
Il grande giorno è arrivato. Iniziano le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 e Amos Mosaner sarà uno dei protagonisti della cerimonia di apertura di oggi, venerdì 6 febbraio. L'azzurro, oro olimpico nel curling grazie al trionfo del 2022 insieme a Stefania Constantini, è uno dei quattro portabandiera dell'Italia nella cerimonia inaugurale della rassegna a cinque cerchi e sfilerà con il tricolore a Cortina d'Ampezzo insieme a Federica Brignone. Fino al 22 febbraio sarà poi impegnato in prima linea per difendere il titolo olimpico di quattro anni fa.
Chi è Amos Mosaner, portabandiera a Milano Cortina
Ma chi è Amos Mosaner? Nato a Cembra, in provincia di Trento, il 12 marzo 1995, l'azzurro è la punta di diamante della nazionale di curling e vanta nel suo palmares un oro olimpico ai Giochi di Pechino 2022 e un oro mondiale a Fredericton 2025, in doppio misto insieme all'altra azzurra Stefania Constantini. Per lui, questo sport è una questione di famiglia, come raccontato in un'intervista all'Adnkronos[1]: "Nelle mie zone iniziò a essere praticato al 'Lago Santo', tra gli anni Ottanta e Novanta. D’inverno, il lago ghiacciava. Poi, la tradizione si spostò in paese tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila. A quattro anni papà mi portò su quella pista ghiacciata per provare ed eccoci qua...".
Nel 2012 ha guidato la squadra mista ai Giochi Olimpici Giovanili di Innsbruck, chiusi con l'argento. Con il team maschile ha messo in fila negli anni tante soddisfazioni: dai due bronzi mondiali (tra cui quello storico del 2022 a Las Vegas) ai tre podi agli Europei. Per 'colpa' delle stone ha lasciato il calcio e anche il ciclismo, sue grandi passioni: tifa Inter e nei momenti liberi non perde mai di vista la bicicletta, seguendo i Grandi Giri e le Classiche, ma anche divertendosi con lunghe pedalate in Trentino. Tra i suoi idoli sportivi, il fuoriclasse americano dell'Nba Lebron James.
Mosaner: "Milano Cortina sia fonte di ispirazione"
Il campione azzurro aveva spiegato nell'intervista di pochi giorni fa il suo avvicinamento ai Giochi: "Come arrivo a Milano Cortina? Con l’ambizione di divertirmi e di fare bene. L’obiettivo è raggiungere i playoff e lottare per una medaglia. In termini di preparazione, mi sto avvicinando all’appuntamento con la solita routine. Spero di arrivare al picco della forma, ma allo stesso tempo mi sto godendo il percorso di avvicinamento, tra allenamenti e momenti di relax. Senza focalizzarmi troppo sul risultato. Allenarsi tanto è fondamentale, stare bene a livello mentale lo è altrettanto. Mi aspetto che molte persone si avvicinino allo sport, in particolare le giovani generazioni. Spero che le Olimpiadi possano diventare una fonte di ispirazione per chi ha voglia di sognare in grande". (di Michele Antonelli)

La grande rincorsa è arrivata al traguardo. Federica Brignone sarà una delle protagoniste ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, al via oggi venerdì 6 febbraio. La fuoriclasse azzurra dello sci, reduce da un brutto infortunio, sarà tra i quattro portabandiera dell'Italia nella cerimonia inaugurale della rassegna a cinque cerchi e sfilerà con il tricolore a Cortina d'Ampezzo insieme ad Amos Mosaner, oro nel curling a Pechino 2022 insieme a Stefania Constantini. Poi, dal 7 al 16 febbraio sarà impegnata nelle gare di sci sulla mitica Olimpia delle Tofane.
Chi è Federica Brignone, portabandiera a Milano Cortina
Federica è nata il 14 luglio del 1990 a Milano. Un giorno speciale a livello storico, che coincide con la Presa della Bastiglia, festa nazionale francese. Qui il primo aneddoto: l'azzurra, che da piccola spesso festeggiava il compleanno in Francia a causa degli impegni di lavoro di suo padre, ha creduto per anni che i fuochi d'artificio fossero sparati in suo onore.
Talento precoce, ha infilato gli sci per la prima volta a un anno e mezzo. Poi, nel febbraio 1994, sua madre Ninna Quario (ex sciatrice) partì come giornalista per le Olimpiadi di Lillehammer e la lasciò a Courmayeur con la nonna Adriana, che la iscrisse a scuola di sci. Fu amore a prima vista.
Nel luglio del 1996, a 6 anni, Federica si trasferì da Milano a La Salle, in Valle d'Aosta, il posto in cui ebbe presto modo di dare forma ai suoi sogni. Quindi le prime gare e la prima grande soddisfazione. "Il mio sogno è sempre stato quello di diventare una sciatrice completa, per questo ho cercato di praticare la polivalenza, con discreti risultati" il racconto affidato al suo sito. "Nel 2009 sono diventata campionessa mondiale juniores di combinata e in Coppa Europa ho fatto punti in tutte le discipline, cosa che anche in Coppa del Mondo sono già riuscita a fare. Una grande soddisfazione è stata riuscire a vincere in gigante, combinata e in superG".
Federica Brignone, le vittorie
Federica Brignone è la sciatrice italiana più vincente di sempre in Coppa del Mondo con 37 vittorie tra gigante, superG, combinata e discesa libera. Ha vinto due Coppe del Mondo generali (2020, 2025) e diverse coppe di specialità, oltre all'oro ai Mondiali in gigante nel 2023 e nel 2025. Nel suo palmares ci sono 3 medaglie olimpiche: un argento nello slalom gigante e un bronzo in combinata a Pechino 2022 e un bronzo in slalom gigante a Pyeongchang 2018. Pochi mesi fa, un bruttissimo infortunio al ginocchio ha tenuto con il fiato sospeso gli appassionati, mettendo a rischio la sua partecipazione ai Giochi dopo il grandioso trionfo in Coppa del Mondo. 'Fede', soprannominata "la Tigre", si è però rimboccata le maniche e ha cominciato la fase di riabilitazione dopo l'intervento con l'obiettivo di recuperare al meglio per il grande appuntamento. È tornata in pista lo scorso 20 gennaio, con un sesto posto nel gigante di Coppa del Mondo a Kronplatz. Adesso la sua rincorsa autorizza a sognare. Fino all'ultima porta. (di Michele Antonelli)

Si continua a gareggiare a Milano Cortina 2026, oggi, venerdì 6 febbraio - in diretta tv e streaming - in una giornata che si concluderà con la cerimonia d'apertura che segnerà l'inizio ufficiale dei Giochi invernali di scena in Italia.
Dopo l'esordio (vincente) delle azzurre dell'hockey su ghiaccio femminile e della coppia Mosaner-Costantini nel curling, tocca al pattinaggio di figura (danza sul ghiaccio, artistico e singolo femminile), oltre al ritorno proprio di Mosaner-Costantini nella fase round robin. Ecco il programma completo.
Milano Cortina 2026, italiani in gara oggi
9.55 Charlene Guignard, Marco Fabbri - Pattinaggio di figura, team event (danza sul ghiaccio, rhythm dance)
10.05 Stefania Constantini, Amos Mosaner - Curling, doppio misto (round robin)
11.35 Sara Conti, Niccolò Macii - Pattinaggio di figura, team event (coppie artistico, programma corto)
13.35 Lara Naki Gutmann - Pattinaggio di figura, team event (singolo femminile, programma corto)
14.35 Stefania Constantini, Amos Mosaner - Curling, doppio misto (round robin)
Milano Cortina 2026, dove vedere italiani oggi
Dove vedere le gare di oggi a Milano Cortina 2026? La diretta tv delle Olimpiadi sarà disponibile su Rai Sport Hd. Streaming su Rai Play, Eurosport1, Eurosport2, Dazn, Discovery Plus, Hbo Max.

Tutto pronto. Iniziano oggi, venerdì 6 febbraio, le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. A dare il via al grande evento sarà la cerimonia di apertura, anche questa 'diffusa' su più territori come l'intera edizione dei Giochi italiani. Ecco tutte le cose da sapere sullo show inaugurale, dagli orari ai protagonisti e dove vederlo in tv e streaming.
Milano Cortina, orario cerimonia apertura
La cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 inizierà alle 20 e sarà 'divisa', a metà tra Milano (stadio San Siro) e Cortina d'Ampezzo. Eventi e sfilate degli atleti e delle atlete si svolgeranno anche a Predazzo e Livigno. Lo show si concluderà alle 23 circa.
Milano Cortina, le star alla cerimonia di apertura
Sono diverse le star internazionali che prenderanno parte alla cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026. Tra quelle già annunciate: Andrea Bocelli, Mariah Carey, Pierfrancesco Favino, Ghali, Sabrina Impacciatore e Laura Pausini.
Tutti i segreti della cerimonia di apertura
La cerimonia è da sempre il momento più visto, cliccato e commentato dei Giochi: “L’evento inaugurale dà il tono della rassegna. Ne racconta la natura profonda e la filosofia, il pensiero e le potenzialità del Paese ospitante”. Marco Balich, direttore creativo della cerimonia inaugurale di Milano Cortina 2026, ha raccontato all’Adnkronos tutte le curiosità sullo show. (LEGGI L'INTERVISTA[1])
Milano Cortina, dove vedere cerimonia inaugurale
Dove vedere la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina? L'evento, in diretta dallo stadio San Siro di Milano, si potrà vedere gratuitamente su Rai 1, RaiNews.it e su Raiplay a partire dalle 19.50. Sarà possibile seguire la cerimonia in diretta tv e live-streaming anche sui canali di Eurosport, visibili su Discovery+, HBO Max, DAZN, TimVision e Amazon Prime Video Channel.

Iran e Usa tentano oggi, venerdì 6 febbraio, in Oman la via diplomatica. Dopo i venti di guerra e le tensioni dei giorni scorsi alla fine i colloqui sul nucleare iraniano che sembravano in bilico fino a 48 ore fa, si terranno.
La delegazione americana con l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff e il consigliere di Donald Trump, Jared Kushner, è atterrata a Muscat già ieri pomeriggio. Domani mattina i due inviati americani incontreranno funzionari iraniani guidati dal ministro degli Affari esteri di Teheran Ababs Araghchi, atterrato a Muscat in nottata.
I colloqui, ha scritto sui social il portavoce di Araghchi, Esmail Baqaei, dopo aver annunciato la partenza per il sultanato del ministro, mirano a raggiungere "un accordo equo, reciprocamente soddisfacente e onorevole sulla questione nucleare". L'Iran infatti vorrebbe che al centro del negoziato restasse soltanto il tema del nucleare mentre gli Usa spingono per inserire anche la potenza missilistica di Teheran e, in ultimo la repressione della popolazione da parte del regime degli Ajatollah.
L'Iran si aspetta "serietà, realismo e responsabilità" dagli Stati Uniti nei colloqui, ha messo le mani avanti Baqaei. Pur essendo consapevole delle “amare esperienze del passato”, tra cui le precedenti violazioni degli impegni e gli attacchi del giugno dello scorso anno, l'Iran ha “la responsabilità di non perdere alcuna occasione per ricorrere alla diplomazia” al fine di garantire i propri interessi e salvaguardare la pace e la stabilità nella regione, ha sottolineato ancora il portavoce.
Ma il clima con Washington resta teso. Il presidente Donald Trump alla vigilia del vertice ha ribadito che gli iraniani "stanno negoziando perché non vogliono che li colpiamo". E la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ricordato che il presidente Usa ha "molte opzioni a sua disposizione per gestire l'Iran, oltre alla diplomazia".
"Il presidente è stato ovviamente molto chiaro nelle sue richieste al regime iraniano", ha dichiarato Leavitt, sottolineando che l'azzeramento della capacità nucleare iraniana "è un punto su cui è stato molto esplicito, e vuole vedere se sia possibile raggiungere un accordo.
Dal canto suo Teheran fa sapere di essere pronta a rispondere a un attacco americano se la situazione dovesse precipitare. "Il nostro messaggio è chiaro e lo abbiamo ripetuto più volte: siamo pienamente pronti a difendere l'Iran con determinazione e serietà", ha dichiarato ieri il portavoce dell'esercito Mohammad Akraminia sottolineando che ''le forze armate iraniane sono in grado di colpire facilmente le basi americane'' nella regione e sono ''completamente pronte a difendere l'Iran con determinazione e serietà".
Intanto la Russia che ha definito la situazione "esplosiva non solo per l'Iran, ma anche per l'intero Medioriente", fa sapere di vigilare sul suo "partner stretto". "La Russia non intende imporsi come mediatore'', ma ''sta monitorando"' quanto accade con l'Iran e ''non resterà indifferente'', anzi è ''pronta a contribuire'', ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.
Lavrov ha anche spiegato che ''la Russia è disposta a prendere le riserve di uranio arricchito che Teheran ha in eccesso se e quando verrà raggiunto un accordo tra l'Iran e gli Stati Uniti''.

Ha ascoltato in silenzio Matteo Piantedosi e Carlo Nordio snocciolare le singole misure senza intervenire. Raccontano che durante il Consiglio dei ministri, durato circa due ore e conclusosi con l'ok definitivo al nuovo 'pacchetto sicurezza', Giorgia Meloni abbia lasciato la parola ai suoi due ministri competenti che hanno voluto spiegare nel dettaglio i due provvedimenti (decreto e ddl) che hanno incassato il via libera del governo[1] dopo aver recepito i rilievi del Colle.
La presidente del Consiglio ha preferito far sentire la sua voce solo sui social: quelle approvate "non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo governo porta avanti fin dal suo insediamento", ha assicurato Meloni su 'X' per poi rivendicare: ''Continuiamo così ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall'altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini".
"Con i provvedimenti approvati", ha rimarcato Meloni, ''rafforziamo gli strumenti per prevenire e combattere la criminalità diffusa. Rafforziamo la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città. Introduciamo pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che diventa procedibile d'ufficio e la cancellazione del paradosso di finire indagato per sequestro di persona se fermi un ladro che ti ha appena derubato in attesa delle Forze dell'ordine". ''Il governo ha approvato, dopo una proficua discussione" con il Quirinale, "due provvedimenti dei tre che si ripromette di approvare al termine di questo percorso", ha detto Piantedosi durante la conferenza stampa al termine del cdm, precisando che il fermo preventivo ''non è una misura liberticida''.
Nordio ha rievocato le Br promettendo che l'obiettivo è ''evitare che certi tristi momenti si ripetano". "Il messaggio che noi abbiamo voluto inviare -ha sottolineato Nordio- è quello che la tutela penale, per quanto si dica che non è sufficiente a eliminare il crimine, deve comunque essere un segnale di attenzione dello Stato a mano a mano che si manifestano delle forme di criminalità''. Il centrodestra, dunque, ha elogiato i provvedimenti approvati. "L'approvazione del nuovo pacchetto sicurezza è un'ottima notizia: dalle parole ai fatti", è stato il commento a caldo della Lega.
Anche Tajani, come la Meloni, ha parlato via social: ''Si tratta di misure urgenti per garantire maggiore sicurezza dei cittadini e permettere alle forze dell'ordine di svolgere al meglio il proprio dovere e con maggiori tutele". Misure, ha spiegato il leader di Fi e ministro degli Esteri, "a contrasto della criminalità diffusa, a cominciare dalle baby gang, disincentivando tra i giovani l'uso di coltelli e armi da taglio. Sempre nel rispetto della Costituzione, per la sicurezza dei cittadini e a difesa delle libertà personali".
Salvini rivendica le misure del pacchetto sicurezza come il fermo preventivo fino a 12 ore che "è un tema anti black bloc": "Se arriva un soggetto pericoloso posso perquisirlo sul posto se posso ipotizzare che abbia mazze e bastoni, lo fermo, lo porto in questura autonomamente", dice il vicepremier leghista. Bene anche lo scudo penale che evita l'iscrizione automatica nel registro degli indagati, come pure il divieto di porto di coltelli e il reato per chi non si ferma all'alt di polizia e carabinieri. Invece, rimarca ancora Salvini, "non c'è la cauzione, che continua a starmi a cuore, la Lega -annuncia- la porterà in Parlamento".
Per Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, il ''decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri è un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini, una risposta efficace ed equilibrata alla legittima richiesta di sicurezza dei cittadini di fronte all'aumento degli episodi di violenza, organizzata o no. Sosterremo convintamente questo pacchetto che aumenta la sicurezza senza intaccare i diritti costituzionali e daremo il nostro supporto costruttivo, con proposte per rafforzare gli interventi in materia di educazione, prevenzione e riqualificazione sociale e urbana, sulla scorta del modello Caivano".

Si dice che il doping sia sempre in vantaggio rispetto all'antidoping. Il sospetto, però, è che nel salto con gli sci si vada oltre ogni previsione. Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 stanno per aprirsi ufficialmente e il tema del doping rimbalza sui media. E sotto i riflettori della Wada, l'agenzia mondiale antidoping, rischia di finire il salto con gli sci per il sospetto di una pratica illecita che verrebbe attuata.
Tra gli atleti, come scrive anche il New York Times, ci sarebbe qualcuno disposto a iniettarsi acido ialuronico nel pene per guadagnare un vantaggio in gara. Ad accendere i riflettori sul tema è stata per prima la Bild, che ha portato alla ribalta un argomento apparentemente surreale. "Il salto con gli sci è molto popolare nel mio paese, la Polonia. Prometto che darò un'occhiata", dice Witold Banka, presidente della Wada, tra il serio e il faceto.
In realtà, tutto appare più logico di quanto possa sembrare a prima vista. Senza troppi giri di parole: l'iniezione di acido ialuronico consentirebbe di aumentare le dimensioni del pene e questo elemento verrebbe rilevato dagli scanner 3D che analizzano e misurano gli atleti per definire le dimensioni delle tute. Genitali più 'abbondanti' consentono ad un atleta di indossare una tuta più larga che, nella competizione, più garantire un rilevante 'effetto vela' in aria. Secondo la rivista scientifica Frontiers, un aumento di 2 centimetri nell'ampiezza della tuta consente di guadagnare fino a 5,80 metri in un salto: un'enormità in una gara olimpica che assegna medaglie.
La tecnica illecita funzionerebbe davvero? "E' possibile ottenere un temporaneo e visibile ingrandimento del pene con iniezioni di paraffina o acido ialuronico", dice il professor Kamran Karim, del Maria-Hilf Hospital di Krefeld, alla Bild.
Per ora, non ci sono nomi di atleti associati al 'caso'. "Non sono al corrente di dettagli del salto con gli sci e di come tutto questo potrebbe fornire un vantaggio. Ma se venisse fuori qualcosa, lo valuteremmo come se fosse realmente legato al doping", dice Oliver Niggli, direttore generale della Wada. "Ma -evidenzia- finora non ne ho sentito parlare".
La disciplina non sta vivendo un momento particolarmente brillante. Il 15 gennaio, due allenatori e un responsabile delle attrezzature della Norvegia sono stati squalificati per 18 mesi: hanno modificato le tute dei migliori saltatori della squadra per ottenere un vantaggio. Il coach Magnus Brevig e l'addetto alle tute, Adrian Livelten, sono stati filmati mentre inserivano cuciture illegali nella zona del cavallo delle tute, già ispezionate dai commissari di gara. Le modifiche illegali avrebbero dovuto aumentare le dimensioni delle tute e rendere gli indumenti più aerodinamici, consentendo così salti più ampi in gara.

Fratelli d'Italia e il Pd calano, il Movimento 5 Stelle cresce. E Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, entra in gioco secondo il sondaggio dell'Istituto Only Numbers (Alessandra Ghisleri) per Porta a Porta, con le intenzioni di voto oggi in caso di elezioni.
Fratelli d'Italia cede lo 0,2 % rispetto alla rilevazione dello scorso 12 gennaio e scende al 29,8%, confermandosi ampiamente primo partito. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è seguita dal Pd al 23,1% (-0,3%). Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna l'1,1% e arriva all'11,3%.
Forza Italia al 9% è stabile, mentre la Lega all' 8% cala dello 0,5%. Alleanza verdi e sinistra è al 6,4% (-0,1%), Azione è al 3,7% (+0,1%), Italia Viva al 2 % cede lo 0,8% (-0,8%). Infine +Europa all'1,8 % cresce dello 0,2%, mentre Noi Moderati è allo 0,8% e cala dello 0,2%. 'Debutta' Futuro Nazionale: il partito di Vannacci si collocherebbe all’1,6%.
In generale, il centrodestra è al 47,6% mentre il campo largo (senza Azione) è al 44,6 (+0,1%). Gli astenuti-indecisi si attestano al 45,7% (in calo del 2,6% rispetto all'ultima rilevazione).

Il giornalismo sportivo italiano saluta uno dei suoi volti più noti. È morto a Torino, all'età di 86 anni, Cesare Castellotti, storico giornalista Rai che per oltre vent'anni ha raccontato Juventus e Torino con rigore, misura e una passione mai ostentata, diventata negli anni il marchio inconfondibile delle sue telecronache e dei suoi collegamenti.
Nato nel capoluogo piemontese il 12 settembre 1939, Castellotti era entrato in Rai all'inizio degli anni Sessanta. La sua carriera si è sviluppata a lungo nella redazione piemontese, dove ha lavorato per il Telegiornale del Canale nazionale fino al 1976 e poi per il Tg1 e la TgR Piemonte, occupandosi non solo di calcio ma anche di basket, pallavolo e di cronaca industriale, in particolare legata alla Fiat. Per milioni di telespettatori resta soprattutto il volto simbolo dei collegamenti da Torino di "90° Minuto", la trasmissione ideata e condotta da Paolo Valenti che la domenica pomeriggio portava nelle case degli italiani le immagini e i gol del campionato, quando tutte le partite si giocavano alle ore 15. Castellotti fu per decenni il corrispondente dai campi di Juventus e Torino, incarnando uno stile sobrio e misurato, lontano da ogni eccesso, oggi ricordato con nostalgia.
I tifosi granata legano indissolubilmente il suo nome a una data rimasta nella storia del club: il 16 maggio 1976, giorno dell'ultimo scudetto del Torino. In quella memorabile serata, alla "Domenica Sportiva", Castellotti intervistò allo stadio Comunale tutti i protagonisti della cavalcata tricolore, dal presidente Orfeo Pianelli al bomber Felice Pulici, fino al capitano Claudio Sala, mentre l'impianto era avvolto dalla festa granata.
Nel corso della sua carriera ha seguito per la Rai cinque Mondiali di calcio e sei Olimpiadi, ed è stato anche conduttore di "Piemonte Sport" su Rai 3. Nel 1975 aveva ricevuto il Premio Saint Vincent per il giornalismo, consegnato dall’allora presidente della Repubblica Giovanni Leone.
Castellotti ha lasciato la Rai nel 1999, andando in pensione dopo una lunga carriera, ma ha continuato a occuparsi di informazione: fino alla sua scomparsa è stato direttore de "Il Dossier", testata giornalistica online specializzata nel settore autoveicoli, ed è stato attivo nella Federazione nazionale della stampa fino al 2006. Giornalista serio e compassato, ha intervistato alcuni dei più grandi campioni della storia del calcio italiano e internazionale - da Bettega a Zoff, da Platini a Scirea, da Laudrup a Furino - sempre con discrezione e rispetto. In un’epoca in cui dominano toni urlati e spettacolarizzazione, la sua figura resta il simbolo di una televisione e di un modo di fare giornalismo sportivo che molti rimpiangono.
Tra i primi a ricordarlo l'amico e collega Carlo Nesti, che sui social ha scritto: "Cesare Castellotti è stato il mio capo-servizio per quasi 20 anni dovunque sia, spero possa giocare a golf, la sua passione. Grande, e nobile, professionista. È stato, nella Rai di Torino, prima segretario di redazione, e poi, per circa 20 anni, capo-servizio del nucleo sportivo, formato da Barletti, Costa, Calcagno e me. Volto storico del 'Novantesimo minuto' di Paolo Valenti. È diventato Vettorello, nella spassosa imitazione di Teo Teocoli. Ha amato più il golf, la sua vera passione, che non il calcio. E ha adorato il Brasile, la sua 'terra promessa'".

Voli sospesi all'aeroporto internazionale di Berlino a causa del ghiaccio. Lo rende noto una portavoce, affermando che "la pista è liscia come il vetro. C'è pericolo per l'incolumità fisica". Non è chiaro quando riprenderanno le operazioni ma dato che a breve entrerà comunque in vigore il divieto di volo notturno, una decisione sulle attività ulteriori sarà presa domattina, ha aggiunto.
Nel corso della giornata si sono verificate molte cancellazioni all'aeroporto di Berlino-Brandeburgo (Ber), situato nella periferia meridionale della capitale. In mattinata nessun aereo è stato in grado di decollare dopo che la pioggia gelata aveva racchiuso i velivoli nel ghiaccio, rendendo necessario fino a un'ora per lo sbrinamento di ogni aeromobile. I primi aerei sono decollati nella tarda mattinata e il programma dei voli è stato successivamente soggetto a notevoli ritardi e numerose cancellazioni. I disagi in quel momento riguardavano solo le partenze, mentre i voli in arrivo riuscivano ancora ad atterrare. Secondo la portavoce, circa 35 dei 180 decolli previsti sono stati cancellati entro mezzogiorno, seguiti da altre diverse decine.
Il Servizio meteorologico tedesco (Dwd) ha avvertito in serata di un innalzamento del rischio di formazione di ghiaccio vetrato a ovest e nord-ovest del Brandeburgo. Berlino sta vivendo un periodo di freddo che dura da settimane, unito a neve e pioggia gelata, che ha causato gravi disagi ai trasporti.

Coca-Cola apre le porte di The Peak, l’esperienza immersiva che porta nel cuore di Milano, di Cortina e Livigno, la magia e l’energia dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Uno spazio aperto, accessibile e interattivo, progettato per far respirare a tutti i valori olimpici e coinvolgere il consumatore in un viaggio che racconta la storia tra Coca-Cola e il Movimento Olimpico. Dal 6 febbraio al 14 marzo, in Piazza del Cannone a Milano, dietro il Castello Sforzesco, The Peak sarà visitabile gratuitamente e resterà aperto senza interruzioni per tutta la durata dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. (VIDEO[1])
"Il legame tra Coca-Cola e i Giochi Olimpici attraversa quasi un secolo ed è costruito su valori che sentiamo profondamente nostri. Essere parte di Milano Cortina 2026 significa contribuire a un momento storico per il Paese, creando connessioni reali e dando a tutti la possibilità di vivere la magia di questo evento unico - spiega Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola -. Crediamo che il vero spirito olimpico viva nei momenti che condividiamo e The Peak è uno spazio tra le persone, un luogo in cui le emozioni dei Giochi Invernali diventano tangibili". Il percorso all’interno di The Peak è pensato per essere fluido, con una sequenza di momenti e di emozioni che conducono alla vetta. Qui le persone vivono un percorso immersivo e coinvolgente, che trasforma l’incontro con Coca-Cola in un’esperienza memorabile.
La struttura stessa diventa parte dell’esperienza: una struttura di 900 mq con superfici in legno in dialogo con elementi specchianti e strip led per un gioco dinamico di riflessi e profondità. Protagonista è il grande schermo anamorfico angolare che anima l’esterno con contenuti dinamici, trasformandolo in un punto di riferimento del boulevard olimpico. L’esperienza inizia già all’ingresso, dove una lattina di Coca-Cola Original Taste o Zero Zuccheri accoglie i visitatori introducendoli a un viaggio che attraversa quasi cento anni di storia: memorabilia originali, torce olimpiche che hanno segnato epoche diverse e un racconto del profondo legame di Coca-Cola con l’Italia, che dura dal 1927, e dei suoi impegni in termini di sostenibilità sociale e ambientale.
I visitatori possono poi personalizzare una lattina con il proprio volto e immergersi nella tradizione dello scambio delle pin olimpiche, diventando parte della narrazione stessa. Il culmine dell’esperienza è la Peak Station, una funivia che attraverso un tunnel sensoriale conduce alla spettacolare Immersive Room: una stanza specchiata che amplifica suoni, immagini e atmosfere dei Giochi Olimpici invernali, rendendo i consumatori veri e propri protagonisti dei giochi grazie all’ intelligenza artificiale . Ogni sera ci sarà uno show di luci e immagini che richiamerà i momenti cardine del rapporto tra Coca-Cola e i Giochi Olimpici Invernali. Tre orari simbolici (19:28, 19:56 e 20:26) scandiranno una narrazione che unisce Amsterdam 1928, Cortina 1956 e Milano Cortina 2026, trasformando la piazza in un palcoscenico condiviso.
The Peak racchiude i pilastri dell’impegno Coca-Cola verso Milano Cortina 2026: valorizzazione dell’heritage, vicinanza ai territori e attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale. All’interno di The Peak vive una collaborazione con Cial (Consorzio Nazionale per il Riciclo dell’Alluminio), per la sensibilizzazione dei visitatori e l’avvio a riciclo delle mini-lattine distribuite. È stato progettato per essere accessibile a tutti, attraverso la rimozione delle barriere architettoniche con l’utilizzo di rampe, ma anche grazie alle audioguide disponibili per i visitatori non vedenti (con il supporto di Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Ets Aps - Sezione territoriale di Milano) e strumenti informativi per le persone con neurodivergenze, in piena coerenza con i valori di inclusione del Movimento Olimpico e Paralimpico.
Durante i Giochi Invernali, l’esperienza prenderà forma anche a Cortina e Livigno, con due edizioni locali che ricalcheranno lo spirito dello spazio milanese, mantenendo intatti concept, valori e coerenza narrativa. A Cortina d’Ampezzo, in Largo Poste all’interno della fan zone, sarà possibile vivere un percorso che unisce elementi interattivi come l’attività “Make Your Can” in cui sarà possibile personalizzare la propria lattina, i ricordi delle precedenti edizioni olimpiche, e la presenza della Torcia Olimpica Milano Cortina 2026 con cui i consumatori potranno scattarsi una foto. A Cortina inoltre lo show vivrà in contemporanea con Milano.
A Livigno, invece, Piazza del Comune ospiterà uno spazio animato dalla Peak Crew, che porterà energia e coinvolgimento nelle vie del paese insieme a contenuti dedicati alle pin olimpiche e alla personalizzazione delle lattine.

Ghali alla vigilia della cerimonia d'apertura dei Giochi di Milano Cortina 2026, dove è atteso per un'esibizione, si sfoga sui social citando il celebre articolo di Pasolini 'Io so'. "So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’Inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo", il post dell'artista in tre lingue (italiano, inglese e arabo).
In un messaggio indirizzato "A tutti", il cantante, finito al centro di polemiche da parte della Lega per la sua partecipazione, scrive: "Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero". E conclude: "So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”.
"Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi è una notizia sconcertante", secondo fonti della Lega, che si sono espresse alla fine di gennaio. "I Giochi Milano Cortina 2026 saranno uno straordinario biglietto da visita per l’Italia agli occhi del mondo, un evento diventato realtà grazie ad anni di duro lavoro con le donne e gli uomini della Lega in prima linea. È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal".
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"Oggi il Consiglio dei ministri ha approvato nuovi provvedimenti in materia di sicurezza. Non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo governo porta avanti fin dal suo insediamento". Così in un post sui social la premier Giorgia Meloni, al termine del Cdm che oggi, giovedì 5 febbraio, ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza[1].
"Continuiamo così ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall'altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini". Così in un post su X la premier Giorgia Meloni, al termine del Cdm che ha approvato il nuovo pacchetto sicurezza.
Via il reato di sequestro di persona per chi ferma un ladro
"Con i provvedimenti approvati oggi - spiega Meloni - rafforziamo gli strumenti per prevenire e combattere la criminalità diffusa. Rafforziamo la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città. Introduciamo pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che diventa procedibile d'ufficio e la cancellazione del paradosso di finire indagato per sequestro di persona se fermi un ladro che ti ha appena derubato in attesa delle Forze dell'ordine".
Baby gang, manifestazioni e legittima difesa
Con il pacchetto sicurezza, prosegue la presidente del Consiglio, "ci occupiamo anche del fenomeno delle baby gang, con una stretta sui coltelli e il divieto di vendere ai minori ogni strumento atto ad offendere. Introduciamo inoltre strumenti specifici per prevenire la presenza e l'azione di gruppi organizzati dediti alla violenza, che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare e che utilizzano le piazze come pretesto per creare disordini e distruzione".
"Infine, una norma estremamente importante: se ti sei legittimamente difeso, non vieni automaticamente iscritto nel registro degli indagati, pur mantenendo tutte le tutele previste dalla legge", aggiunge Meloni.
Piantedosi: "Approvato dl di 33 articoli e ddl di 29"
Ma nel pacchetto varato oggi, chiarisce in conferenza stampa il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, manca ancora una parte. "Il governo ha approvato, dopo una proficua discussione due provvedimenti dei tre che si ripromette di approvare al termine di questo percorso", afferma Piantedosi nella conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri sul pacchetto sicurezza aggiungendo che oggi sono stati approvati "un dl di 33 articoli e un ddl di 29 articoli".

Il nuovo missile balistico a medio raggio dispiegato dai Guardiani della rivoluzione, il Khorramshahr-4, si trova in una base sotterranea, rende noto l'agenzia Fars. È la prima volta che un missile viene dispiegato in profondità. Con un raggio di 2mila chilometri e un carico di più di una tonnellata di esplosivo, il missile è il più avanzato dell'arsenale di Teheran. Nel quartier generale dei Guardiani sarà poi costruito un nuovo polo missilistico sotterraneo.
In seguito ai raid di Israele e degli Usa lo scorso giugno, l'Iran ha cambiato la sua dottrina, adottando la postura del primo colpo, in sostituzione alla postura difensiva precedente. Il Khorramshahr-4 è il sistema portante della nuova dottrina.
Esercito: "Possiamo colpire basi Usa con facilità"
''Le forze armate iraniane sono in grado di colpire facilmente le basi americane'' nella regione e sono ''completamente pronte a difendere l'Iran con determinazione e serietà''. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano Mohammad Akraminia. "È facile per le nostre forze armate raggiungere le basi americane, il che le indebolisce ulteriormente. Il nostro messaggio è chiaro e lo abbiamo ripetuto più volte: siamo pienamente pronti a difendere l'Iran con determinazione e serietà", ha detto Akraminia prima del vertice, previsto domani in Iran, tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e gli inviati americani.
Lavrov: "Situazione esplosiva, non resteremo a guardare"
''La situazione è esplosiva'' e ''la Russia non intende imporsi come mediatore'', ma ''sta monitorando'' quanto accade con l'Iran e ''non resterà indifferente'', anzi è ''pronta a contribuire''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov parlando della crisi iraniana in una intervista a Rt. ''L'Iran è un nostro partner stretto e non resteremo a guardare di fronte all'evolversi della situazione nella regione'', ha aggiunto, sottolineando che ''la situazione è esplosiva non solo per l'Iran, ma anche per l'intero Medioriente''. Lavrov ha anche spiegato che ''la Russia è disposta a prendere le riserve di uranio arricchito che Teheran ha in eccesso se e quando verrà raggiunto un accordo tra l'Iran e gli Stati Uniti''.

Anche in Italia è disponibile il primo trattamento dell'esofagite eosinofila (Eoe) in età pediatrica. Si tratta di dupilumab che - come da determina dell’Aifa-Agenzia italiana del farmaco pubblicata in Gazzetta ufficiale - verrà rimborsato per la patologia, quando prescritto in bambini di età compresa tra 1 e 11 anni di almeno 15 kg di peso e che non sono adeguatamente controllati, non sono candidati o sono intolleranti alla terapia medica convenzionale. Lo annuncia Sanofi, in una nota, sottolineando che "si tratta di un traguardo fondamentale per questa popolazione di pazienti che sino ad ora non aveva opzioni per gestire una patologia cronica e progressiva che impatta notevolmente sulla qualità di vita e le relazioni sociali del bambino e di tutta la famiglia", in una fase particolarmente critica della vita, in cui una corretta nutrizione è essenziale per la crescita e lo sviluppo.
"Vivere con l’esofagite eosinofila significa affrontare ogni giorno difficoltà che vanno ben oltre i sintomi fisici - afferma Roberta Giodice, presidente di Eseo Italia, associazione di famiglie contro l'esofagite eosinofila e le patologie gastrointestinali eosinofile - La necessità di svariati controlli ed esami invasivi per monitorare e mantenere stabile la remissione, le limitazioni alimentari, a volte anche autoinflitte, la paura del pasto, le ripercussioni sulla socialità e sulla vita scolastica possono pesare enormemente su bambini e adolescenti, così come sulle loro famiglie. Poter ampliare le opportunità di cura e disporre in commercio di una terapia mirata per questa patologia rappresenta una risposta concreta fondamentale ai bisogni dei pazienti e apre la strada a un miglioramento sostanziale della loro qualità di vita".
La rimborsabilità si basa sui risultati dello studio registrativo di fase 3 Eoe Kids, che ha dimostrato come la risposta a dupilumab nei bambini affetti da Eoe sia simile a quella ottenuta nelle popolazioni di adulti e adolescenti per i quali il farmaco era già approvato e rimborsato. In particolare, ha consentito la remissione istologica della malattia nella maggior parte dei pazienti, una riduzione della conta degli eosinofili intraepiteliali esofagei, una riduzione dei risultati endoscopici anomali e della gravità ed estensione della malattia (misurata a livello microscopico) e un miglioramento complessivo dei sintomi e della loro gravità, nonché la diminuzione del numero di giorni con almeno un sintomo. I risultati dello studio sono stati pubblicati nel ‘New England Journal of Medicine’.
Cos'è l'esofagite eosinofila
L’esofagite eosinofila è una malattia infiammatoria cronica e progressiva, legata a un’infiammazione di tipo 2, che compromette la struttura e la funzione dell’esofago. Spesso difficile da riconoscere, viene frequentemente confusa con disturbi digestivi più comuni, con conseguenti ritardi nella diagnosi e nell’avvio di un trattamento adeguato. L’incidenza della patologia - riporta la nota - è in costante aumento. Nei paesi occidentali, è stimata in circa 20 casi per 100.000 abitanti e di 2,6 casi ogni 100.000 bimbi, in età pediatrica. La malattia presenta un andamento bimodale, con un primo picco intorno ai 12 anni e un secondo tra i 30 e i 44.
Negli ultimi vent’anni si è osservato un incremento costante di incidenza e prevalenza, con un rischio di sviluppare la patologia 2-3 volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine. I bambini con Eoe presentano inoltre un rischio più elevato di patologie atopiche associate come asma, rinite allergica e dermatite atopica. La sintomatologia varia in base all'età e può avere un impatto significativo sulla nutrizione, sulla crescita e sulla qualità della vita dei pazienti pediatrici. Nei neonati e lattanti i sintomi più frequenti includono rigurgito, vomito, rifiuto dell'alimentazione e difficoltà di crescita. Nei bambini in età prescolare prevalgono dolore addominale, nausea e disturbi simili al reflusso gastroesofageo. Nei piccoli in età scolare e negli adolescenti, si manifesta più spesso con difficoltà nella deglutizione, episodi di blocco del bolo alimentare e dolore toracico non correlato alla deglutizione. Oltre alle manifestazioni fisiche, la malattia può incidere in modo rilevante anche sul benessere psicologico e sociale, influenzando la vita quotidiana e le relazioni familiari e scolastiche.
"L'esofagite eosinofila è una patologia cronica complessa, che richiede un approccio basato sull'evidenza scientifica e multidisciplinare - illustra Claudio Romano, Past president della Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp) e presidente della fondazione Sigenp Ets - Come Sigenp siamo impegnati da anni nel promuovere la conoscenza della malattia e nel supportare i clinici attraverso la definizione di raccomandazioni condivise. La disponibilità di una terapia biologica mirata e rimborsata per i bambini rappresenta un importante avanzamento, in linea con le nostre più recenti raccomandazioni di gestione, e consente una presa in carico più appropriata e personalizzata dei pazienti pediatrici con esofagite eosinofila".
La diagnosi
La diagnosi di Eoe in età pediatrica richiede un approccio integrato. Secondo le Linee guida Sigenp 2025, è fondamentale combinare la valutazione dei sintomi clinici con l'esame endoscopico e l'analisi istologica. Gli score Erefs (endoscopico) ed Eoehss (istologico) rappresentano strumenti essenziali non solo per confermare la diagnosi e definire il fenotipo della malattia, ma anche per monitorare la risposta alla terapia e il controllo della patologia nel tempo.
È inoltre indispensabile eseguire biopsie multiple dell'esofago, anche in presenza di un'endoscopia macroscopicamente normale, per ridurre il rischio di diagnosi mancate. "Nei bambini l'esofagite eosinofila non è solo una malattia dell'esofago, ma una condizione che può influenzare profondamente il comportamento alimentare, in una fase cruciale, la crescita e il benessere generale", evidenzia Salvatore Oliva, responsabile del servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva pediatrica presso il dipartimento materno infantile e scienze urologiche della Sapienza Università di Roma, Aou policlinico Umberto I. "Fino a oggi le opzioni terapeutiche erano limitate e spesso non specificamente approvate per l'età pediatrica. L'arrivo di dupilumab introduce una novità rilevante: una terapia mirata che ha dimostrato efficacia clinica e istologica e che può modificare il percorso di malattia, migliorando il controllo dei sintomi e riducendo il carico per pazienti e famiglie".

"Siamo riusciti a migliorare la sopravvivenza e ad allungare la vita in termini di qualità. Questo perché i pazienti" con mieloma multiplo "sono gestiti principalmente in ambulatorio e perché gli effetti collaterali dei farmaci nel tempo sono cambiati. I farmaci biologici ci hanno permesso di eliminare alcuni degli eventi avversi della chemioterapia". Lo ha detto Alessandro Corso, direttore del dipartimento di Oncologia dell’ospedale di Legnano Asst Ovest Milanese, intervenendo in occasione del media tutorial, promosso da Gsk a Milano, sulle nuove terapie che hanno permesso di cronicizzare questo tumore ematologico.
"Il mieloma multiplo è una malattia del midollo osseo - spiega Corso - che è inquadrata all'interno della grande famiglia delle gammopatie monoclonali", dei disordini del sistema immunitario caratterizzati dalla produzione anomala di una proteina da parte di plasmacellule nel midollo osseo. "È una malattia che può colpire diversi organi e apparati, da quello osso-scheletrico a quello renale, o anche un'alterazione dell'emocromo" che rende i pazienti "anemici, con globuli bianchi bassi ed esposti anche a complicanze infettive".
La diagnosi può arrivare in due modi. "Il paziente, in una piccola quota, fra il 10% e il 15%, si presenta asintomatico, ma dagli esami si trova una componente monoclonale e dagli approfondimenti si arriva alla diagnosi di mieloma - chiarisce l'esperto - Nella maggior parte dei casi sono pazienti che avevano una gammopatia monoclonale di un certo significato che si è evoluta. Infine, c’è una quota di pazienti che arriva direttamente con un mieloma sintomatico".
Una soluzione per intercettare precocemente i pazienti consiste in "esami del sangue di routine. Bisognerebbe aggiungere" alcuni approfondimenti "come l’elettroforesi - suggerisce - che ci permette di identificare facilmente la componente. In questo modo anche i medici di famiglia potrebbero identificare queste persone e seguirle nel tempo in modo da non arrivare a sviluppare sintomi importanti". C’è, infine, un bisogno non risolto: "Non riusciamo a guarire la malattia, per cui ci possono essere delle recidive. Il mieloma si può ripresentare e, chiaramente - conclude - questi sono i momenti più difficili per i pazienti".

"Negli ultimi 10 anni", nel trattamento del mieloma multiplo, "sono entrati nella pratica clinica gli inibitori del proteasoma, gli immunomodulatori, gli anticorpi monoclonali e, ultimamente, anche una nuova classe di farmaci, su cui i clinici puntano molto, che vanno a riconoscere il Bcma, una proteina presente sulla superficie delle cellula di mieloma. Questi nuovi farmaci riescono a colpirla e identificarla con molta precisione. Si tratta degli anticorpi bispecifici (Adc) e delle Car-T, su cui stiamo puntando molto per cercare di trovare la terapia più adeguata anche nei pazienti con recidive di malattia". Così Silvia Mangiacavalli, ematologa, Uoc di Ematologia dell'Irccs Fondazione policlinico San Matteo di Pavia, intervenendo oggi a Milano, all’incontro con la stampa, promosso da Gsk dedicato ai nuovi trattamenti aumentano la sopravvivenza.
"Cronicizzare - chiarisce Mangiacavalli - è un termine che riflette abbastanza da vicino il risultato che possiamo ottenere attraverso l'utilizzo dell'innovazione farmacologica". Si tratta di "poter garantire, anche ai pazienti che vedono ritornare la loro malattia, di ottenere, anche in presenza di recidiva, un controllo di malattia buono, avere un profilo di tossicità sostenibile e riuscire a mantenere questo controllo di malattia sul lungo termine".
In questo contesto, "riuscire a spostare quanto più precocemente l'utilizzo delle innovazioni farmacologiche, in particolar modo di tutti quei farmaci che vanno a traghettare i Bcma fin dalle prime recidive di malattia", per l'esperta è "un ottimo risultato che, come clinici, abbiamo a disposizione per dare un messaggio di buon auspicio ai pazienti che in questo momento devono affrontare la loro recidiva di malattia e nei quali possiamo utilizzare, attraverso l'innovazione farmacologica, delle terapie di associazione che garantiscono un controllo, a lungo termine, della loro patologia oncologica".



