
"Ringrazio le Acli per il loro impegno sociale così importante e anche per aver organizzato il LaborDì, che è sempre un appuntamento molto bello e utile innanzitutto per i ragazzi, che hanno la possibilità di avere un assaggio del mondo del lavoro, di incontrare aziende e imprese e di capire come possono fare per entrare in questo mondo, che è un tema fondamentale”. Lo ha detto Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, in occasione dell’edizione 2025 di LaborDì, l’evento promosso dalle Acli di Roma dove i giovani incontrano il mondo del lavoro.
"Noi stiamo lavorando molto per rafforzare la capacità della nostra città e del nostro territorio di offrire lavoro di qualità, creando più opportunità, ma anche cercando di alzare il livello del lavoro, che troppo spesso nelle nostre città è precario, non di qualità e sottopagato - spiega il sindaco di Roma - È importante che a Roma si creino tanti posti di lavoro e ne stiamo creando tanti. Stiamo diventando nel tempo la locomotiva d'Italia da questo punto di vista, grazie anche ai tanti investimenti, al boom turistico e al sostegno alle imprese, ma al tempo stesso stiamo cercando di avere un lavoro di maggiore qualità".
"Inoltre, è fondamentale questo nesso tra la comunità educante, il percorso formativo e l'ingresso nel mercato del lavoro”. Esempi di questa collaborazione virtuosa sono “il Labordì, i nostri Job Day, i Centri di orientamento al lavoro, l'impegno insieme alle scuole per accompagnare la crescita e l'ingresso nel mercato del lavoro” spiega Gualtieri. "Entrare nel mondo del lavoro non significa soltanto avere una retribuzione per delle prestazioni, ma è un passaggio fondamentale nel percorso per un'autonomia e per la dignità della persona - conclude - Per noi il lavoro è innanzitutto un grande elemento che dà dignità e piena cittadinanza alle persone e dobbiamo essere la capitale della buona occupazione".

"LaborDì è un’occasione di ascolto dei più giovani, i professionisti di domani, gli interlocutori di oggi. Il futuro del mondo del lavoro è una responsabilità condivisa che coinvolge giovani e adulti, aziende e istituzioni, scuola e lavoro". A dirlo è Tania Giallatini, responsabile gestione dirigenti e selezione Poste Italiane, all'edizione 2025 di LaborDì, l'evento promosso dalle Acli di Roma dove i giovani incontrano il mondo del lavoro.
"Siamo partner di riferimento di Acli. Labordì è un'occasione non solo per raccontare ciò che facciamo, ma come lo facciamo da oltre 160 anni, grazie al lavoro, alla dedizione, all'esperienza di 119mila persone, che ogni giorno mettono a disposizione la propria competenza per contribuire allo sviluppo socio economico del nostro Paese", conclude.

All'Auditorium della Tecnica, in viala Umberto Tupini 65 di Roma, prende il via la quarta edizione di LaborDì, il Salone dedicato al mondo del lavoro organizzato da ACLI Roma. L'evento, patrocinato da Regione Lazio, Roma Capitale, Città Metropolitana di Roma Capitale e numerosi partner istituzionali e associativi, rappresenta un importante momento di confronto sui valori e le sfide del lavoro contemporaneo. La Regione Lazio è presente con un punto informativo gestito da Lazio Innova, sostenuto attraverso i fondi europei FSE+ 2021-2027, per promuovere le attività divulgative e le opportunità offerte dalle politiche regionali per l'occupazione, la formazione e l'innovazione.
"La Regione Lazio conferma il proprio impegno concreto per la crescita occupazionale, la formazione e la valorizzazione del merito. Crediamo che investire sulle competenze dei giovani e sostenere l’innovazione sia fondamentale per costruire un futuro solido e inclusivo. Attraverso le nostre politiche e i fondi europei, continuiamo a promuovere iniziative che favoriscono l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, la formazione di nuove capacità e la creazione di opportunità reali per tutti. Il merito, la preparazione e la voglia di mettersi in gioco sono valori che la Regione sostiene e valorizza ogni giorno, perché rappresentano la chiave per affrontare le sfide del mercato del lavoro e garantire uno sviluppo sostenibile per il nostro territorio" ha dichiarato Giuseppe Schiboni, assessore a Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica.
LaborDì nasce per rispondere alla crescente precarietà del lavoro e alla mancanza di opportunità per i giovani. È un'iniziativa che mette al centro il valore del lavoro dignitoso e offre orientamento, formazione, colloqui con oltre 45 aziende. È una giornata per riflettere sul futuro del lavoro e favorire l’incontro tra domanda e offerta.

“In occasione del convegno ‘LaborDì’ promosso dalle Acli di Roma, volto a favorire l'inserimento delle giovani generazioni nel mondo del lavoro, il Santo Padre Leone XIV rivolge agli organizzatori, ai relatori e ai presenti tutti il beneaugurante saluto. Egli esprime apprezzamento per l'importante iniziativa e auspica che essa susciti il coinvolgimento di istituzioni, imprese, educatori e comunità per individuare percorsi di formazione per creare spazi dove i giovani possano essere protagonisti della loro vita ed esprimere appieno i talenti”. E' quanto si legge in un telegramma inviato dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, in occasione dell’edizione 2025 dell’evento dedicato all’incontro tra giovani e mondo del lavoro, in svolgimento a Roma.
"E’ necessario investire competenze tecniche ma anche in valori umani quali la creatività, solidarietà e la mutua cooperazione, perché il lavoro oltre a essere un mezzo necessario di sostentamento è anche luogo in cui la persona scopre la propria vocazione, cresce nella responsabilità e contribuisce al bene comune - prosegue il telegramma - il Sommo Pontefice, mentre assicura la sua preghiera affinchè l'evento sia momento fecondo di ascolto e di proposte concrete, capaci di accendere nuove luci sul futuro lavorativo della Capitale, di cuore invia la desiderata benedizione apostolica”.

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica sistemica che colpisce circa il 2-3% della popolazione generale, con un impatto significativo sulla qualità di vita. Le donne in età fertile rappresentano una fetta rilevante dei pazienti. Per loro la gestione della patologia presenta specificità cliniche, psicologiche e terapeutiche che richiedono un approccio attento e condiviso. Se ne è parlato oggi a Roma nel corso dell'evento di formazione Ecm di PharmaTarget, realizzato con il contributo non condizionato di Ucb e con il patrocinio della Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse). Il desiderio di gravidanza, la gestazione e l'allattamento rappresentano momenti particolarmente delicati in cui le scelte terapeutiche devono garantire il controllo della malattia senza compromettere la sicurezza della madre e del bambino.
"La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle: cronica come altre patologie, ad esempio l'ipertensione o il diabete, e per questo non va sottovalutata - spiega Annunziata Dattola, professoressa associata di Dermatologia e Venereologia all'università Sapienza di Roma e specialista in Dermatologia e Venereologia al Policlinico Umberto I - Durante la gravidanza, a causa dei cambiamenti ormonali e delle numerose trasformazioni che interessano il corpo della donna, la psoriasi può modificare il proprio andamento. Le manifestazioni della patologia possono restare stabili, andare incontro a un peggioramento per il 30-40% dei casi, soprattutto nell'ultimo trimestre o immediatamente dopo il parto e durante l'allattamento, o anche migliorare naturalmente".
La gestione della malattia durante la gravidanza richiede una conoscenza approfondita dei meccanismi immunologici coinvolti e dei possibili effetti delle terapie. "La malattia psoriasica è una patologia immunomediata con una componente genetica e fattori scatenanti ambientali - continua Clara De Simone, professore associato di Dermatologia e Venereologia dell'università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile del Centro per le malattie rare dermatologiche del Policlinico Gemelli - Durante la gravidanza si verificano modifiche ormonali che servono anche a evitare il rigetto del feto, il quale è antigenicamente diverso dalla madre. Questi cambiamenti ormonali influenzano il sistema immunitario e possono modificare l'andamento della psoriasi: in circa metà dei casi la severità di malattia può rimanere invariata o addirittura peggiorare".
'Le mamme in gravidanza e in allattamento possono essere curate in modo efficace e sicuro'
Le donne con psoriasi che affrontano una gravidanza si pongono frequentemente numerose domande riguardo ai potenziali rischi, alle complicazioni e alla possibilità di proseguire la terapia. "Oggi sappiamo, grazie alle evidenze scientifiche e agli studi clinici, che anche le donne in gravidanza e in allattamento possono essere curate in modo efficace e sicuro - rassicura Dattola - Disponiamo di terapie mirate, comprese alcune terapie biologiche, che non attraversano la placenta né passano nel latte materno e che quindi non comportano rischi per il feto o per il neonato. Questo è particolarmente importante se pensiamo che, soprattutto nel primo trimestre, le donne in gravidanza hanno pochissime opzioni terapeutiche disponibili".
"Le forme più severe" di psoriasi "possono associarsi a esiti di gravidanza sfavorevoli, come basso peso alla nascita o parto pretermine, secondo dati provenienti soprattutto da registri del Nord Europa. Per questo motivo è importante garantire un adeguato controllo della malattia anche durante la gravidanza - continua De Simone - scegliendo terapie efficaci e sicure sia per la madre che per il bambino, sia durante la gestazione che durante l'allattamento. Gli anticorpi monoclonali sono utilizzati da oltre vent'anni nella psoriasi e non sono teratogeni, quindi non causano malformazioni. Tuttavia possono attraversare la placenta, entrare nella circolazione fetale e lasciare traccia nel sangue del neonato per alcuni mesi dopo la nascita. Di conseguenza, nei bambini esposti per tutta la gravidanza è sconsigliata la somministrazione di vaccini vivi nei primi mesi di vita. Per ovviare a questo problema è possibile utilizzare farmaci biologici che non attraversano la barriera placentare. Un esempio è il certolizumab pegol, i cui livelli nel sangue del cordone e nel neonato risultano trascurabili dopo che la madre è stata trattata durante tutta la gravidanza. Questo permette di effettuare senza rischi il programma vaccinale previsto per il neonato, comprese le vaccinazioni con vaccini vivi. Si tratta quindi di un farmaco efficace e con un alto profilo di sicurezza".
'Quando la malattia è gestita correttamente è possibile arrivare al termine della gravidanza con un bambino sano'
La pianificazione della gravidanza emerge come un elemento cruciale. "La gravidanza idealmente dovrebbe essere pianificata in un periodo di remissione della malattia, ma l'uso dei farmaci è possibile, quando necessario, con un approccio sempre personalizzato. Bisogna considerare che circa la metà delle gravidanze non è pianificata e c'è ancora poca consapevolezza su questo tema, sia tra le pazienti, sia tra alcuni professionisti sanitari. Le donne affette da psoriasi talvolta non informano il dermatologo della gravidanza; altre volte il ginecologo non conosce in modo approfondito i farmaci utilizzati oppure la paziente interrompe autonomamente la terapia per timore di effetti negativi sul bambino. Quando la malattia è gestita correttamente, è possibile arrivare al termine della gravidanza con un bambino sano e con peso adeguato", sottolinea De Simone.
Insomma, "per le donne in età fertile, per le donne incinte e per quelle che allattano esistono oggi percorsi terapeutici personalizzabili e sicuri. Le molecole biologiche, in particolare un anti-Tnf alfa pegilato, hanno dimostrato efficacia e sicurezza e rappresentano un'opportunità concreta per gestire anche i casi più severi di psoriasi durante questo periodo così delicato", conclude Dattola.

“'Cura’ è una parola molto contemporanea, tutt'altro che antiquata, ed è un principio ordinatore, secondo me, della politica e delle politiche pubbliche. Proporre questo concetto oggi ai ragazzi e alle ragazze in questo contesto - dove hanno la possibilità di simulare colloqui di lavoro - vuol dire proporre la visione dello spazio pubblico come uno spazio loro. Esso infatti riguarda sicuramente chi amministra, ma tocca anche la responsabilità di ciascuno e ciascuna. Non esiste uno spazio pubblico decoroso, importante, inclusivo, bello se ciascuna persona non se ne prende cura come fosse casa sua, come fosse il proprio spazio. Questo vuol dire cambiare un approccio, perché a oggi non è così”. Sono le dichiarazioni di Titti Di Salvo, presidente Municipio Roma IX, in occasione dell’edizione 2025 di Labordì, l’evento promosso dalle Acli di Roma dove i giovani incontrano il mondo del lavoro.
“E questa cosa va detta ai ragazzi e alle ragazze - conclude - perché nel futuro saranno loro a guidare i processi politici, economici e sociali”.

Manageritalia executive professional, l’associazione di Manageritalia dedicata alle figure manageriali e alle alte professionalità che operano con contratti libero professionali, è fortemente contraria alla disposizione che subordina il pagamento dei compensi ai liberi professionisti per prestazioni rese in favore della pa alla dimostrazione della regolarità fiscale e contributiva, senza alcun limite di importo e quindi anche per somme irrisorie.
“Riteniamo fortemente vessatorio - afferma Carlo Romanelli, presidente di Manageritalia Executive Professional - abolire il limite di 5000 euro attualmente esistente per legge per il pagamento dei debiti della PA. Inoltre, obbligare il professionista a produrre la documentazione che prova la regolarità fiscale e contributiva al momento della presentazione della fattura rappresenterebbe un aggravio di costi e di tempo. Chiediamo – conclude Romanelli - l’abolizione della norma all’art. 129 e il ritiro dell’emendamento, entrambi iniqui e penalizzanti per la categoria dei liberi professionisti”.

In Europa dopo decenni si torna a parlare di lebbra. In Romania dopo 40 anni sono stati registrati 2 casi confermati (entrambi cittadini indonesiani) e in Croazia è stato isolato un caso in un lavoratore straniero originario del Nepal. Lo riportano le autorità sanitarie dei due Paesi dell'Est Europa.
"La lebbra è tutt'altro che un problema superato. Si tratta di una malattia infettiva diffusa in tutto il mondo, causa di sofferenze, disabilità, stigma ed emarginazione, soprattutto tra le fasce più povere della popolazione, nei Paesi in via di sviluppo e non solo. Da secoli la lebbra, che andrebbe più correttamente chiamata malattia di Hansen, si porta dietro una lunga scia di sofferenze fisiche, psichiche e stigma sociale. Anche nel linguaggio comune essere 'lebbrosi', cioè malati di lebbra, è usato come espressione paradigmatica del massimo grado di emarginazione", ha spiegato su X l'infettivologo Matteo Bassetti, commentando i casi registrati in Romania e Croazia.
"Non bisogna allarmarsi. Se anche ci saranno casi di importazione nel nostro Paese abbiamo tutti gli strumenti per affrontare il problema al meglio. Evitiamo quindi luoghi comuni, allarmismi e stigma che finiscono di fare male a tutti", invita il direttore di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova.
Cos'è la lebbra e come si cura
Ma che cos'è la lebbra e come si trasmette? "La lebbra (anche definita morbo di Hansen) è una malattia infettiva cronica causata dal batterio Mycobacterium leprae. Può colpire la pelle e i nervi delle mani e dei piedi, ma anche gli occhi e le mucose nasali, oltre che altri organi come i reni e i testicoli - ricorda Bassetti -. In passato si pensava che fosse una malattia altamente contagiosa e per questo motivo devastante, in realtà ad oggi sappiamo che il contagio non è facile anche se si viene in contatto con un soggetto infetto. Oltretutto, da quando sono disponibili antibiotici appropriati la malattia è assolutamente curabile; nel caso in cui venga trascurata può tuttavia causare deformità fisiche, cecità e insufficienza renale".
Come si cura la lebbra? "Con una diagnosi e un trattamento antibiotico precoce la malattia può essere efficacemente curata, senza peraltro interferire in modo rilevante con la vita quotidiana del soggetto colpito che potrà quindi continuare a lavorare durante e dopo la terapia. Occorre anche ricordare che i soggetti in terapia antibiotica non sono più contagiosi", precisa l'infettivologo.
I casi nel mondo e in Italia
Nel mondo il numero annuale delle persone diagnosticate con lebbra "è diminuito di circa il 5% nel 2024, rispetto all'anno precedente: 182.815 persone nel 2023 e 172.717 persone nel 2024". Sono gli ultimi dati dell'Oms rilanciati pochi mesi fa fall'Aifo, l'Associazione italiana Amici di Raoul Follereau Ets. "Nonostante ciò, la lebbra è ancora un problema di salute pubblica in vari Paesi endemici, a causa del difficile accesso ai servizi di trattamento ambulatoriali, della scarsa qualità dell'assistenza offerta e dello stigma nei confronti delle persone colpite", sottolinea l'Aifo che ricorda come in Italia sono una decina le nuove diagnosi di lebbra ogni anno. Nel mondo "il numero annuale di bambini/e (minori di 15 anni) sul totale delle persone diagnosticate continua ad essere significativo - evidenzia l'associaizone - nonostante sia diminuito progressivamente negli ultimi anni, indicando che la catena di trasmissione è ancora attiva e precoce: 9.397 bambini/e (il 5,4% del totale nel 2024, rispetto ai 10.302 dell'anno precedente (5,7%)". Rimane stabile anche il numero delle persone che presentano gravi disabilità al momento della diagnosi: 9.729 nel 2023 (5,3%) e 9.157 nel 2024 (5,3%).
"I casi di lebbra in Europa - in Croazia e Romania - non devono stupire perché siamo nell'epoca della globalizzazione e quindi c'è un'alta probabilità di importare persone contagiate che arrivano da zone endemiche che ci sono in Africa e in Asia", spiega all'Adnkronos Massimo Andreoni, presidente Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali). "Al Policlinico Tor Vergata di Roma negli ultimi 7-8 anni abbiamo avuto 2 casi di persone straniere", riferisce. "La lebbra - sottolinea l'infettivologo - ha un decorso molto lento e cronico, e non è detto che la persona" colpita "sia contagiosa perché dipende dallo stadio della malattia. Inoltre non tutti i casi positivi sviluppano la malattia, ci sono anche forme asintomatiche. Quindi nessun allarme in Italia, ma una normale vigilanza sanitaria".
In Italia la lebbra è considerata una malattia rara, "ma può presentarsi in ogni parte del territorio come patologia di importazione, ovvero legata ai flussi e spostamenti delle popolazioni o diagnosticata in italiani che hanno soggiornato in Paesi endemici (circa 10 nuove diagnosi ogni anno nel nostro territorio). Esistono 4 centri di riferimento nazionale per il trattamento della malattia: a Genova, Gioia del Colle (Bari), Messina e Cagliari", ricorda l'Aifo che segnala: "I centri di referenza negli ultimi anni non hanno ricevuto il supporto necessario per garantire un adeguato funzionamento. In particolare, nell'ambito della riforma della rete ospedaliera siciliana è stato ultimamente proposto di sopprimere il Centro di referenza di Messina, situato presso l'Irccs Bonino-Pulejo. L'operato dei centri dovrebbe essere migliorato - rimarca l'associazione - in modo che possano operare in sinergia con i centri regionali per il controllo delle malattie rare infettive".

Tragedia oggi a Savona, dove una ragazza di 22 anni è morta questa mattina intorno alle 8 dopo essere stata investita da un tir in corso Tardy & Benech, nel centro città. La dinamica di quanto accaduto è ancora in fase di ricostruzione, ma sembrerebbe che la giovane stesse attraversando sulle strisce pedonali. Inutili i soccorsi di 118 e Croce Oro di Savona intervenuti insieme ai vigili del fuoco. La ragazza è deceduta sul posto.

Sciopero del trasporto aereo domani, mercoledì 17 dicembre. Lo Lo stop, di 4 ore (dalle 13 alle 17), è stato confermato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo, Anpac e Anp per quanto riguarda il personale Ita Airways. "Un’assemblea con la partecipazione di oltre 800 lavoratrici e lavoratori, tra presenze fisiche e collegamenti in streaming, ha confermato la validità delle richieste alla base dello sciopero”, hanno riferito
“Serve - sottolineano le organizzazioni sindacali - il rinnovo del contratto nazionale con l’aumento dei salari e con una migliore qualità di vita, un piano industriale con più investimenti in flotta, più sviluppo e il recupero del personale che ancora usufruisce dell'ammortizzatore sociale e la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato e infine il corretto pagamento del premio di risultato”. “Auspichiamo - concludono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto Aereo, Anpac e Anp - che l’azienda riveda le sue posizioni in quanto le lavoratrici e i lavoratori di Ita meritano risposte positive”.
Chi sciopera
A incrociare le braccia sono: personale Soc ENAV ACC Roma; personale delle aziende handling associate Assohandlers operanti nei sedimi aeroportuali italiani; personale Soc. ITA Airways; personale Soc. Vueling Airlines; personale di terra delle Società Air France e KLM.
Per quanto riguarda Vueling, la protesta è stata proclamata da Filt Cgil e Anpac, "in considerazione del mancato rispetto di alcuni articoli del contratto aziendale e della mancanza di trasparenza da parte della compagnia nell'utilizzo sistematico di personale estero sul territorio italiano”. La vertenza si è ''gravemente ed ulteriormente estesa'' dopo che Vueling ha deciso di cambiare rotta e abbandonare la capitale italiana chiudendo la propria base di Roma Fiumicino e, soprattutto, avviando la procedura per licenziare più di 80 assistenti di volo.
La motivazione della chiusura, secondo le organizzazioni sindacali, ''non ha un reale fondamento, considerati i voli pieni da e per Roma Fiumicino, alcuni dei quali continuano ad essere venduti anche per i periodi successivi alla chiusura della base e al licenziamento dei lavoratori. Esistono soluzioni concrete e percorribili per continuare a impiegare il personale sulle rotte che continueranno a essere operate da e per l’Italia, così come per ricollocare, rispettando professionalità ed esperienza maturate, i lavoratori presso altre basi italiane o estere della compagnia”. “Vueling - chiedono infine Filt Cgil e Anpac - deve aprire un confronto serio e costruttivo con le organizzazioni sindacali, ricercando soluzioni di ampio respiro per scongiurare gli effetti sociali di una decisione scellerata e assolutamente gestibile senza dover ricorrere ad alcun licenziamento”.
Voli garantiti
Sul sito di Enac (Ente nazionale per l’Aviazione civile) c'è la lista dei voli garantiti nel corso della mobilitazione (Guarda[1]).
"Durante gli scioperi - fa presente Enac - vi sono le fasce orarie di tutela, dalle ore 7 alle 10 e dalle ore 18 alle 21, nelle quali i voli devono essere comunque effettuati. Inoltre informazioni dettagliate sull’operatività del proprio volo possono essere richieste alla compagnia aerea di riferimento."

"La Sigo è la società scientifica di riferimento per la ginecologia e l'ostetricia in Italia. Riunisce al suo interno tutte le principali realtà del settore: l'Aogoi, che rappresenta la rete ospedaliera, l'Agui, che fa capo al mondo universitario e l'Agite, che opera sul territorio. Tutte queste componenti lavorano insieme sotto l''ombrello' della Sigo, con l'obiettivo di condividere conoscenze, esperienze e strategie comuni. Nel corso del suo centesimo congresso nazionale, la Sigo ha dato voce a tutte le sue articolazioni, affrontando temi cruciali per l'assistenza ostetrico-ginecologica. Al centro del confronto ci sono state le criticità del sistema, ma anche le buone pratiche e i percorsi condivisi che permettono di offrire cure più efficaci e omogenee su tutto il territorio nazionale". Lo ha detto Mario Vicino, direttore dell'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Di Venere dell'Asl di Bari, intervenendo al 100esimo Congresso della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) a Bari.
Il congresso, prosegue lo specialista, è anche "un'importante occasione per fare il punto sulle grandi innovazioni in campo assistenziale. Tra queste i progressi nella diagnosi prenatale e nella chirurgia fetale, che consente di intervenire direttamente in utero per trattare alcune patologie del feto, migliorandone la salute già prima della nascita. Ampio spazio - sottolinea Vicino - è stato dedicato anche ai protocolli di tutela della gravidanza, soprattutto per le donne che affrontano la prima gravidanza in età più avanzata, una condizione oggi sempre più frequente e associata a un aumento del rischio di complicanze". Per rispondere a queste sfide, "negli ultimi anni sono stati sviluppati percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali condivisi, già attivi in diverse regioni italiane tra cui Puglia, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Toscana, Lazio e Campania. Questi percorsi permettono ai professionisti di lavorare in modo coordinato e secondo criteri comuni, garantendo maggiore qualità e continuità delle cure".
In ambito ginecologico, il congresso "ha posto l'accento sulla riduzione del ricorso alla chirurgia tradizionale per il trattamento delle patologie benigne. Oggi - evidenzia l'esperto - sono disponibili molte alternative, come tecniche mini-invasive e procedure ambulatoriali, che rappresentano un valore aggiunto soprattutto per le donne che desiderano una gravidanza, in particolare se si tratta della prima". Un "altro tema centrale" è stato quello della "preservazione della fertilità, sia in ambito oncologico sia per le donne che, per motivi personali o sociali, scelgono di rimandare la maternità. In questo contesto si è parlato anche del cosiddetto 'social freezing', una possibilità che potrebbe diventare sempre più accessibile nel prossimo futuro".

Il cantante britannico Cliff Richard ha annunciato di essere guarito dal cancro alla prostata, che gli era stato diagnosticato un anno fa. Ospite del programma televisivo 'Good Morning Britain', il cantante 85enne ha spiegato che la malattia è stata individuata durante un controllo medico richiesto dalla sua assicurazione prima di una tournée in Australia e Nuova Zelanda.
"Mi hanno scoperto un cancro alla prostata, ma per fortuna non era molto avanzato e non c'erano metastasi", ha dichiarato Richard. Il cantante ha confermato che il trattamento seguito è stato efficace, pur ammettendo di non sapere se la malattia possa ripresentarsi in futuro.
Dopo la guarigione, Richard ha espresso l'intenzione di sostenere campagne a favore di un programma nazionale di screening per il cancro alla prostata, definendo "assolutamente ridicolo" che il Regno Unito non disponga di un controllo di massa per questa malattia, a differenza di quanto avviene per il cancro al seno, al colon e al collo dell'utero. L'appello del cantante segue le raccomandazioni del re Carlo III, che ha invitato i cittadini britannici a sottoporsi al più presto a screening oncologici. Il sovrano, che a febbraio 2024 aveva annunciato di essere affetto da un cancro non specificato, ha sottolineato che una diagnosi precoce gli ha permesso di ridurre l’intensità delle cure. Il re ha condiviso la sua "buona notizia" venerdì 12 dicembre[1] tramite un messaggio preregistrato trasmesso su Channel Four.

Entrare nello studio di un medico estetico o di un chirurgo plastico con le domande giuste da fare, al di là della difficoltà dell'intervento. Nell'ultimo anno il settore ha visto diversi episodi di cronaca che hanno messo in luce il legame tra offerte 'low cost' e scarsa sicurezza per il paziente. "La scelta del professionista non deve avvenire in base al costo della procedura o dell'intervento", spiega all'Adnkronos Salute Erik Geiger, medico chirurgo specializzato in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. "Il risparmio che si può ottenere da queste offerte o prezzi troppo bassi va a discapito della sicurezza e deve essere un campanello d'allarme", aggiunge il chirurgo che stila un vademecum per chi sta pensando ad un intervento di medicina estetica o chirurgia plastica. "E' molto importante, anzi fondamentale, poter fare domande allo specialista - continua Geiger - Ad esempio: se si tratta di medicina estetica va chiesto che prodotto si userà e in che ambiente, capire gli standard igienici. Uno stesso filler se non fatto in un luogo che rispetta tutte le norme può portare a delle infezioni. E poi farsi rilasciare un tagliandino sul materiale usato per il trattamento".
Oltre alle domande che il paziente deve poter fare, "c'è il tema della comunicazione del professionista", avverte Geiger. Ovvero "dobbiamo parlare con la persona, capire perché chiede alcuni trattamenti, informarla sui rischi e creare un rapporto di fiducia. Saper dire anche dei 'no', se quello che viene chiesto non si può fare o non va bene per l'aspetto estetico della persona". Oggi il settore vive a stretto contatto con i social, per capire le tendenze, ma anche per far conoscere il lavoro del professionista. "Cito Paracelso: 'Tutto è veleno, nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto' - afferma Geiger - I social possano avere una loro utilità, perché se io vado sul profilo del medico posso capire il suo senso estetico e questo potrebbe essere un primo filtro per il paziente per farsi un'idea. Quindi non demonizzo i social - precisa lo specialista, ma dico attenzione a chi minimizza certi interventi, la frase 'ci mettiamo 5 minuti' non va bene. Se parli di medicina non devi essere un venditore".
Il ritocco estetico è sempre di più una moda tra i giovanissimi. "Le minorenni non possono neanche citofonare al mio studio - chiosa il medico - A meno che non siano accompagnate da un genitore e se hanno evidenti problemi estetici - penso alle orecchie 'a sventola' - ovvero problematiche che influiscono sull'aspetto anche psicologico della ragazza o del ragazzo. In questo caso si condivide un percorso con la scuola, con la famiglia, con la psicologa. E' chiaro - avverte - che oggi, più che in passato, c'è un bombardamento dei social sull'aspetto estetico e la cura della propria immagine. Se una mamma ha usato da giovane la chirurgia estetica è difficile che possa dire di no alla figlia. Ripeto, gli under 18 vengono valutati attentamente e io già capisco dallo sguardo di un papà o di una mamma se sono d'accordo o meno con la volontà del figlio o della figlia. Ci facciamo una chiacchierata su ogni aspetto e poi si decide insieme".

Per molti è un 'premio', per l’executive partner di Copernico Sim Pietro Calì è invece qualcosa di molto diverso: reddito differito. Ed è proprio questo cambio di prospettiva che dovrebbe guidare le scelte degli italiani di fronte alla tredicesima.
"Se viene vissuta come un extra da spendere senza pensarci, l’effetto è solo momentaneo e si esaurisce in poche settimane", spiega Calì all'AdnKronos, sottolineando come la pianificazione faccia la differenza tra una gratificazione immediata e un beneficio duraturo.
Secondo l’esperto, gli errori più frequenti sono tre. Il primo è spenderla interamente, trasformandola in consumo puro, senza alcun impatto sul patrimonio. Il secondo è lasciarla ferma sul conto corrente, una scelta apparentemente prudente ma che, con l’inflazione, equivale a una perdita certa di potere d’acquisto. Il terzo è l’investimento tattico e improvvisato, spesso dettato dal sentiment di mercato o dalle mode del momento, e non coerente con il proprio profilo di rischio o con una strategia di lungo periodo.
L’approccio corretto, suggerisce Calì, è più razionale e strutturato: allocare la tredicesima per obiettivi, separando chiaramente ciò che serve al consumo, alla liquidità di sicurezza e all’investimento.
Un’altra priorità può essere "l’ottimizzazione della struttura finanziaria, ad esempio riducendo debiti personali o finanziamenti costosi. Infine, per chi investe, la tredicesima può diventare un alleato della disciplina: rafforzare un piano di accumulo di lungo periodo, evitando decisioni emotive e sfruttando il tempo come principale fattore di rendimento". (di Andrea Persili)

La Fontana di Trevi sarà a pagamento? Si tratta solo di "un'ipotesi di lavoro su cui l’Amministrazione Capitolina sta ragionando da tempo". È quanto si apprende da fonti del Campidoglio in merito a quanto riportato oggi da alcuni organi di stampa sull’ipotesi di introdurre un contributo di accesso al monumento romano per i turisti.
Dalle stesse fonti si precisa che "si tratta solo di una ipotesi di lavoro su cui l’Amministrazione Capitolina, come è noto, sta ragionando da tempo. Tuttavia, ad oggi, non sono state decise date, né sono state prese decisioni in merito".
Secondo quanto riportato oggi da alcune testate, in particolare dal Corriere della Sera, il nuovo balzello da due euro dovrebbe partire dal prossimo 7 gennaio 2026 e sarebbe a carico dei soli turisti: per i romani, infatti, l'accesso al monumento resterebbe gratuito. Secondo le stime, la mini-tassa sulla Fontana porterebbe nelle casse comunali circa 20 milioni di euro. Da gennaio - si legge ancora - dovrebbero quindi essere organizzate due corsie nella piazza già contingentata, una per i romani e l'altra per i turisti, mentre il pagamento del ticket potrà essere effettuato anche con carta di credito.

L'accordo di pace tra Russia e Ucraina è fatto al 90%. Ma resta il nodo del controllo territoriale del Donbass e delle aree occupate. Questo in sintesi il bilancio di due giorni di colloqui intensi tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, gli inviati americani e i leader europei. Secondo fonti diplomatiche, sono stati compiuti progressi concreti su molte questioni chiave. Ma oggi Mosca è tornata a ribadire che "non accetterà" le truppe della Nato nel territorio ucraino.
Tajani: "Accordo di pace fatto al 90%"
"Passi in avanti se ne stanno facendo. L'accordo di pace tra Russia e Ucraina è fatto al 90%. Speriamo di avere un bel regalo di Natale", ha confermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando a Roma al Premio Sacharov e aggiungendo che "non sarà facile, però mi pare che si stia andando nella giusta direzione. Poi naturalmente saranno gli ucraini a dover dire sulle questioni territoriali la loro opinione. C'è da fare, però ripeto, il lavoro a favore della pace sta dando i suoi frutti. Quindi speriamo che si possa veramente arrivare a un cessato il fuoco".
"Anche le garanzie americane per la sicurezza dell'Ucraina, su modello dell'articolo 5 della Nato, che era la richiesta italiana, vanno nella giusta direzione - prosegue Tajani - perché deve essere una pace giusta e duratura. L'Ucraina è un paese aggredito, non può essere un paese penalizzato dalla guerra che ha subito e nella conclusione della pace. Bisogna lavorare tutti insieme per raggiungere l'obiettivo di chiudere una orribile stagione che dura da anni, di guerra tra due popoli che ha provocato decine, centinaia di migliaia di morti".
Ryabkov: "Russia non accetterà mai presenza truppe Nato in territorio Kiev"
"Noi in nessun momento non accetteremo mai, né sopporteremo, alcuna presenza di truppe Nato sul territorio ucraino", ha affermato dal canto suo il vice ministro degli Esteri, Sergei Ryabkov, in un'intervista con Abcnews in cui esclude "assolutamente" che la Russia possa accettare un accordo che comprenda la presenza di truppe di Paesi Nato in Ucraina, anche come parte di garanzie di sicurezza o come membri della 'coalizione di volenterosi' quindi fuori dalla cornice dell'Alleanza Atlantica.
Nell'intervista il vice ministro russo, comunque afferma di ritenere che le parti siano "sull'orlo" di una soluzione diplomatica che metta fine alla guerra, a cui Ryabkov si riferisce usando la frase preferita dal Cremlino "operazione militare speciale". "Siamo pronti ad avere un accordo", afferma esprimendo la speranza che questo venga raggiunto, "il prima possibile", passando poi a ripetere le richieste da sempre avanzata da Mosca riguardo alle concessioni territoriali da parte di Kiev. "Ne abbiamo in tutto cinque e non possiamo, in nessun modo, accettare compromessi su questo", ha concluso.
Mosca: "Kupiansk sotto il nostro controllo"
La Russia rivendica il "controllo" della città di Kupiansk, importante snodo nel nordest dell'Ucraina. Lo ha detto alla Tass una fonte militare, secondo cui Kupiansk "è sotto il controllo della Quinta armata russa". Mosca aveva già rivendicato la conquista della città il mese scorso, con Kiev che aveva poi annunciato la ripresa di diversi quartieri.

E' Rai1 con 'Sandokan' a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, lunedì 15 dicembre. La terza puntata della serie con Can Yaman ha conquistato 4.282.000 spettatori, registrando il 26.7% di share. Canale5 con il 'Grande Fratello' si piazza al secondo posto con 1.777.000 spettatori ed uno share del 15.4%, mentre sul podio a seguire c'è Rai3 con 'Lo Stato delle Cose': il talk condotto da Massimo Giletti ha ottenuto 1.198.000 spettatori ed uno share dell'8.1%. La7 ieri trasmetteva 'La Torre di Babele', che ha tenuto davanti al video 758.000 spettatori e il 4.2%.
Italia1 con 'Ambulance' ha convinto 770.000 spettatori con il 5% di share mentre Rete4 con 'Quarta Repubblica' è stato la scelta di 546.000 spettatori. Rai2, con 'N.C.I.S. Sydney, ha tenuto davanti allo schermo 343.000 spettatori, per il 2.1% di share.
Nell'access prime time, Canale5 con 'La Ruota della Fortuna' è stato visto da 5.175.000 spettatori pari al 24.8%, mentre 'Affari Tuoi' ha segnato un ascolto medio di 4.925.000 spettatori e il 23.4% di share.

Jimmy Kimmel, ancora una volta, non la manda a dire. Il conduttore e produttore televisivo americano dello show del lunedì sera, il 'Jimmy Kimmel Live', in onda su Abc, è tornato ad attaccare pesantemente il presidente americano Donald Trump per le sue frasi sul regista Rob Reiner, ucciso a coltellate insieme alla moglie domenica scorsa, definendole "odiose e vili". Trump, dopo la notizia del violento omicidio, sui social aveva scritto che Reiner è morto "a causa della rabbia che ha provocato negli altri con la sua grave, irriducibile e incurabile malattia mentale nota come Trump Derangement Syndrome (Sindrome da squilibrio di Trump), talvolta indicata con l'acronimo Tds[1]".
"Ciò di cui abbiamo bisogno in un momento come questo, oltre al buon senso - ha affermato Kimmel in trasmissione - è compassione e leadership. Non le abbiamo ottenute dal nostro presidente, perché non ne ha da offrire. Invece, ci siamo ritrovati con uno sciocco che blaterava di sciocchezze", ha detto Kimmel. "È così odioso e vile", ha detto Kimmel a proposito del post. "Quando l'ho visto per la prima volta - ha aggiunto - ho pensato fosse falso. Mia moglie me l'ha mostrato e ho pensato che anche per Trump fosse troppo'. Ma niente è mai troppo per lui", ha detto il conduttore tv che lo scorso settembre, dopo alcune dichiarazioni sulla reazione del movimento Maga all'assassinio dell'opinionista Charlie Kirk, si era visto chiudere dalla stessa Abc la sua trasmissione[2], riaperta dopo grandi polemiche e dure prese di posizione da parte della politica e del mondo dello spettacolo[3].
Kimmel è poi tornato alla conferenza stampa nello Studio Ovale, dove a Trump è stata data "l'opportunità di tentare di nuovo di comportarsi da essere umano" e di ritrattare le sue parole su Reiner. Trump invece ha raddoppiato la posta, tornando a parlare della "Sindrome dello squilibrato di Trump", del fatto che "si fosse rovinato da solo la carriera con le sue affermazioni" fino a sostenere che Reiner "fosse un vero male per il nostro Paese". Kimmel ha quindi sottolineato, riferendosi al presidente americano, che "quel cervello corroso è responsabile delle nostre vite". "Se avete votato a favore, potete ripensarci. È perfettamente normale. Posso dire, in base alle mie interazioni personali con Rob Reiner[4], che lui vorrebbe che continuassimo a sottolineare le atrocità ripugnanti che continuano a uscire dalla bocca di quest'uomo malato e irresponsabile. Quindi lo faremo ancora e ancora, finché tutti noi non ci sveglieremo”.

Un bambino di dieci anni è stato ucciso a coltellate da un altro studente in una scuola nella zona di Odincovo, a pochi chilometri a ovest di Mosca. E' quanto conferma una ricostruzione della Polizia russa.
Secondo una nota, "la Polizia ha ricevuto una segnalazione di uno studente che ha accoltellato un vigilante, utilizzato spray antiaggressione e poi accoltellato uno studente di dieci anni, che è morto per le ferite riportate". "L'assalitore è stato arrestato", aggiunge il comunicato.



