Il Cagliari batte l'Atalanta 3-2 e vede la salvezza. La Dea,
invece, l'Europa non la vede più: frastornata ancora dai rigori con
la Lazio, perde forse per sempre l'occasione di dare una svolta e
un senso al suo campionato.Nerazzurri con il morale molto giù. Ma è soprattutto l'impresa del Cagliari, con lo stadio che si è stretto dall'inizio alla fine alla sua squadra, in particolare negli ultimi sei minuti di recupero che sono sembrati sessanta per i tifosi sardi. Molta paura nell'ambiente rossoblù per una squadra che non giocava più come ai tempi delle vittorie con Roma e Juventus. E che nelle ultime dieci gare marciava a un ritmo di mezzo gol e mezzo punto a partita. Invece oggi ha fatto tre gol e tre punti tutti in una volta. Con due sorprese che all'inizio hanno fatto scuotere la testa a molti: l'esordio dal primo minuto del senegalese Mendy, sino a qualche mese fa titolare solo nella Primavera. E la prima panchina dopo tanto tempo per Palestra, il gioiello azzurro di proprietà dell'Atalanta.
Bastano 17 secondi per dare ragione a Pisacane: dalla destra parte un traversone, ma non dal solito piede di Palestra.
L'assist è di Adopo. E il colpo di testa vincente è proprio del classe 2007 Mendy, al suo primo gol con i grandi. Forse è il gol più veloce della storia del Cagliari. Ma il momento d'oro del diciannovenne schierato dal mister al centro dell'attacco non è finito. Perchè all'ottavo di gol ne fa un altro: calcio d'angolo, difesa imbambolata. Carnesecchi rimedia su Deiola, ma siccome dietro sono tutti fermi, ecco di nuovo Mendy: zampata sul pallone vagante e la palla, aiutata da una deviazione, finisce dentro.
L'Atalanta a questo punto inizia a...