Si è chiusa con un grande abbraccio di pubblico la 24/a edizione
del Marina Cafè Noir. Tre giornate tra parole esplorazioni sonore e
un filo condutture, cambiare rotta "un invito a ripensare il nostro
tempo attraverso la letteratura e il confronto, interrogandosi su
guerre, confini, migrazioni, diritti, trasformazioni dell'identità
e possibilità di immaginare nuovi approdi collettivi", hanno
sottolineato gli organizzatori Giacomo Casti, Donatella Mendolia e
Francesco Scanu. La borgata di Giliácquas, a Elmas, si è
trasformata in un crocevia di storie, linguaggi e visioni,
accogliendo migliaia di persone giunte per condividere incontri,
concerti, reading e momenti di riflessione."La nuova casa del Festival si è rivelata capace di rispecchiare lo spirito Chourmo: uno spazio aperto e raccolto al tempo stesso, attraversato da una straordinaria partecipazione popolare, a conferma del bisogno continuo di nuovi luoghi in cui la cultura possa farsi occasione di incontro e comunità", hanno aggiunto. Gli appuntamenti hanno attraversato la memoria, il conflitto israelo-palestinese, le nuove forme di militanza, il rapporto tra identità e appartenenza e il potere della narrazione come strumento di comprensione del presente. Ospiti di questa edizione il maestro del noir Maurizio de Giovanni, la reporter di guerra Francesca Mannocchi, la scrittrice e podcaster Chiara Tagliaferri, il talento della narrativa italiana Dario Ferrari, il premio Pulitzer Nathan Thrall, una delle voci più importanti della letteratura araba contemporanea, Adania Shibli, il grande narratore islandese Jón Kalman Stefánsson e la rivelazione francese Mokhtar Amoudi.
E come sempre le parole hanno dialogato con la musica. Willie Peyote, Ginevra Di Marco, Motta e Tonino Carotone hanno impreziosito il palco del Festival, insieme ai progetti originali del Marina Cafè Noir e alla fascia "Suoni dall'acqua", con i set in barca in riva alla laguna.
La ventiquattresima edizione si chiude...