
Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 11 gennaio, i rossoneri affrontano la Fiorentina in trasferta, al Franchi, nella 20esima giornata di campionato. La squadra di Allegri, seconda in classifica, arriva dal pareggio agguantato nel finale contro il Genoa, mentre la Fiorentina è reduce dal pari dell'Olimpico contro la Lazio. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Fiorentina-Milan, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Fiorentina-Milan, in campo oggi alle 15:
Fiorentina (4-3-3) De Gea; Dodò, Pongracic, Comuzzo, Gosens; Brescianini, Fagioli, Mandragora; Parisi, Kean, Gudmundsson. All. Vanoli.
Milan (3-5-2) Maignan; De Winter, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Leao, Pulisic. All. Allegri.
Fiorentina-Milan, dove vederla
Fiorentina-Milan sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.

Verissimo torna oggi, domenica 11 gennaio, su Canale 5 con il secondo appuntamento del weekend. Nella puntata di oggi, in onda dalle 16, Silvia Toffanin accoglierà Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, dal 12 gennaio alla guida, su Canale 5, della trentesima edizione di 'Zelig'.
In studio, un attore dai mille volti: Christian De Sica, a febbraio al cinema con 'Agata Christian - Delitto sulle nevi'. Inoltre, spazio alla nuova fase di vita della ballerina Francesca Tocca. E ancora, sarà per la prima volta a Verissimo, per raccontare la sua verità, Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara, la ragazza di Garlasco uccisa il 13 agosto 2007. Per questo delitto, da marzo 2025, Sempio è indagato per omicidio in concorso.
Infine, alla luce degli ultimi aggiornamenti sull’intricata vicenda che vede protagonista suo padre Vittorio, torna a far sentire la sua voce Evelina Sgarbi.

Big match in Serie A. Oggi, domenica 11 gennaio, l'Inter ospita il Napoli - in diretta tv e streaming - a San Siro nella 20esima giornata di campionato. I nerazzurri di Chivu sono reduci dalla vittoria contro il Parma, battuto 2-0 al Tardini con i gol di Dimarco e Thuram, mentre i partenopei di Conte hanno pareggiato al Maradona contro l'Hellas Verona, in rimonta, per 2-2.
L'Inter arriva alla sfida scudetto al primo posto in classifica a 34 punti, a +4 sul Napoli, terzo, e fermo a quota 38.
Inter-Napoli, orario e probabili formazioni
La sfida tra Inter e Napoli è in programma oggi, domenica 11 gennaio, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro, Thuram. All. Chivu.
Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Neres, Elmas; Hoijlund. All. Conte.
Inter-Napoli, dove vederla in tv
Inter-Napoli sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma di Dazn.

Torna in campo la Lazio. Oggi, domenica 11 gennaio, i biancocelesti sfidano l'Hellas Verona - in diretta tv e streaming - al Bentegodi nella 20esima giornata di Serie A. La squadra di Sarri è reduce dal pareggio per 2-2 dell'Olimpico contro la Fiorentina, lo stesso risultato maturato da quella di Zanetti al Maradona di Napoli contro i padroni di casa di Conte.
Hellas Verona-Lazio, orario e probabili formazioni
La sfida tra Hellas Verona e Lazio è in programma oggi, domenica 11 gennaio, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni:
Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Nunez, Bella-Kotchap, Valentini; Bradaric, Niasse, Gagliardini, Bernede, Frese; Giovane, Orban. All. Zanetti
Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Cataldi, Vecino, Belahyane; Isaksen, Noslin, Cancellieri. All. Sarri
Hellas Verona-Lazio, dove vederla in tv
Hellas Verona-Lazio sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. Il match sarà inoltre disponibile sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web Dazn.

Nuovo appuntamento con 'Domenica In', condotto da Mara Venier, affiancata da Tommaso Cerno, Teo Mammucari ed Enzo Miccio, in onda oggi, domenica 11 gennaio, alle 14.00 su Rai1.
Tra gli ospiti, Luisa Ranieri che si racconterà a Mara Venier, ripercorrendo i momenti più significativi della sua carriera e presentando la nuova serie tv 'La Preside' diretta da Luca Miniero, in onda su Rai1 dal 12 gennaio per quattro puntate.
Marco Giallini interverrà per parlare del film 'Prendiamoci una pausa', nelle sale dal 15 gennaio per la regia di Christian Marazziti. Valeria Marini e sua madre Gianna Orrù, condivideranno il racconto del loro ritrovato rapporto e ripercorreranno la vicenda della truffa finanziaria subita dalla Orrù nel 2018.
Non mancherà la musica: Drupi si esibirà in un medley dei suoi successi più amati, tra cui 'Sereno è' e 'Piccola e fragile'. Per lo spazio dedicato all’attualità, Mara Venier e Tommaso Cerno commenteranno le ultime notizie sulla tragedia di Crans-Montana insieme a Salvo Sottile, Giovanni Terzi, Roy De Vita e, in collegamento, l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace.
Infine, Teo Mammucari sarà protagonista del gioco 'La cassaforte di Domenica In', mentre il wedding designer Enzo Miccio racconterà una delle coppie più amate dello spettacolo: Adriano Celentano e Claudia Mori.

L'ondata di maltempo non molla l'Italia, stretta nella morsa del gelo che da giorni insiste sulla Penisola. Per la giornata di oggi, domenica 11 gennaio, previste piogge, nevicate, ma anche venti di burrasca e un ulteriore sensibile calo delle temperature. Per questo, la Protezione Civile ha diramato una allerta gialla in 5 regioni per rischio idrogeologico e temporali.
Pioggia, nevicate e temperature in picchiata: il quadro meteo
Più in dettaglio, sono previste precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, su settori adriatici di Abruzzo, Molise e Puglia garganica, Calabria meridionale e Sicilia tirrenica e nord-orientale, con quantitativi cumulati da deboli a puntualmente moderati, specie sulle aree costiere tirreniche di Sicilia centro-orientale e Calabria meridionale. Piogge isolate, quindi, sui settori adriatici di Marche e Puglia centrale, settori interni della Sicilia e Calabria centrale, con quantitativi cumulati deboli.
Previste anche nevicate al di sopra di 400-600 m su regioni adriatiche centrali e Gargano, in abbassamento fin verso i 200-400 m su Marche e Abruzzo, con apporti al suolo deboli o localmente moderati; al di sopra di 800-1000 m su Calabria e Sicilia, con apporti al suolo da deboli a moderati.
Temperature minime in sensibile calo al Centro peninsulare e al Sud, localmente marcato su aree appenniniche di Lazio e Calabria.
Quindi previsti venti inizialmente di burrasca nord-occidentali su Sardegna, Sicilia e Calabria meridionale, in attenuazione; forti settentrionali su coste molisane, Puglia, Basilicata e Calabria ionica settentrionale, in intensificazione a fine giornata su Puglia centro-meridionale, Basilicata e Calabria centro-settentrionale ionica; temporaneamente forti di Favonio sulle aree alpine e valli settentrionali di Lombardia e Provincia Autonoma di Bolzano, in attenuazione.
Molto agitati il mare e il Canale di Sardegna, lo Stretto di Sicilia e lo Ionio meridionale al largo; da molto mossi ad agitati il Tirreno centro-meridionale ed i restanti settori dello Ionio; molto mossi l'Adriatico ed il Mar ligure al largo; tutti in attenuazione.
Allerta meteo, le regioni interessate
Cinque le regioni interessate dall'allerta meteo per la giornata di oggi, si tratta di Abruzzo, Calabria, Molise, Puglia e Sicilia.
Più in dettaglio, la protezione civile prevede ordinaria criticità per rischio temporali/allerta gialla per:
Abruzzo: Bacini Tordino Vomano, Bacino del Pescara, Bacino Basso del Sangro.
Calabria: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Meridionale.
Molise: Litoranea.
Puglia: Basso Fortore, Basso Ofanto, Gargano e Tremiti, Tavoliere - bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Puglia Centrale Adriatica.
Sicilia: Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria.
Prevede invece ordinaria criticità per rischio idrogeologico/allerta gialla per:
Abruzzo: Bacino dell'Aterno, Bacino Alto del Sangro, Marsica.
Calabria: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Jonico Meridionale.
Molise: Litoranea.
Puglia: Basso Fortore, Basso Ofanto, Gargano e Tremiti, Tavoliere - bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Puglia Centrale Adriatica.
Sicilia: Nord-Orientale, versante ionico, Nord-Orientale, versante tirrenico e isole Eolie, Centro-Settentrionale, versante tirrenico, Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria.

Mentre si fa sempre più dura la repressione del regime contro le proteste in Iran, tra morti e feriti che secondo testimoni "riempiono" gli ospedali del Paese, arriva il messaggio di Donald Trump ai manifestanti. Una riga appena, lanciata sul social Truth, che suona come una promessa a chi da oltre due settimane riempie i cortei ma anche come una minaccia a chi quei cortei li sta prendendo di mira. Gli Usa - le parole del tycoon - "sono pronti ad aiutare". E questo perché, ha spiegato, adesso "l'Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d'ora".
La promessa di Trump arriva nemmeno 24 ore dopo l'ennesimo monito agli ayatollah, con gli Stati Uniti pronti a "colpire molto forte" Teheran se le autorità "cominceranno ad uccidere" i manifestanti. "Ho fatto loro sapere che se cominceranno ad uccidere delle persone - cosa che hanno tendenza a fare durante le proteste -, li colpiremo molto fortemente", ha detto il tycoon parlando con il conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt.
Usa verso l'attacco al regime di Teheran?
Gli Stati Uniti, quindi, sono pronti all'attacco contro il regime di Teheran? Due gli elementi che fanno pensare che un intervento americano potrebbe ormai essere probabile e, forse, imminente.
Il primo è un altro post, stavolta su X e a firma del senatore repubblicano Lindsey Graham, rivolto direttamente al popolo iraniano. "Il vostro lungo incubo sta per concludersi. Il vostro coraggio e la vostra determinazione nel porre fine all'oppressione sono stati notati dal presidente Trump e da tutti coloro che amano la libertà", le parole del senatore.
Secondo Graham, infatti, "quando il Presidente Trump dice 'rendiamo l'Iran di nuovo grande', significa che i manifestanti in Iran devono prevalere sull'ayatollah. Questo è il segnale più chiaro che lui, il Presidente Trump, capisce che l'Iran non sarà mai grande con l'ayatollah e i suoi scagnozzi al comando. A tutti coloro che si stanno sacrificando in Iran, Dio vi benedica. Gli aiuti - la chiosa - sono in arrivo".
Il secondo indizio arriva da un'indiscrezione del Wall Street Journal arrivata nelle stesse ore. Secondo fonti informate riportare dal quotidiano, l'amministrazione statunitense avrebbe già avviato "discussioni preliminari" su un possibile attacco.
I colloqui - ha spiegato il quotidiano Usa - si sarebbero concentrati sulla selezione di potenziali obiettivi militari. Tra le opzioni allo studio figura anche un "attacco aereo su larga scala". Il giornale ha tuttavia precisato tuttavia che, almeno al momento, non vi sono segnali di un'azione imminente e che non sono stati mobilitati né mezzi né personale in preparazione di un'operazione militare.
La protesta, il bilancio e linea dura del regime
Secondo l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency, citata da Cnn, negli ultimi giorni sono morte almeno 65 persone e più di 2.300 sono state arrestate in tutto il Paese. Una cifra - spiega l'agenzia - che potrebbe essere molto più alta perché di fatto non è possibile stabilire un bilancio esatto delle vittime a causa del blackout di internet. L'agenzia, che si occupa di diritti umani in Iran, ha dichiarato inoltre che sono state registrate proteste in circa in 180 città.
Diversi testimoni che hanno protestato contro il regime negli ultimi giorni hanno raccontato alla Cnn di aver visto folle enormi, ma anche brutali violenze per le strade di Teheran, oltre a "corpi ammucchiati l'uno sull'altro" in un ospedale. Secondo un'altra testimone raggiunta dalla Cnn, nella serata di venerdì le forze di sicurezza brandivano fucili militari uccidendo "molte persone".
Le proteste, iniziate il 28 dicembre come manifestazioni nei bazar di Teheran contro l'inflazione dilagante, si sono da allora estese a più di 100 città, rappresentando la più grande sfida al regime iraniano da anni.
La reazione delle autorità Teheran - che puntano il dito contro Usa e Israele, 'rei' di fomentare i manifestanti attraverso "agenti terroristi" - è stata intanto ribadire la linea dura contro le proteste. Mentre proseguono le manifestazioni contro il regime degli ayatollah, il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad ha infatti avvertito che tutti i manifestanti potranno essere perseguiti come "nemici di Dio" ('mohareb'), un’accusa che in Iran è punibile con la pena di morte. E il reato, ha aggiunto, sarà contestato non solo a presunti "rivoltosi e terroristi" che danneggiano proprietà e compromettono la sicurezza pubblica, ma anche a coloro che li aiutano.
Movahedi Azad ha inoltre esortato le procure a preparare rapidamente i processi e a non mostrare "alcuna clemenza, compassione o indulgenza" nei confronti degli imputati.

Antonio Gerardo 'Nino' Buzzetta Pacheco, prigioniero politico italo-venezuelano, è stato rilasciato oggi in Venezuela. La notizia, riportata da diversi media, è stata confermata da Gonzalo Himiob, vicepresidente della Ong Foro Penal. Buzzetta Pacheco era detenuto dal 30 settembre 2024.
Oltre a Buzzetta Pacheco, sono state rilasciate altre quattro persone detenute per motivi politici, secondo informazioni verificate da Foro Penal e da organizzazioni per i diritti umani. Si tratta di Virgilio Laverde, coordinatore giovanile di Vente Venezuela nello stato di Bolívar, Didelis Raquel Corredor Acosta, ex assistente dell'attivista Roland Carreño, Luis Fernando Junior Sánchez Flores, detenuto arbitrariamente dall'agosto 2024, Yanny Esther González Terán, infermiera rilasciata a Barinas, detenuta dal luglio 2025.
Finora sono stati rilasciati undici prigionieri, ma 809 rimangono in carcere. I familiari dei prigionieri politici rimangono fuori dai centri di detenzione come El Helicoide, Yare III e altre prigioni in tutto il paese, in attesa di notizie confermate sui loro cari.

Il digiuno intermittente, con l'alternanza tra finestre di tempo in cui si mangia e altre in cui si digiuna, funziona per perdere peso e ha effetti positivi sulla salute cardiometabolica dell'individuo, incidendo sulla pressione e sulla glicemia. Tra le varie modalità di 'intermittent fasting', che vanno adottate sempre sotto controllo medico e mai come 'fai da te', non tutte producono gli stessi risultati. Sul tema è stato sviluppato uno studio dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health, pubblicato sul British Medical Journal, firmato dalla professoressa Zhila Semnani-Azad, del Dipartimento di Nutrizione dell'ateneo americano.
I regimi alimentari esaminati
Il digiuno intermittente è una pratica estremamente popolare. I suoi effetti sulla salute, però, non sono stati sistematicamente evidenziati. Per colmare questa lacuna, gli scienziati hanno condotto una revisione di una serie di studi che hanno confrontato diversi schemi di digiuno intermittente con diete senza restrizioni e diete caratterizzate da restrizione calorica.
L'intermittent fasting è stato osservato in 3 modalità: il formato 16/8 ore, quello che prevede un giorno intero di digiuno alternato ad un giorno di alimentazione normale e il sistema settimanale con 5 giorni senza restrizioni e 2 di digiuno. In totale, la review ha preso in considerazione 99 trial clinici che hanno coinvolto 6500 persone.
I risultati e la soluzione migliore
I ricercatori hanno evidenziato che, in relazione alla perdita di peso, il digiuno intermittente e le diete ipocaloriche sono soluzioni efficaci. C'è però una modalità di digiuno intermittente che, in base al maxistudio, offre risultati superiori. Il digiuno a giorni alterni - che va adottato solo con controllo medico e non si adatta a tutti - ha prodotto una perdita di peso di 1,3 chilogrammi in più rispetto alle diete tradizionali ipocaloriche, garantendo parallelamente miglioramenti di parametri correlati al rischio cardiometabolico: la circonferenza della vita, i livelli di colesterolo e trigliceridi, la proteina C-reattiva, un indicatore di infiammazione.
Gli scienziati hanno osservato che la maggior parte degli studi clinici ha abbracciato periodi inferiori ai 6 mesi: servono altre ricerche, quindi, per valutare in profondità e in prospettiva l'impatto a lungo termine del digiuno intermittente sulla salute. La professoressa Semnani-Azad evidenzia che, nonostante la potenziale efficacia, il digiuno intermittente non è la scelta alimentare o di stile di vita adatta a tutti gli individui. "Come per qualsiasi cambiamento dietetico, è importante consultare il proprio medico e considerare la propria storia clinica, le preferenze alimentari, l'ambiente sociale e un'aderenza realistica a lungo termine", sottolinea.

Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, sabato 10 gennaio 2026. Sono invece sei i '5' che hanno ottenuto una quota unitaria di 34.013,36 euro.
Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei 6 è di 104.400.000 euro.
Quanto costa una schedina?
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
Quali sono i punteggi vincenti?
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come faccio a sapere se ho vinto?
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente di oggi
Ecco la combinazione vincente del concorso estratta oggi, 10 gennaio: 11, 19, 24, 66, 82, 88. Numero jolly 58 e numero SuperStar 48

L’amministrazione statunitense avrebbe avviato "discussioni preliminari" su un possibile attacco contro l’Iran, dopo le ripetute minacce del presidente Donald Trump di colpire la Repubblica islamica nel caso in cui il regime uccida manifestanti. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti informate.
I colloqui - secondo il quotidiano - si sarebbero concentrati sulla selezione di potenziali obiettivi militari; tra le opzioni allo studio figura un "attacco aereo su larga scala". Il giornale precisa tuttavia che, al momento, non vi sono segnali di un’azione imminente e che non sono stati mobilitati né mezzi né personale in preparazione di un’operazione militare.
"L'Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d'ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!", ha intanto ribadito in un post su Truth social il presidente americano , che aveva già avvertito Teheran su un possibile (e duro) intervento Usa qualora il regime avesse ucciso ancora i manifestanti.
Nella giornata di oggi, gli Stati Uniti hanno intanto definito 'deliranti' le accuse del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Israele e agli Usa di aver fomentato le proteste in corso nella repubblica islamica. "Questa dichiarazione riflette un tentativo delirante di distogliere l'attenzione dalle enormi sfide che il regime iraniano deve affrontare in patria", ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano in risposta ai commenti fatti dal ministro degli Esteri di Teheran durante una visita in Libano.
Araghchi aveva infatti dichiarato come Israele e Stati Uniti siano "direttamente coinvolti" nei disordini in corso in Iran, ma le possibilità di un intervento militare diretto rimangono "molto basse".
Iran, linea dura contro i manifestanti
Dal canto suo, Teheran ha ribadito anche oggi la linea dura contro le proteste. Mentre proseguono da settimane le manifestazioni contro il regime degli ayatollah, il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad ha infatti avvertito che tutti i manifestanti potranno essere perseguiti come "nemici di Dio" ('mohareb'), un’accusa che in Iran è punibile con la pena di morte[1], riferiscono i media statali iraniani citando una sua dichiarazione nella quale si afferma che il reato sarà contestato non solo a presunti "rivoltosi e terroristi" che danneggiano proprietà e compromettono la sicurezza pubblica, ma anche a coloro che li aiutano.
Movahedi Azad ha inoltre esortato le procure a preparare rapidamente i processi e a non mostrare "alcuna clemenza, compassione o indulgenza" nei confronti degli imputati.
Nuove proteste a Teheran. Bbc: "Ospedali pieni di morti e feriti"
Nuove proteste sono intanto scoppiate in serata a Teheran. Decine di persone si sono radunate in un quartiere del nord della capitale nonostante il blackout di internet e la dura repressione delle autorità, come mostra un video verificato dall’Afp. Nel filmato, esplosi fuochi d’artificio su Punak Square, mentre i manifestanti battono pentole e intonano cori a sostegno dei sovrani Pahlavi, deposti dopo la rivoluzione islamica del 1979.
Il personale di tre ospedali in Iran ha intanto riferito alla Bbc che le loro strutture sono piene di pazienti morti o feriti. Secondo un medico di un ospedale di Teheran ci sarebbero stati "colpi diretti alla testa e al cuore dei giovani", mentre un altro medico ha affermato che un ospedale della capitale è entrato in modalità di crisi. Due degli operatori sanitari in contatto con la Bbc hanno dichiarato di aver curato ferite da arma da fuoco, sia da proiettili veri che da pallini.

Un'arma misteriosa usata dalla Delta Force nell'attacco a Caracas per catturare Nicolas Maduro, presidente del Venezuela. La storia somiglia ad un copione di un film d'azione ma riceve l'imprimatur di figure dell'amministrazione di Donald Trump e si fa largo sui media americani.
L'azione compiuta nella notte tra il 2 e il 3 gennaio ha consentito agli Stati Uniti di bypassare i sistemi di difesa del Venezuela e di espugnare la fortezza di Maduro: la Delta Force non ha riportato vittime, tutti gli elicotteri sono rientrati. Negli scontri, sono stati uccisi 32 cubani che formavano la scorta di Maduro. In totale le vittime nelle ore più drammatiche sarebbero state circa 100.
A descrivere una parte dell'operazione sarebbe un anonimo agente della sicurezza di Maduro. Le sue parole rimbalzano tra noti profili social di area trumpiana e vengono rilanciate da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. "Smettete di fare quello che state facendo e leggete qui", scrive Leavitt, imitata da Dan Bongino, anchorman 'Maga doc' e fino a poche settimane fa vicedirettore dell'Fbi. Il racconto dell'agente/soldato diventa anche l'articolo di apertura dell'edizione online del New York Post.
Cosa ha detto l'anonimo militare? "Il giorno dell'operazione, non abbiamo sentito arrivare nulla. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati dei droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire. Poi sono arrivati alcuni elicotteri, ma erano pochissimi. Credo appena otto elicotteri. Da quegli elicotteri sono scesi dei soldati, ma in numero molto esiguo", l'inizio del racconto, che appare sin qui verosimile pur senza fornire nessuna informazione dettagliata: in sostanza, un quadro generale già ampiamente noto.
"Forse una ventina di uomini. Ma quegli uomini erano tecnologicamente molto avanzati. Non assomigliavano a niente contro cui avevamo combattuto prima", prosegue la fonte anonima. Lo scontro, dice, "è stato un massacro. Eravamo centinaia, ma non avevamo alcuna possibilità. Sparavano con tale precisione e velocità... sembrava che ogni soldato sparasse 300 colpi al minuto. Non potevamo fare nulla". E sin qui, forse...
Poi, però, il resoconto diventa quasi fantascienza: "A un certo punto, hanno lanciato qualcosa... non so come descriverlo... è stata come un'onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall'interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci. Quei venti uomini, senza una sola vittima, hanno ucciso centinaia di noi. Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia, con le loro armi. Lo giuro, non ho mai visto niente del genere. Non siamo riusciti nemmeno a rialzarci dopo quell'arma sonica o qualunque cosa fosse".
Possibile? Il New York Post interpella una fonte legata all'intelligence. "Gli Stati Uniti dispongono da anni di tecnologie per le cosiddette armi ad energia diretta", e "alcuni sistemi sono in grado di produrre almeno alcuni dei sintomi", tra cui "sanguinamento, incapacità di muoversi o di funzionare, dolore e bruciore". "Non posso confermare tutti questi sintomi. Ma alcuni sì, alcuni", le parole attribuite alla fonte, secondo cui tali armi non sarebbero una novità: "Ne abbiamo versioni da decenni".

Scompare oggi Leonardo Celleno, medico-chirurgo capostipite della cosmetologia italiana. Responsabile dell'unità operativa di Dermatologia alla Columbus, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Celleno è stato dal 2007 ad oggi presidente dell'Associazione italiana di dermatologia e Cosmetologia (Aideco), che ha fondato.
Ponte tra il mondo della dermatologia e l'industria cosmetica italiana, ha guidato il Centro di ricerche cosmetologiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e fondato e coordinato il corso di laurea in Scienze e tecnologie cosmetologiche presso il medesimo Ateneo.
Celleno ha collaborato sia in Italia che all'estero presso numerose e rinomate strutture mediche, come negli Usa con il Centro primario di ricerca regionale dell'Oregon, guidato dal professor William Montagna, dove ha portato avanti lo studio sulla riparazione dei tessuti e più precisamente il tessuto connettivo.
Celleno era nato a Roma, il 10 luglio del 1951.

Can Yaman, l'attore turco arrestato oggi in Turchia in un'operazione antidroga, è uno dei volti più noti e amati delle serie televisive, un fenomeno mediatico capace di travalicare i confini della Turchia per conquistare il pubblico internazionale, in particolare quello italiano.
Protagonista di successi come DayDreamer e, in Italia, di Viola come il mare e del nuovo Sandokan della Rai, la notizia del suo arresto è stata riportata dal quotidiano turco Hürriyet[1].
Nato a Istanbul l'8 novembre 1989 da un avvocato e una professoressa di lettere, Yaman ha un legame profondo con l'Italia fin dalla sua formazione: si è diplomato al Liceo Italiano di Istanbul, un'esperienza che gli ha permesso di padroneggiare la nostra lingua. Nonostante una laurea in Giurisprudenza e un breve inizio di carriera legale, a 24 anni ha scelto di seguire la sua vera passione, la recitazione. La sua carriera decolla nel 2017 con la serie Bitter Sweet - Ingredienti d'amore, ma è con DayDreamer - Le ali del sogno (2018-2019), al fianco di Demet Özdemir, che la sua popolarità esplode a livello globale, trasformandolo in un sex symbol e facendogli guadagnare il titolo di "Uomo dell'anno" da GQ nel 2019.
Il successo lo porta dritto in Italia, dove diventa un volto familiare al grande pubblico. Nel 2021 recita in un celebre spot per la pasta De Cecco diretto da Ferzan Özpetek, al fianco di Claudia Gerini, e appare in un cameo nella sesta stagione di Che Dio ci aiuti. La consacrazione nel nostro Paese arriva tra il 2022 e il 2024, quando è co-protagonista con Francesca Chillemi della serie di successo di Canale 5 Viola come il mare, nel ruolo dell'ispettore Francesco Demir. Il 2025 ha segnato la sua definitiva affermazione con il ruolo da protagonista nella miniserie 'Il Turco' e, soprattutto, nell'ambizioso reboot Rai di 'Sandokan' dove ha raccolto l'eredità di Kabir Bedi interpretando l'iconica Tigre della Malesia.

Can Yaman sarà ospite questa sera a C'è Posta per Te. Nonostante la notizia dell'arresto dell'attore turco arrivata questa mattina, la sua partecipazione come ospite nella puntata del people show di Canale 5, in onda questa sera, resta confermata. È quanto apprende l'Adnkronos.
La decisione di mandare in onda il segmento che vede protagonista l'attore è motivata dal fatto che la puntata dello show di Maria De Filippi è stata registrata nei giorni scorsi, prima dell'arresto per consumo di droga di cui si è avuta notizia stamani. La messa in onda procederà quindi come previsto dal palinsesto.
Oggi, sabato 10 gennaio, un'operazione antidroga contro il consumo di stupefacenti nel mondo delle celebrità ha scosso la notte di Istanbul, portando alla detenzione di 7 persone, tra cui il noto attore turco[1] (protagonista di serie tv come Che Dio ci aiuti 6, Viola come il mare, Sandokan) e la cantante e attrice Selen Görgüzel. Lo riporta il quotidiano turco Hürriyet.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, le forze dell'ordine, agendo su mandato della Procura, hanno condotto raid in 9 diversi locali notturni della città. Durante una di queste perquisizioni, gli agenti avrebbero trovato sostanze stupefacenti addosso a Can Yaman, che si trovava all'interno del club come cliente.
Le fonti del quotidiano precisano un dettaglio fondamentale: l'ufficio del procuratore non aveva emesso un ordine di detenzione specifico per l'attore nell'ambito dell'indagine. Il suo fermo sarebbe scattato in flagranza, proprio a seguito del ritrovamento della droga durante il controllo.
L'operazione ha coinvolto anche altre figure note, tra cui Ayşe Sağlam, Ceren Alper, alcuni 'Youtuber', proprietari e manager dei locali ispezionati. Hürriyet aggiunge inoltre che a carico di Can Yaman risulterebbe già agli atti una precedente denuncia per uso di droghe. Le indagini proseguono per chiarire la rete di spaccio e consumo legata ai locali della movida di Istanbul.

"Nelle prossime ore sull'Italia avremo ancora condizioni di maltempo, in particolare al centro-sud con diverse nevicate e con un forte vento di maestrale, aria particolarmente fredda che viene da nord-est, che provocherà un ulteriore sensibile calo delle temperature e una maggiore sensazione di gelo". Lo dice all'Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it.
"Dalla giornata di domani", domenica 11 gennaio, "il vortice di maltempo si sposterà e si allontanerà dall'Italia: per questo le condizioni del tempo sono previste in deciso miglioramento da domani, con le ultime piogge solamente sulla fascia adriatica e su parte del sud, oltre alle nevicate fino a quote collinari ma solamente sui settori adriatici, quindi Marche, Abruzzo, Molise, nord della Puglia, fino ai 6-700 metri".
"Le condizioni quindi sono in miglioramento ma farà ancora piuttosto freddo specie di notte e al primo mattino. Anche a Roma, dove comunque non nevicherà, sia domani che lunedì le temperature minime scenderanno fin verso gli zero gradi. Per quanto riguarda il nord - conclude Gussoni - ci sarà invece un tempo decisamente più stabile e soleggiato anche se farà comunque piuttosto freddo, soprattutto di notte e al primo mattino con estese gelate".

Can Yaman arrestato in Turchia. Oggi, sabato 10 gennaio, un'operazione antidroga contro il consumo di stupefacenti nel mondo delle celebrità ha scosso la notte di Istanbul, portando alla detenzione di 7 persone, tra cui il noto attore turco (protagonista di serie tv come Che Dio ci aiuti 6, Viola come il mare, Sandokan) e la cantante e attrice Selen Görgüzel. Lo riporta il quotidiano turco Hürriyet.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, le forze dell'ordine, agendo su mandato della Procura, hanno condotto raid in 9 diversi locali notturni della città. Durante una di queste perquisizioni, gli agenti avrebbero trovato sostanze stupefacenti addosso a Can Yaman, che si trovava all'interno del club come cliente.
Le fonti del quotidiano precisano un dettaglio fondamentale: l'ufficio del procuratore non aveva emesso un ordine di detenzione specifico per l'attore nell'ambito dell'indagine. Il suo fermo sarebbe scattato in flagranza, proprio a seguito del ritrovamento della droga durante il controllo.
L'operazione ha coinvolto anche altre figure note, tra cui Ayşe Sağlam, Ceren Alper, alcuni 'Youtuber', proprietari e manager dei locali ispezionati. Hürriyet aggiunge inoltre che a carico di Can Yaman risulterebbe già agli atti una precedente denuncia per uso di droghe. Le indagini proseguono per chiarire la rete di spaccio e consumo legata ai locali della movida di Istanbul.

Momenti di paura per Caterina Balivo durante le vacanze di Capodanno trascorse in Argentina. La conduttrice de 'La Volta Buona' è stata costretta a trascorrere alcune ore in ospedale dopo essere svenuta in aeroporto a causa di un malore. A raccontare l'accaduto è stato il marito Guido Maria Brera che sui social ha condiviso il resoconto dell'episodio.
Con un post scritto come una lettera indirizzata a un amico, Brera ha spiegato l'efficienza del paese: "Voglio raccontarti che in Argentina funziona tutto alla grande. I taxi che quando li chiami ti rispondono subito e arrivano puntuali, gli autobus che passano in orario".
Poi, ha elogiato 'Aereolineas Argentinas' che si è preso cura tempestivamente della salute della conduttrice: "Quando svieni al gate ti manda un suo delegato e ti riprotegge subito sui voli successivi e infine… infine Raffi i medici! E i paramedici! E ti fanno flebo di sali, ti controllano la glicemia e ti confortano con calma, sorrisi e mai un malumore", ha aggiunto.
Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da Guido Maria Brera (@guidomariabrera)[1]
Brera in conclusione ha voluto rassicurare i fan, precisando che non si è trattato di nulla di grave: "Ps Cate ha solo avuto un corpo a corpo con l’influenza e alla fine ha stravinto", ha concluso, ringraziando il team medico che si è preso cura della moglie.

Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos.
Uscirà in libreria con Mondadori il 13 gennaio 'Linguaggi della verità' di Salman Rushdie. Lo scrittore è stato giustamente definito 'un maestro della narrazione perpetua', capace di illuminare molte verità sulla nostra società e sulla nostra cultura con la sua prosa affascinante e spesso tagliente. In questa ricchissima raccolta sono stati riuniti saggi, interventi, conferenze e altri materiali estremamente suggestivi che si concentrano sul suo rapporto con la parola scritta e che lo confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, come uno dei pensatori più originali del nostro tempo. Immergendo il lettore in una vasta gamma di temi, Rushdie ci conduce nel cuore della narrazione che si rivela essere un bisogno profondamente umano. Ciò che ne risulta è, sotto molti punti di vista, una vera e propria dichiarazione d’amore per la letteratura.
L’autore riflette sul valore delle opere di giganti come Shakespeare e Cervantes, Samuel Beckett, Eudora Welty e Toni Morrison, esplorando la natura della 'verità' e la sorprendente elasticità del linguaggio. Ci invita, inoltre, a considerare i confini creativi che legano arte e vita, e a confrontarci con questioni come migrazione, multiculturalismo e censura. Ogni frase è animata dalla sua arguzia e dalla sua voce inconfondibile, e il libro finisce per dar vita a un mosaico preziosissimo fatto di osservazioni impreviste, intuizioni profonde e lampi di umorismo. Leggendo queste pagine, ci si sente guidati in un viaggio attraverso la storia, la cultura e l’immaginazione dell’autore: un tour esuberante e imprevedibile, dove ogni svolta sorprende, diverte e stimola il pensiero. In definitiva, 'Linguaggi della verità' non è solo una raccolta di saggi: è un invito a lasciarsi sedurre dalla meraviglia della parola scritta e dalla forza di chi osa raccontare il mondo in tutta la sua complessità.
'I quattro Gianni' (Minerva) di Giuseppe Smorto
C’è stato un momento nella storia del giornalismo italiano in cui lo sport ha smesso di essere semplice cronaca per diventare linguaggio, visione, racconto del Paese. Lo racconta Giuseppe Smorto in 'I quattro Gianni. Brera, Clerici, Minà, Mura e lo Sport di Repubblica' (235 pp 18 euro), il libro pubblicato da Edizioni Minerva sugli scaffali dal 15 gennaio. L'autore ricostruisce quella stagione straordinaria attraverso le figure di quattro protagonisti assoluti: Gianni Brera, Gianni Mura, Gianni Clerici e Gianni Minà. Quattro firme diverse per stile, temperamento e sguardo sul mondo, unite però da un’idea comune: lo sport come chiave per leggere la società, la politica, la cultura e l’animo umano.
Il libro racconta, in occasione del cinquantesimo anniversario de la Repubblica, la nascita e l’affermazione dello sport sulle pagine del giornale, che all’inizio dichiara apertamente di non volersene occupare. Nel giro di un paio d’anni il fondatore Eugenio Scalfari si convince dell’importanza dello sport nella società italiana e chiama al giornale molte grandi firme, tra cui i quattro Gianni. Gianni Brera è il grande patriarca, il maestro riconosciuto. Con la sua prosa ricca, inventiva e inconfondibile, Brera porta nello sport la letteratura, la storia, la lingua italiana reinventata. È lui a dimostrare che una partita può essere raccontata come un poema epico. Il suo arrivo a Repubblica segna una svolta irreversibile: lo sport non è più un genere minore, ma uno spazio di interpretazione alta del presente. Diverso, elegante, colto fino alla raffinatezza è Gianni Clerici, che porta nello sport il gusto del racconto lungo, della digressione colta, dell’ironia british. Clerici trasforma il tennis – e non solo – in una narrazione letteraria, popolata di fantasmi, memorie e ossessioni. Nei suoi articoli lo sport diventa teatro dell’anima, luogo di solitudine e grandezza, di vittorie che somigliano spesso a sconfitte interiori.
Gianni Minà è una figura unica nel panorama giornalistico italiano. Porta nello sport uno sguardo internazionale e politico, raccontando i grandi campioni come uomini immersi nella storia. Da Maradona a Muhammad Alì, dai pugili ai rivoluzionari, il suo racconto supera i confini del campo e diventa reportage umano, empatico, dalla parte degli ultimi. Con Minà, lo sport si intreccia definitivamente con i diritti, le contraddizioni del potere e la dignità degli ultimi. Gianni Mura è una voce libera e ironica, con rubriche diventate leggendarie. Usa lo sport per parlare di potere, ipocrisie, conformismi. I suoi “Sette giorni di cattivi pensieri” ogni domenica non sono solo pagelle, ma un osservatorio puntuale sull’Italia che cambia e spesso torna indietro. Il suo giornalismo è fatto di curiosità, indignazione civile e amore per i dettagli, capace di far convivere leggerezza e profondità. I quattro Gianni non è soltanto un libro sul giornalismo sportivo, ma una vera e propria storia culturale dell’Italia contemporanea. È il racconto di una redazione che diventa laboratorio di idee, di un mestiere vissuto come missione civile, di un’epoca in cui la scrittura contava quanto la notizia. Un volume che restituisce voce, atmosfera e tensione di anni irripetibili, ricordandoci che il giornalismo migliore nasce quando intelligenza, libertà e responsabilità camminano insieme. Giuseppe Smorto Ha fatto sempre il giornalista, anche se sognava una vita da psicanalista. Invece ha vinto una borsa di studio ed è salito sull’astronave 'Repubblica'. È stato caporedattore allo Sport, al 'Venerdì', alla cronaca di Torino, poi responsabile e direttore del sito 'Repubblica.it' e vicedirettore del giornale. Ha scritto vari libri sulla Calabria (dove è nato), è stato co-autore di Semidei, un docufilm sui Bronzi di Riace. Ha firmato due podcast: 'Dimmi chi era Gianni Brera' e 'Chiamami Mister' (insieme ad Aligi Pontani), su un’esperienza di calcio per ragazzi autistici.
'Anche i cani a volte volano' (Solferino) di Dacia Maraini
"C’è un silenzio che ci accompagna da sempre, ma che abbiamo imparato a ignorare. È il silenzio degli animali. Un silenzio che non è assenza di voce, ma una lingua diversa, fatta di sguardi, di movimenti minimi, di respiri trattenuti. Gli animali parlano, ma non con le parole: lo fanno con la vita stessa, con il loro esserci nel mondo in modo discreto, umile, necessario". Dacia Maraini ha sempre scritto del suo rapporto speciale con i nostri 'fratelli' del mondo animale. Di quanto siano importanti per noi 'umani' e di quanto sia decisivo difenderne i diritti e capirne le sofferenze.
Nelle pagine di 'Anche i cani a volte volano. Storie di animali per tornare umani', sugli scaffali con Solferino dal 13 gennaio, che raccolgono racconti, memorie e interventi pubblici, la scrittrice ribadisce il rispetto per l’ambiente (che non è solo nostro), la ferma opposizione alle pratiche di sfruttamento o al rito insensato della caccia; spiega la sua scelta vegetariana e condanna gli allevamenti intensivi. E lo fa soprattutto raccontando delle storie: di compagni di vita, di cani 'che ragionano' e 'a volte volano', di gatti 'che si credono pantere', di 'gabbiani intelligenti', di lupi, orsi, cervi e molte altre creature meravigliose (non esclusi topi e galline). Le sue favole e le sue riflessioni appassionate esplorano il legame profondo in grado di unirci a esseri tanto diversi, eppure tanto simili a noi. Per comprendere infine come essi 'non ci chiedano parole, ma gesti. Non proclami, ma presenza. E forse, in quel semplice atto di rispetto, potremmo finalmente riconciliarci con la parte più autentica e gentile di noi stessi'.
'L'alba dei Leoni' (Edizioni Nord) di Stefania Auci
Stefania Auci torna in libreria con 'L’Alba dei Leoni' (Edizioni Nord), il nuovo capitolo della saga dei Florio che "racconta finalmente le radici di questa famiglia, il percorso tormentato e straordinario che la porta da Bagnara Calabra a Palermo e gli avvenimenti che hanno segnato per sempre il suo destino”. Bagnara Calabra nel 1772 è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all’amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull’orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un’eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un’isola dove ci sono soldi e potere…
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l'intera storia dei Florio, dall'inizio alla fine. E questo è l'inizio. Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.
'Quattro presunti familiari' (Sellerio) di Daniele Mencarelli
Sarà in libreria con Sellerio dal 13 gennaio 'Quattro presunti familiari' di Daniele Mencarelli. Nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina, viene rinvenuto uno scheletro con qualche brandello di pelle. Questi poveri resti sono finiti nella macchia molti anni prima, solo la fatalità e le particolari condizioni ambientali hanno potuto salvaguardarli. A occuparsi del caso sono i carabinieri di Latina, nella persona del maresciallo Damasi e dell’appuntato Circosta, un giovane senza tante pretese né qualità, ma con una fame insaziabile di esperienza. Bisogna dare un nome a quelle ossa, per questo vengono convocate quattro persone, quattro presunti familiari.
In tutto tre famiglie che hanno denunciato, in epoca compatibile con lo stato dei resti, la scomparsa di un loro caro. Chi avrà lo stesso Dna recuperato dallo scheletro vincerà una lotteria lunga anni di speranze e ricerche vane. Potrà finalmente piangere il proprio congiunto sparito nel nulla. Daniele Mencarelli in questo romanzo fa qualcosa di nuovo e forse di inaspettato. Attorno a un enigma che agita nei personaggi parole segrete risvegliando spettri di dolori irrisolti, ci mostra un mondo nerissimo, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza. A raggrumarlo, a cementarne le fondamenta, c’è un’energia che viene da lontano, che mai è scomparsa e sempre si trasforma, cristallizzata nelle strade, nell’architettura, nella storia di una città, Latina, che per alcuni continua a chiamarsi Littoria.
Un’energia che entra nei corpi e nelle menti, diviene pulsione odiosa, deflagrazione di virilità frustrata, gesto feroce e autorità implacabile, divisa d’ordinanza e consuetudine alla sopraffazione, scansione di ordine e gerarchia. In queste oscurità si muovono le anime che Mencarelli come pochi sa raccontare, figure macchiate dalla colpa, assuefatte alla disperazione, intossicate da errori e sogni. In loro si annida il tesoro più prezioso, la luce di una redenzione e di un riscatto, l’attimo folgorante in cui il male diviene verità, senza vincoli e coercizioni.
'Internet non è un posto per femmine' (Einaudi) di Silvia Semenzin
Esce con Einaudi il 13 gennaio 'Internet non è un posto per femmine' di Silvia Semenzin. Chi ha detto che la tecnologia è roba da uomini? All’inizio erano le donne a scrivere i codici, a programmare i computer. Poi qualcosa è andato storto. O meglio: qualcuno ha deciso che la rete dovesse diventare una cosa tecnica, maschile. Da lì in poi, è stato un crescendo di esclusione, sessismo, discriminazione. Silvia Semenzin racconta tutto questo con uno stile personale e coinvolgente, che intreccia dati, storia, cultura pop e teoria femminista.
Dalle prime esperienze sui social fino all’impegno come sociologa e attivista ci guida in un viaggio rivelatore dentro l’anima più oscura e misogina di Internet. Analizza le forme della violenza di genere digitale, il ruolo degli algoritmi nella diffusione degli stereotipi e la radicalizzazione emotiva e politica che avviene sempre piú spesso online, in un ecosistema dove proliferano community ultraconservatrici, influencer antifemministi e modelli estetici che, sotto una patina glamour, rafforzano e normalizzano la disuguaglianza di genere. La cosiddetta 'manocultura' è ormai un fenomeno globale, alimentato da agende politiche e strategie comunicative sempre più raffinate. Per non lasciare le nuove generazioni sole di fronte agli abissi di Internet, dobbiamo sviluppare una nuova consapevolezza e una nuova capacità di immaginare il futuro. La tecnologia non è mai neutrale: va capita, criticata – e cambiata – prima che siano gli altri a decidere per noi.
'Il nido del corvo' (Feltrinelli) di Piergiorgio Pulixi
Sardegna, Penisola del Sinis, una giovane donna scompare nel nulla. Sei mesi di silenzio e indagini a vuoto. Poi, un unico agghiacciante segnale: il cellulare di Angela Floris si riaccende. Inizia così il nuovo libro di Piergiorgio Pulixi 'Il nido del corvo' pubblicato da Feltrinelli sugli scaffali dal 13 gennaio. Sul luogo del rilevamento gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano un macabro reperto che vale da firma. Si tratta di una mano femminile, troncata e in stato di perfetta conservazione.
È l’inizio di un duello perverso con un assassino che agisce da artista della morte. Non si limita a uccidere ma osserva, studia, contempla, collezionando gli arti delle vittime come fossero opere. Per Corvo e Zardi, partner nel lavoro ma opposti per indole e modo di vedere le cose, comincia una caccia allucinata. Lui, mentalità da monaco guerriero, ancorato alla famiglia e alla fede per tenere a bada antichi traumi; lei, spirito in tempesta con il fascino dell’azzardo nel gioco e nella vita, capace di domare il caos soltanto quando lo incanala nei casi da risolvere. Mentre i demoni personali riaffiorano e un’altra ragazza scompare, i due poliziotti capiscono che il killer non li sta solo sfidando, li ha scelti. Attirandoli tra stagni di sale e campagne desolate, trasforma ogni scoperta nella tappa di un incubo meticolosamente orchestrato. Più Corvo e Zardi si avvicinano alla verità, più diventa chiaro che le vittime erano solo un prologo. Il vero capolavoro, l’opera suprema che l’Artista vuole realizzare, forse sono proprio loro.
Sullo sfondo di una Sardegna sospesa tra west selvaggio e lande crepuscolari, Pulixi firma una storia ipnotica e avvolgente, che scandisce una deriva nei chiaroscuri dell’anima umana. 'Il nido del corvo' è il big bang di un universo narrativo in espansione, nelle cui pieghe si muovono anche i personaggi del precedente romanzo, 'La donna nel pozzo'. Ogni libro diventa il tassello di un mosaico più grande, racconto di un mondo che svela connessioni segrete, inaspettate, imprevedibili, ma che rapisce e cattura ugualmente chi vi entra per la prima volta, inaugurando un viaggio nella crime fiction di cui sentiremo parlare nei prossimi anni.
'Il mondo senza inverno' (Guanda) di Bruno Arpaia
Dal 20 gennaio con Guanda sarà sugli scaffali 'Il mondo senza inverno' di Bruno Arpaia. L’avventura dei personaggi del fortunato 'Qualcosa, là fuori' (libro scritto dallo stesso Arpaia nel 2016) non è finita, sebbene continui in uno scenario completamente diverso: dopo l’estenuante migrazione attraverso un’Europa devastata dalla crisi climatica, Marta, sua figlia Sara e il giovane Miguel sono riusciti ad arrivare in Scandinavia, dove le condizioni climatiche permettono ancora una vita civile organizzata.
Accolti nella casa di Ahmed, i tre si illudono di essere in salvo. Purtroppo per loro, non è così. L’intelligenza artificiale esercita una sorveglianza soffusa e totale sulla popolazione, suddivisa in caste. Al vertice regnano i cittadini A, con neurochip impiantati nel cervello, con vite più lunghe e capacità fisiche che li rendono superiori a tutti gli altri. Quando i disastri climatici e la prolungata siccità cominciano a intaccare le risorse alimentari, i cittadini C, rigidamente confinati in città satellite di baracche improvvisate e abbandonati a sé stessi, si ribellano. Mentre le condizioni di vita si fanno sempre più proibitive, Marta, Sara e Miguel si uniscono alla Resistenza e si preparano all’ultimo sforzo. In questo incalzante romanzo di speculative fiction Bruno Arpaia immagina uno dei nostri possibili scenari futuri, del quale già si scorgono le tracce nel presente. Tracce che noi non vediamo o preferiamo non vedere.
Sarà in libreria con La Nave di Teseo 'Cento milioni di anni e un giorno' di Jean-Baptiste Andrea. Alpi occidentali, agosto del 1954. Stan, paleontologo quasi alla fine di una carriera accademica di scarso successo, convoca Umberto, il suo vecchio assistente e grande amico, in un villaggio sperduto tra Francia e Italia per un progetto segreto. O meglio, per inseguire un sogno. Di quelli così importanti, radicati e lucidamente folli che non si possono ignorare. Un sogno che ha la forma di un fossile misterioso. Apatosauro? Diplodoco? O addirittura brontosauro? Nessuno lo sa veramente, le tracce sono labili. Ma per Stan l’antico mostro dorme, sicuramente, da qualche parte lassù, nel ghiaccio. Se lo scopre sarà, finalmente, la gloria, quella che non ha mai avuto e che forse non ha mai veramente cercato, ma che ha sempre sognato. Quella che renderebbe orgogliosa la madre, morta da tempo, e dimostrerebbe al dispotico padre che il figlio è riuscito a farcela. Per ottenerla, però, bisogna salire fino a dove l’uomo raramente mette piede, dove freddo, altitudine e solitudine stringono in una morsa il cuore di chi osa avventurarsi e dove anche i rapporti di amicizia più saldi rischiano di spezzarsi. Riusciranno Stan, Umberto, il suo giovane assistente Peter e Giò, la silenziosa ed esperta guida, a restare uniti, a raggiungere il fossile nascosto nel ghiacciaio e, soprattutto, a sopravvivere? Stan conosce benissimo i rischi, ma sa anche che la strada per il suo sogno è una sola, bisogna salire. Cento milioni di anni e un giorno è un inno alla bellezza delle ossessioni, alla fragilità degli uomini, alla potenza dei ricordi e delle storie che ci portiamo dentro e ci accompagnano anche quando sembrano svanire nella neve.
Jean-Baptiste Andrea è un regista, scrittore e sceneggiatore francese. 'Mia regina' (2018), il suo romanzo d’esordio, ha vinto il Prix Femina des lycéens e il Prix du premier roman, raccogliendo in tutto 12 premi letterari. Lavora come sceneggiatore e regista tra la Francia e gli Stati Uniti. Il suo secondo romanzo, 'Cent million d’années et un jour' è uscito dopo due anni. 'L’uomo che suonava Beethoven' (2022) fa parte della sua trilogia sull’infanzia e si è aggiudicato il Grand Prix RTL-Lire, il premio Relay des Voyageurs Lecteurs e il Prix Ouest-France Étonnants Voyageurs. Con Vegliare su di lei ha conquistato il Prix Goncourt, il Prix du roman Fnac e il Grand Prix des Lectrices Elle.



