
L’amministrazione statunitense avrebbe avviato "discussioni preliminari" su un possibile attacco contro l’Iran, dopo le ripetute minacce del presidente Donald Trump di colpire la Repubblica islamica nel caso in cui il regime uccida manifestanti. Lo riporta il Wall Street Journal, che cita fonti informate.
I colloqui - secondo il quotidiano - si sarebbero concentrati sulla selezione di potenziali obiettivi militari; tra le opzioni allo studio figura un "attacco aereo su larga scala". Il giornale precisa tuttavia che, al momento, non vi sono segnali di un’azione imminente e che non sono stati mobilitati né mezzi né personale in preparazione di un’operazione militare.
"L'Iran sta guardando alla libertà, forse come mai prima d'ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!", ha intanto ribadito in un post su Truth social il presidente americano , che aveva già avvertito Teheran su un possibile (e duro) intervento Usa qualora il regime avesse ucciso ancora i manifestanti.
Nella giornata di oggi, gli Stati Uniti hanno intanto definito 'deliranti' le accuse del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Israele e agli Usa di aver fomentato le proteste in corso nella repubblica islamica. "Questa dichiarazione riflette un tentativo delirante di distogliere l'attenzione dalle enormi sfide che il regime iraniano deve affrontare in patria", ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano in risposta ai commenti fatti dal ministro degli Esteri di Teheran durante una visita in Libano.
Araghchi aveva infatti dichiarato come Israele e Stati Uniti siano "direttamente coinvolti" nei disordini in corso in Iran, ma le possibilità di un intervento militare diretto rimangono "molto basse".
Iran, linea dura contro i manifestanti
Dal canto suo, Teheran ha ribadito anche oggi la linea dura contro le proteste. Mentre proseguono da settimane le manifestazioni contro il regime degli ayatollah, il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad ha infatti avvertito che tutti i manifestanti potranno essere perseguiti come "nemici di Dio" ('mohareb'), un’accusa che in Iran è punibile con la pena di morte[1], riferiscono i media statali iraniani citando una sua dichiarazione nella quale si afferma che il reato sarà contestato non solo a presunti "rivoltosi e terroristi" che danneggiano proprietà e compromettono la sicurezza pubblica, ma anche a coloro che li aiutano.
Movahedi Azad ha inoltre esortato le procure a preparare rapidamente i processi e a non mostrare "alcuna clemenza, compassione o indulgenza" nei confronti degli imputati.
Nuove proteste a Teheran. Bbc: "Ospedali pieni di morti e feriti"
Nuove proteste sono intanto scoppiate in serata a Teheran. Decine di persone si sono radunate in un quartiere del nord della capitale nonostante il blackout di internet e la dura repressione delle autorità, come mostra un video verificato dall’Afp. Nel filmato, esplosi fuochi d’artificio su Punak Square, mentre i manifestanti battono pentole e intonano cori a sostegno dei sovrani Pahlavi, deposti dopo la rivoluzione islamica del 1979.
Il personale di tre ospedali in Iran ha intanto riferito alla Bbc che le loro strutture sono piene di pazienti morti o feriti. Secondo un medico di un ospedale di Teheran ci sarebbero stati "colpi diretti alla testa e al cuore dei giovani", mentre un altro medico ha affermato che un ospedale della capitale è entrato in modalità di crisi. Due degli operatori sanitari in contatto con la Bbc hanno dichiarato di aver curato ferite da arma da fuoco, sia da proiettili veri che da pallini.

Un'arma misteriosa usata dalla Delta Force nell'attacco a Caracas per catturare Nicolas Maduro, presidente del Venezuela. La storia somiglia ad un copione di un film d'azione ma riceve l'imprimatur di figure dell'amministrazione di Donald Trump e si fa largo sui media americani.
L'azione compiuta nella notte tra il 2 e il 3 gennaio ha consentito agli Stati Uniti di bypassare i sistemi di difesa del Venezuela e di espugnare la fortezza di Maduro: la Delta Force non ha riportato vittime, tutti gli elicotteri sono rientrati. Negli scontri, sono stati uccisi 32 cubani che formavano la scorta di Maduro. In totale le vittime nelle ore più drammatiche sarebbero state circa 100.
A descrivere una parte dell'operazione sarebbe un anonimo agente della sicurezza di Maduro. Le sue parole rimbalzano tra noti profili social di area trumpiana e vengono rilanciate da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. "Smettete di fare quello che state facendo e leggete qui", scrive Leavitt, imitata da Dan Bongino, anchorman 'Maga doc' e fino a poche settimane fa vicedirettore dell'Fbi. Il racconto dell'agente/soldato diventa anche l'articolo di apertura dell'edizione online del New York Post.
Cosa ha detto l'anonimo militare? "Il giorno dell'operazione, non abbiamo sentito arrivare nulla. Eravamo di guardia, ma improvvisamente tutti i nostri sistemi radar si sono spenti senza alcuna spiegazione. La cosa successiva che abbiamo visto sono stati dei droni, molti droni, che sorvolavano le nostre posizioni. Non sapevamo come reagire. Poi sono arrivati alcuni elicotteri, ma erano pochissimi. Credo appena otto elicotteri. Da quegli elicotteri sono scesi dei soldati, ma in numero molto esiguo", l'inizio del racconto, che appare sin qui verosimile pur senza fornire nessuna informazione dettagliata: in sostanza, un quadro generale già ampiamente noto.
"Forse una ventina di uomini. Ma quegli uomini erano tecnologicamente molto avanzati. Non assomigliavano a niente contro cui avevamo combattuto prima", prosegue la fonte anonima. Lo scontro, dice, "è stato un massacro. Eravamo centinaia, ma non avevamo alcuna possibilità. Sparavano con tale precisione e velocità... sembrava che ogni soldato sparasse 300 colpi al minuto. Non potevamo fare nulla". E sin qui, forse...
Poi, però, il resoconto diventa quasi fantascienza: "A un certo punto, hanno lanciato qualcosa... non so come descriverlo... è stata come un'onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall'interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci. Quei venti uomini, senza una sola vittima, hanno ucciso centinaia di noi. Non avevamo modo di competere con la loro tecnologia, con le loro armi. Lo giuro, non ho mai visto niente del genere. Non siamo riusciti nemmeno a rialzarci dopo quell'arma sonica o qualunque cosa fosse".
Possibile? Il New York Post interpella una fonte legata all'intelligence. "Gli Stati Uniti dispongono da anni di tecnologie per le cosiddette armi ad energia diretta", e "alcuni sistemi sono in grado di produrre almeno alcuni dei sintomi", tra cui "sanguinamento, incapacità di muoversi o di funzionare, dolore e bruciore". "Non posso confermare tutti questi sintomi. Ma alcuni sì, alcuni", le parole attribuite alla fonte, secondo cui tali armi non sarebbero una novità: "Ne abbiamo versioni da decenni".

Scompare oggi Leonardo Celleno, medico-chirurgo capostipite della cosmetologia italiana. Responsabile dell'unità operativa di Dermatologia alla Columbus, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Celleno è stato dal 2007 ad oggi presidente dell'Associazione italiana di dermatologia e Cosmetologia (Aideco), che ha fondato.
Ponte tra il mondo della dermatologia e l'industria cosmetica italiana, ha guidato il Centro di ricerche cosmetologiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e fondato e coordinato il corso di laurea in Scienze e tecnologie cosmetologiche presso il medesimo Ateneo.
Celleno ha collaborato sia in Italia che all'estero presso numerose e rinomate strutture mediche, come negli Usa con il Centro primario di ricerca regionale dell'Oregon, guidato dal professor William Montagna, dove ha portato avanti lo studio sulla riparazione dei tessuti e più precisamente il tessuto connettivo.
Celleno era nato a Roma, il 10 luglio del 1951.

Can Yaman, l'attore turco arrestato oggi in Turchia in un'operazione antidroga, è uno dei volti più noti e amati delle serie televisive, un fenomeno mediatico capace di travalicare i confini della Turchia per conquistare il pubblico internazionale, in particolare quello italiano.
Protagonista di successi come DayDreamer e, in Italia, di Viola come il mare e del nuovo Sandokan della Rai, la notizia del suo arresto è stata riportata dal quotidiano turco Hürriyet[1].
Nato a Istanbul l'8 novembre 1989 da un avvocato e una professoressa di lettere, Yaman ha un legame profondo con l'Italia fin dalla sua formazione: si è diplomato al Liceo Italiano di Istanbul, un'esperienza che gli ha permesso di padroneggiare la nostra lingua. Nonostante una laurea in Giurisprudenza e un breve inizio di carriera legale, a 24 anni ha scelto di seguire la sua vera passione, la recitazione. La sua carriera decolla nel 2017 con la serie Bitter Sweet - Ingredienti d'amore, ma è con DayDreamer - Le ali del sogno (2018-2019), al fianco di Demet Özdemir, che la sua popolarità esplode a livello globale, trasformandolo in un sex symbol e facendogli guadagnare il titolo di "Uomo dell'anno" da GQ nel 2019.
Il successo lo porta dritto in Italia, dove diventa un volto familiare al grande pubblico. Nel 2021 recita in un celebre spot per la pasta De Cecco diretto da Ferzan Özpetek, al fianco di Claudia Gerini, e appare in un cameo nella sesta stagione di Che Dio ci aiuti. La consacrazione nel nostro Paese arriva tra il 2022 e il 2024, quando è co-protagonista con Francesca Chillemi della serie di successo di Canale 5 Viola come il mare, nel ruolo dell'ispettore Francesco Demir. Il 2025 ha segnato la sua definitiva affermazione con il ruolo da protagonista nella miniserie 'Il Turco' e, soprattutto, nell'ambizioso reboot Rai di 'Sandokan' dove ha raccolto l'eredità di Kabir Bedi interpretando l'iconica Tigre della Malesia.

Can Yaman sarà ospite questa sera a C'è Posta per Te. Nonostante la notizia dell'arresto dell'attore turco arrivata questa mattina, la sua partecipazione come ospite nella puntata del people show di Canale 5, in onda questa sera, resta confermata. È quanto apprende l'Adnkronos.
La decisione di mandare in onda il segmento che vede protagonista l'attore è motivata dal fatto che la puntata dello show di Maria De Filippi è stata registrata nei giorni scorsi, prima dell'arresto per consumo di droga di cui si è avuta notizia stamani. La messa in onda procederà quindi come previsto dal palinsesto.
Oggi, sabato 10 gennaio, un'operazione antidroga contro il consumo di stupefacenti nel mondo delle celebrità ha scosso la notte di Istanbul, portando alla detenzione di 7 persone, tra cui il noto attore turco[1] (protagonista di serie tv come Che Dio ci aiuti 6, Viola come il mare, Sandokan) e la cantante e attrice Selen Görgüzel. Lo riporta il quotidiano turco Hürriyet.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, le forze dell'ordine, agendo su mandato della Procura, hanno condotto raid in 9 diversi locali notturni della città. Durante una di queste perquisizioni, gli agenti avrebbero trovato sostanze stupefacenti addosso a Can Yaman, che si trovava all'interno del club come cliente.
Le fonti del quotidiano precisano un dettaglio fondamentale: l'ufficio del procuratore non aveva emesso un ordine di detenzione specifico per l'attore nell'ambito dell'indagine. Il suo fermo sarebbe scattato in flagranza, proprio a seguito del ritrovamento della droga durante il controllo.
L'operazione ha coinvolto anche altre figure note, tra cui Ayşe Sağlam, Ceren Alper, alcuni 'Youtuber', proprietari e manager dei locali ispezionati. Hürriyet aggiunge inoltre che a carico di Can Yaman risulterebbe già agli atti una precedente denuncia per uso di droghe. Le indagini proseguono per chiarire la rete di spaccio e consumo legata ai locali della movida di Istanbul.

"Nelle prossime ore sull'Italia avremo ancora condizioni di maltempo, in particolare al centro-sud con diverse nevicate e con un forte vento di maestrale, aria particolarmente fredda che viene da nord-est, che provocherà un ulteriore sensibile calo delle temperature e una maggiore sensazione di gelo". Lo dice all'Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it.
"Dalla giornata di domani", domenica 11 gennaio, "il vortice di maltempo si sposterà e si allontanerà dall'Italia: per questo le condizioni del tempo sono previste in deciso miglioramento da domani, con le ultime piogge solamente sulla fascia adriatica e su parte del sud, oltre alle nevicate fino a quote collinari ma solamente sui settori adriatici, quindi Marche, Abruzzo, Molise, nord della Puglia, fino ai 6-700 metri".
"Le condizioni quindi sono in miglioramento ma farà ancora piuttosto freddo specie di notte e al primo mattino. Anche a Roma, dove comunque non nevicherà, sia domani che lunedì le temperature minime scenderanno fin verso gli zero gradi. Per quanto riguarda il nord - conclude Gussoni - ci sarà invece un tempo decisamente più stabile e soleggiato anche se farà comunque piuttosto freddo, soprattutto di notte e al primo mattino con estese gelate".

Can Yaman arrestato in Turchia. Oggi, sabato 10 gennaio, un'operazione antidroga contro il consumo di stupefacenti nel mondo delle celebrità ha scosso la notte di Istanbul, portando alla detenzione di 7 persone, tra cui il noto attore turco (protagonista di serie tv come Che Dio ci aiuti 6, Viola come il mare, Sandokan) e la cantante e attrice Selen Görgüzel. Lo riporta il quotidiano turco Hürriyet.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, le forze dell'ordine, agendo su mandato della Procura, hanno condotto raid in 9 diversi locali notturni della città. Durante una di queste perquisizioni, gli agenti avrebbero trovato sostanze stupefacenti addosso a Can Yaman, che si trovava all'interno del club come cliente.
Le fonti del quotidiano precisano un dettaglio fondamentale: l'ufficio del procuratore non aveva emesso un ordine di detenzione specifico per l'attore nell'ambito dell'indagine. Il suo fermo sarebbe scattato in flagranza, proprio a seguito del ritrovamento della droga durante il controllo.
L'operazione ha coinvolto anche altre figure note, tra cui Ayşe Sağlam, Ceren Alper, alcuni 'Youtuber', proprietari e manager dei locali ispezionati. Hürriyet aggiunge inoltre che a carico di Can Yaman risulterebbe già agli atti una precedente denuncia per uso di droghe. Le indagini proseguono per chiarire la rete di spaccio e consumo legata ai locali della movida di Istanbul.

Momenti di paura per Caterina Balivo durante le vacanze di Capodanno trascorse in Argentina. La conduttrice de 'La Volta Buona' è stata costretta a trascorrere alcune ore in ospedale dopo essere svenuta in aeroporto a causa di un malore. A raccontare l'accaduto è stato il marito Guido Maria Brera che sui social ha condiviso il resoconto dell'episodio.
Con un post scritto come una lettera indirizzata a un amico, Brera ha spiegato l'efficienza del paese: "Voglio raccontarti che in Argentina funziona tutto alla grande. I taxi che quando li chiami ti rispondono subito e arrivano puntuali, gli autobus che passano in orario".
Poi, ha elogiato 'Aereolineas Argentinas' che si è preso cura tempestivamente della salute della conduttrice: "Quando svieni al gate ti manda un suo delegato e ti riprotegge subito sui voli successivi e infine… infine Raffi i medici! E i paramedici! E ti fanno flebo di sali, ti controllano la glicemia e ti confortano con calma, sorrisi e mai un malumore", ha aggiunto.
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Un post condiviso da Guido Maria Brera (@guidomariabrera)[1]
Brera in conclusione ha voluto rassicurare i fan, precisando che non si è trattato di nulla di grave: "Ps Cate ha solo avuto un corpo a corpo con l’influenza e alla fine ha stravinto", ha concluso, ringraziando il team medico che si è preso cura della moglie.

Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos.
Uscirà in libreria con Mondadori il 13 gennaio 'Linguaggi della verità' di Salman Rushdie. Lo scrittore è stato giustamente definito 'un maestro della narrazione perpetua', capace di illuminare molte verità sulla nostra società e sulla nostra cultura con la sua prosa affascinante e spesso tagliente. In questa ricchissima raccolta sono stati riuniti saggi, interventi, conferenze e altri materiali estremamente suggestivi che si concentrano sul suo rapporto con la parola scritta e che lo confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, come uno dei pensatori più originali del nostro tempo. Immergendo il lettore in una vasta gamma di temi, Rushdie ci conduce nel cuore della narrazione che si rivela essere un bisogno profondamente umano. Ciò che ne risulta è, sotto molti punti di vista, una vera e propria dichiarazione d’amore per la letteratura.
L’autore riflette sul valore delle opere di giganti come Shakespeare e Cervantes, Samuel Beckett, Eudora Welty e Toni Morrison, esplorando la natura della 'verità' e la sorprendente elasticità del linguaggio. Ci invita, inoltre, a considerare i confini creativi che legano arte e vita, e a confrontarci con questioni come migrazione, multiculturalismo e censura. Ogni frase è animata dalla sua arguzia e dalla sua voce inconfondibile, e il libro finisce per dar vita a un mosaico preziosissimo fatto di osservazioni impreviste, intuizioni profonde e lampi di umorismo. Leggendo queste pagine, ci si sente guidati in un viaggio attraverso la storia, la cultura e l’immaginazione dell’autore: un tour esuberante e imprevedibile, dove ogni svolta sorprende, diverte e stimola il pensiero. In definitiva, 'Linguaggi della verità' non è solo una raccolta di saggi: è un invito a lasciarsi sedurre dalla meraviglia della parola scritta e dalla forza di chi osa raccontare il mondo in tutta la sua complessità.
'I quattro Gianni' (Minerva) di Giuseppe Smorto
C’è stato un momento nella storia del giornalismo italiano in cui lo sport ha smesso di essere semplice cronaca per diventare linguaggio, visione, racconto del Paese. Lo racconta Giuseppe Smorto in 'I quattro Gianni. Brera, Clerici, Minà, Mura e lo Sport di Repubblica' (235 pp 18 euro), il libro pubblicato da Edizioni Minerva sugli scaffali dal 15 gennaio. L'autore ricostruisce quella stagione straordinaria attraverso le figure di quattro protagonisti assoluti: Gianni Brera, Gianni Mura, Gianni Clerici e Gianni Minà. Quattro firme diverse per stile, temperamento e sguardo sul mondo, unite però da un’idea comune: lo sport come chiave per leggere la società, la politica, la cultura e l’animo umano.
Il libro racconta, in occasione del cinquantesimo anniversario de la Repubblica, la nascita e l’affermazione dello sport sulle pagine del giornale, che all’inizio dichiara apertamente di non volersene occupare. Nel giro di un paio d’anni il fondatore Eugenio Scalfari si convince dell’importanza dello sport nella società italiana e chiama al giornale molte grandi firme, tra cui i quattro Gianni. Gianni Brera è il grande patriarca, il maestro riconosciuto. Con la sua prosa ricca, inventiva e inconfondibile, Brera porta nello sport la letteratura, la storia, la lingua italiana reinventata. È lui a dimostrare che una partita può essere raccontata come un poema epico. Il suo arrivo a Repubblica segna una svolta irreversibile: lo sport non è più un genere minore, ma uno spazio di interpretazione alta del presente. Diverso, elegante, colto fino alla raffinatezza è Gianni Clerici, che porta nello sport il gusto del racconto lungo, della digressione colta, dell’ironia british. Clerici trasforma il tennis – e non solo – in una narrazione letteraria, popolata di fantasmi, memorie e ossessioni. Nei suoi articoli lo sport diventa teatro dell’anima, luogo di solitudine e grandezza, di vittorie che somigliano spesso a sconfitte interiori.
Gianni Minà è una figura unica nel panorama giornalistico italiano. Porta nello sport uno sguardo internazionale e politico, raccontando i grandi campioni come uomini immersi nella storia. Da Maradona a Muhammad Alì, dai pugili ai rivoluzionari, il suo racconto supera i confini del campo e diventa reportage umano, empatico, dalla parte degli ultimi. Con Minà, lo sport si intreccia definitivamente con i diritti, le contraddizioni del potere e la dignità degli ultimi. Gianni Mura è una voce libera e ironica, con rubriche diventate leggendarie. Usa lo sport per parlare di potere, ipocrisie, conformismi. I suoi “Sette giorni di cattivi pensieri” ogni domenica non sono solo pagelle, ma un osservatorio puntuale sull’Italia che cambia e spesso torna indietro. Il suo giornalismo è fatto di curiosità, indignazione civile e amore per i dettagli, capace di far convivere leggerezza e profondità. I quattro Gianni non è soltanto un libro sul giornalismo sportivo, ma una vera e propria storia culturale dell’Italia contemporanea. È il racconto di una redazione che diventa laboratorio di idee, di un mestiere vissuto come missione civile, di un’epoca in cui la scrittura contava quanto la notizia. Un volume che restituisce voce, atmosfera e tensione di anni irripetibili, ricordandoci che il giornalismo migliore nasce quando intelligenza, libertà e responsabilità camminano insieme. Giuseppe Smorto Ha fatto sempre il giornalista, anche se sognava una vita da psicanalista. Invece ha vinto una borsa di studio ed è salito sull’astronave 'Repubblica'. È stato caporedattore allo Sport, al 'Venerdì', alla cronaca di Torino, poi responsabile e direttore del sito 'Repubblica.it' e vicedirettore del giornale. Ha scritto vari libri sulla Calabria (dove è nato), è stato co-autore di Semidei, un docufilm sui Bronzi di Riace. Ha firmato due podcast: 'Dimmi chi era Gianni Brera' e 'Chiamami Mister' (insieme ad Aligi Pontani), su un’esperienza di calcio per ragazzi autistici.
'Anche i cani a volte volano' (Solferino) di Dacia Maraini
"C’è un silenzio che ci accompagna da sempre, ma che abbiamo imparato a ignorare. È il silenzio degli animali. Un silenzio che non è assenza di voce, ma una lingua diversa, fatta di sguardi, di movimenti minimi, di respiri trattenuti. Gli animali parlano, ma non con le parole: lo fanno con la vita stessa, con il loro esserci nel mondo in modo discreto, umile, necessario". Dacia Maraini ha sempre scritto del suo rapporto speciale con i nostri 'fratelli' del mondo animale. Di quanto siano importanti per noi 'umani' e di quanto sia decisivo difenderne i diritti e capirne le sofferenze.
Nelle pagine di 'Anche i cani a volte volano. Storie di animali per tornare umani', sugli scaffali con Solferino dal 13 gennaio, che raccolgono racconti, memorie e interventi pubblici, la scrittrice ribadisce il rispetto per l’ambiente (che non è solo nostro), la ferma opposizione alle pratiche di sfruttamento o al rito insensato della caccia; spiega la sua scelta vegetariana e condanna gli allevamenti intensivi. E lo fa soprattutto raccontando delle storie: di compagni di vita, di cani 'che ragionano' e 'a volte volano', di gatti 'che si credono pantere', di 'gabbiani intelligenti', di lupi, orsi, cervi e molte altre creature meravigliose (non esclusi topi e galline). Le sue favole e le sue riflessioni appassionate esplorano il legame profondo in grado di unirci a esseri tanto diversi, eppure tanto simili a noi. Per comprendere infine come essi 'non ci chiedano parole, ma gesti. Non proclami, ma presenza. E forse, in quel semplice atto di rispetto, potremmo finalmente riconciliarci con la parte più autentica e gentile di noi stessi'.
'L'alba dei Leoni' (Edizioni Nord) di Stefania Auci
Stefania Auci torna in libreria con 'L’Alba dei Leoni' (Edizioni Nord), il nuovo capitolo della saga dei Florio che "racconta finalmente le radici di questa famiglia, il percorso tormentato e straordinario che la porta da Bagnara Calabra a Palermo e gli avvenimenti che hanno segnato per sempre il suo destino”. Bagnara Calabra nel 1772 è un pugno di terra rubato alla montagna, stretto tra rocce e mare. Scuro, compatto, chiuso. Ma è così, ed è la casa della famiglia Florio. Niente è facile, per loro, ogni cosa deve essere difesa con fatica e determinazione: dalla forgia di Vincenzo, uomo duro come il ferro che lavora, all’amore che Rosa, sua moglie, ha per i tanti figli che ha avuto e per i tanti che ha perso. Una vita fondata sull’orgoglio del proprio nome, sulla certezza che il presente è, insieme, un’eco del passato e la promessa del futuro. Almeno finché non arriva il destino a spezzare quei fili che sembravano così saldamente intrecciati: prima la fuga di un figlio, ribelle e sognatore, e la sua scoperta che la libertà è esaltante, ma si paga a caro prezzo; poi la natura, più matrigna che madre, che in pochi istanti sgretola case, uomini e speranze; e infine un sogno nuovo, lontano da Bagnara, in un’isola dove ci sono soldi e potere…
Perché, nel 1799, quando Paolo e Ignazio Florio arrivano a Palermo, non sanno quale sarà il loro destino, ma sanno cosa sono stati. Hanno lottato contro un padre che li voleva schiavi, contro la disperazione di chi ha perso tutto, contro le ombre delle persone amate e perdute. Una consapevolezza che segna l'intera storia dei Florio, dall'inizio alla fine. E questo è l'inizio. Questa è l’alba dei Leoni di Sicilia.
'Quattro presunti familiari' (Sellerio) di Daniele Mencarelli
Sarà in libreria con Sellerio dal 13 gennaio 'Quattro presunti familiari' di Daniele Mencarelli. Nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina, viene rinvenuto uno scheletro con qualche brandello di pelle. Questi poveri resti sono finiti nella macchia molti anni prima, solo la fatalità e le particolari condizioni ambientali hanno potuto salvaguardarli. A occuparsi del caso sono i carabinieri di Latina, nella persona del maresciallo Damasi e dell’appuntato Circosta, un giovane senza tante pretese né qualità, ma con una fame insaziabile di esperienza. Bisogna dare un nome a quelle ossa, per questo vengono convocate quattro persone, quattro presunti familiari.
In tutto tre famiglie che hanno denunciato, in epoca compatibile con lo stato dei resti, la scomparsa di un loro caro. Chi avrà lo stesso Dna recuperato dallo scheletro vincerà una lotteria lunga anni di speranze e ricerche vane. Potrà finalmente piangere il proprio congiunto sparito nel nulla. Daniele Mencarelli in questo romanzo fa qualcosa di nuovo e forse di inaspettato. Attorno a un enigma che agita nei personaggi parole segrete risvegliando spettri di dolori irrisolti, ci mostra un mondo nerissimo, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza. A raggrumarlo, a cementarne le fondamenta, c’è un’energia che viene da lontano, che mai è scomparsa e sempre si trasforma, cristallizzata nelle strade, nell’architettura, nella storia di una città, Latina, che per alcuni continua a chiamarsi Littoria.
Un’energia che entra nei corpi e nelle menti, diviene pulsione odiosa, deflagrazione di virilità frustrata, gesto feroce e autorità implacabile, divisa d’ordinanza e consuetudine alla sopraffazione, scansione di ordine e gerarchia. In queste oscurità si muovono le anime che Mencarelli come pochi sa raccontare, figure macchiate dalla colpa, assuefatte alla disperazione, intossicate da errori e sogni. In loro si annida il tesoro più prezioso, la luce di una redenzione e di un riscatto, l’attimo folgorante in cui il male diviene verità, senza vincoli e coercizioni.
'Internet non è un posto per femmine' (Einaudi) di Silvia Semenzin
Esce con Einaudi il 13 gennaio 'Internet non è un posto per femmine' di Silvia Semenzin. Chi ha detto che la tecnologia è roba da uomini? All’inizio erano le donne a scrivere i codici, a programmare i computer. Poi qualcosa è andato storto. O meglio: qualcuno ha deciso che la rete dovesse diventare una cosa tecnica, maschile. Da lì in poi, è stato un crescendo di esclusione, sessismo, discriminazione. Silvia Semenzin racconta tutto questo con uno stile personale e coinvolgente, che intreccia dati, storia, cultura pop e teoria femminista.
Dalle prime esperienze sui social fino all’impegno come sociologa e attivista ci guida in un viaggio rivelatore dentro l’anima più oscura e misogina di Internet. Analizza le forme della violenza di genere digitale, il ruolo degli algoritmi nella diffusione degli stereotipi e la radicalizzazione emotiva e politica che avviene sempre piú spesso online, in un ecosistema dove proliferano community ultraconservatrici, influencer antifemministi e modelli estetici che, sotto una patina glamour, rafforzano e normalizzano la disuguaglianza di genere. La cosiddetta 'manocultura' è ormai un fenomeno globale, alimentato da agende politiche e strategie comunicative sempre più raffinate. Per non lasciare le nuove generazioni sole di fronte agli abissi di Internet, dobbiamo sviluppare una nuova consapevolezza e una nuova capacità di immaginare il futuro. La tecnologia non è mai neutrale: va capita, criticata – e cambiata – prima che siano gli altri a decidere per noi.
'Il nido del corvo' (Feltrinelli) di Piergiorgio Pulixi
Sardegna, Penisola del Sinis, una giovane donna scompare nel nulla. Sei mesi di silenzio e indagini a vuoto. Poi, un unico agghiacciante segnale: il cellulare di Angela Floris si riaccende. Inizia così il nuovo libro di Piergiorgio Pulixi 'Il nido del corvo' pubblicato da Feltrinelli sugli scaffali dal 13 gennaio. Sul luogo del rilevamento gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano un macabro reperto che vale da firma. Si tratta di una mano femminile, troncata e in stato di perfetta conservazione.
È l’inizio di un duello perverso con un assassino che agisce da artista della morte. Non si limita a uccidere ma osserva, studia, contempla, collezionando gli arti delle vittime come fossero opere. Per Corvo e Zardi, partner nel lavoro ma opposti per indole e modo di vedere le cose, comincia una caccia allucinata. Lui, mentalità da monaco guerriero, ancorato alla famiglia e alla fede per tenere a bada antichi traumi; lei, spirito in tempesta con il fascino dell’azzardo nel gioco e nella vita, capace di domare il caos soltanto quando lo incanala nei casi da risolvere. Mentre i demoni personali riaffiorano e un’altra ragazza scompare, i due poliziotti capiscono che il killer non li sta solo sfidando, li ha scelti. Attirandoli tra stagni di sale e campagne desolate, trasforma ogni scoperta nella tappa di un incubo meticolosamente orchestrato. Più Corvo e Zardi si avvicinano alla verità, più diventa chiaro che le vittime erano solo un prologo. Il vero capolavoro, l’opera suprema che l’Artista vuole realizzare, forse sono proprio loro.
Sullo sfondo di una Sardegna sospesa tra west selvaggio e lande crepuscolari, Pulixi firma una storia ipnotica e avvolgente, che scandisce una deriva nei chiaroscuri dell’anima umana. 'Il nido del corvo' è il big bang di un universo narrativo in espansione, nelle cui pieghe si muovono anche i personaggi del precedente romanzo, 'La donna nel pozzo'. Ogni libro diventa il tassello di un mosaico più grande, racconto di un mondo che svela connessioni segrete, inaspettate, imprevedibili, ma che rapisce e cattura ugualmente chi vi entra per la prima volta, inaugurando un viaggio nella crime fiction di cui sentiremo parlare nei prossimi anni.
'Il mondo senza inverno' (Guanda) di Bruno Arpaia
Dal 20 gennaio con Guanda sarà sugli scaffali 'Il mondo senza inverno' di Bruno Arpaia. L’avventura dei personaggi del fortunato 'Qualcosa, là fuori' (libro scritto dallo stesso Arpaia nel 2016) non è finita, sebbene continui in uno scenario completamente diverso: dopo l’estenuante migrazione attraverso un’Europa devastata dalla crisi climatica, Marta, sua figlia Sara e il giovane Miguel sono riusciti ad arrivare in Scandinavia, dove le condizioni climatiche permettono ancora una vita civile organizzata.
Accolti nella casa di Ahmed, i tre si illudono di essere in salvo. Purtroppo per loro, non è così. L’intelligenza artificiale esercita una sorveglianza soffusa e totale sulla popolazione, suddivisa in caste. Al vertice regnano i cittadini A, con neurochip impiantati nel cervello, con vite più lunghe e capacità fisiche che li rendono superiori a tutti gli altri. Quando i disastri climatici e la prolungata siccità cominciano a intaccare le risorse alimentari, i cittadini C, rigidamente confinati in città satellite di baracche improvvisate e abbandonati a sé stessi, si ribellano. Mentre le condizioni di vita si fanno sempre più proibitive, Marta, Sara e Miguel si uniscono alla Resistenza e si preparano all’ultimo sforzo. In questo incalzante romanzo di speculative fiction Bruno Arpaia immagina uno dei nostri possibili scenari futuri, del quale già si scorgono le tracce nel presente. Tracce che noi non vediamo o preferiamo non vedere.
Sarà in libreria con La Nave di Teseo 'Cento milioni di anni e un giorno' di Jean-Baptiste Andrea. Alpi occidentali, agosto del 1954. Stan, paleontologo quasi alla fine di una carriera accademica di scarso successo, convoca Umberto, il suo vecchio assistente e grande amico, in un villaggio sperduto tra Francia e Italia per un progetto segreto. O meglio, per inseguire un sogno. Di quelli così importanti, radicati e lucidamente folli che non si possono ignorare. Un sogno che ha la forma di un fossile misterioso. Apatosauro? Diplodoco? O addirittura brontosauro? Nessuno lo sa veramente, le tracce sono labili. Ma per Stan l’antico mostro dorme, sicuramente, da qualche parte lassù, nel ghiaccio. Se lo scopre sarà, finalmente, la gloria, quella che non ha mai avuto e che forse non ha mai veramente cercato, ma che ha sempre sognato. Quella che renderebbe orgogliosa la madre, morta da tempo, e dimostrerebbe al dispotico padre che il figlio è riuscito a farcela. Per ottenerla, però, bisogna salire fino a dove l’uomo raramente mette piede, dove freddo, altitudine e solitudine stringono in una morsa il cuore di chi osa avventurarsi e dove anche i rapporti di amicizia più saldi rischiano di spezzarsi. Riusciranno Stan, Umberto, il suo giovane assistente Peter e Giò, la silenziosa ed esperta guida, a restare uniti, a raggiungere il fossile nascosto nel ghiacciaio e, soprattutto, a sopravvivere? Stan conosce benissimo i rischi, ma sa anche che la strada per il suo sogno è una sola, bisogna salire. Cento milioni di anni e un giorno è un inno alla bellezza delle ossessioni, alla fragilità degli uomini, alla potenza dei ricordi e delle storie che ci portiamo dentro e ci accompagnano anche quando sembrano svanire nella neve.
Jean-Baptiste Andrea è un regista, scrittore e sceneggiatore francese. 'Mia regina' (2018), il suo romanzo d’esordio, ha vinto il Prix Femina des lycéens e il Prix du premier roman, raccogliendo in tutto 12 premi letterari. Lavora come sceneggiatore e regista tra la Francia e gli Stati Uniti. Il suo secondo romanzo, 'Cent million d’années et un jour' è uscito dopo due anni. 'L’uomo che suonava Beethoven' (2022) fa parte della sua trilogia sull’infanzia e si è aggiudicato il Grand Prix RTL-Lire, il premio Relay des Voyageurs Lecteurs e il Prix Ouest-France Étonnants Voyageurs. Con Vegliare su di lei ha conquistato il Prix Goncourt, il Prix du roman Fnac e il Grand Prix des Lectrices Elle.

Tempo di amichevoli, per modo di dire. Mentre la Serie A non si è mai fermata, molti campionati sono reduci dalla sosta natalizia, con le squadre che hanno ricominciato la preparazione in vista della ripresa dei tornei nazionali. È il caso di Lugano e Viktoria Plzen, che si sono affrontate in un match amichevole che però si è fatto notare, più che per il risultato, per un clamoroso litigio tra compagni di squadra.
Durante la partita, vinta dai cechi per 4-2, il giocatore del Lugano Kevin Behrens è andato a brutto muso con il compagno Georgios Koustias. Durante una fase di pressing, l'attaccante ha cambiato la sua traiettoria di corsa per urtare il compagno che stava correndo alla sua destra, rifilandogli una spallata che lo ha fatto cadere a terra.
Poi Behrens si è rivolto duramente al compagno puntandogli il dito contro e soltanto l'intervento dei compagni ha evitato che la situazione degenerasse. Emblematica la reazione di Koustias, che si è rialzato allargando le braccia, incredulo per la reazione, apparentemente ingiustificata, del compagno di squadra.

“Porgiamo le nostre scuse e chiediamo perdono a tutte le famiglie in lutto e afflitte dal dolore” per la strage di Capodanno. Lo ha detto la vicesindaca del comune di Crans-Montana, Nicole Bonvin Clivaz, intervistata dalla tv svizzera Rts. Quanto alle polemiche sul sindaco Nicolas Féraud per non aver chiesto scusa alle famiglie delle vittime in merito ai mancati controlli nel locale in cui è esploso l’incendio, la vicesindaca ha aggiunto: “Oggi è necessario formularle. Nel vivo dell’azione, siamo maldestri, non è comune vivere una situazione del genere. Ci è voluto davvero molto coraggio per affrontarla. E ne avremo ancora bisogno”. E sull’inchiesta in corso ha sottolineato: “Abbiamo una responsabilità nei confronti di questa mancanza”, aggiungendo che “oggi non abbiamo le risposte vere”.
Bonvin Clivaz ha ribadito che il municipio non intende dimettersi: “La questione non si pone affatto, al contrario. Stiamo lavorando sodo. Ogni giorno in municipio riceviamo e-mail offensive. Ma è comprensibile, è normale. Correggeremo il tiro. Abbiamo sbagliato, ora faremo la cosa giusta”, ha concluso la vicesindaca.
Ieri è stata disposta la custodia cautelare per Jacques Moretti, il gestore del bar Le Constellation[1] di Crans-Montana.

Lorenzo Musetti si qualifica per la prima finale del 2026, la nona in carriera, e diventerà il terzo azzurro in Top 5 nell'era del ranking Atp computerizzato, con l'Italia che per la prima volta nella sua storia avrà due giocatori tra i primi 5 del mondo. L'azzurro si è imposto oggi, sabato 10 gennaio, in rimonta in semifinale nel torneo Atp 250 di Hong Kong sul russo Andrey Rublev, testa di serie numero 3 del torneo, in tre set con il punteggio di 6-7 (3-7), 7-5, 6-4.
Il carrarino, numero uno del seeding, attende ora in finale il vincente dell'altra semifinale tra Giron e Bublik.
"Non avevo mai giocato così qui ad Hong Kong, grazie a tutto il pubblico. È stata una partita lunga di livello incredibile, ogni volta lui lo alzava e sono davvero orgoglioso di quello che ho fatto vedere sul campo e felice di essere in finale", ha detto Musetti dopo aver battuto Rublev, senza poi sbilanciarsi sul suo possibile avversario in finale, "Bublik o Giron? Guarderà la loro partita, vedremo chi sarà in finale, domani ne avrò due, cercherò di riposare e preparare la gara al meglio".

Il game show 'La Ruota dei Campioni', in onda ieri su Canale 5, ha dominato sia la fascia dell'access prime time che la prima serata. Il programma ha catturato 5.277.000 spettatori e uno share del 25.6% dalle 20:48 alle 22:26 e 4.090.000 spettatori con il 24.4% di share dalle 22:29 alle 23:25. Per quanto riguarda la prima serata, al secondo posto si posiziona Rai1 con 'Tali e Quali' che ha interessato 2.628.000 spettatori, pari al 16.4% di share mentre Rete 4 con 'Quarto Grado' ha totalizzato 1.218.000 spettatori, con uno share del 9%.
Fuori dal podio troviamo Italia 1 con 'Harry Potter e il principe mezzosangue'. Il sesto capitolo della saga del celebre mago ha incollato davanti allo schermo 1.190.000 spettatori, raggiungendo il 7.1% di share mentre La7 con 'Propaganda Live' ha raccolto 973.000 spettatori, con il 6.6% di share. Seguono: Rai 2 con 'Togo - Una grande amicizia' (753.000 spettatori, 4.1% share); Rai3 con 'Perfetta illusione' (642.000 spettatori, 3.3% share), Nove con 'I Migliori Fratelli di Crozza' (364.000 spettatori, 2.3% share) e Tv8 con 'Cucine da Incubo' (290.000 spettatori, 1.7% share).
In access prime time 'Affari tuoi' ha sfidato 'La ruota dei campioni'. Il gioco dei pacchi di Rai1 ha incollato allo schermo 5.041.000 spettatori raggiungendo il 23.8% di share mentre 'Otto e Mezzo' su La7 ha conquistato 1.542.000 spettatori (7.3% share).

Continua la guerra in Ucraina. Oggi, sabato 10 gennaio, il ministero della Difesa russo ha annunciato che la contraerea della Russia ha abbattuto 59 droni ucraini sul territorio della federazione nelle ultime ore. Di questi, ha precisato, 11 sono stati intercettati nella regione del Mar Nero e 10 sulla regione meridionale di Krasnodar.
Secondo il governatore della regione di Volgograd, Andrey Bocharov, un deposito di petrolio a Oktyabrsky è stato colpito dai detriti di un drone. Si è scatenato un incendio e i residenti sono stati evacuati a causa delle fiamme.
Tre feriti invece nella regione di Dnipropetrovsk per gli ultimi attacchi con droni sferrati nella notte dalla Russia. A dichiararlo è stato il governatore Oleksandr Hanzha, precisando che un uomo è rimasto ferito nel capoluogo regionale Dnipro, e due persone - un uomo e una donna - sono rimaste ferite nella città di Kryvyj Rih.
L'attacco ha causato il divampare di incendi, ha scritto Hanzha su Telegram. "Sono state danneggiate le infrastrutture e ci sono state interruzioni di corrente". Le difese aeree sono riuscite a intercettare 27 droni, ha concluso.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha condannato fermamente gli ultimi attacchi militari russi contro le infrastrutture civili ucraine. Guterres "condanna fermamente i continui attacchi mirati della Russia con missili e droni contro infrastrutture civili critiche in Ucraina. Questi attacchi hanno causato numerose vittime civili e privato milioni di ucraini di servizi essenziali, come elettricità, riscaldamento e acqua, in un momento di grave bisogno umanitario", si legge in una dichiarazione.
Secondo i dati delle Nazioni Unite, almeno quattro persone sono state uccise a Kiev e circa altre 25 – tra cui tre bambini, secondo l'Unicef – sono rimaste ferite a seguito di questi attacchi, che hanno anche lasciato migliaia di condomini senza elettricità e danneggiato un edificio appartenente all'Ambasciata del Qatar nel paese europeo.
Guterres ha ribadito che gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili violano il Diritto Internazionale Umanitario. "Indipendentemente da dove si verifichino, sono inaccettabili, ingiustificabili e devono cessare immediatamente", ha concluso.

Continua il maltempo sull'Italia. Il weekend di sabato 10 e domenica 11 gennaio sarà segnato da temperature molto basse e possibili nevicate, anche a quote non elevate. A confermarlo è Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it[1], che conferma l’arrivo di una nuova fase instabile dovuta all’afflusso di correnti fredde provenienti dal Nord Europa, che favoriranno la formazione e l’approfondimento di un ciclone sui nostri mari. Il peggioramento interesserà soprattutto il Centro-Sud, con piogge battenti e il rischio di veri e propri nubifragi, soprattutto tra Campania e Calabria.
Il vero protagonista del weekend sarà però il vento di Maestrale, che soffierà con intensità crescente fino a raggiungere raffiche di burrasca. I colpi di vento più forti interesseranno in particolare le coste di Toscana, Lazio e Campania, i settori appenninici e le due Isole Maggiori, dove localmente si potranno superare anche gli 80-100 km/h, con possibili disagi e criticità soprattutto lungo le aree costiere. Il calo termico riporterà inoltre la neve fino in collina su Marche, Abruzzo, Molise e Sardegna.
Al Nord invece l’attenzione sarà rivolta alle Alpi di confine, dove l’afflusso di aria fredda e umida potrà determinare nevicate abbondanti e accumuli significativi. Altrove prevarranno schiarite, ma in un contesto climatico piuttosto freddo.
Domenica 11 Gennaio avremo un miglioramento grazie all'avanzata di un timido campo di alta pressione. Tuttavia, sul versante adriatico e all'estremo Sud, non mancheranno gli ultimi rovesci, specie su Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia.
Visto il freddo in ingresso non si esclude la possibilità di nevicate con fiocchi fin verso i 2/300 metri sulla fascia adriatica ed oltre i 700 metri sui rilievi calabresi e siciliani, anche a causa dei venti molto forti dai quadranti settentrionali. Le temperature si manterranno ancora piuttosto basse al Centro Nord con estese gelate fino in pianura.

Un uomo di 46 anni, Giuseppe Turano, insegnante di Matematica nella scuola media di Specchia, in provincia di Lecce, è morto ieri sera in un incidente stradale avvenuto nei pressi di Alessano. La sua vettura, un suv, si è capovolta e si è accartocciata dopo l'impatto con una Maserati. Feriti i due occupanti di quest'ultima auto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tricase, i sanitari del 118 e i vigili del fuoco.
Il sindaco di Specchia, Anna Laura Remigi, unitamente alla giunta, ai consiglieri comunali, e tutta l’amministrazione comunale e all’intera comunità di Specchia esprimono "profondo cordoglio e sincera commozione. La notizia ha colpito duramente la nostra comunità, che perde un insegnante apprezzato per la sua professionalità, la dedizione al lavoro educativo e l’umanità con cui ha accompagnato la crescita di tanti giovani". Il primo cittadino si stringe "con affetto alla famiglia, alla dirigente scolastica, al corpo docente e a tutto il personale della scuola, esprimendo la più sentita vicinanza e le più sincere condoglianze".
L'incidente è avvenuto verso le 21 lungo la strada statale 275 e ha coinvolto complessivamente tre vetture: la Renault Scenic condotta da Turano, originario della Calabria ma residente ad Alessano, una Maserati Ghibli condotta da un uomo di 34 anni di Alessano con a bordo suo figlio 12enne e una Seat Arona condotta da un uomo di 40 anni, di Montesano Salentino.
Secondo una prima ricostruzione la Maserati stava percorrendo la strada in direzione Lucugnano. La Renault proveniva dal senso di marcia opposto. L'impatto, molto violento, è avvenuto nei pressi di via delle Industrie. Il terzo veicolo avrebbe urtato parti dei veicoli, riportando lievi danni, ma senza impatto diretto. Turano è morto sul colpo.
Il conducente della Maserati è stato ricoverato all'ospedale di Lecce in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. Il 12enne è ricoverato nel Reparto Ortopedia dell'Ospedale di Tricase con fratture e prognosi di 30 giorni. I veicoli sono stati sequestrati.

La Polizia di Stato ha eseguito i decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma nei confronti dei soggetti risultati coinvolti nell’attivazione e gestione della pagina Facebook 'Mia Moglie', oggetto di numerose segnalazioni lo scorso agosto alla Polizia Postale. Le indagini hanno portato all’identificazione di una donna di 52 anni, di un ragazzo di 24 e all’individuazione del titolare dell’account, con cui veniva gestito il gruppo Facebook, un settantenne leccese morto il 30 marzo 2025.
Nel corso delle perquisizioni, effettuate dagli operatori specializzati del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, del C.O.S.C. di Bari e della S.O.S.C. di Lecce, si è proceduto al sequestro di dispositivi informatici che ora verranno analizzati.
In seguito alla segnalazione della Polizia Postale il gruppo, costituito da migliaia di utenti che condividevano e commentavano immagini di donne, definite nei commenti mogli o compagne, pubblicate verosimilmente senza il consenso delle persone ritratte, è stato definitivamente chiuso dalla piattaforma social Facebook che ha collaborato con gli investigatori.
Piccolo 'mistero' a Seul per Jannik Sinner. A pochi minuti dall'inizio dell'esibizione in Corea del Sud contro Carlos Alcaraz di oggi, sabato 10 gennaio, il tennista azzurro si è fatto attendere al momento dell'ingresso in campo, entrando in ritardo e mandando 'in tilt' anche lo speaker dell'arena coreana. Alle 8 (italiane) in punto infatti Sinner è stato annunciato agli spettatori, ma non si è visto.
L'azzurro è rimasto negli spogliatoi, tanto che lo speaker ha dovuto chiamare una seconda volta il suo nome per 'spingerlo' a entrare in campo. Anche in questo caso però, Sinner non è uscito dal tunnel, tanto che le telecamere hanno ripreso il pubblico disorientato sugli spalti, già pronto con i telefoni per riprendere l'ingresso in campo dell'azzurro, ma rimasto (momentaneamente) deluso.
Dopo diversi minuti infine, il numero due del mondo è entrato in campo, sorridente e rilassato, alzando il braccio per salutare il pubblico e 'scusarsi' così per il ritardo.
Il buonumore di Sinner si è confermato nel corso del secondo set. Durante il quinto game, l'azzurro ha ceduto la sua racchetta a un bambino seduto a bordocampo, che ha potuto così rispondere al servizio di Alcaraz tra gli applausi del pubblico in delirio.
Jannik si è messo comodamente seduto e si è goduto lo scambio, vinto proprio dal bambino, che ha poi ricevuto il cinque dallo spagnolo.

Sciopero nazionale dei taxi martedì 13 gennaio 2026. Il servizio taxi "è un servizio pubblico regolato, con tariffe fissate dal Comune, controlli, obblighi di sicurezza e responsabilità precise verso l'utenza. Oggi questo modello è messo in discussione dall'ingresso aggressivo di multinazionali private che puntano a sostituire un servizio pubblico con piattaforme guidate da algoritmi e logiche di profitto". Per questo il 13 gennaio i taxi si fermeranno in una giornata di sciopero nazionale (Umbria esclusa), dalle 00 alle 24.
"Scioperiamo - fanno sapere le sigle che hanno proclamato lo sciopero - per difendere un servizio pubblico sicuro, trasparente, equo che appartiene alla città, non a società che operano nei paradisi fiscali". Le richieste: completamento della legge 12/2019 contro l'abusivismo; norme che regolino le piattaforme tecnologiche, evitando lo strapotere degli algoritmi; tutela del servizio pubblico.
"I tassisti difendono il loro lavoro, il sostentamento per le loro famiglie. Lo faranno anche da soli, ma il servizio pubblico lo difendiamo insieme, operatori e utenti. No al caporalato tecnologico", dice Nicola Di Giacobbe, Filt Cgil Taxi.
Queste le sigle che aderiscono alla protesta del 13 gennaio: Tam, Unione Artigiani, Claai, ConsulTaxi, Satam, Ugl Taxi, Uti, Fedartaxi Cisal, Fast Confsal Taxi, Uritaxi, Filt Cgil Taxi, Usb Taxi, Orsa taxi, Associazione tutela legale Taxi, Sitan, Unimpresa, Sul Taxi.



