
“La sindrome di Alagille è una malattia genetica rara e multisistemica. È causata dalla mutazione di un singolo gene, JAG1 o NOTCH2, che determina alterazioni in diversi organi e apparati. L’organo più frequentemente coinvolto è il fegato, dove si osserva una riduzione dei dotti biliari (duttopenia). Questo provoca una ritenzione della bile, una condizione chiamata colestasi. Tuttavia, la sindrome può interessare anche cuore, reni, occhi, scheletro e altri organi. Per quanto riguarda i bisogni clinici dei bambini con sindrome di Alagille, uno dei problemi principali è il prurito colestatico, spesso molto intenso e invalidante. Questo sintomo ha un forte impatto sulla qualità della vita, sia dei pazienti sia delle loro famiglie. Alla colestasi sono inoltre associati altri disturbi, come il deficit di vitamine liposolubili (A, D, E e K) e la comparsa di xantomi, accumuli di colesterolo nella pelle che possono essere visibili, antiestetici e talvolta deformanti. Una delle più recenti innovazioni terapeutiche per la sindrome di Alagille è odevixibat, un farmaco che inibisce un trasportatore intestinale degli acidi biliari, coinvolto nel cosiddetto circolo enteroepatico. Bloccando questo meccanismo, il farmaco aumenta l’eliminazione degli acidi biliari con le feci e riduce i loro livelli nel sangue. Come dimostrato dallo studio clinico di fase 3 ASSERT, questo porta a una significativa riduzione del prurito colestatico e a un miglioramento della qualità del sonno nei bambini trattati”. Così all’Adnkronos Salute Emanuele Nicastro dell'Epatologia pediatrica e dei trapianti dell'ospedale di Bergamo Asst Papa Giovanni XXIII e Vicepresidente della Sigenp, Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica.
“Il raggiungimento di obiettivi clinici come il controllo del prurito è di importanza fondamentale nella gestione di una malattia cronica come la sindrome di Alagille – spiega Nicastro -. Ridurre il prurito e migliorare il sonno significa diminuire la stanchezza, lo stress familiare e favorire apprendimento, attenzione e benessere psicologico dei bambini. Sebbene esistano anche pazienti adulti, la malattia si manifesta spesso già in età pediatrica con queste caratteristiche”. Un “ulteriore aspetto cruciale è che il prurito severo rappresenta talvolta un’indicazione al trapianto di fegato. Evitare o ritardare il trapianto è particolarmente importante nei bambini con comorbidità cardiache e renali, per i quali un intervento così complesso comporta rischi maggiori” conclude.

“Ipsen concentra il proprio impegno nelle malattie rare, ma anche in oncologia e neuroscienze, con un obiettivo comune: offrire ai pazienti soluzioni terapeutiche innovative in aree ad alta complessità e con bisogni clinici ancora in gran parte insoddisfatti. Proprio nelle malattie rare, tuttavia, il percorso dell’innovazione presenta sfide aggiuntive”. Così all’Adnkronos Chiara Marchesi, Medical & Regulatory Affairs Director di Ipsen Italia
“È fondamentale, innanzitutto, mantenere un dialogo costante con esperti, società scientifiche, associazioni di pazienti e istituzioni - prosegue - Il percorso di cura deve essere non solo efficace, ma anche personalizzato e sostenibile. Dal punto di vista scientifico, una delle principali sfide è arrivare a una diagnosi il più possibile precoce. La conoscenza di molte patologie rare, infatti, è ancora limitata a pochi centri e a un numero ristretto di specialisti. Un ulteriore ostacolo riguarda la possibilità di produrre dati scientifici solidi, considerando che le popolazioni di pazienti sono spesso numericamente ridotte ed eterogenee. In questo contesto, accanto ai dati provenienti dagli studi registrativi, assumono un ruolo sempre più rilevante le evidenze di real world, fondamentali per comprendere l’impatto reale delle terapie”.
Il “paziente va considerato a 360 gradi. Molte malattie rare coinvolgono anche l’età pediatrica e sono associate a bisogni complessi - sottolinea Marchesi - Per questo l’ascolto delle associazioni di pazienti, come ad esempio Alagille Italia, è essenziale per sviluppare soluzioni realmente rispondenti alle esigenze quotidiane delle persone e delle famiglie”.
Un altro tema cruciale “è quello dell’accesso alle cure. L’innovazione deve arrivare concretamente ai pazienti, ma i percorsi possono essere lunghi e diversi da regione a regione. Il confronto continuo con le istituzioni è quindi indispensabile per garantire un accesso il più possibile equo e tempestivo”.
“Ipsen - evidenzia Marchesi - rappresenta già un punto di riferimento nell’ambito delle malattie colestatiche epatiche rare, un gruppo eterogeneo di patologie legate a un’alterazione cronica del flusso biliare di origine genetica o autoimmune. Sono già disponibili opzioni terapeutiche, ad esempio nella sindrome di Alagille, nella colestasi intraepatica familiare progressiva, patologia genetica pediatrica, e nella colangite biliare primitiva, di origine autoimmune”. La “pipeline di ricerca resta fortemente focalizzata su questo ambito, con altre due patologie attualmente in studio: l’atresia biliare, per cui è in corso uno studio di fase 3, e la colangite sclerosante primaria, per la quale si è recentemente concluso uno studio di fase 2 con risultati positivi. La qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie è sempre al centro delle attività - aggiunge - Un esempio concreto è un servizio sviluppato da Ipsen che prevede la consegna domiciliare del farmaco, insieme a materiali informativi dedicati, per rendere il percorso di cura più semplice e vicino alle esigenze quotidiane”.
Infine, il tema della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale “è oggi più che mai centrale. Ipsen investe in ricerca con l’obiettivo di portare nuove molecole o nuove indicazioni terapeutiche, e considera essenziale un confronto aperto con le istituzioni. Al centro del dibattito va posto il valore dell’innovazione, non solo per il beneficio individuale in termini di benessere e qualità di vita, ma anche per l’impatto positivo che può generare sull’intera società” conclude.

L’innovazione terapeutica “rappresentata da odevixibat costituisce un passo fondamentale nel percorso di cura della Sindrome di Alagille” (ALGS) e rivela “un interesse concreto e un’attenzione verso una patologia rara, complessa e con un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie”. Così Martina Brotto, presidente di Alagille Italia Odv, commenta l’approvazione, da parte dell’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA), trattamento indicato in pazienti di età pari o superiore a 6 mesi. Si tratta di “una nuova opzione terapeutica mirata, in grado di intervenire su uno dei sintomi più gravosi della malattia: il prurito colestatico che compromette profondamente il benessere quotidiano dei bambini e delle loro famiglie, influenzando il sonno, la crescita, la frequenza scolastica e la vita familiare”.
Questa innovazione rappresenta quindi “una speranza concreta di miglioramento della qualità di vita - conclude Brotto - non solo per i bambini ma per l’intero nucleo familiare, contribuendo a ridurre anche il carico assistenziale e psicologico legato alla gestione quotidiana della patologia”.
I bisogni insoddisfatti delle persone con Sindrome di Alagille e delle loro famiglie “sono ancora numerosi e riguardano sia l’ambito clinico sia quello organizzativo e assistenziale - spiega la Presidente - Per quanto riguarda in particolare i pazienti pediatrici, una delle principali criticità è rappresentata dalla transizione delle cure”, cioè il passaggio dall’età pediatrica all’età adulta. “Quando il bambino diventa un adulto, compie 18 anni e smette di essere inserito in un percorso ben segnato, si trova in una sorta di terra di mezzo”, perde “la continuità assistenziale” e quindi il controllo della patologia.
Inoltre, “spesso ci troviamo” in difficoltà per “il mancato riconoscimento del comma di gravità della legge 104 - aggiunge Brotto - La nostra è una patologia multisistemica, rara e cronica che richiede numerosi controlli con specialisti diversi, spesso in giornate differenti, perché non sempre è possibile concentrare tutte le visite nello stesso giorno. In assenza del comma di gravità - rimarca - il genitore non ha diritto ai permessi per accompagnare il figlio alle visite”.
Da qui nasce l’esigenza, sentita come una vera e propria necessità, di “un protocollo che unisca un po’ l’Italia nella gestione della malattia”, oltre alla constatazione che, “al momento, non esiste un centro di riferimento per adulti”.

E' morto a Roma l'ex giudice Corrado Carnevale, aveva 95 anni. Nato a Licata nel maggio 1930, era stato presidente della prima sezione penale della Corte di Cassazione. Per una serie di sentenze di annullamento gli venne attribuito il soprannome 'ammazzasentenze'.
Tra i verdetti annullati quello sui mandanti dell'omicidio di Chinnici e quello per la strage di piazza Fontana, le condanne per la cosiddetta 'Pizza connection' o ancora alcune condanne inflitte alla banda della Magliana. Coinvolto in un’inchiesta, per l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ne è uscito assolto.
Dal 1993 al 2007 venne sospeso dal servizio, poi il ritorno in Cassazione e la pensione nel 2013. I funerali si svolgeranno venerdì alle 15 nella chiesa di Cristo Re a viale Mazzini.
Carnevale è stato uno dei magistrati più potenti, controversi e discussi della storia repubblicana. Per quasi un decennio, alla guida della prima sezione penale della Corte suprema di Cassazione, ha esercitato un'influenza senza precedenti sul giudizio di legittimità, incidendo in modo determinante sull'esito di centinaia di processi che riguardavano mafia, terrorismo, criminalità organizzata e grandi delitti politici. È in quegli anni che la stampa gli affibbiò un soprannome destinato a diventare marchio indelebile: il giudice ammazzasentenze.
Un'etichetta che Carnevale ha sempre respinto, rivendicando fino all'ultimo una concezione rigorosa, formalista e garantista del diritto. Ma che, nel linguaggio giornalistico e nell'immaginario collettivo, finì per identificare una stagione della giustizia italiana segnata da annullamenti clamorosi, rinvii a nuovo giudizio, scarcerazioni eccellenti e da uno scontro durissimo con il pool antimafia di Palermo e con Giovanni Falcone.
Con la presidenza della prima sezione penale della Cassazione, Corrado Carnevale assume di fatto il monopolio del giudizio di legittimità sui processi più delicati. È in quella sede che arrivano i ricorsi sui grandi procedimenti di mafia e terrorismo, in un'Italia attraversata dalla violenza politica e dalla sfida frontale di Cosa nostra allo Stato.
Tra il 1985 e il 1993, il collegio da lui presieduto annulla o rinvia a nuovo giudizio circa cinquecento sentenze. Un numero enorme, che non ha eguali nella storia della Suprema Corte, secondo il monitoraggio sui provvedimenti della prima sezione penale della Suprema Corte ordinato dal ministro della Giustizia, Claudio Martelli e controllato dal giudice Giovanni Falcone alla Direzione Generale degli Affari Penali del dicastero. Non si tratta quasi mai di assoluzioni nel merito, ma di annullamenti per vizi procedurali, difetti di motivazione, inosservanza delle norme di legge, valutazione ritenuta scorretta degli indizi o delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.
È questa linea interpretativa a produrre gli effetti più controversi. Vengono annullati gli ergastoli inflitti ai fratelli Michele e Salvatore Greco per l'omicidio del giudice Rocco Chinnici; vengono cancellate le condanne per la strage dell'Italicus; rinviate a nuovo giudizio parti centrali dell'inchiesta Pizza Connection, che coinvolgeva Gaetano Badalamenti e il traffico internazionale di droga tra Sicilia e Stati Uniti; azzerate decine di condanne nei confronti della banda della Magliana; annullati i mandati di cattura contro esponenti di primo piano della camorra e della 'ndrangheta, come Giuseppe Misso, Giuseppe Lo Giudice, esponenti dei clan Piromalli e Santapaola.
Nel 1987 annulla per tre volte l'ergastolo inflitto al mafioso Santo Barranca per l'omicidio del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella; nello stesso anno rinvia a nuovo giudizio gli ergastoli inflitti ai presunti killer del capitano Emanuele Basile; nel 1988 azzera 19 ergastoli nel grande processo alla 'ndrangheta reggina per vizi nella composizione del collegio giudicante. Nel 1991 e 1992 arrivano altri annullamenti clamorosi: provvedimenti cautelari revocati a carico di boss come Francesco Schiavone detto Sandokan, custodie annullate nei confronti di esponenti dei clan Moccia e Magliulo, ergastoli cancellati in processi di mafia calabrese e siciliana. Una sequenza che costruisce la sua fama e accende un sospetto sempre più diffuso: che l'applicazione rigorosa del formalismo giuridico finisca per smontare, pezzo dopo pezzo, l'impianto giudiziario costruito nei processi di merito.
Carnevale contesta apertamente il teorema dell'organizzazione unitaria di Cosa nostra. Nei suoi provvedimenti nega valore probatorio alla Commissione interprovinciale e mette in dubbio l'attendibilità di Tommaso Buscetta, il pentito che aveva descritto la mafia come una piramide con una cupola di comando. Per Carnevale, la mafia non è un organismo unitario ma una sommatoria di bande.
È uno scontro frontale con il pool antimafia di Palermo e con Giovanni Falcone.

Un uomo di 65 anni è morto in un incidente stradale avvenuto nella notte, intorno alle 1.30, lungo l'autostrada A1 al chilometro 300, nel territorio comunale di Bagno a Ripoli (Firenze). Il sinistro ha coinvolto tre mezzi pesanti.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, un mezzo di polisoccorso e un autogru. Le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente complesse: l'uomo, alla guida del camion rimasto schiacciato tra gli altri due, era incastrato all'interno della cabina di guida.
I vigili del fuoco hanno utilizzato l'autogru per spostare il rimorchio e liberare l'abitacolo, lavorando a lungo tra le lamiere per estrarre il conducente. Una volta recuperato, il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Secondo una prima ricostruzione, l’incidente sarebbe stato causato da un tamponamento. Durante le operazioni di soccorso e messa in sicurezza dell'area, il traffico sull’A1 è rimasto completamente bloccato, con pesanti ripercussioni sulla circolazione.

Tragedia nella serata di ieri, martedì 4 febbraio, poco prima delle 22, in via Galgani, nella frazione di Rughi, nel comune di Porcari, in provincia di Lucca. Quattro persone, tutte appartenenti allo stesso nucleo familiare di origine albanese, hanno perso la vita a causa di esalazioni di monossido di carbonio sprigionate da una caldaia malfunzionante.
Le vittime sono il padre di 48 anni, la madre di 43, il figlio di 22 anni e la figlia di 15. In gravi condizioni il fratello del capofamiglia, che nel tentativo di prestare soccorso ai familiari è rimasto seriamente intossicato ed è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Cisanello a Pisa. Due carabinieri intervenuti sul posto hanno riportato una lieve intossicazione e sono stati sottoposti a cure ospedaliere.
L'allarme è stato lanciato al numero unico delle emergenze 112, dopo che qualcuno all'interno dell'abitazione aveva accusato un malore. È stato lo stesso fratello della vittima a guidare i militari fino all'abitazione, al civico 186 di via Galgani. Una volta entrati nell'appartamento, i soccorritori si sono trovati di fronte a una scena drammatica: i corpi dei quattro familiari erano già privi di vita. Ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.
Secondo i primi accertamenti, l'origine delle esalazioni sarebbe accidentale. Un difetto della caldaia avrebbe provocato la fuoriuscita del monossido di carbonio, gas inodore e altamente letale.
Sul posto sono intervenuti l'automedica di Lucca, le ambulanze della Croce Rossa di Lucca, della Croce Verde di Porcari e della Misericordia di Santa Gemma Galgani, oltre ai carabinieri e ai vigili del fuoco, che hanno effettuato l'accesso all’abitazione insieme ai militari. Era stato allertato anche l'elisoccorso Pegaso, poi fatto rientrare dopo la constatazione del decesso delle quattro persone.
La comunità locale è sotto shock per l'accaduto. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio le cause tecniche del guasto.

Lane, controllata statunitense del Gruppo Webuild, si è aggiudicata il contratto da 389 milioni di dollari (circa 336 milioni in euro, 100% Lane) per la progettazione e realizzazione dei lavori di ampliamento e ammodernamento della Interstate 64 (I-64)[1] a Norfolk, Virginia, negli Usa. Commissionata dal Virginia Department of Transportation (Vdot), l’opera è strategica per la mobilità in una delle aree più dinamiche della costa orientale degli Stati Uniti.
Con questo nuovo contratto, Webuild consolida la leadership negli Stati Uniti, dove è impegnata in progetti chiave per la mobilità sostenibile e il potenziamento della resilienza delle infrastrutture. Di questi giorni è anche l’annuncio dell’avvio di 643 milioni di dollari (547 milioni di euro) complessivi di lavori per la realizzazione del progetto Westshore Interchange, la più grande iniziativa infrastrutturale del Florida Department of Transportation (Fdot) nell’area di Tampa Bay, Florida, che Lane realizzerà con un partner locale. Questi contratti rafforzano ulteriormente il ruolo del Gruppo Webuild nella realizzazione di infrastrutture complesse in Nord America, il suo terzo mercato estero per fatturato.
Il nuovo contratto riguarda circa 11 chilometri del corridoio I-64 Hampton Roads Express Lanes (Hrel) e prevede la trasformazione delle tre corsie esistenti in una corsia express, riservata ai veicoli ad alta occupazione, e in tre corsie Gp (General Purpose) per ciascun senso di marcia, oltre all’ampliamento e/o alla riqualificazione di diciannove ponti già presenti lungo il tracciato. Il progetto è concepito per migliorare la sicurezza, ridurre i tempi di percorrenza e garantire un flusso di traffico più scorrevole. I lavori, che si prevede saranno ultimati entro la fine del 2029, integreranno soluzioni progettuali innovative per minimizzare l’impatto sul traffico durante la costruzione e ridurre le esigenze di manutenzione nel lungo periodo.
Lane è attualmente attiva in Virginia su numerosi progetti infrastrutturali di rilievo, come i lavori di ampliamento di due ulteriori tratte della I-64, il progetto I-495 Next nell’area metropolitana di Washington, D.C., e l’ammodernamento della Naval Air Station (Nas) Oceana, base aerea della Marina militare degli Stati Uniti (Us Naval Force).
Webuild ha una presenza storica negli Usa, dove con Lane sta realizzando altri importanti progetti infrastrutturali, come i due tunnel gemelli Palisades per potenziare i collegamenti ferroviari di New York e, in Florida, il progetto Seminole Expressway/Sr 417 e intersezioni strategiche tra la I-4 e la Sand Lake Road e tra la I-4 e la Sr 535 nella contea di Orange. A luglio scorso, il Gruppo si è aggiudicato i lavori di ampliamento e ammodernamento lungo la I-85 in Carolina del Nord e quelli di ammodernamento di una tratta della I-75, uno dei principali corridoi per la viabilità del Nord in Florida.

Tanta pioggia attesa sull'Italia nelle prossime ore, ma il meteo 'salva' i Giochi di Milano Cortina 2026. E lo fa regalando, da un lato, tempo stabile e asciutto per la cerimonia d'apertura e, dall'altro, un paesaggio incantato, bianco e non freddo. Sono queste le previsioni per la giornata di oggi, giovedì 5 febbraio, e per i giorni a venire.
"Benedizione bianca" sui Giochi e tanta pioggia sulla Penisola, parla l'esperto
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it[1], conferma dunque condizioni meteo ottimali per l’inizio dei XXV Giochi olimpici invernali.
La neve, infatti, è caduta copiosa sulle Alpi e sulle Dolomiti nei giorni scorsi: una vera "benedizione bianca" per tutte le sedi di gara (Cortina d’Ampezzo, Livigno, Bormio, Predazzo, Tesero ed Anterselva) con un palcoscenico naturale perfetto che mancava da anni in questa stagione.
Ma mentre sulle sedi olimpiche si festeggia il meteo favorevole presente e in arrivo, tutt’altra situazione al Centro-Sud dove continua a piovere da settimane: buona parte del territorio, specie lungo il versante tirrenico, è saturo di acqua e stanno per arrivare nuovi accumuli importanti.
Tra sabato e domenica sono attesi picchi di 80-150 mm di pioggia, ovvero 80-150 litri d’acqua per metro quadro, tra Campania e Calabria tirrenica. Il rischio idrogeologico resta alto: non è tanto l'intensità del singolo acquazzone a preoccupare, ma la persistenza dei fenomeni su aree già fragili.
Nel dettaglio, una nuova forte perturbazione abborderà l’Italia dalla serata del giovedì con un peggioramento iniziale su Nord-Ovest e Sardegna; in seguito, i fenomeni saranno intensi su tutta la fascia tirrenica, dalla Toscana alla Calabria fino al pomeriggio quando il fronte perturbato si sposterà verso i Balcani e il tempo migliorerà temporaneamente.
Sabato sono infatti attese nuove piogge già al mattino su regioni tirreniche e Isole Maggiori: non è necessario sottolineare che in pratica pioverà sul bagnato e pioverà sempre sulle stesse zone.
Domenica avremo, infatti, una fotocopia meteo del sabato, seppur con una temporizzazione spostata di qualche ora in avanti: le piogge inizieranno dal pomeriggio in Sardegna per poi spostarsi verso il Sud peninsulare e in Sicilia entro la sera.
Comunque vada, gli ombrelli resteranno aperti almeno fino a metà mese; unica magra consolazione le temperature resteranno sempre sopra la media del periodo: il freddo polare rimarrà confinato tra la Scandinavia e le Repubbliche Baltiche.
Le previsioni nel dettaglio
Giovedì 5. Al Nord: instabile sul Triveneto, ma peggiorerà di nuovo in serata dal Nordovest. Al Centro: piovaschi in Toscana, peggiora in serata. Al Sud: instabile sul basso Tirreno.
Venerdì 6. Al Nord: piogge veloci da ovest verso est. Al Centro: maltempo specie sulle tirreniche e sulle Marche. Al Sud: maltempo specie sulle tirreniche.
Sabato 7. Al Nord: migliora anche con schiarite. Al Centro: piogge sulle tirreniche e sulle Marche. Al Sud: maltempo sulle tirreniche e in Sardegna.
Tendenza: ancora maltempo ad oltranza, serie di perturbazioni atlantiche.

Nel giorno del secondo round sui colloqui tra Usa, Russia e Ucraina ad Abu Dhabi, le forze di Mosca hanno lanciato un nuovo raid con droni su Kiev, ferendo almeno due persone. Lo hanno riferito funzionari locali. Dopo una breve pausa negli attacchi sulla capitale ucraina su richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Mosca ha ripreso a colpire la città negli ultimi giorni, mentre i residenti continuano a fare i conti con le temperature gelide. Le esplosioni sono state udite intorno alle 2 del mattino ora locale, ha riferito l'emittente pubblica Suspilne. Poco dopo, un'esplosione è stata nuovamente udita in città intorno alle 4,15 del mattino.
Il sindaco Vitali Klitschko ha affermato che l'attacco ha preso di mira vari quartieri della città, tra cui i quartieri Obolonskyi, Darnytskyi, Shevchenkivskyi e Solomianskyi. Il Servizio statale di emergenza ucraino ha riferito che è scoppiato un incendio in un edificio per uffici di quattro piani nel distretto di Shevchenkivskyi, con danni segnalati anche in un asilo nido nel distretto di Solomianskyi della città. L'attacco arriva appena due giorni dopo che la Russia ha lanciato il suo più grande attacco dell'inverno: 71 missili e 450 droni contro città ucraine, tra cui Kiev. L'attacco ha colpito diversi edifici residenziali nella capitale, ferendo almeno nove persone.
Ha avuto intanto inizio negli Emirati Arabi la seconda giornata di colloqui mediati dagli Stati Uniti fra negoziatori ucraini e russi, volti a porre fine all'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca, che dura da quasi quattro anni.
"Il secondo giorno di colloqui ad Abu Dhabi è iniziato. Stiamo lavorando con gli stessi format di ieri: consultazioni trilaterali, lavoro di gruppo e successivo allineamento delle posizioni", ha affermato il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov.
Intanto da Mosca arrivano le dichiarazioni di Sergej Lavrov, che mette in dubbio la coerenza Usa nei ritrovati rapporti con Mosca. Alcune azioni degli Stati Uniti non sono del tutto in linea con le dichiarazioni sulla possibilità di una cooperazione economica con la Russia, ha infatti dichiarato il ministro degli Esteri in un'intervista al media russo Rt.
"È stato recentemente adottato un documento su Cuba. In esso si afferma che è stato dichiarato lo stato di emergenza a causa della minaccia che Cuba rappresenta per gli interessi statunitensi nei Caraibi, anche a causa delle politiche ostili e malevole della Russia. In qualche modo, questo non è del tutto in linea con il futuro roseo della nostra cooperazione economica e di investimento", ha osservato il ministro.
Lavrov ha aggiunto che gli americani stanno imponendo sanzioni alla parte russa in risposta alla disponibilità di Mosca ad accettare il piano americano per una soluzione globale del conflitto ucraino, stanno costringendo le aziende russe a lasciare il Venezuela e stanno imponendo dazi agli acquirenti di petrolio russo. "In qualche modo, per quanto riguarda il brillante futuro della nostra cooperazione economica e di investimento, qualcosa non torna", ha sottolineato.

"La donazione di opere di Cy Twombly realizzate a Roma tra il 1957 e il 1963 è per noi estremamente significativa, perché riflette il legame profondo dell’artista con la città, dove ha vissuto negli anni ’50 e ’60". Lo ha dichiarato Eleonora Di Erasmo, managing director della Cy Twombly Foundation, intervenendo alla presentazione della raccolta Cy Twombly alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Di Erasmo ha ricordato che la donazione, perseguita per molti anni e realizzata lo scorso anno, comprende opere, il finanziamento del laboratorio di restauro del museo e una borsa di studio della durata di 15 anni destinata a un conservatore di opere su carta contemporanea.
"Per noi è un regalo per la città di Roma e per tutta la comunità – ha sottolineato –. Twombly ha trovato qui ispirazione artistica, la sua famiglia, la comunità di artisti e la sua prima mostra nel 1958 alla Galleria La Tartaruga". La managing director ha ripercorso le esperienze formative dell’artista: "Il semestre estivo al Black Mountain College, accademia interdisciplinare all’avanguardia, ha rappresentato una tappa fondamentale. Twombly ha conosciuto artisti come John Cage e Merce Cunningham e, soprattutto, il poeta Charles Olson, il cui approccio alla poesia come composizione spontanea, basata sul respiro, ha influenzato profondamente il suo metodo creativo. Nelle opere e nei libri dell’artista, parola e scrittura coesistono con l’immagine, diventando segno e iscrizione poetica. Arrivato a Roma nel 1952 grazie a una borsa di studio del Virginia Museum of Fine Arts, e successivamente in Marocco, Twombly ha compreso il valore della cultura mediterranea come fusione di tradizioni e radici, costruendo un’arte contemporanea in continuità con il passato".
Secondo Di Erasmo, la pubblicazione della raccolta Cy Twombly "consente oggi di raccontare non solo le opere, ma anche il contesto storico e culturale che ha formato l’artista, rendendo accessibile al pubblico la memoria di un protagonista della scena artistica internazionale".

"Questa iniziativa nasce dall’incontro di due storie che si intersecano: quella di Cy Twombly, artista che ha sviluppato la sua poetica a Roma, e quella di Maire, azienda nata qui oltre 40 anni fa e oggi multinazionale con 15.000 dipendenti". Lo ha dichiarato Fabrizio Di Amato, presidente e fondatore di Maire, intervenendo alla presentazione della raccolta Cy Twombly alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Di Amato ha spiegato come Maire creda fortemente nell’'ingegnere umanista”, capace non solo di progettare e realizzare grandi opere – nel caso dell’azienda, impianti per la transizione energetica – ma anche di interpretare l’arte e la cultura come strumenti di innovazione.
"Coniugare cultura e ingegneria ci aiuta a comprendere quello che l’artista prova e realizza – ha detto Di Amato – proprio come le grandi opere dei Romani, che uniscono tecnica, sostenibilità e attenzione al benessere della persona. Questo ci guida a sviluppare approcci più sostenibili e consapevoli". Il presidente di Maire ha poi illustrato il Green Innovation District, centro unico in Europa in costruzione a Roma, con laboratori e impianti semi-industriali dimostrativi, pensato anche come polo culturale e accademico. "Le nuove generazioni potranno vedere concretamente i nostri progetti, studiare storia, archivi e tecnologie applicate, collegando passato, presente e futuro – ha concluso Di Amato –. Siamo orgogliosi di queste iniziative, che ci aiuteranno anche ad attrarre giovani talenti".

I bambini adorano il Carnevale, ma trascorrerlo in sicurezza è una priorità. I pericoli possono nascondersi ovunque, dalle maschere ai costumi, nei giochi sprovvisti di marchio CE o delle informazioni obbligatorie sull’età minima consigliata per l’utilizzo.
Maschere e costumi
L'Unione nazionale consumatori segnala a cosa bisogna stare attenti. Il marchio CE è la certificazione che attesta che il prodotto rispetta gli standard di qualità e sicurezza europei. Quando acquistiamo le maschere o i costumi di Carnevale è bene leggere l’etichetta e assicurarsi della presenza del simbolo.
Attenzione: la marcatura CE può essere confusa con un logo quasi identico, ingannevole, che sta per China Export. Il marchio che attesta la Conformità Europea (quindi la sicurezza del prodotto) ha lettere più distanziate tra loro, mentre quando la lettera C e la lettera E sono molto vicine, quasi unite, significa solo che quel prodotto è stato prodotto in Cina, ma non è una certificazione di conformità agli standard di sicurezza europei.
Verifichiamo che le maschere che diamo ai bambini non abbiano bordi taglienti e parti acuminate e che lascino un’apertura sul volto tale da evitare il rischio di soffocamento. Se poi si sceglie di indossare parrucche o barbe finte bisogna sempre leggere con attenzione le etichette per controllare che non ci sia il rischio di infiammabilità.
Le bombolette di schiuma
Le bombolette di schiuma colorata e le stelle filanti non sono adatte ai bambini più piccoli. Anche se spesso al supermercato le troviamo sugli scaffali insieme a maschere e coriandoli, non sono giocattoli perché possono contenere sostanze che possono irritare gli occhi. È fondamentale una costante supervisione dei genitori non per evitare il contatto con gli occhi e il volto.
I trucchi
Attenzione anche ai classici trucchi che usiamo per mascherare i bambini, come fondotinta e rossetti. Diffidiamo di cosmetici di bassa qualità, magari acquistati sulle bancarelle, perché potrebbero provocare allergie e irritazioni alla pelle, soprattutto se si considera che quella dei bambini è particolarmente delicata.
Preferiamo prodotti ipoallergenici, adatti all’età, e facilmente lavabili con acqua e sapone. E' molto importante anche verificare la data di scadenza o il pao, cioè il periodo di tempo entro il quale il prodotto va consumato una volta aperto. Prima di truccare il bambino, è bene testare il prodotto su una piccola parte (solitamente dietro l’orecchio) per verificare un’eventuale sensibilità al prodotto.

A febbraio è scattata una piccola grande rivoluzione per il Sistema Musei Civici di Roma Capitale. È entrato in vigore il nuovo sistema tariffario che prevede che i musei siano gratuiti per tutte le cittadine e i cittadini residenti a Roma e nella Città Metropolitana. "Un passo concreto per rendere il patrimonio culturale della città sempre più accessibile e vicino a chi la vive ogni giorno", si legge sul sito del Comune.
Come funziona l'ingresso gratuito
L’ingresso nei musei e nelle aree archeologiche del Sistema è libero: basta presentare un documento di identità in biglietteria.
Quali musei diventano gratuiti per i residenti
I musei che diventano gratuiti per i residenti sono i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, il Museo dell’Ara Pacis, la Centrale Montemartini, il Museo della Forma Urbis (Parco Archeologico del Celio), l'Area Sacra di Largo Argentina, l’area archeologica del Circo Massimo, il Museo di Roma a Palazzo Braschi, il Museo di Roma in Trastevere, la Galleria d’Arte Moderna, i Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca e Casino dei Principi) e il Museo Civico di Zoologia.
A questi si aggiunge la Fontana di Trevi, per cui è stato introdotto un biglietto di ingresso a 2 euro per turisti e non residenti.
I musei diventati a pagamento per i turisti
Per i visitatori non residenti, dal 2 febbraio l’ingresso è diventato a pagamento in alcuni musei che in precedenza erano gratuiti: il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, il Museo Napoleonico e la Villa di Massenzio.
Restano però attivi tutti i vantaggi della #RomaMICcard, che al costo di 5 euro consente l’accesso gratuito e illimitato per 12 mesi a musei e siti del circuito, permette di evitare le file, di accedere a riduzioni sulle mostre e di partecipare a eventi e visite guidate. Tutti i dettagli sul nuovo sistema tariffario e sulle modalità di visita sono disponibili su www.museiincomuneroma.it.

Con l'arrivo della fiamma olimpica oggi, giovedì 5 febbraio, a Milano, si accendono anche le proteste contro i Giochi organizzate dal 'Cio', il Comitato insostenibili olimpiadi. La rete - che riunisce collettivi studenteschi, centri sociali, associazioni e altre realtà - ha organizzato nel capoluogo lombardo dal 5 all'8 febbraio le 'Utopiadi', una contro-manifestazione dedicata allo sport popolare. Accanto a questa programmazione, che si svolgerà nel fine settimana in luoghi ancora 'segreti', c'è un fitto palinsesto di proteste.
Si inizia oggi, 5 febbraio, con la contestazione dell'arrivo della fiamma olimpica a Milano. 'Show Israel the red card' il titolo che si legge nella locandina dell'evento che circola in rete. La sessantesima e penultima tappa del viaggio della fiamma prevede una mattinata tra gli ultimi comuni dell'hinterland: si parte alle 8.33 da Sesto San Giovanni, per arrivare poco prima delle 13 a San Donato Milanese. E sarà proprio il passaggio dal Comune che ospita la sede dell'Eni uno dei più delicati della giornata, in vista di possibili contestazioni.
Nel pomeriggio, qualche minuto prima delle 14, l'ingresso dei tedofori a Milano da via Lorenzini, vicino al Villaggio Olimpico. Anche lì, massima attenzione. La torcia proseguirà il suo tour in città, passando per il quadrante ovest, City Life e infine il centro. Ed è qui, alle 18, davanti all'Università Statale in via Festa del Perdono, che è fissato l'appuntamento di chi contesta la "fiaccola della vergogna e del silenzio complice", per "denunciare la presenza di Israele nella manifestazione olimpica e i suoi sponsor complici del genocidio".
Come il viaggio della fiamma olimpica, anche le proteste ricominceranno il 6 di febbraio, giorno dell'inaugurazione dei Giochi. Si inizia dalla mattina, alle 9.30, con la manifestazione studentesca contro la presenza degli agenti dell'Ice 'Milano vi schifa' in piazza Leonardo Da Vinci, dove nel primo pomeriggio è stato organizzato un incontro con l'attivista e sindacalista statunitense Chris Smalls.
In serata, alle 18, in viale Mar Jonio, a poco più di un chilometro di distanza dallo stadio di San Siro, dove alle 20 inizierà la cerimonia inaugurale, il 'Comitato insostenibili olimpiadi' celebrerà l'apertura delle 'Utopiadi' con una 'fiaccolata anti-olimpica'.
Il clou delle proteste sarà però sabato 7 febbraio, con il corteo nazionale in partenza alle 15 da piazza Medaglie d'Oro, ad appena un chilometro e mezzo dal Villaggio olimpico, chiaro obiettivo dei manifestanti, in una zona che però sarà blindatissima.

In principio fu lo stetoscopio, colonizzato dal temibile stafilococco aureo. Poi toccò alla cravatta dei medici che, non venendo lavata di frequente, era un parco giochi per batteri e altri agenti patogeni. L'attenzione all'abbigliamento di medici e infermieri, e ai materiali più 'attraenti' per i patogeni - in relazione alle infezioni ospedaliere - ha una lunga storia. Ora uno studio ha rivelato che le maniche lunghe degli indumenti degli operatori sanitari sono spesso contaminate da batteri, alcuni dei quali potenzialmente pericolosi. Una scoperta che potrebbe portare a ripensare le divise ospedaliere e le pratiche igieniche nei reparti.
Lo studio
La ricerca, condotta da Maria F. Sanes Guevara e colleghi delll'Upmc Presbyterian di Pittsburgh, ha analizzato 280 campioni prelevati dalle maniche degli operatori in diversi reparti ospedalieri. I risultati? L'81% delle maniche lunghe esaminate presentava crescita batterica, mentre il 21% ospitava almeno un patogeno potenzialmente dannoso.
"Un semplice gesto come rimboccarsi le maniche - evidenzia Fabio Beatrice, a capo del board scientifico del Mohre (Mediterranean Observatory on Harm Reduction) - potrebbe fare la differenza nella lotta contro le infezioni nosocomiali. Si tratta di una strategia semplice e a basso costo che potrebbe diminuire il carico di infezioni evitabili. Anche orologi e anelli possono diventare un ricettacolo di batteri, ragion per cui è opportuno rimuoverli in contesti di cura e rafforzare il lavaggio e la disinfezione delle mani. Alcune operazioni invece andrebbero eseguite con camici monouso con allacciatura posteriore, mascherine e uso di guanti. Ovviamente i presidi devono essere adeguati alle specificità del reparto, specialmente in funzione delle fragilità presenti".
I microrganismi identificati
Tra i microrganismi identificati figurano streptococchi alfa-emolitici (rilevati in 28 casi), diverse specie di Bacillus (20 casi), specie Pantoea e Mixta (8 casi), bacilli gram-negativi (6 casi) e, in 2 casi, lo Staphylococcus aureus, un batterio noto per la sua capacità di causare infezioni anche gravi.
L'indagine ha messo in luce differenze significative tra i vari materiali. Il pile si è rivelato il tessuto più 'ospitale' per i batteri: oltre il 41% delle maniche realizzate in questo materiale ha mostrato la presenza di almeno un patogeno potenziale. I tessuti sintetici non in pile hanno registrato una contaminazione del 32,8%, mentre il cotone si è dimostrato leggermente più sicuro con il 24,1% di contaminazione. Un altro dato interessante riguarda la distribuzione della contaminazione tra i vari reparti: il 69,6% delle maniche campionate nei reparti ordinari presentava crescita batterica, contro il 30,4% di quelle nelle unità di terapia intensiva, dove presumibilmente le misure di controllo delle infezioni sono più rigide.
La pratica del 'gomito scoperto'
La riduzione della contaminazione potrebbe essere ottenuta con un gesto semplicissimo: arrotolare le maniche ed espandere l'igiene delle mani, andando sino ai polsi. I ricercatori hanno precisato che lo studio non ha trovato prove dirette di trasmissione dai vestiti degli operatori ai pazienti. Tuttavia, hanno anche notato che "persino gli indumenti appena lavati diventano sostanzialmente contaminati entro poche ore dall'uso", un dato che solleva interrogativi sull'efficacia delle sole pratiche di lavaggio.
Nel Regno Unito esiste già da tempo una politica chiamata 'bare below the elbows' (scoperti sotto i gomiti), che incoraggia gli operatori sanitari a non indossare maniche lunghe. La Society for Healthcare Epidemiology of America ha sostenuto questa politica per oltre un decennio, ma negli Stati Uniti non è obbligatoria e le regole sull'abbigliamento dipendono dalle preferenze dei singoli ospedali.

Big match nei quarti di finale in Coppa Italia. Oggi, giovedì 5 febbraio, l'Atalanta ospita la Juventus - in diretta tv e streaming - al Gewiss Stadium di Bergamo nella sfida a eliminazione diretta della coppa nazionale che vale un posto in semifinale. I bianconeri sono reduci dal netto successo in campionato contro il Parma, battuto 4-1 al Tardini, mentre i bergamaschi hanno pareggiato 0-0 in trasferta contro il Como di Fabregas.
Atalanta-Juventus, orario e probabili formazioni
La sfida tra Atalanta e Juventus è in programma oggi, giovedì 5 febbraio, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni:
Atalanta (3-4-2-1): Sportiello; Kolasinac, Hien, Scalvini; Bellanova, De Roon, Ederson, Zalewski; Raspadori, De Ketelaere; Scamacca. All. Palladino
Juventus (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Gatti, Cabal, Cambiaso; Locatelli, Koopmeiners; Zhegrova, Miretti, Conceicao; Openda. All. Spalletti
Atalanta-Juventus, dove vederla in tv
Atalanta-Juventus sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva, in chiaro, su Italia 1. La partita sarà disponibile anche in streaming sulla piattaforma di Mediaset Infinity e sul sito web di SportMediaset.

L'acqua frizzante aiuta a dimagrire? Uno studio giapponese accende i riflettori sul contributo delle 'bollicine' agli sforzi di chi prova a perdere peso. Il tema, però, è più articolato. "L'entusiasmo per i potenziali benefici metabolici dell'acqua frizzante merita, a mio avviso, una riflessione più ampia che consideri la complessità dell'ecosistema intestinale e la letteratura scientifica preesistente, spesso di segno opposto rispetto al singolo studio citato", spiega all'Adnkronos Salute l'immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana alla Lum, intervendo sulle qualità dell'acqua frizzante rilanciate dall'infettivologo Matteo Bassetti che ha citato una ricerca giapponese pubblicata sul 'British Medical Journal Nutrition'. "Affermare che l'anidride carbonica sia un alleato universale del metabolismo appare rischioso, specialmente se ignoriamo i meccanismi biochimici che legano la distensione gassosa alla salute della barriera intestinale".
"L'introduzione costante di gas esogeno può esacerbare quadri di sovracrescita batterica nel tenue (Sibo) - illustra Minelli -. La pressione meccanica sulle pareti intestinali non è un evento neutro: in presenza di squilibri del microbiota, favorisce la fermentazione e può contribuire al peggioramento della permeabilità intestinale (leaky gut), alterando le giunzioni serrate della mucosa".
C'è poi il nodo "risposta ormonale: esistono evidenze (come quelle pubblicate su 'Obesity Research & Clinical Practice') che indicano come la CO2 possa stimolare la secrezione di grelina, l'ormone dell'appetito, inducendo potenzialmente un effetto contrario alla perdita di peso nel lungo periodo".
"Semmai - suggerisce lo specialista - l'acqua frizzante potrebbe essere utilizzata, in modo sporadico e mirato, come stimolo temporaneo per la secrezione gastrica in soggetti con documentata ipocloridria o difficoltà digestive meccaniche, laddove una lieve stimolazione delle pareti dello stomaco possa favorire l'avvio del processo digestivo. Tuttavia, generalizzarne il consumo come 'elisir di salute' rischia di sottovalutare l'impatto che la distensione addominale ha su milioni di persone affette da sindrome dell'intestino irritabile o infiammazioni croniche di basso grado", conclude l'immunologo.

Episodio arbitrale in Inter-Torino. Oggi, mercoledì 4 febbraio, i nerazzurri hanno sfidato i granata nei quarti di finale di Coppa Italia. Sul punteggio di 2-1, al 74', la squadra di Baroni riesce a trovare il pareggio, completando così la rimonta da 2-0, ma l'arbitro annulla tutto per fuorigioco. Ma cos'è successo a Monza?
Nelle fasi finali del match il Torino alza il pressing a caccia del pareggio, dopo che un gol di Kulenovic aveva riaperto i giochi dopo il doppio vantaggio nerazzurro firmato Bonny e Diouf nel primo tempo. Al 74', i granata vanno di nuovo in rete: sugli sviluppi di un calcio di punizione, un cross al centro coglie impreparata la difesa di Chivu e trova Prati, appena arrivato nel mercato di gennaio, tutto solo in area. Il centrocampista colpisce di testa e infila Martinez sul secondo palo, firmando così il 2-2.
L'esultanza dei tifosi del Torino però è strozzata in gola. L'assistente alza la bandierina, segnalando il fuorigioco e l'arbitro Marchetti annulla quindi la rete. Le immagini mostrano infatti il piede del centrocampista granata che parte oltre l'ultimo uomo nerazzurro, in questo caso Pio Esposito, allineato con la linea alta della difesa nerazzurra. Dopo un rapido check con il Var, la decisione viene quindi confermata.

Washington - È stata una scelta importante, sostiene il ministro degli Esteri Antonio Tajani, quella di essere venuti a Washington per partecipare alla prima riunione ministeriale, voluta dall’amministrazione Trump, sui minerali critici. Un incontro che ha portato ad un accordo firmato fra l’Unione Europea, gli Stati Uniti e il Giappone sulla questione delle terre rare e degli altri minerali. “Una strategia comune per quanto riguarda le materie prime, che rappresentano uno strumento fondamentale per la competitività del nostro sistema imprenditoriale quindi una strategia americana, europea, giapponese, come tanti altri paesi, anche paesi africani. Significa poter garantire alle nostre imprese maggior competitività e una riduzione dei costi per l'acquisto delle materie prime”, ha affermato il ministro.
Un Italia protagonista nella politica estera, secondo Tajani, come nel settore industriale e commerciale. “Questo è un riconoscimento che ci arriva a tutti quanti, mi sembra che oggi abbiano dato ampio riconoscimento al ruolo dell'Italia, quindi sono molto soddisfatto di questa riunione, questo ci impegna a fare ancora di più per favorire la crescita e che la nostra economia possa essere sempre più fiorente, nonostante le difficoltà, nonostante le guerre, nonostante i dazi”.
In particolare, l’incontro di oggi sui minerali critici è stato un segnale importante, secondo Tajani, verso il multilateralismo e la cooperazione internazionale. Non un semplice incontro economico, ma anche una riunione politica, visto la presenza dei ministri degli esteri. “Certamente l'incontro di oggi non è un’operazione isolazionista, è la voglia di coinvolgere tanti paesi importanti in una scelta che per gli americani è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale per noi”, ha detto il ministro.
Il ministro ha fornito maggiori informazioni sull’attacco cibernetico di matrice russa contro alcuni siti web del Ministero degli Esteri – incluso quello dell’ambasciata italiana a Washington – e degli hotel di Cortina, dove si svolgono i giochi olimpici. Un attacco che è stato sventato prima che potesse fare danni, preservando i dati riservati presenti nel Ministero. “È stato respinto al mittente, grazie anche allo straordinario lavoro che abbiamo fatto con la riforma del Ministero degli Esteri, dove c’è una direzione generale della sicurezza e dove c’è anche una sala operativa alla Farnesina dedicata soltanto al contrasto di attacchi cibernetici”, ha affermato Tajani.
Il ministro degli Esteri condivide la posizione del primo ministro Giorgia Meloni sulla possibilità di dare il Premio Nobel per la Pace a Donald Trump. Se si arrivasse alla pace in Medio Oriente e tra Ucraina e Russia grazie alla mediazione Usa, allora meriterebbe il Nobel, secondo Tajani. “Sono convinto che questo sia giusto”. Il vicepremier ha ribadito che l’Italia ha la propria politica estera e sostiene quella americana per quanto riguarda il tentativo di costruire la pace in Medio Oriente, Gaza, e tra Ucraina e Russia. Allo stesso tempo, Tajani ha ribadito: “Quando ci sono delle cose che non condividiamo, le abbiamo dette. L'abbiamo detto sulla Groenlandia, l'abbiamo detto per quanto riguarda l'impegno dei nostri militari alla Nato. Siamo amici e alleati, ma sempre a testa alta e schiena dritta.”
Tajani ha affrontato anche il nodo dei negoziati tra Usa e Iran. “Il problema non è tanto la location. Io ho parlato oggi anche con il ministro degli esteri dell’Oman, che era qui a Washington. E ho parlato ieri con il ministro degli esteri Fidan, il turco, il ministro degli esteri egiziano, il ministro degli esteri e il primo ministro del Qatar per sostenere ogni tipo di mediazione per scongiurare una nuova guerra in Iran”, ha spiegato Antonio Tajani ai giornalisti italiani presenti all’ambasciata italiana dopo la riunione ministeriale. L’Italia è impegnata nel promuovere la pace e scongiurare che gli Stati Uniti attacchino l’Iran. Allo stesso tempo, spiega il vicepremier: "Certo se poi con i droni attaccano le navi americane, i Pasdaran cercano di dirottare il mercantile americano. Certamente tutte queste cose invece di facilitare il dialogo, lo rendono più complicato. E quando si vuole avere un dialogo, non bisogna dare dei segni d’aggressività, ma segni di disponibilità". Tajani e il governo italiano sperano che il dialogo prevalga, e incoraggiano tutti i mediatori, ovvero l’Oman, il Qatar, l’Egitto e la Turchia ad andare avanti nel loro percorso, con l’obiettivo di raggiungere la pace. "Ovvio che se l’Iran e i Pasdaran danno segni di aggressività nei confronti degli americani, la risposta americana non può essere positiva”, ha sottolineato Tajani. (di Iacopo Luzi)



