo alla terza notizia buona. C'è un altro 'aggeggio' rotto che aiuta il tumore del pancreas a replicarsi e blocca l'effetto del nostro sistema immunitario. E' un enzima, il GSK3: anche qui, centinaia di pazienti metastatici sono passati da 6 mesi di sopravvivenza a più di 10 mesi. Questi farmaci colpiscono tutti bersagli diversi e possono essere associati. Con l'Hiv abbiamo vinto così: un farmaco non faceva niente, due farmaci facevan poco, con 3 farmaci non è morto più nessuno".

(Adnkronos) - Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 26 aprile, i rossoneri affrontano la Juve a San Siro nel posticipo del 34esimo turno di campionato. La squadra di Allegri arriva dal successo contro il Verona e con i tre punti potrebbe blindare la qualificazione alla prossima Champions. Discorso simile per i bianconeri di Spalletti, al momento quarti a +2 su Como e Roma dopo la vittoria contro il Bologna. Calcio d'inizio alle 20:45.
Dove vedere Milan-Juve? La partita sarà visibile in diretta tv e in streaming in esclusiva su Dazn.
Nella prossima giornata di campionato, il Milan affronterà in trasferta il Sassuolo domenica 3 maggio alle 15. La Juve ospiterà invece il Verona alle 18.

(Adnkronos) - Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 26 aprile, i rossoneri affrontano la Juve a San Siro nel posticipo del 34esimo turno di campionato. La squadra di Allegri arriva dal successo contro il Verona e con i tre punti potrebbe blindare la qualificazione alla prossima Champions. Discorso simile per i bianconeri di Spalletti, al momento quarti a +2 su Como e Roma dopo la vittoria contro il Bologna. Calcio d'inizio alle 20:45.
Dove vedere Milan-Juve? La partita sarà visibile in diretta tv e in streaming in esclusiva su Dazn.
Nella prossima giornata di campionato, il Milan affronterà in trasferta il Sassuolo domenica 3 maggio alle 15. La Juve ospiterà invece il Verona alle 18.

(Adnkronos) - Milan e Juve non si fanno male nel big match della 34esima giornata di Serie A. Oggi, domenica 26 aprile, a San Siro finisce 0-0 e vince solo la noia, al termine di una partita povera di spunti e giocate, da una parte e dall'altra. Il punto conquistato è però prezioso sia per i rossoneri che per i bianconeri, visto che è forse il mattone più pesante per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League.
La squadra di Allegri sale a 67 punti, +6 sull'accoppiata Como-Roma che ora occupa il quinto posto a 61 punti. Gli uomini di Spalletti vanno invece a quota 64, margine non rassicurante ma che può dare fiducia all'ex ct della Nazionale con un calendario in discesa per le ultime 4 partite della stagione.
Nella prossima giornata di campionato, il Milan affronterà in trasferta il Sassuolo domenica 3 maggio alle 15. La Juve ospiterà invece il Verona alle 18.

(Adnkronos) - Scontro social (in amicizia) tra Mario Tozzi e Roberto Burioni. La caccia diventa l'argomento per un confronto vivace tra il geologo e divulgatore scientifico da una parte e il virologo dall'altra. Il dibattito si accende quando Tozzi, volto di Rai3, commenta la notizia della morte di un cacciatore, travolto da 5 elefanti. "Purtroppo la caccia è questa m**** qui. Spiace sempre per una morte, ma i cacciatori non dicono sempre che è uno sport? Questo qui ha perso", scrive il geologo su X. Tra le numerose risposte, ecco quella di Burioni: "Scusa ma a ragionare così allora anche l'alpinismo sarebbe una m perché ogni tanto qualcuno ci lascia la pelle. Premesso che della caccia NON ME NE FREGA NIENTE, a me pare un atteggiamento più ideologico che science-based. Nulla di male, per carità, basta dirlo", scrive il virologo, da anni punto di riferimento del programma Che tempo che fa condotto da Fabio Fazio.
"A Robè, ma leggiti almeno Bekoff, De Waal e Safina, e magari pure Lorenz. Individui. Gli animali sono individui, ciascuno diverso dagli altri, ciascuno prodotto di cultura di specie. Proprio come noi. Te lo dico io: studia! Sempre con simpatia, eh", ribatte Tozzi. Finita qui? No, c'è spazio per la controreplica di Burioni. "A Mariè i fanatici che mescolano scienza e ideologia già ci hanno rovinato nel 1987 con il nucleare, da quella volta mi stanno antipatici anche se parlano di caccia. Sempre con simpatia, eh. PS: gli animali saranno individui, ma me li mangio con gusto e senza rimorso". Alla prossima puntata.

(Adnkronos) - Un uomo spara, panico nella cena con il presidente. Nel caos, meglio 'salvare' una bottiglia di champagne. Un uomo armato, Cole Tomas Allen, a Washington ha aperto il fuoco a pochi metri alla cena di gala organizzata dal presidente Donald Trump con i giornalisti corrispondenti della Casa Bianca. Nell'emergenza totale, conclusa con la cattura dell'attentatore, c'è spazio anche per un momento diventato presto virale sui social. Dopo l'allontanamento del presidente americano, messo al sicuro, qualche ospite ha ben pensato di portare con sé un (pregiato) ricordo della serata. In particolare, alcune bottiglie di vino rimaste sui tavoli ancora apparecchiati.
Un gesto diventato virale in poche ore sui social, in cui il video sta spopolando nelle ultime ore.

(Adnkronos) - Addio al Mago delle Vedove. E' morto a 76 anni, a quanto apprende l'Adnkronos, a Roma Stefano Virgili quello che era unanimemente definito il più abile dei "cassettari" ovvero coloro che sono specializzati nel violare le cassette di sicurezza delle banche e le cassaforti, in gergo "vedove". Virgili era il numero uno in tutta Italia, un "riconoscimento" che si conquistò partecipando insieme a Massimo Carminati al famoso colpo al Caveau del Tribunale di Roma: nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1999 un commando entrò nella Cittadella Giudiziaria a Piazzale Clodio a bordo di un furgone travisato da mezzo dei carabinieri. Virgili e gli altri raggiunsero la filiale 91 della Banca di Roma all'interno del Tribunale e in poche ore svuotarono 147 delle 990 cassette di sicurezza, di proprietà di figure di spicco come avvocati e magistrati. La stima ufficiale del bottino fu di circa 17 miliardi di lire, ma alcune fonti parlano di cifre molto superiori; oltre al denaro e ai preziosi, furono sottratti documenti riservati il cui valore - secondo le ipotesi degli inquirenti e di vari testimoni - sarebbe stato il vero scopo del colpo, finalizzato secondo il Tribunale di Perugia a sottrarre carte utilizzabili per ricattare magistrati, politici e altri personaggi.
Virgili è deceduto a 76 anni al termine di una lunga malattia, a quanto apprende l'Adnkronos, che negli ultimi tempi lo aveva costretto a fare dentro e fuori dagli ospedali. La sua è stata una storia incredibile, legata a doppio filo con gli ambienti della criminalità romana, dei servizi segreti, dei colletti bianchi e della politica in modo assolutamente bipartisan. Aveva dei modi educatissimi, amava le belle macchine (tra Bentley e Rolls Royce), gli orologi di lusso e vestiva sempre con cravatta e giacca (rigorosamente doppiopetto). E per questo era anche soprannominato "il Duca". Sempre a suo agio tanto in certi salotti eleganti quanto nei ristoranti di Fiumicino o in quei poco raccomandabili bar di borgata. Fino agli ultimi anni non ha mai posseduto un telefonino cellulare ma continuava a chiamare dalle cabine del telefono dando gli appuntamenti più strani: dai bar dell'Eur alle panchine di certe piazze del Centro di Roma.
Non c'era cassaforte che potesse resistergli: come il miglior chirurgo con il bisturi, Virgili sapeva trovare la combinazione con i suoi arnesi e il suo orecchio in grado di carpire anche il clic più impercettibile.
Negli anni duemila sembrava aver messo la testa a posto: insieme alla moglie aveva fondato una società, la "Union Park" che era riuscita ai tempi del sindaco Veltroni a ottenere la gestione delle strisce blu in tutto il quartiere dell'Eur. Ma le cose non andarono benissimo: si scoprirono diverse irregolarità, dai prezzi al numero degli stalli e alla fine gli revocarono la concessione. La società aveva una sede in una mirabolante villa, sempre all'Eur, super blindata e piena di telecamere. Nel suo ufficio aveva attaccato un articolo. Su di lui? Macchè, era su un signore cinese che dal nulla aveva creato un grandissimo impero finanziario.
Non cercava la ribalta, anzi amava muoversi nelle retrovie. Ma non sempre gli riusciva. Proprio in quegli anni, alla vigilia della sentenza del processo di Perugia per il furto al Caveau di Roma, la sua Bentley fu trovata incendiata vicino al parcheggio, gestito dalla moglie. Sul posto gli investigatori rinvennero una bottiglia di benzina e uno straccio imbevuto: l'episodio fu letto come un possibile avvertimento, collegato al processo. Ma non si è mai conosciuta la verità.
Negli anni successivi Virgili ha avuto ancora guai con la giustizia venendo coinvolto in colpi o tentati colpi sempre da capogiro: come quello del 2012 insieme ad una banda di Foggia: un furto da circa 15 milioni di euro al caveau del Banco di Napoli di piazza Puglia a Foggia (marzo 2012, 160 cassette su 400) e un tentato furto alle gioiellerie "Sarni Oro" del centro commerciale "La Mongolfiera". Con lui si perdono certamente tantissimi "segreti" e storie che hanno visto coinvolti criminali del calibro della banda della Magliana, ladri specializzati, politici, investigatori agguerriti e poliziotti corrotti all'ombra del Colosseo. I funerali, a quanto apprende l'Adnkronos, ci saranno domani. (di Davide Desario)

(Adnkronos) - "Ecco perché l'ho fatto". Cole Tomas Allen, il 31enne sospettato di aver sparato a pochi metri dalla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, prima di agire ha condivido un manifesto condiviso con i familiari. Ha puntato il dito contro Donald Trump, motivando la propria azione compiuta nella serata di sabato 25 aprile.
"Ciao a tutti! Oggi potrei aver sorpreso molti di voi. Permettetemi innanzitutto di chiedere scusa a tutti coloro di cui ho abusato della fiducia. Passiamo ora al perché ho fatto tutto questo: sono un cittadino degli Stati Uniti d'America. Le azioni dei miei rappresentanti si riflettono su di me. E non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani dei suoi crimini", ha scritto Allen, come riporta il New York Post.
Quindi, l'elenco dei potenziali obiettivi: "Funzionari dell'amministrazione (escluso il signor Patel)", con l'eccezione del direttore dell'Fbi: "Sono obiettivi, classificati in ordine di priorità dal più alto al più basso. Secret Service: sono obiettivi solo se necessario, e da neutralizzare con metodi non letali, se possibile (ovvero, spero che indossino giubbotti antiproiettile perché colpire il centro del corpo con un fucile a pompa è pericoloso per chi non li indossa). Sicurezza dell'hotel: non sono obiettivi, se possibile (ovvero, a meno che non sparino a me)".
Nel manifesto, Allen ha inserito "repliche alle obiezioni". "Obiezione 1: Da cristiano, dovresti porgere l'altra guancia", ha scritto. La replica: "Porgere l'altra guancia si fa quando si è oppressi. Io non sono la persona violentata in un campo di detenzione. Non sono il pescatore giustiziato senza processo. Non sono uno scolaro fatto saltare in aria, un bambino morto di fame o un'adolescente abusata dai tanti criminali di questa amministrazione". Saluti e firma, Cole 'Forza Fredda', 'Amichevole Assassino Federale' Allen.
Quindi, il post scriptum con critiche al Secret Service per il dispositivo di sicurezza allestito in hotel: "P.S.: Ok, ora che ho finito con le smancerie, che diavolo sta combinando il Secret Service? Scusate, ora mi sfogo un po' e abbandono il tono formale. Mi aspettavo telecamere di sicurezza a ogni angolo, stanze d'albergo sotto controllo, agenti armati ogni tre metri, metal detector a non finire. Quello che ho trovato (chissà, magari mi stanno facendo uno scherzo!) è niente. Nessuna sicurezza. Nemmeno sui mezzi di trasporto. Nemmeno in hotel. Nemmeno all'evento".
L'uomo, che si è registrato in hotel un paio di giorni prima della cena, ha portato con sé un fucile a pompa, una pistola e diversi coltelli. "La prima cosa che ho notato entrando in hotel è stata l'arroganza. Entro con diverse armi e nessuno lì dentro pensa minimamente che io possa rappresentare una minaccia", ha affermato ancora. "La sicurezza all'evento è tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti e sugli arrivi, perché a quanto pare nessuno ha pensato a cosa succederebbe se qualcuno arrivasse il giorno prima", ha aggiunto.

(Adnkronos) - Grande festa per per l'Ostiamare che ha vinto il suo girone di Serie D e ha conquistato la promozione in Serie C dopo 35 anni. Festeggia anche Daniele De Rossi (tecnico del Genoa), che ha acquistato il club nel gennaio del 2025. Il tecnico si è commosso con gli occhi lucidi, in diretta su Dazn, dopo il ko del suo Genoa contro il Como. Quando gli viene chiesto della sua Ostiamare prima scherza ("mia moglie dalla tribuna mi ha detto il risultato sbagliato, che non eravamo stati promossi") e poi si emoziona. "Sono felicissimo, per Ostia, per tutti noi. Non vedo l'ora di andare dagli altri miei ragazzi", ha detto De Rossi pronto a giore con mister D'Antoni e i giocatori. L'Ostiamare ha compiuto un capolavoro con una giornata di anticipo, grazie al successo sul Termoli e al contemporaneo pareggio dell’Ancona al Gran Sasso de L’Aquila.
L'impresa dell'Ostiamare è stata celebrata anche da Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale: “La promozione dell’Ostiamare in Serie C è la vittoria di un intero territorio, è il sogno di Ostia che oggi festeggia un risultato incredibile. Complimenti alla squadra e staff tecnico, ma soprattutto grazie a Daniele De Rossi che fin dal primo giorno ha creduto in questo progetto sociale e sportivo così bello che parte dai bambini piccoli, dalla scuola calcio, fino alla prima squadra. Ha ereditato una situazione complicata e, giorno dopo giorno, con l’aiuto di una squadra di professionisti, ha realizzato un’impresa".
Onorato ha aggiunto: "Solo De Rossi, figlio di Ostia, avrebbe potuto realizzare tutto ciò. E lo ringrazio non solo a nome dell’Amministrazione e del Sindaco, ma anche a nome mio, che sono nato qui e che da piccolo ho giocato con l’Ostiamare. Vi aspettiamo tutti in Campidoglio per festeggiare questo trionfo, sapendo che è soltanto l’inizio di un progetto ancora più ambizioso che, con gli uffici di Roma Capitale, stiamo seguendo passo dopo passo. Per consentire alla società di avere un impianto moderno, nuovo, che sia un fiore all’occhiello in tutto il Paese".

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Jannik Sinner batte Elmer Moller a Madrid, nel terzo turno del Masters 1000 spagnolo, e il siparetto a fine match è tutto da ridere. Il giornalista, nella classica intervista di fine partita, si rivolge così a Jannik: "Sul campo hai parlato in spagnolo. Quanto è buono il tuo spagnolo e come lo impari?". Il numero uno risponde: “No, non è buono. Non è ancora buono. Il mio obiettivo è parlare in spagnolo tra un anno. Ci provo a imparare. Ho anche un fisioterapista argentino, che sicuramente aiuta. Poi vedremo. Capisco un po' ma non riesco ancora a parlare. Che app mi aiutano? Duolingo. Babbel...".
L'intervistatore fraintende, sorride e replica: "No, Bumble è un'app di incontri". L'azzurro, perplesso, risponde con un sorriso: "No. Ho detto Babble, Babble! Non è un'app di incontri. Non ho bisogno di un'app di incontri".
Sinner ha superato senza problemi il terzo turno del Masters 1000 di Madrid. Il numero 1 del mondo e del tabellone si è imposto facilmente in due set sul 22enne qualificato danese Elmer Moller, numero 169 Atp, in due set con il punteggio di 6-2, 6-3, e sfiderà ora agli ottavi il vincente del match tra Cameron Norrie e Thiago Tirante: "Oggi è stata una partita diversa - ha spiegato l'azzurro -. Un po' meglio le condizioni di gioco, l'avversario era diverso e ho servito bene nei momenti importanti, cercando di essere solido. Questa era la chiave. Ho cercato di restare compatto e vediamo nel prossimo turno".

(Adnkronos) - "Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi. Sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti". Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, si esprime così mentre il calcio italiano viene scosso dall'ennesima inchiesta. Il designatore arbitrale è indagato per frode sportiva dalla procura di Milano. Sotto i riflettori, anche un presunto incontro sugli arbitri graditi e sgraditi all'Inter. "Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro", dice Marotta a Sky Sport. "Se ci aspettatiamo che qualcuno venga ascoltato? Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere”.
"La Procura di Milano fa riferimento alla situazione a San Siro durante la gara di andata di Coppa Italia col Milan? Mi ha sorpreso perché non dico che non ricordo, non trovo collegamenti. Ho appreso tutto dalla stampa, ho risposto in modo esaustivo. Non voglio dire nulla di più, siamo qui a Torino per giocare la partita e portarci a casa questo Scudetto meritato. Abbiamo agito nella massima correttezza", ribadisce.
Dall'8 al 10 maggio 2026 Cagliari ospita la quinta edizione del
festival "Vivi il Mare", organizzato da Asd Arcipelaghi, grazie al
contributo della Fondazione di Sardegna, nell'ambito del più ampio
progetto "Donne al Timone", sostenuto dal Fondo di Beneficenza di
Intesa Sanpaolo e in collaborazione con Il Girasole delle Somasche.
Tre giornate intense tra mare, cultura, musica e impegno sociale,
con un programma ricco di attività aperte alla cittadinanza e
pensate per promuovere una relazione consapevole e inclusiva con il
mare. Un progetto che intreccia cultura, sport, ambiente e
solidarietà.
(Adnkronos) - L'Inter torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 26 aprile, i nerazzurri affrontano il Torino in trasferta in una delle partite del 34esimo turno di campionato. La squadra di Chivu va a caccia degli ultimi punti per festeggiare il ventunesimo scudetto della sua storia. Dall'altra parte, la squadra di D'Aversa arriva dal pari esterno contro la Cremonese. Calcio d'inizio alle 18.
Dove vedere Torino-Inter? La partita sarà visibile in diretta su Dazn, ma anche su Sky, ai canali Sky Sport Uno (201), Sky Sport Calcio (202), Sky Sport 4K (213) e Sky Sport (251). Partita disponibile anche in streaming sull'app di Dazn, Sky Go e Now.
Con un successo contro il Torino, l'Inter potrebbe festeggiare lo scudetto in casa contro il Parma la prossima settimana (domenica 3 maggio, ore 20:45). Contro i gialloblù, in quel caso, potrebbe bastare un pareggio.

(Adnkronos) - L'Inter torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 26 aprile, i nerazzurri affrontano il Torino in trasferta in una delle partite del 34esimo turno di campionato. La squadra di Chivu va a caccia degli ultimi punti per festeggiare il ventunesimo scudetto della sua storia. Dall'altra parte, la squadra di D'Aversa arriva dal pari esterno contro la Cremonese. Calcio d'inizio alle 18.
Dove vedere Torino-Inter? La partita sarà visibile in diretta su Dazn, ma anche su Sky, ai canali Sky Sport Uno (201), Sky Sport Calcio (202), Sky Sport 4K (213) e Sky Sport (251). Partita disponibile anche in streaming sull'app di Dazn, Sky Go e Now.
Con un successo contro il Torino, l'Inter potrebbe festeggiare lo scudetto in casa contro il Parma la prossima settimana (domenica 3 maggio, ore 20:45). Contro i gialloblù, in quel caso, potrebbe bastare un pareggio.

(Adnkronos) - Il Como vince 2-0 a Marassi sul Genoa di Daniele De Rossi oggi, domenica 26 aprile, grazie ai gol di Douvikas e Assane Diao e sale a 61 punti, agganciando la Roma e portandosi a -2 dalla Juventus quarta. Alla squadra di Fabregas basta un gol per tempo per avere la meglio sui rossoblù, mentre De Rossi non riesce a fermare i lariani come invece aveva fatto con la sua Roma. Il Como, quindi, dopo tre sconfitte nelle ultime tre gare torna alla vittoria e riaccende la sua corsa Champions in attesa che la Juve scenda in campo in serata con il Milan.
Battuta d’arresto per il Genoa, che resta comunque a distanza di sicurezza dalla zona retrocessione con 39 punti.

(Adnkronos) - La Fondazione Teatro La Fenice ha annunciato oggi, domenica 26 aprile, tramite il sovrintendente Nicola Colabianchi, di aver deciso di "annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi".
La decisione, spiega una nota, è "maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del Maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra". "Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai Professori d’Orchestra", sottolinea Colabianchi.
Lo scorso 22 settembre il sovrintendente aveva designato Venezi direttore musicale stabile della Fenice a partire dal 1 ottobre 2026 con incarico di quattro anni.
La Fondazione Teatro La Fenice, sottolinea Colabianchi, "ribadisce il proprio impegno nella promozione di un ambiente professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull’eccellenza artistica". L'intervista rilasciata il 23 aprile al giornale argentino 'La Nacion' è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: Venezi ha accusato l’orchestra di nepotismo.
Dal settembre scorso l'orchestra e il coro erano in stato di agitazione contro la nomina di Venezi perché giudicata con un curriculum non all'altezza del prestigio della Fenice.
Pagina 25 di 207
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it
CAGLIARI – La Polizia di Stato di Cagliari ha sottoposto a fermo due persone di 25 e 27 anni, originarie di Napoli
CAGLIARI – Un vero e proprio deposito di droga è stato scoperto dalla Squadra Mobile, Sezione
SASSARI – Un sassarese pregiudicato, responsabile di una serie di rapine e furti ai danni di attività commerciali
VILLASIMIUS – Si sono concluse nel tardo pomeriggio di oggi le operazioni di ricerca di
ORISTANO – Un'operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia