influencer

Non solo Chiara Ferragni. Se l’influencer di Cremona è la stella conclamata tra gli opinion leader del nostro Paese, sono molti coloro che si stanno posizionando al meglio su un mercato così particolare come quello rappresentato dalle persone “comuni” che fanno tendenza e, soprattutto, sono in grado di orientare gli acquisti di un gran numero di followers.
L’influencers marketing, ovvero il commercio collegato alle opinioni espresse dagli influencers, è in grande crescita. Un trend dovuto al fatto che per le aziende è molto più performante l’utilizzo di questa particolare figura rispetto a quello delle celebrità.

La crescita dell’influencers marketing

Con tutta evidenza, i consumatori sentono molto più vicine queste persone rispetto alle stelle del cinema o della musica e premiano le loro opinioni. Ne consegue una crescita esponenziale del mercato che li riguarda, che ha chiuso il 2020 con 10 bilioni di dollari e prepara il terreno per una nuova clamorosa crescita, tale da attestarlo a quota 15 bilioni nell’anno in corso. Un trend che dovrebbe peraltro proseguire senza interruzioni di sorta sino al 2025.
A spiegare quanto sta accadendo ad #AnsaLifestyleè stata di recente Grazia Zuccarini, studiosa e osservatrice del mondo digitale. Secondo la quale il far arrivare un messaggio ed un prodotto all’utente finale sarà sempre più strategico per le imprese.

Gli orientamenti del mercato

In questa ottica, aumenterà notevolmente il numero dei post sponsorizzati che appariranno nei feed dei propri social. Considerato come il 26% degli utenti connessi da desktop e il 15% di quelli da cellulare utilizzino software tesi a bloccare la pubblicità, acquisterà un ruolo sempre più strategico l’utilizzo dei cosiddetti creatori di contenuti. Ovvero coloro che sono in grado di facilitare l’arrivo di un messaggio e di un prodotto all’utente finale.
Come si può leggere sul sito iolifestyle.it, i responsabili marketing sono i primi ad aver capito l’importanza degli influencers tanto che il 63% di loro dichiara l’intenzione di inserire campagne preparate da figure di questo genere nella propria strategia. Il 90% delle quali saranno pianificate su Instagram, ovvero il social che si è dimostrato il terreno più fertile per i contenuti prodotti da “content creators” che riescono ad influenzare 9.8 volte di più l’acquisto che non quelli che sono stati ideati dal brand stesso.

Cresce l’importanza dei micro e nano influencers

Va poi sottolineato come il 2020 sia stato uno spartiacque anche per quanto riguarda questo particolare settore. L’anno della pandemia ha provveduto a consolidare l’importanza dei micro-influencers, ovvero quelli che vantano una platea sino a 100mila followers e che sono considerati sempre più importanti nelle strategie commerciali in un momento in cui il commercio risente ancora delle restrizioni sanitarie.
Ecco perchè molte aziende guardano con sempre maggiore interesse ai nano influencers. Termine che va a raggruppare coloro che fanno da punto di riferimento per platee composte da poche migliaia di seguaci, ovvero da mille a tremila.

- SARDA NEWS -

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