- RIPRODUZIONE RISERVATALa Sardegna non frena sulla transizione energetica, ma rivendica il diritto alla pianificazione contro la speculazione. Lo ha spiegato la governatrice Alessandra Todde da Napoli per l'evento "Far crescere il Sud nella tempesta globale", smentendo quella che definisce una "campagna diffamatoria" contro la Regione.
    "La Sardegna ha pianificato di destinare l'1% del proprio territorio alle rinnovabili — ha sottolineato Todde durante un panel con i rappresentanti di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia — si tratta di 241 chilometri quadrati che potrebbero sviluppare fino a 20 gigawatt di potenza, a fronte dei 6,2 richiesti dal governo e dall'Europa". Secondo la Presidente, il vero "alert" è rappresentato dalle richieste di allaccio accumulate da Terna, pari a circa 90 gigawatt, quasi quindici volte l'obiettivo fissato per l'isola. "Richieste che riguardano quasi tutte territori pregiati, agricoli o vicini a beni culturali — ha avvertito — che andrebbero a cambiare radicalmente il valore aggiunto della Sardegna, ovvero il suo paesaggio".
    La linea della Regione è quella di dettare regole chiare, privilegiando zone industriali e cave dismesse per evitare che l'isola "si trasformi" senza controllo. La presidente ha rivendicato anche la scelta di una pianificazione ordinata: "Noi siamo stati la prima regione che ha legiferato sulle aree di accelerazione", definendola una misura per "tagliare la burocrazia e dare regole chiare". Todde ha poi posto una condizione politica al governo: "Vogliamo capire quali sono i progetti infrastrutturali della rete e della distribuzione: se non posso mettere a terra l'energia, è inutile produrla". Una critica anche alla mancanza di piani per gli accumuli: "Oggi si può installare un grande impianto senza accumuli, sbilanciando la rete e lasciando l'energia lì inutilizzata. Noi abbiamo 683 ore in cui l'energia in Sardegna ha costo zero. Siamo disponibili a fare sacrifici, ma vogliamo...

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