
"Il Servizio sanitario nazionale è un orgoglio" per il nostro Paese. "Non è e non può essere considerato meramente una voce di spesa. Rappresenta la più grande infrastruttura pubblica che oggi vogliamo modernizzare per renderla più capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute e per venire incontro soprattutto alle persone più fragili, più deboli e agli indigenti, come ci ricorda l'articolo 32 della nostra Costituzione". Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, collegandosi in videoconferenza all'ottava edizione di 'Investing for Life Health Summit', oggi a Roma. Durante il convegno, organizzato da Msd Italia, sono stati presentati i risultati dell'indagine 'Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo Ssn'.
Nel suo intervento, il ministro ha commentato i dati emersi partendo da "una considerazione sulle liste d'attesa, percepite" dagli intervistati "come il problema principale del sistema sanitario. Una criticità che da decenni costituisce un vero e proprio ostacolo all'accesso alle cure" e che il Governo sta cercando di fronteggiare "con una legge organica che introduce misure chiare e incisive" e che, per essere applicata, necessita "di un contributo fattivo delle Regioni".
A tale proposito, Schillaci si è detto "colpito" dal dato del sondaggio che mostra, rispetto all’anno precedente, "una crescita nella percentuale di chi ritiene che - pur senza mettere in dubbio l'autonomia regionale - servirebbe un ruolo maggiore dello Stato per migliorare l'efficienza dell'assistenza, garantendo maggiore uniformità e riducendo le troppe diseguaglianze ancora presenti sul territorio nazionale". Si tratta di un dato "su cui dobbiamo riflettere", ha aggiunto, ricordando che "oggi il livello centrale esercita un potere di controllo e monitoraggio nell'interesse esclusivo dei cittadini attraverso la verifica degli adempimenti regionali nell'erogazione dei Lea", i livelli essenziali di assistenza, "l'equità di accesso alle cure e il rispetto dei tempi di attesa".
Sulla prevenzione, "sempre più percepita come la chiave di volta per una sanità moderna e sostenibile", l'indagine segnala una richiesta chiarissima: investire "sulla partecipazione dei cittadini e sulle campagne di screening, con particolare attenzione a quelle oncologiche". Su questo, Schillaci ha rimarcato che "da oltre 1 anno" il ministero sta conducendo "una battaglia culturale per promuovere un necessario cambio di paradigma. Questo Governo e il ministero della Salute - ha assicurato - credono fermamente nella prevenzione come investimento. Lo abbiamo dimostrato con l'ultima legge di Bilancio stanziando risorse significative destinate, ad esempio, all'estensione delle fasce di screening per permettere a più cittadini di accedere gratuitamente alle procedure offerte dal Ssn. Oltre alla prevenzione oncologica, dobbiamo inoltre investire - seguendo le indicazioni europee - nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, che rimangono la prima causa di morte in Italia. Stiamo portando avanti diverse progettualità tra cui la Rete cardiologica degli Irccs: vogliamo costruire un 'modello Italia' che rafforzi la prevenzione cardiologica, specialmente a livello territoriale", ha rimarcato il ministro.
Sulla percentuale crescente di italiani che considera prioritario concentrare gli sforzi sull'assistenza territoriale, Schillaci ha evidenziato che "è stato approvato un disegno di legge che riforma i modelli organizzativi e garantiamo un monitoraggio costante sulle Regioni per l'attuazione degli strumenti del Pnrr che vede nel rafforzamento della medicina territoriale e negli Ospedali di comunità un capitolo di fondamentale importanza".
Nel commentare il dato sull'intelligenza artificiale, per gli intervistati "un supporto utile, ma non una sostituzione dei medici e del personale sanitario", Schillaci ha ribadito il ruolo della tecnologia "per ridurre tempi e distanze, per rendere più efficienti i percorsi, per supportare diagnosi e presa in carico, soprattutto per ridurre le tante - troppe - disuguaglianze che ancora ci sono tra Nord e Sud dell'Italia, tra grandi città e piccoli centri. La fiducia e la responsabilità clinica rimangono centrali - ha precisato - Con questo spirito abbiamo lavorato al nuovo fascicolo sanitario elettronico e alla digitalizzazione del Ssn, per renderlo più moderno, ma anche per migliorare l'accessibilità alle cure". In chiusura, il ministro ha garantito l'impegno per "un accesso rapido alle terapie su tutto il territorio nazionale, con percorsi e regole più trasparenti, più stabili. Il diritto dei cittadini ad accedere ai farmaci innovativi in tempi rapidi non può essere una variabile regionale - ha concluso - La strada che stiamo perseguendo è quella di delocalizzare senza rinunciare al rigore scientifico, di garantire qualità senza creare maggiore complessità e di favorire l'innovazione senza mettere a rischio la sostenibilità".
I termini si chiuderanno entro il 17 aprile...
Record di iscrizioni, per il prossimo anno si punta a quota 20mila...
Ma sono in calo i Comuni "rifiuti free", 218 (-4)...
Sarà in vendita in primavera, processo a lenta fermentazione...
Appello per fondi a Regione, 'serve un intervento sul mancato
reddito'... Sinner e il retroscena sulla preparazione: "Mi sono allenato sotto al sole, lo farò anche in futuro"

"La mia preparazione sta andando molto bene. Questo è un posto speciale e speriamo che sia un grande torneo". Jannik Sinner ha parlato così, oggi mercoledì 4 marzo, a poche ore dal suo esordio a Indian Wells (venerdì 6 marzo, contro il vincente tra l’australiano James Duckworth e il ceco Dalibor Svrčina). "Sono molto contento di come mi sento in campo, vogliamo arrivare il più lontano possibile. Allo stesso tempo, cerchiamo anche di migliorare un paio di cose. Sto cercando di essere un po' più aggressivo a volte sulla linea di fondo. Credo che stiamo facendo un ottimo lavoro. È stata una settimana di allenamenti molto dura per me. Abbiamo trascorso molte, molte ore ad allenarci”. Sinner ha spiegato di aver svolto una parte importante della preparazione al caldo: "La scorsa settimana faceva tanto caldo e a me ha fatto bene, ci siamo allenati sotto al sole. Sicuramente sarà un tipo di preparazione che faremo anche in futuro, cercando di allenarci nei posti dove fa più caldo”.
Sinner ha aggiunto: “L'inizio di stagione è stato buono. Voglio dire, semifinali in Australia e quarti a Doha, ma sono molto contento di come sto e del mio stato mentale. Come ho detto, cerchiamo di massimizzare il nostro potenziale. La stagione è appena iniziata, quindi questi tornei sono molto importanti per me prima di passare alla terra battuta. Mi sento bene quando gioco un buon tennis e ora vediamo come va”.
Lo scorso anno il campione di Wimbledon è sbarcato sul canale YouTube con il suo vlog ed è contento di come sta andando: “Credo che i fan non sappiano esattamente come siamo come persone, quindi questo aiuta anche a mostrare come sono fuori dal campo. Penso che sia una cosa fantastica. Personalmente, mi piace guardare anche video di altri sportivi e sì è ovviamente qualcosa di diverso. Dietro di me c'è il mio team che fa tutto il lavoro: non devo preoccuparmi di nient'altro. Ma allo stesso tempo è bello mostrare qualcosa al di fuori del tennis. Sai, a volte come ci alleniamo o quali altre cose mi piace fare al di fuori di un campo da tennis. Penso che sia bello, ma allo stesso tempo ovviamente la priorità è sempre giocare a tennis. Ed è quello che amo fare”.
Il tennis è la priorità ma non è tutto: “La cosa più importante è avere sempre persone positive intorno a me, perché questo ti dà già molta stabilità, nella tua vita personale, nella vita che viviamo, che a volte è piuttosto frenetica -sottolinea Sinner-. Quindi l'unica cosa che vuoi fare è semplicemente stare a casa e fare qualcosa di molto, molto rilassante. Allo stesso tempo, ho anche bisogno di fare altre cose, che sia giocare a golf o guidare una macchina o qualsiasi altra cosa, giocare alla PlayStation, e semplicemente vivere la vita di un ventiquattrenne. So che al giorno d'oggi questi momenti sono molto, molto rari, perché sacrifico molto per essere nella posizione in cui mi trovo, ma è importante circondarsi di persone positive, persone che capiscono come sei come persona. Penso che questo ti dia già tanti aspetti positivi”.
Saldo negativo mobilità sanitaria a quasi 102 milioni, + 5,6
milioni sul 2022...
Audizioni su proposta di iniziativa popolare contro speculazione
rinnovabili... 
Prende il via da Udine, venerdì 6 marzo, la 14esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale. Il percorso 2026 si è aperto con le tappe territoriali, momenti di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, che accompagneranno il Salone in un viaggio attraverso l’Italia fino all’evento nazionale in programma a Milano, presso l’Università Bocconi, dal 6 all’8 ottobre 2026.
Da oltre 10 anni, il Salone della Csr si muove sul territorio per creare occasioni di dialogo, networking e crescita culturale sui temi della sostenibilità. Dal 2013 a oggi, le tappe territoriali del Salone hanno coinvolto circa 200 organizzazioni tra imprese, enti pubblici, non profit e università. E oltre 15mila persone complessivamente hanno partecipato, in presenza e in streaming, alle iniziative nelle città che hanno ospitato le tappe.
La prima tappa territoriale 2026 del Salone si svolge a Udine il 6 marzo, presso l’Università degli Studi di Udine - Palazzo Antonini (Sala Gusmani). Al centro dell’incontro, organizzato in collaborazione con Animaimpresa e Università degli Studi di Udine con il sostengo di Fondazione Friuli, sarà il tema della 'RigenerEazione', un concetto che richiama la necessità di andare oltre la sostenibilità per generare trasformazioni reali e durature nei territori e nelle comunità. “La tappa di Udine del Salone della Csr e dell'innovazione sociale rappresenta un’occasione preziosa di dialogo tra dimensione nazionale e contesto locale - commenta Valeria Broggian, presidente di Animaimpresa - Portare qui una visione ampia, e allo stesso tempo valorizzare le eccellenze del nostro territorio, significa creare occasioni di confronto e connessione, indispensabile per poter immaginare processi collettivi di rigenerazione, parola chiave di questa edizione. È un piacere poter contare sulla collaborazione dell’Università di Udine e della Fondazione Friuli, alleati preziosi per promuovere i nostri valori sul territorio”.
Il programma della giornata, aperta al pubblico, prevede una lectio introduttiva a cura di Francesco Marangon, professore ordinario dell’Università di Udine, incentrata sul tema dell’economia rigenerativa come strategia per mitigare i cambiamenti climatici, soddisfare i bisogni delle persone e sostenere lo sviluppo dei territori. “Oggi non si guarda più solo al mantenimento delle risorse per le generazioni future - spiega Marangon - ma si sottolinea la necessità della loro rigenerazione e, possibilmente, del loro aumento. Un’attività umana che sia nuovamente a impatto positivo, nelle sue varie dimensioni, e che permetta non solo una salvaguardia delle varie forme di capitale sui si basano le nostre comunità ma addirittura ne aumenti le dimensioni, in termini qualitativi e quantitativi. Pensiamo alla bioeconomia e in particolare all’agricoltura: un tempo era considerata semplicemente un’attività economica orientata alla produzione di beni, mentre oggi vede crescere le sue potenzialità multifunzionali, intese come capacità di fornire anche servizi ambientali e sociali”.
Durante la tappa di Udine del Salone, una prima conversazione, coordinata da Rossella Sobrero, sarà dedicata al ruolo delle imprese nella rigenerazione dei materiali, con esempi concreti come quello della collaborazione tra Koki Spa e Corte Spa, che insieme alla cooperativa sociale Arte Libro sono riusciti a trasformare 600 capi da lavoro usati in un’agenda unica nel suo genere, che reinterpreta la materia e genera valore umano. A parlarne sarà Giacomo Andolfato, co-fondatore di Koki, in dialogo con Roberto Tassi, presidente di Logica, società che dal 1995 si occupa di rigenerazione e gestione dei rifiuti in ottica di circular e green economy.
Un secondo panel, coordinato da Renata Kodilja, delegata per la sede di Gorizia dell’Università di Udine, sarà dedicato al passaggio dal servizio all’impatto, con focus sulla rigenerazione dei territori dal punto di vista sociale. Elena Arman, Esg Manager della società Bluenergy Group con sede a Trieste, illustrerà i passi concreti svolti a favore del benessere delle proprie persone: da pochi mesi la società ha firmato un accordo di secondo livello con le organizzazioni sindacali, unico nel suo genere in Italia, introducendo nuove misure di welfare aziendale pensate per sostenere i dipendenti con responsabilità di caregiver. Al dialogo prenderà parte anche Duna Viezzoli, fondatrice di The Field, società cooperativa che unisce creatività, sostenibilità e innovazione sociale per accompagnare persone e organizzazioni nel cambiamento.
Un terzo panel, coordinato da Marco Da Rin Bianco, fondatore di Zeranta Digital, presenterà visioni nazionali innovative come invito a nuove trasformazioni in Friuli Venezia Giulia. A parlarne saranno Sara Cirone, presidente di Hub del Territorio, e Gianluca de Nardi, Chief Sustainability Officer di EcorNaturaSì. Tra progettazione territoriale e innovazione di filiera, si discuterà anche delle nuove applicazioni del Piao, il Piano Integrato di Attività e Organizzazione, uno strumento di programmazione e governo delle pubbliche amministrazioni italiane pensato per diventare un potente strumento di responsabilità pubblica e di fiducia verso i cittadini.
La giornata si chiuderà con un momento di riflessione sul futuro grazie a 'Friuli Venezia Giulia Rigenerato 2035': un laboratorio diffuso firmato Foxwin che invita cittadini, imprese e comunità locali a progettare insieme una visione desiderabile e concreta del domani. Le visioni emerse dai laboratori verranno convertite dai creativi di nelquadrato.com in rappresentazioni visive che andranno a comporre un mosaico collettivo, espressione di ciò che i cittadini del Friuli Venezia Giulia desiderano costruire insieme. Il tema guida della 14esima edizione, 'Andare oltre', accompagnerà un programma articolato che comprende sette tappe territoriali - Udine (6 marzo), Treviso (19 marzo), Bologna (31 marzo), Torino (9 aprile), Taranto (21 aprile), Varese (6 maggio), Padova (28 maggio) - l’evento nazionale conclusivo a Milano; incontri di approfondimento, iniziative speciali e la quinta edizione del Premio Impatto, per cui sono già aperte le iscrizioni.
“In uno scenario diventato molto complesso - commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone - le organizzazioni che credono nella sostenibilità sanno che è necessario investire nell’innovazione ma anche nella comunicazione che diventa strumento importante per accompagnare il cambiamento nei comportamenti delle persone e delle organizzazioni. Ma bisogna ripensare profondamente i linguaggi e la scelta dei canali considerando l’impatto che hanno oggi tecnologie sempre nuove”. Le organizzazioni che hanno confermato la partecipazione alla 14esima edizione de ll Salone della CSR e dell’innovazione sociale sono già 150: imprese e associazioni non profit, diversi per ambito e dimensione, ma accomunati dalla volontà di condividere e valorizzare il proprio impegno per la sostenibilità.

Un busto scultoreo conservato da secoli nella Basilica di Sant’Agnese fuori le mura, sulla via Nomentana a Roma, potrebbe finalmente essere attribuito a Michelangelo Buonarroti (1475-1564). L'ipotesi è stata annunciata oggi dalla ricercatrice indipendente Valentina Salerno, nel corso della conferenza “Il volto ritrovato” presso la Basilica stessa, illustrando la riattribuzione del “Cristo Salvatore” alla mano del maestro rinascimentale. La statua, finora considerata anonima e catalogata come “Busto scultoreo di autore anonimo della scuola romana del XVI secolo”, rientrerebbe così tra le opere michelangiolesche poco note o dimenticate. Si tratterebbe di un significativo ampliamento del catalogo dell’ultimo Michelangelo e di un importante arricchimento della storia dell’arte rinascimentale.
Alla base della riattribuzione c’è un lavoro di oltre dieci anni condotto da Valentina Salerno, che ha incrociato testamenti, carteggi, diari, libri storici e di viaggio, relazioni, inventari notarili e atti confraternali dal 1564 ai giorni nostri. A differenza di altre ipotesi speculative, ha spiegato la ricercatrice, la ricerca si fonda esclusivamente su fonti documentali coerenti e verificabili, ricostruendo una linea continua tra l’eredità materiale di Michelangelo e il busto oggi custodito nella Basilica.
La studiosa ha ricostruito l’itinerario storico dell’opera, dalla morte dell’artista fino alla collocazione attuale, seguendo spostamenti, nascondimenti e ricollocazioni attraverso documenti notarili, inventari e cronache di confraternite. Questo percorso permette di chiarire il contesto storico e sociale dell’opera, inserendola in un sistema di relazioni con committenze, devoti e ambienti religiosi romani dell’epoca.
Il busto rimasto per secoli nell'oblio
Il busto era rimasto per secoli nell’oblio a causa di errori attributivi e cancellazioni documentali che ne avevano disperso la memoria. Secondo la ricostruzione di Valentina Salerno, la sua classificazione come opera anonima della scuola romana del XVI secolo non riflette la realtà storica e stilistica. L’analisi comparativa con le griglie stilistiche dei maggiori studiosi mondiali di Michelangelo consente di collocare l’opera entro un contesto coerente, sottolineandone qualità formale e caratteristiche distintive della mano del genio del Rinascimento.
Un aspetto rilevante riguarda la trasformazione iconografica del volto: da ritratto fisico a volto sublimato del Salvatore, in linea con le pratiche devozionali e confraternali dell’epoca. Questo passaggio iconografico non solo rafforza l’attribuzione, ma testimonia anche la funzione spirituale e simbolica dell’opera, destinata a una fruizione religiosa e pubblica.
La Basilica di Sant’Agnese fuori le mura, affidata all’Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Salvatore, ha svolto un ruolo centrale nella presentazione della scoperta. L’Ordine ha sostenuto la ricerca, promuovendo la nascita di un comitato scientifico internazionale e favorendo il confronto tra studiosi di fama mondiale. Il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro, ha seguito con attenzione i lavori, che, secondo quanto comunicato, sono proseguiti anche durante il recente Conclave che ha eletto Papa Leone XIV. La collaborazione tra istituzioni religiose e comunità scientifica dimostra come studi approfonditi possano portare a scoperte di portata internazionale, valorizzando patrimoni spesso trascurati o mal interpretati, è stato sottolineato durante la conferenza stampa.
La riattribuzione
Se la riattribuzione sarà confermata, il busto del “Cristo Salvatore” non rappresenterà solo un recupero artistico, ma una vera e propria riscrittura della storia dell’arte rinascimentale. La ricerca suggerisce un Michelangelo meno incline a distruggere le proprie opere e più attento alla loro conservazione, affidandole a collaboratori fidati o a contesti religiosi per garantirne la sopravvivenza. Il caso del busto di Sant’Agnese rappresenta anche un modello metodologico: l’analisi accurata dei documenti, combinata con le griglie comparative stilistiche, può permettere di recuperare altre opere dimenticate del Maestro, aprendo un percorso di attribuzione progressivo che potrebbe rivoluzionare la comprensione della sua produzione tardiva.
Lo studio di Valentina Salerno, intitolato "Michelangelo gli ultimi giorni" ha ricevuto il sostegno dei Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Sacramento e del professore Michele Rak. L'importanza della ricerca è stata riconosciuta dal cardinale arciprete della basilica di San Pietro, Mauro Gambetti, che ha promosso la creazione di un comitato scientifico di alto livello. Questo comitato include esperti di fama mondiale provenienti dai maggiori musei, come William Wallace della Washington University of Saint Louis, Hugo Chapman del British Museum, Barbara Jatta dei Musei Vaticani, Cristina Acidini dell’Accademia delle Arti di Firenze, Alessandro Checchi della Fondazione Buonarroti e Pietro Zander, storico della Fabbrica di San Pietro.
Salerno ha spiegato tra l'altro che sarebbero una ventina le opere di Michelangelo Buonarroti finora sconosciute o di attribuzione incerta, che sarebbero state identificate grazie alla sua ricerca indipendente. Queste scoperte non solo arricchiscono il catalogo del genio rinascimentale, ma riscriverebbero anche la storia dell'arte, mettendo in discussione la narrazione di Giorgio Vasari secondo cui Michelangelo avrebbe distrutto gran parte dei suoi lavori prima della morte.

Sanpellegrino, parte di Nestlé Waters & Premium Beverages, sostiene l'intervento di riqualificazione della storica 'Area Paradiso', nel comune di San Pellegrino Terme, con un investimento di circa 9 milioni di euro che comprende la valorizzazione ambientale e ricettiva di un’area di 6 ettari nel cuore della Val Brembana.
Il ‘Progetto Paradiso’, che comprende un’area boscata e due edifici storici in posizione panoramica, oggi in stato di abbandono, si propone di coniugare la valorizzazione del patrimonio architettonico esistente con la tutela del paesaggio, mantenendo la riconoscibilità degli edifici già presenti e utilizzando materiali naturali, perfettamente integrati con l’ambiente circostante. L’intervento si caratterizza per una significativa valenza ambientale: la riqualificazione dell’area sarà improntata a criteri di basso impatto, alla tutela della naturalità dei luoghi e alla valorizzazione del verde circostante. Il progetto paesaggistico prevede, in particolare, nuove superfici prative, la conservazione e integrazione delle alberature esistenti e la creazione di spazi dedicati alla biodiversità, con l’obiettivo di offrire un’esperienza immersiva nella natura, favorire la presenza di impollinatori e rafforzare il legame tra ospitalità, ambiente e sostenibilità.
L’intera area è data in concessione a Sanpellegrino per 99 anni, al termine dei quali tornerà nella piena disponibilità del Comune di San Pellegrino Terme. La sua riqualificazione avrà ricadute positive per l’intera comunità della Val Brembana in termini di maggiore attrattività turistica e di più ampia fruibilità del territorio.
L’impegno di S.Pellegrino sul territorio comprende anche iniziative per una gestione responsabile e sostenibile della risorsa acqua, come il conseguimento della certificazione Alliance for Water Stewardship (Aws), da parte dello stabilimento di Ruspino fin dal 2020. Questo riconoscimento è basato su uno standard internazionale che attesta il rispetto del bilancio idrico, la condivisione delle conoscenze e la collaborazione con il territorio per preservare la qualità dell’acqua disponibile.
L’attenzione alla preziosa risorsa idrica del territorio si concretizza anche in iniziative per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, come il monitoraggio idrologico, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, finalizzato allo studio dei movimenti dell'acqua e dei suoi percorsi, per capirne l’equilibrio nel tempo e assicurarne la sostenibilità. Un altro importante progetto nato per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici riguarda la realizzazione di un’opera pubblica, l'impianto Nossana, che consentirà un approvvigionamento idrico costante a più di 300mila abitanti della provincia di Bergamo, anche in occasione di precipitazioni particolarmente abbondanti o di eventi atmosferici eccezionali, assicurando la continuità del servizio. Una volta completato, l’impianto sarà donato da Sanpellegrino a Uniacque, società che gestisce il servizio idrico integrato della provincia di Bergamo, e sarà utilizzato a beneficio della collettività.
“Progetto Paradiso nasce da un legame profondo con il territorio della Val Brembana e dalla volontà di contribuire al suo sviluppo e alla sua tutela. Si tratta di un investimento interamente sostenuto dall’azienda e pensato per generare valore per la comunità nel lungo periodo, rafforzando l’attrattività turistica e preservando al tempo stesso il patrimonio storico, paesaggistico e ambientale del territorio - ha dichiarato Michel Beneventi, amministratore delegato e presidente di Sanpellegrino - Parallelamente, prosegue il nostro impegno per la tutela della risorsa idrica con iniziative volte ad aumentare la resilienza del territorio: dal monitoraggio scientifico del bacino imbrifero fino alla realizzazione dell’impianto Nossana, mettiamo in campo strumenti diversi ma complementari per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e garantire continuità e qualità dell’acqua nel lungo periodo, a beneficio delle collettività”.

Dopo l’entusiasmante giornata inaugurale, la quarta edizione di Premio Film Impresa 2026 è entrata nel vivo con un secondo appuntamento interamente dedicato alle proiezioni delle opere in concorso e a due programmi speciali che hanno messo al centro il rapporto tra impresa, territorio e comunità. Il Premio è ideato e realizzato da Unindustria in collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema.
La seconda giornata si è aperta con la proiezione speciale del docufilm “Andata e Ritorno”, realizzato da Gruppo Creativo Multimedia per il Gruppo FS, scritto e diretto da Roberto Campagna ed Elena De Rosa. La proiezione è stata preceduta da una conversazione tra Giampaolo Letta e Alessandra Calise, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne Gruppo FS, mentre al termine del film Mario Sesti ha dialogato con i registi e il cast. Un film corale che attraversa il mondo ferroviario attraverso le storie di sei passeggeri, raccontando il treno non solo come mezzo di trasporto ma come spazio simbolico di incontro, trasformazione e realizzazione personale. La narrazione, costruita su un montaggio alternato e su uno sguardo intimo e diretto, restituisce la capillarità del Gruppo FS come scenario vivo di micro-universi quotidiani, tra paesaggi, connessioni e aspirazioni individuali.
Nel corso della mattinata sono poi cominciate le proiezioni delle opere in concorso, accompagnati dalla presenza degli autori e i rappresentanti delle imprese protagoniste. Prima dell’avvio, spazio anche ai “Corti dal Csc – Comunità e Impresa Flash”, con la proiezione di Piccoli calabresi sul Lago Maggiore… Nuovi ospiti della colonia di Suna di Ermanno Olmi (1953), seguita nel pomeriggio da Sud come nord di Nelo Risi (1957). L’Area Doc I a cura di UniCredit ha presentato: 'Il sogno di Carlo' di Matteo Bellizzi. Produzione: Matteo Bellizzi per Fondazione Marazzato; 'Aiutarsi Prevenendo' di Alberto Di Pasquale. Produzione: ONOFF Produzioni per DiagnostiCare Onlus; 'Angioedema Real Life - Diario di bordo' direzione Itaca di Ruggero Rollini. Produzione: The List per Takeda Italia; 'Rosetti Marino | 100 Years Young' di Giovanni Pitscheider. Produzione: Cacao Design per Rosetti Marino; 'Le Vie del Basilico' di Alessandro Lucente. Produzione: Storymakers per Barilla Group; 'Generazioni in crescita. 40 anni con 'Lavoriamo insieme'' di Ruggiero Torre. Produzione: Meeting Planner per Società Cooperativa Sociale “Lavoriamo Insieme” ETS.
Nel pomeriggio spazio all’Area Narrativa a cura di Umana, che ha presentato: 'Mario in tHERApia – la sindrome dell’abbandono e Mario in tHERApia – ipnosi' di Alessio Lauria. Produzione: Save the Cut per Hera; 'Il viaggio è appena iniziato' di Riccardo Calamandrei. Produzione: Cooperativa Trasporti di Riolo Terme; 'Pane Amore e Libertà' di Rovero Impiglia e Giacomo Cagnetti. Produzione: Guasco per Magazzini Gabrielli; 'La nostra via della seta' di Giandomenico Lupi. Produzione: Confindustria Ascoli Piceno; 'Il primo giorno – generazione talento' di Daniele Barbiero. Produzione: Save the Cut per ELIS e Poste Italiane; 'Pulcinella inventa la Pizza' di Stefan Stechel. Produzione: Amber Consulting; 'Punti nascosti' di Beatrice Baldacci. Produzione: Giffoni Innovation Hub e Anemone Film; 'EUREKA! Storia di una invenzione impossibile' di Damiano Realini. Produzione: Pluma Pictures per IBSA Institut Biochimique; 'Giuro' di Antonio Palumbo. Produzione: Oz Film per Inail – Direzione Regionale Puglia; 'Volvo Trucks VLEx – Trasforma la tua passione' di Andrea Viotti. Produzione: Double Vision Film per Volvo Trucks Italia; 'Vista Hotel' di Damiano Giacomelli. Produzione: YUK! Film per Interno Marche Design Experience Hotel.
La seconda giornata si è conclusa con il programma speciale dedicato al Gruppo Lavazza. Dopo la proiezione del corto dall’Archivio Storico Lavazza, 'Lavazza, il piacere del cinema: dal racconto sensoriale del prodotto alla scoperta del cinema' a cura di Caterina Taricano, è stato presentato il docufilm 'Nuvola'', ideato da Virginio Briatore, con direzione creativa di Francesca Molteni e regia di Luca Caon, prodotto da Muse Factory of Projects. La proiezione è stata accompagnata da una conversazione che ha coinvolto Francesca Molteni e Antonio Calabrò, Presidente Gruppo Tecnico Cultura d’Impresa Confindustria, insieme ad Alessandra Bianco, Direttore Corporate Communication Gruppo Lavazza, Marco Gay, Presidente Unione Industriale Torino, e Maurizio Tarquini, Direttore Generale Confindustria, animata da Giampaolo Letta e Mario Sesti. Il film racconta l’intervento di rigenerazione urbana sviluppato attorno alla sede Lavazza di Torino, in dialogo costante con il quartiere Aurora e con l’identità della città. Fortemente sostenuto dalla quarta generazione della famiglia Lavazza, il progetto dell’Headquarter coniuga visione strategica e responsabilità d’impresa, trasformando un’area industriale dismessa in uno spazio aperto e integrato nel tessuto urbano, capace di generare ricadute sociali e culturali positive. Attraverso ambienti, persone e relazioni quotidiane, il docufilm restituisce l’identità di un luogo che, a otto anni dall’inaugurazione, si conferma esempio concreto di trasformazione e valore condiviso.
La quarta edizione di Premio Film Impresa si avvia verso la giornata conclusiva del 4 marzo, che culminerà con la cerimonia di premiazione e l’assegnazione dei Premi Speciali a Sergio Castellitto, Pif, Giuseppe Tornatore, Brunello Cucinelli e alla Maison Hermès, oltre alla novità del Premio alla migliore musica originale a cura di Caterina Caselli e Sugar Publishing.
La quarta edizione ha ottenuto il patrocinio di Regione Lazio, Roma Capitale, ANFIR, ANICA, UNA e la collaborazione di Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema. Premio Film Impresa è affiancato dai golden partner: Almaviva Group, Edison, Umana, UniCredit. Event partner sono Gruppo FS e Lavazza Group. Sponsor tecnici sono Spencer & Lewis, D-Hub Studios, Ega, Tecnoconference Europe, Slamp, Tmb.Media partner sono Il Messaggero, Prima Comunicazione e Adnkronos.
Imputato ha rilasciato dichiarazioni spontanee nel corso della
prima udienza...
Nell'ultima edizione del 2024 in campo anche Musetti e Tiafoe...
Domani l'ufficializzazione, il partito sale a quota 10 consiglieri...
Progetto della polizia locale "Fuori dal giro" coinvolge 2mila
studenti...
Piu, 'consentiranno a tutte le Province di far partire opere
pubbliche per 318 mln'... 
"Siamo lieti di poter avviare una collaborazione così importante e innovativa - dichiara Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation e presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - Come testimonia una vasta letteratura scientifica la salute umana, quella animale e l'ecosistema sono strettamente collegati e interdipendenti. Circa un quarto di tutte le malattie è influenzato da fattori ambientali e l'inquinamento rappresenta un fattore di rischio non trascurabile. Con la firma di oggi, per la prima volta in Italia, si vuole promuovere l'approccio One Health nelle università, ma non solo all'interno di aule didattiche o di strutture sanitarie. Grazie al supporto dei vari Cus, già attivi sui territori e che aderiranno all'iniziativa, porteremo i nostri messaggi sui campi da gioco, nelle palestre, nelle piazze, fra gli atleti e anche tra l'intera cittadinanza. Ci aspettiamo infine di creare una nuova cultura del One health tra giovani studenti che magari un giorno saranno protagonisti della ricerca scientifica interdisciplinare proprio su questo tema".
"La FederCusi riunisce i 49 centri sportivi universitari attivi in Italia - afferma Antonio Dima, presidente FederCusi - Nelle nostre strutture sportive e ricreative si allenano molti giovani studenti che rappresentano la futura classe dirigente del nostro Paese. Non solo i campi e le palestre che gestiamo sono spesso luoghi di ritrovo e punti di riferimento per l'intera cittadinanza. A nostro avviso tutta la società deve avere una maggiore consapevolezza sull'importanza di temi come il benessere, la prevenzione delle gravi malattie, la salvaguardia della salute animale e la tutela dell'ambiente. Abbiamo per questo deciso, con grande piacere, di firmare oggi il nuovo protocollo d'intesa con la One Health Foundation. Insieme a loro possiamo ora avviare nuovi progetti in tutta Italia sfruttando proprio la rete dei Cus. Quest'estate poi a Salerno vi saranno gli 'European Universities Games' con oltre 4.500 partecipanti da tutto il Vecchio continente. Rappresenterà un'ottima occasione per rilanciare il paradigma One health legato al mondo dello sport universitario".
“Il nostro Ateneo, in sinergia con il Cus, aderisce con convinzione a questa iniziativa e sarà tra i primi in Italia ad avviare nei prossimi mesi progetti pilota pensati per i giovani e realizzati insieme ai giovani - sottolinea Enrico Quagliarini, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche presente alla conferenza stampa insieme al Direttore generale dell’Ateneo Alessandro Iacopini -. Le nostre studentesse e i nostri studenti potranno essere non soltanto destinatari di azioni formative, ma protagonisti attivi di un percorso di crescita e responsabilizzazione sui temi della salute. La prevenzione delle patologie e la riduzione del loro impatto rappresentano una priorità di salute pubblica. Oggi disponiamo di conoscenze e strumenti che consentono di prevenire molte malattie, ma è fondamentale investire nella formazione di professionisti capaci di adottare una visione ampia, integrata e interdisciplinare. In questo senso, l’approccio One health offre un paradigma innovativo e necessario. Questa iniziativa si inserisce pienamente nella Terza Missione dell’Università: mettere il sapere accademico al servizio della società, generando impatto sul territorio e promuovendo, insieme alle nuove generazioni, una cultura della salute più consapevole e partecipata”.
“Preservare la salute di una popolazione sempre più anziana, come quella italiana, è davvero una sfida epocale – aggiunge Quintavalle, coordinatore Politiche pubbliche e istituzionali One Health Foundation -. Solo i tumori solidi provocano più di 160mila decessi l’anno, sono patologie tipiche della terza età e che risultano molto condizionate dagli stili di vita. Oltre alle abitudini salutari vanno migliorate le condizioni ambientali perché la qualità dell’aria gioca un ruolo nell’insorgenza di molte neoplasie. La ricerca scientifica deve proseguire e continuare a rendere disponibili ai pazienti nuove opportunità diagnostico-terapeutiche. Tuttavia bisogna anche prestare maggiore attenzione al contrasto all’inquinamento, alla tutela delle specie animali e allo studio di tutte queste interconnessioni sulla nostra salute”.
“L’uomo è ciò che respira, ciò che mangia e l'energia che consuma - conclude Attilio Bianchi, Segretario generale di One Health Foundation e ideatore del progetto -. One Health è il cambio di paradigma verso la sostenibilità dei nostri sistemi di welfare e la loro ragion stessa di esistere. Per troppo tempo abbiamo confuso la tutela della salute con la sola cura della malattia. Salute è una sfera più ampia, più complessa e più articolata. Un messaggio così profondamente innovativo, che trova nella cultura della prevenzione, nella promozione di sani stili di vita, che guarda alla prevenzione, all'alimentazione, al movimento come driver fondamentali, ha bisogno di ripensare anche i modi e i mezzi con i quali poter essere diffuso. Ed ecco l’idea del progetto. Gli studenti universitari, prima fruitori di consolidati momenti di prevenzione, partecipi di progetti di ricerca ad hoc e, dopo ancora ambasciatori, all'interno delle proprie famiglie e dei propri variegati mondi del vissuto sociale, del nuovo modello interpretativo della dimensione Salute. Siamo certi che quanti già credono in questo progetto continueranno a sostenerlo con convinzione e che molti altri, nel tempo, sceglieranno di diventare compagni di viaggio in questa splendida avventura”.



