
C'è "grande dispiacere" da parte dell'Aia e del designatore Gianluca Rocchi per quanto avvenuto in Inter-Juventus, con l'espulsione per doppia ammonizione del difensore bianconero Kalulu per la clamorosa simulazione del nerazzurro Bastoni. Rocchi in una dichiarazione ammette che "la decisione di La Penna è chiaramente errata" anche "per il fatto di non aver potuto usare il Var per sanarla". Ad ogni modo il designatore ha voluto stigmatizzare il comportamento del difensore nerazzurro Bastoni, autore di una clamorosa simulazione che ha indotto il direttore di gara ad ammonire Kalulu per la seconda volta. Già il primo cartellino giallo mostrato a Kalulu, per un presunto fallo su Barella che stramazza al suolo, appare discutibile.
Bastoni, già ammonito, avrebbe dovuto ricevere il secondo cartellino giallo per simulazione. In sostanza, l'Inter sarebbe rimasta in 10 uomini. Invece, a giocare oltre un tempo in inferiorità numerica è stata la Juventus. "La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma devo dirvi la verità che non è l'unico ad aver sbagliato -ha spiegato Rocchi tramite l'Aia- visto che ieri c'è stata una simulazione chiara. L'ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti modi di fregarci".
Kalulu, intanto, rilancia nelle sue storie di Instagram un video di circa 40 secondi con le due ammonizioni ricevute dall'arbitro La Penna. Anche altri bianconeri hanno commentato la partita contro l'Inter. "Sono orgoglioso della squadra che siamo. Oggi più di ieri solo la Juve, fino alla fine", scrive sui social il capitano Manuel Locatelli mentre Dusan Vlahovic (assente per infortunio) ha scritto semplicemente "Orgoglioso di voi".
Il Rio Mannu ha esondato nel territorio di Ozieri...
All'Ex Convento l'incontro con la delegazione dei circoli
dell'Isola in Argentina... 
Ilary Blasi si sposa. La conduttrice, ex moglie di Francesco Totti, ha detto sì alla proposta del fidanzato Bastian Muller, condividendo la notizia in una storia pubblicata sul proprio account Instagram nel giorno di San Valentino. "My forever Valentine", ha scritto Blasi, mostrando l'anello al dito e, sullo sfondo, la Tour Eiffel a Parigi, dove la coppia sta trascorrendo una vacanza.
La notizia però non arriva inaspettata. A far nascere il dubbio su un possibile nuovo matrimonio in vista era stata una foto[1] pubblicata ancora una volta su Instagram dalla stessa Blasi, durante le vacanze sulle Dolomiti dello scorso dicembre.
Negli scatti condivisi infatti, un dettaglio non era passato inosservato: un vistoso anello sull’anulare sinistro, classico ed elegante, con una pietra brillante al centro. Un gioiello che sembra tanto l'anello di fidanzamento sfoggiato ora sui social.
La storia tra Ilary Blasi e Bastian Mulle è iniziata tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023, dopo la separazione della conduttrice da Totti. I due si sono conosciuti in aeroporto a New York, descritto da lei come un vero e proprio "colpo di fulmine".

Uno dei luoghi più suggestivi del Salento, l'Arco di Sant'Andrea in zona Pepe a Melendugno, in provincia di Lecce, è crollato questa notte dopo giorni di piogge e vento forti che hanno colpito la zona. Conosciuto come 'l'arco dell’amore', si tratta di una falesia, una sorta di sperone, che si trova in mare davanti a un costone roccioso alto cui era collegato con una sorta di ponte naturale che stanotte è venuto giù. Un'area esposta alle mareggiate e al vento e peraltro infiltrato dall'acqua. Ieri sera la zona tra Sant'Andrea e Torre dell'Orso e la stessa cittadina di Melendugno è stata interessata da piogge forti, simili a una grandinata, fulmini e vento.
"È un colpo al cuore durissimo", commenta il sindaco di Melendugno, Maurizio Cisternino, "sparisce uno dei tratti turistici piu famosi della nostra costa e dell'Italia intera".
''L'emergenza è rientrata perché le condizioni meteo sono cambiate. Ho annullato l'ordinanza e oggi siamo ritornati alla normalità fino alla prossima mareggiata'', spiega all'Adnkronos il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, parlando della mareggiata che ieri ha colpito via Passo della Sentinella allagando alcune abitazione e costringendo all'evacuazione circa 50 nuclei abitativi. ''Al momento restano fuori casa 5 famiglie, che sono state alloggiate provvisoriamente in alcuni b&b e sono assistite dai servizi sociali - spiega - rientreranno appena le abitazioni saranno agibili''. Al momento ''abbiamo gestito bene la situazione di emergenza ma poi andrà trovata una soluzione: quella è un'area di golena dove possiamo gestire l'emergenza ma non siamo in grado di garantire la sicurezza'', sottolinea Baccini.
''Sono due anni che sto cercando soluzioni idonee con i cittadini, che comunque fanno una forte resistenza, e la Regione affinché chi ne ha diritto possa programmare la propria vita in sicurezza'', aggiunge il primo cittadino.
La protezione civile monitora il livello delle dighe... 
Quando gioca Jannik Sinner? Domani, lunedì 16 febbraio, inizia ufficialmente l'Atp 500 di Doha, torneo che sancirà il ritorno in campo del tennista azzurro, reduce dalla cocente eliminazione nella semifinale degli Australian Open 2026, dove è stato battuto da Novak Djokovic in cinque set. Sinner è atteso proprio domani dalla sfida del primo turno contro il ceco Tomas Machac, numero 31 del mondo.
Sinner-Machac, i precedenti
Sinner e Machac si sono affrontati in due precedenti, entrambi vinti dall'azzurro che conduce così 2-0 in questo speciale parziale. Il primo incrocio risale agli ottavi del Masters 1000 di Miami del 2023, quando l'azzurro si impose in due set, proprio come nella semifinale di Shanghai 2024.
Il tabellone di Sinner
Ad attenderlo agli ottavi di finale ci potrebbe essere con ogni probabilità l'australiano Alexei Popyrin, mentre ai quarti Sinner affronterebbe uno tra il ceco Jakub Mensik, reduce dal ritiro per un problema fisico nello Slam di Melbourne, e il cinese Zhang. In caso di semifinale Jannik potrebbe trovare sulla sua strada il kazako Alexander Bublik, il francese Arthur Fils o un altro ceco, Jiri Lehecka.
La finale potrebbe essere contro Carlos Alcaraz, numero uno del mondo, oppure contro i russi Daniil Medvedev e Andrej Rublev.
Cosa dice Sinner
Sinner riparte dopo la sconfitta in semifinale agli Australian Open contro Novak Djokovic. "E' stata un'ottima partita, ho avuto le mie chance. Non sempre va come si spera, è lo sport. Io sto cambiando dettagli in campo, ci vuole un po' di tempo a perfezionarli. A volte perdere è normale, ci sta", ha detto a Sky Sport. "Sono un ragazzo di 24 anni, voglio solo giocare un buon tennis in qualsiasi occasione. Visto quello che abbiamo fatto negli ultimi 2 anni, è normale l'attenzione su me e Carlos. Alla fine, non devo scompormi più di tanto. Devo continuare a lavorare sodo, cambiando piccole cose per provare a migliorare".
"Non sono solo cambiamenti tecnici, anche tattici e mentali. Sono tanti elementi, anche fuori dal campo. Non bisogna però crearsi troppi problemi dopo aver perso una semifinale Slam contro Djokovic", ha concluso Sinner.

L'espulsione di Pierre Kalulu, e la simulazione di Alessandro Bastoni, fanno il giro del mondo. Il difensore della Juventus ha rimediato un ingiusto cartellino rosso nel match di ieri contro l'Inter, valido per la 25esima giornata di Serie A e terminato 3-2 per i nerazzurri.
Al 42' Kalulu, già ammonito, è andato a contrasto con Bastoni, che aveva recuperato palla per far ripartire il contropiede dei suoi, ma senza intervenire. Il giocatore dell'Inter però si lascia cadere platealmente[1], mettendo in scena la più comune delle simulazioni e ingannando l'arbitro La Penna, che estrae il secondo giallo e lascia la Juve in dieci.
L'episodio è chiaro fin da subito, con le immagini che mostrano il non intervento di Kalulu e la simulazione di Bastoni, ma il Var non può intervenire perché il protocollo non prevede la revisione su un cartellino giallo, anche sul secondo che costa l'espulsione del giocatore in questione. Inevitabili le polemiche del post partita, con l'episodio che arriva fino alle redazioni dei quotidiani esteri.
Chiara la lettura che ne dà L'Equipe: "Pierre Kalulu ha ricevuto un secondo cartellino giallo dieci minuti dopo la prima ammonizione, poco prima dell'intervallo, per aver sfiorato il braccio di Alessandro Bastoni, medaglia d'oro di volo planato", ha scritto il quotidiano francese, paragonando così il difensore dell'Inter agli atleti impegnati nelle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
Più 'colorito' invece il racconto del Daily Mail: "Cartellino rosso strano!", ha scritto il quotidiano britannico, "l'arbitro espelle erroneamente Kalulu in Juventus-Inter. Un errore arbitrale palese!".

Alessandro Bastoni sarà squalificato dopo la simulazione in Inter-Juventus? Il difensore dell'Inter è stato protagonista dell'episodio che ha portato all'espulsione di Pierre Kalulu per doppia ammonizione nel big match di San Siro, vinto dai nerazzurri 3-2 e valido per la 25esima giornata di Serie A. Ma cos'è successo?
Cos'è successo a San Siro
Succede tutto al 42'.[1] Kalulu, già ammonito, interviene su Bastoni che stava facendo ripartire l'azione nerazzurra e l'arbitro La Penna estrae immediatamente il secondo giallo e quindi il cartellino rosso. Le immagini però mostrano che il giocatore francese non colpisce il difensore dell'Inter, che si lascia cadere inducendo all'errore il direttore di gara.
Bastoni, già ammonito, dopo il tuffo che poteva essere punito con un cartellino giallo per simulazione, esulta per il rosso 'inventato' ai danni di Kalulu. A completare il quadro, la decisione del tecnico nerazzurro Cristian Chivu all'intervallo: Bastoni, dopo l'episodio plateale, viene sostituito.
Perché il Var non è intervenuto?
Kalulu, che nel match di San Siro era già stato destinatario di un discutibile primo cartellino giallo per un'entrata su Barella, dopo il rosso ricevuto ha subito invocato l'intervento del Var dopo aver protestato in maniera veemente con La Penna: il Var però non può rimediare all'errore poiché il provvedimento disciplinare è un'ammonizione e non un'espulsione diretta.
Confermata quindi, per forza di cose, la decisione di campo e l'ex giocatore del Milan è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco, lasciando in dieci la Juventus per i minuti finali del primo tempo e per l'intera ripresa.
Bastoni può essere squalificato?
Ma cosa dice il regolamento? Il tuffo di Bastoni, per quanto plateamente antisportivo così come l'esultanza immediatamente successiva al rosso comminato all'avversario, non può essere punibile dalla prova tv. Secondo l'articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva infatti, non sarà possibile ricorrere alle immagini dell'episodio in quanto non ha portato all'espulsione diretta dell'avversario, ma a un'ammonizione, che però, essendo la seconda per Kalulu, ha provocato il rosso per il difensore francese.
Nessuna possibilità di intervento inoltre nemmeno per l'esultanza che ha seguito il rosso a Kalulu, condannabile da un punto di vista di lealtà sportiva e rispetto degli avversari e dei valori dello sport, ma non a norma di regolamento.
Furia Spalletti contro La Penna, Chivu lo difende
Al termine del primo tempo, Luciano Spalletti è andato a lamentarsi direttamente con l'arbitro La Penna[2]. Un video che arriva dagli spalti di San Siro mostra Spalletti infuriato per la decisione del direttore di gara urlare: "Ci hai rovinato la partita", spalleggiato dalla dirigenza della Juventus. Giorgio Chiellini grida: "Non esiste una cosa del genere", e anche Damien Comolli si scaglia contro La Penna, tanto da essere spinto a forza via nel tunnel dallo stesso Spalletti.
Nel post partita, Chiellini si presenta ai microfoni di Sky: "Non si può parlare di calcio, quello che è successo è imbarazzante. E' stato visto in tutto il mondo, bisogna cambiare subito", dice il dirigente bianconero invocando una svolta a livello arbitrale dopo una lunga serie di episodi a dir poco controversi. "Probabilmente da domani si cambierà il Var, ma non è accettabile che non ci sia un livello adeguato ad una partita del genere, questa è l'immagine che diamo del nostro calcio. A fine partita non abbiamo avuto modo di parlare con l'arbitro", dice Chiellini a Dazn.
A difendere, nonostante le chiare immagini, la decisione dell'arbitro La Penna è stato invece Cristian Chivu. "Per me è un tocco leggero, ma è sempre un tocco", ha detto l'allenatore dell'Inter nel post partita[3].
"Quando abbiamo subito noi torti leggeri ho insegnato ai miei giocatori a non mettere in difficoltà l'arbitro. È una sua decisione. Kalulu ha tutta l'esperienza necessaria e sa che in certe circostanze le mani bisogna tenerle a casa", ha continuato, "con un giallo sulle spalle io non avrei messo le mani addosso ad un avversario, soprattutto se anticipato e con un possibile contropiede aperto".
Nell'immediato post partita, molti tifosi, soprattutto juventini, hanno parlato di “simulazione” e di comportamento antisportivo, sommergendo il profilo del difensore nerazzurro di insulti e commenti duri[4].
Il dettaglio che ha fatto esplodere tutto? Proprio l'esultanza plateale del difensore nerazzurro proprio alle spalle di Kalulu a terra: gesto letto da tanti come provocatorio e antisportivo. L'immagine ha fatto il giro del web in minuti.
Risultato: Instagram invaso da insulti pesanti ("simulatore", "schifoso", minacce vere e proprie). I commenti sotto i post sono stati poi limitati dai social media manager dell'Inter per arginare l'odio. Su X stessa musica: post al vetriolo da tifosi Juve e non solo, richieste di esclusione dalla Nazionale e commenti che hanno additato Bastoni come un "antisportivo cronico" o "il male del calcio".

"La Russia non è una superpotenza. Dopo più di un decennio di conflitti, di cui quattro anni di guerra su vasta scala in Ucraina, è appena andata oltre i limiti del 2014, a un costo di 1,2 milioni di vittime". Lo ha detto l'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea Kaja Kallas alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza , spiegando che "oggi la Russia è allo sbando, la sua economia è a pezzi, è tagliata fuori dai mercati energetici europei e i suoi cittadini fuggono".
Per Kallas "la minaccia più grande ora è che Mosca possa ottenere più vantaggi al tavolo delle trattative di quanto abbia raggiunto sul campo di battaglia". "Tutto inizia in Ucraina , ma sappiamo che la meta finale della Russia non è il Donbass", ha proseguito, sottolineando i continui tentativi di sabotare o indebolire i paesi dell'Ue.
Rispondendo al discorso di Marco Rubio[1] di ieri, Kallas ha sottolineato con una punta di ironia che "contrariamente a quanto qualcuno sostiene, l’Europa 'woke' e decadente non è destinata a scomparire" e ha ricordato che molti paesi, non solo europei, "vogliono ancora entrare nel nostro club", citando in particolare il Canada. "L'Europa a volte è troppo lenta, questo è certo, e ha bisogno di essere riformata, questo è certo. Ma sappiamo perfettamente cosa siamo e cosa rappresentiamo", ha aggiunto.
La Russia ha lanciato 83 droni in diverse località dell'Ucraina durante la notte. Lo rende noto l'aeronautica militare di Kiev spiegando che 55 droni sono stati abbattuti o disattivati, ma 25 sono riusciti a colpire di 12 località. Gli attacchi hanno causato enormi incendi a Odessa, la città portuale dell'Ucraina meridionale. Il servizio di emergenza statale dell'Ucraina ha dichiarato che nessuno è rimasto ferito in questi ultimi attacchi.
A Odessa "una struttura ferroviaria è stata danneggiata e, durante il secondo attacco, un serbatoio di carburante ha preso fuoco: si è verificata una fuoriuscita e l'incendio di prodotti petroliferi", ha detto il servizio di emergenza ucraino.

L'Italia si trova attualmente al centro di un vero e proprio "corridoio" atmosferico, con una sequenza ininterrotta di fronti atlantici che non concede tregua dal maltempo. La configurazione attuale è straordinaria per persistenza: da quasi un mese assistiamo a un peggioramento strutturato del meteo mediamente ogni 48 ore. Si tratta di un dinamismo meteorologico così spiccato che non si registrava con questa frequenza da moltissimi anni nel nostro Paese.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it[1], conferma come uno scenario meteorologico simile e così dinamico non si registrava con questa frequenza da moltissimi anni nel nostro Paese. Nonostante l'abbondanza di precipitazioni, il quadro termico rimane la vera anomalia della stagione. Le temperature si mantengono costantemente e abbondantemente sopra la media del periodo, spinte da correnti oceaniche relativamente miti. Questo impedisce il ritorno del vero freddo, confinando le nevicate solo alle alte quote, generalmente oltre i 1500 metri, e un elevate rischio di valanghe.
L’attenzione ora si sposta sull'inizio della prossima settimana, quando una nuova perturbazione innescherà una violenta risposta dei venti. Il protagonista sarà il Maestrale, previsto in rinforzo burrascoso su gran parte del Centro-Sud e sulle isole maggiori. Sono attese raffiche intense che potrebbero causare forti mareggiate lungo le coste esposte e disagi alla navigazione.
Questo flusso perturbato, sebbene portatore di piogge preziose per le riserve idriche, sta mettendo a dura prova la tenuta del territorio a causa del continuo dilavamento. La mancanza di pause soleggiate impedisce al suolo di drenare l'acqua in eccesso, creando un terreno fertile per criticità idrogeologiche locali.
Una luce in fondo al tunnel sembra però intravedersi verso la fine del mese. I modelli matematici ipotizzano un graduale cambio di circolazione, con il possibile ritorno di un anticiclone più solido e strutturato. Questa tregua alta-pressoria porterebbe finalmente stabilità atmosferica e una pausa dal maltempo cronico, permettendo al Paese di uscire da questa estenuante sequenza di perturbazioni atlantiche.
NEL DETTAGLIO
Domenica 15. Al Nord: poco nuvoloso. Al Centro: instabilità sulle adriatiche, migliora la sera. Al Sud: forte instabilità con venti da nord.
Lunedì 16. Al Nord: variabile, meglio dalla sera, neve in Valle d’Aosta. Al Centro: instabilità sparsa, specie su Marche e tirreniche. Al Sud: maltempo sulle tirreniche con venti forti.
Martedì 17. Al Nord: sereno, neve sulle Alpi confinali. Al Centro: sereno o poco nuvoloso. Al Sud: ampie schiarite, residui rovesci sul nord della Sicilia, ventoso.
Tendenza: nuova perturbazione tra mercoledì e giovedì.

Cristian Chivu 'difende' l'espulsione di Pierre Kalulu. L'allenatore dell'Inter ha vinto il derby d'Italia contro la Juventus, valido per la 25esima giornata di Serie A, per 3-2 dopo una partita fortemente condizionata dal cartellino rosso sventolato al difensore francese, che al 42' ha lasciato i suoi compagni in dieci per doppia ammonizione dopo un presunto contatto con Bastoni.
Le immagini però hanno mostrato come non ci sia stato alcun contatto tra i due[1], con il difensore dell'Inter che si è lasciato cadere, volando a terra appena ha visto l'avversario avvicinarsi. Tutti o quasi sono stati concordi nel condannare l'operato dell'arbitro La Penna[2], tranne Chivu. "Per me è un tocco leggero, ma è sempre un tocco", ha detto l'allenatore dell'Inter nel post partuta.
"Quando abbiamo subito noi torti leggeri ho insegnato ai miei giocatori a non mettere in difficoltà l'arbitro. È una sua decisione. Kalulu ha tutta l'esperienza necessaria e sa che in certe circostanze le mani bisogna tenerle a casa", ha continuato, "con un giallo sulle spalle io non avrei messo le mani addosso ad un avversario, soprattutto se anticipato e con un possibile contropiede aperto".

Big match al Maradona. Oggi, domenica 15 febbraio, il Napoli ospita la Roma - in diretta tv e streaming - nella 25esima giornata di Serie A. Gli azzurri sono reduci dall'eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Como, vittorioso ai calci di rigore, mentre nell'ultimo turno di campionato hanno vinto 3-2 nella trasferta del Ferraris contro il Genoa. I giallorossi invece hanno battuto il Cagliari 2-0 all'Olimpico.
Napoli-Roma, orario e probabili formazioni
La sfida tra Napoli e Roma è in programma oggi, domenica 15 febbraio, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Napoli (3-4-2-1): Meret; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. All. Conte
Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, Pisilli, Wesley; Dybala, Soulé; Malen. All. Gasperini
Napoli-Roma, dove vederla in tv
Napoli-Roma sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.

Nuovo appuntamento con 'Che Tempo Che Fa' di Fabio Fazio, con Luciana Littizzetto e Filippa Lagerbäck, oggi domenica 15 febbraio, a partire dalle 19.30 in diretta sul Nove e in streaming su discovery+.
Ospiti della puntata di oggi il presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026 Giovanni Malagò; Vanessa Incontrada, protagonista a teatro della commedia romantica 'Ti sposo ma non troppo' diretta e interpretata da Gabriele Pignotta; Fiorella Mannoia, presto in tour con il nuovo progetto live 'Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve', in occasione dei trent’anni dell’album cult di Fabrizio De André 'Anime Salve', realizzato in collaborazione con Ivano Fossati nel 1996 e Serena Rossi, nei teatri di tutta Italia con 'SereNata a Napoli', il primo spettacolo musicale di cui è autrice e interprete, dedicato alla sua città e alle canzoni della sua tradizione.
E ancora: Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs e autore del libro 'Non è mai troppo tardi. La salute è una scelta quotidiana'; Roberto Burioni, professore ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele; il giornalista e scrittore Michele Serra; la soprano Cecilia Sala; gli editorialisti de la Repubblica Annalisa Cuzzocrea e Massimo Giannini; l’inviato di Avvenire Nello Scavo. Torna anche Ubaldo Pantani alias Leonardo Maria Del Vecchio.
A chiudere la puntata l’immancabile appuntamento con 'Che tempo che fa - il Tavolo' con Carolina Kostner; Simona Ventura; Serena Rossi; Nino Frassica; Mara Maionchi; Giovanni Esposito; Iva Zanicchi; Gigi Marzullo; la Signora Coriandoli; Orietta Berti; Ubaldo Pantani; Francesco Paolantoni; Giucas Casella; Raul Cremona.

Il Torino ospita il Bologna in Serie A. Oggi, domenica 15 febbraio, i granata affrontano i rossoblù - in diretta tv e streaming - nella 25esima giornata di campionato. La squadra di Baroni è reduce dal pareggio raggiunto in extremis contro la Fiorentina, con la partita del Franchi terminata 2-2, mentre quella di Italiano è stata battuta dalla Lazio in casa nei quarti di Coppa Italia, ai calci di rigore, mentre nell'ultimo turno aveva perso sempre al Dall'Ara con il Parma 1-0.
Torino-Bologna, orario e probabili formazioni
La sfida tra Torino e Bologna è in programma oggi, domenica 15 febbraio, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni:
Torino (3-4-1-2): Paleari; Marianucci, Maripan, Coco; Pedersen, Ilkhan, Casadei, Lazaro; Vlasic; Simeone, Adams. All. Baroni
Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Joao Mario, Vitik, Lucumì, Miranda; Freuler, Moro; Orsolini, Ferguson, Cambiaghi; Castro. All. Italiano
Torino-Bologna, dove vederla in tv
Torino-Bologna sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app di SkyGo, sulla piattaforma di Dazn e su NOW.

Nonostante il ciclone di San Valentino inizi ad allontanarsi dall'Italia, anche oggi 15 febbraio ci aspetta una domenica di maltempo con temporali, pioggia e vento. L'allerta gialla riguarda ben 11 regioni. E, sulla base delle previsioni disponibili, la Protezione civile d’intesa ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche.
L’avviso prevede precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, forti raffiche di vento e locale attività elettrica.
Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, domenica 15 febbraio, allerta gialla su settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna e sull’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia.
Domani mattina a Venezia sono previsti 120 centimetri alle 9.20, un livello che, se confermato, farà nuovamente alzare tutte e quattro le barriere del Mose. Per la serata di domani il Centro maree del Comune di Venezia prevede altri 100 centimetri verso le 22.50, un livello che però potrebbe diminuire e bloccare il sollevamento delle barriere. Condizioni favorevoli al fenomeno dell'acqua alta sono comunque previste almeno fino a giovedì 19 febbraio.
Ieri oltre 50 persone sono state evacuate in seguito a una mareggiata[1] che ha allagato le case a ridosso degli scogli nella zona della foce del Tevere nel Comune di Fiumicino, nel Lazio. Chiuse alcune strade nella provincia di Roma.
Palermo, Messina, Catania e Trapani sono state le province maggiormente colpite dall'ondata di maltempo che si è abbattuta sabato anche sulla Sicilia. La Regione Calabria ha chiesto lo stato di emergenza nazionale per i danni del maltempo che negli ultimi giorni ha duramente colpito il territorio.

Ad Addis Abeba, dove l'Italia rilancia il suo ruolo di ponte con l'Africa, Giorgia Meloni è costretta anche a difendere quello - più fragile che mai - tra Europa e Stati Uniti. Le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz sulla possibile "frattura" transatlantica, pronunciate alla Conferenza di Monaco (alla quale la premier ha scelto, ancora una volta, di non partecipare), fanno da sfondo alla tappa etiope e spingono la presidente del Consiglio a intervenire dopo il silenzio iniziale di ieri.
"Siamo in una fase molto complessa delle relazioni internazionali", riconosce Meloni a margine del summit dell'Unione Africana, ospitato nel moderno African Union Conference Center and Office Complex, quartier generale dell'Ua. La premier concede che Merz "fa una valutazione corretta"[1] , quando sostiene che l'Europa debba fare di più per sé stessa, a partire dalla sicurezza e dal potenziamento del pilastro europeo della Nato. Ma il messaggio politico va nella direzione opposta a quella di una rottura: "Lavorare a una maggiore integrazione tra Europa e Stati Uniti[2], valorizzare quello che ci unisce piuttosto che quello che può dividerci, è molto importante per tutti, particolarmente per i Paesi europei". Italia in primis.
Parallelamente, la premier insiste sulla necessità che l'Europa rafforzi la propria postura strategica. L'Unione, afferma, deve tornare "effettivamente un attore geopolitico", cambiando prospettiva: non interrogarsi su ciò che gli altri fanno o non fanno per noi, ma su "che cosa noi dobbiamo fare per essere autonomi, forti, capaci di rispondere a un'era della geopolitica nella quale di certezze non ce ne sono più moltissime". L'autonomia europea, nella lettura di Palazzo Chigi, non è alternativa all'alleanza con Washington ma serve a renderla più equilibrata. Meloni prende invece le distanze dalle critiche di Merz alla cultura Maga: "Sono valutazioni politiche", osserva, chiarendo che non si tratta di un terreno di competenza dell'Unione europea. Anche qui la linea è quella di evitare nuove crepe nel rapporto con gli Stati Uniti.
Meloni: "Italia invitata al Board per Gaza come osservatore, ci saremo"
Sul fronte mediorientale, la premier annuncia che l'Italia è stata invitata come Paese osservatore al Board per Gaza convocato dal presidente americano Donald Trump a Washington il 19 febbraio. Roma - sottolinea - è orientata a rispondere positivamente, ritenendo "necessaria" una presenza italiana ed europea per la stabilizzazione della regione. La partecipazione dell'Italia al Board in qualità di osservatore rappresenta, per Meloni, "una buona soluzione" alla luce dei vincoli costituzionali che, al momento, impediscono al Paese di entrare a pieno titolo nell'organismo voluto e creato dall'inquilino della Casa Bianca.
È soprattutto il nodo migratorio, insieme alla parola chiave "cooperazione", a dominare però il discorso con cui la presidente del Consiglio chiude la sua due giorni in Etiopia, intervenendo come ospite d'onore alla 39ª sessione ordinaria dell'Unione Africana, dopo aver co-presieduto il vertice Italia-Africa insieme al premier etiope Abiy Ahmed. Davanti ai leader africani la premier rivendica il ruolo dell'Italia come partner affidabile e mette subito in chiaro la sua visione: "La vera cooperazione non vede mai un soggetto attivo e uno passivo, esiste solo in una relazione tra pari".
Il piano Mattei per l'Africa
È la cornice dentro cui Meloni inserisce il Piano Mattei per l'Africa, definito "uno dei risultati più concreti di questa idea di cooperazione" e presentato come "una piattaforma aperta" allineata con l'Agenda 2063 dell'Ua, con investimenti che spaziano dalle infrastrutture all'energia fino alla formazione e con progetti simbolo come il Corridoio di Lobito, su cui - rivendica - "l'Italia è in prima linea insieme agli Stati Uniti e all'Unione europea". Ma è sul capitolo migrazioni che si concentra una buona fetta del discorso. La presidente del Consiglio insiste sulla necessità di affrontare le cause profonde delle partenze e rivendica l'obiettivo di "garantire agli uomini e alle donne di questo continente una libertà troppo spesso negata, la libertà di scegliere di restare nel proprio Paese", collegando esplicitamente sviluppo economico e gestione dei flussi. Per Meloni la risposta passa da investimenti mirati: "Per garantire il diritto a non dover emigrare, è necessario offrire opportunità concrete di formazione e lavoro", valorizzare il capitale umano e costruire "partenariati industriali e joint venture capaci di generare occupazione stabile e di qualità nei territori". A rafforzare la linea anti-esodo la premier cita il cardinale Robert Sarah, ricordando che "se i giovani lasciano la propria terra e il proprio popolo alla ricerca della promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura e dell’esistenza del Paese che hanno abbandonato?".
In questo quadro Meloni sottolinea anche l'impegno italiano sul fronte del debito, indicato come passaggio "cruciale per costruire un'Africa veramente libera", ricordando l'"ampio programma di conversione del debito dei Paesi africani" lanciato dall'Italia, con "la trasformazione completa del debito dei Paesi più fragili e vulnerabili in investimenti" e nuove clausole di sospensione per gli Stati colpiti da shock climatici. Nel mosaico della missione etiope si conferma così la linea del governo italiano: mentre a sud del Mediterraneo Roma cerca di costruire ponti di sviluppo con l'Africa, a ovest lavora per evitare che il legame transatlantico si incrini. Per Palazzo Chigi, la vera sfida geopolitica resta sempre la stessa: unire e non dividere. (dall'inviato Antonio Atte)

Il caso del trentenne neuroscienziato Matteo Ascenzi ricoverato all'Inmi Spallanzani di Roma con epatite dopo una cena a base di sushi ad Anagni, "ci pone di fronte a un quesito diagnostico che supera la narrazione classica della malattia da sushi. Sebbene il consumo di pesce crudo richiami immediatamente l’Anisakiasi, un valore enzimatico così esplosivo non è certamente il reperto tipico di una parassitosi intestinale, ma il segnale di un insulto epatico massivo che richiede un’analisi su almeno tre livelli". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione umana alla Lum.
"Davanti a un fegato in sofferenza acuta dopo l'ingestione di prodotti ittici, la prima pista è quella dei virus a trasmissione oro-fecale, come l'Epatite A o E. In un simile contesto, il pesce (tonno, salmone o branzino che sia) non è la sorgente biologica del virus, ma funge da veicolo. La contaminazione - spiega Minelli - avviene a valle: o attraverso acque di stoccaggio inquinate o, più frequentemente, tramite manipolazioni non igieniche durante la preparazione. A differenza di quel che accade nella parassitosi, per il virus non è necessario che il pesce sia l'ospite naturale; basta un contatto accidentale durante la catena del freddo o la lavorazione in cucina per innescare l'infezione nel consumatore. La sfida - osserva - non è rinunciare a una tradizione culinaria ormai globale, ma prenderci cura della salute pubblica attraverso una vigilanza che non ammette deroghe e che, in forza di una primaria competenza capace di distinguere dove finisce l'infestazione parassitaria e dove inizia l'emergenza virologica o la reattività molecolare crociata, sia in grado di guidare il cittadino verso scelte salubri perché consapevoli".
L'anisakis 'ectopico': una casistica rara ma possibile
"Esiste, però, una possibilità parassitaria diretta, sebbene rara, in grado di giustificare un coinvolgimento epatico: la forma ectopica dell'anisakis. Grazie a un dente cuticolare perforante e alla secrezione di enzimi litici, la larva può bucare la parete dello stomaco e migrare nel fegato. Qui - precisa l'immunologo - a verificarsi non è una semplice lesione generata dal contatto con il parassita, ma una risposta infiammatoria granulomatosa: il sistema immunitario, non riuscendo a eliminare l’anisakis, lo 'recinta' con un muro di cellule infiammatorie (eosinofili e macrofagi). Se le larve sono multiple o la reazione dell'ospite è particolarmente violenta, le lesioni erosive che ne conseguono possono causare un rilascio massiccio di transaminasi nel sangue".
Il nodo della tropomiosina: allergia o danno d'organo?
"Esiste poi un terzo scenario, squisitamente immuno-allergico: la sensibilizzazione all'antigene 'Ani s3'. Si tratta di una tropomiosina, proteina strutturale che l'anisakis condivide per 'cross-reattività' con acari della polvere, crostacei, lumache e perfino scarafaggi - prosegue Minelli -In un soggetto già sensibilizzato, questa proteina può scatenare orticaria e reazioni anafilattiche anche se il pesce è stato abbattuto correttamente (poiché l'allergene è termoresistente). Tuttavia, l'allergia non alza le transaminasi a 3500. Il picco enzimatico è un segno di danno cellulare fisico, non di una reazione istaminica. Dunque, se un paziente dopo aver mangiato del sushi manifesta un'epatite, o ha contratto un’infezione virale oppure ha subìto una migrazione fisica del parassita".
I casi rari utili alla prevenzione
Per quanto inediti, anzi proprio perché tali, casi di questo tipo servono a perfezionare la prevenzione. Certo non si tratta di demonizzare il settore: "Il pesce è un alimento nobile, fondamentale per l'apporto di omega-3 e la salute cardiovascolare. Tuttavia, la sicurezza non può poggiare solo sull'abbattimento termico. Qui il problema non è più (solo) il parassita migrato nei tessuti del pesce, ma la gestione igienica della filiera o la salubrità delle acque da cui provengono i prodotti, specialmente se parliamo di organismi filtranti. È una distinzione fondamentale: mentre l'anisakis si combatte con il freddo dell'abbattitore, il virus - chiosa l'immunologo - si combatte con la prevenzione ambientale e il rigore dei processi di manipolazione".

Camminare, come ogni esercizio fisico, produce benefici per la salute. Il movimento giova al quadro cardiovascolare, aiuta il cuore, abbassa la pressione e contribuisce a tenere sotto controllo glicemia e colesterolo. L'attività, abbinata ad un'alimentazione equilibrata, consente anche di incidere sul peso e sul dimagrimento. Ognuno ha la propria routine, tra orari e programmi. Lo studio condotto dagli scienziati della Nottingham Trent University si sofferma su un 'dilemma' abbinato ad ogni tipo di attività, anche ad una elementare come camminare. Meglio l'esercizio fisico a digiuno o dopo un pasto?
Nell''archivio', ricorda la NTU, sono state prodotte ricerche secondo cui allenarsi a stomaco vuoto aiuta a bruciare circa il 70% di grassi in più rispetto a chi si allena due ore dopo aver mangiato. Gli scienziati della Nottingham Trent University hanno evidenziato che i soggetti osservati nella ricerca - a prescindere all'esercizio svolto a digiuno 'prolungato' o 120 minuti dopo un pasto nel tardo pomeriggio - non compensavano eccessivamente le calorie saltate durante la giornata.
I ricercatori hanno progettato lo studio - pubblicato sull'International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism - in modo che i partecipanti si allenassero su una cyclette alle 18.30 - nella fascia oraria più gettonata per le attività - a intensità moderata per 30 minuti, prima di completare una prova cronometrata per percorrere la distanza più lunga possibile in 15 minuti. Le persone coinvolte nella ricerca hanno ripetuto l'esercizio due volte in giorni diversi: una volta dopo un digiuno di 7 ore - in una situazione per certi versi paragonabile a quella che si vive ogni mattina al risveglio - e una volta dopo aver consumato un pasto 2 ore prima con una misurazione oculata del cibo assunto.
I risultati hanno mostrato che, analogamente all'attività fisica svolta dopo un digiuno prolungato, l'allenamento dopo il 'mini digiuno serale' aumentava la quantità di grassi bruciati durante l'esercizio. La quantità di grassi bruciati durante la pedalata di 30 minuti è aumentata di circa il 70%, passando da 4,5 grammi a 7,7 grammi, rispetto al digiuno prolungato. Programmare l'allenamento tra pomeriggio e sera, inoltre, condizionava il regime alimentare della giornata portando ad una riduzione media di 440 calorie assunte. Insomma, l'esercizio fisico 120 minuti dopo un pasto appare vantaggioso: si brucia più grasso e si arriva all'allenamento con meno calorie assunte.
I ricercatori hanno anche scoperto tuttavia, che nonostante questi benefici, nel test cronometrato dopo il pasto sono state coperte distanze inferiori rispetto a quelle registrate nel test più lontano dall'assunzione di cibo.
"Volevamo valutare l'impatto dell'esercizio fisico a digiuno nelle prime ore della sera, il momento più popolare per allenarsi durante la settimana", le parole di Tommy Slater, ricercatore in scienze dello sport presso la Facoltà di Scienze e Tecnologia della Nottingham Trent University. "Digiunare prima dell'esercizio fisico serale potrebbe apportare benefici alla salute, aumentando la quantità di grassi bruciati durante l'attività o riducendo il numero di calorie assunte durante il giorno. Se eseguito regolarmente, potrebbe migliorare il modo in cui l'organismo gestisce i picchi di glicemia dopo i pasti", spiega. "Il digiuno durante il giorno sembra però ridurre le prestazioni, la motivazione e il piacere di fare esercizio fisico: questo potrebbe rendere più difficile per alcuni individui mantenere un impegno costante a lungo termineo a lungo termine", aggiunge.



