Un lunghissimo applauso accoglie Giovanni Allevi, protagonista con
il suo piano Solo sul palco del Lirico di Cagliari e al Teatro
Comunale di Sassari, per Cedac. Un'ondata d'affetto, un simbolico
abbraccio del pubblico apre il concerto del compositore e filosofo,
che propone un'antologia di brani emblematici, a partire da Aria,
sul respiro, il soffio della vita, per proseguire con No More
Tears, un antidoto alla "disperazione di fondo" e poi l'energica
Kiss Me Again."Qui è la rosa, qui danza": il maestro cita Hegel per introdurre Qui Danza, seguono Japan e Come Sei Veramente, Go With The Flow, Ti Scrivo e L'Idea. In dialogo con il pubblico, Allevi si racconta, privilegiando la chiave della leggerezza, scherza sugli effetti degli antidolorifici, dai tremori ai colpi di genio, e presenta ogni brano: ecco Luna, poi Tomorrow e Our Future, Panic, My Angel, Helena - dedicato a un'amica pianista - e infine Prendimi. Una standing ovation e il bis, con Back To Life.
Il compositore condivide pensieri e emozioni, per tradurli in musica. Una passione che parte dall'infanzia: "Tutto è iniziato da un divieto - racconta all'ANSA - mio padre teneva chiuso il pianoforte, quando ero piccolo, non voleva assolutamente che lo toccassi. Ma io avevo scoperto dove era nascosta la chiave...".
La sua musica, "classica nelle forme e contemporanea nei contenuti, in realtà è un viaggio negli abissi dell'anima alla ricerca di una luce", rivela l'artista, conosciuto e amato in tutto il mondo. Negli album come nei concerti si affida alla magia delle note, ma nei libri affiorano riflessioni profonde su questioni universali: "La filosofia - spiega - mi permette di intraprendere una ricerca sincera e spregiudicata su temi come la musica classica, il ruolo sociale del compositore e cosa significhi...