
"Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici". Così Papa Leone XIV nell'Angelus recitato in Piazza San Pietro.
"Oggi è il 'natale' di Santo Stefano, come usavano dire le prime generazioni cristiane, certe che non si nasce una volta sola - le parole del Pontefice - Il martirio è nascita al cielo: uno sguardo di fede, infatti, persino nella morte non vede più soltanto il buio. Noi veniamo al mondo senza deciderlo, ma poi passiamo attraverso molte esperienze in cui ci è chiesto sempre più consapevolmente di 'venire alla luce', di scegliere la luce. Il racconto degli Atti degli Apostoli testimonia che chi vide Stefano andare verso il martirio fu sorpreso dalla luce del suo volto e delle sue parole. È scritto: 'E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo'. È il volto di chi non se ne va indifferente dalla storia, ma la affronta con amore. Tutto ciò che Stefano fa e dice rappresenta l’amore divino apparso in Gesù, la Luce brillata nelle nostre tenebre".
"La nascita fra noi del Figlio di Dio ci chiama alla vita di figli di Dio: la rende possibile, con un movimento di attrazione sperimentato fin dalla notte di Betlemme dalle persone umili come Maria, Giuseppe e i pastori. Ma quella di Gesù e di chi vive come Lui è anche una bellezza respinta - ha spiegato - proprio la sua forza calamitante ha suscitato, fin dall’inizio, la reazione di chi teme per il proprio potere, di chi è smascherato nella sua ingiustizia da una bontà che rivela i pensieri dei cuori. Nessuna potenza, però, fino a oggi, può prevalere sull’opera di Dio. Dovunque nel mondo c’è chi sceglie la giustizia anche se costa, chi antepone la pace alle proprie paure, chi serve i poveri invece di sé stesso. Germoglia allora la speranza, e ha senso fare festa malgrado tutto. Nelle condizioni di incertezza e di sofferenza del mondo attuale sembrerebbe impossibile la gioia. Chi oggi crede alla pace e ha scelto la via disarmata di Gesù e dei martiri è spesso ridicolizzato, spinto fuori dal discorso pubblico e non di rado accusato di favorire avversari e nemici".
"Il cristiano però non ha nemici, ma fratelli e sorelle, che rimangono tali anche quando non ci si comprende. Il Mistero del Natale ci porta questa gioia: una gioia motivata dalla tenacia di chi già vive la fraternità, di chi già riconosce attorno a sé, anche nei propri avversari, la dignità indelebile di figlie e figli di Dio. Per questo Stefano morì perdonando, come Gesù: per una forza più vera di quella delle armi. È una forza gratuita, già presente nel cuore di tutti, che si riattiva e si comunica in modo irresistibile quando qualcuno incomincia a guardare diversamente il suo prossimo, a offrirgli attenzione e riconoscimento. Sì, questo è rinascere - ha detto Leone - questo è venire nuovamente alla luce, questo è il nostro Natale! Preghiamo ora Maria e la contempliamo, benedetta fra tutte le donne che servono la vita e oppongono la cura alla prepotenza, la fede alla sfiducia. Maria ci porti nella sua stessa gioia, una gioia che dissolve ogni paura e ogni minaccia come si scioglie la neve al sole".
"Nel ricordo di Santo Stefano primo martire, invochiamo la sua intercessione perché renda forte la nostra fede e sostenga le comunità che maggiormente soffrono per la loro testimonianza cristiana - le parole del Papa all'Angelus - Il suo esempio di mitezza, di coraggio e di perdono, accompagni quanti si impegnano nelle situazioni di conflitto per promuovere il dialogo, la riconciliazione e la pace".

Grande attenzione del pubblico ieri, mercoledì 24 dicembre, per la prima Santa messa della notte di Natale, celebrata da Papa Leone XIV in mondovisione, in onda dalle 21.50 su Rai 1 – a cura del Tg1 e di Rai Vaticano - e seguita da 2 milioni 129 mila spettatori pari al 16% di share. A seguire, lo speciale Notte di Natale di 'A Sua immagine' ha registrato il 14,3% di share con 1 milione 351 mila spettatori mentre 'Giubileo 2025: da Giovanni Paolo II a Papa Leone XIV - Fari di Speranza' il 9,9% di share e 682 mila spettatori.
In una nota la Rai riferisce poi che in prima serata su Rai 2, il film d’animazione di Disney 'Zootropolis' ha registrato il 7,7% di share e 1 milione 80 mila spettatori. Su Rai 3 'Uno sguardo dal cielo' ha segnato il 3,6% di share e 518 mila spettatori. Nel preserale è sempre vincente l’''Eredità' con il 24,6% di share e 3 milioni 556 mila spettatori e, in access prime time 'Affari tuoi' è al 23,7% di share con 3 milioni 666mila spettatori.
Nello stesso segmento orario, su Rai 3, 'Blob di tutto di più' ottiene 951 mila spettatori con il 6,3% di share, 'Via dei matti n.0' il 5,6% di share con 858 mila spettatori, 'Un posto al sole' il 6,6% con 1 milione 28 mila spettatori.
Nel daytime di Rai 1 'Unomattina' segna il 19,3% di share con 1 milione 22 mila spettatori, 'Storie italiane' è al 14,9% di share con 771 mila spettatori. Il Concerto di Natale dal Teatro alla Scala è stato visto da 479 mila spettatori pari all’8,3% di share. Grande seguito per 'È sempre mezzogiorno!' al 14,2% di share e 1 milione 430 mila spettatori. Nel pomeriggio 'La Volta Buona Story' ottiene il 14,6% e 1 milione 726 mila spettatori. Ottimo risultato per lo 'Zecchino d’Oro. La magia della Vigilia' con il 12,7% di share e 1 milione 473 mila spettatori.
Sulla seconda rete il programma 'I fatti vostri' ottiene complessivamente l’8,8% di share con 592 mila spettatori nella prima parte e 883 mila nella seconda. 'Bellamà' si attesta al 4,8% con 409 mila spettatori saliti a 518 mila nella seconda parte (4,8%) mentre 'La porta magica' è al 3,9% di share con 451 mila spettatori.
Nella mattinata di Rai 3, 'Buongiorno Italia' è al 10,9% di share e 316 mila spettatori e 'Buongiorno Regione' al 12,9% con 531 mila spettatori. Nel pomeriggio 'In cammino tra arte e fede' registra il 5,2% di share e 578 mila spettatori, 'Il paese della biodiversità' il 4,5% di share con 481 mila spettatori. Bene, infine, 'Geo' con il 10,8% e 1 milione 305 mila spettatori

"Come non pensare alle tende di Gaza, da settimane esposte alle piogge, al vento e al freddo, e a quelle di tanti altri profughi e rifugiati in ogni continente, o ai ripari di fortuna di migliaia di persone senza dimora, dentro le nostre città?”. Il Papa, che alle 12 si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni per il messaggio Urbi et Orbi, sferza le coscienze in un passaggio dell’omelia pronunciata nella messa di Natale a San Pietro.
“Fragile è la carne delle popolazioni inermi, provate da tante guerre in corso o concluse lasciando macerie e ferite aperte. Fragili - riflette Leone XIV - sono le menti e le vite dei giovani costretti alle armi, che proprio al fronte avvertono l’insensatezza di ciò che è loro richiesto e la menzogna di cui sono intrisi i roboanti discorsi di chi li manda a morire”.
Tanti fratelli e sorelle “spogliati della dignità e ridotti al silenzio”, ha detto ancora. “‘Carne è la radicale nudità cui a Betlemme e sul Calvario manca anche la parola; come parola non hanno tanti fratelli e sorelle spogliati della loro dignità e ridotti al silenzio. La carne umana - scandisce Leone - chiede cura, invoca accoglienza e riconoscimento, cerca mani capaci di tenerezza e menti disposte all’attenzione, desidera parole buone”.
Il Pontefice spiega “il modo paradossale in cui la pace è già fra noi: il dono di Dio è coinvolgente, cerca accoglienza e attiva la dedizione. Ci sorprende perché si espone al rifiuto, ci incanta perché ci strappa all’indifferenza”. “È un vero potere quello di diventare figli di Dio: un potere - dice - che rimane sepolto finché stiamo distaccati dal pianto dei bambini e dalla fragilità degli anziani, dal silenzio impotente delle vittime e dalla rassegnata malinconia di chi fa il male che non vuole”.
“Quando la fragilità altrui ci penetra il cuore, quando il dolore altrui manda in frantumi le nostre certezze granitiche, allora già inizia la pace. La pace di Dio nasce da un vagito accolto, da un pianto ascoltato: nasce fra rovine che invocano nuove solidarietà, nasce da sogni e visioni che, come profezie, invertono il corso della storia”, sottolinea il Pontefice che osserva:. “Tutto questo esiste, perché Gesù è il senso da cui tutto ha preso forma. Questo mistero ci interpella dai presepi che abbiamo costruito, ci apre gli occhi su un mondo in cui la Parola risuona ancora, 'molte volte e in diversi modi', e ancora ci chiama a conversione”.
“Certo - fa notare Leone - il Vangelo non nasconde la resistenza delle tenebre alla luce, descrive il cammino della Parola di Dio come una strada impervia, disseminata di ostacoli. Fino a oggi gli autentici messaggeri di pace seguono il Verbo su questa via, che infine raggiunge i cuori: cuori inquieti, che spesso desiderano proprio ciò a cui resistono”.
Il Papa ha citato il predecessore in un passaggio della Evangelii Gaudium : "Come scrisse l’amato Papa Francesco, per richiamarci alla gioia del Vangelo: ‘A volte sentiamo la tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore. Ma Gesù vuole che tocchiamo la miseria umana, che tocchiamo la carne sofferente degli altri. Aspetta che rinunciamo a cercare quei ripari personali o comunitari che ci permettono di mantenerci a distanza dal nodo del dramma umano, affinché accettiamo veramente di entrare in contatto con l’esistenza concreta degli altri e conosciamo la forza della tenerezza’”.

"Condividiamo un sogno, esprimiamo un desiderio per tutti noi: possa morire". Un passaggio del messaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella notte di Natale non passa inosservato e finisce sotto i riflettori dei media, in particolare britannici, che si soffermano sui sottotitoli in inglese. Nel messaggio, a cui danno risalto soprattutto Times e Telegraph, il leader di Kiev augura la morte a Vladimir Putin?
Zelensky ha diffuso il messaggio, in ucraino, attraverso i suoi canali social. Un lungo video, di oltre 8 minuti, in cui ha ribadito l'obiettivo dopo quasi 4 anni di guerra con la Russia: "Chiediamo la pace per l'Ucraina, lottiamo per la pace e preghiamo per la pace. La meritiamo, meritiamo che ogni famiglia ucraina possa vivere in armonia e serenità", le parole del presidente alla fine di una giornata caratterizzata dall'ennesima ondata di attacchi russi con droni e missili.
Il passaggio 'incriminato'
"Così attacca chi è senza dio, così attacca chi non ha nulla in comune con la cristianità o con tutto ciò che è umano", ha proseguito Zelensky. Quindi, il passaggio che appare controverso: "Condividiamo un sogno, esprimiamo un desiderio per tutti noi: possa perire", ha detto Zelensky, come evidenzia la traduzione in inglese 'may he perish' proposta nel video sottotitolato dalla presidenza ucraina.
"Caro popolo - la frase completa dopo circa 6'20'' - sin dai tempi antichi gli ucraini credono che il cielo si apra nella notte di Natale e se si confessano i propri sogni, questi si avvereranno. Noi condividiamo un sogno e esprimiamo un desiderio per noi: 'Possa lui morire', ognuno di noi potrebbe dire a se stesso". Zelensky non fa riferimento a nessuna persona in maniera esplicita: è un riferimento, nemmeno troppo velato, a Putin? "Quando ci rivogliamo a Dio - ha proseguito il presidente ucraino - chiediamo qualcosa di più grande: chiediamo la pace per l'Ucraina. Combattiamo per questo, preghiamo per questo, meritiamo questo".
La reazione della Russia
“Una persona poco equilibrata”. Il Cremlino, attraverso le parole del portavoce Dmitry Peskov riportate dalla Tass, commenta così il messaggio natalizio di Zelensky.
Al Cremlino, dice il portavoce del presidente Vladimir Putin, hanno visto il messaggio natalizio di Zelensky, che “sembra una persona poco equilibrata L'intervento natalizio è stato scortese e rancoroso. “Le dichiarazioni di Zelensky mettono in dubbio la sua capacità di prendere decisioni adeguate per una soluzione politico-diplomatica”, afferma Peskov.

Nuovi attacchi della Russia sull'Ucraina oggi 25 dicembre. E' di un morto e due feriti il bilancio del raid contro Odessa. Lo ha riferito su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale di Odessa Oleg Kiper, secondo cui la scorsa notte "il nemico ha nuovamente colpito il porto e le infrastrutture industriali della regione di Odessa. Una persona è stata uccisa, altre due sono rimaste ferite".
Le Forze armate ucraine hanno annunciato di aver abbattuto 106 droni su 131 lanciati dai russi per colpire le infrastrutture energetiche in almeno quattro province. Lo ha reso noto l'Aeronautica di Kiev, precisando che 22 droni hanno raggiunto l'obiettivo, mentre la società elettrica Ukrenergo ha segnalato su Facebook che sono senza luce gli abitanti di Chernihiv, Sumy, Kharkv e Dnipropetrov.
Russia rivendica conquista altra località nel Donetsk
Intanto la Russia ha rivendicato oggi la conquista di un'altra località nel Donetsk, nell'Ucraina orientale, mentre continua l'avanzata. In un messaggio su Telegram, il ministero della Difesa russo ha riferito: "Unità del gruppo delle forze del sud hanno liberato la località di Sviato-Pokrovskoe, nella Repubblica popolare del Donetsk, come esito di azioni decisive".
Attacco droni Kiev su regione Krasnodar, in fiamme cisterne petrolio
Droni ucraini hanno colpito la scorsa notte il porto della città di Temryuk, nella regione meridionale russa di Krasnodar, provocando un incendio delle cisterne di petrolio. Lo hanno reso noto le autorità della città sul mare di Azov, secondo cui l'incendio interessa un'area di duemila metri quadrati e decine di vigili del fuoco e uomini della protezione civile sono al lavoro per domare le fiamme. La città era stata colpita da un attacco simile già lo scorso 5 dicembre.

Nel pranzo di Natale qualche eccesso è consentito. Poi, però, bisogna rimettersi in riga fino a Capodanno quando, prevedibilmente, si tenderà nuovamente a esagerare. Il professor Giorgio Calabrese, specializzato in Scienza dell'Alimentazione e Consulente Scientifico del Ministero della Salute, propone consigli e regole per 'superare' le feste senza accumulare chili di troppo. O troppi chili.
Riflettori puntati sul pranzo di Natale. Oggi, sulla tavola in molte case, compaiono i tortellini in brodo: comprati o fatti in casa, hanno un identikit più o meno standard. Sfoglia con 400 grammi di farina e 4 uova, quadratini di 2-3 centimetri per lato che racchiudono prosciutto, mortadella, formaggio.
Per Calabrese, bisogna rispettare i limiti ed esiste un numero preciso: "I tortellini in una porzione sono 12", ha detto in una delle sue apparizioni a La volta buona. "Bisogna tenere conto di quello che c'è dentro: il prosciutto, la mortadella... Nel brodo c'è anche il grasso... A Natale, poi, non si mangiano solo i tortellini: prima c'è l'antipasto, poi arriva il secondo dopo i tortellini, poi il panettone. Se andate al ristorante, la porzione dei tortellini prevede 12 pezzi: io vi dico 'la giustizia', il mio è un consiglio salutista".
Tra piatti della tradizione e dolci, tra un pranzo e una cena, difficile non superare la soglia del consentito. Lo strappo va bene se episodico. "E' ammesso solo per la cena della Vigilia, per il pranzo di Natale e per il veglione di Capodanno: quindi 24, 25 e 31 dicembre", il calendario del professore all'Adnkronos Salute. "Per tutti gli altri giorni, invece, dobbiamo seguire alcune semplici regole. Obiettivo: non ingrassare, ma limitarci a prendere non oltre mezzo chilo".
Dalla cena del 25 dicembre, quindi, dovrebbe partire l'operazione 'rientro'. "La sera di Natale basteranno una insalatona e un frutto. Il 26, giorno di Santo Stefano, è sì una ricorrenza importante per noi cristiani, ma non una festa godereccia. Quindi dobbiamo mangiare regolarmente, come un giorno qualsiasi", ha spiegato, aggiungendo il menù: "A pranzo 60-70 grammi di pasta con legumi o verdure, una porzione di verdure crude, bollite o alla griglia e un frutto. La sera pesce al sale, in alternativa carne bianca o del formaggio, una porzione di verdure, 50 grammi di pane integrale e un frutto. In questo modo arriviamo al cenone di Capodanno, che di fatto è come il Natale per cui la trasgressione è concessa". Menzione speciale per i dolci, a cominciare da panettone e pandoro: "Al massimo una fetta al giorno, al mattino a colazione, in alternativa ai biscotti o fette biscottate, o come snack alle 17 per la merenda".
Per provare a rimanere sulla retta via, è opportuno masticare in maniera regolare, step essenziale per mantere il controllo del peso. "Masticare significa attivare enzimi ptialinici nella bocca che agiscono su una parte di carboidrati", ha spiegato il medico evidenziando che "con la masticazione, poi si attivano una serie di muscoli". Quante volte bisogna masticare per ogni forchettata? "Qualcuno dice anche 50 volte, io direi almeno una ventina".
Natale a tavola è sinonimo anche di dolci, con pandoro e panettone in prima fila. Le feste portano spesso eccessi e calorie in più. Per cercare di rimanere in carreggiata, è bene conoscere il 'peso' dei cibi che si scelgono.
In media, in base alle etichette dei prodotti disponibili, 100 grammi di panettone classico valgono 350-360 calorie. Il pandoro classico, nella stessa quantità, arriva a 390-410 calorie. Generalmente, le fette dei dolci sono più abbondanti rispetto ad un etto. Ecco che una singola porzione di panettone fornisce 500 calorie e una di pandoro circa 600.
Con le informazioni disponibili, si arriva alla domanda 'fatidica': quanto panettone si può - o si dovrebbe - mangiare? Quanto pandoro? "E' concessa una sola fetta al giorno", dice il professor Giorgio Calabrese, medico nutrizionista specializzato in Scienza dell'alimentazione e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del ministero della Salute.
Non è solo questione di calorie ma anche di zuccheri, che nei giorni di festa - brindisi compresi - rischiano di superare la soglia ritenuta accettabile. "L'Organizzazione mondiale della sanità è molto chiara su questo: per ridurre il rischio di obesità, carie e malattie croniche, il consumo di zuccheri 'liberi' (quelli aggiunti agli alimenti o presenti naturalmente in miele, sciroppi e succhi di frutta) non dovrebbe superare il 10% dell'apporto calorico giornaliero", spiega la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri.
"Una riduzione ulteriore al di sotto del 5% (circa 25 grammi, ovvero 5-6 cucchiaini da tè al giorno per un adulto medio) fornirebbe benefici aggiuntivi per la salute". I fatidici 25 grammi di zucchero corrispondono più o meno a un bicchiere piccolo di bibita zuccherata o a due biscotti industriali. Oppure, a circa un etto di panettone.
Con questi dati ulteriori, c'è spazio per l'ulteriore consiglio del professor Calabrese: sappiamo quante calorie ha il panettone e quanto zuccheri può contenere. Con questo identikit, quando è opportuno concedersi lo sgarro dolce? "O al mattino a colazione, in alternativa ai biscotti o fette biscottate, o come snack alle 17 per la merenda". No, quindi, dopo pranzo come 'rinforzino' o dopo cena come 'ultimo boccone'.

Una nuova Risonanza magnetica 3 Tesla è stata inaugurata al Poliambulatorio Montezemolo che opera presso la Corte dei Conti. La nuova strumentazione permette di ottenere immagini con una migliore risoluzione spaziale e di contrasto, e una maggiore sensibilità, garantendo immagini più nitide e precise, con tempi di esecuzione degli esami ridotti. L'iniziativa è promossa da Remind l'Associazione delle Buone Pratiche. Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Corte dei conti Guido Carlino, il segretario generale Franco Massi, il presidente di Fondazione Roma Franco Parasassi, il direttore generale Renato Lattante, insieme a numerose autorità civili e militari e ai rappresentanti delle strutture che collaborano con il Poliambulatorio Montezemolo. L'acquisto della nuova apparecchiatura - ha spiegato il Generale Paolo Giuliani, direttore sanitario del Poliambulatorio Montezemolo - è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Roma, nell'ambito del progetto di ampliamento della struttura, che prevede anche l'attivazione di un laboratorio di Biologia molecolare per indagini genetiche, con l'obiettivo di sviluppare la Radiogenomica.
Tecnologia avanzata, maggiore potenza del magnete e impiego di software di intelligenza artificiale: sono le caratteristiche del nuovo macchinario che consentono di rilevare lesioni più piccole e sottili in tempi più brevi, con un dettaglio superiore dei tessuti e degli organi esaminati, migliorando così le capacità diagnostiche, illustrano gli esperti. L'altissima risoluzione delle immagini, fondamentale per una diagnosi precisa e accurata, rende la metodica particolarmente indicata per lo studio di patologie neurologiche, oncologiche, infiammatorie e degenerative. La nuova Rm 3T, si legge in una nota, non solo offre una vasta gamma di applicazioni per studi morfologici e funzionali dei singoli apparati, ma consente anche valutazioni spettrografiche specifiche per la caratterizzazione ottimizzata delle lesioni. Permette inoltre studi trattografici per analizzare le vie di trasmissione delle diverse funzioni (ad esempio, la trattografia delle vie ottiche) e studi di attivazione sensoriale per valutare le diverse aree encefaliche.
Un ulteriore vantaggio è la possibilità di eseguire la Diffusion Whole-Body, che consente di studiare l'intero corpo senza l'uso di radiazioni ionizzanti e senza mezzo di contrasto. Questa applicazione si presenta come un importante strumento di supporto per il trattamento dei pazienti oncologici. In particolare, con la diagnostica tradizionale, le lesioni neoplastiche vengono valutate qualitativamente tramite l'analisi visiva, definendone le caratteristiche morfologiche, i margini, la localizzazione anatomica e l'estensione verso le strutture circostanti. Tuttavia, non è possibile prevedere con certezza se un tumore risponderà alla terapia oncologica. La radiomica, cioè l'analisi quantitativa attraverso software avanzati che analizzano la tessitura dell'immagine, è in grado in alcuni casi specifici di prevedere la risposta alla terapia, distinguendo i pazienti che risponderanno da quelli che vedranno una progressione della malattia. Ciò permette di indirizzare tempestivamente i pazienti che non rispondono al trattamento verso alternative terapeutiche, evitando trattamenti inutili e potenzialmente dannosi, con benefici sia per i pazienti che per il sistema sanitario.
La radiogenomica, spiegano ancora gli esperti, rappresenta l'evoluzione della radiomica, poiché integra i dati quantitativi ottenuti con l'analisi delle immagini con i dati genomici del tumore. Questa nuova disciplina costituirà il cuore della diagnostica del futuro, consentendo diagnosi e terapie sempre più personalizzate grazie alla medicina di precisione.
Il Poliambulatorio Montezemolo, inaugurato meno di tre anni fa, è nato dalla collaborazione tra Corte dei conti e Stato Maggiore della Difesa ed è stato realizzato, si ricorda nella nota, con l'apporto del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del direttore generale Salute della Regione Andrea Urbani e di Giuseppe Quintavalle, Dg dell'Asl Roma 1, che hanno collaborato allo sviluppo del progetto. Si tratta di un presidio sanitario pubblico aperto a tutti i cittadini, che persegue l'obiettivo di assicurare equità nell'accesso all'assistenza, qualità e appropriatezza delle prestazioni sanitarie. Questa struttura sanitaria rappresenta a tutt'oggi un unicum ed è stata individuata dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal ministro della Salute Orazio Schillaci come modello di riferimento cui ispirarsi per lo sviluppo della sanità militare e civile.
"Il contributo della Fondazione Roma alla realizzazione di questo importante investimento tecnologico - ha evidenziato il presidente della Fondazione Franco Parasassi - nasce dalla convinzione che l'innovazione, quando è messa al servizio del bene comune, rappresenti uno degli strumenti più efficaci per tutelare il diritto alla salute. L'installazione della nuova Risonanza magnetica 3 Tesla e l'avvio del progetto di sviluppo della Radiogenomica segnano un passo decisivo verso una diagnostica sempre più avanzata, accurata e personalizzata. Attraverso questa iniziativa la Fondazione Roma intende sostenere concretamente un modello di sanità pubblica capace di coniugare eccellenza scientifica, accessibilità e sostenibilità, offrendo ai cittadini strumenti diagnostici di altissimo livello e favorendo al contempo un utilizzo più appropriato delle risorse del sistema sanitario". L'importanza dell'opera è stata rimarcata anche da Carlino che ha sottolineato il valore della collaborazione interistituzionale che ha reso possibile l'acquisto e l'attivazione del macchinario e l'impegno della Corte dei conti nel sostenere progetti di rilevanza sanitaria e tecnologica a beneficio di tutta la comunità.

Il Natale è soprattutto la festa dei bambini. E stasera, 24 dicembre, saranno in tanti a fremere durante il cenone in attesa del momento di scartare i regali che riempiono l'albero. Ma è giusto rispettare la tradizione e farli attendere fino a mezzanotte per aprirli? "Assolutamente no" – risponde la pediatra Elena Bozzola – i bambini dovrebbero andare a dormire presto, raccontando loro che durante la notte arriverà Babbo Natale con le renne".
Ai più piccoli si può anche suggerire di lasciare una fetta di panettone per Babbo Natale e due carote per le renne: un modo semplice per insegnare che chi riceve deve anche saper donare. "È meglio aspettare la mattina del 25 per aprire i regali – conclude la pediatra – perché vedere la sorpresa e sentire le urla di gioia dei bambini al risveglio è un’esperienza unica, che rende il Natale davvero speciale".
Ma cosa è davvero giusto mettere sotto l’albero per renderli felici? Secondo Bozzola, la risposta è semplice:"La cosa davvero fondamentale è donare ai bambini il proprio tempo libero – spiega all'Adnkronos Bozzola, coordinatrice della Commissione Dipendenze digitali della Società italiana di pediatria (Sip) e presidente della onlus 'Il bambino e il suo pediatra' – trascorrendo con figli e nipoti momenti di condivisione".
In base all’età dei piccoli, si possono organizzare attività semplici ma significative: una visita al museo, una passeggiata al parco, un film al cinema o anche cucinare insieme biscotti natalizi. "Non serve andare lontano per stare bene – sottolinea – basta spegnere il cellulare o metterlo in modalità aereo per essere davvero presenti". Se si sceglie di fare un regalo 'materiale', questo dovrebbe essere pensato per il bambino e non per il genitore. "Non conta il valore economico dell’oggetto – chiarisce l’esperta – ma la gioia di chi lo riceve". I regali "ideali sono quelli che stimolano creatività e fantasia, aiutando i bambini a crescere". Tra gli esempi: costruzioni, trenini, scacchi e giochi di società; bambole e peluche; per tutti, matite e pennarelli, giochi in scatola, libri interattivi e grandi classici come la tombola o il Monopoli.
Sestu, via Genova: cratere sull’asfalto, area messa in sicurezza ma il dibattito continua sui social

Tiene banco a Sestu, in particolare nel gruppo Facebook del paese, la vicenda della voragine apertasi sull’asfalto in via Genova, una situazione che nei giorni scorsi ha suscitato preoccupazione e numerose segnalazioni da parte dei cittadini.
Il cratere è ben visibile e ha confermato i timori dei residenti, che hanno acceso i riflettori su una criticità ritenuta pericolosa per la circolazione. Nel frattempo, il Comune di Sestu è intervenuto mettendo in sicurezza l’area, in attesa del definitivo ripristino dello stato dei luoghi.
Nei post e nei commenti pubblicati nel gruppo Facebook cittadino, alcuni utenti hanno sollevato una serie di interrogativi, aprendo un confronto pubblico sul tema:
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se i lavori eseguiti in precedenza siano stati accompagnati da adeguati controlli da parte degli enti competenti;
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se le abbondanti piogge degli ultimi giorni possano aver inciso sul cedimento dell’asfalto;
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se il monitoraggio delle opere sia demandato soprattutto ai cittadini, o se siano mancati controlli più puntuali prima e dopo gli interventi.
Un dibattito che, pur nei toni della riflessione, ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo attivo dei residenti, ringraziati da più parti per aver segnalato tempestivamente una situazione di rischio.
L’attenzione ora resta alta, in attesa che l’intervento definitivo restituisca piena sicurezza alla strada.

Carbonia, Capodanno in Piazza Roma: Jimmy Sax in concerto il 31 dicembre
Sarà Jimmy Sax, sassofonista di fama internazionale, il protagonista del Capodanno a Carbonia. L’artista si esibirà il 31 dicembre in Piazza Roma con uno show esclusivo che accompagnerà il pubblico verso il nuovo anno.
Jimmy Sax è considerato uno dei musicisti più apprezzati a livello mondiale: vanta oltre mezzo miliardo di stream sulle principali piattaforme digitali e più di 430 milioni di visualizzazioni online. I suoi brani, caratterizzati da sonorità moderne e coinvolgenti, lo hanno reso un punto di riferimento nella scena musicale internazionale.
L’evento di Capodanno 2025 a Carbonia si inserisce in un tour che vedrà l’artista esibirsi anche il 30 dicembre a Cortina d’Ampezzo e il 1° gennaio a Cerignola, confermando l’importanza della tappa sarda all’interno del calendario degli appuntamenti di fine anno.
Un concerto pensato per trasformare Piazza Roma in un grande spazio di festa e musica, richiamando pubblico da tutta la Sardegna per uno degli eventi più attesi delle festività.

🍕 Ussaramanna saluta Sa Giara: chiude dopo quasi 52 anni la storica pizzeria
Si chiude una pagina di storia a Ussaramanna. Dopo quasi 52 anni di attività, abbassa la saracinesca la storica Pizzeria Sa Giara, punto di riferimento per intere generazioni.
Roberto e Milva vanno in meritata pensione, lasciando dietro di sé non solo una pizzeria, ma un luogo di incontro, convivialità e ricordi condivisi. Sa Giara era conosciuta ben oltre i confini del paese: in tanti arrivavano da tutta la Sardegna per gustare le celebri pizze giganti, servite in tre piatti, difficili da finire ma indimenticabili nel sapore.
Un’attività che ha accompagnato la vita della comunità per oltre mezzo secolo, diventando parte dell’identità del paese. Con la chiusura di Sa Giara se ne va un pezzo di storia locale, ma resta l’affetto di chi l’ha vissuta.
Grazie Roberto e Milva, per ogni pizza, ogni serata e ogni momento condiviso.
Sa Giara resterà per sempre nel cuore di Ussaramanna e di chi l’ha amata. ❤️🍕
(Adnkronos) - 23 Dicembre 2025_ Il St. Regis Goa Resort ha nominato il Maestro Roberto Zizi, originario della Sardegna, come nuovo Chef de Cuisine del ristorante italiano Oliveto. Chef Zizi, con una vasta esperienza internazionale, guiderà la proposta gastronomica del locale, fondendo tradizioni italiane secolari con innovazione contemporanea. Il suo approccio si concentra su ingredienti freschi, stagionali e su influenze tipiche della Sardegna, per offrire ai clienti i sapori più autentici d'Italia. La direzione del resort ha espresso entusiasmo per l'arrivo di Zizi, sottolineando la sua passione e il suo talento riconosciuto nel settore dell'ospitalità di lusso. Lo riporta kitchenherald.com. L'iniziativa rafforza la presenza della cultura culinaria italiana in una delle destinazioni più raffinate della costa di South Goa.
Fonte: http://kitchenherald.com

Botti e fuochi d'artificio, oltre a essere pericolosi e inquinanti, procurano ansia e paura a tanti animali che finiscono con il ferirsi o il perdersi in preda al panico. Tra Natale e Capodanno si rinnova una consuetudine che comporta rischi non solo per le persone, ma anche gravi conseguenze sul benessere di cani e gatti: rumori improvvisi e intensi possono infatti provocare paura, disorientamento e comportamenti di fuga. Il Dipartimento Veterinario di Ats Brianza richiama l’attenzione dei proprietari di animali domestici sui rischi legati all’utilizzo di petardi e fuochi d’artificio durante le festività, fornendo indicazioni utili per ridurre stress e pericoli per i nostri amici a quattro zampe.
"La regola principale - spiegano Antonella Fiore e Virna Cavalli, dirigenti del Dipartimento veterinario dell'azienda sanitaria - è evitare, per quanto possibile, l’esposizione di cani e gatti ai luoghi in cui vengono esplosi petardi, privilegiando ambienti tranquilli e poco rumorosi. Per i cani che vivono all’esterno è essenziale verificare con attenzione la sicurezza delle recinzioni. Si ricorda che in Lombardia è vietato tenere i cani alla catena: in particolare durante questi eventi, lasciarli legati può esporli a gravi rischi. La soluzione migliore - secondo gli esperti - resta quella di predisporre un riparo sicuro al chiuso, come una cantina o un garage, evitando in ogni caso di lasciarli in giardino durante le feste", in particolare la notte di Capodanno.
Per i cani che vivono in casa, soprattutto in presenza di fobie, disturbi comportamentali o patologie come l’epilessia, è consigliabile programmare per tempo una visita comportamentale. Qualora ciò non fosse possibile, è opportuno valutare con il proprio medico veterinario l’impiego di nutraceutici, iniziando il trattamento almeno una settimana prima dell’evento e non oltre le 48 ore precedenti. Possono inoltre risultare utili diffusori di feromoni o collari con sostanze calmanti. Inoltre, è importante allestire per l’animale un ambiente che percepisca come sicuro: luci soffuse, musica o televisione accese per attenuare i rumori esterni, finestre e imposte chiuse. Nel rifugio dovrebbero essere presenti la cuccia o un cuscino abituale, una coperta, acqua e oggetti da masticare. Tali accorgimenti diventano fondamentali qualora l’animale resti solo in casa.
Indicazioni simili valgono anche per i gatti domestici, che "dovrebbero essere tenuti in ambienti chiusi e protetti". Diverso il caso dei gatti semi-selvatici o selvatici, per i quali il confinamento forzato potrebbe causare un peggioramento delle condizioni di stress. Per quanto riguarda le uscite con il cane nei giorni in cui è possibile l’esplosione di botti, si raccomanda l’utilizzo di pettorine antifuga. Se l’animale manifesta paura e desidera rientrare a casa, è importante assecondarlo, evitando di forzarlo o di utilizzare collari a strozzo che potrebbero risultare dannosi. "È fondamentale – concludono i veterinari – non rimproverare l’animale quando mostra paura. Offrirgli conforto e rassicurazione è il modo migliore per fargli sentire la vicinanza e la protezione del proprietario".

L'Antitrust ha adottato la misura cautelare nei confronti di Meta. L’istruttoria era stata avviata a luglio 2025 per presunto abuso di posizione dominante in violazione dell’articolo 102 TFUE perché la società ha integrato il servizio Meta AI nell’app di messaggistica WhatsApp, in posizione preminente rispetto ai servizi dei concorrenti.
Il procedimento è stato ampliato oggettivamente il 25 novembre scorso, con contestuale avvio del sub-procedimento cautelare, in merito all’applicazione delle nuove condizioni contrattuali previste dai WhatsApp Business Solution Terms, introdotte il 15 ottobre e la cui piena efficacia si dispiegherà entro il 15 gennaio 2026. Queste condizioni contrattuali escludono del tutto dalla piattaforma WhatsApp le imprese concorrenti di Meta AI nel mercato dei servizi di Chatbot AI.
Al termine del procedimento per l’adozione delle misure cautelari ex art. 14-bis della legge n. 287/1990, dopo la presentazione delle memorie scritte e l’audizione delle parti, l’Autorità ha ritenuto che sussistano i requisiti necessari per l’adozione della misura cautelare in relazione agli effetti della condotta sul territorio italiano. Secondo l’Antitrust, infatti, la condotta di Meta sembra avere natura abusiva, perché suscettibile di limitare la produzione, gli sbocchi o lo sviluppo tecnico nel mercato dei servizi di Chatbot AI, a danno dei consumatori.
Inoltre, il comportamento di Meta può arrecare un danno grave e irreparabile, durante il tempo necessario per lo svolgimento dell’istruttoria, alle dinamiche competitive nel mercato interessato, pregiudicandone la contendibilità. Pertanto, l’Autorità ha disposto che Meta sospenda immediatamente le condizioni contrattuali dei WhatsApp Business Solution Terms così da preservare l’accesso alla piattaforma WhatsApp ai Chatbot AI concorrenti di Meta AI. L’Autorità italiana è in coordinamento con la Commissione europea per assicurare che la condotta di Meta venga affrontata nella maniera più efficace.
“La decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è infondata. L’emergere di chatbot di intelligenza artificiale sulle nostre Business API ha messo sotto pressione i nostri sistemi, che non erano stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. L’Autorità italiana parte dal presupposto che WhatsApp sia, in qualche modo, un app store di fatto. I canali di accesso al mercato per le aziende di IA sono gli app store, i loro siti web e le partnership di settore, non la piattaforma WhatsApp Business. Faremo ricorso”. Lo sottolinea un portavoce di Meta.
Gli italiani spenderanno 3,5 miliardi di euro per i cenoni di Natale: un incremento di 500 milioni rispetto allo scorso anno e al periodo pre pandemico. Tuttavia, l'apparente dinamismo dei consumi festivi nasconde una realtà più complessa. L'impennata della spesa è determinata prevalentemente dall'aumento generalizzato dei prezzi, dalla crescita delle retribuzioni lorde e dal numero record di occupati registrato nel 2025, anno che passerà alla storia come quello del massimo storico dell'occupazione dall'inizio delle rilevazioni Istat.
È quanto emerge dall'indagine condotta dal Centro Studi di Confcooperative, che fotografa un'Italia segnata da crescenti disuguaglianze, difficoltà economiche strutturali e una marcata polarizzazione sociale. Il sentiment prevalente evidenzia comportamenti orientati alla prudenza e all'oculatezza, con priorità assegnata alle spese personali essenziali.
Le tredicesime crescono da 51,3 a 52,5 miliardi di euro, sostenute dal miglioramento del mercato del lavoro e dalla riduzione del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni. Tuttavia, la capacità di spesa reale delle famiglie viene significativamente erosa dall'inflazione, che continua a comprimere il potere d'acquisto.
Nonostante il clima festivo generi una certa positività, prevale l'Italia del malcontento: si allarga la forbice tra chi mantiene capacità di spesa e chi invece affronta difficoltà crescenti sui beni di prima necessità. Il ceto medio appare indebolito, mentre l'esercito dei poveri, tra assoluti e relativi, raggiunge quota 10 milioni di persone. Dato a cui fa da contrasto che un italiano su tre si concederà una vacanza durante le festività: sono 19 milioni gli italiani con la valigia pronta.
I cenoni vedranno riunite mediamente 10 persone, con menu che celebreranno le eccellenze dell'agroalimentare Made in Italy. Le bollicine italiane si confermano protagoniste indiscusse: 60 milioni di tappi di spumante e prosecco tricolore salteranno durante i brindisi, superando nettamente le etichette d'oltralpe.
La tradizione domina le scelte gastronomiche: vongole e frutti di mare per i primi piatti (310 milioni di euro, con impatti significativi legati alla devastazione del granchio blu negli allevamenti dell'Alto Adriatico, emblema della più ampia problematica delle specie aliene); pesce per i secondi (625 milioni); carne, salumi e uova (530 milioni); vini, spumanti e prosecchi (485 milioni); frutta, verdura e ortaggi (450 milioni); pasta, pane, farina e olio (305 milioni). Immancabile il tagliere di formaggi freschi e stagionati (235 milioni), seguito dal carrello dei dolci dominato da panettone, pandoro e specialità regionali (530 milioni).
Nelle festività natalizie saranno 19 milioni gli italiani che faranno le valigie, di cui uno su quattro per l'intero periodo festivo. Le destinazioni privilegiate restano quelle italiane: montagne, città dei mercatini natalizi, centri storici illuminati a festa, città d'arte e località termali. Per chi cerca soluzioni economicamente accessibili, vincono le case di amici e parenti. Al crescere della disponibilità economica gli italiani opteranno per mete esotiche o per le grandi capitali europee e nordamericane, confermando ancora una volta la netta stratificazione nelle capacità di spesa dei nostri concittadini.

Tra Natale e Capodanno, pranzi e cene a raffica scandiscono i giorni di festa. Difficile evitare eccessi, tra dolci e bottiglie. Si può, però, cercare di limitare i 'danni' con l'attività più accessibile a tutti: camminare ha effetti positivi in generale. In particolare, subito dopo un pasto, magari abbondante. Gli studi sui benefici legati al walking sono numerosi: camminare aiuta a perdere peso, contribuisce ad abbassare la pressione, fa bene al cuore. E, dopo un pranzo, può determinare un provvidenziale abbassamento degli zuccheri nel sangue. Il tema è sotto i riflettori della scienza da tempo.
Le ricerche
Risale al 2022, in particolare, una ricerca condotto dall'università di Limerick, in Irlanda. Semplicemente alzarsi in piedi durante il giorno e dopo i pasti consente di ridurre la glicemia del 9,51% rispetto alla posizione seduta mantenuta per un tempo prolungato. I numeri cambiano in maniera sensibile se si considera una camminata a intensità medio-bassa: la riduzione arriva al 17,01%.
Sull'argomento sono stati effettuati altri studi che hanno confrontato l'impatto della posizione seduta, della posizione eretta e della camminata sui livelli di insulina e glicemia. Ai soggetti coinvolti è stato chiesto di stare in piedi o camminare per 2-5 minuti - quindi anche all'interno di spazi chiusi tra una stanza e l'altra - ogni 20-30 minuti nell'arco di un'intera giornata. Rimanere in piedi ha effetti positivi rispetto a rimanere seduti, magari su un divano, per quanto riguarda i livelli di glicemia. Nessun impatto rilevante, invece, sull'insulina.
Gli effetti su glicemia e insulina
Una breve passeggiata dopo pranzo, invece, è associata ad un graduale calo della glicemia - dopo l'iniziale aumento legato al cibo ingerito - e determina un effetto stabilizzatore sui livelli di insulina. Evitare picchi glicemici è estremamente importante, perché oscillazioni repentine possono aumentare il rischio di diabete e malattie cardiache. L'aumento della glicemia, in base alle analisi condotte, può avvenire entro 60-90 minuti dopo aver mangiato: per questo, anche una brevissima camminata può risultare utilissima appena lasciata la tavola.
La camminata post-pranzo (o cena) è particolarmente utile alle persone affette da diabete di tipo 2. Il tema è stato oggetto di uno studio dell'università di Otago, in Nuova Zelanda: per i soggetti alle prese con la patologia - ne sono stati osservati 41 con appositi dispositivi - una passeggiata di 10 minuti dopo i pasti principali si è rivelata estremamente funzionale per ridurre la glicemia. La camminata di 10 minuti post-pasto, alla fine ha prodotto risultati migliori rispetto a quella di mezz'ora effettuata in altri momenti della giornata.

Natale con il virus? E' un rischio concreto. E capire quale dei tanti in circolazione è il responsabile del malanno è una sfida. Mentre la stagione dell'influenza entra nel vivo, con l'ascesa anche di una nuova variante del virus A H3N2 (il sottoclade K), "in questi giorni avremo una concentrazione di incontri. Milioni di persone in movimento che si riuniscono per celebrare le Feste, assembramenti eterogenei che rendono più alta la possibilità di trasmissione degli agenti infettivi, soprattutto virus.
Già nei giorni scorsi abbiamo assistito a un aumento del numero dei contagi[1], spinto dai 'riti scolastici' che ogni mattina si ripetono fra alunni, insegnanti, personale degli istituti, adulti che accompagnano i ragazzi. Situazioni che movimentano e mettono in contatto, all'entrata e all'uscita delle scuole, un totale di 20 milioni di persone. Se aggiungiamo adesso le folle degli acquisti natalizi e dei mercatini, i cenoni e gli auguri di fine anno il quadro è completo e lascia prevedere un ulteriore allargamento della platea a rischio contagio", avverte il pediatra Italo Farnetani che, in vista del boom di infezioni respiratorie e dell'avvicinarsi del picco delle sindromi simil-influenzali, propone uno strumento battezzato 'influenzometro' per orientarsi fra i virus in azione in questo periodo. Una sorta di test per capire se si tratta di influenza oppure no. Fermo restando, puntualizza, che "si deve sempre consultare il medico".
Verso boom di casi
"Per i prossimi giorni - spiega all'Adnkronos Salute - si stima che 6 milioni di italiani si sposteranno per turismo. Gli altri si incontreranno per tutti gli eventi natalizi. E sarà molto difficile evitare il contatto ed eventuali contagi. Pertanto si prevede che nelle prossime 2 settimane si avrà un'espansione del numero di malati. A causa dei virus influenzali o degli altri virus, soprattutto respiratori, molto diffusi in questa stagione. "È facile prevedere che dalla fine di questa settimana ci sarà un forte incremento delle tipiche infezioni invernali, soprattutto a carico dell'apparato respiratorio, influenza compresa".
"Il motivo è duplice", dice il camice bianco. Da un lato "l'elevata possibilità di trasmissione di questi patogeni che si diffondono facilmente negli ambienti chiusi". E dall'altro il fattore freddo: "Il brusco abbassamento delle temperature è uno degli elementi che determina la maggior diffusione delle infezioni durante il periodo invernale. Non è il freddo che fa ammalare - precisa - ma quando le temperature sono basse si sta maggiormente in luoghi chiusi, con aria riciclata. I riscaldamenti accesi, poi, rendono l'aria secca impedendo che le particelle di polvere cariche di agenti infettanti vengano abbattute al suolo. In questo modo si spostano leggere perché sono ben asciutte e facilmente fanno breccia nell'apparato respiratorio dei presenti". Il consiglio è di "aprire le finestre almeno 45 minuti al giorno, anche quando fuori è molto freddo, e non tenere mai i riscaldamenti eccessivamente alti. La temperatura di 19 gradi è ottimale, e si può mettere sopra le sorgenti di calore, in primis sui radiatori, un asciugamano di spugna bagnato, che serve a umidificare l'ambiente. Importante non rinunciare a stare all'aria aperta anche quando è freddo".
Influenza sì o no?
Poiché l'influenza non è la sola a circolare in questo periodo, non è sempre lei costringerci a letto. Potrebbe essere qualche virus 'cugino'. "Ecco allora l'influenzometro che ho elaborato per aiutare a distinguere le varie infezioni", argomenta Farnetani. Si tratta nel dettaglio di un percorso scandito da una serie di domande o affermazioni. E, a seconda della risposta che più corrisponde alla situazione di chi sta usando lo strumento, viene assegnato un punteggio. Sommando quelli ottenuti a ogni step, si potrà leggere il risultato: con un punteggio uguale o superiore a 210 "è influenza"; con un totale da 190 a 205 l'esito è "dubbio", ma se rifacendo il questionario il punteggio rientra sempre in questo range "non si tratta di influenza"; con un totale uguale o inferiore a 185 "non è influenza, ma probabilmente si tratta di una malattia dovuta ad altri agenti infettivi". L'influenzometro valuta prima di tutto il periodo in cui si presenta la malattia (da dicembre ad aprile o da maggio a novembre), e se i media hanno già riportato notizie sui primi isolamenti di virus influenzale.
I sintomi
Poi si passano in rassegna i sintomi: dolore e sua localizzazione (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d'orecchie, mal di pancia), febbre (superiore a 38,5° C e per quanti giorni); fastidi agli occhi (arrossati, con dolore quando si guarda lateralmente, con bruciore, con lacrimazione abbondante, appiccicati con secrezione gialla). Nel percorso si valutano anche le condizioni di volto (arrossato o pallido) e pelle (calda e umida, normale), e la presenza di tosse (secca o catarrosa). Si passa poi alla gola (fa male, brucia, è secca), alla voce (rauca o normale), al naso (chiuso, con secrezione chiara e liquida), all'apparato digerente (per capire se sono presenti sintomi come vomito, diarrea o stipsi) e infine si approfondiscono le condizioni generali (malessere, svogliatezza, ci si stanca con facilità, mancanza di appetito). Il test, insomma, aiuta a farsi una cultura personale su come distinguere fra influenza e virus parainfluenzali. "Sarà però il medico a indicare la strada" terapeutica da seguire per lasciarseli alle spalle.

Oltre 500mila tonnellate di cibo finiranno nella spazzatura durante le festività natalizie, con uno spreco che potrà raggiungere anche 80 euro a famiglia. Lo denuncia Assoutenti, che invita le famiglie a una maggiore attenzione per salvare il portafogli in occasione delle feste.
Tra il cenone della Vigilia e il pranzo di Santo Stefano si stima che circa 500mila tonnellate di prodotti alimentari e bevande andranno sprecati, finendo nella spazzatura al termine delle festività – spiega Assoutenti – In termini economici lo spreco di Natale può costare fino a 80 euro a famiglia, soldi letteralmente gettati tra i rifiuti a causa di acquisti eccessivi, gestione poca accorta della cucina e mancato riutilizzo dei cibi.
I cibi 'più sprecati'
I generi alimentari più sprecati a Natale sono senza dubbio i prodotti freschi come frutta e verdura, ma anche pasta, pesce e pane, al termine dei pasti, vengono gettati nell’immondizia, nonostante siano ancora commestibili nei giorni seguenti – ricorda Assoutenti – Tra i prodotti ad alto rischio spreco anche panettoni, pandori e torroni, che possono invece essere riutilizzati per creare nuove ricette dolci o salate, e bevande come spumante, vino e bibite.
Come evitare gli sprechi
“Si tratta di un malcostume che si ripresenta puntuale ogni anno al termine delle festività, e che rischia di costare non poco alle famiglie, considerati i rialzi dei prezzi che interessano il settore alimentare – afferma il presidente Gabriele Melluso – Per questo invitiamo le famiglie a prestare la massima attenzione e salvare il portafogli, partendo da acquisti mirati per pranzi e cenoni, con le quantità che devono essere proporzionate al numero di ospiti in casa, passando per il riutilizzo degli avanzi, ad esempio preparando nuovi piatti nei giorni successivi al Natale partendo proprio dalle rimanenze''.
''Un buon consiglio per risparmiare è anche congelare ciò che si è cucinato e non è stato consumato, e ricorrere alle apposite app per destinare il cibo in eccedenza a chi ne ha più bisogno, in modo da contrastare gli sprechi e al tempo stesso compiere un gesto di solidarietà in favore dei meno fortunati” , conclude Melluso.



