tiktoklive

Sfogli i video dei social, ti fermi su una live. Un ragazzo tiktoker prova a fare qualcosa di semplice: accoglie altri ragazzi in diretta, li intervista, crea un momento di conoscenza reciproca. Si alternano giovani etero e gay, in un clima apparentemente disteso.

Poi arriva lui. L'odiatore seriale. L'omofobo che inneggia a Vannacci, con il suo ritornello "Italia agli italiani".

L'Attacco
Senza un costrutto logico, senza un motivo apparente, l'uomo inizia a offendere uno dei ragazzi presenti, rivolgendogli epiteti pesanti: "TikTok dovrebbe buttare fuori i ricchioni come te".

La Reazione del Ragazzo
Il giovane bersagliato non si abbassa al suo livello. Risponde con garbo, con una punta di ironia. Sottolinea la differenza tra la sua laurea da dottore e la probabile, bassa scolarità dell'aggressore. Cerca di prendere la situazione con leggerezza.

Ma l'ignoranza, si sa, non ha limiti. L'omofobo seriale continua, passa al "la sinistra vuole i ricchioni", come se fosse un mantra. Il ragazzo mantiene la posizione, con una certa superiorità, ma nel suo volto – oltre all'ironia – si legge lo sconforto. Quello di chi sa di parlare a un muro.

La Riflessione
Il problema non è la politica, non è l'orientamento sessuale. È l'incapacità di accettare l'altro, di dialogare senza aggredire. Il ragazzo ha provato a dimostrare che esiste un modo diverso di stare al mondo: con la cultura, con il garbo, con la fermezza pacata.

Ma purtroppo, in una diretta social, a volte vince chi fa più rumore. Anche quando quel rumore è solo ignoranza.