- RIPRODUZIONE RISERVATA"È un'autentica presa in giro quella che i metalmeccanici del territorio sentono di aver subito. Le convocazioni e le passerelle in conseguenza delle iniziative degli anni precedenti, sono arrivate a un punto di non ritorno in conseguenza del dramma che stanno vivendo i metalmeccanici, il ritardo nell'erogazione degli ammortizzatori sociali per le aree di crisi industriale complessa, non garantisce più la tenuta sociale". Lo sostengono, in una nota Fiom-Cgil, Fsm-Cisl e Uilm-Uil che annunciano la ripresa della mobilitazione per i metalmeccanici del Sulcis. "La mancanza di supporto minimo rischia di portare all'implosione della protesta, in conseguenza della grave crisi di lavoro esistente, e insuperabile. infatti circa 200 lavoratori sono senza una minima retribuzione dall'1 gennaio 2026 e i 300 ancora in mobilità sono in attesa dell'integrativo, che la regione, anche nell'ultimo incontro con la presidente 18 febbraio, aveva garantito. invece non si riesce a rispettare nessun impegno", attaccano.
    Sabato, alla Portovesme srl, si è tenuta la prima assemblea degli appalti, in cui sono emerse "le problematiche legate alla cassa integrazione, ma anche all'aumentare della concorrenza negli appalti, dove tanto per cambiare, i lavoratori appartenenti alle aziende con maggiori costi, in conseguenza dei contratti applicati o delle anzianità maturate, sono messi in concorrenza con aziende che hanno condizioni differenti, che non hanno ammortizzatori sociali in essere - fanno sapere le sigle - Il risultato è che in un momento di crisi come l'attuale, diversi lavoratori storici rimangono a casa, perché la committente deve avere maggiori guadagni".
    Fiom, Fsm e Uilm denunciano che tutto il futuro del polo industriale "è messo in discussione: gran parte dei lavoratori rischierà di ricevere il benservito entro la fine dell'anno, perché come scritto nella nota del ministero del Lavoro del 10/02/2026, i 100 milioni di copertura per...

Leggi tutto su Ansa Sardegna