
Mentre si prepara al ritorno di due delle sue serie più riconoscibili, Winx Club e Mermaid Magic, Rainbow compie compie un passo strategico destinato a ridisegnare il perimetro dell’intrattenimento per ragazzi in Italia: l’acquisizione di Geronimo Stilton, uno dei personaggi più amati della narrativa per l’infanzia a livello globale. Un’operazione che va oltre l’editoria e rafforza il progetto di Rainbow come unico grande polo italiano integrato, capace di sviluppare universi narrativi tra libri, animazione, cinema, contenuti digitali ed esperienze dal vivo. L'Adnkronos ne ha parlato con Iginio Straffi, fondatore e ceo del gruppo.
Come nasce l’acquisizione di Geronimo Stilton?
È una grande eccellenza italiana. È un personaggio che ha formato l’immaginario di milioni di bambini in tutto il mondo e che condivide con Rainbow una base di valori molto forte: curiosità, positività, inclusione, desiderio di conoscenza. L’operazione nasce da una visione che portiamo avanti da anni: consolidare un grande polo di produzione di contenuti dall’Italia per il mondo, valorizzando IP (proprietà intellettuale) che hanno già dimostrato di funzionare nel tempo. Quando Elisabetta Dami e Pietro Marietti hanno iniziato a cercare un partner a cui affidare il futuro di Geronimo, ci è sembrato naturale proporci e raccogliere questo testimone”.
Cosa cambia concretamente per Geronimo Stilton con l’ingresso in Rainbow?
“Da gennaio inizieremo a lavorare su un piano di sviluppo a 360 gradi. Ci concentreremo subito sui contenuti digitali e social, un’area che finora era stata meno presidiata, ma allo stesso tempo stiamo ragionando su un grande progetto audiovisivo: una serie o un film pensato come evento. Il nostro approccio è sempre integrato: il contenuto audiovisivo dialoga con i libri, con il gioco, con il licensing. L’obiettivo è amplificare la conoscenza del personaggio senza tradirne lo spirito”.
Geronimo nasce come fenomeno editoriale. Quanto conta per voi la dimensione educativa?
“Conta moltissimo. Geronimo non è un personaggio che impone modelli, ma che accompagna. È percepito dai bambini come un amico autorevole, e questo lo rende speciale. Rainbow ha sempre lavorato su storie capaci di intrattenere ma anche di trasmettere valori. In questo senso Geronimo è perfettamente in linea con il nostro dna. La sfida è farlo crescere su nuovi media mantenendo intatta questa relazione di fiducia con i giovani lettori e spettatori”.
Rainbow è oggi l’unica realtà italiana realmente integrata nell’intrattenimento per bambini e ragazzi. È una scelta industriale precisa?
“Sì. Siamo un gruppo 100% italiano che opera però con una visione globale. Produciamo animazione, live action, cinema, contenuti per le piattaforme, spettacoli dal vivo, esperienze immersive. Abbiamo Rainbow, Colorado Film, Bardel in Canada. Questa integrazione ci permette di accompagnare un IP lungo tutto il suo ciclo di vita. È un modello che in Italia non esisteva e che stiamo costruendo pezzo dopo pezzo”.
Il rapporto con le piattaforme resta centrale, a partire da Netflix. Come evolve questo equilibrio?
“Con Netflix abbiamo un rapporto eccellente, che dura da molti anni. Abbiamo prodotto originali importanti sia per l’infanzia sia in quello che si chiama ‘live action’. Ma il nostro piano è necessariamente più ampio: lavoriamo anche con altri broadcaster e piattaforme, perché la quantità e la varietà dei contenuti che produciamo richiede una pluralità di partner. È un mercato in continuo movimento e bisogna saper essere flessibili”.
Continuate a investire anche nel cinema. Le sale hanno ancora un futuro?
“Sì, ma con un ruolo diverso. Le sale resteranno centrali per i film evento e per determinate esperienze. Alcuni linguaggi funzionano meglio sul piccolo schermo o addirittura sullo smartphone, altri hanno bisogno dell’esperienza collettiva della sala. Credo che il futuro sarà sempre più selettivo, ma il cinema non scomparirà”.
Un altro pilastro è il mondo delle esperienze dal vivo: parchi divertimento, spettacoli, tour. Il futuro prossimo sembrano essere i format immersivi, con scenografie avvolgenti, tecnologie digitali, suoni, luci e interazioni che trasformano lo spazio in un ambiente narrativo.
“Per le famiglie l’esperienza dal vivo è fondamentale. Non si può stare sempre davanti a uno schermo. Uno spettacolo, un evento immersivo, crea un’emozione fisica, condivisa, che nessun altro mezzo può replicare. È un po’ quello che succede con i concerti nella musica. A ottobre dell’anno prossimo partirà un nuovo spettacolo e stiamo lavorando su esperienze immersive itineranti, in collaborazione con partner internazionali. È un settore in forte crescita”.
Per due tra le sue serie più di successo, Winx Club e Mermaid Magic, in molti aspettano le nuove stagioni. Le sirene, quando uscirono ad agosto 2024, arrivarono al primo posto su Netflix in oltre 50 paesi. Ci può anticipare quando si potranno vedere i nuovi episodi?
Ci stiamo lavorando ma non dipende solo da noi: Netflix programma le uscite anche in virtù di quanto accade nel resto del mondo, di quali titoli arrivano dagli Stati Uniti o dalla Corea. Diciamo che da parte nostra siamo pronti a far tornare le Winx a settembre 2026 e le sirene entro la fine dell’anno.
Guardando avanti, qual è l’obiettivo strategico di Rainbow?
“Continuare a consolidare eccellenze. A volte acquistiamo studi, altre volte IP, perché sappiamo che un personaggio che ha già attraversato il tempo ha un valore enorme. Geronimo Stilton va esattamente in questa direzione. Vogliamo dimostrare che dall’Italia si possono costruire universi narrativi globali, solidi, capaci di parlare a più generazioni e su più piattaforme”. (di Giorgio Rutelli)

Rafa Leao in dubbio per Milan-Napoli, semifinale di Supercoppa Italiana in programma domani, giovedì 18 dicembre, a Riad. L'attaccante portoghese, uscito acciaccato dalla penultima partita di Serie A contro il Torino, ha saltato la partita di domenica contro il Sassuolo ed è in forte dubbio per il confronto arabo tra i rossoneri e gli azzurri.
Nella sessione di oggi al Princess Nourah, lo stadio non lontano all'aeroporto di Riad dove si è allenata la squadra di Massimiliano Allegri, Leao ha lavorato a parte, prima dei compagni. Gli esami a cui si è sottoposto dopo la partita con il Torino hanno escluso lesioni, ma il problema non è ancora risolto al 100%. Non dovesse esserci contro il Napoli, i favoriti per una maglia da titolare sarebbero Nkunku e Pulisic, come visto con il Sassuolo. A quel punto, il Milan proverebbe a recuperarlo in caso di qualificazione alla finale (in programma lunedì 22 dicembre alle 20 ora italiana).

Nelle case degli italiani che vivono con animali domestici, la pulizia è sempre un momento delicato e in alcuni casi di stress per gli inquilini a quattro zampe. Lo sanno bene i loro proprietari che per il 79%, pari a 8 su 10, dichiarano che durante le faccende di casa il benessere dei pet rimane la priorità assoluta. Questa è una delle prime evidenze emerse dalla nuova indagine promossa da Rowenta e condotta da Ipsos Doxa sul tema 'La vita dei pet in Italia: sfide e soluzioni pet-friendly', uno studio che si concentra su cani e gatti e analizza il tema delle faccende domestiche, intercettando il rapporto degli animali domestici con gli strumenti di pulizia, le sfide e le situazioni più comuni. Per chi ha degli animali, la sfida principale è mantenere l'igiene generale della casa (37%), seguita dalla gestione dei peli (26%). Una condizione, questa, che spinge i due terzi dei proprietari (66%) a passare l'aspirapolvere quasi ogni giorno (69% per chi ha solo cani contro il 55% per chi ha solo gatti).
Le zone più difficili da pulire per via dei peli degli animali domestici sono divani e poltrone (33%), seguiti da angoli e spazi nascosti (32%), al terzo posto tappeti e moquette (28%). Inoltre, letti e coperte pesano per il 20%, con incidenza maggiore tra chi possiede solo gatti (28%), notoriamente maestri nel rivendicare come proprio il territorio più comodo della casa. Di fronte a queste difficoltà, emerge una forte richiesta di soluzioni dedicate: quasi 9 intervistati su 10 (89%) si dichiarano infatti favorevoli all'acquisto di accessori per l'aspirapolvere specificamente pensati per chi ha animali domestici, confermando un'esigenza chiara di strumenti più efficaci e, al tempo stesso, rispettosi del comfort dei propri pet.
Quando si parla di faccende domestiche cani e gatti hanno un nemico comune: l'aspirapolvere. Alla sua accensione, il 36% degli animali corre in altre stanze, mentre il 27% cerca un nascondiglio. Questo timore è più accentuato nei gatti, tra i cui proprietari la percentuale di chi li vede nascondersi sale al 37%. Non tutti però scappano: un curioso 25% osserva attentamente, mentre il 15% resta indifferente (percentuale che sale al 24% per chi possiede solo cani). I rifugi preferiti durante la fuga sono la propria cuccia (30%, scelta che sale al 45% per i soli cani), lo spazio sotto il letto (29%) e una specifica stanza "sicura" della casa (25%).
Terminato il trambusto, la priorità diventa il relax. Il luogo preferito per riposare è il divano (49%), una scelta quasi d'obbligo per i gatti, con una preferenza che balza al 61%. Anche la vicinanza all'umano è fondamentale, risultando un fattore chiave per il 44% degli animali. Ma cosa guida la scelta del loro 'posto perfetto'? In cima alla lista ci sono la comodità e la morbidezza (52%), seguite dal bisogno di sicurezza (48%) e dalla vicinanza al proprietario (44%). Giocano un ruolo importante anche fattori come l'odore familiare (38%) e la ricerca di calore (34%). Dalla ricerca condotta da Rowenta con Ipsos Doxa è quindi emersa la necessità di conciliare benessere umano e dei pet. Per aiutare in questa esigenza, Rowenta propone una gamma di soluzioni aspirazione specificamente pensate per chi vive con gli amici a quattro zampe.
Nuovo nato nella gamma di aspirapolvere senza filo X-Force Flex, che si caratterizzano per la flessibilità, la potenza di aspirazione e l’autonomia è Rowenta X-Force Flex 16.60. Questo aspirapolvere senza filo è dotato di una serie di accessori per aspirare più facilmente i peli degli animali che si spargono ovunque e si intrufolano nei tessuti, negli interni delle auto e in molti altri luoghi. Rowenta X-Force Flex 16.60 ha una potenza di aspirazione fino a 315 AirWatt¹ che insieme alla spazzola Neo diventano implacabili contro lo sporco, anche nelle zone poco visibili. Infatti, la spazzola è dotata di luce a Led blu intensa che illumina i pavimenti stanando polvere, peli e capelli in una sola passata. Inoltre, la tecnologia anti groviglio permette di ottenere risultati eccellenti e… senza fastidiosi intoppi.
Rowenta X-Force Flex 16.60 è anche dotato di una regolazione automatica della potenza di aspirazione in base al tipo di superficie per un uso ottimale di potenza e autonomia. L’autonomia prolungata, fino a 2 ore con una sola carica, permette di pulire ampie zone senza doversi fermare per ricaricare l’aspirapolvere senza filo: un bel risparmio di tempo e di fatica! Una fatica 'alleggerita' anche grazie al peso contenuto del prodotto, ovvero 1,8kg in modalità aspirabriciole, e un comfort caratteristico della gamma X-Force Flex, inteso come la capacità di piegarsi per pulire anche sotto ai mobili senza richiedere all’utente la fatica di chinarsi. Ancora, la stazione di ricarica indipendente è utile per riporre facilmente gli accessori e caricare l’aspirapolvere. Rowenta X-Force Flex 16.60 gode della riparabilità di 15 anni ad un prezzo equo in uno dei centri di riferimento per il brand. Rowenta X-Force Flex 16.60 consolida quindi le caratteristiche della gamma X-Force Flex, rispondendo alle nuove e più esigenti aspettative di pulizia, per una casa più pulita.

Eniverse “è il primo corporate venture builder in Italia e, al momento, quello più sviluppato”. Lo ha detto all’Adnkronos Giacomo Silvestri, presidente di Eniverse Ventures, in un’intervista. Eniverse “poggia entrambi i suoi piedi su un patrimonio di tecnologia e di scienza straordinario, quello dell'Eni, con oltre 10.000 brevetti, più di 1.000 ricercatori che quotidianamente lavorano nei nostri 7 centri di ricerca che lavorano a oltre 400 pubblicazioni scientifiche l'anno”.
“L'idea è, portare sul mercato questo grande patrimonio di scienza, tramite quello che le università chiamano technology transfer – spiega Silvestri -. Noi lo facciamo partendo dalla tecnologia, sulla base di cui e costruiamo delle aziende. A tre anni dalla nascita di Eniverse abbiamo un patrimonio di circa 16 progetti”.
Eniverse è dotata di “soluzioni tecnologiche che riescono ad arrivare prima sul mercato, e altre che hanno una sfida di ricerca molto più lunga dietro la tecnologia - aggiunge il presidente -. Pochi giorni fa è nata un'altra venture nel portafoglio di Eniverse. Sentris è una venture che abbiamo creato con un partner industriale, una straordinaria eccellenza dell'ingegneria italiana che si chiama DG Impianti, per una tecnologia che si occupa di asset integrity delle infrastrutture di pipeline, quindi delle condotte. L'abbiamo portata sul mercato da pochi giorni e confidiamo che anche questa tecnologia, con un patrimonio di circa 4 famiglie brevettuali, possa trovare favore nel mercato”.

È stato incriminato per tre capi d'accusa per tentato strangolamento il 12esimo duca di Marlborough, pronipote di Winston Churchill e parente della principessa Diana. Lo ha reso noto la polizia della Thames Valley spiegando che Charles James Spencer-Churchill avrebbe tentato di strangolare la stessa persona tre volte, dal novembre del 2022 al maggio del 2024, a Woodstock nell'Oxfordshire. Arrestato il 13 maggio dello scorso anno, il duca settantenne è stato convocato presso la corte dei magistrati di Oxford.
Spencer-Churchill, dodicesimo duca di Marlborough e membro di una delle famiglie più aristocratiche della Gran Bretagna, è noto per aver avuto una lunga storia di tossicodipendenza in passato. Imparentato con Sir Winston Churchill e alla lontana con Diana attraverso la linea Spencer, Spencer-Churchill ha ereditato il suo ducato nel 2014 dopo la morte del padre, l'undicesimo duca di Marlborough. In precedenza era stato Marchese di Blandford, noto anche come Jamie Blandford. La sua dimora di famiglia è il trecentenario Blenheim Palace, luogo di nascita di Winston Churchill, a Woodstock.

“Entusiasti di aver avuto la Lazio al Nasdaq, nel vero crocevia del mondo, a Time Square, New York, per suonare la campana di chiusura. Fondata nel 1900 la SS Lazio è una società con una storia orgogliosa e radici profonde nel calcio italiano. Conosciuta per la sua tifoseria appassionata e per gli iconici colori biancocelesti, la Lazio ha conquistato titoli di serie A e Coppa Italia, continuando a rappresentare l’eccellenza sia dentro che fuori dal campo. L’impegno della squadra verso tradizione, sportività e innovazione l’ha resa una vera ambasciatrice globale del calcio, il gioco più bello del mondo”. Lo ha detto Jordan Saxe Senior managing director al listing services del Nasdaq in occasione della presenza del club biancoceleste rappresentato dal dg della Lazio Enrico Lotito insieme a Emanuele Floridi portavoce e responsabile strategia e organizzazione della comunicazione del club, alla cerimonia della campanella di chiusura del Nasdaq.
“L’ultimo anno ha rappresentato un capitolo entusiasmante per la Lazio che ha gareggiato ai massimi livelli anche sul palcoscenico europeo della Uefa Europa League, mettendo in mostra talenti di livello mondiale e ispirando milioni di tifosi in tutto il mondo, mentre l’interesse globale per il calcio raggiunge livelli senza precedenti e il momento non potrebbe essere più significativo con la coppa del mondo Fifa in arrivo in Nord America nel 2026. Questo sport è pronto a unire culture e affascinare il pubblico come mai prima d’ora. La rappresentanza della Lazio testimonia la sua ambizione di essere parte della conversazione globale costruendo ponti tra sport, innovazione e finanza”, ha aggiunto Saxe.
“La cerimonia è più di una celebrazione, segna una tappa fondamentale nel percorso internazionale della Lazio. Unendosi a noi al Nasdaq la Lazio entra a far parte di un gruppo selezionato di organizzazioni sportive globali che collaborano con uno dei principali mercati tecnologici e finanziari del mondo. Questo momento riflette una visione di crescita che va oltre il calcio, abbracciando opportunità nei media, nella tecnologia e nei mercati globali”, ha sottolineato il Senior managing director al listing services del Nasdaq.
“In un’epoca in cui l’industria sportiva è in rapida evoluzione, la Lazio dimostra leadership e lungimiranza, creando un modello sostenibile e scalabile per l’espansione internazionale. Pur preservando il patrimonio e i valori del club, questo approccio unisce, innovazione e accesso ai mercati globali, alla tradizione della Lazio, garantendo che il marchio rimanga competitivo e rilevante in un panorama globale dinamico. Congratulazioni a tutta l’organizzazione per continuare a valorizzare il gioco e ispirare tifosi di ogni continente. La campana di chiusura non è solo un gesto simbolico. E’ un segnale di ambizione, visione e opportunità per il futuro”, ha concluso Saxe.
Il titolo della Ss Lazio vola in borsa a +6.14% dopo che il dg della società biancoceleste Enrico Lotito ha suonato la campana di chiusura delle contrattazioni al Nasdaq a New York, dove la società intende quotarsi a breve.

La Call4Innovators “nasce dall’idea di mettere a disposizione Hpc6, il nostro supercomputer con la più grande potenza di calcolo al mondo in ambito industriale, al servizio della transizione energetica”. Lo ha detto all’Adnkronos Giacomo Silvestri, presidente di Eniverse Ventures, in un’intervista.
I risultati della call “ci hanno reso molto orgogliosi: abbiamo ricevuto interesse da oltre venti Paesi – spiega Silvestri -, solo il 60% delle richieste veniva dall’Europa. Ha rappresentato università, centri di ricerca, imprese e startup”.
I vincitori sono stati annunciati pochi giorni fa “e ci rendono orgogliosi dell’iniziativa perché sono soggetti di grande levatura scientifica”, come l'istituto Fraunhofer, la Sapienza di Roma e il Mit, oltre a “tante start up che rappresentano circa un 50% dei vincitori”. “È un importante asset strategico di Eni offerto alla ricerca internazionale” conclude.

Il dual innovation model “è il nuovo modo di Eni di fare innovazione e ricerca che abbiamo lanciato formalmente quest’anno. Un modello di innovazione duale. Significa fare innovazione guardando non solo al mercato interno, ma valutando anche l’applicazione delle proprie tecnologie su mercati terzi”. Lo ha detto all’Adnkronos Giacomo Silvestri, presidente di Eniverse Ventures, in un’intervista.
“Fin dalle prime fasi cerchiamo partner con cui sviluppare queste innovazioni tecnologiche: partner industriali, tecnologici, ma anche commerciali, per promuovere il prodotto, e finanziari” aggiunge. Un approccio che ha ricevuto “importanti riconoscimenti, come il premio di Smau per l’innovazione, e quello dall’International Chamber of Commerce a Parigi” conclude.

Un caso misterioso, quasi da fiction televisiva: a bordo di una nave italiana fermata in Francia è stato scoperto un 'dispositivo spia', un malware destinato probabilmente a consentire l'assunzione del controllo da remoto del traghetto, in un nuovo possibile caso di interferenza straniera, probabilmente russa, descritta come "molto grave" dal ministro dell'Interno francese.
I giudici parigini sono incaricati di indagare su questo caso da domenica. È stata aperta un'indagine giudiziaria per "attacco ad un sistema automatizzato di elaborazione dati con l'obiettivo di servire gli interessi di una potenza straniera" e "partecipazione a un'associazione criminale". L'indagine è guidata dalla Direzione Generale della Sicurezza Interna (Dgsi), specializzata nel controspionaggio.
Il caso
Il caso inizia con una segnalazione fornita dalle autorità italiane: il sistema informatico della nave 'Fantastic', che ha fatto scalo a Sète, nel sud della Francia, "probabilmente è stato infettato da un dispositivo malevolo che ne consente il controllo ('RAT' - strumento di accesso remoto)", spiega la procura parigina.
All'origine del rapporto la compagnia di navigazione Gnv, proprietaria della 'Fantastic', che "ha identificato e neutralizzato un tentativo di intrusione, senza conseguenze sui sistemi informatici dell'azienda, che sono efficacemente protetti", ha spiegato Gnv in una dichiarazione inviata ad Afp.
Due membri dell'equipaggio, un lettone e un bulgaro, identificati dalle autorità italiane, sono stati arrestati a Sète e messi in stato di fermo, il 12 dicembre. Contemporaneamente, perquisizioni vengono effettuate "con urgenza in Lettonia, con il sostegno molto attivo di Eurojust e delle autorità lettoni", ha dichiarato l'ufficio del procuratore.
Il sospetto lettone è stato successivamente incriminato ed è in custodia cautelare mentre il bulgaro è stato rilasciato senza accuse, secondo la stessa fonte. Per il ministro dell'Interno francese Laurent Nuñez, questo è un "caso molto serio": "Gli investigatori stanno chiaramente seguendo la pista di interferenze straniere". "Al momento, l'interferenza straniera molto spesso proviene dallo stesso Paese", ha aggiunto su Franceinfo.
La nota di Gnv
Gnv "ha individuato e neutralizzato un tentativo di intrusione, privo di conseguenze sui sistemi aziendali efficacemente protetti, e ha provveduto a denunciare l’accaduto alle autorità competenti", scrive in una nota la compagnia sottolineando di aver collaborato e di continuare "a collaborare nell'ambito dello svolgimento delle indagini".
Durante le recenti operazioni di polizia, "che hanno richiesto alcune ore, la nave ha assicurato alle autorità piena cooperazione e riserbo, garantendo in parallelo costanti aggiornamenti e assistenza ai passeggeri", conclude la nota di Gnv.

"Ricordate la Ferragni? E Gianluca Vacchi? Ma soprattutto…Fabrizio Corona? Dove è finito? Faccio un appello pubblico: Fabrizio, che fine hai fatto?". Si apre con una videochiamata a Fabrizio Corona la puntata di oggi de 'La Pennicanza', il programma radiofonico di Fiorello e Biggio, in onda dal lunedì al venerdì alle 13.45 su Rai Radio2. Tra i due parte una conversazione esilarante, con Corona che presenta a Fiorello il figlio Thiago e afferma: "L’unico vero, pulito, onesto in questo lavoro è Rosario Fiorello!".
Si passa poi all'ironia sul Vaticano, con una foto del Papa da giovane: “Sembrava un Blues Brother”, commenta Fiorello. E subito parte la surreale telefonata con il pontefice: “I Blues Brothers sono tra i miei personaggi preferiti. In sacrestia, prima della Messa, canto sempre 'Sweet Home Chicago'!”. Spazio poi alle grandi opere: “Nuova metropolitana a Roma, 'Prossima fermata museo. A Roma prendere la metro è un tuffo nella storia’. Sapete da quanti anni vanno avanti i lavori? Tra i resti in esposizione troverete anche quelli dei primi operai che li hanno iniziati!”.
Finale musicale con Fiorello che mostra un graditissimo omaggio, l’LP Christmas Song Rock di Mina: “Me l’ha mandato lei in persona. C’è l’LP, il 45 giri, la cassetta… e c’è anche la canzone che ho cantato io con Mina. Noi siamo amici… come Corona e Signorini!”. Si chiude con le letterine di Babbo Natale mai spedite. Fiorello legge quella di Stefano Di Martino: “Caro Babbo Natale, ho 8 anni e voglio fare il ballerino…per non far litigare le mie compagne mi sono fidanzato con tutte e due… vorrei il Big Jim con la tua faccia, l’Allegro Chirurgo, la Ruota della Fortuna, la statua del presepe col cavallo di Piazza Mazzini, la pallina con la neve di Sanremo e il 45 giri di Saltellare di Amadeus, perché un giorno vorrei essere come lui. Però non arrivare troppo tardi, che se dobbiamo aspettare la prima serata non arrivi più!”.
Una traccia genetica il cui esito "non è consolidato" e dunque "privo di valore scientifico" e una relazione in cui sono contenuti una serie di elementi che Andrea Sempio, indagato per l'omicidio in concorso di Chiara Poggi, potrebbe aver toccato in tempi diversi rispetto alla vittima nella villetta di via Pascoli a Garlasco. La difesa del 37enne, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, che si sono affidati alla genetista Marina Baldi e all'ex poliziotto Armando Palmegiani hanno depositato le loro considerazioni in vista dell'udienza di domani, giovedì 18 dicembre, nell'incidente probatorio che vedrà protagonista la perita e genetista Denise Albani.
Nelle carte della difesa vengono sollevate diverse criticità rispetto alla perizia consegnata a inizio dicembre, in particolare oltre a sollevare dubbi sull'attendibilità del Dna attribuibile alla linea paterna di Sempio, vengono marcate perplessità sulla biostatistica.
Nella relazione viene messa in evidenza una delle conclusioni della perita: l'impossibilità di stabilire se quella traccia genetica trovata sulle unghie di Chiara Poggi è stata l'effetto di un trasferimento diretto da contatto o mediato da un oggetto. E proprio sugli oggetti protagonisti di un possibile trasferimento i consulenti hanno prodotto una lista che contiene, tra l'altro, la tastiera del computer, il telecomando del televisore, l'asciugamano del bagno e alcuni elementi presenti nella cucina di casa Poggi.
È il giorno della finale di Coppa Intercontinentale 2025. Oggi, mercoledì 17 dicembre, il Paris Saint-Germain sfida il Flamengo - in diretta tv e streaming - allo stadio Ahmed bin-Ali di Al Rayyan, in Qatar. I francesi di Luis Enrique arrivano all'appuntamento dopo aver trionfato, nella scorsa stagione, in Champions League, battendo l'Inter in finale con un netto 5-0, mentre i brasiliani hanno sollevato la Copa Libertadores.
Il Psg è reduce dalla vittoria esterna contro il Metz, battuto 3-2 nell'ultima giornata di Ligue 1, mentre il Flamengo, nella Coppa Intercontinentale, ha già battuto Cruz Azul e Pyramids in semifinale.
L'ultima edizione della Coppa Intercontinentale è stata vinta dal Real Madrid, che in finale ha battuto i messicani del Pachuca con un netto 3-0.

Tutto quello che c'è da sapere sulla mensilità aggiuntiva erogata a fine anno nella guida operativa della Fondazione studi consulenti del lavoro: 'Tredicesime dei lavoratori tra regole e particolarità'. Nella versione aggiornata a dicembre 2025 ci si sofferma, non solo sui casi che determinano la maturazione della gratifica natalizia, l'assoggettamento contributivo e fiscale ma anche sull'esame di alcuni casi particolari: dalla gestione della malattia, dell'infortunio e della maternità obbligatoria al lavoro intermittente e a domicilio, passando per i trattamenti di cassa integrazione. Trovano spazio nella guida anche alcuni esempi di calcolo per le qualifiche più comuni e le risposte degli esperti ai quesiti.
La tredicesima costituisce una mensilità aggiuntiva rispetto alle 12 normalmente spettanti ai lavoratori in cambio della prestazione lavorativa, rientra nel concetto di retribuzione differita, in quanto viene in genere corrisposta in un momento successivo a quello di competenza cui la stessa si riferisce. Nella gestione della tredicesima mensilità, la contrattazione collettiva riveste un ruolo fondamentale in quanto i contratti collettivi di lavoro disciplinano la retribuzione da prendere a riferimento, il computo, la mutazione, nonché il termine per la corresponsione.
Dobbiamo ricordare però che solo coloro che hanno effettuato un intero anno di lavoro regolare, escludendo le assenze per malattia, infortunio, ferie ed ogni altro evento comunque retribuito, come ad esempio l’intervento degli ammortizzatori sociali, troveranno in busta paga l’equivalente di una mensilità lorda. E', infatti, la natura delle assenze dal lavoro che fa la differenza in fase di elaborazione, in quanto non tutte danno diritto alla maturazione della tredicesima. Il netto in busta paga però sarà certamente inferiore a quello di una normale mensilità in quanto sulla tredicesima mensilità il lavoratore non ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente e per gli eventuali familiari a carico. Il periodo di riferimento per il calcolo della tredicesima è l’anno solare che si conclude con l’erogazione e matura in ragione di un dodicesimo al mese. Il presupposto di base per il diritto alla maturazione è la prestazione di attività lavorativa o la presenza di eventi a vario titolo comunque tutelati con o senza l’integrazione economica da parte del datore di lavoro.
In generale le assenze in qualche modo indipendenti dalla volontà del lavoratore di particolare rilievo sociale e quindi tutelate, danno diritto alla maturazione della 13sima, mentre quelle dovute ad una sua libera scelta o, se obbligate, di minore rilievo e/o che non comportano integrazioni da parte del datore di lavoro, non danno il diritto alla maturazione. Per avere diritto ad una 13sima intera occorre dunque aver prestato la propria opera per tutto l’anno o essere comunque stati considerati tali in funzione di obblighi di legge. Se il rapporto di lavoro è iniziato o cessato nell’anno, spetta un importo ridotto nella misura di tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio prestato. Per individuare nel dettaglio quando considerare o meno valida la maturazione di un dodicesimo, occorre fare riferimento ai contratti collettivi.
L’importo lordo della tredicesima mensilità costituisce imponibile contributivo e va assoggettato alle normali aliquote in vigore nel mese dell'erogazione. Lo stesso imponibile va assoggettato ai premi Inail. L’importo al netto delle ritenute previdenziali a carico del dipendente è assoggettato alla normale tassazione Irpef applicando le aliquote in vigore nel mese di erogazione, utilizzando gli scaglioni mensili senza cumulare l’imponibile con quello della retribuzione del periodo di paga in cui la gratifica viene erogata. Per tale motivo, ed anche rispettare per i tempi di erogazione (solitamente prima di Natale) è uso comune elaborare un cedolino a parte. All’imposta così calcolata non si applicano le detrazioni mensili per lavoro e per i carichi familiari, che spettano solo sulla retribuzione corrente di ogni mese. Infine, l’erogazione, anche se avviene una sola volta l’anno, non ha il carattere di occasionalità e pertanto, ai sensi dell’art. 2120 del Codice civile rientra nella retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto.
Il bonus fiscale da 100 euro è una integrazione al reddito concessa ad alcune categorie di lavoratori dipendenti, che ha sostituito il credito fiscale da 80 euro previsto dal cosiddetto 'bonus Renzi'. Rientra tra le misure a favore dei titolari di redditi da lavoro dipendente e di taluni redditi ad essi assimilati introdotte dal Decreto Legge 5 febbraio 2020, n., convertito, con modificazioni, dalla Legge 2 aprile 2020, n. 21 , al fine di ridurre il cuneo fiscale. 7 L’importo viene riconosciuto in base al reddito complessivo annuo. In particolare: quelli con reddito fino a 15.000 euro continuano a percepire il bonus in busta paga per intero, fino a un massimo di 1.200 euro l’anno; quelli con reddito con reddito oltre i 15.000 euro, ma fino a 28.000 hanno diritto al beneficio solo se la somma delle detrazioni fiscali spettanti supera l’Irpef lorda dovuta; chi percepisce un reddito superiore a 28mila euro non riceve nessun trattamento integrativo. Il lavoratore non troverà l’erogazione del bonus di 100 euro. La motivazione sta nel fatto che, analogamente al meccanismo di calcolo delle detrazioni fiscali, il bonus di 100 euro spetta in riferimento ai giorni di detrazioni per lavoro dipendente. Pertanto, riguardo alla doppia mensilità percepita dal lavoratore a dicembre, il lavoratore troverà il bonus di 100 euro soltanto nella busta paga di dicembre e non in quella della tredicesima. In sostanza al lavoratore spettano 960 euro diviso 365 per 31 giorni = 101,91 euro erogati nella busta paga di dicembre.

MONSERRATO (CAGLIARI) – Un incendio doloso a Monserrato ha distrutto un’abitazione, lasciando una famiglia senza casa e senza beni. Le fiamme hanno cancellato in pochi minuti quello che era un luogo di vita e di sicurezza, in un episodio che ha scosso profondamente la comunità locale.
👉 Il video dell’incendio, che mostra la violenza delle fiamme, è disponibile a questo link:
https://www.facebook.com/reel/1195974458608233
Nella casa vivevano anche numerosi animali domestici: dieci gatti e due cani. Tutti sono sopravvissuti, tranne un gatto, morto bruciato all’interno dell’abitazione. Una perdita che rende ancora più drammatica una vicenda già segnata da distruzione e dolore.
Famiglia senza casa dopo l’incendio a Monserrato
Le persone coinvolte – una donna, il compagno e la sorella – hanno perso tutto. Al momento si trovano in una situazione di grave emergenza abitativa e cercano con urgenza una casa in affitto, possibilmente in grado di accogliere anche gli animali sopravvissuti all’incendio.
Oltre a un alloggio, servono vestiti, coperte, biancheria e beni di prima necessità, indispensabili per affrontare i prossimi giorni.
Appello alla solidarietà: come aiutare
È stato lanciato un appello alla solidarietà rivolto a cittadini, associazioni e realtà del territorio. In attesa dell’attivazione di una raccolta fondi ufficiale, è possibile offrire un aiuto concreto anche attraverso una donazione.
Postepay per le donazioni
430 6010 0994 3978
Intestata a: Mulliri Federica
Codice fiscale: MLLFRC73A67B354K
Il ricavato servirà a sostenere le prime necessità della famiglia colpita dall’incendio doloso.
Comunità mobilitata, attesi sviluppi sulle indagini
La vicenda ha suscitato commozione e indignazione a Monserrato e nell’area metropolitana di Cagliari. Numerosi cittadini si stanno mobilitando per offrire supporto concreto, mentre si auspica che le autorità facciano piena luce sull’accaduto e individuino i responsabili.
Nel periodo natalizio, la speranza è che la solidarietà della comunità possa trasformarsi in un aiuto reale, restituendo almeno in parte serenità a chi l’ha persa in modo così drammatico.

Questa sera Checco Zalone farà un regalo al suo pubblico. Alle ore 21.00 tutti i canali Mediaset: Canale 5, Italia 1, Rete 4, Iris, La5, Cine34, TgCom24, Italia 2, Mediaset Extra, Focus, Top Crime, Twentyseven, Canale 20, trasmetteranno un suo 'video-messaggio' molto speciale. Un dono di Natale anticipato in attesa dell’arrivo al cinema il 25 dicembre di 'Buen Camino[1]', il suo nuovo film diretto da Gennaro Nunziante e distribuito da Medusa Film.
'Buen Camino' è prodotto da Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli ed è una produzione Indiana Production con Medusa Film in collaborazione con MZL e in collaborazione con Netflix realizzata da Indiana Production, una società Vuelta.
Sarà la penultima tappa del campionato mondiale Fia e l'ultima in
Europa... 
Muoversi di più, seguire un'alimentazione equilibrata, non fumare, controllare peso e pressione: le abitudini che proteggono il cuore si rivelano decisive anche dopo una diagnosi di tumore. E' quanto emerge da uno studio realizzato nell'ambito del progetto 'Umberto', condotto dalla piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi Ets-Unità di ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), in collaborazione con l'università Lum 'Giuseppe Degennaro' di Casamassima (Bari). Pubblicata sullo 'European Heart Journal', organo ufficiale della Società europea di cardiologia, la ricerca si basa sui dati dello studio 'Moli-sani', uno dei più ampi studi di popolazione a livello internazionale, coordinato dall'Unità di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed.
I ricercatori hanno seguito per 15 anni 779 adulti italiani, uomini e donne, che al momento dell'ingresso nello studio Moli-sani avevano già avuto una diagnosi di tumore, valutando il loro stato di salute attraverso il punteggio Life's Simple 7 (LS7). Si tratta di un indice sviluppato dall'American Heart Association - spiega una nota dall'Irccs Neuromed - che misura 7 classici fattori legati allo stile di vita e al rischio cardiovascolare: fumo, attività fisica, dieta, peso corporeo, pressione, colesterolo e glicemia. Attraverso questo strumento, i ricercatori hanno potuto valutare il grado di aderenza a comportamenti salutari da parte dei partecipanti con tumore e analizzarne l'impatto sul rischio di mortalità totale. I risultati hanno indicato che chi manteneva abitudini più sane aveva un rischio di mortalità inferiore del 38% rispetto a chi seguiva uno stile di vita poco salutare. Inoltre, ogni miglioramento di 1 punto nel punteggio LS7 era associato a una riduzione del 10% della mortalità per cancro".
"Il nostro studio - afferma Marialaura Bonaccio, primo autore del lavoro e co-principal investigator della piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi Ets-Irccs Neuromed presso l'Unità di Epidemiologia e Prevenzione - mostra che un punteggio basato sui tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, già validato nella popolazione generale, può migliorare la sopravvivenza anche per chi ha una storia di tumore. Adottare abitudini salutari come seguire una dieta sana, praticare attività fisica e mantenere un peso corporeo adeguato rappresenta insomma un supporto concreto per chi ha affrontato o sta affrontando quella patologia".
"Quando nel progetto Umberto la componente 'dieta' del punteggio LS7, che nella versione americana si basa su criteri generici di alimentazione sana, è stata sostituita con l'aderenza specifica alla dieta mediterranea rimarcano i ricercatori - il legame tra comportamenti salutari e sopravvivenza è risultato ancora più evidente, anche per la mortalità dovuta a malattie cardiovascolari. Il modello alimentare tipico dei Paesi del Sud Europa (ricco di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine d'oliva) si conferma così un alleato fondamentale non solo per la salute del cuore, ma anche per il benessere delle persone che affrontano un tumore".
Secondo lo studio, "buona parte della relazione tra positiva tra buoni stili di vita e riduzione della mortalità può essere spiegata da tre fattori biologici comuni alle malattie cardiovascolari e ai tumori: l'infiammazione subclinica, la frequenza cardiaca e i livelli di vitamina D nel sangue. Questi dati confermano l'esistenza di un terreno comune che lega le due condizioni patologiche". Commenta Maria Benedetta Donati, principal investigator della piattaforma congiunta Fondazione Veronesi-Neuromed: "Questo studio conferma un'ipotesi scientificamente molto interessante, ovvero che malattie croniche apparentemente diverse, come i tumori e le patologie cardiovascolari, possano condividere basi biologiche e meccanismi di sviluppo e progressione comuni. In letteratura questa ipotesi è nota come 'common soil', cioè un 'terreno condiviso' di meccanismi molecolari e fattori di rischio o protezione da cui si sviluppano condizioni cliniche differenti".
"I risultati - osserva Licia Iacoviello, responsabile dell'Unità di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed e ordinario di Igiene all'università Lum di Casamassima - rafforzano l'idea che gli stili di vita salutari e la prevenzione primaria non servano soltanto a ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche in persone sane, ma anche a migliorare la prognosi e la qualità della vita di chi ha già affrontato un tumore. E' un messaggio di salute pubblica che unisce due ambiti solo apparentemente distinti: quello cardiovascolare e quello oncologico". Una visione ampia, come rimarca Chiara Tonelli, presidente del comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi Ets, professore emerito di Genetica all'università degli Studi di Milano e presidente Federazione italiana scienze della vita (Fisv): "Con questo studio si conferma l'importanza del progetto Umberto, che da sempre adotta un approccio integrato mettendo la persona al centro di uno stile di vita globale. Il progetto valorizza l'interconnessione tra dieta, attività fisica e altri comportamenti salutari, fondamentali per intervenire sui meccanismi comuni a malattie cardiovascolari e oncologiche".

E' il dolce simbolo del Natale, il Panettone, soffice e profumato, frutto di ore di lavorazione, dove tutto parte indiscutibilmente dal lievito madre. E se farina, uova, burro e zucchero sono gli ingredienti per l'impasto di base, per gli 'ortodossi' della ricetta tradizionale, quella milanese, arance e cedro canditi sono insostituibili. Ma a sdoganare questo che è un vero e proprio 'credo' ci pensano i pastry chef, che ogni anno si cimentano nello sperimentare qualcosa di nuovo, qualche variante sul tema che, pur senza stravolgere i 'fondamentali', propone nuovi aromi, nuovi frutti, nuove spezie, per arrivare, spesso dopo mesi di sperimentazioni, a sfornare un Panettone che vuole essere innovativo ma tradizionale al tempo stesso.
Così, per il 're dei lievitati' anche per questo Natale 2025 non mancano nuove accattivanti proposte. Eccone alcune, ma solo alcune, in questa carrellata (non esaustiva) tra Nord e Sud.
- PeachMary di Dario Loison. Ci sono voluti più di due anni per mettere d’accordo una pesca e un rametto di rosmarino. Un tempo fatto di prove, dubbi e assaggi e alla fine è nato il Panettone PeachMary, il nuovo 'colpo di teatro' firmato Loison per il Natale 2025. Una piccola provocazione del pasticciere veneto Dario Loison che, in anni in cui si parla sempre più di panettone d’estate o tutto l’anno, vuole fare l’inverso: portare l’estate dentro il panettone. Così è nato PeachMary, un incontro insolito tra la dolcezza solare della pesca e l’audacia del rosmarino, erba aromatica che raramente si concede al dessert e che in questo panettone diventa l’ingrediente strategico. E siccome anche il packaging vuole la sua parte, ad avvolgerlo è la scatola rigida in cartoncino teso verde salvia firmata da Sonia Design, con illustrazioni ispirate alle antiche tavole botaniche, che raffigurano aghi di rosmarino e rami di pesco in fiore, in delicate nuance che richiamano i due ingredienti protagonisti.
- Panettone all’Amarena a marchio Toschi. Toschi Vignola ha lanciato il primo panettone all’Amarena con il suo iconico marchio. Nella tradizione della storica azienda - specializzata nella produzione di Amarena candita, liquori, sciroppi, topping e prodotti per la gelateria - il Panettone all’Amarena Toschi rappresenta un esempio di qualità artigianale accessibile a un largo pubblico. La lenta lievitazione e l’uso di un lievito madre curato da quasi cento anni offrono un cuore soffice e alveolato che ospita le inconfondibili amarene dell’azienda vignolese. Il tocco intenso del frutto candito in sciroppo completa così un impasto ricco e vellutato.
- Panettone al Pomodoro dello chef Francesco Ferretti. Dopo il grande successo della scorsa stagione, il ristorante Scirocco dell’hotel LA Roqqa di Porto Ercole torna con il suo ormai celebre Panettone al Pomodoro ideato dallo chef Francesco Ferretti, che omaggia un ingrediente immancabile sulle tavole italiane, esplorandone le potenzialità in pasticceria e reinterpretandolo in chiave dolce. Lo chef torna a proporre una limited edition in occasione delle festività 2025. Un panettone dolce arricchito con pomodori canditi e cioccolato al lampone, realizzato con ingredienti di altissima qualità e perfezionato nel tempo per raggiungere un equilibrio ideale: un’insolita combinazione di sapori che trasforma il classico della tradizione delle feste con un tocco di estate mediterranea. Completa la preparazione un accurato processo di lievitazione naturale di circa 27 ore, che insieme a cottura e riposo porta a un panettone soffice, profumato e dalla consistenza perfettamente bilanciata.
- Panettone al Vermouth Storico firmato Cocchi. Nato dalla collaborazione tra Giulio Cocchi e Albertengo, due eccellenze piemontesi, il Panettone al Vermouth Storico, primo e originale panettone al Vermouth di Torino , unisce competenze e tradizioni per un risultato unico: un dolce che profuma di spezie, agrumi e convivialità. Il Vermouth Storico Cocchi è protagonista sia nell’impasto sia nella canditura delle scorze di limone e arancia. A completare l’armonia dei sapori, un tocco di zenzero fresco e gocce di cioccolato, che donano al panettone una ricchezza aromatica inconfondibile. La lavorazione prevede lievito madre, 48 ore di lievitazione naturale e solo ingredienti di prima scelta. Il consiglio di degustazione è con un calice di Storico Vermouth di Torino Cocchi ben freddo e l’immancabile scorzetta di limone.
- Panettone al Vin Santo del Chianti Classico di Fèlsina. Fèlsina presenta il Panettone al Vin Santo del Chianti Classico in collaborazione con Opera Waiting, laboratorio di pasticceria artigianale con sede a Poggibonsi (Siena) che da sempre valorizza qualità, ingredienti naturali e filiera corta. L’impasto soffice, preparato con lievitazione naturale e miele toscano, viene delicatamente bagnato con il Vin Santo del Chianti Classico di Fèlsina, un vino storico dell’azienda ottenuto da uve Trebbiano, Malvasia e Sangiovese appassite su graticci per mesi. Dopo la pigiatura, il mosto viene trasferito in caratelli sigillati di rovere insieme alla 'madre', una piccola parte di vino derivante delle annate precedenti, dove riposa per ben sette anni. Le peculiarità del Vin Santo del Chianti Classico arricchiscono naturalmente il panettone, che si distingue per aromaticità e identità uniche nel loro genere.
- CiaccoLab per DryMilano. Per il Natale 2025 si consolida la collaborazione fra due insegne dell’eccellenza e dell’innovazione, da cui nasce il Panettone firmato CiaccoLab per Dry Milano, per dar vita a un prodotto capace di unire la maestria di Guizzetti al tocco distintivo della mixology di DryMilano. Gli elementi identitari del Panettone CiaccoLab per DryMilano sono gli stessi che caratterizzano i lievitati di altissima qualità di Stefano Guizzetti: doppio impasto con farina italiana, 48 ore di lievitazione con lievito madre. All’impasto si aggiunge la cifra distintiva di DryMilano con i sentori del cocktail Clear Colada: il risultato è un panettone dalle note avvolgenti grazie alle aggiunte di burro di cocco, ananas candita, Rum Dominicano e cioccolato Tanzania di Marco Colzani, una combinazione che bilancia la dolcezza con un'insolita complessità aromatica.
- Il Panettone firmato dallo chef Fulvio Pierangelini per Café Ginori. E' un panettone d’autore quello firmato dallo chef Fulvio Pierangelini per il Café Ginori all’Hotel de La Ville a Roma, che per la stagione delle feste si trasforma in un salotto di eleganza contemporanea e raffinata convivialità dove degustare una fetta di panettone diventa gesto culturale e rituale condiviso. Le tavole del Café, allestite con i nuovi pezzi della collezione Ginori 1735 'Oriente Italiano' (Meringa, Castagna, Rubrum e Aurum) hanno composto un paesaggio estetico dove la porcellana pura diventa linguaggio espressivo e invito alla convivialità. Una mise en place che riflette la volontà del brand di trasformare ogni momento in un’occasione di bellezza e stile. E proprio ai sapori orientali e alla colore Aurum della Collezione 'Oriente Italiano' di Ginori 1735 si ispira il panettone del maestro Pierangelini per offrire un percorso gustativo che combina tradizione, tecnica e armonia.
- Il primo Panettone del maestro pizzaiolo Marco Quintili. E' un omaggio alla Campania il primo panettone di Marco Quintili, maestro pizzaiolo campano ma romano d’adozione: una Limited Edition da 200 pezzi che unisce tecnica, ingredienti di qualità e un’identità gustativa fortemente territoriale. Un progetto che nasce dalla sua lunga esperienza come panificatore e dalla profonda conoscenza dei lievitati. In un momento in cui il format Quintili si arricchisce di nuovi progetti e nuovi prodotti, arriva questa novità pensata proprio per le feste. Realizzato con farina tipo 0 Mulino Magri e lavorato con un approccio completamente naturale, il panettone di Quintili è il risultato di una lievitazione di 48 ore e dell’utilizzo di ingredienti di altissima qualità. L’obiettivo è chiaro: portare un sapore autenticamente campano, in cui emergano note che richiamano la pastiera napoletana, grazie alla presenza di ricotta, canditi di arancia e mandarino.
- Dal Don Lievitato al Panettone Zibibbo e Zabaione i sapori del Sud di Don Nino. Don Nino, realtà italiana riconosciuta a livello internazionale per l’approccio artigianale alla gelateria e alla pasticceria, porta sulle tavole di Natale il calore del Sud e propone una collezione di lievitati che interpreta la tradizione. Una linea che rafforza il legame del brand con la Calabria, valorizza la qualità delle materie prime e conferma una vocazione all’innovazione. A guidare il progetto di Don Nino è il talento di Francesco Mastroianni, gelatiere di terza generazione di Lamezia Terme. La selezione di prodotti, realizzata con lievito madre e un’accurata lavorazione artigianale, si distingue per tre proposte che celebrano i sapori mediterranei: il Don Lievitato, profumato con liquore al bergamotto - simbolo della tradizione calabrese - e arricchito da una crema alla vaniglia al bergamotto; il Panettone Zibibbo e Zabaione, con farcitura al cioccolato bianco, insieme al ripieno a base di zabaione e vino Zibibbo; e il Panettone al Pistacchio, con un soffice impasto verde arricchito da chunks di pistacchio e arancia. Completa la gamma una creazione dal gusto più contemporaneo, il Panettone al Cioccolato Bianco e Frutti Rossi, dove la freschezza dei frutti di bosco incontra la dolcezza del cioccolato bianco.

Pranzi, cene, aperitivi con un unico fattor comune: il cibo e le tavole imbandite. Il Natale è, infatti, la festa che probabilmente più di tutte associa il piacere di ritrovarsi tra amici e parenti con l’irrinunciabile rito di mettersi a tavola insieme per divertirsi e vivere momenti da ricordare. Diventa quasi obbligatorio essere felici e connessi con l’atmosfera natalizia, ma per chi soffre di un disturbo del comportamento alimentare (Dca) il Natale può diventare un periodo per sentirsi più esposto, più stanco e più in difficoltà. In special modo le occasioni (come appunto le festività), che vedono il cibo come uno dei protagonisti principali dei momenti conviviali, fanno riaffiorare paure e momenti di sofferenza. Uno di questi in particolare riguarda i 'fear-food', ovvero tutti quegli alimenti o categorie di alimenti che chi soffre di un disturbo alimentare evita rigorosamente perché generano ansia o paura intensa.
“I fear-food non sono davvero i nemici, sono simboli – spiega Giuseppe Magistrale, psicoterapeuta e co-founder di Lilac-Centro Dca – rappresentano ciò che il disturbo teme maggiormente: la perdita di controllo, il giudizio, il cambiamento del corpo". Nasce da questi presupposti la guida ai 'fear-food' di Lilac-Centro Dca, digital health tech startup prima realtà in Italia che si pone l’obiettivo di creare un modello innovativo per il trattamento dei disturbi alimentari, curata in collaborazione con la biologa nutrizionista Luna Pagnin, che si sviluppa in un percorso in 7 step (più un esercizio finale) creato non per dire cosa fare, ma per fornire possibili strumenti utili.
“I fear-food non si superano forzandosi o togliendosi il pensiero, ma imparando a stare accanto alle emozioni che evocano – commenta Luna Pagnin, biologa nutrizionista – In questa guida non diamo soluzioni rapide, perché non esistono, ma offriamo piccoli passi per ritrovare sicurezza nel piatto e nel proprio corpo, senza giudizio. È uno spazio di accompagnamento, non una cura: uno strumento per sentirsi un po’ meno soli nei momenti più difficili". “È cruciale poi ricordare – aggiunge Giuseppe Magistrale – che il percorso di riavvicinamento ai 'fear-food' è strettamente personale e non lineare: è fondamentale procedere con gentilezza verso sé stessi, rispettare i propri tempi e, se necessario, non esitare a cercare un supporto professionale qualificato".
Step 1) La tua lista dei 'fear-food'
Potresti scrivere una lista dei cibi che ti fanno più paura, dal meno al più difficile. Come per esempio, pane bianco, pasta al pesto, pizza, croissant, gelato. Trattala come una to do list di libertà: ogni volta che affronti un cibo, metti una spunta e scrivi perché ti spaventa e come ti fa sentire.
Step 2) Abbinalo a un 'safe-food'
Mangiare un 'fear-food' accanto a un cibo che fa sentire più sicuri può aiutare il corpo e la mente a rilassarsi. Per esempio pizza con le verdure preferite, biscotti con yogurt, pasta al pesto con una porzione di un alimento proteico come formaggio, pesce o carne. "L’obiettivo – aggiunge Magistrale di Lilac-Centro Dca – è cercare di normalizzare il cibo, non controllarlo. Bisogna ricordarsi che nessun alimento è proibito, è l’etichetta che gli diamo noi a renderlo tale”.
Step 3) Prepara il contesto giusto
Mangiare un 'fear-food' in un contesto accogliente potrebbe aiutarti a ridurre l’ansia. “Potresti scegliere un luogo dove ti senti al sicuro (casa, un bar tranquillo, con una persona di fiducia) – spiega Giuseppe Magistrale – e poi mangiare il ‘fear-food’ lentamente, ascoltando il gusto, il profumo, la consistenza, ma soprattutto restare presente.”
Step 4) La tua 'fear-food' routine. Prima di mangiare può essere utile ripetere una frase di forza come 'sono pronta/o a fare spazio alla libertà' o 'ogni boccone difficile diventerà semplice se me ne do l’occasione'. Durante il pasto prova a notare il respiro e non il pensiero e dopo prova a dare spazio a una “decompressione gentile” come una passeggiata lenta, chiama una persona amica o ascolta una canzone preferita.
Step 5) Razionalizza con le affermazioni. Prova a scrivere una lista di frasi (o post-it) che ti aiutino a ricordare che il cibo non è pericolo, ma un compagno di vita, un bisogno primario, una soddisfazione insieme ad altre della vita.
Step 6) Affronta le paure con gentilezza. Quando la paura sale prova a respirare profondamente per 1 minuto e cerca i punti di appoggio (prova a sentire l’appoggio dei tuoi glutei, i piedi a terra, la schiena appoggiata). Ricorda che l’ansia raggiunge un picco e poi scende, non dura per sempre. “Se poi affrontare questa sfida da soli è troppo non significa aver fallito – specifica Magistrale – ma significa che si sta riconoscendo un proprio bisogno. Rispettare i propri limiti è un atto di cura. Chiedere supporto a un professionista può essere un modo potente per capirsi meglio e non sentirsi più soli".
Step 7) Celebra ogni conquista. Ogni volta che affronti un 'fear-food' potrebbe essere utile tenere traccia di come ti ha fatto sentire prima, durante e dopo e far caso se la paura si è ridotta nel tempo. Esercizio finale. Utilizzando i precedenti step puoi provare a creare il tuo 'diario della libertà' con un semplice schema che riporti data, 'fear-food' ed emozione provata/frase di forza.



