Si terrà a San Sperate da venerdì 29 a domenica 31 maggio la nona
edizione di "Sant'Arte", il Festival di arti visive e performative
nato da un'idea dell'artista Pinuccio Sciola e che quest'anno
celebra il decennale dalla sua scomparsa. Realizzata e coordinata
dalla Fondazione che porta in nome dello scultore, l'iniziativa si
svolge anche quest'anno con la direzione artistica di Andrea
Granitzio e la direzione organizzativa di Tomaso Sciola. Il
Festival - che si svolgerà al Giardino Sonoro di San Sperate - è
organizzato dalla Fondazione Pinuccio Sciola e promosso dalla
Regione, dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune di San
Sperate.Il 2026 segna il decimo anniversario della scomparsa di Pinuccio Sciola che ha trasformato San Sperate in un museo a cielo aperto e ha dato voce alla pietra. Le sue Pietre Sonore sono, prima di tutto, un manifesto filosofico sul rapporto tra materia, memoria e percezione.
"Sant'Arte 2026 è un festival che tiene insieme fili apparentemente distanti, scultura, architettura, scienza e arte, tradizione e innovazione, Sardegna e Oriente e li tesse in una narrazione coerente. Esattamente come faceva nostro padre", afferma Chiara Sciola, presidente della Fondazione Pinuccio Sciola. "L'eredità di Pinuccio Sciola si conferma generatrice di visioni, intuizioni e di tantissime connessioni umane - dichiara Tomaso Sciola - Anche in questa edizione, a 10 anni dalla scomparsa, saranno con noi artisti, scienziati e docenti universitari che si confronteranno sul percorso tracciato"."Il filo conduttore del festival è la connessione, il movimento - spiega Andrea Granitzio - parte dal basso — dal sottosuolo, dalla pietra, dalla radice — e risale verso il cielo, verso le stelle e oltre. È il percorso indicato dal brocardo latino che ispira il talk del sabato: Usque ad sidera, usque ad inferos — fino alle stelle,...