(Adnkronos) - Achille Lauro intrattiene il pubblico del Campo Centrale con il suo show prima del match tra Jannik Sinner e Tommy Paul, il pubblico si gode il concerto pre-partita: tra gli spettatori, anche Alessia Marcuzzi.
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(Adnkronos) - “Comunicare la sostenibilità è fondamentale: non basta praticarla, serve anche qualcuno che ci creda e la scelga. Altrimenti rimane troppo teorica, chiusa nelle aziende o nelle istituzioni, senza generare cambiamento reale.” Queste le parole di Eva Alessi, head of Sustainability Wwf Italia, intervenuta all'Eiis Summit 2025, appuntamento annuale dedicato alla sostenibilità, a Palazzo Orsini Taverna a Roma.
Secondo Alessi, i consumatori hanno un ruolo centrale nella transizione ecologica e non possono più essere trattati come spettatori passivi. “Non vanno più solo informati o educati, ma coinvolti come agenti di cambiamento. Sono una leva straordinaria per rafforzare e orientare scelte realmente sostenibili.”
Nel suo intervento, Alessi ha affrontato anche il tema delle fake news ambientali, in particolare quelle sull’olio di palma: “Noi ambientalisti da anni portiamo avanti una campagna per la responsabilizzazione della filiera, affinché sia sostenibile. I consumatori hanno preso una strada diversa per una cattiva informazione, c'è una sola alternativa all'olio di palma: l'olio di palma sostenibile. Quella è la soluzione.”
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(Adnkronos) - Carlos Alcaraz vola in finale agli Internazionali d'Italia 2025. Oggi, venerdì 16 maggio, il tennista spagnolo ha battuto Lorenzo Musetti in due set nella semifinale del Masters 1000 di Roma. Ora Alcaraz aspetta il match tra Jannik Sinner e Tommy Paul per scoprire chi sarà il suo avversario nell'ultimo atto del torneo, in programma domenica 18 maggio sul Centrale del Foro Italico.
In conferenza stampa Alcaraz ha parlato anche della possibilità di affrontare il numero uno del mondo, al rientro dopo la squalifica per il caso Clostebol: "Non vedo l’ora, devo essere sincero. Non sarà facile per Sinner contro Tommy Paul, ma ho visto i suoi ultimi match e il livello è salito tantissimo. Ogni volta che gioco con lui è una battaglia, ma sono momenti che mi piacciono e mi divertono", ha detto lo spagnolo, "giocare contro di lui qui a Roma sarebbe ancora più difficile, sarebbe un’ulteriore sfida ma vediamo chi vincerà stasera".
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(Adnkronos) - “Il 95% dell'olio di palma che viene importato in Italia è un olio sostenibile certificato Rspo che rispetta criteri ambientali e sociali ed è completamente tracciabile, dalla piantagione al mulino, alla raffineria, al trasporto navale, allo stoccaggio in Italia, fino al consumatore finale.” Così Vincenzo Tapella, presidente Unione Italiana per l'Olio di Palma Sostenibile, durante l'Eiis Summit 2025 a Roma.
“L'olio di palma è un olio molto versatile che può essere utilizzato - prosegue Tapella - non soltanto nel campo alimentare ma anche nel campo chimico, del feed e della cosmesi. L'olio di palma è sicuro sostenibile dal punto di vista ambientale e dal punto di vista sociale. Le sue caratteristiche sono molto buone: ha una resa molto alta, la possibilità di essere estratto senza solventi, di essere frazionato in modo fisico, in modo da poter avere diversi prodotti adatti per la frittura, per la margarina, per la pasticceria”, aggiunge l'esperto.
“In passato è stato oggetto di fake news o scorretta informazione, per questo le nostre campagne hanno cercato di informare il consumatore in modo corretto, puntando sulla sostenibilità dell'olio di palma. Non sono campagne facili da portare avanti perché pur avendo dei dati tecnico-scientifici importanti non è semplice comunicare al consumatore finale le caratteristiche dell'olio di palma sostenibile, per questo motivo ci appoggiamo a partner come l'Università Cattolica del Sacro Cuore che fa ricerche sul consumatore, collaboriamo con organizzazioni non governative e con la grande distribuzione per fare in modo che questo messaggio della sicurezza e della sostenibilità dell'olio di palma possa raggiungere il consumatore finale.”
(Adnkronos) - L’ Istituto nazionale tributaristi (Int) per mano del suo presidente Riccardo Alemanno ha inviato al direttore dell’Agenzia delle Entrate, avvocato Vincenzo Carbone, la richiesta di proroga degli adempimenti tributari in scadenza a causa del blocco dell’accesso ai sistemi telematici da parte di contribuenti e intermediari fiscali. Alemanno non ha enfatizzato la negatività della problematica, coincidente con i primi accessi alle dichiarazioni precompilate, ma si è limitato alla sostanza e ha scritto: "omissis... date le persistenti problematiche di accesso al sito dell’Agenzia delle Entrate, si chiede la proroga di tutti gli adempimenti in scadenza attraverso un suo provvedimento, come previsto dalla normativa vigente in caso di blocco dei sistemi telematici della Pubblica amministrazione. Non mi dilungo oltre confidando in un suo intervento tempestivo, che eviti a contribuenti e intermediari fiscali ulteriori problematiche".
(Adnkronos) - Marco Panzarasa, l'amico di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, torna - sempre da non indagato - nella nuova indagine sul delitto di Garlasco. Il suo nome è nell'elenco di chi dovrà fornire volontariamente il proprio Dna per compararlo con quello trovato sulle unghie della ventiseienne. La traccia genetica di Panzarasa, appena laureato nel 2007 e ora avvocato, sarà anche confrontata con eventuali impronte che verranno repertate su oggetti (alcuni trovati nella spazzatura di casa Poggi) mai analizzati per quasi 18 anni.
Panzarasa, 42 anni, sposato, era il compagno di banco di Stasi. Un'amicizia che inizia nell'estate del 1997 all'oratorio di Garlasco e che prosegue sui banchi del liceo scientifico di Mortara. E' lui l'amico con cui Alberto Stasi trascorre una vacanza studio a Londra poche settimane prima della morte di Chiara (la ventiseienne li raggiunge per un weekend) e insieme i due amici il 4 agosto 2007 tornano a casa. E' l'11 agosto 2007 quando riceve nel pomeriggio un messaggio da Stasi ('Haldo' in rubrica) in cui gli chiede di portargli la cartolina 'ricordo' di Londra, lasciata nella sua valigia. Una richiesta che l'ex bocconiano rinnova poche ore dopo al telefono. "Alberto mi ha chiesto soltanto della cartolina, non mi ha chiesto nient'altro, o meglio non ricordo, il contenuto principale della telefonata era la cartolina. Gli ho detto che non potevo uscire perché ero al mare, e ci siamo dati appuntamento per lunedì sera a Garlasco".
Un incontro che non ci sarà: l'omicidio di Chiara Poggi diventa di dominio pubblico nella tarda mattinata quando Marco Panzarasa sta rientrando in treno da un fine settimana al mare con gli amici a Borghetto Santo Spirito nel Savonese. Il neo laureato rientra nel Comune in provincia di Pavia lunedì 13 agosto, mentre gli amici rientreranno dopo Ferragosto. Parte dalla stazione di Loano alle 11.40, perde la coincidenza a Genova, e arriverà a Pavia non prima delle ore 17. E' in treno quando riceve la telefonata di Stefania Cappa, cugina della vittima e che aiuta in un paio di esami all'università, e apprende dell'omicidio della fidanzata dell'amico. I biglietti del treno sono agli atti dell'indagine.
Più volte sentito a verbale, nel febbraio del 2008 l'abitazione di Marco Panzarasa viene sottoposta a sequestro: i carabinieri porteranno via diverso materiale informatico, tra cui un computer. Un'attività investigativa che finisce nel nulla, mentre intorno al giovane crescono speculazioni e odio social. A verbale Panzarasa confessa che a Londra l'amico gli ha mostrato anche alcune foto 'intime' di Chiara - un errore mentre scorrevano altre immagini - e che Stasi "aveva scaricato da internet dei video pornografici che comunque non mi mostrava" mette a verbale. Della vacanza in Inghilterra ricorda anche - sentito nel 2014 - "Io a Londra ho acquistato una scheda telefonica inglese e mi sembra di ricordare che l'abbia acquistata anche Alberto Stasi. Poi dopo il rientro non la ho più usata in Italia".
I rapporti con Stasi si 'raffreddano' subito dopo il clamore mediatico che piomba su Garlasco. Come tutti gli amici della vittima e di Stasi anche lui viene convocato e sentito dai carabinieri. "Nella caserma di Garlasco ho intravisto Alberto ma non ho potuto parlargli perché impegnato con i carabinieri. Il giorno dopo ho chiamato il padre di Alberto chiedendogli di come si sentiva il figlio. Lo stesso mi disse che stava riposando per cui non l'ho disturbato. Nei giorni seguenti ho cercato invano di contattare Alberto attraverso sms inviati dal mio al suo cellulare" racconta.
"Ricordo di avergli mandato 3 sms e precisamente uno nei giorni immediatamente successivi al fatto, un secondo immediatamente dopo l'avviso di garanzia e un terzo pochi giorni fa prima del mio rientro dalla Spagna in cui lo invitavo a prendere un caffè per una chiacchierata. A tutti e tre sms non ho mai ricevuto risposta né tantomeno Alberto mi ha mai chiamato dopo il 13 agosto 2007" mette a verbale il 30 agosto 2007. Dopo 18 anni il suo nome di Marco Panzarasa, come quello delle 'gemelle K', torna nel caso Garlasco.
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(Adnkronos) - "I numeri del settore nautico sono estremamente importanti per la nautica da diporto. In termini di fatturato supera gli 8 miliardi e conta oltre 30 mila addetti. Siamo i primi esportatori mondiali in questo campo, soprattutto grazie alla produzione di grandi yacht”. Lo dichiara Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison, in occasione della convention Satec 2025, oggi a Rapallo, in provincia di Genova. Un evento organizzata da Confindustria Nautica.
La nautica da diporto “ha avuto il grande merito di espandersi soprattutto in un periodo difficile - evidenzia Fortis - Tra il 2019 e il 2024 l’export del settore è cresciuto dell'88%, contro una crescita dell'export italiano appena superiore al 20%. Abbiamo raggiunto i 4,3 miliardi di esportazioni l'anno scorso, ma già nei primi due mesi dell'anno, con l'aggiunta dei primi due mesi del 2025, siamo arrivati a 4,4 miliardi di esportazioni. Il surplus commerciale della nautica è enorme - aggiunge - ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro con l'estero ed è molto importante perché ha contribuito da solo, alla nautica da diporto, per circa il 14% alla crescita di questo surplus negli ultimi cinque anni. Quindi un settore su cui puntare. Una parte di quel nuovo made in Italy che si è affacciato, negli ultimi vent'anni, sulla scena della nostra specializzazione internazionale”, le sue parole.
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(Adnkronos) - "Nessuna autorità, per quanto competente e indipendente, può affrontare da sola la complessità delle sfide che la Sla", sclerosi laterale amiotrofica "pone ogni giorno. Soprattutto in un momento come questo in cui le normative stanno cambiando". Possiamo quindi "affrontare questo tema fondamentale solo attraverso una collaborazione autentica, strutturata e continuativa. Quindi fare rete tra Autorità garante, istituzioni pubbliche, private e associazioni, a partire da Aisla, ovviamente. Solo così possiamo generare cambiamenti concreti e misurabili nella vita delle persone". Lo ha detto Antonio Pelagatti, Garante per la Disabilità, intervenendo, da remoto, a Jesi (Ancona) alla prima giornata della Conferenza nazionale dell’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica.
"Il Garante è un’istituzione creata non solo per vigilare sui diritti, ma anche per promuovere i diritti. Le forme di collaborazione sono molteplici - osserva Pelagatti - ma sono consapevole che sarà solamente il dialogo con il terzo settore, di chi si occupa della Sla, a guidarne lo sviluppo. Il nuovo Codice del Terzo Settore individua dei modelli di intervento attraverso una co-programmazione e co-progettazione in reti che devono essere strutturate e stabili per accogliere, sistematizzare e trasmettere le segnalazioni di criticità ricorrenti – sociali, amministrative, sanitarie – che emergono nei diversi territori". Sulle "decine, centinaia di segnalazioni di tutti i tipi" che il Garante riceve ogni giorno, "il nostro compito - chiarisce - è quello di esaminarle, ascoltarle e attivare una collaborazione per un’azione concreta capace di individuare, complessivamente, per esempio, i problemi più urgenti che hanno le famiglie e persone con Sla, trasformare le segnalazioni più rilevanti e di carattere comune in interventi istituzionali, così da migliorare concretamente i percorsi di assistenza nelle politiche pubbliche".
Insieme si possono fare tante cose. "Pensiamo solo all’innovazione tecnologica, all’aggiornamento dei dispositivi tecnologici assistivi e quindi all’aggiornamento costante del tariffario dei Lea - illustra Pelagatti - Quello che importa è collaborare per trasformare segnalazioni in interventi di sistema, per coinvolgere attivamente gli enti pubblici e privati che offrono servizi pubblici nella rimozione degli ostacoli. In pratica - sottolinea - rendere i diritti esigibili su tutto il territorio nazionale, superando le profonde disuguaglianze territoriali che oggi ostacolano la piena cittadinanza delle persone con disabilità, con grande disabilità in particolare, e Sla". Si tratta di "una responsabilità civile, morale, umana. Un impegno che nasce da una missione condivisa con tutta la rete, con tutti quelli che vorranno insieme lavorare per garantire alle persone con Sla non solo cure adeguate, ma diritti riconosciuti, strumenti attuali e una vita piena di dignità".
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(Adnkronos) - "Il progetto di vita deve diventare un diritto esigibile per tutti, modellato attorno alla persona e alla sua unicità. La legge quadro sulla disabilità rappresenta una svolta anche culturale: una riforma che stiamo impegnandoci a rendere pienamente attuativa, in modo coerente e tempestivo". Lo ha detto Maria Teresa Bellucci, viceministro per le Politiche Sociali, nel videomessaggio inviato all’apertura dei lavori della della Conferenza nazionale Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, che si svolge a Jesi (Ancona).
Riferendosi al "ruolo centrale delle famiglie, e in particolare dei caregiver familiari, persone che ogni giorno si prendono cura con amore e dedizione, spesso rinunciando al lavoro, alla vita sociale, persino alla propria salute", il viceministro ha ricordato che "il Tavolo tecnico interministeriale sui caregiver è una priorità del governo Meloni per dare il giusto riconoscimento e sostegno a chi troppo spesso è rimasto invisibile". In questo contesto "Aisla è un esempio concreto di come si possa lavorare insieme con competenza, tenacia e cuore e di alleanza tra istituzioni e società civile, un punto di riferimento per il governo e per me, come viceministro", ha concluso.
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(Adnkronos) - "Abbiamo il dovere di continuare a raccontare questa storia di Armida Barelli", cofondatrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore morta nel 1952 di Sla, sclerosi laterale amiotrofica, a cui è stato dedicato il centro clinico Nemo di Roma. Come la Beata "non abdichiamo al desiderio di essere protagonisti, a prescindere dalla malattia. Non rinunciamo a essere una risorsa per questo Paese solo perché non parliamo, solo perché respiriamo male. Non rinunciamo al diritto di avere infrastrutture che possano accogliere e sostenere tutte le nostre famiglie". Così Alberto Fontana, segretario Centri clinici Nemo intervenendo oggi a Jesi, alla prima giornata della Conferenza nazionale Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica.
"Siamo cresciuti in associazione pensando che la forza fosse la capacità di sollevare, di sostenere, di alleggerire il fardello della malattia che grava sulla nostra comunità - riflette Fontana - Oggi, invece, quello che sembra dominare è un altro tipo di forza: una forza che schiaccia, che esclude. E quello che abbiamo imparato dalla nostra storia è che c’è sempre qualcos’altro che viene considerato più urgente dei bisogni e dei desideri di felicità di una comunità fragile come la nostra. Siamo la marginalità, e sarà sempre più facile dimenticarsi di noi perché, quando le risorse sono poche, ci si occupa dei numeri grandi. I numeri piccoli, invece, si dimenticano. E allora dobbiamo usare tutte le storie della nostra comunità per ricordare alle istituzioni qual è il loro dovere: partire dagli ultimi, non dai primi".
Per questo "dobbiamo continuare a combattere - rimarca il segretario Centri clinici Nemo - a costruire un’attenzione da parte delle istituzioni, che non sia solo dichiarativa o legislativa, ma che si traduca in risorse economiche per i nostri medici, per i nostri ricercatori, perché possano davvero fare la differenza. Non dobbiamo dimenticarlo mai. La sfida più grande oggi è raccontare che non siamo gli ultimi, anche se la storia ci ha posti spesso tra gli ultimi. Questo, credo, è ciò che ci insegna anche Armida Barelli - rimarca Fontana - Lei non ha solo sognato l’Università Cattolica: l’ha costruita contro tutto e tutti, con le sue risorse, con la sua convinzione, con la sua forza di persuasione. Ed è per questo che dobbiamo prendere quella storia e farla nostra, metterla nel nostro calendario e celebrarla come un momento identitario per la nostra comunità", conclude.
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