Nelle facciate del palazzo municipale e dell'ex Convento dei
Cappuccini... 
L'Italia "ha deciso di candidare Maurizio Martina alla guida della Fao". Lo annuncia a Bruxelles, a margine del Consiglio Ue, il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il governo italiano, aggiunge il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha sostenuto l'ex segretario del Pd "come vicedirettore della Fao in questi anni".
"E' stato il primo vicedirettore italiano - continua Lollobrigida - e il governo guidato da Giorgia Meloni, con il ministro degli Esteri Tajani, hanno sostenuto la candidatura di Maurizio Martina".
Anche se Martina, aggiunge, ha "una storia politica differente dalla nostra, abbiamo ritenuto che l'Italia meritasse di avere quel ruolo e che possa meritare ancor di più, di avere un ruolo di guida di un'organizzazione internazionale di livello che ha la sede a Roma". Nella Fao "il collega, essendo stato ministro dell'Agricoltura anche lui prima di me, potrà rappresentare al meglio l'interesse generale di un'organizzazione che deve affrontare temi legati alla sicurezza alimentare, con particolare riferimento all'agricoltura".

Diventa realtà la Carta d’Identità Elettronica 'a vita' per gli over 70. La misura, inserita nel decreto di semplificazione legato al PNRR, è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale, ma dovrà ancora passare in Parlamento per la conversione in legge.
Il provvedimento elimina l’obbligo di rinnovo periodico per i cittadini con più di 70 anni e fissa una durata di validità pari a cinquanta anni per le CIE rilasciate a partire dal 30 luglio 2026. La decisione – motivata da esigenze di snellimento burocratico e di maggiore accessibilità ai servizi – rappresenta un cambio epocale nel rapporto tra anziani e pubblica amministrazione. Ma da quando si applica? Vale anche per chi ha già la carta? E cosa succede per l’espatrio?
Come funziona la nuova CIE per gli over 70
Secondo il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per chi ha compiuto 70 anni al momento della richiesta, la Carta d’Identità Elettronica non avrà più la classica scadenza decennale, ma resterà valida per 50 anni, un periodo che di fatto elimina quasi del tutto la necessità di rinnovo per la maggior parte degli interessati.
Il documento sarà pienamente utilizzabile anche per l’espatrio, come gli attuali modelli elettronici, e rimane valida per l’accesso a servizi pubblici e privati che richiedono un documento d’identità in corso di validità.
La norma prevede, oltre all’estensione temporale, la facoltà per il titolare di richiedere comunque un rinnovo dopo dieci anni dal rilascio, non per esigenze di validità amministrativa, ma per aggiornare il certificato di autenticazione digitale della CIE, utile per i servizi online della pubblica amministrazione.
Chi è escluso e cosa cambia
La misura riguarda solo le CIE rilasciate a decorrere dal 30 luglio 2026 ai cittadini che al momento della domanda di rilascio hanno già compiuto 70 anni. Le carte ottenute prima di quella data continueranno ad avere la durata ordinaria di dieci anni e dovranno essere sostituite al termine del loro ciclo se si desidera mantenere il documento valido ai fini dell’espatrio o dell’uso digitale, in linea con i regolamenti europei sui documenti di identificazione.
Una semplificazione attesa da anni
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale segna la fase operativa di una riforma attesa da mesi. Era infatti lo scorso novembre 2025 quando il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, aveva annunciato l’intenzione del Governo di "abolire il rinnovo della carta d’identità per gli over 70" come parte di un ampio pacchetto di semplificazioni burocratiche.
Con questa modifica normativa, milioni di italiani potranno dire addio alle file agli sportelli e agli appuntamenti sui portali comunali per il rinnovo del documento: un passo significativo verso una burocrazia più snella e inclusiva.

La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, andata in onda su Rai1, ha vinto la prima serata di ieri, domenica 22 febbraio, con il 30,9% di share: ha incollato allo schermo 6.232.000 telespettatori. A seguire, su Canale 5 la soap turca 'Io Sono Farah' ha conquistato 2.003.000 telespettatori e uno share del 14,1%. Su Italia1 'Le Iene' ha ottenuto 1.206.000 telespettatori e il 10,1%. Sul Nove 'Che Tempo Che Fa' ha totalizzato 1.292.000 telespettatori, pari al 7%.
Su Rai3, 'Presadiretta' ha totalizzato 904.000 telespettatori pari al 4,7%. Su Rai2 il film 'Era ora' con Barbara Ronchi ed Edoardo Leo ha intrattenuto 903.000 telespettatori, pari al 4,5%. Poco sotto con il 4,4% c'è 'Fuori dal Coro' in onda su Rete 4 che è stato visto da 560.000 telespettatori. Su La7 'Il caso Epstein – Andrea, il principe senza privilegi' ha raggiunto 526.000 telespettatori, pari al 3,3%. Infine, su Tv8 'The Karate Kid – La leggenda continua' ha intrattenuto 330.000 telespettatori, pari al 2,1%.
Nella fascia access prime time, 'La Ruota della Fortuna' su Canale 5 ha conquistato 4.778.000 telespettatori, pari al 22,1%. Mentre 'Affari tuoi' non è andato in onda per lasciare spazio alla chiusura di Milano-Cortina.

Il trattamento iniettabile long acting per l'infezione da Hiv a base di cabotegravir + rilpivirina di Viiv Healthcare ha dimostrato un'efficacia superiore nel mantenere la soppressione della carica virale rispetto alla terapia orale quotidiana, in persone con una storia di difficoltà di aderenza alla terapia antiretrovirale. Sono i risultati finali dello studio di fase III Latitude, diffusi oggi in una nota dalla farmaceutica specializzata nel trattamento dell'Hiv, a maggioranza azionaria Gsk. I dati a 48 settimane sono stati pubblicati sul 'New England Journal of Medicine' e fanno seguito alla raccomandazione di un comitato indipendente di monitoraggio dei dati e della sicurezza (Dsmb) del febbraio 2024, di interrompere la randomizzazione dello studio e invitare tutti i partecipanti eleggibili a passare al trattamento iniettabile long acting cabotegravir + rilpivirina, sulla base dei dati interinali di efficacia.
"Lo studio Latitude - afferma Kimberly Smith, Head of Research & Development di ViiV Healthcare - si aggiunge a un solido corpus di evidenze a sostegno del ruolo dell'associazione iniettabile long acting cabotegravir + rilpivirina come valida opzione terapeutica per le persone che vivono con Hiv. Questo è il primo studio randomizzato che conferma che tale regime è superiore alla terapia orale quotidiana in questa popolazione. Pertanto, i risultati potrebbero convalidare un approccio long acting per questo ulteriore gruppo di pazienti e fare una differenza significativa per le persone che vivono con l'Hiv e per il nostro obiettivo di porre fine all'epidemia" da Hiv.
Latitude (Long-Acting Therapy to Improve Treatment Success in Daily Life) - si legge nella nota - è uno studio di fase III, randomizzato e in aperto che ha coinvolto 453 partecipanti, età media 40 anni, con difficoltà nell'assumere terapia antiretrovirale orale quotidiana o usciti dai percorsi di cura. Il 63% era nero/afroamericano, il 29% di sesso femminile, il 17% ispanico e il 14% ha dichiarato un uso continuo o pregresso di sostanze iniettive. Una volta arruolati, i partecipanti hanno ricevuto supporto all'aderenza, inclusi incentivi economici dedicati, al fine di ottenere la soppressione virologica mentre assumevano una terapia antiretrovirale orale giornaliera raccomandata dalle linee guida. I ricercatori hanno quindi randomizzato 306 soggetti, che avevano ottenuto la soppressione virologica, nel ricevere iniezioni long acting di cabotegravir e rilpivirina ogni 4 settimane (n=152) o a continuare ad assumere terapia orale quotidiana (n=154). L'endpoint primario era un confronto del fallimento del regime nei 2 bracci, definito come una combinazione di fallimenti virologici (Vf) e l'interruzione del regime per qualsiasi motivo. Il rischio cumulativo di fallimento del regime così definito durante le 48 settimane di trattamento è stato ridotto di quasi la metà nel braccio con farmaci long acting (22,8%) versus il 41,2% per chi ha continuato la terapia orale giornaliera (29/152 vs 55/154, rispettivamente).
Tra i partecipanti trattati con il regime iniettabile long acting - dettaglia la nota - 29/152 (19%) hanno avuto un fallimento del regime: 5 (3%) hanno avuto Vf e 24 (16%) hanno interrotto definitivamente il trattamento come primo evento. Nel gruppo che continuava la terapia orale quotidiana, 55/154 (36%) hanno avuto un fallimento del regime: 32 (21%) con Vf come primo evento e 23 (15%) con interruzione definitiva del trattamento. Ulteriori endpoint chiave alla settimana 48 hanno confermato la superiorità di cabotegravir + rilpivirina rispetto alla terapia orale quotidiana. Il tasso di eventi avversi (Ae) è risultato simile in entrambi i gruppi. L'Ae più comune nel gruppo long acting è stata la reazione nel sito di iniezione (Isr), con 2 partecipanti che hanno interrotto il trattamento per questo motivo. Due Vf confermati in ciascun gruppo (n=4 totale) hanno evidenziato nuove mutazioni associate a resistenza (Ram), incluse 2 nuove Ram agli inibitori dell'integrasi in entrambi i partecipanti del gruppo long acting.
"I risultati dello studio randomizzato Latitude - commenta Antonella Castagna, direttore Malattie infettive Irccs ospedale San Raffaele e professoressa ordinaria di Malattie infettive all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano - evidenziano come la strategia farmacologica long acting rappresenti un'opzione terapeutica efficace e concreta anche per persone con Hiv con difficoltà di aderenza alla terapia orale, e testimonia la possibilità di una nuova alleanza terapeutica, premessa indispensabile per il mantenimento del successo virologico anche in condizioni di maggior fragilità. Il centro da me diretto, insieme ad altri centri in Italia, partecipa in questo momento allo studio Crown, uno studio di grande rilevanza internazionale che sta valutando l'efficacia e la sicurezza a lungo termine di un trattamento antiretrovirale long acting con cabotegravir + rilpivirina per le persone con Hiv che continuano ad avere carica virale rilevabile nonostante siano in terapia antiretrovirale orale". A differenza di Latitude che prevedeva una fase di soppressione virologica preliminare, si precisa nella nota, il Crown valuta il regime direttamente in persone con viremia non ancora soppressa.
Latitude è sponsorizzato e finanziato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases, parte dei National Institutes of Health, ed è stato condotto da Actg con ulteriore supporto del National Institute of Mental Health, del National Institute on Drug Abuse, dell'Eunice Kennedy Shriver National Institute of Child Health and Human Development, di ViiV Healthcare e di Johnson & Johnson.
Referendum giustizia, Pd-M5S-Avs: "In tv narrazione anti giudici e troppo governo, esposto ad Agcom"

Esposto all'Agcom e in Commissione di Vigilanza Rai da parte di Pd, M5S e Avs. Nel mirino la "sovresposizione del governo" in tv sul referendum sulla giustizia.
"I dati dell’Osservatorio di Pavia certificano nella settimana di indizione dei comizi elettorali un tempo complessivo della presenza del Governo nell’informazione Rai che va dal 35 al 50%. Un dato abnorme e inaccettabile. A ciò si aggiunge una programmazione, in tutti i tipi di trasmissione, che, tra processi ai processi, valutazioni generalizzate di sentenze, analisi superficiali di fatti di cronaca, anche risalenti, contribuisce a creare quella narrazione contro la magistratura, capitanata dalla Presidente del Consiglio, che appare sempre più funzionale a sostituire i deboli argomenti dei sostenitori del SI", scrivono in una nota i parlamentari Pd, M5S e Avs in Commissione di Vigilanza Rai.
"Tutta questa sovresposizione del Governo sul Referendum è apertamente contraria alla disciplina della par condicio, sia per la Rai che nelle emittenti private. Com’è noto - proseguono - la disciplina della par condicio referendaria impone che le testate radiotelevisive debbano assicurare la puntuale distinzione tra l’esercizio delle funzioni istituzionali, correlate alla completezza dell’informazione, e l’attività politica in capo agli esponenti del Governo la cui presenza deve essere dunque limitata esclusivamente alla esigenza di assicurare la completezza e l’imparzialità dell’informazione".
"In tutte le trasmissioni radiotelevisive diverse da quelle di comunicazione politica - aggiungono - dai messaggi politici autogestiti e dai programmi di informazione ricondotti sotto la responsabilità di specifiche testate giornalistiche registrate ai sensi di legge, non è ammessa, ad alcun titolo, la presenza di esponenti politici o di persone chiaramente riconducibili ai soggetti politici. Inoltre, non possono essere trattati temi che riguardino vicende o fatti legati alle tematiche del referendum. In questo caso tutte le tematiche relative al tema ‘giustizia’ e ‘magistratura’".
"È del tutto evidente - sostengono i parlamentari - che la costruzione di una narrazione anti-magistratura costituisca surrettizia propaganda da parte dei sostenitori del Si e, in quanto tale, rappresenti una violazione del combinato disposto del quinto comma dell’art. 1 della Legge 515/1993 e dell’art. 9 della Legge 28/2000, ove il relativo tempo totale (di parola e di notizia) non venga opportunamente computato a favore del SI e ove coinvolga siti istituzionali, come nel caso del Ministero della Giustizia".
"La normativa vigente sulla par condicio - precisano - impone che nelle trasmissioni informative, sia della Rai che delle emittenti private, riconducibili alla responsabilità di una specifica testata giornalistica, in relazione alle tutte le tematiche della giustizia, riconducibili quindi al referendum, anche la presenza di membri del Governo deve essere limitata esclusivamente alla esigenza di assicurare la completezza e l'imparzialità dell'informazione".
"Abbiamo quindi presentato un esposto ad Agcom e in Commissione di vigilanza Rai affinché: (1) si richiamino tutte le emittenti radiotelevisive, a partire dalla Rai, al rispetto di tali disposizioni; (2) si computi il tempo di notizia e quello di parola che Governo e maggioranza dedicano al tema giustizia nel computo dello spazio riservato al SI; (3) si faccia rispettare nelle trasmissioni diverse da quelle dedicate alla comunicazione politica, il divieto di trattare temi che riguardino vicende o fatti legati alle tematiche del referendum e, dunque, dell'amministrazione della giustizia e della valutazione di sentenze e della magistratura”, concludono.
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Il nostro naso potrebbe essere uno degli indicatori più precoci della salute del cuore e del cervello, e svolgere dunque il ruolo di 'sentinella'. Secondo un recente studio condotto dall'Università del Michigan e pubblicato sulla rivista scientifica 'Jama Otolaryngology', la perdita totale dell'olfatto (anosmia) negli adulti sopra i 70 anni è associata a un rischio significativamente maggiore di sviluppare ictus e malattie coronariche, come l'angina o l'ischemia.
La ricerca ha monitorato per 9 anni un campione di 5.142 adulti, evidenziando che i soggetti anosmici presentavano un rischio di eventi cardiovascolari doppio rispetto a chi manteneva un olfatto normale, con una criticità maggiore rilevata nei primi quattro anni dal test.
Fino a oggi, i disturbi dell'olfatto erano stati associati principalmente a patologie neurodegenerative, dove la neuroinfiammazione gioca un ruolo da protagonista la scoperta di un legame con il rischio cardiovascolare suggerisce che l’infiammazione del sistema nervoso possa essere il comune denominatore. E proprio il "legame tra olfatto e patologie cardiovascolari, in particolare con l'ictus, rappresenta una scoperta scientifica di rilievo - evidenzia Arianna Di Stadio, neuro-otorinolaringoiatra, professoressa di Otorinolaringoiatria all'Università Link di Roma e ricercatrice presso l'Ucl Queen square neurology di Londra - Fino a poco tempo fa consideravamo l'olfatto solo in relazione a malattie neuroinfiammatorie e neurodegenerative, oggi capiamo che la perdita dei sensi può riflettere uno stato di infiammazione sistemica che colpisce anche i vasi sanguigni cerebrali e cardiaci".
Le ipotesi dei ricercatori suggeriscono che l'anosmia possa riflettere cambiamenti strutturali nei vasi cerebrali o essere la conseguenza di una degenerazione dell'epitelio nasale legata a processi infiammatori. "Il test dell'olfatto è rapido ed economico - prosegue Di Stadio - Il suo impiego da parte del medico di base potrebbe permettere di identificare precocemente i pazienti in cui la neuroinfiammazione sta già agendo silenziosamente, consentendo un monitoraggio più attento per prevenire eventi gravi come l'ictus". La 'degenerazione' dei sensi e del cervello non dipende esclusivamente dall'età, ma è strettamente influenzata da fattori modificabili. "Una sana alimentazione, l'attività fisica all'aria aperta e una supplementazione preventiva ai primi segnali di anosmia con sostanze fisiologiche antineuroinfiammazione come, ad esempio, quelle precedentemente utilizzate nei nostri precedenti studi sul Covid, rappresentano strumenti potenti per contrastare la neuroinfiammazione - conclude Di Stadio - Proteggere l'olfatto significa, in ultima analisi, proteggere il cuore e preservare la funzionalità del cervello".
Sanità, Schillaci: "Via libera a 3 lauree magistrali per rilanciare la professione degli infermieri"

"Desidero condividere la soddisfazione per un importante traguardo raggiunto: il decreto grazie al quale c'è il via libera definitivo al nuovo percorso formativo per gli infermieri, per ridare attrattività alla vostra professione e superare il clima di disaffezione verso la sanità pubblica". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schilaci, in un videomessaggio inviato alla presidente della Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche in occasione del Consiglio nazionale di Fnopi. Schillaci, dopo aver annunciato "la conclusione dell'iter di istituzione delle 3 lauree magistrali", ha sottolineato a più riprese il "valore della professione infermieristica" nel sistema assistenziale.
"In questi anni con la presidente Mangiacavalli ci siamo confrontati spesso - ha ricordato il ministro - Questo risultato dimostra che quando c'è collaborazione e dialogo reale arrivano le risposte. Infatti sappiamo bene che la vera carenza che affligge tanti sistemi sanitari riguarda proprio gli infermieri, oltre ad alcune specifiche discipline mediche. E' una criticità che dobbiamo superare per far fronte al progressivo invecchiamento della popolazione e all'aumento delle patologie croniche che richiedono sempre più una accurata assistenza infermieristica".
"Oggi i bisogni sono sempre più sociosanitari e il ruolo degli infermieri in questa sfida è fondamentale - ha evidenziato Schillaci - Con l'introduzione delle laure magistrali specialistiche andiamo incontro alle legittime richieste dei giovani che vogliono prospettive di carriera, competenze specifiche, e puntiamo a invertire un trend che per anni ha visto l'Italia formare i migliori infermieri per poi vederli emigrare spesso all'estero. Ma incidiamo anche sulla qualità del sistema assistenziale. Contare su un personale infermieristico adeguatamente formato significa infatti garantire cure più rispondenti ai bisogni dei pazienti, vuol dire rafforzare l'assistenza territoriale, le cure pediatriche e quelle neonatali. Anche questo è parte della strategia di valorizzazione della professione infermieristica che è un punto fermo della politica di questo Governo, Governo che è intervenuto con misure concrete e mirate in tutte le manovre finanziarie".
"Anche nell'ultima legge di Bilancio", ha rimarcato il ministro, ci sono "risorse destinate in particolare all'assunzione di infermieri. Aumentiamo l'indennità di specificità infermieristica, detassiamo gli straordinari. Con l'approvazione dell'emendamento al Milleproroghe, inoltre, si consente agli infermieri del Ssn di esercitare l'attività libero professionale al di fuori dell'orario di lavoro fino al 31 dicembre 2027. In linea generale c'è una strategia chiara: riconoscere ai professionisti della salute ciò che meritano e farli partecipi del processo di innovazione del Ssn. Per rendere la nostra sanità più moderna ed efficiente, oltre a intervenire sui modelli organizzativi, dobbiamo riformare le competenze di tutti i professionisti che vi operano. In questa direzione va la riforma delle professioni sanitarie, che punta tra l'altro proprio a diminuire la burocratizzazione e a valorizzare le competenze proprio delle professioni sanitarie".
Infine, Schillaci ha ricordato le celebrazioni per la Giornata nazionale del personale sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale del volontariato (20 febbraio). "E' stata un'occasione di riconoscimento del vostro lavoro a tutela della salute di tutti i cittadini, ma anche un momento di riflessione sul valore della relazione di cura in una sanità che diventa sempre più tecnologica. Questo assume un significato particolare per gli infermieri che, oltre che per le competenze tecniche in continua evoluzione, si distinguono per la capacità di costruire una relazione di cura fatta di capacità di ascolto, di empatia, di attenzione verso la persona nella sua interezza", ha concluso il ministro.
Mina squalificato, difficile recupero di Mazzitelli, Pisacane senza
play... 
"Gli infermieri e le infermiere sono la presenza che non arretra, la competenza che rassicura, la professionalità che trasforma la cura in relazione umana. Oggi possiamo dire di avere raggiunto insieme un traguardo importante: abbiamo introdotto le lauree magistrali a indirizzo clinico, un passaggio decisivo per formare infermieri sempre più specializzati, pronti ad affrontare le sfide della medicina contemporanea e dei nuovi bisogni di salute". Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministro dell'Università e della Ricerca (Miur), in un videomessaggio inviato alla presidente della Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche in occasione del Consiglio nazionale Fnopi.
"L'iter del provvedimento è finalmente concluso. Grazie a voi - ha sottolineato Bernini - perché questo significa riconoscere che l'assistenza infermieristica è una competenza avanzata, significa valorizzare professionalità che operano in contesti sempre più complessi e rafforzare la qualità delle cure. Nascono così percorsi specialistici in settori cruciali, cure primarie di comunità, emergenza terapia intensiva, ambito neonatale pediatrico. Figure nuove, competenze mirate, responsabilità più definite. E' un passo che rafforza il sistema sanitario, sostiene la medicina di prossimità e risponde concretamente alla domanda di salute che cambia".
Questa riforma "è il risultato di un lavoro condiviso, di un confronto che ha visto tutti noi protagonisti. Grazie per quello che fate ogni giorno, per la vostra competenza, grazie per la vostra umanità. Il Paese ha bisogno di voi e noi siamo sempre al vostro fianco", ha concluso il ministro.
Sono Aldo Atzori e Antonio Irione, l'incarico ha durata triennale...
Intervento dei vigili del fuoco, chiusa tutta la zona e 3 case
evacuate...
Da udienza d'appello su spese elettorali governatrice a
manifestazione su carceri...
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Incontro pubblico con la presidente della Regione Sardegna Todde...



