(di Marzia Piga) La Corte dei Conti ha approvato il giudizio di
parifica del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio
2025, confermando la solidità degli equilibri finanziari
dell'amministrazione. Nonostante il via libera, la requisitoria
della procuratrice regionale Valera Motzo e la relazione delle
magistrate relatrici contabili Cristina Ragucci, Elisa Carnieletto
e Tiziana Sorbello, hanno evidenziato diverse criticità, in
particolare sulla sanità, sulla tempistica della programmazione,
con l'approvazione tardiva delle leggi di bilancio che ha costretto
la Regione a quattro mesi di esercizio provvisorio e limitato
l'operatività degli uffici per un terzo dell'anno, sull'eccessivo
ricorso alle variazioni di bilancio.Un richiamo anche sul tema dei trasporti e sul nodo dell'integrazione degli aeroporti sardi, sul quale la corte di era già espressa con un parere. Il risultato di amministrazione per l'anno 2025 si chiude con un segno positivo di 3.205.705.253,74 euro, sebbene in calo del 13,82% rispetto all'anno precedente. La parte "libera" e immediatamente disponibile ammonta a 510.206.558,23 euro. Il dato più eclatante riguarda la gestione della liquidità: il fondo cassa finale ha raggiunto la cifra record di 3.861.927.499,03 euro, con un incremento del 32% nell'ultimo quadriennio. Per la Corte, questo accumulo è il segnale di un "persistente sfasamento" tra l'incasso delle risorse e il loro effettivo impiego, evidenziando una scarsa efficienza della spesa.
Sul fronte delle entrate, spicca la definizione della storica vertenza sul "Capitolo 1200", che ha portato nelle casse regionali 570 milioni di euro nel solo 2025 (su un totale riconosciuto dallo Stato di 1.190 milioni fino al 2029), somme interamente vincolate a interventi nel settore sociale. La sanità (Missione 13) si conferma il pilastro del bilancio sardo, con stanziamenti per 5,3 miliardi di euro, pari al 29,84% dell'intera spesa regionale. Nonostante l'impegno finanziario, la Corte segnala criticità sul piano...