
(Adnkronos) - Nascere maschio o femmina non dipende dalla velocità, ma da una scelta di qualità, della mamma. È la donna a stabilire il sesso del nascituro, o meglio, è l’ovocita a scegliere lo spermatozoo da cui farsi fecondare. Lo rivelano le tecnologie time-lapse che, negli ultimi anni, hanno consentito di studiare da vicino il momento esatto in cui lo spermatozoo penetra l’ovocita, ribaltando il paradigma in base al quale vince il più veloce. È infatti la cellula femminile a selezionare la cellula maschile, anche sulla base del suo Dna, a seguito di un controllo qualità. Dunque non feconda chi arriva prima né il più forte, ma il più compatibile.
"Le recenti tecnologie di time-lapse hanno offerto un importante supporto all’osservazione scientifica rispetto al momento della fecondazione - afferma Claudio Giorlandino, ginecologo, direttore scientifico dell’Istituto di Ricerche Altamedica di Roma - Contrariamente a quello che tutti pensano, non è il primo spermatozoo che ‘tocca’ l’ovocita a fecondarlo. Nelle registrazioni si vedono centinaia, a volte migliaia, di spermatozoi disporsi attorno alla cellula uovo e bussare alla porta della zona pellucida, la sottile membrana di glicoproteine che la riveste, ma è solo uno a essere accolto. Tutti gli altri restano fuori. Uno studio giapponese - illustra l’esperto - ha confermato con immagini in diretta che, nell’istante in cui lo spermatozoo prescelto si lega alla membrana, la barriera si chiude immediatamente agli altri".
Non è una questione di forza, "gli spermatozoi non hanno potenza sufficiente a perforare la zona pellucida, e su migliaia di cellule maschili la spinta meccanica è più o meno la stessa - chiarisce Giorlandino - Non è neanche una questione di velocità, si tratta di un dialogo biochimico tra ovocita e spermatozoo in cui l’ovocita sceglie da quale spermatozoo farsi fecondare. La fecondazione non è una corsa cieca verso il traguardo, come si raccontava un tempo né un atto di forza dello spermatozoo: è una concessione dell’ovocita".
La scienza ci dice che solo alcuni spermatozoi riescono davvero a instaurare un legame stabile con l’ovocita, informa l’esperto. "La chiave - prosegue - sta in un dialogo molecolare: le glicoproteine della zona pellucida, in particolare ZP2 e ZP3, agiscono come serrature, mentre sulla testa degli spermatozoi si trovano le chiavi, proteine di membrana che non sono tutte uguali. Quando la combinazione funziona, si innesca la reazione acrosomica: l’acrosoma, una vescicola posta sulla testa dello spermatozoo, rilascia enzimi capaci di ‘sciogliere’ selettivamente la barriera che avvolge l’ovocita. Solo gli spermatozoi con determinati marcatori - Spaca3, Hspa2 e altri descritti di recente - ottengono il via libera".
Studi recenti pubblicati su 'Frontiers in Endocrinology' hanno, inoltre, mostrato che gli spermatozoi capaci di superare questa selezione presentano caratteristiche superiori: "un Dna più integro, un metabolismo più efficiente, una membrana più stabile - elenca Giorlandino - In altre parole, l’ovocita non subisce la fecondazione, la governa. Certo, nel Dna dello spermatozoo è già scritto anche il sesso del futuro embrione, ma non è questo che orienta la scelta. È la qualità a determinare chi riesce a entrare. Ed è la zona pellucida a decidere di rendersi permeabile a un solo spermatozoo, in quel momento preciso, escludendo tutti gli altri".
E "subito dopo - precisa l’esperto - entra in gioco un meccanismo di difesa straordinario: la reazione corticale. L’ovocita rilascia enzimi dai suoi granuli corticali, che modificano irreversibilmente la zona pellucida. Le proteine vengono clivate (in particolare ZP2 grazie all’enzima ovastacina), la matrice si indurisce e in pochi secondi diventa impenetrabile. L’ovocita, dunque, scegliendo lo spermatozoo più idoneo anche sulla base del suo Dna - rimarca Giorlandino - sceglie anche il sesso del nascituro. È noto che gli spermatozoi portatori di cromosoma X sono più lenti ma resistenti, mentre quelli portatori di Y sono più rapidi ma fragili. Se la zona pellucida, attraverso i suoi recettori, privilegiasse una caratteristica rispetto all’altra basandosi sul riconoscimento e l’analisi delle proteine acrosomiali, allora l’ultima parola non spetterebbe all’uomo, come da sempre si crede, ma alla donna".
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(Adnkronos) - Una tecnica messa a punto da Cnr e Tigem ha reso per la prima volta possibile l’analisi quantitativa tridimensionale, senza marcatori fluorescenti, dei lisosomi, organi cellulari coinvolti in oltre 60 tipi di malattie genetiche rare. La ricerca, pubblicata sulla rivista 'ACS Nano', permette di comprendere in maniera approfondita le alterazioni alla base delle malattie da accumulo lisosomiale. Un team congiunto dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Isasi) e del Tigem (Istituto Telethon di Genetica e Medicina) di Pozzuoli ha sviluppato un nuovo approccio per osservare in 3D, in maniera quantitativa e senza marcatori fluorescenti, i 'lisosomi' all’interno di cellule vive, in sospensione.
Tali organi cellulari – normalmente responsabili dei processi digestivi che avvengono all’interno delle cellule - sono coinvolti in oltre 60 tipi di malattie genetiche rare, dette anche malattie da accumulo lisosomiale (Lsd). Si tratta di un insieme di patologie rare causate da difetti enzimatici o proteici nei lisosomi, con gravi conseguenze per organi e tessuti, in particolare il sistema nervoso centrale: la diagnosi e il monitoraggio dell’efficacia terapeutica sono, ad oggi, ostacolati proprio dalla mancanza di strumenti che permettano un’analisi funzionale dei lisosomi in cellule vive.
I ricercatori - riporta una nota - si sono concentrati, in particolare, sulla malattia di Niemann-Pick tipo C, anch’essa causata dall’assenza o dal funzionamento errato di un enzima presente all’interno dei lisosomi: una patologia ad oggi non curabile che provoca gravi alterazioni al metabolismo, nella maggior parte dei casi fatali. La tecnica sviluppata ha reso per la prima volta possibile l’analisi delle alterazioni morfologiche e spaziali dei lisosomi in modelli cellulari di tale patologia, come descrive lo studio pubblicato sulla rivista 'ACS Nano'.
"Abbiamo utilizzato la tecnica della tomografia olografica in configurazione citometrica a flusso (Htfc) come piattaforma per individuare malattie da accumulo lisosomiale (Lds), in particolare nella malattia di Niemann-Pick tipo C1 (NPC1), dimostrandone l’efficacia - spiega Diego Medina, principal investigator della ricerca presso il Tigem - Questo approccio innovativo potrebbe rivoluzionare lo studio delle malattie da accumulo lisosomiale (Lsd). Per la prima volta, infatti, ci permette di misurare parametri biofisici dei lisosomi – come la loro densità e il loro volume – e di rilevare come, in condizioni patologiche, l'accumulo di molecole alteri le proprietà fisiche di questo organulo. Lo studio dimostra inoltre che questi parametri possono essere utilizzati per analizzare i meccanismi patologici, la progressione della malattia e la risposta ai farmaci. Nel caso della malattia di Niemann-Pick di tipo C1 (NPC1), abbiamo dimostrato che, correggendo la localizzazione dei lisosomi, è possibile risolvere il caratteristico accumulo di colesterolo".
"Questa tecnologia - aggiunge Daniele Pirone, ricercatore presso il Cnr-Isasi e autore dello studio assieme ai ricercatori Cnr-Isasi Pasquale Memmolo e Lisa Miccio - ci consente per la prima volta di ottenere informazioni tridimensionali, quantitative e label-free in cellule vive sospese della malattia di Niemann-Pick tipo C, un contesto molto più vicino a quello clinico rispetto alle cellule aderenti tradizionalmente usate in microscopio". La tecnica della Htfc è stata impiegata per ottenere tomografie ad alto contenuto informativo basate sull’indice di rifrazione, senza bisogno di colorazioni chimiche o preparazioni complesse: questo ha permesso di analizzare migliaia di cellule in sospensione, identificando biomarcatori morfometrici 3D che distinguono in modo affidabile le cellule sane da quelle affette da NPC1 e di monitorare gli effetti di interventi farmacologici e genetici. In questo modo è stato possibile misurare con precisione i cambiamenti nella posizione e nella morfologia dei lisosomi, aprendo la strada a nuovi biomarcatori per le malattie da accumulo lisosomiale.
Lo studio - riferisce la nota - rappresenta un importante passo avanti verso l’impiego di tecnologie label-free nella diagnostica clinica delle Lsd. I prossimi obiettivi saranno la validazione su cellule derivanti da pazienti (fibroblasti e cellule ematiche) e il miglioramento della risoluzione spaziale per arrivare all’identificazione del singolo lisosoma, avvicinando così la HTFC alle capacità della microscopia ad alta risoluzione, ma con i vantaggi dell’analisi statistica su larga scala.
"L’integrazione della citometria olografica nel percorso di ricerca traslazionale - conclude Pietro Ferraro, Dirigente di Ricerca e Principal Investigator del Cnr-Isas - è un passo fondamentale verso applicazioni cliniche concrete. Il potenziale di questa tecnica come strumento diagnostico e di screening terapeutico è enorme, e i risultati ottenuti ci spronano a proseguire con la validazione su cellule di pazienti".
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(Adnkronos) - La mossa era attesa e ora è ufficiale. Paolo Sorrentino potrebbe preparare il terreno per una nuova e ambiziosa corsa agli Oscar. 'La Grazia', il suo film che ha inaugurato con grandi attese l'82esima Mostra del Cinema di Venezia, ha infatti una data di uscita nelle sale nordamericane: il distributore Mubi ha annunciato che il film arriverà nei cinema il 5 dicembre 2025. Una data che non è casuale, ma rappresenta il primo, fondamentale passo di una campagna Oscar che si preannuncia audace.
Questa notizia potrebbe quindi sciogliere un nodo cruciale che aveva generato un fitto dibattito tra gli addetti ai lavori fin dall'annuncio del calendario. La data di uscita italiana, fissata per il 15 gennaio 2026, esclude il film dalla possibilità di essere scelto come candidato ufficiale dell'Italia per la categoria del Miglior Film Internazionale, la cui finestra di eleggibilità si chiude nell'autunno del 2025.
La strategia, dunque, sembrerebbe un'altra: Sorrentino potrebbe fare a meno del percorso nazionale per puntare direttamente al bersaglio grosso. L'uscita americana il 5 dicembre garantirà al film la cosiddetta 'qualifying run', ovvero una settimana di programmazione in sale selezionate del mercato statunitense (solitamente Los Angeles e New York) entro la fine dell'anno. Questo semplice ma decisivo passaggio tecnico rende l'opera eleggibile non per una, ma per tutte le categorie principali degli Academy Award, da Miglior Film a Miglior Regia, bypassando così il percorso nazionale. Una strategia audace per puntare direttamente ai premi maggiori.

(Adnkronos) - Oltre mille persone Lgbtq cattoliche si preparano al pellegrinaggio giubilare a Roma con l’attraversamento della Porta Santa di San Pietro nel pomeriggio di sabato 6 settembre.
In mattinata il Papa alle 10 terrà udienza giubilare ma i pellegrini cattolici Lgbtq non saranno in piazza. Alle 11 saranno nella Chiesa del Gesù per la messa per gli Lgbtq cattolici presieduta dal vicepresidente della Cei, mons. Francesco Savino. In Piazza San Pietro ci saranno invece domenica per l’Angelus del Papa.
“Sabato - spiega all’Adnkronos Beatrice Sarti, membro del consiglio della Tenda di Gionata che organizza il pellegrinaggio giubilare e mamma di un ragazzo omosessuale- non saremo in piazza ma domenica ci uniremo a un gruppo cattolico Lgbtq che ogni anno organizza un pellegrinaggio e saremo in piazza San Pietro per l’Angelus. Vedremo se il Papa ci citerà tra i pellegrini. Con calma, comunque, perché non abbiamo ancora idea di come sia orientato questo Papa, non abbiamo ancora avuto contatti con Prevost. Ha ricevuto padre James Martin (il gesuita che lavora da sempre con le persone omosessuali ed e’ stato ricevuto ieri in udienza, ndr ) e questo e’ un buon presupposto. Per il momento siamo attendisti”.
Sarti, che fa parte anche del gruppo ‘Famiglie in cammino’ di Bologna e raccoglie famiglie dell’Emilia Romagna con figli omosessuali ricorda che gli Lgbtq cattolici andarono in udienza “da papa Francesco. Ora al nuovo Papa lasciamo il tempo di orientarsi in questo nuovo mondo, poi vedremo. Intanto facciamo il nostro pellegrinaggio. E domenica comunque saremo in piazza all’Angelus”.
Di Papa Prevost, l’esponente della Tenda di Gionata, osserva: “Sicuramente è un Papa che parla con tutti. Non ci siamo focalizzati su certe dichiarazioni del passato che i giornali hanno riportato. I tempi cambiano e anche i futuri papi possono cambiare e fare nuove esperienze, conoscere persone e cambiare idea. Non vogliamo essere noi i primi ad avere pregiudizi. Intanto il fatto che ci sia il pellegrinaggio è una cosa positiva: è stato accettato e se ne parla. Non credo ci sia un’opposizione da parte del Papa, e’ comunque un pellegrinaggio di cristiani accomunati da un cammino che spera in una maggiore integrazione e accoglienza da parte della Chiesa. Ci saremo noi con i nostri figli”.
Del predecessore di Leone, Beatrice Sarti osserva: “ Dal nostro punto di vista papa Francesco ha fatto passi importanti ma più che altro sul fronte della pastorale non dal punto di vista del magistero né del Catechismo, dove sono scritte ancora cose anacronistiche. Una chiesa moderna dovrà pure confrontarsi con la scienza : l’orientamento sessuale e l’ identità di genere sono una naturale inclinazione dell’umano per cui penso che anche la Chiesa dovrebbe rivedere alcune cose, non possiamo rimanere al Medioevo. Ci sono teologi di fama e spessore che stanno lavorando su questi temi. La chiesa deve tenere conto di ciò che producono, andando avanti. Il nostro cammino non pretende sconvolgimenti dall’oggi al domani, ma un riconoscimento perché i nostri figli sono uguali a tutti gli altri".

(Adnkronos) - Un uomo armato di coltello ha aggredito a Marsiglia diverse persone, ferendole davanti a numerosi testimoni. Lo riporta la rete francese Tf1 Info, aggiungendo che l'aggressione, avvenuta intorno alle 14.45, ha scatenato il panico in Cours Belsunce, non lontano da La Canebière, nel 1mo arrondissement della città francese meridionale.
"Allahu Akbar" (Allah è grande): sono queste le ultime parole che l'aggressore - ripreso in un video che circola sui social - ha pronunciato prima di essere ucciso dalle forze di sicurezza francesi, che fino a un momento prima di sparargli gli avevano intimato di deporre il coltello con cui in precedenza aveva ferito cinque persone nella città portuale della Francia del sud.
Sono almeno 4 le persone ferite, riferiscono fonti della polizia, aggiungendo che l'attacco è avvenuto nel centro della città portuale francese, in una zona nota per il traffico di

(Adnkronos) - Un uomo armato di coltello ha aggredito a Marsiglia diverse persone, ferendole davanti a numerosi testimoni. Lo riporta la rete francese Tf1 Info, aggiungendo che l'aggressione, avvenuta intorno alle 14.45, ha scatenato il panico in Cours Belsunce, non lontano da La Canebière, nel 1mo arrondissement della città francese meridionale.
Sono almeno 4 le persone ferite, riferiscono fonti della polizia, aggiungendo che l'attacco è avvenuto nel centro della città portuale francese, in una zona nota per il traffico di stupefacenti. Non sono note le condizioni delle vittime.
L'aggressore è stato ucciso dalle forze dell'ordine, che hanno usato le loro armi per neutralizzarlo. Alle 16.30, polizia e procuratori erano ancora sul posto. È stato istituito un perimetro di sicurezza nella zona.
Leggi tutto: Francia, attacco con coltello a Marsiglia: diversi feriti, ucciso aggressore

(Adnkronos) - Un uomo armato di coltello ha aggredito a Marsiglia diverse persone, ferendole davanti a numerosi testimoni che si trovavano in strada o sulle terrazze dei caffè. Lo riporta la rete francese Tf1 Info, aggiungendo che l'aggressione, avvenuta intorno alle 14.45, ha scatenato il panico in Cours Belsunce, non lontano da La Canebière, nel 1mo arrondissement della città francese meridionale.
Una fonte ha riferito di diversi feriti. L'aggressore è stato ucciso dalle forze dell'ordine, che hanno usato le loro armi per neutralizzarlo. Alle 16.30, polizia e procuratori erano ancora sul posto. È stato istituito un perimetro di sicurezza nella zona.
Leggi tutto: Francia, attacco con coltello a Marsiglia: diversi feriti, ucciso l'aggressore

(Adnkronos) - Il figlio minore della leggenda del cinema Alain Delon sta cercando di annullare il testamento finale del padre, stando a quanto riferisce l’esecutore testamentario. Alain-Fabien Delon ha avviato un’azione legale per far invalidare il testamento, con una prima udienza fissata per marzo 2026, ritenendolo troppo sbilanciato a favore dell'unica figlia e minore dei figli di Alain Delon, Anouchka Delon, ha riferito l’avvocato Christophe Ayela, uno dei tre esecutori del testamento.
La mossa riaccende un'aspra disputa familiare a poco più di un anno dalla morte dell'icona dello schermo.

(Adnkronos) - Un giudice istruttore francese ha disposto che Gérard Depardieu, icona del cinema, sia rinviato a giudizio con l’accusa di aver stuprato e aggredito sessualmente l’attrice Charlotte Arnould nel 2018. Si tratta dell'ultima vicissitudine legale per l'attore 76enne, che a maggio è stato condannato per aggressione sessuale ai danni di due donne sul set di un film nel 2021 a una pena sospesa di 18 mesi. Quella condanna e una serie di altre accuse emerse negli ultimi anni hanno irrimediabilmente offuscato la reputazione della stella del cinema francese, costruita in mezzo secolo di carriera: più di dodici donne lo hanno accusato di abusi.
"Sette anni dopo, sette anni di orrore e inferno…credo di avere difficoltà a rendermi conto di quanto sia enorme tutto questo. Sono sollevata", ha dichiarato Arnould, che presentò denuncia nel 2018. La sua avvocata, Carine Durrieu-Diebolt, ha confermato che Depardieu è stato rinviato a giudizio per la presunta aggressione e per lo stupro mediante penetrazione digitale di Arnould, avvenuti in due occasioni, nell’agosto del 2018, nella sua abitazione parigina. "La mia cliente e io siamo sollevate e fiduciose. È una forma di verità giudiziaria per Charlotte in attesa del processo penale", ha aggiunto la legale. La data del processo non è ancora stata fissata.
In un primo momento il caso era stato archiviato per insufficienza di prove, ma Arnould, amica di famiglia di Depardieu, si è costituita parte civile, facendo sì che nell’estate 2020 venisse aperta un’inchiesta giudiziaria. Alla fine del 2021 l'attrice accusò pubblicamente la stella del cinema di averla stuprata due volte nell’agosto 2018, quando lei aveva 22 anni ed era anoressica, arrivando a pesare 37 chilogrammi. Depardieu ha negato le accuse di stupro e aggressione sessuale, sostenendo che il rapporto fosse consensuale.
In una lettera del 2023 al quotidiano Le Figaro l'attore aveva negato le accuse, sostenendo di non aver "mai, mai abusato di una donna", e che nel caso di Arnould non ci fosse "mai stata costrizione, né violenza, né proteste".
L’attore francese dovrà anche rispondere alla giustizia italiana per l'accusa di aver aggredito il paparazzo Rino Barillari, 80 anni, a maggio 2024 presso un bar romano, colpendolo al volto tre volte dopo che questi aveva tentato di fotografarlo e causandogli una ferita al sopracciglio, per cui il fotografo è stato portato all'ospedale e dimesso con una prognosi di 10 giorni. L'avvocato di Depardieu ha poi sostenuto che Barillari avesse spinto violentemente la compagna, Magda Vavrusova, che era con la star. Il fotografo ha presentato denuncia.
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(Adnkronos) - Il Nord Italia ancora colpito dal maltempo, con piogge torrenziali, vento forte e criticità in diverse regioni. A Genova, dopo che i bacini del Leira e del Cerusa a Voltri hanno superato la soglia di allarme idrometrico, il Centro Operativo Comunale ha disposto per la giornata di oggi la chiusura di parchi, ville, giardini e cimiteri comunali. Restano invece aperti mercati e impianti sportivi. I torrenti Ruscarolo e Cantarena hanno superato la soglia di preallarme.
Allagamenti anche al sottopasso di Brin, che è stato chiuso, e diversi sottopassi pedonali tra cui quelli di piazza Montano, piazza Rizzolio, piazza Massena, piazza Porticciolo di Pegli, Borgo Incrociati e via Puccini. Per monitorare la situazione sul territorio sono state impiegate 22 pattuglie della polizia locale e 15 squadre di volontari.
Nella notte, i vigili del fuoco hanno effettuato oltre 70 interventi tra Genova e provincia, per allagamenti, alberi abbattuti e danni causati dal forte vento.
In Friuli Venezia Giulia, il maltempo ha colpito duramente la notte e si è spostato sull'Istria già dalle ore 8 di questa mattina. A Fossalon tra le 5 e le 6 sono caduti 72 mm di pioggia, livelli di precipitazioni che si registrano in media una vota ogni 30 anni.
Dopo il passaggio del temporale, ancora piogge moderate sulla fascia sud-orientale della regione. Nelle prossime ore i temporali più forti potranno coinvolgere con qualche fenomeno più intenso anche la costa. Nel resto del territorio ancora qualche rovescio o temporale sparso. Segnalati allagamenti nei comuni di Porcia, Grado e Trieste.
Chiusa per caduta massi la strada comunale via San Osvaldo che conduce a Villanova delle Grotte, frane a Pulfero e nel comune di Torreano. Sono oltre 4000 fulmini i fulmini caduti nelle ultime 12 ore, i fiumi restano al di sotto dei livelli di guardia.
Anche la Toscana è stata interessata dalla perturbazione, seppur senza criticità rilevanti. Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha comunicato via social che nella notte il fronte temporalesco ha attraversato le zone interne senza causare danni significativi. "Segnalata tromba marina tra Follonica e Scarlino. In corso allerta gialla per mareggiate nella giornata di oggi sull'Arcipelago".
I vigili del fuoco sono al lavoro dalla tarda serata di ieri a causa della forte ondata di maltempo che ha colpito il Veneto, soprattutto le province di Verona e Vicenza. La situazione è particolarmente critica nella provincia di Verona dove sono stati necessari quaranta interventi da parte dei vigili del fuoco per mettere in sicurezza gli alberi pericolanti e alcune coperture di edifici lesionate. Tra i territori più colpiti, quelli dei comuni orientali di San Bonifacio e Soave, e quelli della bassa veronese ad Oppeano e Bovolone.
Nel Vicentino, sono stati effettuati 60 interventi nei territori di Lonigo, San Germano dei Berici, Mossano e Grancona.

(Adnkronos) - Re Carlo sta valutando se incontrare o meno il principe Harry quando il figlio minore tornerà a Londra la prossima settimana, ma il principe William potrebbe rappresentare l'ostacolo principale. Lo scrive Gb News, citando una fonte interna. Harry sarà nella capitale inglese l'8 settembre per la cerimonia annuale dei WellChild Awards, un evento che sostiene da molti anni. La data segna anche il terzo anniversario della morte della regina Elisabetta II. Sebbene alcune indiscrezioni suggeriscano che il sovrano e il duca di Sussex potrebbero incontrarsi, fonti vicine alla famiglia reale sottolineano che nulla è stato confermato.
Secondo conoscenti del principe di Galles, William è fermamente contrario a qualsiasi udienza concessa al fratello. Ritiene che un incontro conferirebbe legittimità a Harry, dopo la pubblicazione della propria autobiografia 'Spare' e dopo aver preso parte a progetti televisivi critici nei confronti della famiglia reale. Un amico dell'erede al trono ha dichiarato al Daily Beast: "In definitiva, William è un soldato leale: rispetta il rango di suo padre e rispetta il diritto di suo padre di prendere le proprie decisioni, e non farà storie se ciò dovesse accadere. Tuttavia, ritiene che un incontro con Harry sia un'idea terribile, terribile".
L'anno scorso, si erano fatte speculazioni simili sui WellChild Awards 2024 e non si era tenuto alcun incontro. Pochi mesi prima, il duca di Sussex si era recato a Londra per il decimo anniversario degli Invictus Games presso la Cattedrale di St Paul. All'epoca, Harry rilasciò una dichiarazione in cui affermava di aver sperato di rivedere suo padre, ma che Charles aveva "altre priorità".

(Adnkronos) - "Mamma, non riesco a scrivere queste parole senza piangere come un bambino. Forse perché l’incubo di ogni bambino è perdere la propria mamma. E io ho perso la mia", comincia così il commovente ricordo di Gianluca Gazzoli che oggi, martedì 2 settembre, ha annunciato sui social la morte della mamma Giovanna.
Il conduttore radiofonico aveva rivelato nelle scorse settimane che la madre stava attraversando un brutto momento e stava combattendo contro un brutto male, oggi l'addio. "Non smetto di pensare a tutto quello che ancora dovevamo fare, a ciò che avresti dovuto vedere e vivere. Dopo tanti anni difficili, proprio quando la vita sembrava finalmente sorriderci, a 65 anni, la malattia ti ha portata via troppo in fretta, precipitando negli ultimi giorni. Sembra tutto irreale", continua il post a corredo di due scatti in cui madre e figlio sono ritratti sorridenti.
"Mi mancherà tutto di te. - continua Gazzoli - Mi mancherà chiamarti nel cuore della notte, sapendo che ti avrei trovata sveglia. Mi mancherà passare a trovarti, mangiare insieme, ridere e prenderci in giro. Mi mancherà la certezza che eri sempre lì, ad ascoltarmi o a guardarmi qualunque cosa facessi. Mi mancherà vederti con le tue nipoti, che tanto amavi e che ti amavano. Mi mancheranno così tante cose che sento il cuore esplodere dal dolore".
La foto condivisa da Gazzoli su Instagram risale allo scorso anno, nel giorno in cui Giovanna ha sposato il suo compagno: "Pensare che solo un anno fa facevo da testimone al vostro matrimonio mi distrugge. Sono felice che tante persone ti abbiano conosciuta e di aver raccontato la tua storia. Ma soprattutto che tu abbia potuto vivere l’affetto e la stima che ti sono tornati indietro. Il segno che hai lasciato nelle vite di chiunque ti abbia incontrato è testimoniato dalla sofferenza che in questi giorni condividiamo con amici e parenti".
Nella lunga lettera si rivolge alla mamma e la ringrazia per tutto quello che ha fatto per lui in questi anni: "Ciò che sono lo devo a te: la determinazione, i valori, la forza di non mollare e quella di continuare a sognare. Hai creduto in me molto prima che potessi farlo io. Se un senso c’è in questo dolore, forse questa è stata la tua ultima grande lezione: in un mondo che ci anestetizza con superficialità e rumore, tu negli ultimi mesi hai azzerato tutto, riportandoci alle cose davvero importanti. E hai reso ancora più unita la nostra famiglia, il tuo più grande orgoglio".
E conclude: Non ho rimpianti per ciò che è stato, ma un’enorme tristezza per ciò che non sarà. Ringrazio con tutto il cuore chi ci è stato vicino in questo periodo. L’umanità è ciò che non dovremmo mai perdere. Grazie, mamma. Grazie di tutto. Grazie per aver lottato fino all’ultimo per restare con noi. Ci sono tante cose che avrei voluto farti vedere, ma so che ci sarai lo stesso. Vivrai per sempre in me, in noi".
Leggi tutto: Gianluca Gazzoli, morta la mamma Giovanna: "Sento il cuore esplodere dal dolore"

(Adnkronos) - "Come Coop ci occupiamo di violenza di genere in maniera specifica fin dall’inizio della campagna 'Close the Gap' per l'inclusione e la parità di genere, sostenendo le donne vittime e i centri di accoglienza. Quest’anno abbiamo fatto un un passo in avanti a cui teniamo molto: oltre all’aiuto diretto a chi è vittima di violenza, vogliamo occuparci attivamente della prevenzione, perché solo così si può sperare di ridurre davvero la violenza. Per questo a marzo 2025 abbiamo lanciato la campagna 'Dire, Fare, Amare' per promuovere un’educazione affettiva e relazioni sane, soprattutto tra i giovani". Sono le parole di Maura Latini, presidente Coop Italia, durante la presentazione del Protocollo d’intesa Coop - Fondazione Giulia Cecchettin a Palazzo Grazioli a Roma.
"In questo quadro presentiamo l’accordo con la Fondazione Giulia Cecchettin e avviamo un progetto pilota a Padova nei nostri cinque negozi, con formazione diretta per i dipendenti. È un percorso che ci permetterà di costruire strumenti replicabili anche in altre imprese. Come Coop - conclude Latini - annunciamo inoltre il sostegno alla petizione popolare per portare l’educazione affettiva nelle scuole, con la presenza di psicologi qualificati, attraverso una raccolta firme nei nostri punti vendita da settembre a novembre".
Leggi tutto: Violenza su donne, Latini (Coop): "Solo con prevenzione riduzione del fenomeno"

(Adnkronos) - "Bisogna diffondere la cultura della relazione in una società che troppo spesso oggettifica la donna, ma il vero amore non è quello. L’idea che un uomo sia tale solo se domina è sbagliata e impedisce relazioni autentiche. Amare davvero significa tutt’altro". Così Gino Cecchettin, presidente di Fondazione Giulia Cecchettin, a Palazzo Grazioli, durante la presentazione del Protocollo d’intesa con Coop Italia che rilancia la sua campagna sull’educazione alle relazioni “Dire, Fare, Amare”, all’interno del progetto pluriennale Close the Gap.
"Invito gli uomini a riscoprire il vero amore, distinto dal sesso, come possibilità di vivere pienamente una relazione basata su rispetto e affettività. La violenza affonda le radici in rapporti sbilanciati, lo dicono i numeri, anche nelle posizioni di potere ci sono sempre comunque i maschi, e in linguaggi stereotipati che normalizzano la donna come oggetto. Ho sentito paragonare macchine e donne - prosegue Cecchettin - come se fossero due cose della stessa entità. Già questo indica che c'è qualcosa da fare. Per questo la prevenzione deve partire dal linguaggio, dalla consapevolezza e da un impegno diretto anche del mondo maschile. Non è una lotta tra sessi ma un percorso comune per superare secoli di squilibri. La strada è lunga, cambiare le menti non è così semplice. Maschi ci si nasce, uomini bisogna diventarci".
Infine, conclude Cecchettin "la violenza non è solo quella fisica, è anche psicologica, verbale e quindi bisogna fermarla fin dalle prime fasi. La cosiddetta piramide della violenza di genere inizia proprio con gli atteggiamenti, le parole, gli stereotipi".
Leggi tutto: Violenza su donne, Cecchettin: "Serve una cultura delle relazioni per fermare fenomeno"

(Adnkronos) - Autunno 'caldo' per la Giunta regionale della Sardegna in vista delle decisioni dalle aule di giustizia in merito alla decadenza della presidente della Regione Alessandra Todde. È attesa per il 24 settembre l’udienza alla Consulta sul ricorso "per conflitto di attribuzione" presentato dal Consiglio regionale a supporto dell’impugnazione sulla decadenza di Todde dopo che il collegio regionale di garanzia elettorale ha contestato la rendicontazione delle spese della campagna regionale 2024. Il collegio in particolare aveva ritenuto irregolare la documentazione presentata da Todde, parlando di "gravi e ripetute violazioni" e sollecitando il Consiglio regionale a pronunciarsi sulla sua decadenza. Decadenza che implica indirettamente lanche a decadenza dalla carica di presidente della Regione, lo scioglimento del Consiglio e l’indizione di nuove elezioni.
Ma la partita giudiziaria decisiva si terrà il 21 novembre prossimo quando i giudici della Corte d’Appello di Cagliari dovranno esprimersi sulla sentenza del tribunale civile di Cagliari, che ha già dichiarato decaduta la presidente Todde. "L’impugnazione in Appello nasce dal fatto che il tribunale ha affermato una possibile decadenza ‘inventando’ un caso che stato è stato già escluso dal collegio di garanzia, il quale ha dichiarato la decadenza ritenendo ci fossero state irregolarità sul rendiconto elettorale", dichiara all’Adnkronos l’avvocato Benedetto Ballero, in vista dell’udienza di Appello. Sia quella della Consulta che quella della Corte d’Appello saranno decisioni molto importanti non solo per la presidente Todde, quindi, ma anche per il futuro della Regione.
Leggi tutto: Sardegna, autunno 'caldo': Todde tra udienze Consulta e Appello su decadenza
(Adnkronos) - Il film documentario Ferdinando Scianna - Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò si aggiudica lo Special Award Premio Film Impresa promosso da Unindustria, premio collaterale dell’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. La cerimonia di consegna si terrà giovedì 4 settembre, alle 17, presso la Sala Tropicana 2 dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia.
Il riconoscimento è stato attribuito per “il patrimonio di immagini e la ricchezza del dialogo con i quali un autore del cinema contemporaneo, Roberto Andò, racconta vita, idee e talento di uno dei più importanti autori viventi di fotografia, Ferdinando Scianna. Dopo aver rivelato con la fotografia il cuore profondo della Sicilia, aver lavorato insieme a Cartier Bresson nella più famosa agenzia del mondo (la Magnum) e come fotoreporter per 'L'europeo', Scianna ha profondamente innovato la foto della moda e reso memorabile il racconto di un brand e della sua bellezza, dotando una specifica impresa di un'aura creativa unica e inconfondibile: dimostrazione che un occhio capace di scovare nel mondo immagini esemplari e rivelatrici, sa raccontare anche il mondo immaginario che nutre la passione degli imprenditori”.
Prodotto da Bibi Film con Rai Cultura, il documentario (presentato fuori concorso alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia) accompagna lo spettatore lungo la carriera del fotografo siciliano: dalle prime immagini delle feste popolari in Sicilia, alle campagne di moda che hanno cambiato l’immaginario collettivo, fino alle collaborazioni con figure centrali della cultura come Leonardo Sciascia e Cartier-Bresson.
"Con questo premio vogliamo sottolineare come il lavoro di Scianna dimostri che lo sguardo di un artista possa diventare anche racconto d’impresa, trasformando la creatività in memoria collettiva”, ha dichiarato Giampaolo Letta, presidente di Premio Film Impresa.
“Il film di Andò riesce a restituire la forza narrativa della fotografia di Scianna e il suo ruolo unico nella cultura visiva contemporanea”, ha aggiunto Mario Sesti, direttore artistico. Alla cerimonia parteciperanno Roberto Andò, Ferdinando Scianna, Giampaolo Letta, Mario Sesti e Simona Anelli, General Manager di Premio Film Impresa.
Conclusa la cerimonia di premiazione, lo sguardo di Pfi è già rivolto al futuro. Nel mese di luglio, infatti, è stato lanciato il bando di concorso per tutti coloro che vorranno partecipare alla quarta edizione che, come sempre, sarà dedicata ai film d’impresa (corti e cortissimi, di finzione e documentari, narrativi e sperimentali) che raccontano la vita delle aziende di oggi e di chi le vive dall’interno: la passione creativa dell’impresa, il rapporto con il territorio in cui si insediano, la responsabilità sociale, i valori e la storia della civiltà d’impresa, la sfida ambientale e i progetti di innovazione, il vissuto del lavoro, il valore delle persone che ne sono protagoniste. Le opere selezionate nelle tre diverse aree del Premio (Narrativa, Documentaria e Innovative Image & Sound) saranno premiate ancora una volta da una giuria d’onore. Anche nell’edizione 2026, infine, saranno assegnati premi speciali a personalità del mondo del cinema.
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(Adnkronos) - Ribadita la richiesta della Procura a una condanna di 9 anni di carcere per Ciro Grillo e tre suoi amici genovesi, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, tutti accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa italo-norvegese, all'epoca 19enne, e di una sua amica coetanea. Il presunto stupro sarebbe avvenuto nel luglio del 2019 nel residence estivo della famiglia Grillo in Costa Smeralda.
"La ragazza fin da subito, dopo la violenza, fa i nomi di tutti. Sente dire a uno di loro: 'Prendila, adesso tocca a me'. È lei a dire: 'Ricordo che tutti parlavano con tutti, li sentivo tutti attorno a me, vedevo con la coda dell’occhio anche le gambe'. È sempre lei che testimonia la presenza di tutti". Così il Procuratore capo Gregorio Capasso, nel corso delle repliche al processo che si celebra davanti al Tribunale di Tempio Pausania e che vede imputati i quattro ragazzi, nessuno dei quali è presente in aula. "La ragazza dopo la violenza riuscirà a scendere dal letto perché Franesco Corsiglia si è distratto e lei ne approfitta e cerca di andarsene. Ma troverà l’opposizione degli altri tre ragazzi. Subito dopo seguirà l’episodio violento nella doccia", continua il Procuratore capo. "Sappiamo tutti che in questo processo le accuse si fondano sulle dichiarazioni delle parti offese, anche se qui abbiamo anche delle chat e immagini. Sarete voi a decidere. Chi ha ricostruito i fatti per come si sono svolti? Chi ha ragione? Le due ragazze o gli imputati? Confermo le richieste conclusive", finisce così la replica del Procuratore di Tempio Pausania.
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(Adnkronos) - Un podcast che trasforma l'arte di organizzarsi in un'avventura cinematografica. E' 'Organizzazione da Oscar' condotto da Sarah Benedetti professional organizer. "Organizzazione da Oscar - racconta all'Adnkronos/Labitalia - nasce dall’unione di due mondi che da sempre fanno parte della mia vita: l’organizzazione personale e il cinema. Da professional organizer aiuto le persone a semplificare e ritrovare equilibrio, e ho sempre pensato che il cinema fosse un linguaggio universale capace di parlare al cuore e alla mente. Un giorno mi sono detta: perché non raccontare i principi dell’organizzazione attraverso le storie e i personaggi che tutti conosciamo? Così è nato il podcast: breve, diretto e con un tocco di magia cinematografica".
"Ci sono centinaia di podcast in circolazione - spiega - ma questo è l'unico che parla di organizzazione legata al cinema. Ho pensato a questa accoppiata perché il cinema è un grande specchio della vita. Nei film troviamo conflitti, soluzioni, strategie, errori e successi: in una parola, organizzazione. Portare esempi cinematografici aiuta a rendere concreti e immediati concetti che altrimenti sembrerebbero teorici o lontani. E poi, ammettiamolo: chi non ama un buon film? Volevo che l’organizzazione non fosse percepita come rigida o noiosa, ma come qualcosa di creativo, accessibile e persino divertente".
Nelle varie stagioni Sarah Benedetti è sempre riuscita ad essere coerente alla promessa 'mai più di 5 minuti': "Viviamo tutti giornate piene, spesso caotiche, e non volevo che il podcast diventasse un altro impegno lungo da incastrare. Cinque minuti sono sufficienti per lanciare uno spunto utile, ispirare una riflessione o suggerire una strategia concreta. È come un caffè con un amico: breve, ma capace di darti la carica giusta per la giornata".
"Dietro Organizzazione da Oscar - fa notare - ci sono sicuramente le tue passioni per cinema e organizzazione. C’è tanta ricerca e tanta voglia di rendere semplice ciò che sembra complicato. C’è l’ascolto delle persone con cui lavoro ogni giorno, che mi portano le loro difficoltà e mi ispirano nuove puntate. C’è anche la mia curiosità: mi piace trovare collegamenti insoliti, leggere tra le righe delle storie e scoprire come possono aiutarci nella vita quotidiana. In fondo, dietro ogni episodio c’è il desiderio di dare un piccolo strumento concreto a chi ascolta".
"L'obiettivo - continua - era dimostrare che l’organizzazione non è una gabbia, ma un mezzo per vivere meglio, e dai feedback ricevuti posso dire di aver trasmesso questo messaggio. Il bilancio è molto positivo: ho scoperto che le persone non solo ascoltano il podcast, ma si riconoscono nei personaggi e nelle storie, e iniziano a riflettere su come applicare quei principi nella loro vita. Per il futuro voglio continuare a sperimentare, raccontare nuovi film e nuove prospettive, e magari aprire sempre di più al dialogo con la community degli ascoltatori".
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(Adnkronos) - La fine dell’estate lascia in eredità non solo ricordi di vacanze, ma anche segni visibili sulla pelle: disidratazione, rughe accentuate, macchie e danni attinici dovuti a una prolungata esposizione ai raggi solari. "Il sole è indispensabile per la sintesi della vitamina D, ma può diventare come una frustata per la pelle. Anche utilizzando creme solari non siamo abituati a un’applicazione così costante da garantire protezione totale: i danni vanno trattati subito per evitare la loro cronicizzazione". Lo spiega all'Adnkronos Salute Raffaele Rauso, chirurgo plastico e presidente del XII congresso Federazione italiana medici estetici (Fime) che si svolgerà a Napoli dal 12 al 14 settembre.
Secondo la Fime, il trattamento più richiesto al rientro dalle vacanze è la biorigenerazione cutanea, che supera le "vecchie" biostimolazioni. Non si tratta più soltanto di "infiltrare" vitamine o acido ialuronico, ma di utilizzare sostanze come idrossiapatite, acido polilattico ed esosomi, in grado di interagire direttamente con i recettori cellulari, stimolando la rigenerazione e il ripristino dell’omeostasi cutanea. "Oggi parliamo di vera rigenerazione, non di semplice stimolazione di un corpo inerte" sottolinea Rauso. Questi trattamenti si rivelano fondamentali per contrastare i danni attinici da sole e stress ambientale: pelle secca, opaca, segnata da discromie. "Prima usavamo solo vitamine – aggiunge Rauso – ora disponiamo di mix complessi che attivano le cellule e inducono reali modifiche nei tessuti".
Per i danni più cronici, legati a esposizioni ripetute e profonde, restano indicati laser frazionato e peeling al fenolo, che rimuovono porzioni di tessuto in modo controllato. Si tratta però di procedure più invasive, che richiedono tempi di recupero maggiori. Spazio anche ai richiami di botulino post-estate: chi ha effettuato il trattamento in primavera per prevenire le rughe d’espressione accentuate dall’abbronzatura, ora necessita di un ritocco per mantenerne la stabilità. Dal 12 al 14 settembre Napoli ospiterà il XII congresso nazionale Fime, occasione di confronto tra i massimi esperti italiani e internazionali. In apertura, una sessione speciale di "rodeo live injection" permetterà ai medici di osservare dal vivo le diverse tecniche e combinazioni di prodotti oggi disponibili: non più solo acido ialuronico, ma mix di sostanze capaci di stimolare i processi rigenerativi. "La medicina estetica sta cambiando volto: non possiamo banalizzare procedure che restano atti medici complessi – conclude Rauso –. Con il congresso di Napoli vogliamo riportare il dibattito su basi scientifiche, garantendo trattamenti sicuri, personalizzati e realmente rigenerativi".
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