
L'Ucraina "si rifiuta praticamente di porre fine al conflitto con mezzi pacifici". All'indomani della decisione dell'Ue sul finanziamento a Kiev, e mentre i colloqui con gli Usa restano in stallo, il presidente russo Vladimir Putin lancia l'accusa rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza di fine anno a Mosca. Il leader del Cremlino ha tuttavia aggiunto che ci sono "alcuni segnali... che indicano la loro disponibilità a intraprendere un qualche tipo di dialogo".
Putin ha quindi ribadito che Mosca è disposta a "porre fine a questo conflitto con mezzi pacifici" ma solo "sulla base dei principi che ho delineato lo scorso anno", che prevedono "l'affrontare le cause profonde che hanno portato a questo conflitto".
Il governo di Kiev, ha poi denunciato il presidente russo, "ha iniziato la guerra nell'est dell'Ucraina" nel 2022, e avrebbe dovuto lasciare "la popolazione libera di scegliere il proprio stile di vita in quella parte del Paese". "Allora non hanno voluto lasciarli fare", ha continuato.
Quindi l'attacco a Volodymyr Zelensky, definito "un attore, e anche molto talentuoso", a proposito del video girato dal presidente ucraino a Kupiansk, città di cui i russi rivendicano il controllo. Per il leader del Cremlino, il video è stato girato "a circa un chilometro dalla città". "Beh, se la città è sotto il loro controllo, perché non entrano in città?", ha ironizzato.
Secondo Putin "le nostre truppe stanno avanzando lungo tutta la linea di contatto" e "il nemico retrocede in tutte le direzioni", ha poi rivendicato lo 'zar' e la Russia otterrà ulteriori "successi" entro la fine dell'anno.
Il leader del Cremlino si è detto "fiducioso che entro la fine dell'anno saremo testimoni di nuovi successi delle nostre forze armate". Questo dopo che il presidente russo aveva dichiarato che il suo Paese intendeva "spostarsi verso ovest", dopo aver compiuto ulteriori progressi in Ucraina, confermati dagli ultimi rapporti dei suoi militari secondo cui si erano già verificati spostamenti verso ovest di circa 1,5 km e che le forze russe stavano continuando ad avanzare sul campo di battaglia.
Quindi il passaggio sull'Ue[1], con Putin che ha definito una "rapina" l’ipotesi avanzata dall’Unione europea di utilizzare i beni russi congelati per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina, avvertendo che una simile decisione avrebbe conseguenze "gravi" per i Paesi coinvolti.
Rispondendo a una domanda sulla questione durante la sua conferenza di fine anno, Putin ha affermato che i leader europei non hanno ancora raggiunto un accordo proprio per il timore che "le conseguenze possano essere davvero gravi per i rapinatori". Secondo il capo del Cremlino, l’eventuale utilizzo degli asset minerebbe la fiducia nell'eurozona e creerebbe un precedente pericoloso, suscettibile di essere applicato in futuro contro altri Stati o gruppi. "Qualunque cosa rubino, prima o poi dovranno restituirla - ha dichiarato Putin, assicurando che la Russia ricorrerà alle vie legali per difendere i propri interessi - Faremo tutto il possibile per individuare una giurisdizione indipendente dal contesto politico".

Udienza dedicata alle difese oggi, venerdì 19 dicembre, nel processo milanese che vede imputata Chiara Ferragni per truffa aggravata (dall'uso del mezzo informatico) in relazione alle operazioni commerciali 'Pandoro Balocco Pink Christmas' (Natale 2022) e 'Uova di Pasqua Chiara Ferragni - sosteniamo i Bambini delle Fate' (Pasqua 2021 e 2022)'. Davanti al giudice Ilio Mannucci Pacini prenderanno la parola i difensori dell'influencer (presente come sempre in aula), gli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, i legali del suo ex braccio destro Fabio Maria Damato e quelli del presidente del cda di Cerealitalia, Francesco Cannillo.
Nel processo abbreviato, gli avvocati proveranno a sostenere la buona fede e il fatto che nessuno abbia lucrato sulle iniziative di beneficenza a differenza di quanto sostiene l'accusa che, nella scorsa udienza, ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi per l'imprenditrice digitale perché, tramite le due campagne commerciali, avrebbe ottenuto un ingiusto profitto di circa 2,2 milioni di euro, oltre che benefici non calcolabili dal ritorno di immagine.
In particolare, l'operazione 'Balocco' avrebbe indotto "in errore un numero imprecisato di acquirenti" convinti che con il proprio acquisto Pink (al prezzo di 9,37 euro invece di 3,68 euro del prodotto tradizionale) avrebbero finanziato la raccolta fondi a favore dell'ospedale Regina Margherita di Torino. Un errore di comunicazione, a dire di Chiara Ferragni, che per l'accusa cela invece, anche nel secondo caso, una truffa.

Dopo la frenata della Lega, cambia la manovra 2026. Via le norme sulle pensioni, le novità sul Tfr e le risorse per finanziare Transizione 4.0. Restano le misure sull'iperammortamento e la rimodulazione del Pnrr.
"Aspettiamo l'ultima parola per dire che è tutto risolto. Meglio aspettare la fine quando è suonato il gong", così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, a margine dei lavori della Commissione Bilancio del Senato, risponde a chi gli chiede se, con l'arrivo dell'ultima versione dell'emendamento del governo al ddl bilancio, possano considerarsi risolte le tensioni all'interno della maggioranza[1].
Ripartono i lavori della Commissione Bilancio sulla manovra[2], con l'obiettivo di chiudere il testo in giornata per arrivare - come da calendario - in Aula a Palazzo Madama lunedì. Nella nuova formulazione dell’emendamento del governo alla manovra cambia la ritenuta d'acconto per le imprese. Si prevede infatti un anticipo della misura al 2028 con un'aliquota ridotta dello 0,5% che poi si conferma all'1% dal 2029. Il gettito della misura viene calcolato in 734,5 milioni di euro che poi salgono a 1.469 a decorrere dal 2029.
Saltano le norme sulle pensioni, l'allungamento delle finestre e il riscatto della laurea, e le novità sul Tfr: sono scomparse le misure relative all'estensione dell'obbligo di versamento, da parte delle imprese che hanno superato i 50 dipendenti dopo l'avvio dell'attività, al Fondo, e anche quelle all'adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti.
Spariscono, dal nuovo emendamento del governo alla manovra depositato in commissione Bilancio del Senato, anche le risorse stanziate dal testo originario, pari a 1,3 miliardi, per finanziare Transizione 4.0, i cui fondi sono esauriti.
Via libera invece all'emendamento alla manovra, proposto da FdI, che attribuisce la proprietà delle riserve auree conservate da Banca d'Italia al popolo italiano. Lo annuncia il senatore della Lega e relatore della finanziaria, Claudio Borghi, a margine della lavori sul ddl bilancio. "E' un momento molto importante, si chiude una mia battaglia di 11 anni", chiosa il senatore. E conclude: "Penso che sia una delle cose più importanti fatte in questa manovra: riaffermare il principio ci riporta alla normalità, messa in pericolo da pretese sul nostro oro da parte dei più disparati soggetti".

L'influenza e i virus respiratori stringono la morsa sull'Italia e continuano a crescere: "L'incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità nella settimana dall'8 al 14 dicembre - secondo il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi dall'Istituto superiore di sanità (Iss) - è stata pari a 14,7 casi per 1.000 assistiti contro i 12,4 del bollettino precedente, in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 817mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 4,9 milioni di casi".
L'incidenza più elevata si continua a osservare, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 42 casi per 1.000 assistiti. Nella settimana 2025-50, sia nella comunità che nel flusso ospedaliero si registra per influenza un alto tasso di positività (36% e 40.4% rispettivamente vs 25.3% e 28.8%).
L'intensità è molto alta in due regioni, Campania e Sardegna, ed è alta in Sicilia. Mentre risulta media in Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle D'Aosta e Provincia di Bolzano e bassa in tutte le altre, ad eccezione del Molise in cui è a livello basale.
Quali virus influenzali stanno circolando in Italia? "Nella comunità e nel flusso ospedaliero la percentuale di virus A (H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A (H1N1)pdm09", si segnala nel rapporto RespiVirNet diffuso oggi dall'Istituto superiore di sanità (Iss). "Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A 'non sottotipizzabile' come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari", continuano gli esperti.
Quanto alla presenza del nuovo ceppo di 'super influenza', "le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA di virus influenzali A H3N2 attualmente circolanti in Italia evidenziano che nell'ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K è nettamente prevalente", spiega l'Iss che però precisa: "I dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche".
Inoltre, si rimarca nel report, "stime preliminari suggeriscono che i vaccini in uso continuano a proteggere dall'ospedalizzazione benché, sulla base dei dati ad oggi disponibili, non sia possibile stabilire la loro efficacia verso le manifestazioni cliniche della malattia". Durante la settimana 2025-50, dall'8 al 14 dicembre, sono stati segnalati attraverso il portale RespiVirNet in tutto 3.561 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete. Dalle analisi effettuate, 1.436 (40,3%) sono risultati positivi al virus influenzale, in particolare 1.432 di tipo A (295 di sottotipo H1N1pdm09, 662 H3N2 e 475 A non ancora sottotipizzati) e 4 di influenza B.
Nell'ambito di questi campioni analizzati, 91 (2,6%) sono risultati positivi per Virus respiratorio sinciziale, 86 (2,4%) per Sars-CoV-2 e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 269 (7,6%) rhinovirus, 89 (2,5%) coronavirus umani diversi da Sars-CoV-2, 64 (1,8%) virus parainfluenzali, 62 (1,7%) adenovirus, 21 bocavirus e 12 metapneumovirus.

LMDV Capital, family office di Leonardo Maria Del Vecchio, annuncia di avere sottoscritto un accordo per l’acquisizione del 30% de Il Giornale, storico quotidiano nazionale della famiglia Angelucci. L’ingresso di LMDV Capital - si spiega in una nota - "avviene in qualità di investitore di lungo periodo, al fianco dell’azionista di riferimento, con l’obiettivo di rafforzare il progetto industriale del quotidiano e sostenerne l’evoluzione digitale, preservandone al contempo identità, autonomia e linea editoriale".
L’operazione - si sottolinea - "si inserisce nel più ampio percorso avviato da LMDV Capital nel settore dei media e si affianca all’esclusiva recentemente sottoscritta per l’acquisizione della maggioranza di un gruppo editoriale italiano, attivo su quotidiani e piattaforme digitali a diffusione nazionale e locale. Le due iniziative delineano il primo perimetro del polo editoriale italiano che Leonardo Maria Del Vecchio intende sviluppare come base del proprio futuro piano industriale nei media".
"In una fase di profondo riassetto del settore LMDV Capital conferma la volontà di investire nel lungo periodo sull’informazione italiana mettendo a disposizione capitale, competenze manageriali e know-how sulla trasformazione digitale". Il progetto - si spiega - prevede la costruzione di una piattaforma editoriale integrata, fondata su: la valorizzazione dei brand storici della stampa italiana; l’accelerazione della trasformazione digitale (siti, app, podcast, video, prodotti premium e modelli di abbonamento); l’utilizzo responsabile di dati e intelligenza artificiale a supporto del lavoro delle redazioni, senza sostituire il ruolo, l’indipendenza e il valore dei giornalisti né ridurre la centralità delle scelte editoriali; risorse professionali, persone che operano all’interno della struttura editoriale che rappresentano il capitale umano su cui si fondano crescita, credibilità e identità del gruppo".
“Questo investimento, al fianco della famiglia Angelucci, rappresenta un passo concreto nel percorso che ho delineato nei mesi scorsi: rafforzare l’editoria italiana con capitale italiano, paziente e industriale". Lo dichiara Leonardo Maria Del Vecchio, fondatore e azionista di LMDV Capital commentando l'acquisizione del 30% de Il Giornale. "Non possiamo accettare che il futuro dell’informazione venga deciso esclusivamente dagli algoritmi o da piattaforme che non investono nel lavoro giornalistico. L’obiettivo di chi oggi ha la possibilità di investire è esattamente l’opposto: mettere risorse e competenze al servizio di redazioni libere, capaci - conclude - di parlare alle nuove generazioni senza rinunciare alla qualità.”

Il Napoli contro Massimiliano Allegri. Non si fermano le polemiche dopo Napoli-Milan, semifinale di Supercoppa italiana vinta dagli azzurri per 2-0 con i gol di Neres e Hojlund, e caratterizzata da qualche polemica arbitrale e grande nervosismo tra le due panchine. Tra i più agitati c'è stato proprio Allegri, che si è scontrato a più riprese con la panchina del Napoli, in particolare con il dirigente del Napoli Lele Oriali.
Da qui nasce un duro comunicato della società azzurra: "La SSC Napoli condanna con fermezza l’atteggiamento dell’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri che, durante la semifinale di Supercoppa Italiana, alla presenza di decine di persone a bordocampo e in diretta televisiva, ha pesantemente insultato Gabriele Oriali con termini offensivi e reiterati", ha scritto il club in una nota".
"Auspichiamo che tale aggressione, totalmente fuori controllo, non passi inosservata, a maggior ragione perché, con 33 telecamere impegnate nella produzione dell’evento, è impossibile non riscontrare quanto avvenuto".
La 'manata' di Maignan e lo scontro Allegri-Oriali
La tensione è scoppiata al 55', quando Mike Maignan para in due tempi il tiro da fuori di Rrahmani. Al momento di bloccare il pallone però, il portiere francese è sbilanciato da Politano, che ha provato ad avventarsi sulla ribattuta, 'cadendo' nel più classico dei falli di reazione.
Maignan ha infatti rifilato una leggera manata[1] all'esterno del Napoli, che si è poi toccato il volto dolorante. Immediate le proteste degli azzurri, con l'arbitro Zufferli che ha interrotto il gioco per permettere il check alla sala Var. Dopo qualche secondo però il gioco è ripreso, con l'intervento del portiere rossonero che non è stato quindi sanzionato.
Da qui è nato un acceso battibecco tra le due panchine con protagonisti Allegri e Oriali, che si è rivolto anche al quarto uomo 'raccomandandosi' di segnare a referto le parole, piuttosto colorite, dell'ex allenatore della Juventus.
Conte-Allegri, niente stretta di mano
A certificare il nervosismo ci hanno pensato a fine partita i due allenatori. Al triplice fischio infatti non c'è stata la consueta stretta di mano[2] tra i due allenatori. Antonio Conte e Massimiliano Allegri infatti non si sono incrociati al triplice fischio, con il tecnico del Napoli che è andato in campo a salutare i suoi giocatori, mentre quello del Milan è corso negli spogliatoi. Durante il giro di campo Conte ha incrociato invece Landucci, storico secondo di Allegri, stringendogli la mano.

May Britt, l'attrice svedese che negli anni Cinquanta conquistò Cinecittà e Hollywood, prima di ritirarsi dalle scene per il matrimonio con il leggendario cantante e attore Sammy Davis Jr, è morta a Los Angeles all'età di 91 anni. Si è spenta l'11 dicembre per cause naturali al Providence Cedars-Sinai Tarzana Medical Center, come ha dichiarato suo figlio Mark Davis a 'The Hollywood Reporter'.
Nata a Lidingö, nei pressi di Stoccolma, in Svezia, il 22 marzo 1934, Majbritt Wilkens - questo il suo nome di nascita - fu scoperta nel 1951 dal produttore cinematografico Carlo Ponti e dal regista Mario Soldati mentre lavorava come assistente di un fotografo. Ponti e Soldati cercavano una giovane bionda per il ruolo principale di 'Jolanda, la figlia del Corsaro Nero', ispirato all'omonimo romanzo di Emilio Salgari, e, colpiti dalla sua presenza, le offrirono immediatamente la parte.
May Britt si trasferì a Roma e debuttò sul grande schermo nel 1952, dando inizio a una carriera intensa, seppur breve, nel cinema italiano.
Tra i film girati a Cinecittà in cui recitò figurano "Le infedeli" (1953) di Steno e Mario Monicelli, "La lupa" (1953) di Alberto Lattuada, "Il più comico spettacolo del mondo" (1953) di Mario Mattoli, "La nave delle donne maledette" (1953) di Raffaello Matarazzo, "Cavalleria rusticana" (1953) di Carmine Gallone, "Vergine moderna" (1954) di Marcello Pagliero, "Silenzio… si spara!" (1955) di John Berry, "L'ultimo amante" (1955) di Mario Mattioli e "Prigionieri del male" (1955) di Mario Costa.
Nel 1956 partecipò al kolossal "Guerra e pace" di King Vidor, che segnò il suo passaggio definitivo agli studios americani. A Hollywood May Britt firmò un contratto con la 20th Century Fox e recitò in film come "I giovani leoni" (1958) di Edward Dmytryk, accanto a Marlon Brando, "I cacciatori" (1958) di Dick Powell, con Robert Mitchum, "L'angelo azzurro (1959) di Edward Dmytryk, nel ruolo di Lola-Lola - remake dell'omonimo film del 1930 che aveva lanciato Marlene Dietrich - e "Sindacato assassini" (1960) di Burt Balaban e Stuart Rosenberg, dove interpretò la moglie di un cantante minacciato dalla mafia.
Nel 1959 incontrò Sammy Davis Jr. La loro relazione, resa pubblica nel 1960, destò scalpore: i matrimoni interrazziali erano ancora illegali in 31 stati americani. Il 13 novembre 1960 i due si sposarono a Los Angeles con Frank Sinatra come testimone. Dopo il matrimonio, Britt si ritirò quasi completamente dal cinema per dedicarsi alla famiglia; dalla loro unione nacque la figlia Tracey e furono adottati altri due figli, Mark e Jeff. Il matrimonio si concluse nel 1968.
Dopo il divorzio, May Britt tornò sporadicamente sul piccolo schermo, apparendo in serie come "The Danny Thomas Hour", "Missione impossibile", "The Most Deadly Game", "The Partners" e "Probe", e nel 1977 recitò nel film horror "Haunts - Spettri del passato". In seguito si dedicò alla pittura e a una vita lontana dai riflettori. Nel 1993 si risposò con l’imprenditore e allevatore Lennart Ringquist, scomparso nel 2017. May Britt lascia i due figli adottivi, una sorella e numerosi nipoti. La figlia Tracey è deceduta nel 2020. (di Paolo Martini)

Orrore in provincia di Palermo, dove u n bambino di 11 anni sarebbe stato violentato fuori dalla scuola che frequenta da un gruppo di compagni che frequentavano il suo stesso istituto. L'episodio di violenza sessuale sarebbe avvenuto, come scrive oggi Repubblica Palermo, nei giorni scorsi in un paese delle Madonie in provincia di Palermo. La famiglia ha denunciato gli abusi e sull’episodio sta indagando la procura per i minorenni di Palermo, guidata da Claudia Caramanna. Proprio oggi la procuratrice Caramanna ascolterà il bambino alla presenza di uno psicologo, come prevede il protocollo del codice rosso. Indaga il Commissariato di Termini Imerese.

Tensione alle stelle tra la Fiorentina e i suoi tifosi dopo l'ennesima sconfitta rimediata in stagione, ieri, giovedì 18 dicembre, a Losanna in Conference League. Così, in vista della partita di campionato di domenica 21 dicembre contro l'Udinese, allo stadio Artemio Franchi, la Curva Fiesole annuncia che, per protesta, il settore che occupa rimarrà vuoto per i primi 20 minuti.
"Lo scempio che squadra e società stanno portando avanti - si legge in un comunicato della Curva Fiesole - ha ormai superato ogni limite di sopportazione per tutto il popolo viola. I gruppi organizzati pertanto comunicano che per i primi 20 minuti della partita tra Fiorentina e Udinese la Curva Fiesole rimarrà vuota. Invitiamo tutto lo stadio a fare lo stesso. Il silenzio e la nostra assenza sono ciò che si merita chi sta calpestando la storia di una città e la sua gente. Vergognatevi tutti!".

A 16 anni stuprata in spiaggia da due ragazzi: in manette due 17enni in provincia di Salerno. La Squadra Mobile di Salerno ha eseguito un'ordinanza applicativa della misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal gip presso il Tribunale per i minorenni di Salerno, su richiesta della competente Procura, nei confronti di due 17enni, indagati per il reato di violenza sessuale di gruppo ai danni di una 16enne.
Secondo la ricostruzione, i fatti si sarebbero verificati nella notte tra il 15 e il 16 agosto scorso, in occasione dei festeggiamenti del Ferragosto. I due minori, abusando delle condizioni di inferiorità psico fisica della minore, dovute all'assunzione di alcolici e stupefacenti, l'avrebbero condotta in un parcheggio nei pressi della spiaggia dove si stava svolgendo un falò, costringendola a subire atti sessuali e umiliandola con diversi insulti.
Le indagini, avviate nell'immediatezza dalla Squadra Mobile, si sono basate a riscontro delle dichiarazioni della vittima, oltre che con l'analisi delle celle del traffico telefonico, anche con le testimonianze di altre persone informate sui fatti e con immagini di videosorveglianza, che hanno immortalato le fasi precedenti e successive alla consumazione del reato.

"Il Libro dei Fatti", pubblicato da Adnkronos, è "uno strumento utile, ricco di dati e di notizie in vari ambiti, facile da consultare e prezioso per coloro (e sono tanti) che hanno difficoltà a navigare in rete". E' il parere del professore Paolo D'Achille, presidente dell'Accademia della Crusca, la secolare istituzione fiorentina incaricata di custodire il 'tesoro' della lingua italiana di Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca.
D'Achille, ordinario di Linguistica Italiana all'Università degli Studi Roma Tre, ha ricevuto una delle prime copie dell'edizione 2025 del "Libro dei Fatti" - l'enciclopedia delle notizie che offre una chiave di lettura per orientarsi tra gli eventi che hanno segnato il mondo e l'Italia nell'ultimo biennio - a nome del presidente del Gruppo Adnkronos, il Cavaliere del Lavoro Pippo Marra, nella storica sede della Crusca, nella Villa medicea di Castello a Firenze.
"Anche sul piano linguistico si possono trarre indicazioni ed elementi su cui riflettere sfogliando il Libro dei Fatti", ha sottolineato Paolo D'Achille.

Di Israele si continua a parlare quasi esclusivamente attraverso il prisma della guerra a Gaza, delle polemiche politiche e delle fratture diplomatiche che attraversano l’Europa e l’opinione pubblica occidentale. Ma questa narrazione rischia di oscurare una realtà parallela e altrettanto decisiva: Israele oggi è uno dei nodi strategici più rilevanti nello spazio euro-mediterraneo e mediorientale sul piano tecnologico, energetico e della sicurezza. E lo dimostrano una serie di accordi conclusi o rilanciati proprio nelle ultime settimane.
Oltre Gaza: Israele come potenza di sistema nella regione
Negli ultimi quindici anni Israele ha progressivamente costruito un profilo che va oltre quello di attore militare regionale. È diventato un fornitore di sicurezza, un hub tecnologico globale e un pilastro emergente dell’architettura energetica del Mediterraneo orientale. Questa traiettoria non è stata interrotta dalla guerra a Gaza; al contrario, in alcuni settori ne è uscita rafforzata.
Il dato politico di fondo è che, mentre il dibattito pubblico europeo resta concentrato sulle sanzioni, sulle prese di posizione diplomatiche e sulle mozioni parlamentari, governi e apparati industriali continuano a considerare Israele un partner strategico difficilmente sostituibile.
Il deal con gli Emirati: la profondità degli Accordi di Abramo
L’accordo da 2,3 miliardi di dollari tra Elbit Systems e gli Emirati Arabi Uniti per lo sviluppo congiunto di un avanzato sistema di difesa elettronica aeronautica è uno dei segnali più chiari della solidità delle relazioni israelo-emiratine. Non si tratta di una semplice fornitura di armamenti, ma di un programma pluriennale, stimato tra gli otto e i dieci anni, che prevede co-sviluppo, integrazione industriale e condivisione tecnologica.
Un passaggio di questo tipo implica un livello di fiducia molto elevato. I sistemi di guerra elettronica e autoprotezione degli aeromobili sono tra le tecnologie più sensibili in assoluto, perché toccano direttamente la capacità di sopravvivenza di velivoli civili e militari in scenari ad alta intensità. Il fatto che il contratto sia stato approvato e supervisionato dal ministero della Difesa israeliano indica che Tel Aviv considera questa cooperazione non solo compatibile, ma funzionale alla propria strategia di sicurezza regionale.
Sul piano politico, il messaggio è altrettanto forte: gli Accordi di Abramo, il patto firmato nel 2020 con Stati Uniti, Emirati, poi Bahrein, Marocco, Sudan e Kazakistan, non sono rimasti una cornice diplomatica, ma si sono trasformati in una vera architettura di sicurezza, capace di resistere anche alle tempeste generate dalla guerra di Gaza. D’altronde, l’avvicinarsi nel 2023 della firma anche dell’Arabia Saudita è stata una delle cause scatenanti del 7 ottobre: l’Iran e i suoi proxy regionali non potevano permettersi il compimento di questo asse tra Stato ebraico e stati sunniti dal Nord Africa al Golfo.
Germania e Arrow-3: l’Europa sceglie Israele per la difesa strategica
Ancora più significativo, per l’Europa, è il maxi-accordo tra Israele e Germania sul sistema di difesa antimissile Arrow-3. Berlino ha deciso di espandere l’acquisizione con un ulteriore ordine da 3,1 miliardi di dollari, portando il valore complessivo del programma a oltre 6,7 miliardi. È il più grande accordo per la difesa mai firmato da Israele.
Arrow-3 non è un sistema qualsiasi. È progettato per intercettare missili balistici al di fuori dell’atmosfera terrestre e rappresenta uno dei livelli più avanzati di difesa antimissile al mondo. Ha permesso a Israele di proteggersi dai due massicci attacchi missilistici iraniani. La sua integrazione nella Bundeswehr rientra nella European Sky Shield Initiative, il progetto con cui la Germania punta a costruire uno scudo europeo contro minacce missilistiche provenienti da est e dal Medio Oriente.
Il dato politico è evidente: nel momento in cui l’Europa parla di autonomia strategica e di rafforzamento della propria difesa, sceglie una tecnologia israeliana tra i pilastri centrali.
Il gas con l’Egitto: energia, Mediterraneo e geopolitica
Se la difesa racconta una parte della storia, l’energia ne racconta un’altra altrettanto rilevante. L’approvazione dell’accordo da 35 miliardi di dollari per l’esportazione di gas israeliano verso l’Egitto rappresenta il più grande deal economico mai concluso da Israele.
Il gas proveniente dai giacimenti di Leviathan e Tamar (che si trovano nel Mediterraneo di fronte alla costa israeliana) è destinato agli impianti di liquefazione egiziani, per poi essere esportato sui mercati internazionali, inclusa l’Europa. In un contesto segnato dalla riduzione delle forniture russe e dalla ricerca di nuove fonti affidabili, Israele si è ritagliato un ruolo strutturale nella sicurezza energetica europea, seppur indiretta.
Questo accordo rafforza anche il legame Israele-Egitto, spesso sottovalutato nel dibattito pubblico. Il Cairo non è solo un partner commerciale, ma un attore centrale nella stabilizzazione del Mediterraneo orientale, e il gas israeliano diventa uno strumento di interdipendenza strategica.
Tecnologia e sicurezza: perché Israele resta insostituibile
Dietro questi accordi c’è un fattore strutturale: l’ecosistema tecnologico israeliano. Dalla cyber-security alla difesa antimissile, dalla guerra elettronica all’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza, Israele ha costruito un vantaggio competitivo difficilmente replicabile nel breve periodo. Questo vale tanto per i Paesi del Golfo quanto per l’Europa.
Le aziende israeliane non vendono solo prodotti, ma soluzioni integrate, spesso sviluppate in contesti operativi reali. È un elemento che pesa enormemente nelle scelte di governi e forze armate, soprattutto in una fase in cui le minacce sono percepite come concrete e immediate.
Un paradosso europeo
Il paradosso, soprattutto in Europa, è evidente. Da un lato cresce la pressione politica e mediatica su Israele per Gaza; dall’altro, gli Stati europei firmano o espandono accordi miliardari proprio nei settori più sensibili: difesa, energia, tecnologia critica. È una frattura tra discorso pubblico e decisioni strategiche che racconta molto delle priorità reali dei governi.
Israele, nel frattempo, continua a muoversi su più piani: rafforza le alleanze regionali nate con gli Accordi di Abramo, consolida il rapporto con i grandi Paesi europei e si propone come attore imprescindibile nei dossier energetici del Mediterraneo.
Chi vuole capire davvero il posizionamento del Paese deve guardare a questi accordi, più che alle dichiarazioni di giornata. È lì, nei contratti firmati e nelle interdipendenze costruite, che si misura la reale centralità di Israele negli equilibri dei prossimi dieci anni. (di Giorgio Rutelli)

“Co-programmare non è un termine astratto: significa ascolto reale dei giovani e traduzione delle loro esigenze in decisioni concrete”.
Lo ha affermato Alessandro Lombardi, capo dipartimento politiche sociali del ministero del Lavoro, nel corso del meeting nazionale ‘Co-programmare con i giovani’, in corso fino al 20 dicembre al Grand Hotel Salerno e organizzato da Moby Dick Ets come ente capofila. “Si è partiti lo scorso anno con la legge 104 del 2024 e la 'Giornata dell’Ascolto del Minore', celebrata su tutto il territorio nazionale", ha sottolineato Lombardi. "Quest’anno, per la prima volta, abbiamo avuto un momento di condivisione con la fascia dei giovanissimi nell’ambito del Meeting nazionale ‘Co-programmare con i giovani’, per evidenziare il diritto all’ascolto del minore, componente fondamentale nelle relazioni sia genitoriali sia con le agenzie educative e la pubblica amministrazione”, ha continuato
Secondo Lombardi, esperienze come questa rappresentano un modello concreto di partecipazione: “Questa esperienza di confronto ha trovato un’ulteriore occasione di manifestazione attraverso il programma nazionale 'DesTEENazione', con oltre 90 centri di aggregazione giovanile su tutto il territorio nazionale, dove i ragazzi possono esprimere le loro potenzialità, aspirazioni e attività di miglioramento. Ma c’è un valore ulteriore: consolidare una cultura della partecipazione e ampliare la capacità relazionale dei giovani, contrastando le solitudini che caratterizzano questo tempo. Progetti come questo dimostrano che giovani, Terzo Settore e istituzioni possono lavorare insieme, progettando politiche efficaci e condivise – ha spiegato Lombardi –. La co-programmazione rafforza la pubblica amministrazione e aumenta l’impatto sociale degli interventi”. Nel corso del Meeting, Lombardi è intervenuto nel panel 'Co-programmare, strumento collaborativo tra p.a. e terzo settore', insieme a rappresentanti accademici, istituzionali e associativi, per discutere opportunità e criticità del modello di co-programmazione.
“Il Terzo settore funge da ponte tra i territori e le istituzioni – ha concluso Lombardi – permette di raccogliere bisogni concreti e trasformarli in azioni misurabili. La vera sfida oggi è fare in modo che esperienze come questa diventino prassi stabile, replicabile e non episodica, costruendo un dialogo duraturo con i giovani e creando comunità più inclusive, partecipative e vicine ai bisogni reali dei cittadini”.

Anita Mazzotta è la vincitrice del Grande Fratello 2025. Si è conclusa ieri, giovedì 18 dicembre, l'edizione del 25esima edizione del reality show di Canale 5 condotta da Simona Ventura. Anita Mazzotta e Giulia Soponariu sono state le due superfinaliste che hanno raggiunto la conduttrice in studio per l'annuncio ufficiale della vincitrice.
Mazzotta ha 26 anni, è nata a Brindisi e vive a Milano dove lavora come piercer. Il percorso di Anita al Grande Fratello è stato caratterizzato da un grande dolore: poco dopo il suo ingresso nella Casa, nell'ottobre 2025, Anita ha affrontato la morte di sua mamma.
La concorrente aveva lasciato improvvisamente il reality show qualche giorno per stare accanto alla madre, scomparsa in seguito a una malattia. Anita aveva spiegato di aver deciso di tornare non solo per mantenere la promessa fatta a sua mamma, ma anche per cercare di superare questo momento difficile insieme ai suoi compagni. "Sono di nuovo qui per volontà sua, per volontà mia".
Al suo rientro in casa, la concorrente aveva spiegato agli inquilini: "Mamma non c'è più. Ho richiesto di tornare, può essere comprensibile o meno come scelta, ma era una promessa. Al momento, per quanto sembri assurdo, la cosa che volevo era chiudermi in questa bolla con tutti voi e non pensare al fuori. Ci vorrei pensare più avanti".
Dopo alcune settimane di timori e dubbi, Anita Mazzotta nella Casa si è avvicinata sempre di più a Jonas Pepe con il quale ha iniziato una storia d'amore.

Frattura chiusa di una o più costole, trauma cranio-facciale con ecchimosi alle palpebre, trauma toracico chiuso con frattura composta dell'arco di torsione della quarta costa sinistra: questa la diagnosi stilata dai medici del Pronto soccorso del Policlinico di Bari per un uomo, senza fissa dimora, picchiato da sconosciuti nella notte tra il 16 e il 17 dicembre nei pressi della Chiesa russa dove dorme all'aperto. L'ha resa nota l'associazione di volontariato In.Con.Tra che si occupa, tra le altre cose, delle persone senza tetto. All'uomo, dimesso dopo alcune ore, è stata assegnata una prognosi di guarigione di 20 giorni e consigliato il riposo assoluto per altrettanti.
Secondo l'associazione è stato vittima di "una aggressione, di percosse e di atti di bullismo da piccoli delinquenti che hanno approfittato del loro gruppo numeroso e della persona sola, indifesa e inerme per 'divertirsi' a modo loro. L’unità di strada ha il compito di proteggere chi è indifeso e prevenire questi abusi - continua l'associazione - ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutta la cittadinanza segnalandoci la posizione di chi vive negli angoli isolati della città per consentirci di poter dare il nostro aiuto. Ora siamo con lui, ma per lui la paura di ritornare sulla stessa panchina e nello stesso quartiere è altissima. Ma è Natale e confidiamo. Spesso si pensa, non conoscendole - conclude In. Con. Tra. - quanto possano essere pericolose le persone senza dimora, a volte di essi si ha paura, senza pensare a quanto in realtà sono in pericolo i senza dimora".

Freddo, maltempo, neve, pioggia, tempesta. A meno di una settimana dal Natale cambia il meteo sull'Italia e le previsioni dipingono scenari per nulla favorevoli, con un ciclone in discesa dalla Groenlandia a portare fiocchi e dividere in due l'Italia.
Ciclone di Natale, cosa dice l'esperto
Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it[1], conferma un peggioramento per la settimana natalizia con l’arrivo di un ciclone dalla Groenlandia. Quest’anno, oltre a Babbo Natale, dalle zone polari arriverà anche un po’ di freddo maltempo.
Intanto, nelle prossime ore, avremo ancora condizioni stazionarie con nebbie in pianura al Centro-Nord, qualche piovasco su Toscana, Umbria e Liguria, schiarite soprattutto in montagna e sul settore adriatico centro-meridionale.
Dalla serata del venerdì, però, arriverà una minaccia algerina-tunisina: dal Nordafrica una perturbazione porterà un sensibile peggioramento verso la Sicilia e il Reggino.
Nella notte tra venerdì e sabato i rovesci potranno risultare intensi su Sicilia e Calabria, specie settore ionico, per poi spostarsi anche verso il Salento e il Metaponto. Al Centro-Nord le condizioni saranno migliori anche se con frequenti annuvolamenti, specie in pianura. Attenzione ancora al rischio nebbie fitte notturne.
Domenica 21 avremo il Solstizio d’Inverno, il giorno più corto dell’anno: il tempo peggiorerà sul Nord-Ovest e in Sardegna con precipitazioni più probabili dal pomeriggio-sera. La neve tornerà a cadere sulle Alpi occidentali oltre i 1200 metri.
La vera fase di maltempo inizierà, però, lunedì 22 dicembre con la discesa del ciclone groenlandese nel cuore del Mediterraneo Centrale: tutta la fascia occidentale del Paese aprirà gli ombrelli, mentre resisteranno fasi asciutte sull’altra metà orientale. Un’Italia divisa in due.
Martedì e mercoledì (Vigilia) le precipitazioni saranno diffuse e più probabili sul settore centro settentrionale, mentre per il Santo Natale le piogge sono previste più intermittenti (proiezione da confermare) e più probabili al Nord-Est e sul Basso Tirreno; le temperature scenderanno sensibilmente con neve sulle Alpi oltre i 700 metri e sull’Appennino oltre i 1000 metri. Un Bianco Natale in montagna.
Le previsioni nel dettaglio
Venerdì 19. Al Nord: grigio in pianura con nebbie, più sole altrove. Al Centro: piogge in Toscana, stabile altrove. Al Sud: entro sera peggiora in Sicilia e bassa Calabria.
Sabato 20. Al Nord: grigio in pianura con locali nebbie, sole sulle Alpi. Al Centro: stabile e in parte soleggiato. Al Sud: maltempo su Sicilia e bassa Calabria.
Domenica 21. Al Nord: peggiora al Nord-Ovest. Al Centro: stabile, peggiora in serata. Al Sud: piogge su Sardegna, Sicilia e Calabria.
Tendenza: settimana natalizia instabile con precipitazioni e più fredda.

La democrazia americana attraversa una fase di grande difficoltà, ma la crisi non è esclusiva degli Stati Uniti e riflette tendenze comuni a molte democrazie contemporanee. È quanto ha sottolineato Mario Del Pero, professore ordinario di Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti allo SciencesPo di Parigi, in occasione della presentazione a Roma del suo libro 'Buio Americano: gli Stati Uniti e il mondo nell’era Trump'. Secondo Del Pero, la fragilità della democrazia americana non nasce con Donald Trump, ma lo stesso presidente ne è diventato il prodotto e l’agente primario: “È chiaro che una volta che Donald Trump arriva alla Casa Bianca diventa agente primario di questa difficoltà, esasperando divisioni interne e polarizzazione, rendendo più difficile governare, producendo violenza verbale legittimata persino dall’esecutivo. Le due parti politiche cessano di riconoscersi come interlocutori legittimi, trasformando tutto in una lotta esistenziale per il potere”.
Nonostante la crisi, Del Pero evidenzia come gli Stati Uniti conservino strumenti di resilienza: “Gli Stati Uniti rimangono un paese vivace, plurale, attivo, che ha degli anticorpi. Tuttavia, il caso americano non è isolato: anche in Europa e in altre democrazie moderne vediamo difficoltà legate a processi economici che hanno destrutturato gli ordini sociali e messo in difficoltà la classe media. Il caso americano può segnare la strada, ma spetta al resto del mondo democratico dimostrare che altri percorsi sono possibili”.
Il libro, presentato al Centro Studi Americani, offre quindi una chiave di lettura dell’era Trump, analizzando le fratture interne alla democrazia statunitense e le possibili conseguenze per il contesto internazionale.

La democrazia americana attraversa una fase complessa e di grande trasformazione. È quanto emerge dall’analisi di Daniele Fiorentino, docente dell’Università Roma Tre, in occasione della presentazione del libro di Mario Del Pero 'Buio Americano: gli Stati Uniti e il mondo nell’era Trump', presso il Centro Studi Americani a Roma.
Secondo Fiorentino, la recente amministrazione Trump ha messo in discussione alcuni pilastri fondamentali della democrazia statunitense, pur introducendo elementi innovativi destinati a ridefinirne i tratti essenziali. “La democrazia americana sta affrontando una delle prove più dure della sua storia, ma non è l’unica. Da questo libro ne esce con molti problemi, con molte difficoltà e un futuro ancora tutto da scoprire, perché molto dipenderà anche da quello che succede nelle elezioni del 2026, le cosiddette elezioni midterm, in cui capiremo se questo trend avviato con l’elezione del 2024 continuerà, se ci sarà un seguito a questa amministrazione Trump così piena di iniziativa che sta mettendo in discussione alcuni degli assunti fondamentali della democrazia americana. Dall'altra è vero che Trump ha portato delle novità importanti che ridefiniscono alcuni dei tratti fondamentali di questa democrazia. E, come illustra bene anche Mario Del Pero nel suo libro, ci sono possibilità che anche la Costituzione venga rivista: una delle grandi critiche è proprio legata all’obsolescenza della Costituzione americana che però non dobbiamo dimenticare ha retto quasi 250 anni. L’anno prossimo saranno 250 dalla Dichiarazione di Indipendenza e quindi dall’inizio di quello che era un esperimento e che è diventata una grande realtà internazionale, e che io credo abbia ancora un futuro da vivere e da giocare, ma che dipenderà anche dalla volontà del popolo americano e di chi oggi ha il governo e di chi lo sarà poi domani".
Il libro, al centro del dibattito, analizza la complessità dell’era Trump, ponendo al centro le sfide istituzionali, sociali e politiche che attendono gli Stati Uniti, tra innovazioni e tensioni che potrebbero incidere sul futuro della più longeva democrazia al mondo.

“Mario Del Pero ci presenta una democrazia compromessa, una democrazia prevalentemente a rischio, risultato sul quale sono molto d'accordo. Le tendenze della seconda amministrazione Trump sono quelle di una democrazia che tende a un atteggiamento neoimperiale. Questo emerge chiaramente anche dal documento del 25 novembre sulla National Security Doctrine". È quanto ha dichiarato Claudia Bernardi, docente all’Università degli Studi di Perugia, intervenendo in occasione della presentazione del libro 'Buio Americano: gli Stati Uniti e il mondo nell’era Trump' di Mario Del Pero, presso il Centro Studi Americani a Roma.
“Certamente le politiche dell'amministrazione Trump in termini di migrazione fanno riferimento a una politica del tutto nuova dal punto di vista delle rappresaglie, delle retate, della militarizzazione interna degli Stati Uniti. Una militarizzazione che ha un passato consolidato fin dagli anni 70, ma che adesso si rinnova in modo drammatico e che vede nei migranti, nelle persone diverse, nei membri della comunità Lgbtqi+, dei nemici interni che vanno combattuti a tutti i costi".



