
La Lazio torna in campo in Serie A. Oggi, venerdì 30 gennaio, i biancocelesti affrontano il Genoa all'Olimpico nell'anticipo della 23esima giornata di campionato. La squadra di Sarri arriva dallo 0-0 in trasferta contro il Lecce, mentre la squadra di De Rossi ha battuto il Bologna 3-2 nell'ultimo turno. Ecco orario, probabili formazioni e dove vederla.
Lazio-Genoa, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Lazio-Genoa, in campo oggi alle 20:45:
Lazio (4-3-3) Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Cataldi, Basic, Taylor; Zaccagni, Dia, Cancellieri. All. Sarri
Genoa (3-5-2) Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Ellertsson, Frendrup, Martin; Ekhator; Vitinha, Colombo. All. De Rossi
Lazio-Genoa, dove vederla
Lazio-Genoa sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.

Questa sera, venerdì 30 gennaio, andrà in onda la quarta e ultima puntata di ‘Tali e Quali’, il varietà condotto da Nicola Savino in onda alle 21.30 su Rai. La puntata decreterà il campione assoluto del programma che mette al centro aspiranti artisti accomunati da una forte somiglianza fisica e vocale con grandi interpreti della musica italiana e internazionale.
A contendersi il titolo sul palco degli studi ‘Fabrizio Frizzi’ di Roma saranno i concorrenti classificati ai primi due posti nelle tre puntate precedenti, che hanno conquistato pubblico e giuria con esibizioni particolarmente riuscite, insieme ai quattro artisti vincitori delle edizioni 2019, 2022, 2023 e 2024, chiamati a rimettersi in gioco in una sfida che unisce esperienza e nuove interpretazioni. Tutti a caccia del titolo di ‘Campione di Tali e Quali 2026’.
Tutti i protagonisti, che non sono cantanti professionisti né appartengono al mondo dello spettacolo, saranno chiamati a rispettare lo spirito autentico del format: interpretare dal vivo e con la massima fedeltà i brani degli artisti a cui rendono omaggio, ricreandone voce, stile e presenza scenica.
La finale si preannuncia intensa e ricca di spettacolo, con esibizioni curate nei minimi dettagli e momenti di forte coinvolgimento emotivo. Un epilogo che arriva dopo una stagione caratterizzata da ottimi risultati d’ascolto e riscontri positivi da parte della critica.
A valutare le performance sarà la giuria composta da Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi e Massimo Lopez, affiancati per questa puntata Finale da due 'giudici a sorpresa': Nino Frassica e Alessandro Siani. Il loro contributo sarà determinante nell’assegnazione dei punteggi e nel commento alle esibizioni.

Si definiranno oggi, venerdì 30 gennaio, i playoff di Champions League. Dopo la conclusione della fase campionato, 16 squadre dovranno conoscere il loro destino e l'avversaria per gli spareggi di febbraio nel sorteggio di Nyon. Grande attesa per scoprire gli abbinamenti per le squadre italiane: Inter, Atalanta e Juventus. Dall'orario ai possibili accoppiamenti, ecco tutte le cose da sapere.
Sorteggio playoff Champions, orario e dove vederlo
I playoff verranno definiti tramite sorteggio, in programma oggi alle 12.Dove vederlo? Il sorteggio degli spareggi per la fase a eliminazione diretta verrà trasmesso in diretta tv e streaming su canali Sky, NOW e su Amazon Prime Video, ma anche in streaming su Uefa.com e sull'app ufficiale della Uefa Champions League.
Playoff Champions, le possibili avversarie delle italiane
Nel sorteggio di oggi, le teste di serie verranno abbinate alle non teste di serie.
Queste le teste di serie: Real Madrid, Inter, Psg, Newcastle, Juventus, Atletico Madrid, Atalanta, Bayer Leverkusen
Queste le non teste di serie: Borussia Dortmund, Olympiacos, Brugge, Galatasaray, Monaco, Qarabag, Bodo Glimt, Benfica
Ecco i possibili accoppiamenti:
Real Madrid/Inter vs Bodo Glimt/Benfica
Psg/Newcastle vs Monaco/Qarabag
Juventus/Atletico Madrid vs Club Brugge/Galatasaray
Atalanta/Bayer Leverkusen vs Bodo Glimt/Benfica

Jannik Sinner in semifinale agli Australian Open 2026. Oggi, venerdì 30 gennaio, il tennista azzurro sfida il serbo Novak Djokovic - in diretta tv, anche in chiaro, e streaming - nel punultimo atto dello Slam di Melbourne. Il numero due del mondo arriva all'appuntamento da bicampione in carica, dopo i trionfi del 2024 e 2025, e dopo aver eliminato Gaston, Duckworth, Spizzirri e Darderi, nel derby azzurro degli ottavi. Djokovic invece ha battuto Martinez, Maestrelli, Van de Zandschulp, ha approfittato del ritiro di Mensik agli ottavi e di quello di Musetti, in vantaggio di due set, ai quarti.
Sinner-Djokovic, orario e precedenti
La sfida tra Sinner e Djokovic è in programma oggi, venerdì 30 gennaio, alle 9.30 ora italiana. I due tennisti si sono sfidati in 11 precedenti, con l'azzurro in vantaggio nel parziale 6-5. Nell'ultimo incrocio ufficiale tra i due, nella semifinale dell'ultimo Wimbledon, a imporsi è stato proprio Sinner in tre set.
Sinner-Djokovic, dove vederla in tv
La semifinale degli Australian Open Sinner-Djokovic sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. Il torneo è visibile su Eurosport, Dazn, TimVision e Prime Video Channels, oltre che su Discovery+ e HBO Max. Sinner-Djokovic sarà trasmessa anche in chiaro sul Nove.

Nonostante i bombardamenti subiti durante la cosiddetta Guerra dei 12 giorni di giugno, l'Iran ha mantenuto gran parte del suo arsenale di migliaia di missili balistici, che gli dà la capacità di infliggere danni letali agli Stati Uniti e ai loro alleati in Medio Oriente.
"Teheran può essere debole ma arsenale ancora letale", l'analisi
Secondo il Wall Street Journal, Teheran dispone di circa 2mila missili balistici a medio raggio, in grado di raggiungere Israele, scorte significative di missili a corto raggio, missili antinave, droni e navi lanciasiluri, che rappresentano una minaccia diretta per le basi Usa nell'area e le navi che transitano nello Stretto di Hormuz.
"Teheran può anche essere debole, ma la sua robusta forza missilistica la rende ancora letale", ha affermato Behnam Ben Taleblu, direttore del programma Iran presso la Foundation for Defense of Democracies, un think tank con sede a Washington, commentando le parole pronunciate nei giorni scorsi al Congresso dal segretario di Stato, Marco Rubio.
Lo schieramento Usa, la forza iraniana, la minaccia alle basi americane
In risposta alla crescente minaccia[1], l'Amministrazione Trump ha schierato nella regione la portaerei Uss Abraham Lincoln e ulteriori aerei da guerra, in modo da dare alla Casa Bianca diverse opzioni per un attacco. Gli Stati Uniti hanno anche rafforzato la presenza di sistemi antimissile Patriot e Thaad.
Tuttavia, questi sistemi - in caso di guerra - dovranno proteggere un'area molto più vasta rispetto a quella di Israele, a cui hanno fatto da scudo nel giugno scorso. Secondo il Council on Foreign Relations, gli Usa devono difendere circa due decine di basi terrestri dichiarate, dalla Turchia al Kuwait, e circa 40mila truppe.
Secondo analisti militari, l'Iran punterebbe probabilmente le sue armi contro gli obiettivi statunitensi più vicini alle sue coste, sfruttando la sua vasta dotazione di missili a corto raggio, nonché contro i Paesi del Golfo che sono stretti alleati degli Stati Uniti.
"L'Iran ha abbastanza missili a corto raggio per attaccare le basi Usa nel Golfo in volumi che potrebbero mettere alla prova la capacità di difesa degli Stati Uniti e dei Paesi alleati", ha confermato Daniel Shapiro, ex vice assistente del segretario alla Difesa per il Medio Oriente.
Farzin Nadimi, del Washington Institute for Near East Policy, ha osservato che "una parte significativa di questi missili può raggiungere il proprio obiettivo".

Anche il prossimo weekend, l'ultimo di gennaio, sarà caratterizzato dal maltempo. E ancora una volta si concentrerà in particolar modo su una parte dell'Italia.
Le regioni più colpite dal maltempo nel weekend
"L'atmosfera non sembra intenzionata a trovare pace. Nel corso del prossimo fine settimana assisteremo al passaggio di un nuovo ciclone che terrà sotto scacco parte dell’Italia. Secondo gli ultimi aggiornamenti, già dalle prime ore di sabato 31 gennaio un centro di bassa pressione si approfondirà tra le due isole maggiori. Questa dinamica innescherà una fase di maltempo concentrata soprattutto al Meridione. Sono previsti infatti rovesci intensi e venti forti inizialmente su Sardegna e Sicilia, in estensione poi a Calabria, Campania, Basilicata e Puglia". Così all'Adnkronos Mattia Gussoni meteorologo de iLMeteo.it[1].
Cosa succede domenica 1 febbraio
"Al Centro-Nord la situazione sarà più stabile grazie a una temporanea rimonta dell’alta pressione. Dopo gli ultimi fenomeni che interesseranno il basso Tirreno e la Sicilia nelle prime ore del mattino, le previsioni indicano una svolta - continua Gussoni - nel corso di domenica 1 febbraio le condizioni meteo vedranno un deciso miglioramento. Il sistema perturbato scivolerà infatti velocemente verso l'area balcanica, favorendo una pausa più asciutta e soleggiata su quasi tutto il Paese. Sarà l'occasione ideale per qualche attività all'aperto, anche se le temperature rimarranno piuttosto frizzanti al Centro Sud anche a causa dei venti dai quadranti settentrionali".
"Sarà solo una breve tregua. La prossima settimana, che segnerà l'esordio di febbraio, promette infatti nuove fasi di maltempo. Una serie di fronti freddi dal Nord Europa sono già pronti a puntare l'Italia, portando con sé neve a quote basse al Nord Ovest e piogge battenti sul resto del Paese", conclude Gussoni.
Tensione su convegno 'remigrazione' oggi alla Camera, Furgiuele: "Si fa". Opposizioni: "Va bloccato"

Il leghista Domenico Furgiuele non intende fare passi indietro. Se andrà così, si preannuncia un venerdì mattina molto movimentato a Montecitorio. Alle 11,30 è previsto il convegno dal titolo 'Remigrazione e riconquista. Presentazione della raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare', ospitato appunto da Furgiuele, con la partecipazione di esponenti dell'estrema destra da Casapound a Forza Nuova. Le opposizioni protestano da giorni. Come da giorni il presidente della Camera, il leghista Lorenzo Fontana, ha messo in atto una moral suasion per fermare l'iniziativa.
Ieri sera ha fatto di più. In una dichiarazione ha messo nero su bianco la sua posizione in merito. "Ritengo inopportuna la conferenza stampa. Spero che il deputato ci ripensi". Appello respinto. "Non ritiro l'iniziativa", la risposta di Furgiuele. "Non ci sono fuorilegge che arrivano alla Camera, ma solo cittadini che vogliono presentare una proposta di legge". E rincara: "Spero che non si mettano di traverso, non lo accetteremo, questo è un luogo dove c'è il diritto di parola e dove chi propone una legge popolare deve poter parlare".
E però le opposizioni proprio a quello puntano: "Quel convegno va bloccato", il passaparola alla Camera. Il rischio che questa mattina la situazione si scaldi c'è. Fontana ne è consapevole. "Ho fatto quanto era nelle mie possibilità in questi giorni. Come già precisato, in questa e in precedenti legislature, la responsabilità di contenuti e ospiti delle conferenze stampa è unicamente in capo ai parlamentari proponenti". E conclude: “Rivolgo il mio appello alla responsabilità e al rispetto delle istituzioni".
Ma non c'è solo l'intervento di Fontana. Anche il presidente dei deputati leghisti Riccardo Molinari prende le distanze: "Ogni deputato è libero di organizzare autonomamente un evento senza il consenso del gruppo, come è avvenuto in questo caso, e faccio umilmente notare a Braga che la sala prenotata è della Camera e non del gruppo Lega, perciò io stesso difficilmente potrei annullare qualcosa che è fuori dalla mia gestione", puntualizza rispondendo alla capogruppo Pd, Chiara Braga, che aveva chiesto un suo intervento per convincere Furgiuele a fermare la cosa.
E a Braga, Molinari poi ribatte: "A chi ci chiama in causa urlando, che novità, al fascismo, rispondiamo ricordando che proprio pochi giorni fa lo stesso Pd ha invitato alla Camera Abu Omar, coinvolto nella maxi inchiesta Domino sulla cupola di Hamas in Italia. Con quale coraggio Braga ci fa la morale, mentre il suo partito strizza l'occhio ai terroristi?".
Anche M5S e Avs sono sulle barricate. Il capogruppo M5s alla Camera, Riccardo Ricciardi, ha inviato una lettera a Fontana per dire no alla presenza "di personaggi che appartengono a sigle dichiaratamente razziste, xenofobe e artifici di pestaggi e spedizioni punitive verso avversari politici. E' inconcepibile dare ospitalità nelle istituzioni". Angelo Bonelli parla di "oltraggio alla memoria delle nostre madri e dei nostri padri costituenti". Riccardo Magi chiama in causa la maggioranza. Nessuna presa di distanza "di fronte a questo bivacco di manipoli composto da CasaPound, Veneto Fronte Skinheads e naziskin vari" che domani presentano alla Camera "nuove leggi razziali. E' un punto di non ritorno".

La mini tregua di una settimana tra Russia e Ucraina per il "freddo record" concessa da Vladimir Putin e annunciata da Donald Trump[1], apre uno spiraglio positivo verso la fine delle guerra. "Speriamo che gli Stati Uniti riescano a farlo accadere", ha detto nella serata di ieri Volodymyr Zelensky ringraziando Trump e l’America "per gli sforzi volti a fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche" ribadendo che "l’Ucraina è pronta agli incontri, alle decisioni, e ci aspettiamo che i nostri partner siano in grado di agire nel modo più efficace possibile in Europa, negli Stati Uniti, ovunque, come richiesto per una pace duratura".
La strada immaginata da Washington per raggiungere la pace in Ucraina è chiara. Kiev dovrebbe rinunciare a territori che per oltre un decennio hanno costituito la spina dorsale della sua difesa contro la Russia. In cambio otterrebbe dall'Occidente promesse di protezione militare, inaccettabile per Mosca. Sullo sfondo la prospettiva della ricostruzione e di affari per decine di miliardi di dollari.
I colloqui mediati dagli Stati Uniti tra le delegazioni russa e ucraina, che si sono tenuti la scorsa settimana ad Abu Dhabi, sono stati definiti "positivi e costruttivi" da funzionari americani. Un nuovo round è previsto tra 48 ore, fissato per domenica prossima. Nel frattempo il Cremlino esclude l'ipotesi di colloqui tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin in una città diversa da Mosca - accusando il presidente ucraino di non aver risposto a inviti "ripetuti"-, la Russia continua a colpire le infrastrutture energetiche ucraine con missili e droni, lasciando le città al gelo e senza elettricità, mentre 'lo zar' sembra non aver abbandonato i suoi obiettivi strategici.
La guerra più lunga in Europa dalla Seconda guerra mondiale si avvia allora verso una soluzione diplomatica, come auspicano gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, oppure il 2026 sarà un altro anno di combattimenti? Secondo il Wall Street Journal, gli scenari plausibili sono tre.
Il primo scenario, quello più probabile, è che continui la guerra di attrito accompagnata da negoziati inconcludenti. L'Amministrazione Trump scommette sull'idea che Putin possa accettare la pace se Kiev cede il Donbass. Ma in Ucraina prevale lo scetticismo. "C'è grande diffidenza tra gli ucraini", ha affermato l'ex ministro della Difesa, Andriy Zagorodnyuk, sottolineando che il Donbass potrebbe essere usato come piattaforma per nuove offensive.
Il secondo scenario è che l'Ucraina ceda per prima a causa di un lento, ma inesorabile logoramento militare. Soldati in prima linea da anni, difficoltà nel reclutamento e crescenti diserzioni stanno mettendo sotto pressione l'esercito, costretto a scelte dolorose sul campo. Ha lasciato spazio, infatti, ad avanzamenti russi in alcune regioni meridionali. "Le guerre di logoramento possono essere perse gradualmente, poi all'improvviso", ha avvertito Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center. In questo scenario, Kiev potrebbe essere costretta ad accettare un accordo sfavorevole pur di evitare il peggio.
Il terzo scenario, opposto al secondo, è che sia la Russia a stancarsi per prima. Anche Mosca, infatti, affronta difficoltà crescenti: economia stagnante, tassi elevati, pressioni sul comparto energetico dovute al calo del prezzo del petroli, attacchi ucraini e nuove sanzioni occidentali. L'elite economica russa è sempre più critica, ma finora Putin non mostra segnali di cedimento. Secondo gli analisti, la Russia non può sostenere la guerra a tempo indefinito e un rafforzamento delle sanzioni potrebbe accelerare una svolta in Ucraina.

Nella dieta si possono inserire alimenti che migliorano la salute contribuendo ad allungare la vita e protegge anche il cervello. La soluzione è rappresentata, in termini generali, dalle fibre. Un regime alimentare ricco di cereali integrali, frutta, legumi, noci e semi - tutti ricchi di fibre – possono avere enormi benefici sul corpo e sul cervello.
Le fibre sono carboidrati che non possono essere facilmente scomposti dagli enzimi coinvolti nei processi di digestione. La maggior parte delle fibre, quindi, rimane sostanzialmente inalterata nel passaggio attraverso l'intestino garantendo una sensazione di sazietà più a lungo e un aumento più graduale dei livelli di zucchero nel sangue.
Le fibre giovano al microbioma e condizionano in maniera positiva l'asse intestino-cervello, rallentando anche i sintomi del declino cognitivo, come evidenzia in particolare Karen Scott, professoressa di microbiologia intestinale al Rowett Institute dell'Università di Aberdeen.
Gli studi
Di contro, la carenza di fibre viene associata ad un fattore di rischio alimentare estremamente diffuso per la salute. Basti pensare che negli Stati Uniti, evidenzia la Bbc, circa il 97% degli uomini e il 90% delle donne non assumono abbastanza fibre. Nel Regno Unito, dove la dieta mediterranea non è ampiamente diffusa, oltre il 90% degli adulti non raggiunge i livelli richiesti.
Una dieta ricca di fibre può anche contribuire ad allungare la vita, sottolinea afferma John Cummings, professore emerito di gastroenterologia sperimentale presso l'Università di Dundee.
Lo scienziato, in una ricerca, ha evidenziato che chi consuma più fibre mostra un rischio di mortalità ridotto del 15-30% rispetto a chi ne assume meno. Un consumo sufficiente di fibre, che secondo i ricercatori è di circa 30 g al giorno, riduce il rischio di malattie coronariche, ictus, diabete di tipo 2 e cancro al colon. In un quadro generale, tale regime alimentare evita 13 decessi ogni 1.000 persone.
Quante fibre servono
I maggiori benefici vengono osservati con l'assunzione di 25-29 g di fibre al giorno. Per arrivare a tale quantità è necessario inserire le fibre in ciascun pasto, spuntini compresi, con riflettori magari puntati sulla frutta secca: 30 grammi contengono 3,8 g di fibre.
La professoressa Scott si è soffermata sull''onda lunga' prodotta dalle fibre, con effetti anche sulla salute del cervello. La presenza di acido butirrico durante la fermentazione delle fibre nell'intestino aiuta a preservare la mucosa intestinale e riduce il rischio che sostanze potenzialmente nocive entrino in circolazione nel sangue arrivando fino al cervello. "Più fibre si assumono, più acido butirrico si produce, meglio si conservano le capacità cognitive", la sintesi della scienziata.
Uno studio del 2022 condotto su oltre 3.700 adulti ha rilevato un minor rischio di demenza tra gli individui che assumevano più fibre. Coloro che ne assumevano meno mostravano un rischio maggiore. Un'altra ricerca condotta su adulti di età superiore ai 60 anni ha associato diete ricche di fibre ad una funzione cognitiva più efficiente.
L'effetto anti-invecchiamento
Mary Ni Lochlainn, professoressa di medicina geriatrica presso il King's College di Londra, si è concentrata sul meccanismo che collega il microbioma intestinale al contrasto del declino fisico e cognitivo legato all'età:. "È una risorsa inutilizzata e un'area poco esplorata su cui stiamo imparando molto di più", ha detto, aggiungendo che potrebbe "rendere più facile l'invecchiamento".
Livelli più elevati di produzione di acido butirrico, secondo i suoi studi, hanno un effetto positivo sulla depressione, sulla qualità del sonno e sulla funzione cognitiva in genere. I batteri che producono l'acido, ad esempio, sono stati collegati a un maggiore benessere e a una riduzione dei problemi di salute mentale.
Parallelamente, il team del professor Scott ha recentemente scoperto che i pazienti con morbo di Alzheimer presentavano un numero maggiore di marcatori pro-infiammatori nei loro campioni di feci e un numero inferiore di batteri che producono acido butirrico.

"La decisione di Farmacap di interrompere ogni rapporto commerciale con Teva, gruppo farmaceutico internazionale di origine israeliana, rappresenta un fatto grave, irresponsabile e profondamente inquietante, perché introduce un principio che dovrebbe restare estraneo a qualsiasi sistema sanitario degno di questo nome: l’uso dell’ideologia come criterio nella tutela della salute pubblica". Lo scrive in una nota il presidente dell’Associazione Setteottobre, Stefano Parisi commentando la decisione delle farmacie comunali di Roma.
"Teva non è un governo, non è un esercito, non è un soggetto politico. È una delle principali aziende farmaceutiche al mondo, produttrice di farmaci generici essenziali utilizzati quotidianamente da milioni di pazienti, spesso fragili, spesso cronici. Trasformare un’azienda farmaceutica in un bersaglio simbolico, per compiacere pressioni politiche e sindacali apertamente ideologiche, significa piegare la sanità a logiche di militanza e propaganda, con un disprezzo preoccupante per le conseguenze concrete sulle persone", afferma Parisi.
"Noi contestiamo con forza questa deriva, la sanità non è un campo di battaglia ideologico. I farmaci non sono strumenti di sanzione politica. Le farmacie comunali non possono diventare avamposti di campagne militanti che nulla hanno a che fare con la cura, la prevenzione e l’accesso equo ai medicinali. Chiediamo che la sanità pubblica venga sottratta a ogni forma di strumentalizzazione politica e che venga ristabilito un principio semplice ma essenziale: la salute non si boicotta", conclude.
La maggioranza apre su dimensionamento scolastico...
'Personale non può essere caricato di funzioni che esulano da
ruolo'...
A bordo 33 persone salvate da Capitaneria con elicotteri e
rimorchiatori... 
Curare il cancro al polmone senza bisturi. All'Istituto europeo di oncologia per la prima volta in Italia sono stati trattati 2 tumori polmonari senza tagli chirurgici, annuncia l'Ieo di Milano. Il gruppo di Pneumologia interventistica diretto da Juliana Guarize ha eseguito i primi 2 casi di termoablazione di nodulo polmonare con broncoscopio robotico (Ion). I pazienti, per i quali non ci sono state complicanze - informa l'Irccs fondato da Umberto Veronesi - inaugurano un protocollo clinico innovativo per casi selezionati, basato sulle esperienze americane e inglesi con questa tecnica di ablazione transbronchiale. Si apre "una nuova era" secondo Lorenzo Spaggiari, direttore del Programma Polmone Ieo: "In Ieo non abbiamo dubbi - dice - A medio termine il tumore del polmone di piccole dimensioni verrà trattato in Day hospital senza bisturi, senza cicatrici e senza bisogno di chemio o radioterapia".
L'Ieo - ricorda una nota dell'istituto - è stato il primo centro in Italia, e fra i primi in Europa, a dotarsi a fine 2024 di Ion, il broncoscopio robotico più avanzato al mondo per la diagnosi precoce dei tumori del polmone; in 1 solo anno sono state effettuate più di 500 procedure diagnostiche. Il braccio robotico di Ion può arrivare a noduli polmonari di dimensioni millimetriche, anche in posizioni periferiche del polmone altrimenti irraggiungibili. Permette inoltre di integrare le immagini in tempo reale con la Cone Beam Ct per effettuare prelievi estremamente accurati, utili anche per la biopsia delle Ggo (Grand Glass Opacity, opacità a vetro smerigliato), lesioni tipiche del tessuto del polmone, rilevabili con la Tac, che non sono raggiungibili con un normale broncoscopio. Il broncoscopio robotico viene anche utilizzato per marcare i noduli polmonari con un marcatore specifico (tecnezio radiomarcato) che lo rende identificabile per la chirurgia mini-invasiva robotica. L'innovazione sperimentata in Ieo è che il braccio robotico di Ion può essere dotato di una sonda per la termoablazione, che permette di 'bruciare' i piccoli noduli senza bisogno di chirurgia. Durante la stessa procedura il paziente riceve quindi diagnosi e trattamento definitivo.
"I noduli polmonari sono sempre più frequenti nella pratica clinica - afferma Guarize - I pazienti vengono spesso sottoposti a follow-up radiologico per i noduli piccoli e di incerta natura, con conseguente esposizione radiologica o ritardo diagnostico in casi di neoplasia. Con la broncoscopia robotica Ion siamo in grado di fare una diagnosi istologica tempestiva e - da oggi - anche il trattamento mirato mini-invasivo con la termoablazione in alcuni casi selezionati, in noduli non altrimenti trattabili con la chirurgia. Siamo entusiasti di avere le più avanzate tecnologie robotiche e di aver raggiunto i più alti volumi in Italia; siamo per questo riconosciuti come centro di eccellenza per i trial clinici internazionali".
"La termoablazione con broncoscopio robotico apre uno scenario incredibile nell'oncologia polmonare", prospetta Spaggiari. "Esistono oggi centinaia di pazienti con tumori multipli primitivi (i cosiddetti multifocali) che non possono beneficiare dei trattamenti chirurgici e che potranno rientrare all'interno di una cura definitiva con questa tecnica - illustra lo specialista - Ci sono inoltre i pazienti già operati che sviluppano negli anni il 'second primary' e che non possono essere sottoposti a un secondo trattamento definitivo chirurgico; anche questi pazienti sono oggi candidabili alla termoablazione. Infine abbiamo il capitolo delle metastasi polmonari, che potranno anch'esse essere curate senza chirurgia".
"Stiamo entrando in una nuova era per il tumore del polmone - conclude Spaggiari - e siamo entusiasti che la pneumologia interventistica di IEO ne sia il pioniere".
Prime verifiche nelle aziende colpite dal ciclone Harry...
Un ritratto del deputato socialista nella pièce di Stefano Massini
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