borsa

I mercati azionari sono arrivati abbastanza tonici all'ultimo appuntamento istituzionale dell'anno con la FED e Jerome Powell non ha deluso le aspettative di investitori e addetti ai lavori: il numero uno della Banca Centrale, infatti, se da un lato ha annunciato la conclusione anticipata del tapering, dall'altro ha tenuto a precisare che il board continua a non essere preoccupato per i livelli raggiunti dall'inflazione e che, sicuramente, nei prossimi mesi si rientrerà nel target fissato al 2%. Quindi la misura di stimolo, implementata durante l'emergenza pandemica, non avrà più effetto dalla fine del prossimo trimestre -quando terminerà anche il PEPP europeo-, tuttavia i tassi, salvo avvenimenti eclatanti, verranno ritoccati moderatamente al rialzo solo nella seconda parte del 2022, per giungere allo soglia di un punto percentuale.

Lo scenario che va delineandosi nei prossimi mesi sarà caratterizzato ancora da spinte inflattive e curve dei rendimenti piatte, una congiuntura non proprio ideale per portafogli di investimento conservativi: è questo il motivo per cui, nonostante alcuni settori dell'equity abbiano ormai raggiunto valutazioni piuttosto elevate, gli analisti mantengono una posizione overweight sulle asset class di rischio. Naturalmente, in tali condizioni, la negoziazione di questa tipologia di titoli richiede una particolare cura nella selezione dei sottostanti in quanto, come ha dimostrato l'anno che sta per concludersi, gli avvicendamenti dalle fasi risk off a quelle risk on possono essere così improvvisi da non consentire la messa in atto di adeguate contromisure con cui limitare gli effetti di un aumento di volatilità.

Investire in azioni diversificando 

Una soluzione operativa apprezzata da molti risparmiatori per investire in azioni consiste nel sottoscrivere strumenti finanziari che, sfruttando la diversificazioni di panieri o indici, consentono l'eliminazione del rischio specifico insito nella concentrazione di capitale su un solo sottostante. I fondi comuni rappresentano, in tal senso, un buon canale di accesso al mercato, meglio se si tratta di ETF, poiché sulle strutture passive gravano commissioni di gestione inferiori.

Tuttavia oggi è possibile acquistare direttamente un indice, con costi ancora più contenuti: i broker online, infatti, fra i vari sottostanti negoziabili attraverso i Contratti per Differenza hanno a catalogo svariati benchmark -FTSE100, DAX40, NASDAQ, DOW JONES, solo per citarne alcuni-. Naturalmente attraverso i circuiti otc si possono acquistare anche direttamente azioni e i profili commissionali, previsti da questa operatività, sono estremamente bassi sia con la replica sintetica dei CFD sia in DMA mode.

Le azioni nelle watchlist degli analisti

 

L'aspetto più interessante dei servizi offerti dai broker online è rappresentato dall'omogeneità dei costi: difatti gli stessi non variano che si acquisti sul mercato domestico o sui piazze estere. E diversi analisti fra i temi caldi per il 2022 individuano proprio titoli internazionali.

In particolare nel settore tecnologico Samsung è un nome che gode di ottima considerazione fra gli investitori, sia per le ottime metriche di bilancio sia per le prospettive di crescita del suo core business nei mesi a venire. Nel mondo dell'intrattenimento, invece, è Netflix a creare molto hype: diventata ormai una realtà di punta dei servizi di streaming grazie ad un'imponente base abbonati, la società mira ad accrescere la quota di mercato espandendo l'offerta del proprio prodotto.

Cosa succede al titolo Tesla

 

Sulla borsa di Wall Street merita un discorso a parte Tesla, titolo che da sempre accende il dibattito tra addetti ai lavori e non, a causa delle dichiarazioni rilasciate dal suo istrionico Ceo. Nelle ultime settimane il prezzo delle azioni ha subito un brusco ridimensionamento, dopo aver raggiunto nuovi massimi assoluti. Anche se in un primo momento il movimento è stato identificato come correzione all'interno di una struttura tecnica, le ultime voci, riguardanti la vendita di azioni proprie effettuata da Elon Musk, hanno generato un po' di apprensione tra i risparmiatori.

Naturalmente sono giunte immediate rassicurazioni dal management sulla natura fiscale dell'operazione: difatti altre volte l'AD di Tesla ha liquidato titoli ricomprandoli subito dopo, per cui tale circostanza non dovrebbe avere effetti a lungo termine sui corsi azionari della compagnia.

- SARDA NEWS -

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