
Stasera nuovo appuntamento con 'Che Tempo Che Fa' di Fabio Fazio, con la nuova puntata in diretta tv e streaming oggi 7 dicembre alle 19.30 sul Nove e su Discovery+ con la consueta presenza di ospiti tra cinema, tv, scienza, sport e cultura.
Gli ospiti
Nell'elenco spiccano i nomi di Sara Errani e Jasmine Paolini, fuoriclasse del tennis italiano, terze migliori tenniste nella classifica di doppio e campionesse olimpiche in gara. Insieme hanno vinto 9 tornei di cui 4 solo nel 2025. L'oro olimpico ottenuto a Parigi 2024 è la prima medaglia d’oro olimpica in tutta la storia del tennis italiano.
E ancora: Alessandro Preziosi, reduce dal successo di 'Sandokan' in cui interpreta il corsaro portoghese Yanez de Gomera; Vincenzo Salemme, a teatro con lo spettacolo da lui scritto, diretto e interpretato 'Ogni promessa è debito'; Michelangelo Pistoletto, in mostra alla Reggia di Monza con la personale “UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art”; Antonio Scurati; l’editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo; gli editorialisti de la Repubblica Annalisa Cuzzocrea e Massimo Giannini; Francesco Costa, direttore de Il Post; Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele.
A chiudere la puntata l'appuntamento con 'Che tempo che fa – il Tavolo' con Vincenzo Salemme; Alessia Marcuzzi; Orietta Berti; Fabio Rovazzi; Roberto Giacobbo, in onda con la miniserie da lui ideata e condotta 'Titano – Il segreto della libertà'; Nino Frassica; Mara Maionchi; Gigi Marzullo; la Signora Coriandoli; Francesco Paolantoni; Ubaldo Pantani; Diego Abatantuono; Giucas Casella.
Dove e quando vederlo
Stasera, a partire dalle 19.30 in diretta sul Nove e in streaming su Discovery+.

Quella di oggi, 7 dicembre, è una puntata tra musica, racconti e attualità per 'Domenica In' - condotta da Mara Venier, affiancata da Tommaso Cerno, Teo Mammucari ed Enzo Miccio. Il programma, in diretta dagli Studi Fabrizio Frizzi di Roma, va in onda alle 14.00 su Rai 1.
Gli ospiti
Amanda Lear, cantante, attrice, showgirl e icona internazionale, si confiderà in un'intervista esclusiva con Mara Venier ripercorrendo i momenti più significativi della sua vita artistica e personale, mentre Andrea Delogu, in compagnia del maestro di ballo Nikita Perotti, racconterà il suo percorso a 'Ballando con le Stelle'. Si parlerà ancora di musica con Orietta Berti, che proporrà il suo ultimo singolo 'Chi ama, chiama', mentre il paroliere e produttore musicale Mogol presenterà il libro autobiografico 'Senza paura, la mia vita', e il cantautore Gianmarco Carroccia sarà protagonista di un medley dedicato a Lucio Battisti.
E ancora, l'ex campione di motociclismo Max Biaggi condividerà l’emozione di essere stato uno dei tedofori a Roma per la Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026.
Attualità e spettacolo
Non mancherà lo spazio dedicato all’attualità: Tommaso Cerno, Giovanna Botteri e la psicoterapeuta Maria Rita Parsi commenteranno insieme a Mara Venier gli ultimi sviluppi della vicenda della famiglia che vive nel bosco di Palmoli, in Abruzzo.
Infine, momenti di gioco e spettacolo con Teo Mammucari, protagonista de 'Il Musichiere' e del gioco telefonico “La cassaforte di Domenica In”, mentre in collegamento da Milano, il wedding designer Enzo Miccio commenterà la serata inaugurale della nuova stagione del Teatro alla Scala.

Il Napoli torna in campo per difendere il primato in Serie A. Oggi, domenica 7 dicembre, gli azzurri ospitano la Juventus al Maradona nel posticipo della quattordicesima giornata. Partita importante anche per i bianconeri di Spalletti, che con un successo rimetterebbero la zona Champions a portata di mano, avvicinandosi alle prime della classe. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere Napoli-Juve in diretta tv e streaming.
Napoli-Juve, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Napoli-Juve, in campo stasera alle 20:45:
Napoli (3-4-2-1) Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Elmas, McTominay, Olivera; Neres, Lang; Hojlund. All. Conte
Juventus (3-4-2-1) Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; McKennie, Thuram, Locatelli, Cambiaso; Conceiçao, Yildiz; David. All. Spalletti
Napoli-Juve, dove vederla
Napoli-Juve sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.

La Lazio torna in campo e oggi, domenica 7 dicembre, ospita il Bologna all'Olimpico. Dopo il successo nel big match di Coppa Italia contro il Milan, i biancocelesti affrontano i rossoblù del grande ex Ciro Immobile in un vero e proprio scontro diretto in ottica Europa. La squadra di Sarri è nona a 18 punti, quella di Italiano quinta a quota 24. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Lazio-Bologna, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Lazio-Bologna, in campo oggi alle 18:
Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Vecino, Basic; Isaksen, Castellanos, Zaccagni. All. Sarri
Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Casale, Lucumì, Miranda; Pobega, Ferguson; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro. All. Italiano
Lazio-Bologna, dove vederla
Lazio-Bologna sarà visibile in diretta su Dazn e su Sky Sport, ai canali Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio e Sky 4K. Partita visibile anche in streaming su NOW, Sky Go e l'app di Dazn.

La Roma torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 7 dicembre, i giallorossi affrontano il Cagliari in trasferta nella quattordicesima giornata di campionato. La squadra di Gasperini va a caccia dei tre punti per non perdere contatto con le prime della classe, dopo il ko contro il Napoli della scorsa settimana. La squadra di Pisacane è invece reduce dalla sconfitta contro la Juve dell'ultimo turno. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere Cagliari-Roma in diretta tv e streaming.
Cagliari-Roma, orario e probabili formazioni
Ecco le probabili formazioni di Cagliari-Roma, in campo oggi alle 15:
Cagliari (3-5-2): Caprile; Deiola, Luperto, Zappa; Palestra, Folorunsho, Prati, Adopo, Obert; Esposito, Borrelli. All. Pisacane
Roma (3-4-1-2): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Pisilli, Cristante, Tsimikas; Pellegrini; Soulé, Ferguson. All. Gasperini
Cagliari-Roma, dove vederla
Cagliari-Roma sarà disponibile su Dazn, ma anche su Sky per gli abbonati con Zona Dazn (canale 214). Partita visibile in streaming sull'app di Dazn.

La Prima della Scala 2025/26 si apre nel segno dell’emozione e dell’assenza: il Piermarini alzerà il sipario su 'Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk' di Dmitrij Sostakovic senza due dei suoi volti più iconici - Giorgio Armani e Ornella Vanoni - e senza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella né la premier Giorgia Meloni. Una serata dal forte valore simbolico, dove il prestigio delle presenze attese, da Roberto Bolle a Liliana Segre, si intreccia con il vuoto lasciato da chi per anni ha definito lo stile, l’eleganza e l’anima del 7 dicembre.
La politica
Confermata la presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Attesi anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala - che ricopre il ruolo di presidente della Fondazione del Teatro alla Scala - e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. E ancora il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale, gli assessori alla Cultura della Regione Francesca Caruso e del Comune Tommaso Sacchi, la senatrice Liliana Segre e il senatore Mario Monti. Anche Sarah Rogers, Under-Secretary of State (Uss) for Public Diplomacy at the U.S. Department of State, assisterà alla Prima con il ministro Giuli.
Presente al completo anche il nuovo cda del Teatro: Giovanni Bazoli, Barbara Berlusconi, Diana Bracco, Giacomo Campora, Claudio Descalzi, Marcello Foa e Melania Rizzoli. Tra gli ex sovrintendenti hanno accolto l’invito Carlo Fontana, Alexander Pereira e Dominique Meyer. Tra le istituzioni culturali milanesi saranno rappresentate la Grande Brera con Angelo Crespi, la Triennale con Stefano Boeri, la Società del Quartetto con Ilaria Borletti Buitoni, il Salone del Mobile con Maria Porro, mentre per la Camera della Moda ci sarà Carlo Capasa. Ormai ospite abituale è l’artista Francesco Vezzoli.
Il mondo dello spettacolo e della cultura
Sarà una Prima emotivamente significativa senza Giorgio Armani, scomparso il 4 settembre[1], e senza Ornella Vanoni, venuta a mancare il 21 novembre scorso[2]. Armani non era soltanto un habitué del 7 dicembre, ma uno dei suoi protagonisti silenziosi: nel 2021 era diventato socio fondatore sostenitore del Teatro, e veste abitualmente molte delle signore che attraversavano il foyer del Piermarini, contribuendo a creare quell’eleganza riconoscibile che ha reso la Scala un evento non solo musicale ma culturale e di costume. Vanoni, irriducibile appassionata d’opera, era invece una presenza inconfondibile. Non mancheranno però figure altrettanto rappresentative della vita culturale italiana.
Tra gli ospiti più attesi Roberto Bolle, stella della danza e volto simbolo della Scala nel mondo e Nicoletta Manni, étoile del Teatro, presente con il marito e collega sul palco, il primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko. Come ogni anno saranno in sala al completo insieme al direttore del corpo di ballo Frédéric Olivieri i primi ballerini scaligeri: oltre a Timofej Andrijashenko, anche Antonella Albano, Martina Arduino, Marco Agostino, Claudio Coviello, Nicola Del Freo, Alice Mariani, Virna Toppi e Antonino Sutera.
Non poteva mancare in sala il massimo esperto italiano di Šostakovič, il professor Franco Pulcini, già direttore delle Edizioni del Teatro, che sul compositore ha scritto un libro di riferimento. Con lui un’autorità assoluta sulla cultura e la letteratura russa, il professor Fausto Malcovati. Molte le presenze del mondo del teatro; dall’estero la Sovrintendente della Staatsoper Unter den Linden di Berlino Elisabeth Sobotka, il sovrintendente dell’Opera di Monaco Serge Dorny, il regista e sovrintendente dell’Opera di Amburgo Tobias Kratzer, il direttore artistico della Royal Opera House di Londra Oliver Mears, il direttore artistico del Teatro Real di Madrid Joan Matabosch, la direttrice artistica e generale designata della Monnaie di Bruxelles Christina Scheppelmann, il direttore artistico e generale dell’Opera di Muscat Umberto Fanni.
In platea Mahmood e gli ambassador Bmw Achille Lauro e Pierfrancesco Favino. Saranno sicuramente presenti anche personalità che negli anni hanno contribuito a definire l’immaginario della serata del 7 dicembre: esponenti della grande imprenditoria milanese come membri delle famiglie Moratti, Rocca e Benetton, Diana Bracco, ceo del gruppo Bracco e volti della cultura come lo scrittore Alessandro Baricco e il giornalista Roberto D'Agostino ma anche Linus e sua moglie Carlotta, e l'ex presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro.
Nutrito il drappello degli editori con Luca Formenton del Saggiatore, che ha appena annunciato un accordo triennale con il Teatro per la pubblicazione di libri di argomento musicale e teatrale, Massimo Bray direttore dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, il managing director di Ricordi Marco Mazzolini, la presidente di Adelphi Teresa Cremisi, la Direttrice della Nave di Teseo Elisabetta Sgarbi, il Direttore di Classica HD Piero Maranghi e Mario Calabresi, direttore di Chora Media che proseguirà anche nel 2026 la collaborazione con il Teatro alla Scala con il podcast 'La vertigine'.
Dall’Italia il Presidente dell’Agis Francesco Giambrone, il presidente-sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia Massimo Biscardi. Inoltre il regista Damiano Michieletto, la scenografa Margherita Palli, i direttori del Piccolo Teatro Claudio Longhi e Lanfranco Li Cauli, la presidente del Teatro Franco Parenti Andrée Ruth Shammah e la direttrice dell’AsLiCo Barbara Minghetti.
Oltre 80 i giornalisti in sala, cui si aggiungono cronisti, fotografi e troupe nel foyer. La Prima della Scala si conferma la serata d’opera più seguita dalla stampa internazionale, con presenze da Francia, Germania, Ansa, Israele, Lettonia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti e Svizzera.
La serata sold out, con incassi record
Tutti i biglietti disponibili sono andati esauriti, per un totale di circa 2.000 spettatori e un incasso che sfiora i 3 milioni di euro (2 milioni 850mila, per la precisione), una cifra in crescita rispetto allo scorso anno, quando la Prima si era fermata attorno ai 2,6 milioni di euro.
I prezzi dei biglietti rappresentano da sempre uno degli elementi più discussi della serata mondana più attesa dell’anno. Per il 2025, la forbice è ampia: si va dai 150 euro per un posto in galleria fino a 3.200 euro per la platea e i palchi con affaccio in prima fila. Una struttura di prezzo che riflette la natura ibrida della Prima: un evento culturale di altissimo livello ma anche un appuntamento mondano che unisce élite internazionale, istituzioni e mondo dello spettacolo.
All’incasso notevole della serata si contrappongono gli investimenti necessari per mettere in scena uno spettacolo che, per tradizione, rappresenta l’eccellenza della lirica mondiale. Il costo di produzione complessivo dello spettacolo che inaugurerà la stagione 2025/2026, oscilla tra 1,5 e 2 milioni di euro, incluse le otto repliche. Ogni replica garantisce un incasso medio tra 250 e 300mila euro, contribuendo a rendere il titolo della stagione un asset fondamentale per la sostenibilità economica del teatro.

Cala il sipario sulla Formula 1. Oggi, domenica 7 dicembre, si corre ad Abu Dhabi l'ultimo Gran Premio della stagione (visibile in diretta tv e streaming), che assegnerà il Mondiale piloti. A contenderselo ci sono Lando Norris, leader della classifica con 408 punti, Max Verstappen, a quota 396 e Oscar Piastri a 392. I tre piloti scatteranno dalle prime tre posizioni in griglia: in pole Verstappen, campione del mondo in carica, poi Norris e Piastri. Ecco orario del Gp di Abu Dhabi, griglia di partenza e dove vederlo in tv e streaming.
Gp Abu Dhabi, griglia di partenza
Ecco la griglia di partenza del Gp di Abu Dhabi di oggi, domenica 7 dicembre:
Prima fila
1. Max Verstappen (Red Bull)
2. Lando Norris (McLaren)
Seconda fila
3. Oscar Piastri (McLaren)
4. George Russell (Mercedes)
Terza fila
5. Charles Leclerc (Ferrari)
6. Fernando Alonso (Aston Martin)
Quarta fila
7. Gabriel Bortoleto (Alfa Sauber)
8. Esteban Ocon (Haas)
Quinta fila
9. Isack Hadjar (Racing Bulls)
10. Yuki Tsunoda (Red Bull)
Sesta fila
11. Oliver Bearman (Haas)
12. Carlos Sainz (Williams)
Settima fila
13. Liam Lawson (Racing Bulls)
14. Kimi Antonelli (Mercedes)
Ottava fila
15. Lance Stroll (Aston Martin)
16. Lewis Hamilton (Ferrari)
Nona fila
17. Alexander Albon (Williams)
18. Nico Hulkenberg (Alfa Sauber)
Decima fila
19. Pierre Gasly (Alpine)
20. Franco Colapinto (Alpine)
Gp Abu Dhabi, orario e dove vederlo
Il Gp di Abu Dhabi sarà visibile in diretta e in esclusiva alle 14 su Sky Sport, canali Sky Sport F1. Evento disponibile anche in streaming su Sky Go e NOW TV. Il Gran Premio sarà visibile anche su Tv8 in chiaro e in differita, alle 17.

Tre fratelli diventano padri nello stesso giorno e, in totale, festeggiano la nascita di 4 bambini. Se non è un record, manca poco. La raffica di lieti eventi si è verificata in Israele, nell'ospedale Ma'ayanei Hayeshua di Bnei Brak, a sud di Tel Aviv. La notizia diffusa dai media israeliani viene rilanciata dal portale Infobae. "Niente avrebbe potuto prepararci ad un momento così speciale", ha fatto sapere l'ospedale dopo i parti che si sono verificati nel giro di poche ore nella giornata di martedì.
Le 3 coppie sono entrate in momenti diversi in ospedale. I primi due parti sono stati singoli. La moglie del terzo fratello, invece, ha dato alla luce 2 gemelli: in totale, 4 bambini.

Quella tra Selvaggia Lucarelli e Fabio Fognini potrebbe assomigliare a una storia d'amore finita male. Lei pretende e lui delude. È quello che è accaduto stasera nella puntata di Ballando con le stelle, dove al termine dell'esibizione dell'ex tennista, dedicata ai 3 figli, la giurata si è detta "delusa" dal suo percorso chea suo dire, è cominciato bene ma che ha preso una brutta piega. "Avevo altissime aspettative, hai ballato bene ma da uno sportivo come te mi aspetto di più alla fine. Secondo me tu non stai progredendo come dovresti", ha detto Lucarelli, stuzzicandolo.
Fognini ha cercato di sviare la critica, ma Lucarelli l'ha attaccato ancora più forte: "Sembra che tu ti sia ammoscito. Sembri uno scolaresco". E a quel punto Fognini ha replicato: "Ma vuoi litigare? Questa sera volevo fare il Fognini cazzuto". Una risposta che non ha soddisfatto Lucarelli, che l'ha incalzato ancora una volta: "Secondo me hai alte potenzialità. Tu ti sei distinto per la tua personalità ma ora...". Poi è arrivata la proposta di Fogni: "Ti invito alle prove in settimana, perché secondo pensi che non mi impegno abbastanza. Ti va?". Invito accettato.

Prosegue il lavoro diplomatico per arrivare alla pace tra Russia e Ucraina con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che si affida alla mediazione degli Stati Uniti senza rinunciare all'appoggio dei partner europei che vedrà domani a Londra.
L'Ucraina "è determinata a continuare a collaborare con gli americani per raggiungere la pace", ha assicurato Zelensky, in un colloquio telefonico "lungo e approfondito" con i negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner e con i suoi inviati, Andrii Hnatov e Rustem Umerov, reduci dai colloqui a Miami.
Il messaggio di Zelensky
"Sono grato per la discussione molto mirata e costruttiva - ha scritto Zelensky in un post su X - Abbiamo affrontato molti aspetti e analizzato i punti chiave che potrebbero garantire la fine dello spargimento di sangue ed eliminare la minaccia di una nuova invasione russa su vasta scala, nonché il rischio che la Russia non mantenga le sue promesse, come è accaduto ripetutamente in passato. L'Ucraina - ha ribadito il presidente - è determinata a continuare a collaborare in modo sincero con la parte americana per raggiungere una vera pace. Abbiamo concordato i prossimi passi e i formati per i colloqui con gli Stati Uniti. Ringrazio il presidente Trump per l'approccio così intenso ai negoziati".
Quindi Zelensky ha precisato che ora aspetta Umerov, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa, e il generale Hnatov "con un rapporto dettagliato di persona: non tutto può essere discusso al telefono, quindi dobbiamo lavorare a stretto contatto con i nostri team su idee e proposte. Il nostro approccio è che tutto deve essere fattibile: ogni misura cruciale per la pace, la sicurezza e la ricostruzione".
Cosa si sono detti
Territori e garanzie di sicurezza sono stati al centro della telefonata di due ore tra Volodymyr Zelensky, Steve Witkoff e Jared Kushner, rivela Axios, che cita due fonti a conoscenza del colloquio telefonico, avvenuto al termine di una maratona negoziale di tre giorni a Miami tra l'inviato della Casa Bianca e il genero del presidente Donald Trump da una parte e il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa ucraino, Rustem Umerov, e il generale Andrii Hnatov, capo di Stato maggiore dell'Esercito. Secondo le fonti, la discussione sui territori è stata difficile, dal momento che la Russia continua a chiedere all'Ucraina di ritirarsi dalle parti del Donbas che controlla, ma gli Stati Uniti stanno cercando di sviluppare nuove idee per risolvere le divergenze.
Un'altra questione chiave è rappresentata dalle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti all'Ucraina. Una delle fonti ha affermato che le parti hanno compiuto progressi significativi e si sono avvicinate a un accordo, ma è necessario un ulteriore lavoro per garantire che entrambe le parti interpretino la bozza sulle garanzie di sicurezza in modo simile.
La telefonata con Macron
Zelensky ha sentito anche il presidente francese Emmanuel Macron che gli ha confermato che "gli europei saranno necessariamente un pilastro fondamentale della soluzione giusta e duratura che stiamo costruendo collettivamente", ha riferito lo stesso presidente francese in un post su X. "Ho ribadito la nostra condanna e la nostra solidarietà in seguito agli ultimi attacchi russi. Ho condiviso quello che i miei recenti colloqui internazionali, in particolare in Cina, hanno contribuito a chiarire e a portare avanti", ha scritto Macron.
"La Francia è determinata a collaborare con tutti i partner per garantire misure di de-escalation e imporre un cessate il fuoco - ha detto ancora il presidente - Continueremo il nostro coordinamento lunedì a Londra con il primo ministro Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, alla luce dei recenti colloqui tra ucraini e americani".
Domani l'incontro con gli europei a Londra
Domani infatti il premier britannico incontrerà a Londra il presidente ucraino insieme ai leader di Francia e Germania per discutere degli ultimi sviluppi dei tentativi di individuare un accordo di pace per l'Ucraina e garanzie di sicurezza per il dopo guerra.

La presidenza siriana ha proclamato il 7 e l'8 dicembre due giorni di Festa della Liberazione per celebrare il primo anniversario della caduta del regime di Bashar al-Assad. Una ricorrenza definita dal leader Ahmed al-Sharaa un "momento determinante nella storia politica moderna del Paese", a un anno da quell'offensiva lampo in cui l'ex jihadista - con un'azione rapida e inattesa - riuscì a rovesciare uno dei regimi più sanguinari del Medio Oriente.
Cosa è successo un anno fa
L'8 dicembre 2024, dopo l'avanzata dei gruppi ribelli guidati da Hayat Tahrir al-Sham, Assad fu costretto a lasciare Damasco insieme alla famiglia per riparare in esilio a Mosca, una fuga precipitosa resa inevitabile dal venir meno del sostegno dei suoi due principali alleati, Russia e Iran, entrambi assorbiti da conflitti che hanno inevitabilmente ridotto la loro capacità di sostenere l'alleato siriano.
Da allora al-Sharaa è diventato il protagonista assoluto della nuova Siria post-Bashar, avviando un'intensa attività diplomatica per reinserire il Paese nel consesso internazionale dopo anni di isolamento. Nell'ultimo anno ha incassato una serie di aperture da parte di diversi leader occidentali, tra cui Donald Trump, che lo ha accolto alla Casa Bianca il 10 novembre, avviando il processo per un graduale allentamento delle sanzioni contro Damasco. Anche i Paesi del Golfo guardano con favore alla nuova leadership, dopo aver sostenuto in passato - non senza contraddizioni - alcuni dei gruppi armati che combatterono Assad. Restano invece ostili i rapporti con Israele, nonostante i tentativi di al-Sharaa di riaprire un canale di dialogo.
La Siria del nuovo corso
La Siria del nuovo corso, forte di un'alleanza stretta con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, sta cercando di riposizionarsi geopoliticamente dopo decenni di dipendenza politico-militare da Mosca e Teheran e dopo gli anni finali del regime, segnati dall'esplosione del traffico di captagon, la droga che ha generato miliardi di dollari di profitti clandestini.
Rimane però gravissima la situazione economica: il Pil è crollato di oltre il 70% dal 2011 e decine di milioni di cittadini vivono senza servizi adeguati. In un anno al-Sharaa non ha potuto risolvere i problemi strutturali, ma ha evitato un nuovo conflitto civile su vasta scala e ha smentito chi temeva un'imposizione di rigidi codici religiosi: a Damasco bar e locali restano aperti e non sono state introdotte nuove restrizioni contro le donne.
Restano tuttavia forti preoccupazioni per gli strumenti di governo adottati dal leader siriano, accusato da più parti di costruire strutture parallele allo Stato e di affidarle a figure a lui personalmente legate, inclusi ex compagni jihadisti. Rimangono inoltre alte le tensioni con le minoranze, dopo due massacri compiuti da forze pro-governative ai danni di alawiti e drusi. Al-Sharaa ha condannato gli episodi, ma molte comunità continuano a temere un potere dominato da un'élite sunnita.
Sullo sfondo, nuove rivelazioni hanno riacceso i riflettori sui crimini del regime di Assad. Un'inchiesta dell'emittente pubblica tedesca ha rivelato l'esistenza di un database con oltre 70mila fotografie e migliaia di documenti riservati, fatto trapelare da un ex membro dell'esercito siriano. Le immagini, scattate tra il 2015 e il 2024, ritraggono 10.212 cadaveri - uomini, donne, minori e almeno un neonato - molti dei quali mostrano segni evidenti di tortura, malnutrizione e maltrattamenti.
Dall'esilio a Mosca, intanto, figure di spicco del vecchio apparato - tra cui il generale Kamal Hassan, ex capo dell'intelligence militare, e il magnate Rami Makhlouf, cugino di Assad - starebbero finanziando milizie allo scopo di destabilizzare il Paese. Secondo fonti locali, milioni di dollari sarebbero stati inviati a oltre 50mila potenziali combattenti, soprattutto nelle comunità alawite.
Il prossimo passaggio cruciale sarà la formazione del nuovo Parlamento, prevista a gennaio. L'Assemblea potrebbe diventare il primo vero contrappeso istituzionale dopo decenni di potere personale oppure trasformarsi in una nuova camera simbolica. Un test decisivo per capire la direzione della Siria nel post-Assad.

Raffreddore e mal di gola, febbre e mal di gola, tosse e mal di gola. Il dolore alla faringe, per dirla in gergo medico, è tra i sintomi più diffusi fra chi sperimenta i malanni tipici della stagione autunno-inverno (ma non solo). Un 'fil rouge' delle infezioni respiratorie virali come influenza, Covid o virus sinciziale, e di alcune infezioni batteriche. Il fastidio - chiunque lo abbia provato lo sa bene - tende a farsi più intenso dormendo, rovinando il sonno che proprio quando si è acciaccati si vorrebbe ristoratore e terapeutico. L'adagio 'dormi che ti passa' con il mal di gola non funziona: il mal di gola peggiora proprio di notte. Ma perché? Lo spiega Michele Cerasuolo, otorinolaringoiatra di Humanitas San Pio X, in un approfondimento sulla newsletter 'Humanitas Salute'.
Ecco perché peggiora di notte
"Durante la notte - chiarisce lo specialista - diversi fattori possono contribuire a un peggioramento del dolore faringeo. Posizione supina: dormire sdraiati riduce il drenaggio delle secrezioni e può favorire l'accumulo di muco nelle vie respiratorie superiori, accentuando la tosse e l'irritazione; respirazione orale: molte persone respirano con la bocca durante il sonno, soprattutto se il naso è ostruito, e ciò provoca secchezza delle mucose e aumenta la sensazione di bruciore; aria secca ambientale: il riscaldamento o il condizionatore riducono l'umidità dell'aria, aggravando la secchezza e l'infiammazione della mucosa faringea; reflusso gastroesofageo: in posizione sdraiata, gli acidi gastrici possono risalire verso la gola, irritando ulteriormente la mucosa e amplificando il dolore; ridotta produzione di saliva: di notte le ghiandole salivari lavorano meno, riducendo la naturale lubrificazione e protezione della gola".
Cos'è il mal di gola
Tecnicamente, cos'è il mal di gola? "Comunemente definito faringite - si legge nel focus - è un'infiammazione della faringe, la porzione della gola situata dietro il naso e la bocca, che si estende verso l'esofago e la laringe. Essendo un punto di passaggio condiviso tra le vie respiratorie e digestive, la faringe può facilmente andare incontro a irritazione o infezione, manifestandosi con sintomi come dolore, bruciore, raucedine e difficoltà alla deglutizione. Le forme di mal di gola possono variare in base alla causa (infettiva o irritativa) e alla gravità del quadro clinico". E un fenomeno comune è appunto "il peggioramento dei sintomi nelle ore notturne".
Da cosa dipende
Da cosa dipende il mal di gola? "Le cause più frequenti - descrive l'esperto di Humanitas - sono di natura infettiva, sostenute da virus o, meno frequentemente, da batteri. Il mal di gola di origine virale è il più comune e si associa spesso a sintomi di raffreddamento come naso chiuso, rinorrea (naso che cola), tosse e congiuntivite. Generalmente, queste forme si risolvono spontaneamente entro pochi giorni. Il mal di gola batterico, invece, è più tipico dell'età pediatrica ed è spesso dovuto allo Streptococcus pyogenes (streptococco beta-emolitico di gruppo A). In questo caso, i sintomi più caratteristici sono: dolore intenso o bruciore marcato alla gola; febbre superiore a 38 °C; ingrossamento e dolorabilità dei linfonodi del collo. Se il dolore persiste oltre 5-7 giorni, o la febbre rimane elevata, è opportuno consultare uno specialista otorinolaringoiatra" che durante la visita "può valutare direttamente la gola e, se necessario, eseguire una laringoscopia (un esame rapido e indolore che permette di osservare la faringe e la laringe con una sottile telecamera) per identificare con precisione la causa dell’infiammazione e impostare la terapia più adeguata".
Come prevenirlo
Come evitare il mal di gola? "La prevenzione - indica Cerasuolo - passa attraverso semplici abitudini quotidiane. Igiene delle mani: lavarle spesso, soprattutto prima di mangiare o dopo aver tossito/starnutito, riduce la diffusione di virus e batteri; evitare ambienti secchi: utilizzare un umidificatore o tenere una ciotola d'acqua vicino ai termosifoni aiuta a mantenere le mucose idratate; non fumare: il fumo, anche passivo, irrita direttamente la mucosa faringea e riduce le difese locali; proteggersi dai contagi: coprirsi la bocca quando si tossisce o si starnutisce, o indossare la mascherina in caso di infezione respiratoria, limita la trasmissione ad altri".
Come si cura
Ma se il mal di gola arriva, come si cura? "Il trattamento dipende dalla causa. Nelle forme virali non è necessaria una terapia antibiotica: i sintomi regrediscono spontaneamente entro pochi giorni. E' comunque possibile alleviare il dolore con: farmaci da banco come antinfiammatori o antidolorifici; spray o pastiglie a base di antisettici, anestetici locali o sostanze lenitive; un'adeguata idratazione (almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno). E' consigliato inoltre evitare il fumo, le bevande alcoliche e gli ambienti secchi o polverosi. Nelle forme batteriche accertate", invece, "può essere indicata una terapia antibiotica prescritta dal medico, in base alla diagnosi. L'uso improprio o autonomo degli antibiotici è fortemente sconsigliato - precisa lo specialista - poiché favorisce l'insorgenza di antibiotico-resistenza, un fenomeno sempre più diffuso che riduce l'efficacia dei farmaci nel tempo. Se il dolore è ricorrente, compare senza causa apparente o si associa a raucedine persistente, disfagia o rigurgito acido, è importante effettuare una valutazione otorinolaringoiatrica completa, con eventuale laringoscopia diagnostica, per individuare precocemente eventuali patologie croniche o lesioni della mucosa faringo-laringea".

Sarà un Sant'Ambrogio senza corteo, ma non senza proteste, quello che Milano festeggia oggi, domenica 7 dicembre. Diverse le manifestazioni - a partire dal presidio organizzato della Slc Cgil contro la bozza del nuovo codice dello spettacolo fino alla 'Prima popolare' del centro sociale Cantiere - annunciate fin dal primo pomeriggio in piazza della Scala, ribattezzata da mesi dalla galassia pro Pal 'piazza Gaza'. Lo spazio su cui affacciano Palazzo Marino e il Teatro alla Scala, come tutti gli anni, sarà blindatissimo per l'inaugurazione della stagione lirica del Piermarini. Una 'Prima' che quest'anno vedrà però un palco reale meno affollato del solito, senza presidente del Consiglio e presidente della Repubblica.
La festa del santo patrono inizierà però ben prima che si alzi il sipario della Scala, con la cerimonia di consegna degli Ambrogini d'oro al Teatro Dal Verme alle 10.30 della mattina. Civiche benemerenze che anche quest'anno sono state accompagnate dalle polemiche, in particolare per l'attestato al nucleo operativo radiomobile del Comando provinciale Carabinieri di Milano. Una scelta contestata da Yehia Elgaml, padre di Ramy, il 19enne morto il 24 novembre 2024 cadendo dallo scooter guidato dall'amico Fares Bouzidi, al termine di un lungo inseguimento dei carabinieri. Un incidente stradale per cui la Procura di Milano ha chiuso proprio questa settimana le indagini, che vedono coinvolti oltre al conducente del T-Max anche sette militari dell'Arma. Non è da escludere che l'eco dell'inchiesta arrivi anche al Teatro Dal Verme, dove d'altra parte negli anni passati sono già andate in scena contestazioni di Ambrogini ritenuti divisivi.
Dal pomeriggio le celebrazioni dal Dal Verme si spostano alla Scala. La 'zona rossa' intorno al teatro sarà chiusa e presidiata dalle forze dell'ordine fin dalle 13. Le proteste saranno dal lato della piazza su cui affaccia Palazzo Marino. Si inizierà dalle 14, con il presidio/conferenza stampa organizzato dalla Slc Cgil di Milano "fortemente preoccupata per la situazione generale in cui versa il settore dello spettacolo e della cultura nel suo insieme e per le risposte inadeguate per farvi fronte da parte del Ministero preposto".
In piazza dal primo pomeriggio anche i sindacati di base: la Cub chiede "più organici, più diritti, più dignità, zero censura e nessun silenzio". Il riferimento è anche alla maschera della Scala licenziata per aver gridato 'Palestina libera' all'ingresso del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il Tribunale di Milano le ha dato ragione, condannando pochi giorni fa il Piermarini a risarcirla delle mensilità mancate.
Al presidio di Cub aderisce Api, l'associazione palestinesi in Italia, che rilanciando sui social l'appuntamento di domenica 7 dicembre, torna a chiedere la libertà per Mohamed Shahin, l'imam egiziano della moschea di via Saluzzo a Torino, destinatario di un decreto di espulsione.
Alle 16 è la volta della ormai tradizionale 'Prima Popolare' organizzata dal Cantiere. Secondo il centro sociale l'inaugurazione della stagione lirica è "il riflesso sgradevole delle politiche milanesi" e "segna una spaccatura" tra "la città dei potenti" che si ritrova all'interno del teatro e quella che è "fuori a ricordare che esiste e che ogni giorno si sente più povera ed emarginata".
Gli anni scorsi in piazza della Scala sventolavano anche bandiere ucraine e non sono mancate le contestazioni, come quella del 2022 contro la scelta del 'Boris Godunov' per inaugurare la stagione scaligera e negli anni successivi contro la presenza della soprano russa Anna Netrebko. Al momento non risulta annunciata una mobilitazione degli ucraini, ma non è da escludere che protesteranno anche questo 7 dicembre, quando alla Scala verrà rappresentata l'opera russa ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk’ di Dmitrij Šostakovič.

Si accende il confronto tra Stati Uniti e Ue. Tiene infatti banco nel dibattito internazionale la nuova Strategia di Donald Trump per la sicurezza nazionale Usa, che contiene dure critiche verso gli alleati, un pesante affondo all'Europa.
Come se non bastasse a rincarare la dose ci pensa Elon Musk che non fa mancare la sua opinione[1]. Secondo l'ex doge (la sua X è fresca di multa[2]), "l'Unione europea deve essere abolita e la sovranità restituita ai diversi Paesi". Sono ore di botta e risposta, con l'Ue che replica all'attacco americano: "Sulle nostre regole decidiamo noi".
Cosa è successo
A dar fuoco alle polveri l'avvertimento contenuto tra gli obiettivi fondamentali delineati dalla nuova Strategia pubblicata dalla Casa Bianca e firmata dal presidente Donald Trump[3]. "Se le tendenze attuali continueranno, l'Europa sarà irriconoscibile in vent'anni o meno", si legge, con il serio rischio che la sua civiltà venga "cancellata". Ma quali sono queste tendenze? Secondo l'America, le "questioni più gravi che l'Europa deve affrontare includono le attività dell’Unione europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà politica e la sovranità, le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e generando conflitti, la censura della libertà di parola e la soppressione dell'opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita di identità e fiducia nazionali".
Cosa fa l'Europa
La mattinata è segnata dal commento di Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e di sicurezza. "Gli Stati Uniti sono ancora il nostro principale alleato, penso che non abbiamo sempre la stessa opinione su diverse questioni, ma penso che i principi generali rimangono. Siamo i più grandi alleati e dobbiamo rimanere uniti", dice a una domanda riguardo alla nuova Strategia per la sicurezza nazionale Usa. "Certo ci sono molte critiche, ma credo che alcune cose siano vere", aggiunge Kallas riferendosi al contenuto del documento.
In giornata arriva il post di Elon Musk e nel pomeriggio fanno rumore le dichiarazioni di un portavoce della Commissione Ue[4] che mettono in chiaro: "Quando si parla delle decisioni che riguardano l'Unione Europea, queste vengono prese dall'Unione Europea, per l'Unione Europea, comprese quelle relative alla nostra autonomia normativa, alla tutela della libertà di parola e all'ordine internazionale basato sulle regole".
"Accogliamo con favore la forte priorità attribuita dalla strategia alla fine della guerra della Russia contro l'Ucraina. L'Europa e gli Stati Uniti condividono la responsabilità di sostenere una pace giusta e duratura - esordisce il commento - E prendiamo inoltre atto dell'attenzione che la strategia dedica agli sviluppi nell'emisfero occidentale, fondamentali per la sicurezza degli stessi Stati Uniti".
Quindi il portavoce Ue sostiene che i 27 "sono pienamente d'accordo sul fatto che 'l'Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti' e che 'il commercio transatlantico rimane uno dei pilastri dell'economia globale e della prosperità americana': per molto tempo l'Europa ha fatto affidamento sugli Stati Uniti in materia di difesa".
"Negli ultimi anni stiamo intensificando i nostri sforzi e continueremo a farlo - assicura - Stiamo rafforzando le nostre capacità di difesa e consolidando la nostra base industriale nel settore della difesa. L'Europa sta aumentando massicciamente gli investimenti nella difesa sia per migliorare la nostra sicurezza sia per continuare a dare un contributo decisivo all'Alleanza, insieme a uno sforzo concertato per potenziare l'industria della difesa al fine di produrre capacità critiche. Per questo motivo la Commissione ha creato le condizioni per un pacchetto di investimenti aggiuntivo di 800 miliardi di euro nel marzo 2025".
E ancora, "il commercio e gli investimenti transatlantici rimangono una risorsa importante sia per l'economia europea che per quella statunitense: continueremo a impegnarci in modo costruttivo, garantendo al contempo la competitività dell'Europa". "Il partenariato transatlantico è unico e, come sempre, gli alleati sono più forti insieme", conclude il portavoce, chiarendo comunque che "le decisioni sull'Ue e per l'Ue le prende l'Unione".
Cosa fa l'Italia
La valutazione italiana viene espressa prima dalla premier e poi dal titolare della Difesa. ''Non parlerei di un incrinarsi di rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Io penso che quello che è scritto in questo documento strategico (Usa, ndr), magari con toni assertivi, è qualcosa che nel dibattito tra Stati Uniti ed Europa va avanti da molto tempo e ritengo che parli di processo storico inevitabile. Se l'Europa vuole essere grande, deve difendersi da sola, non dipendere da altri", ha affermato venerdì la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni[5], ospite del Tg La7, intervistata dal direttore Enrico Mentana.
Mentre ieri a intervenire è stato il ministro Guido Crosetto[6]. "La traiettoria della politica americana era evidente già prima dell’avvento di Trump che ha soltanto accelerato un percorso irreversibile. Gli Usa hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina e ogni loro atto, decisione, comportamento, deve essere letto in questo scenario", ha scritto su X.
"Trump ha semplicemente esplicitato che l'Eu gli serve poco o nulla in questa competizione", ha continuato Crosetto, sottolineando che "dovremmo (per me dovremo) pensare a ciò che finora ci avevano fornito 'gratuitamente', i nostri alleati statunitensi: la sicurezza, la difesa e la deterrenza".

L'Inter Miami di Leo Messi trionfa nella MLS. La franchigia della Florida, con David Beckham come boss, conquista la prima MLS Cup. In finale, Miami supera 3-1 i Vancouver Whitecaps. L'Inter apre le marcature all'8' con l'autorete di Ocampo. I canadesi pareggiano al 60' con Ali Ahmed. Inter Miami avanti di nuovo al 71' con De Paul e tris in pieno recupero, al 96', quando Allende sfrutta l'assist di Messi. Il fuoriclasse argentino mette in bacheca il 44esimo titolo della carriera.

Tango argentino con casqué o meglio... con caduta. Beppe Convertini è tornato in pista a Ballando con le stelle per il ripescaggio con la sua maestra di ballo Veera Kinnunen. Dopo lo stop forzato e una settimana di duro allenamento, il conduttore televisivo si è mostrato più sciolto nelle movenze, tanto da convincere la giuria che ha notato un netto miglioramento. Tuttavia, alla fine dell'esibizione Convertini, forse dalla troppa emozione, è inciampato scivolando all'indietro.
"Scusate, scusate", ha detto Convertini imbarazzato, mentre il pubblico applaudiva e urlava il suo nome in segno di incoraggiamento. Per sdramatizzare, il conduttore ha portato in studio un premio a forma di tronco che andrà al concorrente 'migliore dei peggiori 2025'. "Non ho mai visto un concorrente chiedere scusa al pubblico per aver ballato", ha scherzato Lucarelli. "Ho chiesto scusa solo per Veera che si è impegnata molto per questo ballo", ha detto Convertini prima di salutare prendendosi l'applauso del pubblico.
E' di almeno 23 morti il bilancio di un incendio in un nightclub di Goa, località situata sulla costa occidentale indiana. Lo hanno reso noto le autorità locali, secondo cui tra le vittime delle fiamme divampate nella discoteca Arpora, nella parte nord di Goa, ci sarebbero molti turisti.
Secondo il premier dello stato indiano, Pramod Sawant, la maggior parte delle vittime dell'incendio - provocato dall'esplosione di una bombola di gas - apparterrebbe al personale di cucina. Tra i morti ci sarebbero anche "tre o quattro turisti". Lo stesso 'chief minister' ha precisato che delle 23 vittime, tre sono morte per le ustioni riportate, mentre le altre sono per soffocamento.

Francesca Fagnani ha ricambiato il favore a Maria De Filippi. Dopo i siparietti a Belve tra le due conduttrici - dove De Filippi è stata ospite fissa di ogni puntata - è arrivato il momento di scatenarsi in pista a Tu si que vales. E lo hanno fatto come delle vere dive anni '90.
Fagnani, ospite del programma di Canale 5, è entrata in studio mano nella mano con De Filippi, giurata del programma, per cantare insieme 'Siamo donne', celebre brano interpretato da Sabrina Salerno e Jo Squillo. Vestite di bianco, microfono alla mano e tanta grinta. Tocco di classe per Maria De Filippi, quasi irriconoscibile, che ha indossato una parrucca, per imitare Salerno.
Al termine dell'esibizione, che ha lasciato tutti senza parole, è scesa in pista Gemma Galgani, storica dama del trono over di 'Uomini e Donne' che si è aggiunta alle due conduttrici creando il caos in studio.

Tacco, rossetto rosso e cuore aperto. Marcella Bella è tornata in pista a Ballando con le stelle più carica che mai. La cantante si è esibita questa sera per lo spareggio e la sua esibizione ha convinto la giuria, che ha assegnato 34 punti. Ma a colpire è stato il racconto prima della performance, che la cantante ha voluto dedicare al 'fratellone Gianni'. "Deve essere un ballo dell'anima", questa la premessa di Marcella Bella.
"Gianni mi ha fatto da papà, è sempre stato il mio punto di riferimento. Mi ha protetto come sorella e come artista". La cantante ha raccontato il loro rapporto speciale, parlando anche dell'ictus che ha colpito il fratello: "Il mondo mi crollò addosso, faccio fatica a ricordare quei momenti. Quando sono corsa a Parma per lui, che era finito in rianimazione, io non riuscivo più a muovermi".
Un crollo mentale che ha spinto la cantante a mettere in pausa la sua carriera: "Lui aveva bisogno di me, quando si è rimesso in piedi e ha cominciato a muovere i primi passi, io ero lì con lui". Purtroppo, l'ictus non gli ha permesso più di parlare: "Non si aspetta che io faccio questa dedica a lui e che ancora una volta saremo insieme in un palcoscenico". A fatica dal trattenere le lacrime, Marcella Bella ha portato a termine la sua esibizione, accogliendo poi i commenti positivi della giuria.



