(Adnkronos) - "Mettere a punto tutte le nuove terapie in ambito cardiovascolare, ma anche i giusti percorsi diagnostici per arrivare alla definizione più precisa possibile della patologia. Oggi abbiamo la possibilità di una terapia di precisione quindi, individuata correttamente la patologia, possiamo fare delle terapie molto mirate e molto precise". Così Massimo Grimaldi, presidente nazionale Anmco, all’Adnkronos spiega i contenuti del 56esimo Congresso dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, che riunisce a Rimini oltre 5 mila specialisti.
"Le nuove tecnologie sono applicate anche in campo farmacologico - spiega Grimaldi - Si va sempre più ad agire in maniera selettiva su singole proteine con anticorpi monoclonali, oppure addirittura inibendo la sintesi di proteine dannose. Per quanto riguarda invece le nuove tecnologie in ambito di device, abbiamo possibilità di correggere sempre meglio, anche le valvole cardiache, utilizzando cateteri, quindi senza cardiochirurgia. Abbiamo inoltre la possibilità di prevenire la morte improvvisa con dei defibrillatori sempre più performanti e anche tecniche di pacing estremamente utili nello scompenso cardiaco".
Leggi tutto: Grimaldi (Anmco): "Terapia di precisione per cure mirate in cardiologia"
(Adnkronos) - Ogni anno, nel Lazio, si stimano circa 275 nuovi casi di leucemia linfatica cronica (il 10% del totale delle diagnosi in Italia, pari a 2.750). È una neoplasia ematologica caratterizzata dall’accumulo di un particolare tipo di globuli bianchi, chiamati linfociti B, nel sangue e negli organi linfoidi (midollo osseo, linfonodi, milza) e da un decorso variabile. L’età mediana alla diagnosi è di circa 70 anni, con pazienti che presentano spesso una o più comorbilità. Alcuni possono mantenersi stabili per più di 10 anni, mentre altri vanno incontro a un rapido aggravamento. Il decorso clinico della leucemia linfatica cronica può essere complicato da recidive multiple. Da qui l’importanza di terapie efficaci e ben tollerate, anche in coloro che devono affrontare una ricaduta di malattia. Un decisivo passo avanti è rappresentato da una terapia mirata innovativa, Pirtobrutinib, recentemente approvata dalla Commissione europea per il trattamento dei pazienti adulti con leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria, precedentemente trattati con un inibitore di Btk.
"I sintomi possono essere rappresentati da stanchezza, raramente da febbre, sudorazione notturna e perdita di peso involontaria – afferma Luca Laurenti, professore associato di Ematologia alla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore -. Possono essere presenti anche linfonodi ingrossati e un senso di pienezza addominale a causa dell’ingrossamento della milza, talora i linfociti sono molto alti nel sangue periferico. L’obiettivo delle cure è riportare i valori del sangue e le dimensioni dei linfonodi alla normalità, ottenendo la remissione della malattia. Il punto di svolta nel trattamento della leucemia linfatica cronica si è avuto con l’arrivo degli inibitori della proteina Btk, la tirosina chinasi di Bruton, e degli inibitori della proteina Bcl-2, coinvolta nella regolazione dell’apoptosi, cioè della morte cellulare programmata. Le nuove cure hanno permesso di abbandonare la tradizionale chemio-immunoterapia gravata da pesanti effetti collaterali e, oggi, la leucemia linfatica cronica può essere trattata con terapie mirate che, in combinazione con altri farmaci, sono in grado di assicurare periodi liberi sia dalla progressione della malattia che dalla stessa somministrazione di farmaci".
"Il Policlinico Gemelli – spiega Laurenti - è in prima linea nella cura di questo tumore del sangue, con almeno 30 studi in corso di fase 1, 2 e 3. Per la fase 1 è struttura di riferimento del Centro e Sud Italia".
"Il meccanismo d’azione delle terapie mirate è quello di interferire direttamente con i processi che regolano la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule leucemiche – continua Laurenti -. Alla comparsa della recidiva, cioè al riapparire delle condizioni che, secondo le linee guida stilate dalle società scientifiche internazionali, richiedono una seconda linea di terapia, al paziente vengono proposti trattamenti non utilizzati in prima linea. Pirtobrutinib, che è un inibitore non covalente di Btk, si inserisce proprio in questo contesto e, in base all’indicazione dell’agenzia regolatoria europea, può essere utilizzato a partire dalla seconda linea in pazienti già trattati con un inibitore covalente di Btk. In particolare, la nuova molecola colma un vuoto terapeutico non solo nella seconda ma anche nella terza linea di terapia, cioè nei malati che abbiano ricevuto in precedenza sia l’inibitore covalente di Btk che l’inibitore di Bcl-2. Questi pazienti, finora, erano privi di terapie efficaci e presentavano una scarsa sopravvivenza".
Il meccanismo d’azione di "Pirtobrutinib è innovativo – rimarca Laurenti -. La nuova molecola riesce ad agire anche là dove le precedenti generazioni della stessa classe di farmaci abbiano creato resistenze e perso efficacia terapeutica. Pirtobrutinib è in grado di oltrepassare le resistenze degli inibitori covalenti di Btk, controllando così la malattia in modo efficace". L’approvazione della Commissione europea - riporta una nota - è supportata dai dati dello studio clinico Bruin Cll-321, il primo studio randomizzato di Fase 3 nella Cll condotto esclusivamente in pazienti precedentemente trattati con un inibitore di Btk. L’endpoint primario dello studio, la sopravvivenza libera da progressione (Pfs), è stato soddisfatto al momento predefinito dell’analisi primaria (29 agosto 2023) in base alla valutazione del comitato di revisione indipendente (Irc), dimostrando che Pirtobrutinib è risultato superiore alla scelta dell’investigatore di idelalisib più rituximab (IdelaR) o bendamustina più rituximab (BR), entrambi previsti nel braccio di controllo.
All’analisi aggiornata (29 agosto 2024), pirtobrutinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte del 46% rispetto a IdelaR o Br (Pfs mediana: 14,0 vs. 8,7 mesi), in linea con l’analisi primaria. I risultati di Pfs sono stati consistenti nei sottogruppi analizzati, tra cui i pazienti trattati precedentemente con venetoclax e nei sottogruppi associati a prognosi sfavorevole, tra cui quelli con mutazione TP53 e/o delezione 17p, stato Ighv non mutato e cariotipo complesso. Inoltre, il tempo medio al successivo trattamento o alla morte (Ttnt), endpoint secondario predefinito e descrittivo nello studio che può servire come marcatore ulteriore dei risultati del controllo di malattia, è stato di 24 mesi rispetto al braccio di controllo di 11 mesi (miglioramento del 63%; HR=0,37 [CI 95%, 0,25-0,52]). Il profilo di sicurezza globale dei pazienti trattati con pirtobrutinib nello studio Bruin Cll-321 è risultato coerente con i dati di sicurezza dello studio di Fase 1/2 Bruin, compresi gli eventi avversi di particolare interesse. Le relazioni avverse più comuni di ogni grado sono state neutropenia, fatigue, diarrea, anemia, eruzione cutanea ed ecchimosi.
"Questa nuova indicazione offre un’opzione terapeutica innovativa agli adulti con leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria in progressione con un inibitore di Btk covalente, affrontando una fondamentale esigenza non soddisfatta in questo setting - sostiene Elias Khalil, General Manager Lilly Italy Hub -. Lilly è impegnata a promuovere rapidamente lo sviluppo di Pirtobrutinib e a continuare ad offrire nuovi importanti trattamenti ai pazienti con tumori ematologici".
Pirtobrutinib, inoltre, ha ottenuto precedentemente l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata dalla Commissione europea per il trattamento dei pazienti adulti con linfoma mantellare (Mcl) recidivante o refrattario già trattati con un inibitore di Btk. Pirtobrutinib è approvato in altri Paesi e sono state presentate richieste per ulteriori indicazioni in tutto il mondo.
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(Adnkronos) - Poche ore prima dei negoziati di Istanbul tra Ucraina e Russia uno dei circa 15 preziosissimi F-16, offerti dagli alleati alle forze ucraine (principalmente da Paesi bassi, Danimarca, Norvegia e Belgio), è stato distrutto in un combattimento aereo. Una conferma del proseguimento degli scontri e del clima di generale scetticismo sulla possibilità di qualche passo avanti circa il cessate il fuoco chiesto da Kiev sulla strada della diplomazia.
E' questo che racconta la composizione stessa della delegazione russa "calibrata con cura per evitare di dare segni di una capitolazione alle pressioni di Washington" o alle richieste di Kiev, come ha commentato Aleksandr Baunov, analista di Carnegie, di basso livello, annunciata ieri sera all'ultimo momento "nel quadro di una tattica deliberata per mantenere l'Ucraina e i suoi alleati sul filo del rasoio fino all'ultimo", ha detto il diplomatico russo Boris Bondarev.
Pur senza arrivare a un vertice fra Putin e Zelensky, ipotesi mai considerata davvero probabile, come confermano fonti vicine al Cremlino, del governo e del ministero degli Esteri a Mosca, citate da Moscow Times, e come testimonia la tradizione sovietica accolta in pieno dalla diplomazia russa di vertici preparati in modo estremamente accurato, la scelta dei nomi è al ribasso. Lo stesso capo delegazione Vladimir Medinsky è un ideologo, privo di credenziali tecniche e strategiche.
"Invece che un cessate il fuoco senza obblighi di avviare negoziati, l'idea di Putin è quello di negoziati senza un cessate il fuoco, vale a dire una replica di quanto messo in scena sempre a Istanbul poco dopo l'inizio della guerra", aggiunge Baunov. Per Mosca è importante far capire al mondo che "non è in corso nulla di straordinario" e "non è in corso una nuova crisi dei missili di Cuba che richieda una soluzione urgente".
La stessa composizione della delegazione è quella del 2022: guidata dal consigliere del Cremlino, dall'ex ministro della Cultura Medinsky che aveva già condotto le trattative con Kiev nel 2022, include il vice ministro degli Esteri Mikhail Galuzin e il vice ministro della Difesa Fomin. A differenza del 2022, ora a Istanbul c'è anche il direttore dei servizi di intelligence militare Igor Kostyukov, sanzionato negli Usa per il suo ruolo nelle interferenze nelle elezioni presidenziali americane del 2016. La propaganda russa ha ricevuto istruzioni precise. La scelta va descritta come "logica".
Dopo il fallimento, annunciato delle trattative di Istanbul, si tornerà a un formato russo americano, con Marco Rubio, Keith Kellogg, Steve Witkoff, da un lato e Sergei Lavrov, Yuri Ushakov, e Kirill Dmitriev dall'altro. Senza la presenza di Kiev. Per poi arrivare al vertice Putin Trump per discutere non di Ucraina "ma di questioni globali", solo una delle quali è l'Ucraina, a cui eccezionalmente potrebbe essere anche invitato a partecipare Zelensky, con una presenza però limitata e simbolica. A coronamento del principale desiderio di Mosca.
Leggi tutto: Vertice Ucraina-Russia a Istanbul, cronaca di un negoziato destinato al fallimento
(Adnkronos) - Pochi giorni dopo la nomina di Carlo Ancelotti ad allenatore della nazionale brasiliana, Ednaldo Rodrigues è stato nuovamente rimosso dall'incarico di presidente della Federazione calcistica verdeoro (CBF). Giovedì, un tribunale dello stato di Rio de Janeiro ha stabilito che Rodrigues e gli altri membri del consiglio di amministrazione dell'organizzazione federale siano rimossi dall'incarico e che si tengano nuove elezioni per la leadership della CBF. Il giudice Gabriel Zefiro ha dichiarato invalido l'accordo raggiunto a marzo per la rielezione di Rodrigues. Il vicepresidente Fernando Sarney è stato nominato presidente ad interim della CBF e indirà "nuove elezioni il prima possibile".
La decisione potrebbe essere annullata dalla Corte Suprema brasiliana (STF). Questa è la seconda volta che Rodrigues viene rimosso dall'incarico. Nel dicembre 2023, era stato rimosso a causa di irregolarità nel processo elettorale del 2022. Tuttavia, questa decisione è stata annullata nel gennaio 2024 da un'ingiunzione emessa dalla STF, che gli ha consentito di riprendere le sue funzioni. All'inizio di questa settimana, Rodrigues ha annunciato la nomina di Ancelotti come nuovo allenatore della Selecao. Sarney ha annunciato che non avrebbe revocato questa decisione.
"Sono solo una soluzione temporanea", ha dichiarato al portale di notizie G1. Molti tifosi ed ex giocatori avevano accolto con favore la nomina dell'italiano come nuovo allenatore, ma non sono mancate le critiche per l'ingaggio di un tecnico straniero. Il presidente brasiliano Lula, invece, aveva espresso preoccupazione per i giocatori che compongono la nazionale verdeoro, più che per l'allenatore.
Leggi tutto: Brasile, caos in Federazione: rimosso il presidente. Ancelotti a rischio?
(Adnkronos) - Samsung ha recentemente presentato il nuovo Galaxy S25 Edge, che si distingue non soltanto per il suo design ultrasottile, per soli 163 grammi, ma anche per una protezione elevata del dispositivo garantita per l'uso quotidiano da una scocca in titanio e l'adozione del nuovo Corning Gorilla Glass Ceramic 2 per il display frontale. Quest'ultimo è un vetro ceramico specificamente progettato per offrire una resistenza avanzata capace allo stesso tempo di offrire un profilo straordinariamente sottile.
La collaborazione tra Samsung e Corning ha permesso di coniugare l'eleganza e la resistenza che contraddistinguono la serie Galaxy S. Questa sinergia ha unito la tecnologia avanzata del vetro di Corning con i processi produttivi e le tecnologie proprietarie di Samsung, ottenendo un design sofisticato unito a una notevole durabilità che rendono unico il Galaxy S25 Edge.
Kwangjin Bae, EVP e responsabile del Mechanical R&D Team della Mobile eXperience Business (MX) di Samsung Electronics, ha dichiarato: “Galaxy S25 Edge rappresenta un nuovo punto di riferimento per design e prestazioni, affermandosi come il dispositivo più sottile mai realizzato nella storia della serie Galaxy S. Per concretizzare questo design innovativo, è stato fondamentale sviluppare un materiale per il display che fosse al contempo eccezionalmente sottile e incredibilmente resistente – una sfida che ha visto Samsung e Corning unite da una visione comune di ingegneria funzionale e innovazione focalizzata sull'utente. Questa visione si materializza in ogni singolo dettaglio del Galaxy S25 Edge”.
Il Gorilla Glass Ceramic 2 offre durabilità e resistenza al display grazie alla presenza di cristalli finemente incorporati all'interno della sua matrice di vetro, migliorando significativamente la resistenza del display. La combinazione di vetro e componenti cristallini è specificamente progettata per offrire una maggiore robustezza, preservando al contempo un'elevata trasparenza ottica. A rafforzare ulteriormente le proprietà del vetro ceramico interviene il processo di scambio ionico sviluppato da Corning, che contribuisce ad aumentarne la resistenza ai danni e la tenuta strutturale nel tempo.
Andrew Beck, Vicepresidente e General Manager di Corning Gorilla Glass, ha commentato: “Con Gorilla Glass Ceramic 2, abbiamo raggiunto una straordinaria combinazione di sottigliezza e resistenza, offrendo il meglio di entrambi i mondi – una durabilità eccezionale in un design moderno, elegante e premium. Il design del Galaxy S25 Edge, valorizzato dal Gorilla Glass Ceramic 2, testimonia l'impegno congiunto di Corning e Samsung nel creare soluzioni che rispondano alle aspettative sempre più elevate dei consumatori a livello globale”.
(Adnkronos) - Sergio Mattarella agli Internazionali d'Italia 2025. Il Presidente della Repubblica sarà presente domani al Foro Italico per assistere alla finale del tabellone femminile tra Jasmine Paolini e Coco Gauff, la prima con un'italiana impegnata nella storia del torneo dal 1985. Lo ha annunciato il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, a margine della seconda edizione del progetto 'Sport e Innovazione Made in Italy', iniziativa di diplomazia dello sport che promuove le eccellenze italiane nel mondo in collaborazione con le Federazioni italiane di Atletica Leggera, Nuoto e Tennis e Padel, presso la Sala dei Trattati della Farnesina.
Si conferma così la vicinanza del Presidente della Repubblica al mondo dello sport e la sua passione per il tennis, che ha dimostrato a gennaio nella cerimonia al Quirinale con il presidente Binaghi e i protagonisti dei trionfi in Coppa Davis e in Billie Jean King Cup dello scorso novembre a Malaga, con i capitani Filippo Volandri e Tathiana Garbin.
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(Adnkronos) - E' uno dei pilastri dell'economia del nostro Paese, riconosciuto in tutto il mondo. Ma per far sì che mantenga la sua leadership servono investimenti in nuove tecnologie e innovazione. Che in Italia, invece, scendono sempre di più, penalizzando le tantissime startup, che, spesso vanno a cercare fortuna all'estero. Stiamo parlando dell'agroalimentare, settore di punta del made in Italy e traino del nostro Pil, che oggi però si trova davanti a sfide decisive, come spiega ad Adnkronos/Labitalia Michele Costabile, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese (marketing) all'università Luiss di Roma dove dirige Luiss X.ITE - centro di ricerca su tecnologie e comportamenti di mercato, che ha realizzato il primo 'Rapporto sulla trasformazione tecnologica della filiera agroalimentare. Il contributo della startup economy', nell'ambito del progetto promosso da Federalimentare e sostenuto da Confagricoltura.
"Noi come Italia -spiega Costabile- oggi arriviamo addirittura ad avere un peso dell'agroalimentare sul Pil che è stabilmente del 30%, con turisti che vengono in Italia attratti alla bellezza del Paese e dal cibo, prima di ogni altra cosa. Visto che il resto del mondo sta investendo tanto sull'agroalimentare per il futuro, per riuscire a soddisfare le esigenze di una popolazione che arriverà nei prossimi 20-25 anni a 9 miliardi di persone, se noi non facciamo questo stesso investimento oggi, il domani che si costruisce oggi ci vedrà con una posizione meno rilevante". E i numeri che emergono dal Rapporto evidenziano invece uno scenario negativo per il sostegno alle startup di settore. Nel 2024, infatti, sono stati investiti in startup agri&foodtech poco più di 100 milioni di euro, in calo rispetto al valore degli investimenti nel 2023 (poco più di 140 milioni di euro; -28%) e nel 2022 (poco più di 150 milioni di euro; -36% il decremento 2024 su 2022).
Una situazione drammatica visto che, come sottolinea Costabile, "in tutti i settori del mondo ormai la gran parte dell'innovazione o arriva o è stimolata dalle startup, e non a caso si parla di startup economy". E senza innovazione si ferma la crescita. "I numeri sono da brivido, dobbiamo agire. Perché già oggi, per stare al passo con gli altri Paesi, non per stare meglio degli altri, dovremmo investire 5 volte quello che stiamo facendo", sottolinea Costabile. Confrontando infatti quanto investito in Italia con la media di quattro Paesi europei di riferimento, dal Rapporto emerge che per colmare il gap, per esempio, in rapporto al valore produzione agricola, il valore degli investimenti agri&foodtech dovrebbe essere oltre 500 milioni di euro annui, appunto en 5 volte di più rispetto al dato reale del 2024.
Una situazione che sta portando tanti 'cervelli' ad andare a cercare fortuna, e investimenti, fuori dal nostro Paese se è vero che "sulle 2.500 start-up agroalimentari presenti in Europa circa il 10% potrebbe avere un fondatore, o co-fondatore, italiano. E' un dato che si riserviamo di validare in modo più puntuale nella seconda edizione del nostro Rapporto", sottolinea.
Non c'è da perdere tempo, insomma, e servono azioni incisive per sostenere un comparto come l'Agri&foodtech che può essere decisivo nell'economia del nostro Paese nei prossimi anni. E per Costabile sono diverse le proposte che "riguardano il mondo dell'università, della ricerca, ma anche delle associazioni in categoria delle imprese. Ad esempio così come a Milano, dopo l'Expo, hanno fatto un investimento colossale per creare il Mind. E all'interno del Mind, la punta di diamante è lo Human Technopole, oggi bisogna creare un agri-food technopole. Qualcosa si sta facendo a Napoli, con il rettore dell'Università Federico II, molto capace e competente, che sta spingendo per lo sviluppo di questo agri-tech center, ma non basta. Data la nostra primazia nella filiera agroalimentare, ne dobbiamo avere almeno due in Italia. Oltre alla Campania penso alla food valley in Emilia, perché così c'è la prossimità con il mondo delle imprese", sottolinea Costabile.
Per Costabile questi due agri-tech center sono fondamentali "perchè le persone devono vedere, devono andare a cena insieme, per poter partorire idee nuove e soprattutto per poter trovare la chimica necessaria per realizzarle. L'innovazione passa dall'interazione fisica del corpo delle persone, guardandosi in faccia", sottolinea.
E poi per il docente della Luiss è necessario che startup e imprese si 'parlino'. "Bisogna fare in modo che il mondo delle start-up non sia staccato dal mondo corporate, che non siano due mondi separati. Il corporate guarda le start-up come quattro ragazzini fuori di testa e le start-up guardavano il mondo corporate come dei vecchi dinosauri. Non è così. Questi due mondi devono interagire strettamente, ricordando al mondo corporate che ogni grande azienda, prima di diventare grande era una start-up, era bambina, no? Quindi bisogna fare in modo che questi due mondi interagiscono di più. Con risorse economiche, con investimenti, con piani di lavoro congiunto, laboratori di sperimentazione, quindi cose concrete", ribadisce.
Ma non basta. "Terzo elemento fondamentale, gli organi governativi e, diciamo, anche le aziende devono capire che gli investimenti devono essere fatti, non solo in misura rilevante, ma anche intelligente. Dobbiamo fare in modo che il mondo privato abbia dei vantaggi nell'investire in venture capital. E i vantaggi sono detrazioni vere e immediate. Io, per esempio, mi trovo a Londra, dove se un privato come me o come lei investe anche solo 10.000 euro in una start-up, gli arrivano 4.000 euro sul bonifico in banca, appena l'investimento viene registrato dalla banca. O come in Canada dove avevano gli stessi problemi dell'Italia e hanno fatto una legislazione per incentivare l'interesse dei privati", sottolinea.
Oggi lo scenario in Italia non è esaltante, come spiega Costabile. "Oggi in Italia ci sono solo due Fondi che investono veramente sulle start-up. Uno grande e importante che si chiama 'Linfa Agrifoodtech innovation fund' e un altro, più piccolo, 'Maia'. Sono pochi, hanno una dotazione di 100 milioni di euro da investire in 5 anni, noi ne dobbiamo investire 500 milioni all'anno. Quindi mancano 2 miliardi e 300 milioni di euro per arrivare a quanto dovremmo investire per essere al passo con gli altri Paesi", sottolinea il docente della Luiss.
E per salvare la competitività di un settore, l'agroalimentare, che "è -ricorda Costabile- un elemento essenziale della cultura italiana tanto decantata e apprezzata nel mondo. E gli investimenti in Agrifoodtech hanno un impatto straordinario sul clima perchè l'agricoltura e agroalimentare sono i principali responsabili di emissione di Co2 ed è normale che quando innovo abbasso queste emissioni con un impatto molto positivo sul clima. Moltissime innovazioni che arrivano dalle startup di questo settore hanno poi un impatto su energia, salute, su nuovi materiali circolari, sulla giustizia sociale rendendo più accessibile l'alimentazione", conclude
(Adnkronos) - "Il tumore del seno localizzato rappresenta una neoplasia in stadio precoce potenzialmente guaribile. I tumori in stadio precoce possono essere in stadio 1, 2 e 3. L'incidenza nel nostro paese è intorno a 55-58 mila nuovi casi per anno, in accordo ai dati di numeri del cancro dell’ Associazione italiana di oncologia medica, Aiom. Quello che è molto rilevante è che i programmi di screening precoce possono identificare anche tumori molto piccoli con linfonodi negativi. Nonostante uno stadio precoce, ci può però essere, in ogni caso, un rischio di recidiva", anche nello "stadio 1", ma che è più "frequente nello stadio 2 e 3. Per questo negli ultimi anni abbiamo molto migliorato gli algoritmi di trattamento per la prevenzione delle recidive nei tumori mammari in fase precoce. La percezione del rischio è veramente essenziale e si deve basare non solo sulla presenza o meno di interessamento linfonodale, ma anche e soprattutto su fattori biologici, che possono essere, eventualmente, l'indice proliferativo, oppure l'utilizzo di molti 'gene panel' che possono predire il rischio dal punto di vista genomico". Lo ha detto all’Adnkronos Salute Giuseppe Curigliano, professore ordinario di Oncologia medica, università La Statale di Milano e vicedirettore scientifico, Istituto europeo di oncologica, direttore divisione Sviluppo di nuovi farmaci per terapie innovative Ieo, Irccs, Milano, in occasione della campagna #PronteAPrevenire, promossa da Novartis, in collaborazione con Andos, Europa Donna Italia, IncontraDonna e Salute Donna Odv, per fornire strumenti e informazioni per la gestione consapevole del rischio di recidiva.
"L'utilizzo degli inibitori delle cicline ha sicuramente migliorato la prognosi di queste pazienti - spiega Curigliano - Oggi abbiamo un nuovo presidio terapeutico approvato anche per pazienti con linfonodi negativi: anche in questo sottogruppo c'è un rischio di recidiva", e i dati degli studi evidenziano che si "riduce il rischio di recidiva locale (invasive disease free survival) e a distanza (distance relapse free survival). È possibile guarire? Ovviamente è possibile - chiarisce Curigliano - perché l'utilizzo degli inibitori delle cicline in aggiunta alle terapie chirurgiche radianti e di terapia endocrina riducono in maniera significativa il rischio di recidiva locale e di recidiva a distanza".
Leggi tutto: Oncologo Curigliano: "Potenzialmente guaribile il cancro al seno localizzato"
(Adnkronos) - "Il tumore del seno è certamente una delle storie di maggiore successo dell'oncologia: è uno dei tumori attualmente più guaribili. L’ormono sensibile, in particolare, ha dei tassi di recidiva molto bassi. Una volta asportato il nodulo ed effettuate le terapie preventive opportune, i tassi di recidiva a 10 anni non superano il 10% in media anche se, in presenza di alcuni fattori di rischio, possono essere più elevate. Ad esempio, la presenza di 3 o più linfonodi metastatici può far aumentare questo rischio di recidiva anche a quasi il 40%. Stiamo lavorando per migliorare la prognosi anche di queste pazienti, che mantengono un rischio sostanziale" con la "prevenzione terziaria, un termine un po' desueto, che è proprio la prevenzione delle recidive". Così Michelino De Laurentiis, direttore Sc Oncologia clinica sperimentale di Senologia, Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli, all’Adnkronos Salute commenta l’importanza della campagna #PronteAPrevenire, promossa da Novartis, in collaborazione con Andos, Europa Donna Italia, IncontraDonna e Salute Donna Odv, per fornire strumenti e informazioni utili alla gestione consapevole del rischio di recidiva.
Il problema dei tumori è che "pur asportando e eliminando qualunque traccia di malattia - spiega l’oncologo - eventuali cellule presenti nell'organismo possono, anche a distanza di 20 o 30 anni, riprodursi e dare recidive locali, che sono un problema poco importante, ma anche metastasi negli altri organi". La prevenzione terziaria comprende "tutti gli interventi terapeutici che noi facciamo per prevenire le recidive". Sono quelli noti comunemente come "terapie adiuvanti: si fa l'intervento e si danno dei farmaci, eventualmente anche radioterapia, per adiuvare" quanto ottenuto con la chirurgia "e guarire la paziente". Oggi sappiamo che "questa è la parte più importante dell'intera strategia terapeutica, è quella che ci ha con sentito di raggiungere i risultati attuali".
La campagna #PronteAPrevenire è "importante perché focalizza l'attenzione su quella che è una delle opzioni terapeutiche che abbiamo a disposizione per ridurre ulteriormente il rischio in quelle donne che ancora presentano" una probabilità "di recidiva a distanza - sottolinea De Laurentiis - Oggi abbiamo nuove opzioni terapeutiche” che prevedono l'utilizzo "di un inibitore delle cicline che è prescrivibile per un'ampia proporzione di queste pazienti". Questi farmaci "sono in grado di abbattere ulteriormente, in maniera consistente, questo rischio, mettendo le basi per l'aumento dei tassi di guarigione definitiva di queste pazienti. Si tratta di un avanzamento, dal mio punto di vista, veramente rilevante", conclude.
Leggi tutto: Oncologo De Laurentii: 'prevenzione terziaria abbassa recidive cancro seno'
(Adnkronos) - È stata presentata oggi a Milano ‘Pronte a prevenire’ una campagna di sensibilizzazione dedicata alle donne che hanno affrontato un tumore al seno localizzato, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’importanza della prevenzione legata al rischio di recidiva. Promossa da Novartis, l’iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con tutte le principali associazioni di pazienti operanti nell’area: Andos, Europa Donna Italia, IncontraDonna e Salute Donna Odv. #PronteAPrevenire - informa una nota - porta il volto di 4 donne delle associazioni che sostengono la campagna e che hanno già affrontato il tumore al seno. Con le loro storie, rappresentano tutte le donne che desiderano prevenire un possibile ritorno della malattia. La campagna si inserisce nell’ambito del progetto editoriale 'È tempo di vita' e offrirà non solo supporto informativo - attraverso interviste a esperti e approfondimenti sul tumore al seno localizzato sul sito etempodivita.it - ma cercherà di coinvolgere la community online di Facebook e Instagram per creare una sensibilità condivisa sull’importanza della prevenzione terziaria, che ha l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva grazie all’utilizzo delle terapie adiuvanti.
Affrontare il tumore al seno in fase precoce è un cammino personale complesso, fatto di scelte e sfide. Per questo #PronteAPrevenire avrà come simbolo di forza collettiva un’immagine che utilizzerà la metafora del puzzle per rappresentare l’unicità di ogni storia che si completa in una visione collettiva. In tal senso la community delle donne attive sui canali social di ‘È tempo di vita’ sarà chiamata a condividere una parola evocativa e un colore che le rappresenta in questo percorso di guarigione. Questi contributi saranno e daranno vita a un’iniziativa che a ottobre, durante il mese rosa, incarnerà l’impegno di tutta la comunità delle pazienti con tumore al seno e di Novartis ad essere in prima linea nella prevenzione del tumore alla mammella.
La campagna di sensibilizzazione nasce da un bisogno emerso dal reale ascolto delle pazienti, grazie a una ricerca condotta da Europa Donna Italia insieme ad Iqvia e con il sostegno di Novartis Italia, su oltre 170 pazienti. "Dalla ricerca emerge una forte richiesta, da parte delle pazienti, di ricevere informazioni più dettagliate dal proprio medico sul rischio di recidiva - afferma Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia. - Quattro pazienti su 10 affermano, infatti, di non ricevere abbastanza informazioni a riguardo, e 2 su 10, dopo la diagnosi, non conoscono il proprio livello di rischio. Eppure prevenire una possibile recidiva è considerato l’obiettivo terapeutico più importante per il 44% delle intervistate. Per questo crediamo che ogni iniziativa volta a promuovere una comunicazione corretta ed efficace in quest’ambito sia preziosa, ancor più se consideriamo che oltre la metà delle pazienti (54%) vede nella terapia adiuvante una prospettiva che dà forza, percependola come fondamentale nonostante la fatica che si prova nel seguirla".
L’indagine evidenzia inoltre che 9 pazienti su 10 ricercano attivamente informazioni sul tema - attraverso il proprio medico e altri canali - e che circa la metà del campione percepisce come obiettivo terapeutico più importante proprio quello di prevenire le recidive e considera positivamente un’eventuale terapia adiuvante.
"Anche dopo aver superato la fase iniziale del tumore al seno, è fondamentale che le pazienti siano consapevoli del rischio di recidiva, che può presentarsi anche a distanza di molti anni - sottolinea Giuseppe Curigliano, professore ordinario di Oncologia medica, Università La Statale di Milano e vicedirettore Scientifico, Istituto europeo di oncologica, Irccs Milano e direttore della divisione Sviluppo di Nuovi farmaci per Terapie Innovative Ieo - Secondo alcuni studi il rischio di recidiva delle pazienti con tumore al seno in fase precoce con malattia ormonosensibile ed Her2 negativa si registra in una percentuale compresa tra il 10% e il 17% per gli stadi I, per aumentare ad un range tra il 10% e 50% negli stadi II e III anche dopo 20 anni dalla diagnosi e dalla conclusione della terapia endocrina. La prevenzione terziaria è quindi essenziale e la consapevolezza delle donne su questo tema è di fondamentale importanza per migliorarne la qualità di vita".
Il carcinoma della mammella è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne in Italia, con circa 53.686 nuove diagnosi stimate nel 2024. Nonostante l'elevata incidenza, la sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi è dell' 88%, e del 91% la probabilità di vivere ulteriori 4 anni dopo aver superato il primo anno dalla diagnosi, segni dei progressi fatti nella diagnosi precoce e nel trattamento. "I tumori mammari ormonosensibili Hr+/Her2-, che costituiscono circa il 70% di tutti i tumori della mammella , presentano di solito una buona prognosi nel breve periodo, ma possono recidivare a distanza di molti anni - chiarisce Michelino De Laurentiis, direttore Sc Oncologia clinica sperimentale di Senologia Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli - È quindi fondamentale migliorare il controllo a lungo termine della patologia e in questo ci vengono in aiuto anche nuove opzioni terapeutiche come gli inibitori di Cdk4/6, i quali, in aggiunta alla terapia ormonale standard, possono rappresentare un promettente strumento di prevenzione terziaria per un ampio numero di pazienti".
Ogni paziente "è unica e diversa - evidenzia Alberto Zambelli, direttore Oncologia Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo e professore associato di Oncologia Università degli Studi di Milano-Bicocca - Per questo è fondamentale che ogni volta si crei tra medico-paziente un rapporto di alleanza esclusiva, basato sulla fiducia e sulla comunicazione aperta. Questo permette un percorso terapeutico condiviso e consapevole, perché la persona possa sentirsi accompagnata e supportata durante tutte le fasi della cura e della sorveglianza oncologica. Per questo le iniziative che promuovono conoscenza e consapevolezza favoriscono il rapporto medico-paziente, migliorano l'aderenza alle cure e ai controlli, contribuiscono a ridurre paure e ansie e infine migliorano la qualità di vita delle pazienti e gli esiti di cura".
Questa campagna "conferma il nostro impegno continuo a fianco delle associazioni pazienti e delle società scientifiche per sviluppare trattamenti sempre più innovativi ed efficaci - conclude Paola Coco, Medical Affairs Head di Novartis Italy - Un impegno che si sostanzia ogni giorno anche attraverso iniziative come #PronteAPrevenire, che ci consentono di accompagnare le pazienti durante l’intero percorso di cura con strumenti che possono contribuire a renderle sempre più consapevoli e informate".
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(Adnkronos) - "Il tumore del seno è certamente una delle storie di maggiore successo dell'oncologia: è uno dei tumori attualmente più guaribili. L’ormono sensibile, in particolare, ha dei tassi di recidiva molto bassi. Una volta asportato il nodulo ed effettuate le terapie preventive opportune, i tassi di recidiva a 10 anni non superano il 10% in media anche se, in presenza di alcuni fattori di rischio, possono essere più elevate. Ad esempio, la presenza di 3 o più linfonodi metastatici può far aumentare questo rischio di recidiva anche a quasi il 40%. Stiamo lavorando per migliorare la prognosi anche di queste pazienti, che mantengono un rischio sostanziale" con la "prevenzione terziaria, un termine un po' desueto, che è proprio la prevenzione delle recidive". Così Michelino De Laurentiis, direttore Sc Oncologia clinica sperimentale di Senologia, Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli, all’Adnkronos Salute commenta l’importanza della campagna #PronteAPrevenire, promossa da Novartis, in collaborazione con Andos, Europa Donna Italia, IncontraDonna e Salute Donna Odv, per fornire strumenti e informazioni utili alla gestione consapevole del rischio di recidiva.
Il problema dei tumori è che "pur asportando e eliminando qualunque traccia di malattia - spiega l’oncologo - eventuali cellule presenti nell'organismo possono, anche a distanza di 20 o 30 anni, riprodursi e dare recidive locali, che sono un problema poco importante, ma anche metastasi negli altri organi". La prevenzione terziaria comprende "tutti gli interventi terapeutici che noi facciamo per prevenire le recidive". Sono quelli noti comunemente come "terapie adiuvanti: si fa l'intervento e si danno dei farmaci, eventualmente anche radioterapia, per adiuvare" quanto ottenuto con la chirurgia "e guarire la paziente". Oggi sappiamo che "questa è la parte più importante dell'intera strategia terapeutica, è quella che ci ha con sentito di raggiungere i risultati attuali".
La campagna #PronteAPrevenire è "importante perché focalizza l'attenzione su quella che è una delle opzioni terapeutiche che abbiamo a disposizione per ridurre ulteriormente il rischio in quelle donne che ancora presentano" una probabilità "di recidiva a distanza - sottolinea De Laurentiis - Oggi abbiamo nuove opzioni terapeutiche” che prevedono l'utilizzo "di un inibitore delle cicline che è prescrivibile per un'ampia proporzione di queste pazienti". Questi farmaci "sono in grado di abbattere ulteriormente, in maniera consistente, questo rischio, mettendo le basi per l'aumento dei tassi di guarigione definitiva di queste pazienti. Si tratta di un avanzamento, dal mio punto di vista, veramente rilevante", conclude.
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