In attesa dei dati ufficiali del 2025, le ultime stime elaborate
dal Centro Studi di Cna, basate su informazioni fornite
dall'assessorato al Turismo regionale, indicano che nell'anno
appena trascorso il numero di presenze totali nelle strutture
ufficiali della Sardegna ha sfiorato i 19 milioni. Partendo dai
dati disponibili al momento (marzo 2026), la previsione a sei mesi
suggerisce una tenuta o una leggera crescita degli arrivi nella
prima metà dell'anno (+0,1% sui livelli record del periodo
gennaio-giugno 2025). Questo esercizio, tuttavia, assume la
stabilità delle condizioni attuali e non incorpora shock
geopolitici su larga scala.Stime del Centro Studi Confindustria indicano che se la situazione di instabilità in Medio Oriente dovesse protrarsi, l'impatto sui costi energetici, e quindi su inflazione e costi di trasporto, crescerebbe esponenzialmente: +12% in media annua se la guerra terminasse entro marzo, +60% se perdurasse fino a giugno, +133% se persistesse per tutto il 2026, con conseguenze negative proporzionali sui movimenti turistici internazionali.
L'analisi condotta dalla CNA con dati mensili a partire dal 2019 e fino a tutto il primo trimestre 2026 mostra come la domanda "internazionale" (interesse dedotto da parole chiave in inglese, tedesco, francese e spagnolo) sia stabilmente al di sopra dei livelli pre-2020 e mostri un trend di crescita più robusto. La componente "domestica", invece, pur recuperando appieno i numeri del 2019, si è stabilizzata su livelli più modesti e con una dinamica più piatta a partire almeno dal 2023.
L'analisi della componente stagionale dei volumi di ricerca restituisce un importante campanello d'allarme: il turismo internazionale, o almeno l'interesse verso la Sardegna espresso dalle ricerche sul web, sembra seguire un percorso di polarizzazione stagionale. Soprattutto a partire dal 2022, l'interesse straniero sembra concentrarsi con intensità crescente nei mesi estivi e "svuotarsi" maggiormente...




