- RIPRODUZIONE RISERVATA"Il nostro obiettivo primario non è mai stato semplicemente quello di promuovere etichette o cantine, ma accendere i riflettori sul patrimonio vitivinicolo del Nord Ovest della Sardegna e raccontare questi territori nella loro totalità. Il vino ha un grande potere relazionale ed è diventato lo strumento attraverso cui mettere in connessione tutte le sfaccettature di una comunità". E' il messaggio, scandito all'unisono, dei dodici vignaioli del Nord ovest dell'isola che tre anni fa hanno unito le loro forze, accorpando idee ed esperienze in giro per il mondo, per creare l'associazione Vinos.
    Da qui il progetto Radizi, giunto quest'anno alla terza edizione, che nei giorni scorsi ha portato giornalisti, comunicatori e professionisti della divulgazione dentro i territori del vino di questo angolo di Sardegna. Tre giornate tra Coros, Nurra, Romangia e Sassari costruite attorno a un'idea precisa: raccontare il territorio attraverso il vino, mettendo in relazione paesaggi, archeologia, produzioni locali, cultura materiale e comunità.
    Compongono la rete di Vinos l'Azienda Agricola Giuliano Ruiu, Azienda Agricola Agreste, Azienda Agricola Leo Conti, Cantina Mario Bagella, Cantina Carpante, Ditta Giuseppe Pocobelli, Tenute Re Do, 3A Viticoltori, Cantina Sorres, Podere 45, Terre di Baquara, Vini TraMonti e Cantina Antonio Cargiaghe.
    Una rete di produttori che opera tra le Doc Alghero e Moscato di Sorso Sennori e le IGt Nurra e Romangia. Ma per Vinos il senso del progetto va oltre la promozione delle singole aziende.
    E uno dei punti su cui l'associazione insiste maggiormente riguarda la scelta di costruire un racconto unitario del territorio, pur nella diversità delle singole aree. "Coros, Nurra e Romangia hanno caratteristiche differenti - spiegano - ma per noi queste differenze non rappresentano un ostacolo. Al contrario, sono una ricchezza collettiva. Radizi nasce anche dalla volontà di superare...

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