La gestione dell'acqua in Sardegna resta pubblica fino al 2034 - Notizie

In Sardegna la gestione dell'acqua resterà pubblica almeno fino
al 2034. Con una delibera adottata ieri, il Comitato istituzionale
d'ambito dell'Egas, l'Ente che governa il servizio idrico
nell'isola, ha prorogato l'affidamento ad Abbanoa, società di cui
sono azionisti Regione (con una percentuale scesa sotto il 20%) e
342 Comuni e rivisto al ribasso le tariffe per gli utenti. Il 15
ottobre scorso l'utility aveva chiesto di mantenere fino al 2034
l'affidamento del servizio idrico integrato, che gestisce dal 2005
in scadenza il 31 dicembre 2028.
La decisione del Comitato, di cui fanno parte il
capo di gabinetto della presidenza della Regione, Luca Caschili, e
dieci sindaci, è stata annunciata dal presidente Fabio Albieri,
primo cittadino di Calangianus, affiancato dal direttore generale
dell'Egas, Andrea Cappelli. "Siamo per l'acqua pubblica - ha
ribadito Albieri - perciò abbiamo optato per l'estensione della
durata della concessione. La delibera prevede prescrizioni per
rafforzare la capacità di indirizzo e il monitoraggio sul gestore.
I risultati dovranno essere misurabili, questa non è un'estensione
senza condizioni"."Di fatto abbiamo simulato una gara", ha
precisato Cappelli, con riferimento alle prescrizioni stringenti
imposte ad Abbanoa in termini di maggiore efficienza e
trasparenza.
Il provvedimento deve passare al vaglio
dell'Arera, l'Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente,
ma è già pienamente operativo. La decisione dell'Egas consente di
sostenere un programma di investimenti da oltre 1,8 miliardi di
euro, di cui 826 milioni attraverso contributi pubblici. Il piano
economico-finanziario 2026-2034 permette di programmare 192 milioni
di euro di investimenti aggiuntivi, pur mantenendo tariffe più
contenute rispetto a quelle previste del Piano d'ambito, hanno
sottolineato Albieri e Cappelli: la riduzione sarà dello 0,5%
l'anno nel prossimo triennio.
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