
È stato presentato oggi alla Bit di Milano il Green Road Award 2026 - l’Oscar del Cicloturismo assegnato alle Regioni che investono in infrastrutture e servizi per la vacanza su due ruote - arrivato all’undicesima edizione. Con l’evento milanese si aprono ufficialmente le candidature per le Regioni che avranno tempo fino all’8 maggio per proporre, ognuna, fino a due ciclovie. La premiazione è prevista a Sanremo - in onore della Cycling Riviera, salita lo scorso anno sul gradino più alto del podio - venerdì 5 giugno, nella settimana che celebra le due ruote con la Giornata mondiale della Bicicletta del 3 giugno.
Dopo il clamoroso successo dello scorso anno - in cui il Premio ha festeggiato i dieci anni con il record di 30 candidature da regioni, territori e province autonome - si rinnova, dunque, la 'gara' virtuosa tra le regioni italiane: i premi vengono, infatti, assegnati alle ciclovie che dimostrano di possedere criteri di eccellenza e il punteggio più alto in vari parametri, inclusi progettazione, segnaletica, servizi, promozione. Dal 2025, in occasione del Giubileo, l’Oscar del Cicloturismo premia anche un cammino, purché sia percorribile in bicicletta mentre - da quest’anno - verrà premiata anche una ippovia, sempre che sia ciclabile.
Il Green Road Award 2026 è incentrato sul tema del silenzio. Andare in bicicletta consente, infatti, di annullare il frastuono della vita di tutti i giorni e di recuperare quella stanza segreta dell’anima, dove i pensieri smettono di correre e si può, finalmente, pedalare e camminare ognuno al proprio passo.
“Il successo del cicloturismo è ormai un’attestata realtà - afferma Ludovica Casellati, esperta di cicloturismo e ideatrice del premio - Gli ultimi dati disponibili del rapporto 'Viaggiare con la bici 2025' di Isnart-Unioncamere registrano 89 milioni di presenze per il 2024 e un impatto economico di quasi 9,8 miliardi di euro, che significano lavoro e vantaggi per tutti gli stakeholder sui territori. Oggi vorrei però sottolineare anche l’aspetto più intimo: andare in bicicletta fa bene al corpo e alla mente perché mette al centro le persone e loro inclinazioni. Vedere il mondo dal sellino di una bici consente davvero di riconnetterci con noi stessi e contribuisce in modo importante al miglioramento del benessere personale e della qualità della vita, oggi una necessità tutt’altro che secondaria. Questa è la ragione ispiratrice del tema scelto per questa edizione: il Silenzio. In bicicletta il mondo abbassa la voce e restano il suono delle ruote sull’asfalto, il respiro che trova il suo ritmo e la melodia della natura che ci avvolge e accompagna. È in questo spazio silenzioso che il viaggio diventa ascolto”.
Alla presentazione - che ha visto a fianco di Ludovica Casellati Peppone Calabrese, conduttore Linea Verde Rai e Ambassador del premio - sono intervenuti Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria; Federica Cudini di Bosch eBike Systems; Marcello Di Caterina di Alis; Antonio Dalla Venezia della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta; Sebastiano Venneri di Legambiente e, padrone di casa, Luca Lombardi, assessore Turismo e Marketing Territoriale Regione Liguria, vincitrice dell'Oscar del Cicloturismo 2025 che evidenzia: “Lo scorso anno abbiamo vinto con la nostra stupenda 'Cycling Riviera-Parco Costiero Riviera dei Fiori', 33 km da Ospedaletti a Imperia lungo il tracciato costiero della vecchia ferrovia a binario unico Genova-Ventimiglia, e pertanto sarà un grande onore per noi ospitare la cerimonia di premiazione del Green Road Award 2026. Come Regione Liguria crediamo moltissimo nel turismo legato alle attività outdoor come il ciclismo tanto è vero che, grazie al finanziamento del Ministero del Turismo di 3 milioni di euro, daremo vita al progetto 'La Liguria degli anelli' che ci permetterà di realizzare quattro nuove ciclovie: 'Anello mare entroterra' nel genovesato (da Genova a Lavagna), 'Anello dell'Alta Valle Argentina' nell'imperiese (da Bordighera/Ventimiglia a Riva Ligure), 'Anello del Melogno' nel savonese (da Loano a Finale Ligure), e sempre nell'imperiese 'Anello San Romolo-Sanremo'. Metteremo quindi a nuovo 460 chilometri di strade bianche e provinciali con anche l'installazione di circa 20 stazioni di ricarica: sarà bellissimo pedalare circondati dai meravigliosi panorami mozzafiato della Liguria”.
Presenti in Bit anche alcuni membri della giuria, che è composta da giornalisti, opinion leader, partner, personalità dei settori bike, ambiente, ospitalità e turismo. I partner dell’undicesima edizione dell’Oscar del Cicloturismo sono due importanti attori della mobilità sostenibile: Bosch eBike Systems, prodotti innovativi e servizi digitali per le due ruote elettriche e Alis, Associazione della Logistica Intermodale Sostenibile. Regolamento e info per inviare le candidature sul sito Green Road Award.

La madre di due ragazze ferite nell'incendio di Capodanno a Crans-Montana ha parlato con Jacques Moretti, proprietario de 'Le Constellation, durante una pausa dell'udienza a Sion, in una stanza laterale dell'aula. "La mia assistita voleva parlare privatamente con i Moretti. Pertanto, non vi dirò cosa ci sono detti", ha spiegato l'avvocato della madre ai giornalisti. "È stato un momento intenso, raro dal punto di vista umano, e molto importante perché le persone possano vedersi e parlare di quanto accaduto".
"I miei colleghi ed io riteniamo che si sia trattato di un passo che ha contribuito a un processo comune di resilienza", ha continuato l'avvocato. "Per capirsi, dialogare e perdonare è necessario poter parlare".
Moretti, riferisce Ats, oggi è nuovamente interrogato. Si tratta del terzo interrogatorio per l'uomo, il secondo come imputato. Il 9 e il 20 gennaio scorsi ha infatti già dovuto rispondere alle domande del gruppo di procuratori incaricati del caso, fornendo la sua versione dei fatti. Oggi si trova di fronte a decine di avvocati delle vittime, poiché il pubblico ministero ha deciso di concedere loro tutto il tempo necessario.
L'interrogatorio, previsto per l'intera giornata, dovrebbe anche consentire di confrontare le dichiarazioni di Moretti con quelle rilasciate negli ultimi giorni dall'attuale e dall'ex responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana.
Intanto la procura di Roma ha disposto il sequestro probatorio dei telefonini dei ragazzi italiani morti e feriti nel rogo nel bar in cui hanno perso la vita 41 giovani. L’atto arriva nell’ambito del fascicolo aperto a piazzale Clodio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio, in cui si procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.
Il sequestro è finalizzato a verificare la presenza di immagini e video relative alla tragedia che possano aiutare a ricostruire la dinamica e le ipotesi di responsabilità. I pm capitolini, che giovedì prossimo incontreranno in Svizzera i magistrati vallesi per fare il punto sulle indagini, acquisiranno inoltre le testimonianze dei giovani italiani sopravvissuti alla strage e le cartelle cliniche.
Avviso della Protezione civile per la giornata di giovedì 12...
Era impegnato nella gestione del traffico dopo la caduta di un
altro arbusto... Ancora in calo la popolarità di Donald Trump, il cui operato viene disapprovato ora dal 61% degli americani, contro il 39% che l'approva. E' quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi da Nbcnews, che sottolinea come dall'inizio dell'anno sia in caduta libera anche il sostegno alla politica sull'immigrazione, che è stata la forza della campagna elettorale e del primo anno alla Casa Bianca del tycoon.
Ora il 49% degli americani disapprova che Trump sta gestendo sicurezza di confine e immigrazione, mentre la scorsa estate questa percentuale era ferma al 38%, al 34% in aprile. Un'erosione dovuta maggiormente al cambio di posizione degli elettori indipendenti che avevano appoggiato le posizioni di Trump sull'immigrazione: il 60% degli indipendenti ascoltati dopo l'uccisione di Alex Pretti in Minnesota[1] bocciano le tattiche usate per le campagne di deportazione di massa.
"In elezioni vinte sul rasoio, in particolare negli stati in bilico, gli elettori indipendenti sono cruciali, vedere che si spostano in maniera consistente su una delle priorità del presidente è veramente eloquente", spiega Marc Trussler, uno degli analisti che ha condotto il poll di Nbcnews, che indica una sterzata ancora più netta degli elettori riguardo all'Ice, che per i tre quarti degli intervistati deve essere riformato o addirittura abolito
Per il 63% poi i suoi agenti non devono indossare maschere sul voto ed un numero maggiore addebita ai federali, e non ai dimostranti, la responsabilità degli scontri e violenze in Minnesota. Per il 63% infatti il governo federale è andato troppo oltre nel non rispettare le autorità locali e statale, mentre solo il 37% pensa il contrario, anche se per il 46% le forze di polizia locale dovrebbero, almeno in alcuni casi, cooperare con le autorità federali per le deportazioni.
Infine, il sondaggio registra una sensazione di ansia e paura generalizzata provocata dalle operazioni di deportazione di massa ordinate da Trump: il 58% degli intervistati infatti ritiene che non sia vero che i cittadini americani, che rispettano la legge, "non abbiano nulla da temere" dagli agenti della polizia anti-immigrati di Trump.

Da 400 a 900 euro a ogni nucleo familiare che ha ricevuto un'ordinanza di sgombero per la frana di Niscemi. E' il primo aiuto per chi ha dovuto lasciare casa, deciso oggi mercoledì 11 febbraio, nella riunione operativa con il presidente della Regione siciliana Renato Schifani.
"Il mio impegno era stato sempre quello di fare in modo che venisse garantito l'alloggio a tutti gli sfollati. Oggi siamo venuti qui per delegare il sindaco di poter utilizzare le somme di 400 euro a famiglia per ogni famiglia sfollata 400 o 900 euro, a seconda del nucleo familiare. Lo farà il sindaco a nome mio, velocizzeremo tutte le procedure. Così come il rimborso per i danni subiti, previa documentazione. Per fare in modo che la gente soffra sempre meno, è un primo passo", ha detto Schifani.
"Poi abbiamo individuato alcuni alloggi dell'Iacp immediatamente disponibili - dice - alcuni sono a Niscemi, sono tre pronti a Niscemi, quindi sarà il sindaco delegato a decidere a quale nucleo familiare darlo. Ne sono indicati anche altri nei comuni vicini. Li mettiamo a disposizione dell'amministrazione comunale per le famiglie che dovessero decidere di occuparli. Sono già agibili sono in fase di definizione. E questo è un primo passo operativo per tanti altri che intenderemo fare".
E aggiunge: "La mia logica è quella di decentrare, responsabilizzare il sindaco, un pubblico ufficiale, in un rapporto di massima collaborazione. Stiamo facendo squadra, stiamo facendo sistema e questo è il nostro dovere che avvertiamo naturalmente. Siamo venuti qui proprio per incontrare non soltanto il sindaco, ma anche gli operatori e le forze dell'ordine. Abbiamo fatto una riunione operativa. Con la Protezione civile nazionale, ma anche con l'Esercito, con la Guardia di Finanza e i carabinieri per vedere anche di affrontare il tema della viabilità che tocca Niscemi, quindi stiamo lavorando, ecco io sono fiducioso dei passi in avanti sono stati fatti".
Procedure immediate per rimborso degli affitti
"L'attuazione di questa ordinanza è immediata per cui il sindaco da domani potrà operare a nome mio e quindi dare un alloggio agli sfollati, in affitto naturalmente. Quindi - sottolineato Schifani - saranno procedure immediate, non occorrerà un contratto di affitto. Basterà l'ordinanza di sgombero per l'immobile per poter consentire al nucleo familiare di chiedere il rimborso a seconda, da 400 a 900 euro per nucleo familiare. Sul risarcimento danni - ha spiegato - sarà sufficiente presentare una documentazione idonea, per dimostrarlo come si è fatto per l'Emilia-Romagna, quindi stiamo velocizzando io credo al massimo di quello che possiamo fare".
Schifani: "Con stanziamento fondi segnale forte"
"Abbiamo raschiato il fondo del barile, ho voluto concentrarmi su un segnale forte che la Regione ha voluto dare, non soltanto al Paese, non soltanto al governo nazionale, che ci è molto vicino, ma anche ai siciliani. La Regione c'è, ha trovato questi fondi. Occorre fare sistema su questo deliberato. Non abbiamo distratto queste somme da investimenti già in itinere o quasi che stavano per partire, quindi non abbiamo danneggiato il processo di crescita della Regione. Abbiamo individuato queste somme che erano tendenzialmente accantonate, destinate a residui di fondi di misure non utilizzate e quindi adesso contiamo molto su questa misura”.
Il sindaco: "Al momento gli sfollati sono 1.540"
Al momento "il numero degli sfollati a Niscemi è di 1.540", ha detto il sindaco del Comune nisseno Massimiliano Conti nel corso della sua audizione in commissione Ambiente alla Camera. "Al momento abbiamo ricevuto 464 istanze per il Contributo assistenza spontanea - ha aggiunto - Contiamo di erogare il contributo entro due-tre giorni".
"Sono state delocalizzate 34 attività produttive e 34 classi perché tre istituti scolastici ricadono in zona rossa. Abbiamo ripristinato il gas e questo ci ha consentito di riaprire le scuole", ha proseguito Conti.
"In questo momento - ha spiegato - stiamo dando assistenza diretta a 140 dei 1540 sfollati dalla zona della frana. Si tratta di persone che non hanno trovato ricollocazione. Gli altri invece hanno trovato ospitalità fra amici, parenti o altre abitazioni".
Case demolite nei primi 50 metri della frana
"I primi 50 metri del fronte della frana purtroppo non potranno mai più essere abitati. Le aree sulla fascia 0-50 metri dalla frana o cadranno da sole o andranno demolite. Ci è stato spiegato che l'angolo che si creerà - ha chiarito il sindaco di Niscemi - sarà di 25° quindi ci sarà un effetto scivolamento e di consolidamento del ciglio della frana. Il resto delle case nella fascia 0-50 verranno demolite, questo è certo".

La sfida olimpica non si gioca solo sulle piste: si gioca anche nella nostra testa. In occasione dei Giochi di Milano-Cortina 2026, la salute del cervello entra al centro del dibattito scientifico e pubblico, mettendo in dialogo sport, prevenzione e benessere lungo tutto l'arco della vita. E' questo lo spirito che anima il convegno 'Un cervello da medaglia d'oro', promosso dalla Sin - Società italiana di neurologia, sezione Lombardia, in programma domani, 12 febbraio, a Bormio nell'Auditorium dell'Iis 'Alberti' dalle 16.30. L'appuntamento rientra fra le iniziative delle Olimpiadi culturali e gode del patrocinio di Regione Lombardia. Una scelta non casuale: Bormio è infatti uno dei cuori pulsanti delle gare olimpiche di sci alpino maschile, un territorio dove sport, ambiente e salute si intrecciano con naturalezza.
Al mattino si terrà una riunione regionale straordinaria dedicata agli operatori sanitari, guidata dal responsabile scientifico Simone Vidale. All'incontro interverranno anche il presidente della Società italiana di neurologia (Sin), Mario Zappia, che relazionerà sul tema 'La Neurologia: quali risorse per quali attività?', e altri ospiti istituzionali come il direttore generale Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini, insieme ai direttori generali delle strutture sanitarie coinvolte nell'organizzazione medico-sanitaria dei Giochi. Al centro i percorsi clinico-assistenziali per proteggere la salute del cervello a ogni età e migliorare la gestione delle patologie neurologiche acute tempo-dipendenti.
Nel pomeriggio, dalle 16.30, spazio invece al grande pubblico con l'incontro aperto 'Un cervello da medaglia d'oro'. A introdurre i lavori saranno alcune figure istituzionali di riferimento: Massimo Sertori, assessore regionale Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica; Emanuele Monti, presidente della IX Commissione permanente Sostenibilità sociale, Casa e Famiglia; Marco Riva, presidente del Coni Lombardia; Silvia Cavazzi, sindaco di Bormio; Mario Ballantini, consigliere Cda Fondazione Pro Valtellina. Seguiranno gli interventi di neurologi e specialisti che illustreranno, con taglio divulgativo, i principali strumenti per mantenere sano il cervello: alimentazione equilibrata, attività fisica costante, buone pratiche quotidiane per preservare funzione cognitiva, energie mentali e benessere globale. A rendere il tutto ancora più coinvolgente sarà la presenza di due ospiti speciali, simboli viventi del legame tra performance sportiva e salute neurofisiologica: gli olimpionici Yuri Confortola e Giuliano Razzoli, pronti a condividere esperienze e testimonianze su come la cura del corpo e della mente sia parte integrante del successo agonistico.

L’intelligenza artificiale e la robotica entrano stabilmente nei processi produttivi dell’industria manifatturiera, superando la dimensione della sperimentazione per diventare strumenti quotidiani di efficienza, sicurezza e sostenibilità. È quanto emerso dal Live Talk Show “AI e robotica per l’industria di processo: efficienza, sicurezza e manutenzione predittiva”, andato in scena a Solids Parma sul palco Search & Tech, con la partecipazione di esperti del mondo industriale, accademico e dell’innovazione tecnologica. Il panel ha riunito Miriam Olivi (Presidente Women in Plastics Italy), Cristina Di Carlo (Founder Cdc_Studio), Fabio Massimo Marchetti (Founder e Ceo Digitaly Industria e Esg Smart, Vice Presidente Anie Automazione – Transizione Digitale), il Prof. Dr. Manuel Giuseppe Catalano (IIT – Istituto Italiano di Tecnologia) e l’ing. Filippo Ghelfi (Cto 40 Factory), offrendo una panoramica concreta sull’evoluzione digitale dei processi produttivi.
Secondo Marco Mastrosanti, direttore di Tecnoedizioni Group, oggi l’adozione dell’AI non è più una tendenza ma una realtà industriale consolidata: “Non è tanto una questione di moda o di parole che attirano attenzione: l’intelligenza artificiale è diventata un utilizzo reale da parte delle aziende manifatturiere nei settori food, packaging, plastica, chimica e laboratorio. Parliamo di adozione concreta: queste tecnologie vengono digitalizzate e integrate per ottimizzare prestazioni e produzioni, soprattutto in un’ottica di sostenibilità e riduzione dei consumi energetici”.
L’AI, spiega Mastrosanti, sta inoltre rendendo più accessibili sistemi produttivi un tempo complessi: “Macchinari che richiedevano competenze molto specialistiche stanno diventando sempre più user friendly. Con una formazione rapida e il supporto dell’intelligenza artificiale, anche tecnici di medio livello possono gestire impianti importanti. L’Ai non toglie competenze: le amplifica”. Il talk ha confermato come Ai e robotica rappresentino leve strategiche per l’industria di processo, capaci di migliorare produttività, sicurezza operativa e sostenibilità, rafforzando il percorso di trasformazione digitale delle filiere manifatturiere.

Un confronto su un tema poco noto al grande pubblico ma centrale per la sicurezza alimentare e per l’industria di processo: i M.O.C.A., cioè i materiali e oggetti a contatto con gli alimenti. L’intervento dell’avvocata Valeria Pullini, dal titolo “M.O.C.A e guarnizioni: le novità da conoscere”, ha offerto una panoramica chiara e accessibile su norme, obblighi e aggiornamenti europei che coinvolgono non solo imballaggi, ma anche macchine e componenti industriali. Pullini ha spiegato che per M.O.C.A. si intendono tutti quei materiali destinati a entrare in contatto diretto o indiretto con gli alimenti: non solo confezioni e packaging, ma anche macchinari, guarnizioni e strumenti utilizzati nella produzione e nel confezionamento. Un ambito ampio che spesso viene sottovalutato. “Abbiamo fatto chiarezza su un quadro normativo già esistente ma non sempre conosciuto — ha sottolineato — ricordando che i M.O.C.A. comprendono anche macchine, componenti e strumentazioni che entrano in contatto con gli alimenti, direttamente o indirettamente”.
L’intervento ha messo in evidenza come il sistema regolatorio sia composto da norme generali, valide trasversalmente, e da disposizioni specifiche legate ai singoli materiali. Nel caso delle macchine per il settore alimentare e per la produzione di imballaggi, le due discipline devono essere applicate insieme. “Non si tratta di differenze, ma di peculiarità — ha spiegato Pullini — perché le macchine alimentari e quelle per il packaging devono rispettare sia la normativa sui materiali a contatto con gli alimenti sia quella specifica sulle macchine, garantendo sicurezza lungo tutta la filiera”.
Particolare rilievo è stato dato alle novità legislative europee entrate recentemente in vigore, tra cui il regolamento su imballaggi e rifiuti di imballaggio del 2025, inserito nelle politiche del Green Deal e dell’economia circolare. Si tratta di aggiornamenti che incidono su progettazione, scelta dei materiali e gestione del fine vita degli imballaggi, con l’obiettivo di coniugare tutela del consumatore e sostenibilità ambientale. Il messaggio emerso dal panel è chiaro: conoscere la normativa M.O.C.A. non è solo un adempimento tecnico, ma un elemento strategico per le imprese che operano nel settore alimentare e del packaging. Una consapevolezza che riguarda l’intera catena produttiva — dalle macchine agli accessori fino ai materiali — e che diventa sempre più centrale in un contesto industriale orientato a qualità, sicurezza e sostenibilità.

"Combatto contro una vocina che mi dice di non mangiare". Arianna David ospite oggi, martedì 11 febbraio, a La volta buona ha raccontato la sua lunga battaglia contro un disturbo del comportamento alimentare (DCA) che l'accompagna da circa 30 anni. L'ex Miss Italia ha raccontato di non essere mai riuscita ad aumentare di peso e che ogni volta che prova a farlo "la testa lo rifiuta". Per questo motivo è seguita dalla Asl per riuscire a seguire un percorso psicologico e alimentare capace di spezzare questo meccanismo.
"Il disturbo del comportamento alimentare è insediato dentro di me da oltre 30 anni. Io convivo con una persona dentro, la vocina mi dice cosa posso e cosa non posso mangiare. È difficile, cerco di impegnarmi. Faccio quattro passi in avanti e tre indietro", ha spiegato David.
La modella italiana ha raccontato di star provando a cambiare gradualmente le abitudini alimentari adottate in questi anni: "Sto inserendo un po' di proteine la sera a cena. La mia alimentazione è soprattutto vegetale. Non mangio nulla come dolciumi. Mi alleno anche tanto in palestra".
In studio è intervenuto il dottor Calabrese che ha sottolineato come il problema sta alla base: "Lei consuma troppo e introduce poco. Provi a introdurre carboidrati complessi, come i legumi", ha consigliato il dottore. "Io mangerei tutto se non avessi la vocina dentro", ha concluso David ribadendo la difficoltà quotidiana di convivere con il disturbo.

"Il lupus eritematoso sistemico è una malattia autoimmune, cioè una condizione in cui il sistema immunitario, invece di difendere l'organismo, attacca strutture del corpo stesso. A differenza di altre malattie autoimmuni che colpiscono un singolo organo, il lupus è una patologia sistemica e, come tale, può interessare pelle, reni, mucose, occhi, cellule del sangue e molti altri organi. Può presentarsi in forme lievi, con manifestazioni cutanee o alterazioni di laboratorio, ma anche in forme molto gravi che, se non trattate adeguatamente, possono mettere a rischio la vita del paziente". Per questo, rivolgersi "a strutture dove sono presenti diversi specialisti permette di scegliere il trattamento personalizzato, ridurre le complicanze e consentire al paziente di mantenere una vita il più possibile normale, sul piano personale, relazionale e lavorativo". Lo ha detto Lorenzo Dagna, direttore dell'Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie rare all'Irccs ospedale San Raffaele e professore associato di Medicina interna all'università Vita-Salute San Raffaele, commentando all'Adnkronos Salute i risultati del progetto di ascolto 'Italian Systemic Lupus Erythematosus (Sle) Patients: Overview of Their Quality of Life and Unmet Needs', che descrive per la prima volta in modo strutturato l'impatto della patologia nel nostro Paese.
Il lupus eritematoso sistemico è una malattia altamente invalidante sul paziente. "I dati dimostrano che provoca un disagio non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico, lavorativo e sociale, con un impatto socio-economico significativo - spiega Dagna - Se una persona giovane, tipicamente una donna nel pieno della sua attività produttiva, sviluppa il lupus, non solo vive male la propria vita personale e familiare, ma vede ridursi la propria capacità lavorativa e la propria indipendenza". Impostare una gestione integrata delle cure significa controllare meglio la patologia e prevenire le complicanze. "Una grossa quantità di pazienti", oltre il 60% degli intervistati, "continua a utilizzare il cortisone nonostante le linee guida ne raccomandino un uso molto limitato", sottolinea l'esperto. Questo farmaco "ha sicuramente un ruolo nelle fasi acute, ma l'uso cronico provoca più danni che benefici - avverte Dagna - Oggi abbiamo a disposizione farmaci molto avanzati che permettono di migliorare la cura dei pazienti e altri sono in sperimentazione. L'impiego di queste strategie può incidere non solo sull'attività della malattia, ma anche su tutti gli aspetti della qualità della vita del paziente, offrendo prospettive molto più positive rispetto a qualche anno fa".
Il lupus "è una malattia che colpisce molti organi e sistemi contemporaneamente - rimarca l'esperto - e richiede una gestione multidisciplinare con il coinvolgimento, se necessario, di nefrologi, neurologi, dermatologi e altri specialisti, in centri con una grande esperienza clinica. Solo così è possibile garantire il miglior trattamento disponibile e l'accesso alle terapie più innovative. Tenere il paziente lontano da queste possibilità e affidarlo a terapie non aggiornate, come l'uso cronico del cortisone, rischia di favorire danni irreversibili. E' molto più difficile recuperare un organo già compromesso che prevenire il danno intervenendo precocemente".

"Una diagnosi precoce cambia radicalmente la qualità della vita di chi convive con il lupus: senza un riconoscimento tempestivo aumentano la perdita di giornate di lavoro, la necessità di un caregiver, i costi a carico delle famiglie e il peso emotivo della malattia". Così Antonella Celano, presidente Apmarr-Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, commenta la pubblicazione sul 'Journal of Clinical Medicine' del progetto di ascolto 'Italian Systemic Lupus Erythematosus (Sle) Patients: Overview of Their Quality of Life and Unmet Needs', che ha coinvolto oltre 150 pazienti italiani con lupus eritematoso sistemico, descrivendo per la prima volta in modo strutturato l'impatto sociale, funzionale ed emotivo della patologia.
Una presa in carico davvero multidisciplinare, secondo Celano, può rappresentare una svolta grazie anche agli strumenti digitali e al teleconsulto, ma l'accesso a questi servizi è ancora disomogeneo. "In alcune realtà - sottolinea - i pazienti non possono nemmeno prenotare il controllo specialistico direttamente dopo la prima visita, allungando liste d'attesa e amplificando differenze tra regioni e persino tra Asl della stessa area. Senza percorsi coordinati - avverte la presidente Apmarr - il rischio è quello di pazienti costretti a orientarsi da soli in un sistema frammentato, con ricadute sulla vita lavorativa, familiare e sociale".
Altro nodo critico è l'accesso alle terapie innovative. "Non intervenire precocemente significa compromettere non solo la salute della persona, ma anche l'equilibrio delle relazioni, del lavoro e dell'autonomia quotidiana, generando un circolo vizioso da cui è difficile uscire", rimarca Celano. Da qui un appello alle istituzioni affinché mettano in campo ogni misura possibile. "Vorrei richiamare l'attenzione sulla proposta di legge 946 a firma della senatrice Maria Cristina Cantù, dedicata alla riorganizzazione e al potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico. Come associazione - ricorda la presidente Apmarr - l'abbiamo sostenuta con convinzione e siamo stati auditi in commissione, perché include il lupus, insieme a fibromialgia, sclerosi sistemica e artrite reumatoide di recente insorgenza. Ci auguriamo che venga finalmente riconosciuta la giusta priorità a queste patologie, troppo spesso considerate di serie B, nonostante colpiscano persone di ogni età e possano manifestarsi in forme aggressive, se non diagnosticate precocemente. Servono attenzione, informazione e percorsi adeguati - conclude - affinché le malattie reumatologiche ricevano la considerazione che meritano".

La frutta è un pilastro della dieta mediterranea. E alcuni frutti, in particolare, hanno funzioni 'speciali' nel regime alimentare. Il medico dietologo Ciro Vestita ospite oggi, martedì 11 febbraio, a La volta buona ha mostrati quali sono gli alimenti che possono migliorare il benessere intestinale, spezzare la fame, favorendo un'alimentazione più controllata e favorendo il dimagrimento.
Vestita ha mostrato una semplice combinazione: kiwi e mele. I kiwi, meglio ancora leggermente acerbi e quindi ricchi di fibre, vengono definiti dal nutrizionista come "una pianta eccezionale, in particolare contro la stipsi", inoltre aiutano a "spezzare la fame". Le mele, invece, rilasciano etilene, un gas naturale che accelera la maturazione dei kiwi, rendendoli più morbidi e facili da consumare: "Basta mettere due mele con un kiwi in un sacchetto di carta. L'etilene delle mele accelera la maturazione dei kiwi, che diventano una pappa. Tre kiwi prima di cena spezzano la fame, in generale questo frutto regolarizza l'intestino e la flora batterica, soprattutto la mattina" contrastando la stipsi.
Tra gli altri alimenti suggeriti c'è l’ananas, ricca di bromelina, principio attivo noto per le sue proprietà antinfiammatorie, utile anche in caso di patologie articolari. In particolare, la parte centrale del frutto sarebbe efficace contro la stipsi. "Andrebbe consumata con molta frequenza", ha sottolineato Vestita. Infine, spazio anche ai limoni, che contengono naringenina, sostanza a cui vengono attribuite proprietà benefiche, tra cui un potenziale supporto nella lotta contro il virus dell’epatite C.
Tra le piante citate anche il carcadè, indicato per combattere diversi disturbi, come nel caso della gastrite. Un mix di alimenti naturali che, secondo l’esperto, può rappresentare un valido alleato per ritrovare equilibrio intestinale.

Jeffrey Epstein avrebbe "orchestrato" una relazione tra una donna della sua rete e Kimbal Musk, fratello minore di Elon e membro del board di Tesla, secondo quanto emerge dalle email contenute nei documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia Usa. I due avrebbero avuto una relazione per circa sei mesi tra il 2012 e il 2013, che lo stesso Musk definiva "una frequentazione". In un’email dell’ottobre 2012, dopo un pranzo nell’appartamento newyorkese di Epstein, Musk scriveva: "Jeffrey e Boris, molte grazie per avermi messo in contatto con la donna. Credo che abbiate entrambi avuto un ruolo. :)".
Dalle carte risulta che Epstein e Boris Nikolic – il medico croato che il finanziere aveva indicato come erede della "quota di riserva" del suo patrimonio, stimato in circa 578 milioni di dollari – lavorarono per favorire l’incontro, con Nikolic che suggeriva a Epstein di "preparare la donna". Durante la relazione, la donna – che Musk descrive come 30enne nel 2012 – inoltrava a Epstein messaggi personali ricevuti da Musk e gli chiedeva consigli, senza che vi sia alcuna indicazione che Musk ne fosse a conoscenza. In una risposta a Musk, Nikolic lo metteva in guardia: "È meglio che tu sia gentile con lei ;) Jeffrey impazzisce quando qualcuno maltratta le sue ragazze/amiche". "Messaggio ricevuto forte e chiaro. ;) Sono davvero molto felice del tempo trascorso finora con lei. È fantastica", replicava Musk.
Interpellato dal Guardian, Kimbal Musk ha risposto con un post su X sostenendo che Epstein non avrebbe presentato lui e la donna e che il suo unico incontro con il finanziere avvenne "nel suo ufficio a New York, in pieno giorno", aggiungendo di non essere "mai andato sulla sua isola".
"Il motivo per cui ha così tante email da parte mia è che era iscritto a una newsletter che mandavo a migliaia di persone - ha scritto, concludendo -. Il mio cuore è con le tante vittime di Jeffrey Epstein". Le email, tuttavia, dipingono un rapporto più stretto di quanto noto finora: Kimbal è citato più di 140 volte nei file, con scambi di messaggi anche su inviti reciproci a eventi, feste, gala e incontri, tra cui pranzi a casa di Epstein a New York.

"Il titolo inquadra benissimo il tema e a me fa piacere portare il saluto a questo evento organizzato da Sirm in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Un appuntamento a cui tengo molto, essendo da sempre impegnata nel far crescere la presenza femminile nelle discipline Stem". Così Diana Bracco, presidente e Ceo del gruppo Bracco, in un videomessaggio inviato alla Società italiana di radiologia medica e interventistica che oggi ha promosso al Centro diagnostico italiano (Cdi) a Milano, in collaborazione con Fondazione Bracco, l'edizione 2026 su 'Intelligenza artificiale: conoscenza, responsabilità e partecipazione'.
"Tra le tante iniziative portate avanti da Fondazione Bracco in questi anni - ha ricordato la presidente di Fondazione Bracco e presidente e Ceo del Cdi - cito due progetti per me particolarmente significativi: il 'Manifesto Mind the Stem Gap', rivolto a scuole, famiglie, ragazze e ragazzi per combattere gli stereotipi che ostacolano i percorsi femminili nelle discipline scientifiche; e la mostra 'Una vita da scienziata - I volti del progetto #100esperte', una serie di ritratti realizzati dal celebre fotografo francese Gerald Bruneau: una galleria di biologhe, chimiche, farmacologhe, ingegnere e tante altre, che vuole avvicinare il grande pubblico al volto femminile della ricerca e allo stesso tempo rappresentare la scienza come bellezza, accessibilità e, perché no, divertimento. La mostra è stata portata in diverse sedi italiane e internazionali - cito Washington, Philadelphia, Chicago, Los Angeles, New York, Città del Messico, Praga, Haifa, Panama, Costa Rica - e di recente ha avuto l'onore di essere ospitata presso la Galleria dei Busti della Camera, e presto arriverà anche in Senato".
"Tutto questo - ha sottolineato Diana Bracco - lo facciamo mossi da una convinzione molto concreta: senza la piena partecipazione delle donne, la scienza perde intelligenza, profondità e visione. E questo è inaccettabile, tanto più in un momento in cui stiamo affrontando una trasformazione tecnologica senza precedenti, la cui punta di diamante è rappresentata dall'intelligenza artificiale".
"Nel nostro ambito della medicina e delle Life sciences, ad esempio, l'Ia offre opportunità straordinarie - ha spiegato Diana Bracco - permettendo di riconoscere pattern che sfuggono all'osservazione umana e di trasformare enormi volumi di dati in informazioni utili per la prevenzione, la diagnosi precoce e la personalizzazione delle cure. In particolare, nel campo della diagnostica stiamo assistendo a un passaggio cruciale: dalle immagini come rappresentazioni visive alle immagini come fonti di informazione quantitativa. Questo significa offrire ai professionisti sanitari strumenti più affidabili per decisioni che incidono profondamente sulla vita delle persone. E' un cambiamento profondo che consolida anche la strada alla cosiddetta medicina predittiva: la diagnostica non si limita più a descrivere ciò che vediamo, ma contribuisce a prevedere ciò che potrebbe accadere, integrandosi in modo sempre più stretto con la medicina di precisione".
In questo scenario, ha proseguito, "il ruolo dell'industria è cruciale. Innovare non significa solo sviluppare nuove tecnologie, ma farlo con responsabilità, trasparenza e visione di lungo periodo. In Bracco investiamo con convinzione nelle tecnologie digitali applicate alla sanità e, in particolare, nell'uso dell'intelligenza artificiale per migliorare l'affidabilità e la qualità della diagnostica. Anche il nostro Centro diagnostico italiano, che ospita questo evento della Sirm, porta avanti delle iniziative importanti in ambito Ia. Tra l'altro, proprio tra oggi e domani, il Cdi ha organizzato un bell'evento scientifico a cui so che alcuni di voi parteciperanno su imaging, teranostica e radioligandi, riunendo radiologi, medici nucleari e radioterapisti in un percorso integrato".
"Tra i progetti più recenti del Centro diagnostico italiano - ha continuato Diana Bracco - voglio citare Copailot, un programma cofinanziato dalla Regione Lombardia che mira allo sviluppo di una piattaforma digitale collaborativa basata sul concetto di digital twin, una rappresentazione virtuale e dinamica del paziente che integra dati clinici, diagnostici e biologici per supportare la medicina predittiva e personalizzata. Attraverso modelli avanzati di intelligenza artificiale, la piattaforma consentirà di simulare l'evoluzione delle patologie e la risposta ai trattamenti, offrendo ai medici uno strumento di supporto alle decisioni cliniche". Il futuro dell'Ia in medicina, ha concluso, "non dipenderà solo dagli algoritmi, ma dalle persone che li progettano, li validano, li utilizzano e li governano. E le donne devono essere centrali, come forza trasformativa. Ecco perché abbiamo bisogno di più donne che guidino la ricerca, l'industria, la regolamentazione. Abbiamo bisogno del loro sguardo critico, della loro capacità di coniugare innovazione e responsabilità".

"La presenza femminile nelle Steam è ancora molto bassa: in Italia meno di 1 donna su 5 possiede una laurea in queste discipline. Questo si riversa anche nella ricerca: da un report dell'Unesco emerge che a livello mondiale circa il 28% delle donne si dedica a scienza e ricerca. Questo è un grosso problema". Così Stefania Montemezzi, coordinatrice della Commissione Dei (Diversità, equità e inclusione) della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm), in occasione del convegno promosso oggi dalla società scientifica al Centro diagnostico italiano (Cdi) a Milano, in collaborazione con Fondazione Bracco, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Una giornata "istituita dall'Organizzazione delle nazioni unite nel 2015 per promuovere l'approccio delle donne alle discipline scientifiche e tecnologiche e combattere gli stereotipi" di genere che portano le donne a "non sentirsi preparate a partecipare alle Steam, cioè scienza, tecnologia, ingegneria, matematica e arte", sottolinea Montemezzi.
Il convegno organizzato dal Sirm, su proposta della Commissione Dei, si intitola 'Intelligenza artificiale: conoscenza, responsabilità, partecipazione'. "Lo scopo della giornata di oggi è far conoscere a tutti i radiologi le basi fondamentali - spiega Montemezzi - Per questo abbiamo coinvolto le figure professionali che sull'Ia ne sanno molto più di noi radiologi. Sono state discusse tematiche importanti: la generativa Ia, l'explainable Ia, cioè la modalità che ha l'intelligenza artificiale di spiegare all'uomo perché ha preso una decisione".
Ma soprattutto, Montemezzi evidenzia come "l'Ia riflette tutte le prospettive e i valori di chi la progetta. Per questo motivo è molto importante che in queste prospettive vengano ascoltate più voci, più esperienze. Che vi sia la partecipazione delle donne perché altrimenti andiamo a creare dei modelli molto potenti ed efficienti, ma incompleti o non equi". Poi conclude con un incoraggiamento alle donne di domani: "Sprono i giovani, ma soprattutto le ragazze, a dire la loro, a farsi strada, affinché il mondo ascolti anche la voce femminile quando si tratta di intelligenza artificiale".

Dalle intuizioni di ricercatrici e ricercatori alla scoperta dei meccanismi di malattia, dalle idee delle associazioni di pazienti alle iniziative di assistenza per chi è colpito da malattie gravi e invalidanti. E' questo il percorso virtuoso che si propongono di promuovere Fellowship Program e Community Award Program, i due bandi di concorso promossi in Italia da Gilead Sciences che da lunedì 16 febbraio si riaprono con l'edizione 2026, la 15esima. I due programmi riconfermano il loro obiettivo: selezionare e finanziare idee innovative che dimostrino di avere il potenziale di diventare progetti concreti in grado di generare un impatto significativo sulla salute e sulla qualità dei percorsi di assistenza e di cura in quattro differenti aree (patologie infettive, del fegato, oncologiche e oncoematologiche).
Il Fellowship Program, rivolto a ricercatrici e ricercatori di enti di ricerca e cura italiani pubblici e privati (ospedali, università e Fondazioni di ricerca) - spiega una nota - punta a selezionare e finanziare progetti di natura scientifica e/o sociosanitaria finalizzati a migliorare gli esiti della malattia e la qualità di vita dei pazienti, e/o a favorire il raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica in riferimento all'infezione da Hiv, alla colangite biliare primitiva (Cbp) e al tumore del seno. Il Community Award Program, dedicato alle associazioni di pazienti e agli enti del terzo settore operanti su tutto il territorio nazionale, seleziona e sostiene progetti finalizzati a migliorare la qualità di vita e l'assistenza terapeutica dei pazienti con infezione da Hiv, epatiti virali e Cbp, tumore del seno, leucemie e linfomi.
La candidatura dei progetti ai due bandi sarà possibile attraverso www.gilead.it fino alle ore 12 del 10 aprile. A fine giugno, sullo stesso sito, è prevista la pubblicazione dell'elenco dei progetti vincitori. A selezionarli saranno 4 esperti indipendenti la cui valutazione si baserà sui criteri predefiniti nei due bandi. Nell'ambito del Fellowship Program è previsto inoltre un premio speciale destinato al progetto che dimostrerà il miglior impiego dell'intelligenza artificiale, ad esempio, nell'ottimizzazione delle risorse disponibili o nel favorire l'avanzamento delle conoscenze o delle pratiche cliniche.
Nel corso delle loro prime 14 edizioni - riporta la nota - i due bandi di concorso hanno reso possibile la realizzazione di 732 progetti, grazie a un finanziamento complessivo di oltre ai 18 milioni di euro. Un sostegno che ha contribuito a trasformare idee di valore in iniziative concrete che hanno avuto un impatto tangibile sull'avanzamento delle conoscenze medico-scientifiche, sulla prevenzione di malattie gravi come quelle infettive e oncologiche e sull'assistenza di chi ne è colpito. Un sostegno all'insegna della collaborazione e della sinergia virtuosa tra industria, mondo della ricerca e del terzo settore.
"Con l'apertura della 15esima edizione di Fellowship e Community rinnoviamo il nostro impegno a sostegno e a fianco della comunità scientifica e delle associazioni di pazienti del Paese - dichiara Federico da Silva, Vice President e General Manager di Gilead Sciences Italia - Da quasi 40 anni lavoriamo per sviluppare soluzioni terapeutiche innovative che cambiano la storia di patologie complesse. E' un percorso che richiede la collaborazione di tutti gli attori del sistema salute: per questo sosteniamo sia la ricerca scientifica sia le attività delle associazioni di pazienti. E' la missione dei Bandi Gilead da ormai 15 anni".
Per il Fellowship Program sono stati premiati nelle precedenti 14 edizioni 479 progetti per un importo complessivo di oltre 12 milioni di euro. Progetti che hanno generato un'importante produzione scientifica con ricadute sulla pratica clinica, presentata a congressi, pubblicata o in corso di pubblicazione su autorevoli riviste scientifiche nazionali e internazionali, oltre a progetti di rilevanza nazionale e locale per lo screening e la lotta alle malattie infettive, oncologiche e oncoematologiche. Il Community Award Program ha invece consentito di realizzare ad oggi 253 progetti di assistenza e supporto al paziente e ai caregiver, ma anche di prevenzione e diagnosi precoce, grazie ad un sostegno economico complessivo di quasi 6 milioni di euro.

Per Carnevale è importante scegliere con attenzione i prodotti per truccare il viso dei bambini, puntando sempre sulla sicurezza. "La pelle dei più piccoli è molto più sensibile rispetto a quella degli adulti: assorbe di più e si irrita più facilmente. Anche se si tratta di un make-up di 1 o 2 giorni, è fondamentale scegliere sempre prodotti dermatologicamente testati, con marchio CE e ipoallergenici". Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Lia Pirrotta, dirigente medico di I livello e specialista in Allergologia e Immunologia dell'Idi - Istituto dermopatico dell'Immacolata Irccs di Roma.
"I colori non sono tutti uguali - spiega la dermatologa - Il blu è tra i più allergizzanti perché può contenere nichel, ma vanno evitati anche i trucchi di colore rosso e, in generale, quelli profumati". Attenzione particolare va riservata alla zona degli occhi: "Le palpebre hanno uno spessore di 4-5 millimetri e rappresentano la parte più sottile e sensibile della pelle del corpo". Secondo Pirrotta, "un trucco sicuro deve essere a base acquosa, non a lunga tenuta e facilmente rimovibile". Dopo una giornata di Carnevale, aggiunge, "è importante pulire bene la pelle con detergenti delicati e poi idratarla adeguatamente". Se questi accorgimenti non vengono seguiti, avverte la specialista, i rischi per i bambini possono essere "reazioni cutanee di tipo irritativo, come dermatiti, rossore, prurito e gonfiore delle palpebre". Nei bimbi predisposti alle allergie, inoltre, "la pelle potrebbe sensibilizzarsi anche per il futuro".
Truccarsi insieme è un rito diffuso tra i più piccoli, ma "è bene che non condividano trucchi, pennelli o spugnette per applicare il make-up, perché possono essere veicoli di batteri e causare dermatiti e congiuntiviti virali", avverte ancora la dermatologa. Tra le altre raccomandazioni: "Evitare di coprire completamente le palpebre, evitare narici e bocca per non ingerire sostanze ed evitare il trucco se il bambino presenta irritazioni della pelle dovute al raffreddore, come la secchezza intorno a naso e bocca. Esistono trucchi specifici per bambini: vanno evitati quelli per adulti", conclude Pirrotta.
I dati della stagione 2025 illustrati dalla Regione alla Bit di
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